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	<title>Europa Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>The years we have been nowhere: la sofferenza delle migrazioni e delle deportazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 07:38:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccoli film, ma importanti. Sono le storie di Sulemain, Fatima Kamakuye e Patrick che hanno lasciato la Sierra Leone in cerca di un futuro migliore, riuscendo a costruirsi delle nuove vite e delle famiglie&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="225" height="225" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17218" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></figure></div>



<p>Piccoli film, ma importanti. </p>



<p>Sono le storie di Sulemain, Fatima Kamakuye e Patrick che hanno lasciato la Sierra Leone in cerca di un futuro migliore, riuscendo a costruirsi delle nuove vite e delle famiglie in Europa e negli Stati Uniti ma, a causa di problematiche dal carattere burocratico ed alcune infrazioni amministrative, vengono condannati e strappati alle loro famiglie per essere rispediti nel paese d&#8217;origine, dove ormai hanno perso i contatti con amici e familiari di una volta&#8230;Le storie di alcune persone che hanno lasciato, per motivi diversi, la loro patria in Africa per cercare un futuro in Europa vengono descritte e lette sotto una luce diversa. Il termine che viene utilizzato sin dall&#8217;inizio è forte quanto, purtroppo, esplicito ed appropriato: deportazione. Le loro vicende personali ne rafforzano il significato gettando un&#8217;ulteriore e pesante ombra sulla cosiddetta questione dei migranti.</p>



<p>Cascavilla e Piacentini ci invitano a riflettere su vite a proposito delle quali la propaganda avversa diviene priva di strumenti.</p>



<p>Il problema dei flussi migratori sta al centro del dibattito quotidiano fra le forze politiche in Italia, in particolare per la sua collocazione geografica, ma anche nel resto d&#8217;Europa e non solo. L&#8217;argomento prevalente che viene portato da chi vorrebbe risolvere la situazione con proposte a volte solo propagandistiche (vedi alla voce blocco navale) è quello della mancata integrazione di chi arriva in cerca di una vita migliore portando però con sé retaggi culturali che non sono disponibili all&#8217;apertura rispetto ad usi e costumi delle società dei Paesi considerati come meta ideale.<br><br>Questo importante documentario ci ricorda che esistono anche (e non sono pochi) migranti che si inseriscono nella società verrebbe da dire &#8216;a pieno titolo&#8217;. Perché hanno imparato la lingua, trovato un lavoro, si sono sposati/e, hanno messo al mondo dei figli. Ma manca loro, secondo le leggi degli Stati, per dimostrare quella &#8216;pienezza&#8217;, un documento, oppure incappano in intralci burocratici e, da un giorno all&#8217;altro magari anche dopo molti anni, vengono rispediti nel Paese d&#8217;origine.</p>



<p><br><br>Vengono presi, ammanettati, portati a forza in un aereo (anche morendoci come è accaduto in un caso che viene riportato alla memoria) e fatti rientrare in una società che, a sua volta, li respinge perché non hanno fatto fortuna o comunque non sentono più come luogo in cui poter vivere e prosperare. Proprio chi si dichiara difensore del concetto di unità familiare dovrebbe ascoltare queste storie perché qui di famiglie si parla e del loro smembramento senza che nessuno abbia commesso un reato.</p>



<p>Opporsi alle deportazioni è impossibile; opporsi alla brutalità, permettendo agli uomini e alle donne deportati di mantenere la propria dignità, è civiltà.</p>



<p><strong>L’OBIETTIVO DELLA RACCOLTA FONDI.</strong></p>



<p>Raggiungere l’obiettivo permetterà agli autori di volare in Africa a incontrare i deportati, rispediti indietro, perché non li vogliamo e dobbiamo aiutarli a casa loro, e le loro famiglie, che hanno investito tutto per farli partire e che non hanno più nulla.</p>



<p>L’intento è capire cosa è successo quando Sulemain, Madame Manseray e Patrick sono rientrati, quali strascichi fisici e psichici ha portato l’allontanamento dai propri affetti; scoprire come mai gli unici che si decidono ad aiutarli sono solo coloro che hanno ricevuto sulla propria pelle lo stesso marchio infamante.</p>



<p>Per le famiglie rimaste in Sierra Leone essere riportati indietro non è un dramma, ma una condanna; essere separati dalle proprie famiglie è una colpa.</p>



<p>Successivamente gli autori voleranno a Berlino e a Londra per andare a scoprire quali macerie relazionali e affettive i deportati hanno lasciato alle proprie spalle, intervistando chi è rimasto indietro e non ha abbandonato la propria stabilità per andare a riprendere il proprio partner, e i figli cresciuti senza padre o madre, perché la burocrazia si è messa di mezzo.</p>



<p>“<em>Conosceremo gli addetti all’immigrazione, coloro che li riaccompagnano a casa e gli avvocati che cercano di assistere e hanno cercato di impedire la loro deportazione</em>“.</p>



<p><strong>TRAILER del DOC: </strong></p>



<p><a href="https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FcGE-kXta1qY%2Fmaxresdefault.jpg&amp;tbnid=3t8wobZ100CKSM&amp;vet=12ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU..i&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DcGE-kXta1qY&amp;docid=qYP-xsveZab4PM&amp;w=1280&amp;h=720&amp;q=the%20years%20we%20have%20been%20nowhere%20trailer&amp;ved=2ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FcGE-kXta1qY%2Fmaxresdefault.jpg&amp;tbnid=3t8wobZ100CKSM&amp;vet=12ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU..i&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DcGE-kXta1qY&amp;docid=qYP-xsveZab4PM&amp;w=1280&amp;h=720&amp;q=the%20years%20we%20have%20been%20nowhere%20trailer&amp;ved=2ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>L’obiettivo finale spiegano è sensibilizzare gli spettatori: “<em>Noi vogliamo differenziare l’essere umano dal pacco postale, nel quale, a causa di leggi e di frontiere, decise a tavolino, lo si vuole trasformare, quando un confine non cambia la conformazione del territorio, ma solo il suo nome; in questo caso il deportato è utilizzato per meri interessi elettorali e da persona, magicamente, si trasforma in percentuale.</em></p>



<p>Il dramma del padre o della madre che non può vedere crescere i propri figli e che avrà effetti sulla psicosocialità degli adulti e dei bambini sarà il cuore della nostra campagna.</p>



<p><em>Chi beneficerà di questi fondi saranno i futuri spettatori che si avvicineranno a quest’esperienza scoprendo che, la propaganda televisiva, ululata ai quattro venti non è una scelta priva di conseguenze, ma una decisione che influenza decine di migliaia di vite ogni anno che sono spostate arbitrariamente da un continente all’altro</em>“.</p>



<p></p>



<p><strong>A COSA SERVONO I SOLDI?</strong></p>



<p>Viaggiare per poter effettuare le riprese, utilizzare telecamere all’avanguardia per poter realizzare il documentario e renderlo disponibile sulle piattaforme che si utilizzano tutti i giorni (Tv, via cavo, on demand e streaming) montarlo e sottotitolarlo in tutte le lingue (italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, cinese, arabo, olandese, portoghese, giapponese, malawi e hindi) per poterlo diffondere nel mondo.</p>



<p><strong>CHI E’ INVISCHIATO NEL PROGETTO?</strong></p>



<p><strong>Mauro Piacentini</strong>&nbsp;regista e produttore, dopo i successi di “Posto Unico” e “Profondo Bianco” volerà in Africa in pieno Covid, incurante di malattie ben più gravi (quali il tifo, la malaria e il colera) per portare a termine le riprese africane.</p>



<p><strong>Olivia Godding</strong>&nbsp;ha cominciato l’attività di modella e attrice quando aveva 12 anni e ha posato per Elle, Fille e Cover ed è apparsa in Confessioni di una mente pericolosa, di George Clooney. Adesso è un imprenditrice di successo a Freetown e comparirà nelle vesti di testimone nel documentario, in quanto migrante.</p>



<p><strong>Roberto Sommella</strong>&nbsp;è un esperto di post-produzione che vanta una conoscenza approfondita degli strumenti di editing e molte esperienze come video maker. Dopo la laurea in Lingua e Letteratura giapponese a Napoli, ha vissuto in giro per l’Europa e ha maturato più di 15 anni di esperienza nella produzione video. Ha avuto la possibilità di lavorare con diverse piattaforme, software e telecamere su un ampio spettro di produzioni, dalla moda allo sport, dal branded content al corporate, dal marketing alla fiction o a cortometraggi come “Deep white”, presentato nel 2006 al Festival del Cinema di Venezia, nel settore Industry.</p>



<p><strong>Markadams Kamara</strong>&nbsp;ha lasciato la Sierra Leone subito prima della guerra alla fine degli anni 90. Dopo aver vissuto e lavorato in Costa d’Avorio, si è trasferito nel centro Europa (Francia e Germania) dove si è sposato e ha avuto una figlia, prima di essere deportato. Rientrato in Sierra Leone, si è dedicato all’attività teatrale e adesso si occupa di bilanci.</p>



<p><strong>Mike Duff</strong>&nbsp;è un video-maker australiano che dopo aver vissuto nel sud est asiatico per alcuni anni si è trasferito in Sierra Leone. Un solo anno, aveva detto. Vive e lavora a Freetown da 9 anni e collabora con BBC, ABC, Al Jazeera come freelance, progettista, direttore della fotografia e cameramen.</p>



<p><strong>Lucio Cascavilla</strong>&nbsp;è un attivista e scrittore. Dopo aver vissuto per 10 anni in Cina e aver lavorato ad alcuni cortometraggi e documentari, ha pubblicato tre libri (due sul paese asiatico e 1 di fantascienza). Da quasi due anni vive e lavora in Sierra Leone e collabora a varie riviste e blog online.</p>



<p><strong>Antonio Rignanese</strong>&nbsp;è un Digital Strategist e si occupa di comunicazione on line per aziende e professionisti. In passato attivista di Emergency per la provincia di Foggia e Macerata, è da sempre attento e attivo sulle tematiche della cooperazione internazionale e dei diritti umani.</p>



<p>– Per condividere il progetto:<br><a href="https://www.gofundme.com/f/the-years-we-have-been-nowhere-sostieni-il-doc?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.gofundme.com/f/the-years-we-have-been-nowhere-sostieni-il-doc?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Per non dimenticare e non ripetere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 10:05:38 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17082" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Contro ogni sterile negazionismo e per comprendere fino in fondo l&#8217;importanza della Memoria, oggi vogliamo parlarvi di una sezione del museo Polin di Varsavia &#8211; premiato come Miglior Museo d&#8217;Europa nel 2016 &#8211; nato nell&#8217;area dove sorgeva il ghetto durante l&#8217;occupazione tedesca e  che raccoglie, in maniera originale e interattiva, la storia degli ebrei polacchi dal 500 d.C. ai nostri giorni. ma la sezione che ci riguarda è quella riservata alla Shoà o all&#8217;Olocausto. Non sono sinonimi, però, questi due lemmi: il primo, infatti, si riferisce al genocidio degli ebrei: etimologicamente significa &#8220;distruzione, catastrofe&#8221; senza considerare, quindi, il concetto di &#8220;sacrificio&#8221;. Il termine &#8220;olocausto&#8221;, invece, si riferisce allo sterminio di tutte le etnie e indica un&#8217;offerta, più o meno gradita, ad una qualche divinità, offerta basata sull&#8217;atto di bruciare totalmente la vittima sacrificale. Non vogliamo dimenticare un&#8217;altra parola: &#8220;porrajmos&#8221; che si riferisce, in particolare, allo sterminio delle comunità rom e dei sinti durante il nazifascismo che, letteralmente, significa &#8220;grande divoramento&#8221;. </p>



<p>Nelle sale progettate da due architetti finlandesi, il percorso inizia in penombra e si snoda tra fotografie di vari formati, scritte, elenchi di nomi, cartine geografiche, ma anche voci riprodotte, filmati, installazioni. La luce, mano a mano che la seconda Guerra mondiale volge al termine e con essa la tragedia per le minoranze, si schiarisce per andare incontro alla speranza, ma la speranza è flebile ed è per questo che consideriamo un bene ogni momento e ogni azione per riportare alla memoria il passato, per tramandarlo alle nuove generazioni, per non porre di nuovo le basi che hanno fatto sì che alcuni popoli o individui perdessero la propria umanità. </p>



<p>Leggiamo, ascoltiamo le testimonianza e facciamole nostre. Per non dimenticare e non ripetere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17083" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Separazione e isolamento, repressione, vivere all&#8217;ombra della morte, deportazioni. </p>



<p>Subito dopo la Liberazione gli ebrei si registrano per ricevere aiuto e lasciare una traccia. &#8220;Sono vivo, esisto&#8221;. all&#8217;inizio si identificano su normali pezzi di carta, ma presto il Comitato centrale degli ebrei in Polonia (CKZP) introduce moduli di registrazione per standardizzare il processo. Sono circa 200.000 gli ebrei registrati.</p>



<p>Il 90% della comunità ebraica in Polonia morì nell&#8217;Olocausto. I tedeschi e i loro alleati uccisero 6.000.000 di ebrei in tutta Europa. il museo POLIN è stato eretto nel cuore dell&#8217;ex quartiere ebraico, trasformato in ghetto durante la Seconda Guerra Mondiale. </p>



<p>Almeno il 10% degli ebrei sopravvissuti non si è registrato presso i comitati ebraici per varie ragioni, inclusi i traumi della guerra e l&#8217;antisemitismo del dopoguerra. Alcuni credevano che la nazionalità non avrebbe avuto importanza nel nuovo sistema, altri non si sentivano ebrei. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17084" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="879" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17085" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 879w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-258x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 258w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-768x894.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1319x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1319w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1759x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1759w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></a></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="916" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17086" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 916w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-268x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 268w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-768x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1374x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1374w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1832x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1832w" sizes="(max-width: 916px) 100vw, 916px" /></a></figure>



<p>Nel ghetto sovraffollato ogni appartamento era pieno zeppo di occupanti. dopo le deportazioni rimasero solo 60.000 ebrei. Wladyslaw Szlengel ha scritto una poesia sul vuoto che lo circondava. e&#8217; stato ispirato da una nota &#8211; un elenco dei tanti inquilini che un tempo avevano vissuto insieme in un appartamento ora vuoto &#8211; nascosta dietro al suo campanello.  </p>



<p></p>



<p>L&#8217;Azione continua&#8230;Due o tre uomini delle SS si presentano dove la polizia sta conducendo il rastrellamento, terrorizzando la popolazione con le loro urla, le fruste e le sparatorie. Le persone vengono uccise. </p>



<p>&#8220;Tutto si svolge ad un ritmo vertiginoso, sempre più veloce. Presto tutti i residenti saranno in piedi nel cortile, la selezione è finita. Non c&#8217;è tempo per tornare indietro, non c&#8217;è tempo per un&#8217;ultima occhiata in giro, non c&#8217;è tempo per eventuali ultime parole. anche se il tempo giusto per i funerali è lento e dignitoso, non ti è permesso camminare lentamente. Qui devi correre&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="945" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17087" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-277x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 277w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-768x833.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1417x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1417w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1889x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1889w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17088" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Aleksandra Sotowiejczyk-Guter (nata nel 1917), ghetto di Varsavia. &#8220;Da quando ho iniziato a portare con me il veleno, non sento più il mio cuore battere forte al suono degli stivali chiodati. Sento questo ansioso desiderio di vita, di libertà, di sole. un desiderio di poter attraversare la strada senza una toppa sulla schiena o sul petto, un desiderio per il tempo in cui ero pulita, quando avevo il mio letto. Un desiderio in cui ero un essere umano&#8221;. </p>



<p>Durante la Pasqua ebraica, gli ebrei religiosi erano alle prese con un dilemma morale: mangiare il pane o morire di fame. Chaim A. Kaplan, scrittore, insegnante e autore di libri di testo, ha scritto dettagli sulla vita religiosa nel ghetto. Dal 1933 al 1942 tenne un diario in ebraico e riuscì a trasferire le sue annotazioni fino all&#8217;agosto &#8217;42: &#8220;Gli operai muoiono di fame; mi rivolgo alle autorità per il diritto di acquistare cibo&#8230;&#8221;. Anche Emanuel Ringelblum teneva un diario in yddish e il 22 novembre 1940 fondò un archivio clandestino &#8220;Oyneg Shabes (Joy of Shabbath), così chiamato perchè la squadra si riuniva segretamente il sabato. Rischiando la vita, il team ha raccolto ogni brandello di prova: dagli avvisi ufficiali tedeschi e gli annunci dello Judenrat ai giornali clandestini, dalle tessere annonarie, involucri di caramelle, biglietti del tram agli inviti ad eventi, rapporti e studi su questioni sociali e mediche. hanno accumulato diari, lettere, saggi di bambini, resoconti di rifugiati e opere letterarie. Si trattava di espressioni fedeli di ciò che gli ebrei polacchi hanno vissuto, pensato e sofferto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17094" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17099" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;Siamo chiusi dietro a un doppio muro: dietro un muro di mattoni i nostri corpi, dietro un muro di silenzio fa&#8217; tacere le nostre anime&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="694" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17092" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-768x521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1536x1042.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-2048x1389.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17097" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p> &#8220;Quello che non si può gridare al mondo, seppelliremo nel terreno. Vorrei vivere per vedere il momento in cui questo grande tesoro potrà essere scavato, Una delle strade vicine è già bloccata. Gli stati d&#8217;animo sono terribili. Ci aspettiamo il peggio&#8230;&#8221; </p>



<p></p>



<p>I tedeschi sfruttavano gli ebrei come forza lavoro a buon mercato o gratuita. All&#8217;inizio ricevevano un salario molto basso e un piatto di zuppa. Spesso un lavoratore tornava a a casa contuso e sanguinante. Alcuni furono mandati nei campi di lavoro dove vissero in condizioni spaventose. </p>



<p>&#8220;Le porte sono davvero chiuse ora? Sì, lo sono. Chiuse sull&#8217;orda, sulla massa densa di persone all&#8217;interno. Attraverso piccole aperture in alto possiamo vedere teste e mani che iniziano ad agitarsi&#8230;.quando il treno parte&#8230;&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="749" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17095" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 749w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-219x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 219w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-768x1050.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1123x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1123w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1498x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1872w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" /></a></figure>



<p>Sebbene inizialmente la maggior parte degli ebrei preferisse l&#8217;occupazione sovietica a quella tedesca, non passò molto tempo che la mano pesante dei sovietici li schiacciasse. Dal febbraio 1940 al giugno 1941, i sovietici effettuarono quattro azioni di deportazione e reinsediarono circa 320.000 polacchi, inclusi 80.000 ebrei, a est, principalmente in Kazakistan e in Siberia. La maggior parte di loro morì di fame e per le dure condizioni di lavoro forzato.  </p>



<p>Dicevamo&#8230;la speranza: a volte può essere controproducente, soprattutto se guardiamo all&#8217;attualità. Ma noi vogliamo continuare a credere e a lottare per un mondo giusto e libero. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17096" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Niger e l&#8217;antico problema del colonialismo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 08:43:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani E&#8217; di qualche giorno fa, la protesta davanti all&#8217;ambasciata francese in Niger con bandiere russe e nigerine. Il recente golpe militare e la sospensione degli aiuti europei sono alla base della&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>E&#8217; di qualche giorno fa, la protesta davanti all&#8217;ambasciata francese in Niger con bandiere russe e nigerine. Il recente golpe militare e la sospensione degli aiuti europei sono alla base della protesta. La risposta dell&#8217;Europa, o meglio, della Francia? Tolleranza zero verso chi minaccia la Francia e i suoi interessi. I sostenitori della protesta, e quindi del golpe, hanno letto nella risposta francese una dichiarazione di guerra. La situazione, come si comprende, è delicata. </p>



<p>Quando si nominano la Francia e il Niger la prima parola che viene in mente è: colonialismo.</p>



<p>Formalmente, il Niger ha ottenuto l&#8217;indipendenza dalla Francia nel 1960, ma&nbsp; possiamo affermare che la Francia non è più nel territorio?&nbsp;</p>



<p>In Niger  si parla francese, ma non è l&#8217;unico legame dello Stato africano con la Francia. Come negli anni &#8217;70, il Niger garantisce alla Francia  manodopera a basso costo, beni materiali e risorse naturali. Ad oggi, molti scavi effettuati nelle miniere di uranio, hanno a capo aziende legate al governo francese. Le compagnie minerarie sono uno dei pochi modi in cui i nigerini possono ottenere un lavoro retribuito. A causa delle radiazioni nelle miniere di uranio, però, molti sviluppano gravi problemi di salute come malattie respiratorie, polmonari e paralisi. La situazione economica è talmente critica che non ci si può nemmeno permettere di partire verso mete che promettono un futuro migliore.</p>



<p>Recentemente pare che in Niger siano comparsi nuovi protagonisti, ovvero la Russia e la Cina. Ecco il motivo della bandiera russa accanto a quella nigerina durante la protesta&#8230;</p>



<p>Alla luce dei fatti appena descritti, il Niger si libererà mai dal colonialismo? Qual è la responsabilità del governo francese e di quello europeo riguardo ad un processo di indipendenza mai davvero intrapreso? Gli altri Paesi come si pongono rispetto alla questione? A voi le risposte.</p>
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		<title>Restoring family link. Ricerca di un minore afghano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 07:43:37 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16834" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/af.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Chiediamo una vostra collaborazione per la ricerca di 1 persona. Aiutiamo la Croce Rossa internazionale nella ricerca di migranti scomparsi, a partire dalla richiesta di aiuto da parte ei loro familiari. </p>



<p>La persona da cercare è:</p>



<p><strong>Mr. Mohamed Rassoul ORYAKHEL</strong>, di circa 16 anni, afghano di origine Pachtoun, nato nella provincia di Laghman. Il fratello si trova ora in Francia e ha richiesto la nostra assistenza per localizzarlo.<br>Si trovavano insieme a Istanbul nell&#8217;inverno del 2019, dove sono stati separati. Il richiedente ha preso la rotta verso l&#8217;Europa passando per Grecia, Serbia e Italia prima di stabilirsi in Francia. Si aspetta che anche suo fratello abbia preso la stessa strada e possa trovarsi in uno dei paesi di passaggio.</p>



<p><strong>Pubblichiamo la foto del richiedente.</strong> Le somiglianze dei familiari possono essere utili per la ricerca e identificazione delle persone da cercare. </p>



<p>Qualsiasi eventuale notizia sarebbe di grande aiuto. Grazie. </p>
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		<title>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE E&#8217; un DIRITTO !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 10:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani 6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO! Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,giustizia e riparazione per le&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani</p>



<p><strong><img loading="lazy" src="https://lh3.googleusercontent.com/D6WLpJM3k6rvrkOXFmc_FSPC_M5BxHDEnnlTorQEHm3isq4ayD0qPPvOmvmYROX1BrK0xF6Yu6bEaDUmNdM7o29WxpCQZ1J7D2DUsi8Y8CvNg0IV7OJkeG75iFjxosmIFJMDD1f0jHI0jCwpNwEi5jsyTJqElJbrvEn_GMujjzXRVMDiWmWjkTvYKUxX3H3TchDBv1JbGA?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="490" height="146"></strong></p>



<p>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</p>



<p>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,<br>giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di scomparsa forzata lungo le frontiere di terra<br>o di mare, in Europa, in Africa, in America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il viaggio fornendo loro soccorso medico,<br>cibo, vestiti e supporto quando si trovano in situazioni di pericolo affinché il loro viaggio abbia un lieto fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone immigrate prima che sparissero, che si adoperano per<br>cercare di identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.<br>Siamo una grande famiglia che non ha confini e non ha nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i regimi di<br>morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che si batte per affermare il diritto di migrare, la libertà di circolazione e<br>la giustizia globale per tutti e tutte.<br>Anno dopo anno assistiamo al massacro in atto lungo le frontiere e nei luoghi di detenzione progettati per scoraggiare le<br>partenze delle persone migranti. Non possiamo dimenticare queste vittime! Non vogliamo restare in silenzio di fronte a<br>ciò che accade!</p>



<p><br>A febbraio 2020, ci siamo riuniti/e a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima grande CommemorAzione. In<br>quell’occasione abbiamo scelto il 6 febbraio, giorno della strage di Tarajal, come data simbolica contro la<br>militarizzazione delle frontiere e per la libertà di circolazione da celebrare con eventi organizzati in tutto il mondo.<br>A settembre 2022 ci siamo riuniti a Zarziz, in Tunisia, per la seconda grande CommemorAzione e abbiamo confermato la<br>nostra volontà di continuare a lavorare insieme perché il 6 febbraio diventi la giornata in cui si uniscono tutte le lotte<br>che numerose organizzazioni portano avanti ogni giorno per denunciare il regime di morte nelle frontiere e per esigere<br>verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p><br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi dei parenti delle vittime<br>della migrazione, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i paesi del mondo di organizzare iniziative di protesta e<br>sensibilizzazione il 6 febbraio 2023.</p>



<p><br>Vi invitiamo ad usare il logo riportato in alto, insieme ai vostri propri loghi, come elemento per evidenziare il<br>collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno potranno essere pubblicati nella pagina<br>Facebook Commemor-Action</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire!<br>Sono persone non numeri!<br>Libertà di movimento per tutti e tutte!</p>
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		<title>Trace the face. Restoring family link</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:33:12 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16771" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/poster_page-0001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Riprende l&#8217;attività di ricerca di persone scomparse durante i viaggi migratori. Il progetto è a cura della Croce Rossa Internazionale e noi cerchiamo di divulgare le notizie che ci vengono fornite di volta in volta. </p>



<p>Al momento si stanno cercando le due persone indicate di seguito di cui, purtroppo, non c&#8217;è fotografia del richiedente. Nel poster, però, trovate immagini di molte altre per le quali chiediamo il vostro aiuto. Grazie.</p>



<p></p>



<p><strong>Farhiya Yusuf,</strong> femmina, nata nel 1996 ad Abore in Somalia. La signora Yusuf è fuggita dalla Somalia dopo aver perso il marito ucciso da El Shabaab. Ha passato del tempo in Libia e dopo qualche tempo, intorno al 2010, si è diretta verso l&#8217;Europa. Purtroppo il cugino che la sta cercando, Sid Ali Jama Mohamed, non ha altre informazioni per il momento. Egli vive in Belgio e pensa che anche la signora Yusuf abbia cercato di raggiungere lo stesso paese e potrebbe essere passata per l&#8217;Italia.</p>



<p></p>



<p><strong>Najid Ali Sarwari</strong>, uomo di 35-40, Afghano di origine Hazara, nato in un villaggio chiamato Loman, nel distretto di Jaghori, nella provincia di Ghazni, sposato con Fatima Sarwari. Nei primi mesi del 2021 è fuggito da Kabul nell&#8217;agosto 2021 con i 2 figli (gemelli). Sono passati per Ghazni prima di dirigersi verso il confine con l&#8217;Iran. Al confine sono stati aggrediti dalla polizia iraniana e si sono separati. Il figlio che lo cerca, Farhad Sarwari, ora vive in Belgio e pensa che anche il padre, Najid, abbia cercato di seguire lo stesso percorso per raggiungere l&#8217;Europa: Afghanista-Iran- Turchia-Italia (per mare).</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>La speranza non è reato</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 08:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Di Luigi Ciotti su Lavialibera) Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che accoglienza e solidarietà sono possibili. Ora servono politiche che mettano in cima alle priorità la vita delle persone, senza fare alcuna distinzione tra&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="585" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1024x585.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16625" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1024x585.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-768x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920-1536x878.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/racism-g26ac3682f_1920.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>(Di Luigi Ciotti su Lavialibera)</p>



<p></p>



<h3>Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che accoglienza e solidarietà sono possibili. Ora servono politiche che mettano in cima alle priorità la vita delle persone, senza fare alcuna distinzione tra i popoli che necessitano di aiuto</h3>



<p>La speranza non è reato. Non può essere reato sperare di migliorare le proprie condizioni di vita. Senza speranza non c’è vita ma soltanto sopravvivenza. E a volte neppure quella, quando la situazione intorno è fatta di guerra, carestia, persecuzioni e violenze. Eppure noi pretendiamo di decidere chi ha diritto di sperare, e chi no. Chi ha diritto di vivere, e chi no.<br>La&nbsp;<strong>guerra in Ucraina</strong>, una sciagurata aggressione militare che in poche settimane ha costretto milioni di persone a lasciare le proprie case per cercare salvezza oltre i confini del Paese, ha smascherato anni di propaganda sul tema dell’immigrazione. La risposta coesa dell’<strong>Europa</strong>&nbsp;nell’<strong>accogliere i profughi</strong>&nbsp;e la generosità delle popolazioni, a partire da quelle più prossime al conflitto, ha dimostrato ciò che alcuni sostenevano, inascoltati, da sempre: quando c’è la volontà politica di salvare vite, e mettere la vita umana al primo posto, tutto diventa possibile.&nbsp;</p>



<h3>Aiuti e oblio</h3>



<p>In un tempo veramente breve, la solidarietà nei confronti delle persone in fuga ha consentito di dare efficacia a norme rimaste a lungo sulla carta, di superare vincoli sanitari e burocratici che sembravano insormontabili, di trovare accordi economici e far dialogare pubblico e privati in vista di un migliore coordinamento. Soprattutto, ha messo a tacere chi era abituato a definire “<strong>emergenza</strong>” l’arrivo, ogni anno, di poche migliaia di disperati attraverso le&nbsp;<strong>rotte pericolose del Mediterraneo o dei Balcani</strong>. Poiché si è visto che, anche di fronte a numeri ben maggiori, è possibile trovare spazi e costruire condizioni di accoglienza dignitose.</p>



<p>È partita allora la gara dei distinguo, delle classifiche di cosa è più guerra, di&nbsp;<strong>chi è più profugo</strong>, di quali situazioni sono disperate davvero e meritano la nostra mobilitazione. E poi, magia, si è smesso semplicemente di parlarne, come del resto è molto calata l’attenzione sul conflitto ucraino, non diversamente da quanto accaduto a&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-schede-704-infografica_guerre_conflitti_mondo?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti gli altri conflitti che pure continuano a provocare morte e devastazione nel mondo</a>.</p>



<p>Intanto, i disperati cui si nega il diritto di sperare non hanno smesso di affrontare le&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-tag-8-flussi_migratori?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rotte di morte del mare e dei monti</a>, trovando sempre le stesse porte chiuse, le stesse leggi selettive, la stessa disumanità. Di fronte a famiglie che con dedizione hanno accolto donne e bambini, investendo spazi privati, soldi e cuore. Di fronte ad associazioni che hanno messo in gioco le loro risorse sempre scarse, pur di rispondere al bisogno di protezione dei più fragili. Di fronte a un&nbsp;<strong>sistema scolastico</strong>&nbsp;che immediatamente si è attivato per far sentire a casa i piccoli arrivati col trauma della guerra, non è mancato chi ha speculato e ha visto nell’accoglienza un’occasione di tornaconto personale, a livello economico e di immagine. Così, se prima si monetizzava consenso sulla paura dei profughi, subito dopo lo stesso consenso si è monetizzato su&nbsp;<strong>una frettolosa pietà&nbsp;</strong>nei loro confronti. Quanta ipocrisia e quanto cinismo, mascherati da solidarietà.</p>



<h3>L’esercito dei profittatori</h3>



<p>Sperare non è reato, ma c’è chi auspica che lo diventi. Mentre scrivo questo articolo, tornano alla ribalta proposte già rivelatesi fallimentari in passato: blocchi navali,&nbsp;<strong>decreti sicurezza</strong>, respingimenti. E intanto governi illiberali – come&nbsp;<strong>Turchia</strong>,&nbsp;<strong>Egitto</strong>,&nbsp;<strong>Libia</strong>&nbsp;– riescono a condizionare gli equilibri internazionali, mercificando la speranza dei diseredati e la paura di chi vede a rischio i propri privilegi. Tengono in ostaggio migliaia di esseri umani che l’<strong>Europa non vuole&nbsp;</strong>e in cambio di questo “favore” pretendono soldi e la libertà di reprimere qualsiasi opposizione interna.&nbsp;</p>



<p>Sperare non è reato, ma su quella speranza quanti reati si compiono! Dai<a href="https://lavialibera.it/it-schede-200-com_e_fatto_un_trafficante_di_migranti?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;trafficanti di esseri umani&nbsp;</a>ai caporali, dai gestori corrotti dei meccanismi di accoglienza ai politici che usano il tema come un’arma elettorale. Il tutto a scapito di chi si muove onestamente per salvare vite e costruire&nbsp;<strong>opportunità durevoli</strong>, rispettose dei bisogni, dei legami e delle aspirazioni della gente.<br>Sperare non è reato, e noi continuiamo a sperare che questo concetto sacrosanto venga tradotto in politiche lungimiranti e leggi che guardano altrettanto lontano. Non è solo un problema di immigrazione, del resto.</p>



<h3>Un racconto distorto</h3>



<p>Pensiamo alle norme sullo&nbsp;<a href="https://lavialibera.it/it-schede-459-ius_soli?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ius soli&nbsp;</a>– delle quali&nbsp;<em>lavialibera</em>&nbsp;si è occupata qualche numero fa – che non riguardano persone migranti ma&nbsp;<strong>giovani nati qui, italiani di fatto</strong>.&nbsp;Pensiamo alle sacche di povertà e illegalità in cui vengono lasciate campare comunità di diversa origine: dagli insediamenti informali di famiglie rom alle baraccopoli dei<a href="https://lavialibera.it/it-schede-235-migranti_sfruttamento_caporalato_straberry_startup_milano?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;lavoratori stagionali</a>, come se fossero realtà extraterritoriali, fuori dalla nostra giurisdizione, e dove si interviene, se si interviene, perlopiù in maniera repressiva.<br>Pensiamo anche solo al diverso taglio che viene dato alle notizie, specie quelle tragiche: quando a morire in un incidente è un agiato turista straniero oppure uno straniero immigrato, quando a compiere un delitto è un italiano contro uno straniero o viceversa. Il&nbsp;<strong>razzismo strisciante</strong>&nbsp;che detta i titoli dei giornali in molti casi è lo stesso razzismo applicato ai flussi migratori o alle politiche di integrazione: tu sì e tu no,<strong>&nbsp;tu mi somigli</strong>&nbsp;mentre a te non voglio correre il rischio di somigliare mai.<br>La speranza non è&nbsp;reato, mentre sarebbe da introdurre il reato di “<strong>selezione delle speranze</strong>”. La presunzione che abbiamo di definire il grado di felicità e pienezza a cui può aspirare ciascuna vita, in base al luogo di nascita e alla cultura di appartenenza.&nbsp; Non lasciamo che su questo come su altri temi a fare la differenza sia l’indifferenza.</p>
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		<title>La conferenza sul futuro dell&#8217;Europa: concluso l&#8217;esperimento democratico dell&#8217;Unione europea</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 07:51:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione. Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16380" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p></p>



<p>Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione.</p>



<p>Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea è stata pensata per rispondere al desiderio più volte espresso dai cittadini europei di essere maggiormente coinvolti nel processo decisionale dell’Unione.</p>



<p>A partire da maggio 2021, infatti, quattro panel di cittadini provenienti da ogni Paese membro, composti ciascuno da duecento persone, si sono periodicamente incontrati per discutere di alcune tematiche europee, dalla democrazia alla salute, dalla migrazione all’istruzione.</p>



<p>Nel corso di questi incontri, a cui sono succeduti poi anche dibattiti con le stesse istituzioni europee, i panel di cittadini hanno discusso e elaborato delle idee per il futuro dell’Europa, idee sfociate poi in quarantanove proposte di obiettivi e misure concrete da rispettare e attuare nei prossimi anni.</p>



<p>La possibilità di fare sentire la propria voce non è stata in realtà garantita solamente agli ottocento membri dei quattro panel, ma a tutti i cittadini degli Stati membri.</p>



<p>Ciò è stato possibile in particolare attraverso l’organizzazione di eventi nazionali e transazionali, oltre che per mezzo della creazione di un panel ad hoc nell’ambito di ciascun singolo Stato. Ogni cittadino ha inoltre avuto la possibilità di presentare le proprie idee e proposte sulla piattaforma digitale dedicata alla Conferenza, oltre che di interagire con altri cittadini attraverso la stessa. L’insieme di queste proposte, nazionali e online, è stato infine discusso durante i dibattiti tra cittadini e tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni.</p>



<p>Se però le attività della Conferenza sono state apprezzate sia dalle istituzioni che dai cittadini, al momento, ora che questo innovativo “esperimento democratico” si è concluso, numerose perplessità sorgono circa il destino di queste proposte.</p>



<p>Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione dovranno infatti decidere nei prossimi mesi come ciascuna di queste istituzioni possa rendere effettivi i risultati della Conferenza e prepararsi per organizzare un incontro nell’autunno 2022 per aggiornare i cittadini su quanto fatto fino ad allora.</p>



<p>Già il Parlamento europeo ha avanzato l’ipotesi di percorrere la strada della riforma dei Trattati istitutivi dell’Unione per potere integrare le proposte nel diritto comunitario, modificando dunque quest’ultimo nei suoi testi fondamentali. Se la possibilità di avviare questa procedura è stata accennata anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Presidente francese Emmanuel Macron, diversi Stati si sono però mostrati reticenti a eventuali riforme.</p>



<p>Pagina ufficiale della Conferenza: <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Piattaforma online della Conferenza: <a href="https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Pagina dedicata agli eventi in Italia: <a href="https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Fermare l’invio delle armi per fermare la guerra in Ucraina. Padre Zanotelli: “è fondamentale l’obiezione di coscienza, per un cristiano diventa qualcosa di essenziale”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2022 07:17:10 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.farodiroma.it/wp-content/uploads/2022/05/Europa-x-la-pace-e-Zanotelli-820x615-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img src="https://www.farodiroma.it/wp-content/uploads/2022/05/Europa-x-la-pace-e-Zanotelli-820x615-1-696x522.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title=""/></a></figure>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/2022/05/zanotelli-mai-come-oggi-la-nonviolenza-e-significativa-e-importante/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Pressenza</a>&nbsp;pubblica un’intervista realizzata da Dale Zaccaria al missionario comboniano&nbsp; padre Alex Zanotelli sulla tragedia della guerra in Ucraina e la partecipazione della Nato con l’invio di armi.</p>



<p><strong>Padre Alex, in una recente lettera che ha titolato “ sull’orlo del baratro” lei afferma: Viviamo un momento drammatico della storia umana. Siamo sotto la minaccia dell’ “inverno nucleare” e dell’ “ estate incandescente”! La prima provocata da una guerra nucleare e la seconda dalla paurosa crisi ambientale. Il suo stesso pensiero lo ha formulato il famoso linguista Noam Chomsky. C’è il rischio reale di un conflitto nucleare? Ritiene sia un pericolo concreto per tutti noi?</strong></p>



<p>Dal 2 al 5 giugno si terrà il Festival del libro per la pace e la nonviolenza a Roma nel quartiere San Lorenzo. E’ un evento importante soprattutto in questo momento di grave crisi. Si, siamo sul baratro, il baratro davvero di una guerra nucleare che ci potrebbe venire dalla guerra in Ucraina e questo ci porterà all’ esplosione atomica e all’inverno nucleare. E l’altro baratro è quello della grave crisi ecologica che ci attanaglia e ci potrebbe portare all’estate incandescente. E le due cose sono connesse.</p>



<p><strong>Anch’io come Lei sono contraria all’invio di armi. Armare fino ai denti una guerra già in corso è come buttare benzina sul fuoco. Qual è secondo Lei la soluzione per uscire quanto prima da questo conflitto bellico?</strong></p>



<p>Il peso della guerra e delle armi sul pianeta è enorme, tanto quanto quello dello stile di vita di pochi. Per cui dobbiamo avere il coraggio davvero di dire no alle armi, non solo a non inviare armi all’Ucraina – è talmente ovvio vuol dire buttare benzina sul fuoco – ma no a tutte le armi. E’ mai possibile che questa umanità sia giunta lo scorso anno a spendere 2100 miliardi di dollari in armi? E’ una follia totale. In Italia non siamo in guerra con nessuno e abbiamo speso 30 miliardi di euro in armi e il Governo adesso ho deciso di arrivare al 2% del PI, dunquee fra qualche anno arriveremo a 38 miliardi di euro. È assurdo tutto questo, dobbiamo uscirne fuori altrimenti vuol dire davvero la morte che ci attende. Non possiamo continuare così.</p>



<p><strong>Da Papa Francesco al XIV Dalai Lama, le alte guide spirituali del nostro mondo hanno condannato la guerra e una possibile escalation nucleare. Siamo ancora in tempo per fermarci, per cambiare strada, per non distruggere noi stessi e la nostra madre terra?</strong></p>



<p>Io sono grato a Papa Francesco perché è stato così chiaro su questa guerra e non è facile ma è fondamentale, io lo dico questo e insieme a Papa Francesco lo diciamo perché siamo discepoli di quel povero Gesù di Nazareth. E’ lui che ha inventato la nonviolenza attiva, il suo popolo voleva andare alla guerra contro Roma e quando l’hanno aspettato a Gerusalemme speravano che fosse lui a guidare la grande rivolta. Gesù invece di entrare su un cavallo entra su un asino e prende in giro tutti. E’ Gesù che ha inventato la nonviolenza attiva, non è stato Gandhi. Gandhi ha ripetuto continuamente di averla imparata dal Vangelo. Tanti gli dicevano: “Ma se ammiri così tanto Gesù di Nazareth perché non sei diventato un cristiano?”. E lui rispondeva: “Se diventare cristiano vuol dire diventare come i cristiani d’Occidente preferisco rimanere indù”. E’ lui che ha tradotto gli insegnamenti di Gesù in prassi e ha portato il popolo dell’India all’indipendenza dall’Inghilterra con la nonviolenza. Da lì poi sono partiti tanti altri, da Martin Luther King in avanti.</p>



<p><strong>La pace, Padre, dovrebbe essere non solo uno slogan, una bandiera in una manifestazione, ma una pratica di vita quotidiana. Quali sono secondo Lei le cause, le radici della violenza, del male negli uomini? E come possiamo contrastarla?</strong></p>



<p>E’ l’unica scelta che rimane a questo umanità, con la forza delle armi nucleari che abbiamo noi siamo destinati a morire, dobbiamo assolutamente uscirne fuori. Io sono profondamente d’accordo con quanto Papa Francesco diceva e dice nell’ enciclica Fratelli Tutti: oggi con le armi nucleari, chimiche, batteriologiche che abbiamo non ci può più essere una guerra giusta. Ogni guerra diventa ingiusta. Ecco perché è così fondamentale imparare la strada della nonviolenza e praticarla.</p>



<p><strong>L’unica strada, Padre, è la nonviolenza, la strada dell’amore, da Gesù a Gandhi a Papa Francesco, a tutti gli uomini che l’hanno indicata prima e la indicano ora, più forte che mai.</strong></p>



<p>Soprattutto chiedo due cose: che incominciamo a impegnarci seriamente e prima di tutto a domandarci dove teniamo i nostri soldi. Sappiamo che in Italia le banche che pagano di più per le armi sono Unicredit, Deutsche Bank, Intesa San Paolo, dunque cominciamo a togliere i nostri soldi da quelle banche. E poi il coraggio di fare quello che stanno facendo i camalli di Genova, che si rifiutano di caricare nel porto le armi. E’ fondamentale l’obiezione di coscienza, per un cristiano diventa qualcosa di essenziale oggi, per la salvezza di tutti. Perché quel Dio in cui credo sono convinto che è il Dio della vita e vuole che viviamo e che siamo felici. Ecco perché mai come oggi la nonviolenza diventa estremamente significativa e importante.</p>



<p></p>
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		<title>Non puoi conoscermi se non mi riconosci</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 08:40:17 +0000</pubDate>
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<p>NON PUOI CONOSCERMI SE NON MI RICONOSCI</p>



<p>La più grande minoranza europea, più di 12 milioni di cittadini europei di etnia Rom e Sinti che da secoli fanno parte dell’identità europea, un popolo che non ha mai armato un esercito per conquistare una terra, che parla tutte le lingue e pratica tutte le religioni europee, che ha saputo  mettere insieme le proprie diversità e mantenere un’unica identità attraverso secoli, pur essendo il più discriminato e maltrattato in Europa, ha  rappresentato nel suo piccolo quello che l’Europa dichiara di voler essere. Il nostro popolo lotta ancora per avere il suo posto nel panorama della cultura europea. Lotta ancora per essere riconosciuto e rispettato proprio per la sua diversità, una ricchezza che l’Europa ancora si ostina a rifiutare. Anche in Italia, siamo presenti dal 1400, abbiamo partecipato alla resistenza, abbiamo subito un genocidio razziale esattamente come gli ebrei, e in Italia siamo stati internati nei campi di concentramento fascisti, e lo stato Italiano ancora si ostina a non riconoscerci nonostante l’articolo 6 della nostra Costituzione lo preveda, e nonostante le altre 12 minoranze siano già state riconosciute da 23 anni.</p>



<p><br>#RMSL #movimentokethane #romesintiperlitalia </p>



<p><br>FIRMA LA PETIZIONE Per il riconoscimento dello status di minoranza storico linguistica dei Rom e Sinti! </p>



<p></p>



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<p><br></p>
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