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	<title>europarlamentari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>europarlamentari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Email bombing per i prigionieri politici in Bielorussia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 09:15:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene l&#8217;iniziativa organizzata da Movements.for.freedom (un gruppo di studenti impegnati dell&#8217;università di Padova) per sostenere i prigionieri politici in Bielorussia. Ecco la lettera &#8211; in italiano e in inglese&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sostiene l&#8217;iniziativa organizzata da Movements.for.freedom (un gruppo di studenti impegnati dell&#8217;università di Padova)  per sostenere i prigionieri politici in Bielorussia. Ecco la lettera &#8211; in italiano e in inglese &#8211; e le indicazioni per aiutarci a smuovere le istituzioni. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15185" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>(English version below)</p>



<p>A 7 mesi dall&#8217;inizio delle proteste pacifiche che hanno coinvolto la Bielorussia dopo le elezioni presidenziali del 9 agosto 2020, della lotta del popolo bielorusso per la democrazia si è saputo in tutto il mondo. Alla luce dei cambiamenti radicali che si verificano nella società bielorussa e dell&#8217;ondata di solidarietà con il popolo bielorusso che ha coinvolto molti Paesi europei, la reazione dell’UE a questi eventi è sempre rimasta lenta, indecisa e poco specifica.</p>



<p>Questa posizione dell’UE è particolarmente incerta quando si tratta di interessi economici comuni, che fino ad oggi uniscono molte aziende europee con il sanguinoso regime bielorusso. È noto che per decenni, molte aziende e organizzazioni europee che lavorano con la Bielorussia, sono state costrette ad adottare le &#8220;regole del gioco&#8221; imposte dal regime di Lukashenko. Così facendo, hanno sacrificato non solo i propri principi dichiarati di democrazia, legalità e moralità, ma anche le libertà dei cittadini bielorussi che fino ad oggi rimangono ostaggio di questa situazione.</p>



<p>Non abbiamo il diritto di lasciare soli i normali cittadini bielorussi di fronte alla violenza da parte del regime. Abbiamo così sviluppato l&#8217;idea di invitare i cittadini dei Paesi europei ad inviare lettere personali ai vertici dell&#8217;Unione Europea chiedendo passi specifici e concreti di carattere politico ed economico a sostegno della società bielorussa per rivedere il rapporto instaurato con la Bielorussia. Il rispetto dei diritti umani da parte delle autorità bielorusse dovrebbe essere condizione obbligatoria per la continuazione della cooperazione economica, scientifica o culturale.&nbsp;</p>



<p>Siamo sicuri che la comunità europea sia in grado di fare di più nella questione bielorussa. È arrivato il momento che i leader dell’UE ascoltino la voce non solo dei bielorussi, ma anche dei propri cittadini. Quei cittadini che, insieme a noi, con tutto il cuore si preoccupano per ciò che sta accadendo in Bielorussia. Pertanto invitiamo tutti coloro che si preoccupano del destino del popolo bielorusso a partecipare a questa iniziativa e parlarne ai loro parenti ed amici. Di seguito forniamo indirizzi postali ed E-mail ai quali è possibile inviare le lettere, in cui si può specificare il proprio nome e cognome, età e professione, e una richiesta ai leader dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p>Solo insieme vinceremo!</p>



<p>Attenzione! Tutte le lettere devono essere di carattere esclusivamente pacifico e riportare la richiesta di aiuto al popolo bielorusso.</p>



<p>L’invio delle lettere è previsto in data <strong>24 marzo</strong> agli indirizzi vedi sotto</p>



<p>Agli indirizzi (fare copia e incolla di tutti):</p>



<p><a href="mailto:francesco.miatto@ec.europa.eu">francesco.miatto@ep.europa.eu</a>&nbsp;</p>



<p><a href="mailto:Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu">Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:droi-secretariat@ep.europa.eu">droi-secretariat@ep.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:david.sassoli@europarl.europa.eu">david.sassoli@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:epitalia@europarl.europa.eu">epitalia@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu">cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu</a></p>



<p><strong>Dopo aver inviato la lettera, vi invitiamo a postare una copia sui propri social con i seguenti tag:</strong></p>



<p><strong>#FreeBelarus #StandWithBelarus</strong></p>



<p>Twitter: @DavidSassoli @eucopresident @Mariearenaps @vonderleyen @PE_Italia @JosepBorrellF</p>



<p>Instagram: @charlesmichel&nbsp; @ursulavonderleyen&nbsp; @pe_italia</p>



<p>Facebook: @pagina.DavidSassoli&nbsp; @CharlesMichel @maria.arena @PEItalia</p>



<p>OGGETTO: Request for help Belarus</p>



<p>MODELLO LETTERA</p>



<p>Io, nome e cognome, ho età e sono(città)/professione.&nbsp;</p>



<p>In quanto cittadino/a nazionalità e quindi cittadino/a europeo sono profondamente preoccupato/a per episodi di violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali che si stanno protraendo dal 24 maggio 2020 in Bielorussia.</p>



<p>In qualità di cittadino dell’Unione Europea, voglio esprimere la mia solidarietà nei confronti del popolo bielorusso, al quale non vengono garantiti i diritti fondamentali della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, che dovrebbero essere tutelati e garantiti non soltanto dal proprio Stato, ma anche dell’Unione Europea, come previsto dall’art. 21 del Trattato di Lisbona, che ne prescrive l’obbligo di intervento. Ulteriore motivo di intervento è dato dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dalla Bielorussia il 12 novembre 1973 e che prevede, tra gli altri:</p>



<p>• La protezione dell’integrità fisica dell’individuo;</p>



<p>• L’imparzialità del giudizio;</p>



<p>• La libertà di pensiero, di religione, di coscienza, di parola, di associazione, di stampa e di riunione;</p>



<p>• Il diritto di partecipazione politica.</p>



<p>Diritti che vengono violati quotidianamente.</p>



<p>In seguito alle elezioni del 9 agosto 2020, non soltanto ai manifestanti è stato negato il loro diritto alla libertà d’espressione, ma sono stati anche arrestati con accuse infondate. La maggior parte di coloro che hanno protestato pacificamente, per chiedere elezioni trasparenti e piena garanzia dei diritti civili , sono studenti universitari. Quest’ultimi, di fronte alla repressione&nbsp; delle manifestazioni, sono stati privati del loro diritto all’istruzione, in quanto sono stati espulsi dalle varie università e sono stati costretti a fuggire all’estero per tutelare la propria libertà. Coloro che non ne hanno avuto la possibilità sono stati incarcerati e subiscono, tuttora, torture psico-fisiche.</p>



<p>Sollecito il Parlamento Europeo e la Commissione Europea ad intervenire con tutti i mezzi a disposizione, in particolare con l’inasprimento delle sanzioni, in modo che siano tempestive e efficaci. Gli interessi economici non possono prevalere sui diritti fondamentali.</p>



<p>Inoltre, chiedo il rilascio immediato dei prigionieri politici, le dimissioni di Lukashenko e l’avvio di indagini contro chi ha commesso queste gravi violazioni dei diritti umani, utilizzando tutti i mezzi di cui l’Unione Europea dispone.</p>



<p>Sono convinto/a che l’Europa possa e debba fare di più.</p>



<p>Distinti saluti</p>



<p>nome cognome.</p>



<p>Žyve Belarus!!&nbsp;</p>



<p>ENGLISH</p>



<p>In the 7 months since the beginning of the Belarusian protests related to the presidential elections of August 9, 2020, the Belarusian people&#8217;s struggle for democracy has become known worldwide. Notwithstanding the radical changes taking place in the Belarusian society together with a wave of solidarity with the people of Belarus evolving in many European countries, the EU&#8217;s response to these events has always been slow, hesitant and non-specific.</p>



<p>Such a hesitant EU position is particularly obvious when it comes to common economic interests that, until now, have united many European companies with the bloody Belarusian regime. It is well known that for decades many EU companies, as well as organisations dealing with Belarus, have been forced to accept the “rules of the game” imposed by the dictatorship of Lukashenko. In doing so, they have sacrificed not only their principles of democracy, legality and morality but also the freedom of Belarusian citizens who, until now, have remained hostage to this situation.</p>



<p>We have no right to leave Belarusians alone in the face of regime violence. That is why we invite citizens of the European countries to send personal letters to the leaders of the European Union asking for specific and concrete steps of political and economic nature in support of the Belarusian society, so as to reconsider the established relationships with Belarus. The observance of human rights by the Belarusian authorities should be a pre-condition for any type of economic, scientific or cultural cooperation.</p>



<p>We are confident that the European Community can do more in terms of dealing with Belarus. The time has come for the EU leaders to listen not only to the voice of Belarusians but also to that of their citizens. These citizens are deeply concerned about what is happening in Belarus. We, therefore, call on all those who care about the fate of the Belarusian people and invite them to join this initiative and spread the word about it. Below you may find postal and e-mail addresses to send letters. You may write your name, surname, age and occupation. Please call the EU leaders to action.</p>



<p>Only together we shall win!</p>



<p>Attention. All letters must be of peaceful nature and contain a request for help to the Belarusian people.</p>



<p>Letters are scheduled to be e-mailed on<strong> March 24 </strong>to the addresses below</p>



<p>Letters are to be sent to (all of) the following addresses:</p>



<p><a href="mailto:francesco.miatto@ec.europa.eu">francesco.miatto@ep.europa.eu</a>&nbsp;</p>



<p><a href="mailto:Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu">Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:droi-secretariat@ep.europa.eu">droi-secretariat@ep.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:david.sassoli@europarl.europa.eu">david.sassoli@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu">cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu</a></p>



<p>After sending your letter, we invite you to post a picture of it on your social networks with the following tags:</p>



<p><strong>#FreeBelarus #StandWithBelarus</strong></p>



<p>Twitter: @DavidSassoli @eucopresident @Mariearenaps @vonderleyen @PE_Italia @JosepBorrellF</p>



<p>Instagram: @charlesmichel&nbsp; @ursulavonderleyen&nbsp; @pe_italia</p>



<p>Facebook: @pagina.DavidSassoli&nbsp; @CharlesMichel @maria.arena @PEItalia</p>



<p>SUBJECT: Request for help Belarus</p>



<p>I, name and surname, am XX years old and work as (profession). As a citizen of (country) and, therefore, as a European citizen, I am profoundly concerned by the gravity of the situation related to violation of human rights and fundamental freedoms that have been going on in Belarus since 24 May 2020.</p>



<p>As a citizen of a EU member state, I am willing to express my solidarity with the Belarusian people. The fundamental rights of human dignity, freedom, democracy and equality are not guaranteed in Belarus. All these rights should be defended not only by the National State but also by the European Union, as stipulated in Art. 21 of the Treaty of Lisbon, which ensures the duty of intervention of the European Union. Another reason for intervention is the International Covenant on Civil and Political Rights, ratified by Belarus on 12 November 1973, which specifically established:</p>



<p>• The right to the integrity of the person;</p>



<p>• The impartiality of judgement;</p>



<p>• The freedom of thought, religion, conscience, speech, association, press and assembly;</p>



<p>• The right to political participation.</p>



<p>In Belarus, these rights are violated on a daily basis.&nbsp;</p>



<p>Following the elections of 9 August 2020, Belarusian peaceful protesters have been denied the right to freedom of expression. Moreover, they have been arrested on unfounded charges. Most of those who protested peacefully, demanding transparent elections and full observance of democratic and human rights, were university students.&nbsp;</p>



<p>The regime has denied them the right to education, as the students were expelled from the universities on political grounds and were forced to flee abroad to protect their freedom. Those who did not have the opportunity to escape have been imprisoned and are subject to psychological and physical abuse and torture every day.</p>



<p>I urge the European Parliament and European Commission to intervene with all available means, to strengthen sanctions and make their application timely and efficacious. Economic interests cannot prevail over fundamental human rights.</p>



<p>Furthermore, I request immediate release of political prisoners, resignation of Lukashenko and initiation of investigations against those who committed the above-listed human rights violations, using all the means available to the European Union.</p>



<p>I am convinced that Europe CAN and MUST do more.</p>



<p>Yours sincerely, name surname</p>



<p>Žyve Belarus!!&nbsp;</p>
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		<title>La Ue propone l&#8217;istituzione di una unità ANTIODIO</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 10:26:43 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astensioni:  Il Parlamento europeo chiede in una risoluzione non legislativa la <strong>messa al bando</strong> dei gruppi <strong>neofascisti</strong> e <strong>neonazisti</strong> nell’UE. Per denunciare “la mancanza di azioni efficaci contro tali gruppi” che “ha permesso l’attuale<strong> ondata xenofoba</strong> in Europa”.</p>
<p>Nella risoluzione si legge che “l’<strong>impunità</strong> di cui godono le organizzazioni di <strong>estrema destra</strong> in alcuni Stati membri è una delle ragioni che spiega l’aumento delle azioni violente, che colpiscono la società nel suo complesso e si rivolgono a particolari <strong>minoranze</strong> come i cittadini europei di colore e le persone di origine africana, gli ebrei, i musulmani, i rom, i cittadini di paesi terzi, le persone LGBTI e le persone con disabilità”. Ad esempio di questa situazione allarmante, viene citato l’attacco che ha ucciso 77 persone in <strong>Norvegia</strong> nel 2011, l’assassinio della deputata britannica<strong> Jo Cox</strong> nel 2016 e il recente attacco di CasaPound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente, avvenuto lo scorso settembre nel nostro Paese, a Bari.<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11589 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="201" height="151" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a></p>
<div id="fw-native_0" class=" m3_container Display_nat-two"></div>
<p>Viene giustamente ricordato anche il grave episodio per cui “un cittadino italiano sia stato condannato a 12 anni di carcere per avere <strong>sparato a sei migranti</strong> africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di <strong>Macerata</strong>, nell’Italia centrale”. Episodi simili si sono verificati anche in Polonia, Francia, Spagna, Germania, Grecia e i paesi scandinavi e sono stati identificati come “di <strong>violenza fascista</strong>“.</p>
<p>L’obiettivo principale dell&#8217;unità antiodio è quello di “porre fine alla collusione con i neofascisti e vietare tutte le organizzazioni che glorificano il <strong>fascismo</strong>“. I Paesi dell&#8217;UE sono invitati “a condannare e sanzionare i crimini motivati dall’odio e i <strong>discorsi di odio</strong> da parte di <strong>politici</strong> e funzionari pubblici, in quanto normalizzano e rafforzano direttamente l’odio e la violenza”.</p>
<p>E questo soprattutto a seguito delle notizie stampa su “possibili <strong>collusioni</strong> tra leader <strong>politici</strong>, partiti e forze dell’ordine con <strong>neofascisti</strong> e neonazisti in alcuni Stati membri”, così come verranno istituite unità anche all&#8217;interno delle forze dell&#8217;ordine, in modo da poter avviare indagini mirate, possibilmente anche in collaborazione con aziende e social media, questi ultimi veicoli semplici e comuni per la diffusione dell&#8217;hate speech. Infine, nella risoluzione viene dedicata una parte anche al mondo dello Sport. Viene chiesto, infatti, alle federazioni sportive nazionali, in particolare alle <strong>società calcistiche</strong>, “di contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia negli <strong>stadi</strong> e nella cultura sportiva <strong>punendo i responsabili</strong> e promuovendo attività educative positive rivolte ai giovani tifosi, in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
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		<title>Barbara Spinelli e 39 eurodeputati scrivono al presidente Antonio Tajani: “Le Sue affermazioni sulle Ong sono potenzialmente divisive per il Parlamento europeo”</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 06:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Bruxelles, 29 giugno 2018 &#160; Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10929" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2-300x183.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Bruxelles, 29 giugno 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno dal quotidiano “Il Messaggero” in cui il Presidente del Parlamento europeo ha rilasciato dichiarazioni a proposito delle Ong che fanno soccorso in mare.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L’intenzione non è entrare nel merito delle affermazioni, ma ricordare al Presidente il ruolo neutrale e imparziale che Egli è chiamato a esercitare, a garanzia della pluralità del Parlamento.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>La lettera è più che mai attuale dopo le decisioni del Consiglio Europeo</strong>, visto che il Parlamento ancora non si è pronunciato né sulle condizioni fissate dal Consiglio per l&#8217;attività di Ricerca e Soccorso delle Ong (rispetto della legge internazionale nella misura in cui questa è &#8220;applicabile&#8221;; compiti di SAR affidati solo alle Guardie costiere libiche) né sul finanziamento europeo delle cosiddette &#8220;piattaforme di sbarco” in Paesi terzi (finanziamento contestato dal Presidente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, Claude Moraes). Il Parlamento europeo è completamente ignorato dal comunicato finale del Consiglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Di seguito il testo della lettera e le firme.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Presidente Tajani,</p>
<p>nell’intervista pubblicata il 25 giugno 2018 dal quotidiano italiano “Il Messaggero”, intitolata <em>Tajani: Basta con queste Ong fuori dalle regole, così favoriscono il traffico del clandestini</em> [1], Lei afferma che le ONG che operano nel Mediterraneo vanno censite e devono tutte avere a bordo un militare italiano o europeo. A suo dire, non è possibile che vadano e facciano come vogliono, raccogliendo persone e favorendo il traffico di clandestini. Vanno autorizzate o fermate. Ha continuato asserendo che prima bisogna trovare un’intesa sugli hotspot esterni, poi su dove mandare i rifugiati. Gli altri vanno rimandati nei Paesi di origine. Ma servono soldi – ha affermato – per creare campi dove possano stare sotto egida UE e ONU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorremmo gentilmente ricordarLe che in seno al Parlamento europeo esistono pareri diversi riguardo alle attività di <em>Search and rescue</em> delle ONG, e il Presidente ha l’onore e l’onere di rappresentarli tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quanto membri del Parlamento europeo, le chiediamo &#8211; in considerazione del Suo ruolo e del Suo mandato – di evitare affermazioni potenzialmente divisive per l&#8217;istituzione che rappresenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Criminalizzazione delle ONG: Scapesgoats for failed EU politics?! Search and Rescue NGOs in the Mediterranean</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 09:47:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi la seconda parte della conferenza sulla criminalizzazione delle ONG che si è tenuta presso il Parlamento UE lo scorso 27 febbraio. Titolo del secondo panel: Legal aspects and political implications “The&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10350" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="464" height="204" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 464w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211-1-300x132.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></a></p>
<p>Ecco per voi la seconda parte della conferenza sulla criminalizzazione delle ONG che si è tenuta presso il Parlamento UE lo scorso 27 febbraio.</p>
<p><span style="color: #ff3300;"><u>Titolo del secondo panel: Legal aspects and political implications </u></span></p>
<p>“<b>The EU humanitarian border and securitisation of human rights: the SAROBMED Iniziative as Remedy against violations occuring at sea” Violeta Moreno-Lax, Queen mary University of London</b></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10351" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112400-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10352" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112414-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10353" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_112521-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a><a 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<p>“<b>The criminalisation of SAR NGOs and ITALY&#8217;s refoulement” Charles HELLER e Lorenzo PEZZANI, Forensic Oceanography</b></p>
<p>Rispetto alla metà del &#8216;900 oggi stiamo assistendo ad un ritorno della negazione della libertà di movimento. La mancanza di un interventoi da parte dell&#8217;UE (anche con Mare Nostrum) nei confronti di coloro che dicono di monitorare le coste per proteggere i propri Paesi dai trafficanti di petrolio ha fatto aumentare esponenzialmente le morti in mare.</p>
<p>Cè, inoltre, una narrativa tossica riguardo all&#8217;operato delle ONG e la analisi di Heller e Pezzani ha considerato addirittura la direzione delle onde per dimostrare che gli attivisti della ONG SAR si stava dirigendo verso la costa libica per recuperare e salvare migranti e non per riportarli indietro.</p>
<p>Chi vuole riportarli indietro, invece (come ITALY) lo fa in maniera mascherata, senza nemmeno toccarne i corpi e usando in maniera impropria le intercettazioni della posizione dei barconi in mare. E&#8217; necessaria una gestione seria ed efficace delle informazioni e delle intercettazioni e l&#8217;Italia vedi il caso di Italy) deve ricordarsi di essere un Paese civile in un continente civile.</p>
<p>Barbara Spinelli, a questo proposito, aggiunge che la politica di Minniti è molto popolare in questo momento in italia. Il goal non è solo salvare vite, ma salvare la democrazia italiana.</p>
<p>“<b>International legal requirements concerning search and rescue perations off the Libyan Coast”, Alexander Proelss, Trier University </b></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10360" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180227_121449-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a><a 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		<title>Criminalizzazione delle ONG. Una conferenza importante tenutasi al Parlamento europeo (Prima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 07:59:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10270" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1143" height="1351" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1143w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-254x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 254w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-768x908.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-866x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 866w" sizes="(max-width: 1143px) 100vw, 1143px" /></a></p>
<p>Lo scorso 27 febbraio <i><b>Associazione per i Diritti umani </b></i>ha seguito – presso il Parlamento UE a Bruxelles – la conferenza intitolata <i>Scapegoats for failed UE politics?! Serch and Rescue NGOs in the Mediterranean, </i>organizzata da Stefan Eck (MEP) e Dietmar Koster (MEP), in collaborazione con GUE/NGL e S&amp;D.</p>
<p>Oggi <i><b>Associazione per i Diritti umani </b></i>inizia a pubblicare la prima parte, con alcune informazioni riguardanti la conferenza. Seguiranno altri post sul tema.</p>
<p>Il Dott. KOSTER apre la discussione ricordando che milioni di persone fuggono dai Paesi d&#8217;origine principlamente a causa di persecuzioni (religiose o politiche) o a causa dei conflitti e afferma di vergognarsi per la generale inattività della UE. Dice che sia necessario un cambiamento politico fondamentale perchè i diritti umani sono universali per cui devono essere tutelati sempre e ovunque.</p>
<p>Si apre il primo panel dal titolo: <b>SEARCH and RESCUE: NGOs and the LIBYAN COASTGUARD</b></p>
<p>Le ONG sono attaccate arbitrariamente quando, invece, insieme ai governi, hanno il dovere di proteggere le persone. In diversi Paesi europei, molti migranti e rifugiati sono rinchiusi negli hotspot; è necessario creare corridoi umanitari e aumentare gli scambi politici e le reti di accoglienza tra i Paesi dell&#8217;Unione e tra la UE e gli altri continenti.</p>
<p>Julian KOBERER espone il caso <span style="color: #ff0000;">IUVENTA</span> riguardante la violazione dei diritti umani in mare.</p>
<p>IUVENTA opera da più di dieci anni. Nel 2017, mentre erano al porto di Lampedusa, durante la pausa pranzo, la troupe viene a sapere che la ONG è attaccata e lo viene a sapere dai giornali. Come difendersi? Il “mandante” dell&#8217;inchiesta era stato Matteo Salvini, che usa addirittura l&#8217;Italian Intelligence Service; l&#8217;indagine dura più di tre mesi durante i quali vengono registrate tutte le attività della ONG, ma non risulta alcuna prova di irregolarità.</p>
<p>Nel luglio 2017, l&#8217;inchiesta continua con le accuse di collusioni con i trafficanti di esseri umani dalla Libia.</p>
<p>La conclusione è assolutamente a favore di IUVENTA, ma il caso è grave soprattutto per il comportamento delle autorità italiane che, insieme ai media, hanno avvalorato la possibilità di un dubbio sull&#8217;operato delle ONG. E questo è un attacco anche alla solidarietà.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10271" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10275" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10276" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
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<p>Il secondo approfondimento del panel ha il titolo di: RESCUE OPERATION and the LIBYAN COASTGUARD</p>
<p>Axel Steier, di Mission Lifeline, ha proposto una videotestimonianza che mette in luce come le autorità libiche volessero riportare indietro i migranti e afferma che secondo lui questa è una strategia di business.</p>
<p>Robert Hailemariam, di Sea-watch, mostra un video di un incidente avvenuto nel novembre dello scorso anno presso le coste libiche. Un barcone viene indicato via radio, pieno di migranti esausti, in pessime condizioni. Parte un elicottero italiano per il soccorso. Intanto un membro della guardia costiera libica inizia a picchiare un migrante che voleva buttarsi nel mare (Il video integrale è visionabile su press-seawatc.org).</p>
<p>Secondo Hailemariam questo fatto diventa un problema politico se, dopo casi come questo, il governo italiano ha prodotto un documento come il Memorandum per le ONG, impedendo o comunque complicando il lavoro delle ONG, in particolare in quella zona di mare intorno alla Libia, che è l&#8217;area del Mediterraneo più pericolosa. Inoltre, il governo italiano, fa accordi con i rappresentanti libici e delega le proprie responsabilità alle ONG.</p>
<p>Claas Meyer-Heuer, giornalista de Der Spiegel ha girato un documentario in cui la guardia costiera libica “cerca” i trafficanti su un barcone in cui opera Sea-watch.</p>
<p>Il capitano della guardia costiera accusa la ONG di non aver agito correttamente e, ad un certo punto, minaccia con una pistola (e poi colpisce) il capo del barcone affinchè spenga il motore. Secondo il parere del giornalista la “scusa” della guardia costiera libica è quella di difendere la patria dai trafficanti di petrolio, ma in realtà dietro a questo c&#8217;è una mafia che agisce nella tratta di essere umani e questo dovrebbe essere il topic principale della UE: fermare la tratta di persone.</p>
<p>A breve pubblicheremo le informazioni sul secondo panel della conferenza. Grazie.</p>
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		<title>Rapporto di iniziativa sulla Situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea nel 2016.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 07:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha votato un rapporto di iniziativa sulla Situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea nel 2016. &#160; &#160; Dopo il voto Barbara Spinelli ha dichiarato: &#160; «Giudico&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha votato un rapporto di iniziativa sulla <em>Situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea nel 2016</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6901" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il voto Barbara Spinelli ha dichiarato:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Giudico positivo il risultato del voto, favorevole alla Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali, per la quale avevo presentato numerosi emendamenti. Scopo degli emendamenti era quello di rafforzare i diritti delle minoranze e dei migranti minorenni, di offrire particolare sostegno e soddisfare i bisogni delle donne rifugiate che subiscono una doppia discriminazione: quella di essere migranti e quella di essere donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In altri emendamenti avevo chiesto agli Stati membri di facilitare i ricongiungimenti familiari e di assicurare la trasparenza e il rispetto dei diritti fondamentali nei casi di reclusione dei migranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Motivo di soddisfazione è stato in particolare l’approvazione di un emendamento in cui chiedevo agli Stati membri di riconoscere la tratta degli esseri umani a scopo di estorsione accompagnata da pratiche di tortura come una forma di tratta degli esseri umani, considerando i sopravvissuti quali vittime di una forma di tratta di esseri umani perseguibile, tale da comportare obblighi di protezione, assistenza e sostegno. Si tratta di riconoscere uno speciale tipo di tratta che non è presente in nessun’altra Relazione del Parlamento europeo e non è riconosciuta dagli Stati membri nonostante numerosissimi eritrei siano vittime di queste pratiche, soprattutto nella regione del Sinai e della Libia.</p>
<p>È fondamentale che il Parlamento abbia riconosciuto la tratta degli esseri umani a scopo di estorsione».</p>
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		<title>Waste Land a Calais: la misantropia europea</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 07:41:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata alla situazione a Calais, che si è svolta lo scorso 4 ottobre 2016,  Barbara Spinelli è intervenuta dopo la dichiarazione della Commissione, rappresentata dal Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La giungla di Calais, che ho visto, è un Waste Land dove vivono, su 10.000 rifugiati, mille minori non accompagnati», ha detto l’eurodeputata GUE/NGL. «Più della metà potrebbe raggiungere i familiari in Inghilterra: lo prescrive la legge europea. Sia Parigi sia Londra la violano. Solo venti minori hanno potuto avvalersene. Vorrei narrarvi la storia di Raheemullah Oryakhel, quattordici anni, afghano, schiacciato giorni fa da un camion a Calais. Voleva raggiungere legalmente il fratello a Manchester.</p>
<p>Perché tanta misantropia? Vi diranno che è perché i candidati all’Eliseo rincorrono Marine Le Pen. Ma c’è un rifiuto più sostanziale: i rifugiati rappresentano lo 0,2 per cento della popolazione europea, eppure è come se non fossimo capaci d’aggiungere un solo tavolo in una mensa di milioni. I bambini li compiangiamo: ma morti, solo in fotografia e possibilmente lontani da noi».</p>
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		<title>Il parlamento Ue e la situazione in Turchia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 08:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Spinelli: «Chiedo alla Commissione e alle istituzioni UE di guardare in faccia quello che sta realmente accadendo in Turchia». &#160; Strasburgo, 12 maggio 2016 &#160; Il Servizio Giuridico del Parlamento europeo ha presentato&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Barbara Spinelli: </strong><strong>«</strong><strong>Chiedo </strong><strong>alla Commissione e alle istituzioni UE di guardare in faccia quello che sta realmente accadendo in Turchia». </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strasburgo, 12 maggio 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Servizio Giuridico del Parlamento europeo ha presentato alla Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE) – che si è riunita a Strasburgo il 9 maggio in sessione straordinaria – una relazione sugli <em>Aspetti giuridici della “dichiarazione” UE-Turchia del 18 marzo 2016</em>. In questa occasione, Barbara Spinelli ha chiesto al rappresentante del Servizio giuridico «se, nel redigere il proprio parere, siano state valutate e comparate le molteplici opinioni critiche riguardanti la legalità dell&#8217;accordo in questione e se, al contempo, quest’ultimo sia stato analizzato tenendo anche conto degli accordi di riammissione stipulati in precedenza tra Grecia e Turchia, che erano autentici trattati. Chiedo inoltre», ha continuato l’eurodeputata del GUE/NGL, «se siano state valutate le conseguenze legali della sua successiva implementazione».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Le parti dell&#8217;accordo che più sono contestate dagli esperti del settore &#8211; e mi riferisco a giuristi di prestigio e ad associazioni quali Amnesty International e l&#8217;UNHCR – vengono descritte dal vostro servizio legale solo come atti politici o semplici “dichiarazioni di carattere politico&#8221;. Mi riferisco in particolare al paragrafo 1 della “dichiarazione” UE-Turchia del 18 marzo scorso, nel quale si raccomanda, in sostanza, una deportazione di massa dei rifugiati verso Turchia, e lo si fa nei seguenti termini: &#8220;<em>Tutti i nuovi migranti irregolari</em> che, a partire dal 20 marzo 2016, giungeranno nelle isole greche attraversando la Turchia saranno rimpatriati in Turchia&#8221; (<em>All new irregular migrants crossing from Turkey into Greek islands as from 20 March 2016 will be returned to Turkey</em>). Il vostro servizio legale afferma che ciò non avrà effetto sul diritto europeo e sulle direttive precedenti della Commissione concernenti la protezione internazionale. Come potete dire una cosa del genere? A tutti gli effetti, l’inciso delinea chiaramente la possibilità di <em>refoulement </em>collettivo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Barbara Spinelli si è poi soffermata sulla forma dell&#8217;accordo UE-Turchia: «Un accordo definito dapprima come <em>deal</em>, poi come <em>agreement</em> e infine come <em>statement</em>, quindi come mera dichiarazione, cioè come parola detta al vento. No, l’intesa che avete raggiunto non è uno <em>statement</em>. Quando si stipula un accordo che implica impegni reciproci, anche di natura finanziaria, siamo di fronte ad un vero e proprio trattato internazionale. Questo non sono io ad affermarlo, ma esperti di diritto europeo e diritto internazionale».</p>
<p>«Il fatto», ha concluso, «è che un trattato internazionale presuppone, per sua stessa natura e sulla base dei Trattati europei, l&#8217;esistenza di un controllo democratico sia a livello nazionale che europeo &#8211; un controllo parlamentare che, nel caso di specie e grazie al sotterfugio verbale dello “statement”, viene aggirato ed è totalmente assente. Anche gli Stati Membri infatti, attraverso i Parlamenti nazionali, dovrebbero essere posti nelle condizioni di esprimere il proprio parere».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-37.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5441" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5441 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-37.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (37)" width="300" height="193" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stesso giorno, intervenendo nella riunione straordinaria della Commissione LIBE a proposito della <em>Terza relazione sui progressi compiuti dalla Turchia per soddisfare i requisiti della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti</em>, Barbara Spinelli si è rivolta alla rappresentante della Commissione Marta Cygan<strong>. </strong></p>
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<p><strong>«</strong>Vorrei innanzitutto ricordare che venerdì scorso il Presidente Erdoğan ha detto che non ha alcuna intenzione di cambiare le leggi antiterrorismo – come richiesto dalla Commissione UE – in cambio di una liberalizzazione dei visti. I giornalisti dissidenti, i militanti curdi, gli accademici che criticano il governo continueranno perciò a essere considerati terroristi», ha affermato l’eurodeputata del GUE/NGL, che  ha poi chiesto alla rappresentante della Commissione di «indicare nello specifico cosa succederà se alcuni “benchmark” essenziali &#8211; cioè i requisiti più importanti della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti &#8211; non verranno soddisfatti, visto che al momento non lo sono».</p>
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<p>«Chiedo inoltre alla Commissione», ha aggiunto Barbara Spinelli, «come forma di rispetto nei confronti di questo Parlamento, di mettere nero su bianco e illustrarci in modo chiaro e nella massima trasparenza, come sono rispettati, o non sono rispettati, tutti i 72 benchmark posti al governo turco, considerando che sino ad ora le parole pronunciate dalla Commissione a proposito della Turchia hanno lasciato molto a desiderare. Vorrei ricordare che, appena pochi giorni fa, il Commissario Timmermans ha affermato – cito testualmente – che &#8220;i progressi fatti dalla Turchia sono impressionanti&#8221;. Quanto al trattamento dei rifugiati, vorrei richiamare qui una frase del Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, pronunciata il 23 aprile scorso. Cito: &#8220;La Turchia è al momento il migliore esempio, per il mondo intero, di come dovrebbero essere trattati i rifugiati&#8221; (<em>Today Turkey is the best example for the whole world on how we should treat refugees. No one has the right to lecture Turkey what you should do. I am very proud  that we are partners</em>). Sottolineo il passaggio cruciale: &#8220;Il migliore esempio per il mondo intero&#8221;. Chiedo quindi nuovamente alla Commissione e alle istituzioni UE di spiegarci i criteri con cui vengono valutati i 72 “benchmark”, e soprattutto di immergersi finalmente nella realtà, con le loro dichiarazioni e prese di posizione: cioè di guardare in faccia quello che sta realmente accadendo in Turchia».</p>
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