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	<title>extracomunitari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Clandestini. Viaggio nel vocabolario della paura: un manuale per monitorare il linguaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 04:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Migrante irregolare, migrante/immigrato, vittima della tratta, rifugiato, profugo&#8230;Per raccontare e capire le trasformazioni della nostra società bisogna ricominciare dalle parole e questo è il lavoro proposto nel saggio Clandestini. Viaggio nel vocabolario della paura,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/CLANDESTINI-libro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/CLANDESTINI-libro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Migrante<br />
irregolare, migrante/immigrato, vittima della tratta, rifugiato,<br />
profugo&#8230;Per raccontare e capire le trasformazioni della nostra<br />
società bisogna ricominciare dalle parole  e questo è il lavoro<br />
proposto nel saggio <i>Clandestini.<br />
Viaggio nel vocabolario della paura</i>,<br />
di Giulio Di Luzio, edizioni Ediesse. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
tratta di un vero e proprio alfabeto che elenca molti termini –<br />
tratti dalla cronaca e dalla narrativa – di uso comune nei<br />
confronti degli stranieri migranti e che, troppo spesso, generano e<br />
confermano pregiudizi e stereotipi negativi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
rivolto alcune domande all&#8217;autore</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quanto<br />
il linguaggio &#8211; la parola parlata e scritta &#8211; contribuisce a<br />
fomentare il sentimento della paura nei confronti dell&#8217; “Altro”?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il ruolo<br />
delle narrazioni pubbliche sui temi delle migrazioni ha, per certi<br />
aspetti, un valore determinante nella percezione dell&#8217;opinione<br />
pubblica del fenomeno: i media, i giornali, si nutrono, soprattutto,<br />
di fonti provenienti dal mondo della politica, da quello giudiziario<br />
e da quello delle forze dell&#8217;ordine. ne viene fuori un quadro molto<br />
piatto, basato sull&#8217;emergenza, sull&#8217;allarmismo e sul panico morale.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
maggior parte delle persone – tranne chi ha un rapporto diretto o<br />
indiretto con le comunità di immigrati &#8211; apprende le notizie da<br />
queste fonti e, così, il mondo dell&#8217;informazione diventa<br />
determinante nel formare un “pensiero unico”. Uno studio<br />
dell&#8217;Univeristà di Lecce ha messo in evidenza che laddove gli<br />
studenti hanno avuto un contatto, anche minimo, con le comunità<br />
presenti, hanno maturato un quadro più strutturato e preciso, grazie<br />
all&#8217;esperienza diretta; laddove, invece, non avevano avuto contatti<br />
con le comunità di immigrati presenti nel Salento, risentivano<br />
pesantemente di un quadro di valutazione negativa”. Si affidavano<br />
solo su quello che avevano assorbito dai mass-media.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono i termini maggiormente usati nei confronti degli immigrati?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è un<br />
ventaglio di parole, ahimè, grazie al quale ho potuto mettere in<br />
fila, dalla A alla Z, circa cento parole che vengono utilizzate con<br />
enfasi e con un uso quasi vendicativo da noi occidentali nei<br />
confronti di chi giunge in Europa, in Italia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il libro<br />
racconta, per ogni vocabolo, l&#8217;uso improprio che se ne fa. Ad<br />
esempio: “clandestino”. Esistono profughi politici, migranti<br />
economici, persone con bisogni umanitari: la parola “clandestino”<br />
è stata coniata dal mondo dell&#8217;informazione, della politica e da<br />
quello giudiziario per evocare uno scenario delittuoso, di vite<br />
condotte nell&#8217;ombra e nell&#8217;illegalità. Peccato che, invece, molte<br />
persone scappino dalla guerra, da catastrofi umanitarie, da<br />
sconvolgimenti climatici.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oppure<br />
prendiamo la parola “extracomunitario”, termine coniato dalla<br />
legislazione italiana per indicare persone estranee alla Comunità<br />
europea, ma che poi è stato esteso ed usato per escludere certe<br />
categorie di persone dai diritti fondamentali: non chiameremmo mai un<br />
giapponese o un americano “extracomunitario” ! Oggi, infatti, la<br />
parola “extracomunitario” non è più un aggettivo, ma è<br />
diventata un sostantivo per cui, quasi ontologicamente, gli<br />
extracomunitai sono quelli che ……..commettono reati.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le nazionalità più colpite da questo modo di esprimersi<br />
violento e denigratorio?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I Nord<br />
africani, marocchini e tunisini, in particolare, e gli albanesi.<br />
Secondo le varie stagioni storico-politiche, nel libro, sono indicate<br />
le comunita’  apostrofate con questo genere di linguaggio: per<br />
esempio, nel 1991 &#8211; con la prima ondata di migrazioni dal Paese delle<br />
Aquile verso la Puglia– albanese diventeràun’&#8217;icona negativa.<br />
Dire “albanese” voleva dire “ladro”, “persona sporca”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questi<br />
termini ci hanno impedito una comprensione oggettiva e più allargata<br />
dei fenomeni migratori: e proprio in questo senso il testo vuole<br />
essere un manuale per i giovani, per il mondo della formazione perchè<br />
scandaglia e spiega come ogni termine sia stato, sempre più,<br />
ammantato di significati negativi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa si<br />
nasconde dietro questa volontà di alimentare la diffidenza ?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci sono<br />
scelte politiche che solo gli ultimi trent’anni sono in grado di<br />
raccontare. L’approccio securitario del legislatore italiano fin<br />
dall’esordio, per esempio. La scelta di derubricare le priorità<br />
sul tema delle migrazioni da parte delle forze progressiste in<br />
Italia. Basta guardare quel che è successo dal 1989 in poi con la<br />
morte del profugo sudafricano Jerry Masslo in Italia, con la caduta<br />
del muro di Berlino e l’abolizione della “riserva geografica”,<br />
che limitava le tutele a chi proveniva dai Paese dell’Est.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dopo il<br />
1989 le forze democratiche progressiste hanno portato avanti una<br />
politica miope che non ha fatto altro che confermare pregiudizi e<br />
stereotipi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Inoltre,<br />
sono state tagliate le nostre radici storiche come Paese di migranti.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Giulio-Di-Luzio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Giulio-Di-Luzio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="231" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Giulio Di Luzio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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