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	<title>FaridAdly Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Anbamed. Notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 08:24:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly Arabia Saudita L&#8217;Amministrazione Biden ha sospeso temporaneamente le commesse di armamenti per 23 miliardi di dollari approvate da Trump. La motivazione sembra di carattere tecnico, ma nel discorso del&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Farid Adly</p>



<p><strong><br>Arabia Saudita</strong></p>



<p>L&#8217;Amministrazione Biden ha sospeso temporaneamente le commesse di armamenti per 23 miliardi di dollari approvate da Trump. La motivazione sembra di carattere tecnico, ma nel discorso del rappresentante Usa al Consiglio di sicurezza si è compreso il vero motivo, cioè l&#8217;intervento di Riad in Yemen che ha causato una situazione umanitaria critica.</p>



<p><strong>Iraq</strong></p>



<p>Il premier Al-Kadhimi ha dichiarato che i corpi speciali dell&#8217;esercito hanno eliminato il comandante di Daesh (Isis) Yasser Al-Issawi, considerato l&#8217;uomo numero due nella gerarchia della rete terroristica del falso califfato. Non sono pervenuti dettagli né sull&#8217;operazione né sulla località dove è stata svolta. La stampa di Baghdad riporta dichiarazioni di un alto ufficiale dell&#8217;esercito, secondo le quali Al-Issawi sarebbe rimasto ucciso mercoledì scorso nel bombardamento missilistico a sud di Kirkuk.</p>



<p><strong>Algeria</strong></p>



<p>Dure condanne a 15 anni di reclusione per l&#8217;ex primo ministro Ahmad Ouyahia e a 12 anni per Abdelmalek Sallal, accusati entrambi di corruzione, insieme ad altri ministri e imprenditori del periodo di Boutefliqa. Sono state confermate le condanne di primo grado contro le quali la difesa si era appellata. Ouyahia ha ammesso di aver ricevuto una tangente in lingotti d&#8217;oro da un paese arabo del Golfo e di averli venduti al mercato nero, per il valore di 2,5 milioni di dollari. I due ex premier, insieme ai ministri dell&#8217;industria e ad alcuni imprenditori, sono implicati anche nello scandalo del fallimento della fabbrica di auto che è costato alle casse dello Stato un miliardo di dollari.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>La presidenza tunisina ha confermato che la segretaria personale di Qais Saied è stata avvelenata dal contenuto del pacco postale arrivato a nome del presidente. È ricoverata in ospedale in condizioni critiche. Un altro funzionario ha sintomi di avvelenamento più leggeri. Le indagini sono in corso per risalire al mittente e per analizzare il tipo di veleno utilizzato. La stampa tunisina avanza domande sui motivi di questo gesto, chiedendosi se lo strappo politico tra il premier e il Parlamento da una parte e la presidenza dall&#8217;altra ha aperto un varco a forze oscure per mestare nel torbido.</p>



<p><strong>Marocco</strong></p>



<p>Il professore dissidente El-Maati Mounjid è stato condannato ad un anno di reclusione per “aver danneggiato l&#8217;integrità interna dello Stato”, reato che colpisce chiunque critichi la famiglia reale. Insieme a lui sono stati condannati alcuni giornalisti d&#8217;inchiesta che attualmente vivono all&#8217;estero, dove hanno ottenuto asilo politico. Mounjid ha fondato il Centro Studi Averroè, un&#8217;associazione che garantisce sostegno al giornalismo d&#8217;inchiesta. Attualmente è in carcere preventivo per un altro procedimento.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Durante la seduta del Consiglio di Sicurezza sulla situazione in Libia, il rappresentante statunitense ha chiesto esplicitamente a Russia e Turchia di ritirare i loro militari e mercenari, in ottemperanza delle risoluzioni del Consiglio e dell&#8217;accordo di tregua firmato tra le due parti libiche a Ginevra lo scorso ottobre. La missione ONU ha valutato la presenza di 20 mila mercenari in almeno 10 basi militari dislocate nelle varie regioni del paese. Tra le presenze militari straniere in Libia vi è anche quella italiana nella base di Misurata.</p>



<p></p>



<p>SOSTENETE ANBAMED!</p>



<p>Sergio Staino e Vauro Senese per Anbamed.</p>



<p>Hanno donato delle loro tavole per sostenere la campagna di tesseramento, abbonamenti e sottoscrizioni a favore della rassegna.</p>



<p>Tutti coloro che avranno sottoscritto, dal 1° gennaio ed entro il 31 marzo, parteciperanno all&#8217;estrazione del quadro di Staino; il 30 giugno (primo anniversario di Anbamed) l&#8217;estrazione del quadro di Vauro.</p>



<p>Chi si affretta, raddoppia le opportunità.</p>



<p>Anbamed, aps per la Multiculturalità</p>



<p>Banca Credito Cooperativo della Valle del Fitalia</p>



<p>IT33U0891382490000000500793</p>
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		<title>Notizie dal mondo. Dal Sudan al Kuwait e l&#8217;Egitto con #Patrick Zaky</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 09:11:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rassegna stampa a cura di Farid Adly (Anbamed) Rassegna Anbamed Lunedì 27 Luglio 2020 I titoli: Sudan: 60 civili uccisi negli attacchi contro i villaggi in Darfur Egitto: Zaki compare in Tribunale per la&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Rassegna stampa a cura di Farid Adly (Anbamed)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/patrick-2-850x1360-1-640x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14456" width="640" height="1024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/patrick-2-850x1360-1-640x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/patrick-2-850x1360-1-188x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 188w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/patrick-2-850x1360-1-768x1229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/patrick-2-850x1360-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 850w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p><strong>Rassegna Anbamed Lunedì 27 Luglio 2020</strong></p>



<p><strong>I titoli:</strong></p>



<p>Sudan: 60 civili uccisi negli attacchi contro i villaggi in Darfur</p>



<p>Egitto: Zaki compare in Tribunale per la prima volta dall&#8217;arresto, il 7 marzo</p>



<p>Iraq: l&#8217;Esercito spara contro i manifestanti.</p>



<p>Israele: abbattuto un drone di Tel Aviv nei cieli libanesi</p>



<p>Siria: attentati e scontri. Si teme per la diffusione incontrollata del Coronavirus</p>



<p>Kuwait: 10 &#8220;social influencer&#8221; sono sotto accusa</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p>Sudan:</p>



<p>Si aggrava la situazione nel Darfur. Almeno 60 civili sono stati uccisi e altri 60 feriti in seguito ad un attacco di gruppi armati contro villaggi. Secondo un rapporto dell&#8217;ONU, gli armati sono entrati sabato in una trentina di villaggi della località di Giuneina, hanno saccheggiato case e mercati ed hanno appiccato il fuoco nei raccolti. Il governo di Khartoum ha dichiarato lo stato d&#8217;emergenza e spedito una forza congiunta per ristabilire la sicurezza della popolazione. Il ritorno degli abitanti originari nei loro villaggi era stato concordato due mesi fa, nel quadro di una soluzione condivisa al conflitto che attanaglia la regione occidentale del paese.</p>



<p>Egitto:</p>



<p>Ieri, Patrick Zaki è stato ascoltato dal giudice, nella prima udienza dal momento del suo arresto. E&#8217; già una buona notizia, perché della sua sorte non si è saputo nulla di certo in questi lunghi mesi di detenzione. Il giovane studente egiziano dell&#8217;Università di Bologna è stata arrestato al suo ritorno in Egitto il 7 marzo scorso, per alcuni post scritti sui social sul caso Regeni. Oggi si saprà se l&#8217;arresto verrà confermato oppure verrà rilasciato libero su cauzione.</p>



<p>Iraq:</p>



<p>L&#8217;esercito torna a sparare contro i manifestanti. Le proteste di piazza rivendicano servizi, lavoro e fine della corruzione che ha dilapidato il paese e dopo una pausa imposta dall&#8217;emergenza sanitaria, la partecipazione è molto forte e diffusa. I vertici delle forze armate hanno preso le distanze dalla repressione ed hanno promesso un&#8217;inchiesta. Il paese è teatro dello scontro tra Iran e Stati Uniti ed è infestato dal terrorismo jihadista. In due caserme, la scorsa notte, si sono avute forti esplosioni e si teme che sia opera di terroristi di Daesh (Isis). In tutte le province è iniziata ieri un&#8217;operazione per il controllo del territorio da parte delle unità anti terrorismo, per stanare i gruppi armati.</p>



<p>Israele:</p>



<p>Un drone israeliano è stato abbattuto nei cieli del Libano. Da diversi giorni, la tensione è alta sui confini nord di Israele. Il primo ministro israeliano, Netanyahu, ha messo in guardia Siria e Libano da “ogni azione contro il territorio israeliano”. L&#8217;esercito di Tel Aviv mantiene la situazione di massima allerta, in seguito all&#8217;attacco israeliano su obiettivi siriani, dove sono rimasti uccisi combattenti di Hezbollah libanese. Venerdì, il capo dello stato maggiore degli eserciti USA ha compiuto una visita non annunciata a Tel Aviv.</p>



<p>Siria:</p>



<p>Nel nord est della Siria, a Ras Alain (Sari Kanie), sono morte 8 persone in un&#8217;esplosione provocata da un&#8217;autobomba. La città è sotto il controllo della Turchia. A Idlib, sono avvenuti scontri tra fazioni rivali, con morti e feriti. Il gruppo qaedista Tahrir Sham contende il controllo di alcune zone con le formazioni filo turche.</p>



<p>In tutta la Siria, è preoccupante la situazione sanitaria, a causa della diffusione del coronavirus. Le autorità di Damasco minimizzano. Il timore maggiore è per eventuali contagi nei campi di sfollati. Nella provincia di Idlib, le autorità locali hanno chiuso la cittadina di Sirmen, ad est di Idlib, dopo la registrazione di molti casi, anche tra il personale medico.</p>



<p>Kuwait:</p>



<p>10 social influencer sono stati messi sotto accusa in Kuwait ed i loro patrimoni sono stati congelati. Sono stati sequestrati i loro passaporti, per impedire loro di lasciare il paese. Secondo il quotidiano Al Qabas, l&#8217;accusa è riciclaggio. “Le indagini sono partite in seguito alla registrazione di movimenti finanziari ingenti non corrispondenti ad attività economiche regolari”. Gli interessati non sono stati ancora interrogati, ma sono liberi.</p>
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		<title>Capire il Corano. Intervista a Farid Adly</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 06:19:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Capire il Corano. Intervista a Farid Adly In occasione di una nuova presentazione a Milano del saggio “Capire il Corano” di Farid Adly che si terrà domani 15 novembre presso Seicentro, in Via Savona&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Capire il Corano. Intervista a Farid Adly</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In occasione di una nuova presentazione a Milano del saggio “Capire il Corano” di Farid Adly che si terrà domani 15 novembre presso Seicentro, in Via Savona 99 a Milano, oggi pubblichiamo la nostra intervista al giornalista che ringraziamo molto per la disponibilità.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Da dove nasce l&#8217;idea e, soprattutto, l&#8217;esigenza di scrivere questo libro?</p>
<p>L&#8217;idea di questo libro ronzava nella mia testa da molto tempo. Alcune parti e ricerche risalgono agli anni Ottanta e Novanta dello scorso secolo. Come per esempio il racconto di Giuseppe, la condizione delle donne ed i collegamenti con l&#8217;epopea di Ghilgamesh. L&#8217;esigenza, invece, è legata al momento storico che viviamo con le interpretazioni jihadiste che si nascondono dietro a delle interpretazioni letterali fuori contesto storico e allo stesso tempo è legata anche al dilagare della xenofobia, figlia dell&#8217;ignoranza. Una delle note sulla quale tutti dobbiamo fermarci a riflettere è la provenienza sociale della maggior parte dei terroristi che hanno colpito nelle città occidentali, Parigi, Bruxelles, Berlino, ecc&#8230; Sono giovani di seconda generazione di migranti che vivevano ai margini della società, frequentatori di bar, bevitori di alcolici, consumatori di droga e a loro volta spacciatori. Cioè tutto tranne che retti devoti musulmani. Sono giovani in difficoltà che hanno trovato sulla loro strada personaggi politici sbagliati, sconvolgendo la loro mente con vane promesse di un paradiso nell&#8217;aldilà. Ecco, questo libro tenta di essere una guida alla lettura originale e genuina, che confuta le tesi estremiste, con argomenti che privilegiano l&#8217;uso della ragione rispetto alla cieca imitazione.</p>
<p align="JUSTIFY">“Capire il Corano” è un titolo impegnativo: a chi si rivolge?</p>
<p>Si rivolge a tutti. E&#8217; un libro divulgativo, non dedicato agli studiosi ed agli accademici, ma a chi vuole avvicinarsi al testo sacro dei musulmani. Non è un libro per far proselitismo; non sono, né un teologo, né un missionario alla rovescia. Il Corano è un libro scritto 1400 anni fa nella lingua araba della Mecca di quel tempo antico e, per ragioni teologiche, non è possibile tradurlo, ma soltanto spiegarlo in altre lingue per esprimerne il senso. Anche la sua lettura in arabo richiede, per una più compiuta comprensione, di consultare i volumi del Tafsir, l&#8217;esegesi coranica. E come ho detto nella risposta precedente, il libro “Capire il Corano” è rivolto ai giovani delle seconde generazioni provenienti dai paesi musulmani.</p>
<p align="JUSTIFY">Come ha scelto i capitoli da commentare? E può spiegarci i tre livelli del libro?</p>
<p>Sono sette i capitoli del Corano (sure) che ho analizzato in modo specifico. La scelta è stata guidata da motivazioni diverse: quella estetica come per il caso della storia di Giuseppe o la Fatiha, la sura cosidetta aprente, che ogni musulmano recita tante volte al giorno; motivi dottrinali, come per la tavola imbandita, che tratta della tolleranza. Altri motivi sono legati al parallelismo tra Corano e Bibbia, come la figura di Gesù e le Genti della Caverna. Nella scelta ho ponderato anche l&#8217;aspetto storico, legato alla successione della rivelazione.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/capire-il-corano-300x375.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-9769 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/capire-il-corano-300x375.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="243" height="304" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/capire-il-corano-300x375.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/capire-il-corano-300x375-240x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a></p>
<p>Il libro, però, analizza anche altre sure nei capitoli dedicati a tematiche specifiche, come quello della questione femminile e della schiavitù.</p>
<p>I tre livelli dell&#8217;interpretazione coranica sono quello teologico, filosofico e sufi. Nelle diverse fasi storiche della diffusione della fede islamica ci sono state delle interessanti contaminazioni culturali che hanno permesso di sviluppare nuove modalità di concepire l&#8217;interpretazione del testo coranico. Averroè ha tentato di coniugare il testo coranico con la razionalità dei filosofi greci, ma è stato emarginato; Ibn Arabi ha speso la sua vita in viaggi alla ricerca di una chiave di lettura che vada al di là del testo apparente. L&#8217;ottusità dei fondamentalisti, di adesso come di allora, non ha permesso che questi tre livelli possano convivere parallelamente, come tre stadi di ricerca differenti ma confluenti e non necessariamente conflittuali.</p>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; d&#8217;accordo con la differenziazione tra “Corano meccano” e “Corano medinese” fatta da Mahmud Taha?</p>
<p>Il martire sudanese Mahmud Taha è stato un pioniere del riformismo democratico all&#8217;interno della ricerca coranica. Ha attuato studi approfonditi ed è arrivato a conclusioni avanzate che si scontravano con il potere costituito, sia quello religioso, sia quello politico; il tiranno Giaafar Numeiri, un golpista feroce, lo ha fatto impiccare in pubblico. La differenza tra le sure meccane e quelle medinesi è evidente e si palesa ad un&#8217;analisi storica e linguistica. Allo studioso attento si palesano differenze linguistiche, di stile e di contenuto. Dottrinali, interlocutorie, tolleranti e di grande respiro, le prime; comportamentali, rituali e minuziosamente giuridiche, le seconde. Ammettere questo aspetto, però, rende il testo coranico come un prodotto umano, influenzato dalle condizioni ambientali e sociali del momento e questa conclusione, per i fondamentalisti imitatori letterali, è da considerarsi eresia.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella conclusione auspica un “risveglio culturale”…che legame c&#8217;è tra il risveglio culturale e la religione?</p>
<p>La Cultura è la dimensione che ci rende esseri umani pensanti e nelle mie intenzioni, quando parlo di cultura, non c&#8217;è nessun riferimento identitario etnico o confessionale. Le fedi fanno parte del patrimonio culturale dell&#8217;umanità. Il termine occidentale ha l&#8217;etimologia latina di coltivare e non a caso le prime civiltà sono nate nelle valli dei grandi fiumi, in Mesopotamia, Egitto e India. Ecco che coltivare una venerazione per una divinità diventa un “culto”.</p>
<p>Le nazioni a maggioranza musulmana, nell&#8217;emisfero meridionale del pianeta, hanno subito secoli di colonizzazione. I paesi arabi in particolare sono state sottomesse, ancora prima del colonialismo occidentale, a secoli di dominio ottomano, caratterizzato da una stagnazione culturale. Il mondo musulmano ha rimuginato per secoli interpretazioni imitative di concetti statici senza rinnovarsi, mentre le nazioni europee progredivano in scienze e tecnica. Io sostengo che non basta sentirsi fieri che gli arabi abbiano introdotto in Europa la bussola e l&#8217;astrolabio, che i libri di Avicenna siano stati alla base degli studi delle università di Padova e Bologna. Non si può vivere di nostalgia del passato glorioso, ma bisogna partecipare al progresso umano. Ci vorrebbe uno scatto di rinnovamento del pensiero e della prassi, per misurarsi con la modernità. Non si può usare i telefonini, guardare la tv e usare Internet e rimanere allo stesso tempo legati ad interpretazioni letterali di un testo di 1400 anni fa, nascondendosi dietro il concetto tautologico che “la parola di Dio non si cambia, perché Dio è il più sapiente”.</p>
<p>Il legame che coniuga la Cultura alla sfera religiosa è la questione del potere politico. Per governare bisogna avere una commistione tra la forza e il consenso e questo secondo strumento si avvale spesso della religiosità popolare come elemento egemonico. Il paravento divino diventa, alle volte, uno strumento di manipolazione da parte del potere per ingannare la gente comune. Da questo discende che il risveglio culturale del mondo arabo-islamico passa da un rinnovamento dell&#8217;interpretazione coranica al passo con i tempi.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei recenti attentati islamisti si sente spesso l&#8217;invocazione “Allah Akbar”: qual è (se c&#8217;è) il legame tra il Corano e lo Jihadismo?</p>
<p>“Allahu Akbar” è un&#8217;invocazione per la chiamata alla preghiera e non un grido di guerra. I vili terroristi assassini, imbottiti di droga, si schermiscono dietro uno slogan improprio per darsi una caratterizzazione di pura propaganda. Gente ignorante, emarginata socialmente, che fino a pochi mesi prima del loro folle suicidio, si ubriacavano nei bar dell&#8217;Occidente che odiavano per l&#8217;incapacità di integrarsi, non può insegnare la fede a nessuno. Nel libro approfondisco il tema della violenza nel Corano con molte citazioni e fornendo le diverse interpretazioni. Le sure del Corano incitanti a combattere i miscredenti, lo condizionavano alla difesa se attaccati. Sure che descrivevano situazioni specifiche di 14 secoli fa avvenute nella penisola arabica, dove la piccola nascente comunità musulmana fronteggiava i miscredenti delle tribù meccane; queste avevano maltrattato e perseguita il profeta e i suoi pochi seguaci della prima fase, costringendoli alla fuga verso Medina. Estendere quei testi letteralmente all&#8217;ambito attuale è una pura ignoranza dell&#8217;essenza del messaggio del profeta Muhammad, che centinaia di sure tolleranti esprimono. E&#8217; una scelta selettiva che fa gioco a chi vuole sguazzare nel torbido. I fautori dello “scontro di civiltà” si autoalimentano a vicenda.</p>
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