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	<title>farmaco Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>farmaco Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Curarsi (non) è permesso: I risultati dell&#8217;indagine sull&#8217;accesso alle cure per i cittadini stranieri irregolari negli ospedali milanesi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 03:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Prevedendo il pieno accesso alle cure anche per i cittadini stranieri irregolari, la normativa italiana è avanzata ed includente”: inizia così la dichiarazione degli operatori del Naga a seguito della loro ultima indagine che&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="font-style: normal;">
“Prevedendo<br />
il pieno accesso alle cure anche per i cittadini stranieri<br />
irregolari, la normativa italiana è avanzata ed includente”:<br />
inizia così la dichiarazione degli operatori del Naga a seguito<br />
della loro ultima indagine che riguarda la salute di tutti i<br />
cittadini, italiani e stranieri.</div>
<div style="font-style: normal;">
Il<br />
diritto alla salute viene protetto, come ricorda la Corte<br />
Costituzionale, “come ambito inviolabile della dignità umana”.</div>
<div style="font-style: normal;">
Tra<br />
gennaio 2014 e febbraio 2015 i volontari del Naga ne hanno verificato<br />
l&#8217;effettiva applicazione negli ospedali milanesi, con un&#8217;indagine<br />
qualitativa, raccogliendo documentazione&nbsp; le testimonianze.
</div>
<p>“<b>Gessi<br />
non tolti, controlli diagnostici e ricoveri non effettuati, farmaci<br />
salvavita non forniti, esenzioni non applicate, pazienti cronici<br />
respinti, mancata erogazione del codice Straniero Temporaneamente<br />
Presente (STP) che permette l&#8217;accesso alle cure, ai farmaci e agli<br />
esami diagnostici</b>.<br />
Sono questi alcuni dei 155 casi dei quali abbiamo raccolto la<br />
documentazione clinica e che dimostrano che&nbsp;<b>a<br />
Milano e nei paesi limitrofi, ogni anno, cittadini stranieri<br />
irregolari affetti da patologie anche gravi non ricevono assistenza<br />
sanitaria adeguata</b>”<br />
afferma il Dott. Fabrizio Signorelli, direttore sanitario del Naga.<br />
“Dalla<br />
nostra indagine emerge che&nbsp;in 80 dei 155 casi di pazienti non<br />
adeguatamente assistiti si tratta di&nbsp;<b>patologie<br />
gravi&nbsp;</b>come<br />
il diabete&nbsp;mellito, fratture ossee, casi di tumore o gravi<br />
patologie cardiache. Si tratta di persone giovani (età media 43<br />
anni), prevalentemente di sesso maschile (76%), provenienti<br />
principalmente dai paesi del nord Africa, centro America, sud est<br />
Asiatico, Romania.&nbsp;<b>Il<br />
20% dei pazienti che non&nbsp;ha&nbsp;ricevuto assistenza è<br />
cittadino comunitario.&nbsp;</b>I<br />
casi si distribuiscono equamente in tutti gli ospedali di Milano e<br />
dei paesi limitrofi e si rilevano <b>prassi<br />
estremamente variabili, a discrezione dei singoli ospedali o anche<br />
dei singoli operatori</b>”&nbsp;prosegue<br />
il direttore sanitario.<br />
“Riteniamo<br />
che tutto ciò sia, in parte&nbsp;, frutto di una mancanza di<br />
conoscenza della normativa da parte degli operatori sanitari e<br />
amministrativi, di difficoltà burocratiche e linguistiche e di<br />
un&#8217;abitudine diffusa a demandare alle associazione di volontariato.<br />
Ma crediamo che ciò derivi anche da una <strong>chiara<br />
volontà politica regionale di non rendere pienamente godibile il<br />
diritto alle cure per tutti nella nostra città</strong>”<br />
conclude Signorelli.<br />
“Affinché<br />
le cure siano garantite a tutti, senza discriminazione alcuna, è<br />
necessario un chiaro cambio di rotta politico. Al di là di ogni<br />
interpretazione del fenomeno migratorio, <strong>crediamo<br />
che debba essere garantito a tutti il pieno godimento del diritto<br />
alla salute</strong>.<br />
Non solo per rispettare la legge, ma soprattutto per una questione di<br />
<strong>civiltà,<br />
equità e giustizia</strong>;<br />
crediamo, infatti, che sia inammissibile che una fetta di popolazione<br />
che vive sul nostro territorio venga esclusa dal godimento di un<br />
diritto fondamentale” afferma Luca Cusani presidente del Naga.<br />
“In<br />
attesa di un cambio di approccio strutturale e di vedere la legge<br />
pienamente applicata, sottoponiamo <b>alcune<br />
raccomandazioni </b>che<br />
potrebbero migliorare notevolmente la situazione attuale: rendere<br />
concretamente possibile per i pazienti stranieri irregolari<br />
l’iscrizione agli ambulatori dei medici di medicina generale;<br />
utilizzare il codice ENI, riconosciuto a livello nazionale, per i<br />
cittadini dell’Unione Europea indigenti privi di assistenza<br />
sanitaria; permettere anche agli ospedali privati convenzionati di<br />
prescrivere farmaci ed esami su ricettario regionale per i pazienti<br />
stranieri irregolari e attuare una campagna di informazione e<br />
formazione rivolta a chi opera nella sanità” prosegue<br />
Cusani.&nbsp;<b>&#8220;Come<br />
Naga continueremo a denunciare ogni forma di discriminazione e<br />
a</b>&nbsp;<b>colmare<br />
temporaneamente le lacune del sistema sanitario: curiamo, senza<br />
chiedere il permesso”.</b><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong></p>
<p>Scarica <a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/comunicati/INVITI_1/Curare%20(non)%20e%20permesso.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">tutto il report</a>, i <a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/comunicati/INVITI_1/Casi%20esemplari.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">casi esemplari</a>, l&#8217;<a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/comunicati/INVITI_1/Curare%20(non)%20e%20permesso_abstractITA.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">abstract</a>, l&#8217;<a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/comunicati/INVITI_1/Health%20care%20is%20(not)%20permitted_abstractENG.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">abstract in inglese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un ambulatorio popolare per migranti e non solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2014 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori, Pubblichiamo anche noi l&#8217;intervento del 6 maggio 2014 a cura dell&#8217;Ambulatorio Medico Popolare (www.ambulatoriopopolare.org) di Via dei Transiti di Milano, pronunciato in occasione del presidio contro la riapertura dei CIE e dei&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<h2 class="western" style="font-weight: normal;">
Cari<br />
lettori,<br />
</h2>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Pubblichiamo<br />
anche noi l&#8217;intervento del 6 maggio 2014 a cura dell&#8217;Ambulatorio<br />
Medico Popolare (www.ambulatoriopopolare.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss di Via dei Transiti di<br />
Milano, pronunciato in occasione del presidio contro la riapertura<br />
dei CIE e dei CARA a Milano, presidio che si è tenuto davanti alla<br />
Prefettura della capoluogo lombardo.
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/10330487_10203196293820609_1238175174677511091_n-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/10330487_10203196293820609_1238175174677511091_n-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="400" /></a></div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
L&#8217;Ambulatorio<br />
Medico Popolare si trova in Via dei Transiti, 28 (MM PASTEUR) a<br />
Milano.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Apertura:<br />
Lunedì dalle 15.30 alle 19.00 e Giovedì dalle 17.30 alle 20.00</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Telefono:<br />
02-26827343</div>
<p>
mail:<br />
<u><a href="mailto:ambulatorio.popolare@inventati.org">ambulatorio.popolare@inventati.org</a></u></p>
<p>
“L’Ambulatorio Medico Popolare<br />
di via dei Transiti è un’associazione che dal1994 porta avanti la<br />
battaglia in difesa del diritto alla salute, lottando per<br />
un’assistenza sanitaria di base gratuita per tutti e praticando una<br />
solidarietà militante perché il fenomeno migratorio non sia<br />
affrontato solo come un problema di pubblica sicurezza, ma come<br />
esperienza di vita che italiani ed europei in primo luogo<br />
sperimentano e hanno sperimentato.</p>
<p>Quest’anno compiremo i 20 anni<br />
dall’apertura del nostro ambulatorio, esperienza che tanto ha in<br />
comune con molte altre, come quelle del NAGA e di Oikos.</p>
<p>In Italia ai migranti privi di<br />
permesso di soggiorno viene negata la tessera sanitaria, quindi per<br />
curarsi possono solo richiedere un codice chiamato STP (Straniero<br />
Temporaneamente Presente). Questo codice garantisce l’accesso alle<br />
cure farmacologiche e specialistiche urgenti ed essenziali, ma non<br />
l’assistenza di base: questo comporta l’impossibilità di<br />
ottenere le prescrizioni per esami o visite e quindi di mantenere<br />
sotto controllo patologie croniche. La regione Lombardia delega ad<br />
associazioni di volontariato questo problema, non facendosene carico<br />
in alcun modo.</p>
<p>SI nega così il diritto<br />
all’accesso alle cure di prima soglia ad un gruppo di uomini e<br />
donne, che nell’impossibilità di ottenerle seguendo un percorso<br />
sanitario “convenzionale” deve ripiegare su soluzioni di fatto di<br />
qualità inferiore, perché su base volontaria, e quindi con garanzie<br />
di professionalità e disponibilità relative. Si genera così una<br />
sorta di sanità di serie B, un accesso “dal retrobottega” alle<br />
cure mediche di base, indispensabili a tutti per garantire<br />
un’assistenza sanitaria continuativa e adeguata. Questo vale<br />
principalmente per i malati cronici, gli anziani e i bambini; questi<br />
ultimi due gruppi di assistiti solo da poco hanno trovato spazio nel<br />
SSN, anche se precario e poco garantito.</p>
<p>In questo scenario,l’assistenza<br />
sanitaria pubblica di base dipende dal permesso di soggiorno, che è<br />
a sua volta vincolato al possesso di un contratto e di un reddito<br />
lavorativo: questo spinge ad accettare condizioni di lavoro infime<br />
pur di conservare il permesso di soggiorno, un ricatto che trova la<br />
sua origine nelle leggi Bossi-Fini eTurco-Napolitano.</p>
<p>La nostra battaglia parte da qui, e<br />
date queste premesse, l’Ambulatorio Medico Popolare non può che<br />
sostenere la battaglia contro i CIE, che altro non sono se non dei<br />
lager di stato dove viene negato un altro diritto fondamentale, il<br />
diritto alla libertà.</p>
<p>L’Italia è un Paese senza<br />
memoria: ci siamo indignati per il naufragio del 3 ottobre e per il<br />
video che mostrava il trattamento di “disinfestazione” dei<br />
migranti nel CIE di Lampedusa, ci siamo indignati per la storia di<br />
Hellen e Joy, per i suicidi e le proteste delle bocche cucite, ci<br />
siamo puliti le coscienze alzando la voce da più parti per<br />
denunciare la vergogna di questi fatti. Passata l’indignazione,<br />
però, ci siamo di nuovo nascosti dietro parole come “centri di<br />
accoglienza” (CARA), per tacitare le nostre coscienze raccontandoci<br />
la bugia di strutture umanitarie dove ospitare temporaneamente i<br />
migranti, abbiamo ridato spazio e voce a politici e giornali che<br />
straparlano di “razzismo contro gli italiani” e di “emergenza<br />
migranti”.</p>
<p>Noi oggi siamo qui per fare in modo<br />
che la memoria non si perda, per ricordare che i CIE sono una<br />
vergogna e un abuso, per protestare, perché questo è l’unico modo<br />
per sperare che certi ignobili fatti non si ripetano.</p>
<p>Chiedere accesso alle cure mediche<br />
per tutti non significa solo lottare per il diritto alla salute, ma<br />
implica per noi sciogliere quel legame infido e infame che lega<br />
diritti, libertà, vita, lavoro, possibilità, sogni e aspettative ad<br />
un misero pezzo di carta, rilasciato da forze dell’ordine<br />
territoriali che nulla sanno di cosa voglia dire migrare o essere<br />
liberi, fisicamente e mentalmente.</p>
<p>Dobbiamo chiudere i CIE subito,<br />
chiudere i CARA subito, lasciare le persone libere di muoversi sulla<br />
terra, perché la terra è di tutti e non saranno i loro muri a<br />
fermarci o a dividerci.”</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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