<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>favelas Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/favelas/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/favelas/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Mar 2018 10:33:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>favelas Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/favelas/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Uccisa Marielle Franco, la donna che entrava nelle favelas</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/03/17/uccisa-marielle-franco-la-donna-che-entrava-nelle-favelas/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/03/17/uccisa-marielle-franco-la-donna-che-entrava-nelle-favelas/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 09:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Orizzonte donna]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[brasiliani]]></category>
		<category><![CDATA[cartelli]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[favelas]]></category>
		<category><![CDATA[femminista]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[lesbica]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marielle Franco]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[proiettili]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10330</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Valentina Tatti Tonni Se negli anni Ottanta in Sud America la capitale della droga in genere è e continua ad essere il Messico, quella del narcotraffico dalla Colombia, con la caduta dei cartelli&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/17/uccisa-marielle-franco-la-donna-che-entrava-nelle-favelas/">Uccisa Marielle Franco, la donna che entrava nelle favelas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/gal_18162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10331" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/gal_18162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/gal_18162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/gal_18162-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Valentina Tatti Tonni</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Se negli anni Ottanta in Sud America la capitale della droga in genere è e continua ad essere il Messico, quella del narcotraffico dalla Colombia, con la caduta dei cartelli più antichi (un insieme di organizzazioni che formano un unico sistema criminale), si sposta in Brasile. Come scrive Roberto Nicolini nel libro Mafia globale a cura di Nando Dalla Chiesa: “I diversi Paesi sudamericani, sono spesso pervasi da culture di impunità difficili da sradicare, frutto delle dittature che ne hanno segnato la storia, e sono spesso costretti a contendere il monopolio della violenza ad altri attori come le guerriglie o la stessa criminalità organizzata, avvantaggiate dalla conformazione territoriale del continente (si pensi all’estensione della foresta amazzonica o delle Ande). A ciò va aggiunto che le crisi economiche, gli elevati tassi di inflazione e i sistemi di profonde disuguaglianze sono una costante che si accompagna a una generalizzata situazione di forte povertà e all’assenza di programmi di sviluppo alternativo alle coltivazioni di coca e marijuana”.</p>
<p align="JUSTIFY">Rio De Janeiro è la seconda città del Brasile dopo San Paolo a concentrare il più elevato numero di popolazione ed attrarre investimenti in economia. La sua peculiarità sono senz’altro le favelas, le cosiddette baraccopoli brasiliane, in cui operano almeno tre gruppi criminali che operano nel traffico (Comando Vermelho, Terceiro Comando Puro e gli Amigos dos Amigos) e che sfruttano a loro favore con violenza e intimidazioni le debolezze socio-economiche delle persone che vi abitano, come in qualunque luogo alla periferia del mondo in cui lo Stato non ritiene importante l’intervento, o quando è proprio lo Stato talvolta a colludersi con i poteri criminali.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ in questo luogo, in questo contesto che Marielle Franco è stata uccisa. Un’esecuzione. Era appena uscita da un evento in favore dei diritti delle donne nere nelle favelas. I sicari la stavano aspettando, hanno esploso nove colpi d’arma da fuoco: quattro proiettili l’hanno colpita alla testa, uno ha colpito il suo autista e un altro ha ferito la sua addetta stampa. Gli altri sono rimasti a terra o conficcati nell’auto o nelle pareti vicine. Unico obiettivo: non mancare il bersaglio, portare a termine il lavoro, eliminare Marielle Franco. Perché? Aveva 38 anni, ed era consigliera del Partito Socialismo e Libertà di Rio de Janeiro. Più che essere &#8220;bella, nera e lesbica&#8221; come alcuni giornali hanno scritto, presumibilmente non l’hanno uccisa perché era bella, nera e lesbica, ma perché era un&#8217;attivista civile che si batteva in favore dei diritti umani, contro i narcotrafficanti e la polizia militare che da &#8220;battaglione della morte&#8221; uccide i giovani delle favelas.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ stato dichiarato che le indagini sul duplice omicidio verranno seguite dai vertici di Brasilia, la capitale, con la dovuta attenzione, accompagnate da tutti i messaggi di sdegno che in queste ore la stampa estera sta raccogliendo e pubblicando per mostrare un Paese affranto. Una democrazia ancora una volta piegata e al quale dolore risponde la piazza, in migliaia in queste ore si sono riversati in strada in segno di protesta. Per la gente comune, per le donne povere e per i loro figli reclutati dai cartelli, Marielle Franco non era un’attivista qualunque. Era la donna che entrava nelle favelas e denunciava, portava luce e speranza, si faceva carico di tutte le cause inaccettabili che il Paese ancora si ostinava di difendere. Un riflettore puntato che gli assassini mal sopportavano.</p>
<p align="JUSTIFY">Il giorno prima di essere uccisa, come sempre accade in queste circostanze, Marielle Franco aveva “osato” esprimersi in modo diretto contro i poteri forti del narcotraffico supportati con arroganza dalla polizia militare e su Twitter aveva scritto: &#8221;Ancora un omicidio che potrebbe entrare nel conto di quelli compiuti dalla polizia militare. Matheus Melo stava uscendo dalla chiesa. Quanti altri devono morire prima che finisca questa guerra?&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Un movente, una promessa. Marielle Franco condannava la violenza, finché la violenza non le si è rivolta contro.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/17/uccisa-marielle-franco-la-donna-che-entrava-nelle-favelas/">Uccisa Marielle Franco, la donna che entrava nelle favelas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/03/17/uccisa-marielle-franco-la-donna-che-entrava-nelle-favelas/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E&#8217; arrivata mia figlia: una madre e una figlia per il diritto alla dignità</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 04:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[classe]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[E' arrivata mia figlia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[favelas]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Val e Jessica: una madre e una figlia nel Brasile di oggi. Val è una donna di mezza età, da tanti anni è al servizio come domestica presso una famiglia, in una villa di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/">E&#8217; arrivata mia figlia: una madre e una figlia per il diritto alla dignità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-q2r56KMQDVI/Vbm-49C0v2I/AAAAAAAAC9Q/lh5RpaDhQA4/s1600/e-arrivata-mia-figlia-locandina-ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/e-arrivata-mia-figlia-locandina-ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="221" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Val e<br />
Jessica: una madre e una figlia nel Brasile di oggi. Val è una donna<br />
di mezza età, da tanti anni è al servizio come domestica presso una<br />
famiglia, in una villa di San Paolo. Ha cresciuto i figli di Bàrbara<br />
e di Carlos e Fabinho, il ragazzo adolescente, la considera la sua<br />
“seconda mamma”. Jessica arriva a scompaginare la ritmica e<br />
monotona quotidianità di Val, un giorno, all&#8217;improvviso: dopo<br />
un&#8217;infanzia trascorsa con il padre e la nonna, vuole trascorrere a<br />
San Paolo un po&#8217; di tempo per poter accedere al test di ingresso in<br />
università. Val non ha altra alternativa che quella di farla<br />
soggiornare nella sua stanza – stretta e soffocante – mentre<br />
cerca un alloggio per entrambe. Ma la convivenza tra i componenti<br />
della famiglia ricca e le due donne non è facile. Da qui prende<br />
l&#8217;avvio la trama del film intitolato <i>E&#8217;<br />
arrivata mia figlia</i>, di<br />
Anna Muyleart, vincitore del Premio speciale della Giuria al Sundance<br />
Festival e del Premio del pubblico al Festival di Berlino 2015.</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/dT2K-xre-UY/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="https://www.youtube.com/embed/dT2K-xre-UY?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
personaggi, ben caratterizzati, formano il puzzle della società<br />
brasiliana delle metropoli: Bàrbara, la moglie ambiziosa e<br />
consapevole di sé e del proprio ruolo sociale, Carlos il marito<br />
depresso, privo di spina dorsale, del tutto steso sulla propria<br />
ricchezza ereditata, i due figli poco più che bambini poco maturi e<br />
molto viziati. E, tra loro, spicca anzi giganteggia la figura di Val:<br />
una donna, una madre per tutti. Affettuosa, rispettosa delle regole,<br />
accudente: solido punto di riferimento, ma sempre al proprio posto,<br />
mai sopra le righe, quasi un oggetto da arredamento utile, ma non<br />
indispensabile (se non per Fabinho e per la sua fragile psicologia).&nbsp;&nbsp; </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Jessica,<br />
appartiene a un&#8217;altra generazione e cova rancore per quella madre che<br />
le ha sempre inviato i soldi per il mantenimento, ma che le è stata<br />
lontana. La ragazza non sopporta le imposizioni di una differenza di<br />
classe ancora evidente, nonostante i piccoli gesti ipocriti; non<br />
accetta le avances di un uomo scontento e annoiato; non tollera la<br />
rassegnazione della propria genitrice. E allora si butta in piscina<br />
con i figli dei “padroni”, mangia il gelato di Fabinho, chiede<br />
sfacciatamente di poter studiare nella stanza degli ospiti, si<br />
rivolge apertamente ed esprime le proprie opinioni. Piccoli/grandi<br />
gesti di rivolta, che operano una rivoluzione: una rivoluzione<br />
raccontata con maestria dalla regista brasiliana. La macchina da<br />
presa segue con calma ogni movimento dei personaggi, spesso rimane<br />
ferma, entra negli ambienti della villa e al di fuori, proprio per<br />
far cogliere agli spettatori quelle piccole sfumature che creano –<br />
come i muri e le pareti – le barriere tra ricchi e poveri, tra chi<br />
sta in cima e chi sta alla base della gerarchia anche culturale. Ma<br />
col tempo, Jessica impara a capire, le scelte obbligate della madre e<br />
la madre impara a riconoscere l&#8217;importanza della libertà e della<br />
dignità grazie alla figlia. E allora entra anche lei nella piscina,<br />
ride e telefona alla ragazza per dirglielo. In seguito madre e figlia<br />
troveranno una piccola, semplice casa tutta per loro&#8230;e Val si<br />
sentirà chiamare, finalmente, “mamma”.
</div>
<p>
<img loading="lazy" height="77" src="https://img2.blogblog.com/img/video_object.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="left: 571.72px; opacity: 0.3; position: absolute; top: 749px;" width="96" /></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/">E&#8217; arrivata mia figlia: una madre e una figlia per il diritto alla dignità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/30/e-arrivata-mia-figlia-una-madre-e-una/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un calcio alle favelas</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 04:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[campionato]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[favelas]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[partite]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stadio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Foto di Ohrem-Leclef Meno quaranta, meno trentanove, meno trentotto&#8230;gli appassionati di calcio stanno sicuramente facendo il conto alla rovescia: mancano meno di 40 giorni all&#8217;inizio dei mondiali di calcio 2014 in Brasile. Ma il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/">Un calcio alle favelas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/favela-favelas-323914.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/favela-favelas-323914.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="196" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto di Ohrem-Leclef</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Meno<br />
quaranta, meno trentanove, meno trentotto&#8230;gli appassionati di<br />
calcio stanno sicuramente facendo il conto alla rovescia: mancano<br />
meno di 40 giorni all&#8217;inizio dei mondiali di calcio 2014 in Brasile.<br />
Ma il campionato e le Olimpiadi del 2016 rischiano di far perdere di<br />
vista i problemi seri che tengono sotto scacco milioni di persone, in<br />
particolare quelle che vivono nelle favelas arroccate vicino alle<br />
magalopoli.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
Rocinha, una delle più grandi bidonville di Rio de Janeiro, una<br />
notte della settimana scorsa, si è verificata una sparatoria<br />
violentissima tra poliziotti e narcotrafficanti che ha causato la<br />
morte di un criminale e il ferimento di altre persone; nel complesso<br />
di favelas di Alemao, occupato dalla polizia nel 2011, si sono<br />
verificati altri scontri che hanno avuto come conseguenza il<br />
ferimento di quattro agenti. Gli scontri vedono protagoniste anche le<br />
favelas che fanno parte del progetto dell&#8217; Unità di Policìa<br />
Pacificadora (UPP) adottato  nel 2007 dal segretario della Sicurezza<br />
pubblica di Rio per espellere i narcotrafficanti  ma questo,<br />
evidentemente, non è bastato e, inoltre, sono tantissime le vittime<br />
innocenti degli scontri tra polizia e trafficanti. </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-torcia-olimpica-323909_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-torcia-olimpica-323909_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto di Oherem-Leclef</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Risulta<br />
difficile scardinare il potere della criminalità, soprattutto<br />
all&#8217;interno delle aree più disagiate, nel momento in cui i<br />
poliziotti non sono riusciti a creare una relazione di fiducia con<br />
gli abitanti delle comunità e il governo non ha messo in piedi<br />
progetti di recupero sociale rivolti sia ai luoghi sia alle persone.<br />
Ecco, le persone appunto.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-olympic-favela-323901_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-olympic-favela-323901_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Per<br />
ospitare altre migliaia e migliaia di turisti &#8211; che andranno in<br />
Brasile per assistere alle manifestazioni sportive &#8211; si stanno<br />
sistemando strade, alberghi, edifici, ma tutto questo viene pagato,<br />
giorno dopo giorno, dai brasiliani più poveri. E&#8217; stata costruita,<br />
ad esempio, la “TransOlympic Highway” al posto di piccole case<br />
con giardino che sono state rase al suolo: lo sfratto degli inquilini<br />
è avvenuto con la forza e senza preavviso. Gli stadi “usa e getta”<br />
, che saranno usati solo per i due eventi  sportivi, sono stati<br />
costruiti sulle aree di molte favelas i cui abitanti sono stati<br />
cacciati senza preoccuparsi di dare loro un alloggio alternativo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da una<br />
parte si stanno verificando, quindi, casi sempre più numerosi e<br />
gravi di violenza, dall&#8217;altra molti cittadini stanno mettendo in atto<br />
una vera e propria resistenza, innalzando una torcia olimpica davanti<br />
alle loro baracche per dire “Io da qui non mi muovo”. Il<br />
fotografo Oherem-Leclef ha ritratto queste persone nel bel libro<br />
<i>Olympic favela</i>,<br />
pubblicato da Damiani.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
intanto sui muri delle baracche degli sfrattati la polizia scrive con<br />
lo spray    “Vai com deus”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/">Un calcio alle favelas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/05/07/un-calcio-alle-favelas/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
