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	<title>femminicidi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Mi chiamo Donna e sono salva</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 09:18:54 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Antonella Cinquemani</p>



<p>Mi chiamo Antonella ho 43 anni e sono felice perché sono salva.<br>Le decisioni della mia vita hanno le caratteristiche di chi, fin da giovane, lotta per essere indipendente e non avere paura.<br>Tra lavori sottopagati, tentativi di manipolarmi e un esposto a chi aveva deciso che non potevo dire un no.<br>Sono un&#8217;insegnante, entrando in classe pensi sempre a prendere per mano i bambini e guidarli nella conoscenza del mondo,<br>nel migliore dei modi possibile affinchè siano pronti e sicuri.<br>Prepararli a godere delle cose belle, a mantenere viva la curiosità e a non arrendersi quando le cose si fanno difficili credendo in se stessi e affrontando le sfide.<br>Ma c&#8217;è una parte del mondo troppo difficile da spiegare,<br>Dove le principesse non girano serene nei boschi a raccogliere fiori, ma nemmeno prendono il treno ed escono la sera canticchiando tranquille.<br>Un giorno, sempre se non lo stanno già vedendo nella loro famiglia, dovranno affrontare la realtà non importa quanti sacrifici abbiano fatto: dottoresse, insegnanti, madri, con problemi economici o benestanti, in salute o con malattie e non<br>importa in quale posto del mondo siano, dovranno stare sempre attente in quanto donne e anche così putroppo potrebbe non bastare.<br>La mentalità, un&#8217;interpretazione errata della religione, un rifiuto, un problema psicologico o economico e l&#8217;incubo può avere inizio.<br>Sotto forma di discriminazione, di violenza, di persecuzione, coercizione un uomo inizierà a tenerle in pugno e si ritroveranno costrette a lottare per la loro vita.<br>Sempre se ne avranno e sempre qualcuno sentirà il loro grido.<br>Per non parlare poi del fatto che, se mai mostreranno le loro debolezze, se mai si fideranno di un uomo in intimità, li&#8217; avranno sbagliato di grosso: potranno infatti essere vittime di ricatti.<br>Invece se faranno le cose “per bene” e si sposeranno, allora saranno premiate ma questo non esclude che, un giorno, il il marito non decida che è il momento della loro fine.<br>Una vita di “se e ma”, quella di noi donne. E quanti nomi ci vengono in mente: Giulia Donato, Martina<br>Scialdone, Oriana Brunelli, Teresa Di Tondo, Alina Cristina Cozac,Yana Malayko, Melina Marino,<br>Santa Castorina,Iulia Astafieya, Sara Ruschi,Danjela Neza, Annalisa D&#8217;Auria&#8230;<br>Nomi che vediamo, come una carrellata di fronte ai nostri occhi, scorrere in ricordo di quanto sia brutale la violenza sulle donne.<br>Dolore e delusione è la sensazione che lasciano.<br>Dolore di non potere più vedere i loro sorrisi, dolore di chi avrebbe voluto tenerle tra le braccia proteggerle e non ha potuto.<br>E si sentono nell&#8217;aria i “perchè?” cosa l&#8217;ha spinto a fare tanto male.<br>Non esiste una risposta perchè nulla potrà mai giustificare.<br>Allora ci rendiamo conto di quanto siamo ancora lontane dall&#8217;essere libere.<br>Realizziamo che urliamo e non veniamo ascoltate e che l&#8217;urlo deve essere più forte.<br>La paura deve essere rimandata al mittente, a chi ogni giorno vuole farcela provare.  La paura: ferire<br>intimorire, rendere insicure noi donne.<br>La donna è debole solo fin quando crede di esserlo poi si rialza, inizia a combattere e vede la realtà: debolezza e insicurezza erano ciò che spingevano il suo carnefice a farle del male, a umiliarla  e<br>allora nasce sempre più il desiderio di mostrargli ,invece quanto può essere forte anche lei. A volte con successo, a volte con la triste tragedia come finale. Eppure vediamo vere eroine che lottano seppur consapevoli dei rischi, ma non più sono disposte a subire.<br>Per tutto questo è urgente urlare ..Sono Antonella, ho 43 anni e sono salva…Urlare anche per coloro che sono state uccise, perché vorrebbero tanto farlo ma purtroppo non possono più.<br>Sono Giulia ho scoperto bugie e tradimenti, ma sono salva,<br>Sono Annalisa avevo un compagno geloso ma sono salva&#8230;<br>Dire che non scendano le lacrime solo a scriverlo, è impossibile.<br>In questa giornata non smettiamo di ricordare, di parlare, di combattere affinchè un giorno, spiegando il mondo ad una bambina, potremmo dirle che è al sicuro.</p>



<p></p>



<p>NUMERO EMERGENZA VIOLENZA DONNE: 1522</p>



<p>GESTO PER CHIEDERE AIUTO:  </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="656" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17294" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></figure>
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		<title>Non è amore, non è colpa tua</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 08:56:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="379" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat-1024x379.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17286" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat-1024x379.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat-300x111.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat-768x284.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/pat.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1459w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Associazione Per i diritti umani</strong> aderisce e partecipa.</p>



<p>Una piazza aperta per gridare tutt* insieme che dobbiamo fermare il patriarcato. Che le donne ammazzate dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono troppe e sono sulle coscienze di tutt*.Per cambiare la società maschilista in cui viviamo per un domani che sia di tutte.*Indossate qualcosa di rosso in ricordo di Giulia Cecchettin, di Rita Talamelli e di tutte le altre vittime di femminicidio.</p>



<p>*Se vuoi aderire con la tua associazione compila il form <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fforms.gle%2F1J7bXXztNbW2ELLu7%3Ffbclid%3DIwAR3V8vGWwO9cvM13-4cEefo5v_EfsIJNEXET2rV5rf8VggI3cs5ju69IIJ0&amp;h=AT3ARQil0R-OvGo6HE5_mytvT4Qq9xbz-nNd0wSbBegrNfOlrMNhdAd-BKZDEHZxNnYYhBRGhH8Iv1KeFexpdTsU2-E1azG3lNHpX2Hb0TmOehxGIE8c64VQYGq7w7LXArPf&amp;__tn__=q&amp;c[0]=AT0NeXZDPoZmv1qen4CbE0YyYmbinkNmM2iqgIR2R40p5YkIJaGP5H5wq3BrNoixRYrcy07h8fzXpZAJMLo68QVMH3PiepW_7nMN3WIdFsi57KerLzUuxQI-vOSmAXcqdq2d7sHYbudGcO50DjQvhhRkRlAX&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://forms.gle/1J7bXXztNbW2ELLu7?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="379" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man-1024x379.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17287" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man-1024x379.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man-300x111.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man-768x284.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/man.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>LISTA DELLE REALTA&#8217; ADERENTI 22/11 ore 12.30</p>



<p>Acli Milano<br>Anpi Milano<br>Arci Milano<br>Associazione da donna a donna sesto san Giovanni<br>Associazione Donne EVA Aps<br>Associazione Donne In<br>Associazione Enzo Tortora Radicali Milano<br>Associazione l&#8217;incontro Cesano Boscone<br>Associazione Lisolachenonc’è Peschiera Borromeo<br>Associazione Per i Diritti umani<br>Associazione Ventimila Leghe<br>Associazione Vite Intorno<br>Astronove<br>Auser Peschiera Borromeo<br>Azione Milano<br>Casa Comune<br>Casa delle donne di Treviglio<br>Centro Ambrosiano di Solidarietà<br>Centro antiviolenza Aiuto Donna Bergamo<br>CGIL Milano<br>Circolo donne Sibilla Aleramo<br>Comitato Cortili Solidali<br>Comitato La voce degli alberi Peschiera Borromeo<br>Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali della Lombardia<br>CSA Silvia Baldina<br>DergaNOborders<br>Diapason Cooperativa sociale<br>Direfaredare aps<br>Donne Democratiche Milano Metropolitana<br>Donne in Rete<br>Equality &#8211; diritto di tutti i giorni<br>Europaverde -Verdi Milano<br>FARE X BENE<br>Fondazione Arché<br>Fondo Zanetti<br>Giovani Democratici Milano<br>I sentinelli di Milano�<br>Italia Viva Milano Metropołitana<br>Lato D<br>Libere di Abortire<br>Lista Beppe Sala Sindaco<br>Mama Chat associazione<br>Meraki &#8211; desideri culturali<br>Milano Prossima<br>MINIMA THEATRALIA<br>Molce Atelier &#8211; La sartoria che cura ETS<br>Movimento 5 Stelle Lombardia<br>Nuovo Armenia<br>Ordine psicologi Lombardia<br>Partito Democratico Milano Metropolitana<br>Partito Democratico Lombardia<br>Più Europa Milano<br>PROGETTO NANA&#8217;,LE DONNE PER LE DONNE<br>Promise APS<br>Radicali Milano<br>Radio Popolare<br>Scuola mamme<br>Sindacato SGB<br>Sinistra Italiana Milano<br>Soleterre &#8211; Strategie di Pace<br>SpazioCinema<br>Spazio Aperto Servizi<br>Volt Europa<br>UniSì &#8211; Uniti a Sinistra<br>WikiMafia</p>
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		<title>Violenza di genere: solo il 27% delle donne ha intrapreso un percorso giudiziale, civile o penale</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 10:29:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Da La27esimaora.corriere.it)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/donne.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="593" height="443" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/donne.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16753" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/donne.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 593w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/donne-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Francesca Visentin</p>



<p></p>



<p>Denunce per abusi e violenza che si trasformano in processi contro le donne che hanno denunciato. Sentenze che penalizzano le donne, finiscono con <a href="https://27esimaora.corriere.it/22_maggio_18/vittimizzazione-secondaria-violenza-donne-ricade-figli-1ef99b3e-d6ad-11ec-a70e-c4b6ac55d57f.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">allontanare i figli dalla madre</a> o addirittura per affidarli al padre violento. Ctu farlocche utilizzate dai violenti come strumento per vendicarsi e sottrarre i figli alle donne che li hanno denunciati.</p>



<p>Una storia che si ripete. Al punto che le donne sopravvissute alla violenza dichiarano di <strong>non avere fiducia </strong>nei tribunali, nelle forze dell’ordine e nei servizi sociali. Il quadro è chiaro, emerge dall’indagine presentata a Verona nell’evento La parola delle donne da 37 centri antiviolenza del circuito nazionale D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza (82 organizzazioni in Italia tra Centri e Case rifugio, che sostengono ogni anno 20mila donne). L’indagine ha analizzato i casi di 5.740 donne, <strong>solo il 27% di loro</strong>, proprio per la sfiducia nei tribunali, <strong>ha intrapreso un percorso giudiziale, civile o penale</strong>. E tra le istituzioni segnalate come più vittimizzanti e meno tutelanti nelle varie fasi del percorso di uscita delle donne dalla violenza, ci sono i servizi socio-sanitari, i consulenti tecnici d’ufficio, le forze dell’ordine e i tribunali.  </p>



<p>Per questo Donne in Rete avvierà un&nbsp;<strong>Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria&nbsp;</strong>e sta portando avanti una ricerca statistica proprio sul tema, che sarà ultimata nel 2024. Intanto, un gruppo di lavoro controllerà e evidenzierà le buone pratiche che aiutano a contrastare la vittimizzazione istituzionale e secondaria. E agirà in modo tempestivo per un cambiamento culturale concreto sia del linguaggio, che dell’approccio delle istituzioni alla violenza maschile sulle donne.</p>



<p>A Verona D.i.Re &nbsp;Donne in Rete contro la violenza, &nbsp;ha approfondito il tema della vittimizzazione istituzionale e secondaria partendo proprio dalla sfiducia delle donne nelle istituzioni.&nbsp; La città non è stata scelta a caso, &nbsp;Verona è diventata simbolo dell’immensa manifestazione (tre anni fa) che i movimenti delle donne avevano fortemente voluto per&nbsp;<strong>rispondere al patriarcato del Family Day</strong>. &nbsp;</p>



<p>«Il quadro che emerge dalla nostra indagine, non è per nulla rassicurante: siamo ancora molto&nbsp;<strong>lontane dal considerare le istituzioni come alleate&nbsp;</strong>nel contrasto alla violenza maschile sulle donne – sottolinea Antonella Veltri, presidente D.i.Re Donne in Rete contro la violenza &#8211; .&nbsp; Sono pochi i casi affrontati con la correttezza adeguata e con la giusta consapevolezza, approfondendo la conoscenza di un fenomeno su cui ormai esiste moltissima letteratura e per il quale l’ignoranza e la superficialità non sono più consentite». &nbsp;</p>



<p>Raffaele Sdino, presidente della sezione famiglia del Tribunale di Napoli ha fatto notare: «Perché una donna che subisce violenza&nbsp;<strong>non deve essere libera&nbsp;</strong><strong>di esprimere la sua rabbia?</strong>&nbsp;Perché dovrebbe essere collaborativa con le istituzioni che non la ascoltano? Dobbiamo imparare a conoscere la violenza e le sue conseguenze». &nbsp;</p>



<p>La responsabilità di stereotipi nei tribunali, ignoranza e impreparazione di giudici, avvocati e magistrati è stata più volte denunciata dalla giudice Paola Di Nicola Travaglini, consigliera di Cassazione, che continua a chiedere a gran voce «<strong>formazione obbligatoria per&nbsp;</strong>magistratura, forze di polizia e corsi continuativi dall’asilo per bambine e bambine, in modo da sradicare gli stereotipi culturali che sono alla base della violenza».</p>



<p>Anche recentemente a Bookcity a Milano la giudice Di Nicola Travaglini ha messo in guardia: «Attenzione&nbsp;<strong>alle narrazioni stereotipate e deformanti&nbsp;</strong>che tirano in ballo i sentimenti. Un uomo&nbsp;<a href="https://27esimaora.corriere.it/22_novembre_23/Violenza%20di%20genere:solo%20il%2027%%20delle%20donne%20ha%20intrapreso%20un%20percorso%20giudiziale,%20civile%20o%20penale?utm_source=rss&utm_medium=rss">che uccide una donna</a>&nbsp;non la uccide perché è innamorato, ma perché non tollera la libertà di quella donna, l’espressione dei suoi talenti e del suo potere decisionale. Una libertà che&nbsp;<strong>mette in crisi un sistema patriarcale globale millenario</strong>. I femminicidi sono paragonabili ai delitti per mafia e vanno letti con le lenti di genere: solo riconoscendo il&nbsp;<strong>carattere sistemico</strong>&nbsp;della violenza contro le donne possiamo comprendere e giudicare correttamente questo tragico fenomeno».</p>
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		<title>Razzismo e privilegio della bianchezza. Rifestival, Bologna 2019</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 06:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha partecipato, anche quest&#8217;anno, al Rifestival di Bologna, organizzato dalla Rete degli studenti ( 11-14 aprile 2019) che ha avuto come titolo &#8220;POTERE. Un altro mondo è possibile?&#8221;. Pubblichiamo,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> </em>ha partecipato, anche quest&#8217;anno, al <strong>Rifestival</strong> di Bologna, organizzato dalla Rete degli studenti ( 11-14 aprile 2019) che ha avuto come titolo &#8220;POTERE. Un altro mondo è possibile?&#8221;. Pubblichiamo, per voi, gli spunti di riflessione veicolati dagli ospiti-relatori di alcune conferenze che hanno arricchito il fittissimo programma del festival.</p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12317" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">RAZZISMO E PRIVILEGIO DELLA BIANCHEZZA</span></strong></p>
<p>con Valeria Ribeiro Corossacz e Tatiana Petrovich Njegosh</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Valeria Ribeiro Corossacz</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Cosa intendiamo on il termine &#8220;bianchezza&#8221; e cos&#8217;è il suo studio: è una spetto nodale per lo studio del razzismo. </span><br />
<span style="color: #000000;">La bianchezza è una categoria sociale, è un oggetto proprio di una società razzista perchè le persone hanno un colore solo all&#8217;interno di una ideologia razziale e il razzismo è un rapporto sociale che produce contestualmente i due gruppi sociali mutevoli dei &#8220;neri&#8221; e dei &#8220;bianchi&#8221;, frutto del colonialismo e della tratta transafricana degli schiavi. Il razzismo, quindi, è databile, fa parte di alcuni momenti della Storia dell&#8217;umanità e mentre i bianchi godono di privilegi (anche se con differenze), i neri patiscono gli effetti del razzismo. </span></p>
<p>Il termine &#8220;bianchezza&#8221; non è ancora molto emerso nel linguaggio, ma inizia ad essere presente nei movimenti dell&#8217;attivismo, come ad esempio in quelli femministi in cui è presente come elemento sessista; lo studio della bianchezza nasce in America latina, Stati Uniti e Inghilterra, negli anni &#8217;90, ovvero nei Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno della tratta di esseri umani, in un contesto di lotta al razzismo (vedi il femminismo nero negli USA) e usano il termine per nominare questa nuova forma di discriminazione che va oltre la violenza fisica o verbale. Da parte delle femministe bianche, infatti, mancava la consapevolezza di quanto fossero immerse nell&#8217;ideologia razzista (riprendendo il pensiero di Angela Davis).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il razzismo è una RELAZIONE perchè se c&#8217;è qualcuno che gode di privilegi, automaticamente c&#8217;è qualcun altro che avrà degli svantaggi. Non è sufficiente, però, avere la carnagione chiara per essere bianchi: in molte società la bianchezza deriva dall&#8217;avere origini europee e si riferisce a contesti sociali precisi di cui bisogna considerare il periodo storico, l&#8217;appartenenza religiosa, il ceto, etc. Tra due persone povere, una bianca e una nera, il lavoro viene assegnato alla prima; sono i bianchi poveri ad attivare il razzismo, facendo valere la propria bianchezza e i propri privilegi contro i neri, i rom e gli altri gruppi che considerano da discriminare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso italiano la nerezza è associata alla mancanza di nazionalità, alla bruttezza, alla mancanza di moralità e di etica: i bianchi si definiscono, quindi, in maniera universale e dominante, smarcandosi dall'&#8221;Altro&#8221;, dai &#8220;diversi&#8221; e la mancanza, ad esempio, della legittimità dello IUS SOLI è proprio il simbolo della supremazia della bianchezza.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12318" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>T<strong>atiana Petrovich Njegosh</strong></p>
<p>E&#8217; importante collegare la bianchezza alla categoria di Razza. Abolire la parola &#8220;razza&#8221; dalla Costituzione pone il problema che si resti sguarniti della difesa antirazzista, rendendo invisibile anche il nostro contributo alla Storia del razzismo perchè non corrisponde a realtà, soprattutto perchè in Italia il razzismo ha una storia piuttosto lunga. Esordisce nel 1937 con il Regio Decreto che punisce le relazioni amorose/sessuali tra cittadini italiani e sudditi dell&#8217;Africa orientale, ma nel &#8217;33 è già in vigore la Legge della &#8220;prova della Razza&#8221; secondo cui i figli di cittadini italiani con appartenenza africana, non possono essere riconosciuti come italiani. Poi le leggi razziali e l&#8217;antisemitismo di Stato. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;Italia pretende la restituzione delle colonie e i somali, ad esempio, figli di italiani, non vengono riconosciuti. E ancora oggi si insiste sull&#8217;esclusione della nerezza dalla cittadinanza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Razza è una categoria simbolica basata sul fenotipo o sulla discendenza, ma esistono anche razzismi che non si basano sulla Razza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A livello sociale, nello spazio pubblico, i neri sono IPERvisibili e, anche se questo è stato smentito, noi continuiamo a vedere la Razza, a vedere il fenotipo e questo è alla base del razzismo. Noi bianchi, invece, risultiamo essere la norma e, quindi, risultiamo invisibili. L&#8217;azione criminale di Luca Traini, a Macerata, è stata definita dai mass-media come un&#8217;azione dettata dall&#8217;esasperazione, ma questo non è vero perchè, in realtà, lui ha voluto vendicare una donna BIANCA e questo rende invisibili tutti i femminicidi perpetrati da uomini bianchi contro le proprie donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che cos&#8217;è il <em>black face</em>? E&#8217; una pratica che nasce alla fine dell&#8217;800 per cui attori e performer bianchi si tingevano il viso di nero (a volte, anche attori neri lo facevano, dopo la guerra civile), truccandosi per recitare la parte degli schiavi. Questa pratica mette in discussione l&#8217;idea di Razza perchè dimostra quanto sia artificiale, finta. Se noi bianchi, inoltre, possiamo scurisci il volto perchè un nero non può farlo? Il caso di Micheal Jackson ha destato molto scalpore e lui venne accusato di odiare le proprie origini. In realtà era molto legato alla propria cultura africana, ma ha voluto sbiancarsi, ribadendo, quindi, che la questione del colore della pelle sia solo una questione superficiale, una finzione, ma ancora pericolosa perchè continuiamo a strumentalizzarla per legittimare il razzismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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