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	<title>femminino Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Giustizia, di Eltjon Bida</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 08:18:40 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="666" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16887" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-768x1181.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-999x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 999w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Car*tutt*, oggi vi proponiamo la recensione dell&#8217;ultimo lavoro dello scrittore Eltjon Bida che ringraziamo anche per le risposte all&#8217;intervista a seguire.</p>



<p></p>



<p>Maria è giovane e molto credente. Silvano è più grande di età ed è un uomo rabbioso. Lei la vittima, lui il carnefice e intorno a loro molti altri personaggi che si spostano, in particolare, tra Milano e Como, in quel nord spesso freddo e scostante, ma a volte anche capace di solidarietà (due avvocati, altri due uomini…). E poi una fabbrica in cui vengono effettuati alcuni furti.</p>



<p>Stiamo parlando dei personaggi del romanzo di Eltjon Bida, intitolato “Giustizia” e edito da Pubme. Eltjon Bida è autore di origini albanesi, meneghino di adozione che, in quest’ultimo lavoro, intreccia molte storie in un testo corale di genere noir.</p>



<p>Grazie a una scrittura molto naturale, il lettore è accompagnato tra le strade e le piazze del capoluogo lombardo, tra i palazzi più centrali e le periferie, per abbracciare le vicende di persone alla ricerca di un luogo fisico o di un luogo interiore. Alcuni sono disperati, altri tormentati, i più: in particolare operai o senzatetto (questi ultimi nascondono un segreto nel ricco intreccio narrativo), ladri e criminali. Perché sì, colui o coloro che usano la violenza, fisica o psicologica sulle donne, sono criminali.</p>



<p>Il filo conduttore del libro è proprio il tema della violenza di genere: non solo Maria &#8211; il nome, non a caso, della Madre di Gesù &#8211; ma anche la giornalista che segue il caso ne sono vittime. Si tratta di un fenomeno sociale, purtroppo, trasversale che non considera l’età, lo status, la provenienza delle donne colpite.</p>



<p>Non tutti gli esseri maschili, però, sono colpevoli: esistono per fortuna anche mariti che amano le proprie mogli, come Stefano; oppure uomini che tentano di tutelare i diritti umani con l’impegno professionale. E poi è importante la rete amicale, la condivisione dei problemi, delle paure: solo così il carico è sostenibile e superabile. Forse le istituzioni dovrebbero essere più presenti, forse non sono sufficienti le misure di sicurezza oggi in atto in Italia. Tutte considerazioni che si evincono dalla lettura del testo e che non vengono esposte come una denuncia diretta, ma grazie alla delicatezza e alla bravura dello scrittore nell&#8217;identificarsi con entrambi le persone, con chi ha mantenuto la propria umanità &#8211; nonostante il disagio e le difficoltà dell&#8217;esistenza &#8211; e, a volte, anche con chi l&#8217;ha perduta.</p>



<p>Il romanzo si intitola <em>Giustizia, </em>non <em>vendetta</em>, ed è un appello per una giustizia sociale, che parte dalle relazioni che devono tornare ad essere sane in un contesto politico e comunitario che si prenda cura di ogni cittadina e cittadino perchè questa sarebbe la forma maggiormente utile di prevenzione ad ogni forma di violenza.</p>



<p><strong>Da dove trae il suo interesse per le “vittime” di un sistema (che sia sociale, economico o politico)?</strong></p>



<p>L’interesse è nato dalla storia di una mia ex collega di lavoro. Lei si era separata dal marito, ma prima della separazione aveva dovuto subire di cotte e di crude. Lui la picchiava, la violentava, la maltrattava, e lei non aveva voce su niente. Ogniqualvolta che lei provava a farlo ragionare, finiva col subire un pugno o uno schiaffo in faccia. Lui l’aveva minacciata che se facesse parola con qualcuno, l’avrebbe ammazzata. Dunque questa povera donna era diventata una prigioniera tra le mura di casa sua, o meglio, una schiava di suo marito.La sua storia a me aveva scioccato, sconvolto e così ho deciso di scrivere di Maria, prendendo spunto proprio da quella della mia ex collega.</p>



<p><strong>Perché hai sentito l’urgenza di affrontare il tema della violenza di genere?</strong></p>



<p>In Italia i dati Istat mostrano che il 32 % delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. E le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner. Violenze subite quasi sempre tra le mura domestiche. Dunque questi numeri parlano da soli. Sono notizie che riceviamo dai media, ma, prova ad immaginare quanto queste violenze succedono in realtà! Non possiamo accettare che nel 2023 si assista a questa strage senza fare qualcosa, quindi ho deciso di scrivere Giustizia nella speranza di sensibilizzare la gente a questo fenomeno. È ora di dire basta.</p>



<p><strong>Come si è sentito, da uomo e scrittore, nello scrivere di esperienze vissute da donne?</strong></p>



<p>Come uomo mi sono sentito un bugiardo nel descrivere Silvano, in quanto io sono simile al personaggio, Stefano:)Ho fatto delle ricerche e ho chiesto su come si sono sentite alcune donne nei panni di Maria…E spesso ero anche con il cuore a pezzi nel descrivere le donne che subiscono e non hanno la forza, il coraggio e l’appoggio di farsi avanti e denunciare. Come scrittore, come ho detto prima, ho fatto tante ricerche, e ahimè, lo scrittore deve far tesoro anche della sua immaginazione. Lo scrittore deve avere un’immaginazione a 360 gradi. Dunque, quando la storia c’è, bisogna metterla giù.</p>



<p></p>



<p><strong>116.016 è il numero per le donne vittime di violenza che, dal prossimo aprile, sarà attivo in tutta Europa. sarà possibile chiamare da questo stesso recapito da ogni Paese UE per consulenza e sostegno.</strong></p>
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		<title>Effetto DOMINA: un&#8217;iniziativa per parlare del femminino</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 10:04:59 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p>Associazione Per i<strong><em> Diritti umani</em></strong> con Associazione Licenza poetica presenta e vi invita a: EFFETTO DOMINA.</p>



<p>Un&#8217;iniziativa che parla di donne nella società contemporanea attraverso varie forme della Cultura e dell&#8217;Arte.</p>



<p>Con il patrocinio del Comune di Arona e della Fondazione Fidapa Onlus. </p>



<p></p>



<p>Due giorni di Letteratura, Teatro, Pittura, Cinema e molto altro per esplorare la condizione femminile nel privato e nella società, proponendo buone pratiche per la parità di genere. </p>



<p></p>



<p>12-13 marzo 2022</p>



<p>Spazio Moderno</p>



<p>(Arona &#8211; NO) </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16131" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-1448x2048.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1587w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-1448x2048.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1587w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Geo-grafie del silenzio</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 08:48:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La casa editrice Mimesis ha deciso di pubblicare una serie di libelli, all&#8217;interno di una collana chiamata ”Accademia del silenzio”, curata da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiol. Ogni libro, di circa cinquanta pagine, contiene riflessioni sul tema del SILENZIO, declinato tramite diverse discipline e sensibilità. E ogni libro è un piacere per la mente e per lo spirito.</p>
<p>Oggi vi parliamo del testo intitolato <i>Geo-Grafie del silenzio</i> di Daniela Finocchi, giornalista, saggista, da sempre interessata ai temi del mondo femminile.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/9788857522197.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9506" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/9788857522197.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="192" height="300" /></a></p>
<p>Ideatrice del Concorso nazionale Lingua Madre, destinato alle donne straniere in Italia, in questo percorso letterario commenta proprio alcuni brani scritti dalle partecipanti alle ultime edizioni, fornendo così un quadro dei cambiamenti della nostra società, mettendo in luce le problematiche legate alle migrazioni al femminile, costruendo un ponte tra culture diverse.</p>
<p>Nell&#8217;introduzione si legge: “Quella delle donne è una storia condivisa, a lungo caratterizzata dal silenzio, inteso però come rimozione, svilimento e negazione della soggettività femminile. Un silenzio spesso cercato dalle donne stesse, per sottrarsi all&#8217;inautenticità di una lingua &#8216;straniera&#8217;, in quanto lingua della cultura patriarcale&#8230;”. Ecco allora le parole di una madre per un figlio: “ E ho taciuto. Farò del mio meglio per imparare una nuova lingua per comunicarti tutto il mio amore, tradotto e intraducibile. Per te diventerò l&#8217;occidentale nell&#8217;aspetto e nell&#8217;appetito&#8230;Ma sappi che in me una sola cosa non potrà mai mutare: il mio silenzio. Non è un silenzio rancoroso o intriso di sfiducia. Non è il mero opposto al rumore&#8230;Il silenzio orientale è privo di giudizio e, di conseguenza, scevro di dolore&#8230;Quindi, figlio mio, ricorda sempre che quando vorrai ascoltare davvero la voce di tua madre, dovrai ascoltare i suoi silenzi”, parole di Laila Waida, indiana. Si parla, poi, del corpo della donna, “spesso ridotto al silenzio, sminuito o strumentalizzato dalla cultura patriarcale” e Luciana Petrovich ci ricorda che fu con la civiltà greca che venne elevato il corpo maschile a paradigma di perfezione e di bellezza, come emblema di potenza e di salute.</p>
<p>Besa Mone, albanese, racconta delle difficoltà della figlia Anila per diventare insegnante e, con grande ironia, scrive: “Finchè vuoi istruirti nella scuola italiana sei libera di farlo (per la primaria e la secondaria non serve neanche il permesso di soggiorno), istruire gli altri non te lo permettono”.</p>
<p>Il libro – denso e importante per i suoi riferimenti all&#8217;antropologia, alla psicologia, all&#8217;etnografia – rimanda anche al legame tra il Femminino e la Terra nei testi di Aminata Aidara, senegalese, Yolanda Parra, dalla Colombia o della russa Evgenia Kniazeva: “ &#8230;Il parto fu lungo e doloroso. La sua coscienza oscurata sembrava essersi distaccata dal corpo. In un istante si trovò sulla riva di un fiume. Era un fiume largo, con l&#8217;acqua torbida. Piccole case in legno, un grande ponte in lontananza, una delle case era quella di sua nonna”.</p>
<p>Relazioni intergenerazionali, istinto a dare e proteggere la Vita, senso di accoglienza e di protezione, l&#8217;importanza della cura di sé e degli altri: questo e molto altro negli scritti delle donne che partecipano al concorso. Sarebbe utile far leggere <i>Geo-Grafie del silenzio </i>agli uomini, portarlo nelle scuole per ripristinare quell&#8217;alleanza feconda e costruttiva tra i due poli dell&#8217;umanità. Sarebbe utile consigliarlo, regalarlo, diffonderlo perchè è importante per recuperare un buon rapporto con gli “Altri” (stranieri e non solo), con i nostri familiari, con la Natura che ci circonda; per ritrovare un linguaggio comune che si basi sui valori positivi e per ricordare che l&#8217;armonia sociale, civile, politica parte dai piccoli gesti e anche da pratiche silenziose, ma incisive.</p>
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		<title>Il femminismo andino e la cosmogonia</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 08:38:07 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Silva Alvarado</p>
<p>&nbsp;</p>
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<colgroup>
<col width="643" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="643">Nell&#8217; inconscio collettivo sudamericano sono presenti molti riti, usanze e concetti: nel mondo andino, ad esempio, si parla della Pachamama (Madre Terra) che nella sua fisicità è rappresentata con la Donna, come colei che dà amore ed è capace di creare una nuova vita grazie a taita Inti (dio Sole) che rappresenta l&#8217;Uomo, Nella mitologia incaica ci sono due archetipi di donne: la prima è più conosciuta tanto che si racconta di lei nelle scuole, forse per la somiglianza con Adamo e Eva: si tratta della leggenda di Mama ocllo e Manco capa. Erano marito e moglie, emersi del lago Titicaca, figli del Sole con dei poteri soprannaturali; fondano l&#8217;impero incaico; lui insegnò agli uomini a cacciare e a lavorare la terra, lei a cucinare e a cucire alle donne; lui forte guerriero, lei una brava casalinga.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/pachamama1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6273" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6273" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/pachamama1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="pachamama1" width="395" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/pachamama1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 395w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/pachamama1-296x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 296w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></a></p>
<p>La seconda leggenda (e archetipo) è quella di di Mama huaco, una donna forte anche lei figlia del Sole, rispettata e temuta per il suo esercito, una donna che da sola costruisce l&#8217;impero incaico. Questi due archetipi di donne si sono tramandati, come dicevo, nell&#8217; inconscio collettivo. Nella lotta per la nostra decolonizzazione abbiamo avuto, in tutta la regione del nord del Perù, donne che hanno lottato alla pari degli uomini per la libertà: la prima donna è stata Micaela Bastida che, insieme a suo marito tupac amaru, ha lottato e dato la sua vita per la decolonizzazione.</p>
<p>Nell&#8217;attualità troviamo un&#8217;altra “mamma” huaco con Maxima Acuña che ha lottato per difendere i laghi di Cajamarca, sconfiggendo le pretese di una multinazionale e grazie a lei molte altre donne e uomini hanno dato vita al progetto &#8220;Conga no va&#8221;.</p>
<p>“Conga No va” racconta la lotta di un popolo per l’acqua contro la miniera d’oro più grande del Sudamerica. 23 giorni di sciopero a Cajamarca, in difesa di due laghi naturali sorgivi di alta quota contro il progetto minerario CONGA della miniera YANACOCHA, contro il progetto minerario a cielo aperto più grande del Sud America.</p>
<p>Nel femminismo andino, a differenza del femminismo occidentale dove si lotta per la parità di genere, le donne lottano per la complementarietà, reciprocità e per la unità (solo uniti donne e uomini possono far crescere una nuova vita); addirittura nel mondo andino l&#8217;individuo è concepito come un ente duale rappresentato con il tawa ovvero il numero 4, che è un numero sacro; il concetto di complementarietà è fondamentale, quindi, nel mondo andino e tutti hanno bisogno di trovare il loro equilibrio e complemento; in questa cultura la complementarietà è basata nella coesistenza tra la pachamama (elemento femminile) e il taita inti (elemento maschile).</p>
<p>&#8220;Secondo una profezia andina giungerà il giorno in cui lo spirito femminile si risveglierà dal lungo letargo e lotterà per cancellare odio e distruzione dalla civiltà attuale e darà infine origine a una società di pace, armonia e fratellanza nel futuro&#8221;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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