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	<title>fenomeno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Giustizia, di Eltjon Bida</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 08:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandra Montesanto Car*tutt*, oggi vi proponiamo la recensione dell&#8217;ultimo lavoro dello scrittore Eltjon Bida che ringraziamo anche per le risposte all&#8217;intervista a seguire. Maria è giovane e molto credente. Silvano è più grande&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="666" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16887" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-768x1181.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-999x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 999w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Car*tutt*, oggi vi proponiamo la recensione dell&#8217;ultimo lavoro dello scrittore Eltjon Bida che ringraziamo anche per le risposte all&#8217;intervista a seguire.</p>



<p></p>



<p>Maria è giovane e molto credente. Silvano è più grande di età ed è un uomo rabbioso. Lei la vittima, lui il carnefice e intorno a loro molti altri personaggi che si spostano, in particolare, tra Milano e Como, in quel nord spesso freddo e scostante, ma a volte anche capace di solidarietà (due avvocati, altri due uomini…). E poi una fabbrica in cui vengono effettuati alcuni furti.</p>



<p>Stiamo parlando dei personaggi del romanzo di Eltjon Bida, intitolato “Giustizia” e edito da Pubme. Eltjon Bida è autore di origini albanesi, meneghino di adozione che, in quest’ultimo lavoro, intreccia molte storie in un testo corale di genere noir.</p>



<p>Grazie a una scrittura molto naturale, il lettore è accompagnato tra le strade e le piazze del capoluogo lombardo, tra i palazzi più centrali e le periferie, per abbracciare le vicende di persone alla ricerca di un luogo fisico o di un luogo interiore. Alcuni sono disperati, altri tormentati, i più: in particolare operai o senzatetto (questi ultimi nascondono un segreto nel ricco intreccio narrativo), ladri e criminali. Perché sì, colui o coloro che usano la violenza, fisica o psicologica sulle donne, sono criminali.</p>



<p>Il filo conduttore del libro è proprio il tema della violenza di genere: non solo Maria &#8211; il nome, non a caso, della Madre di Gesù &#8211; ma anche la giornalista che segue il caso ne sono vittime. Si tratta di un fenomeno sociale, purtroppo, trasversale che non considera l’età, lo status, la provenienza delle donne colpite.</p>



<p>Non tutti gli esseri maschili, però, sono colpevoli: esistono per fortuna anche mariti che amano le proprie mogli, come Stefano; oppure uomini che tentano di tutelare i diritti umani con l’impegno professionale. E poi è importante la rete amicale, la condivisione dei problemi, delle paure: solo così il carico è sostenibile e superabile. Forse le istituzioni dovrebbero essere più presenti, forse non sono sufficienti le misure di sicurezza oggi in atto in Italia. Tutte considerazioni che si evincono dalla lettura del testo e che non vengono esposte come una denuncia diretta, ma grazie alla delicatezza e alla bravura dello scrittore nell&#8217;identificarsi con entrambi le persone, con chi ha mantenuto la propria umanità &#8211; nonostante il disagio e le difficoltà dell&#8217;esistenza &#8211; e, a volte, anche con chi l&#8217;ha perduta.</p>



<p>Il romanzo si intitola <em>Giustizia, </em>non <em>vendetta</em>, ed è un appello per una giustizia sociale, che parte dalle relazioni che devono tornare ad essere sane in un contesto politico e comunitario che si prenda cura di ogni cittadina e cittadino perchè questa sarebbe la forma maggiormente utile di prevenzione ad ogni forma di violenza.</p>



<p><strong>Da dove trae il suo interesse per le “vittime” di un sistema (che sia sociale, economico o politico)?</strong></p>



<p>L’interesse è nato dalla storia di una mia ex collega di lavoro. Lei si era separata dal marito, ma prima della separazione aveva dovuto subire di cotte e di crude. Lui la picchiava, la violentava, la maltrattava, e lei non aveva voce su niente. Ogniqualvolta che lei provava a farlo ragionare, finiva col subire un pugno o uno schiaffo in faccia. Lui l’aveva minacciata che se facesse parola con qualcuno, l’avrebbe ammazzata. Dunque questa povera donna era diventata una prigioniera tra le mura di casa sua, o meglio, una schiava di suo marito.La sua storia a me aveva scioccato, sconvolto e così ho deciso di scrivere di Maria, prendendo spunto proprio da quella della mia ex collega.</p>



<p><strong>Perché hai sentito l’urgenza di affrontare il tema della violenza di genere?</strong></p>



<p>In Italia i dati Istat mostrano che il 32 % delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. E le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner. Violenze subite quasi sempre tra le mura domestiche. Dunque questi numeri parlano da soli. Sono notizie che riceviamo dai media, ma, prova ad immaginare quanto queste violenze succedono in realtà! Non possiamo accettare che nel 2023 si assista a questa strage senza fare qualcosa, quindi ho deciso di scrivere Giustizia nella speranza di sensibilizzare la gente a questo fenomeno. È ora di dire basta.</p>



<p><strong>Come si è sentito, da uomo e scrittore, nello scrivere di esperienze vissute da donne?</strong></p>



<p>Come uomo mi sono sentito un bugiardo nel descrivere Silvano, in quanto io sono simile al personaggio, Stefano:)Ho fatto delle ricerche e ho chiesto su come si sono sentite alcune donne nei panni di Maria…E spesso ero anche con il cuore a pezzi nel descrivere le donne che subiscono e non hanno la forza, il coraggio e l’appoggio di farsi avanti e denunciare. Come scrittore, come ho detto prima, ho fatto tante ricerche, e ahimè, lo scrittore deve far tesoro anche della sua immaginazione. Lo scrittore deve avere un’immaginazione a 360 gradi. Dunque, quando la storia c’è, bisogna metterla giù.</p>



<p></p>



<p><strong>116.016 è il numero per le donne vittime di violenza che, dal prossimo aprile, sarà attivo in tutta Europa. sarà possibile chiamare da questo stesso recapito da ogni Paese UE per consulenza e sostegno.</strong></p>
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		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 08:47:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia Associazione Donne Romene in Italia &#8211; ADRI e Associazione per i Diritti Umani vi invitano all’evento: MIGRAZIONI E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI VENERDI 15 MAGGIO, ORE 18 Partecipanti: Maurizio&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="275" height="183" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14041"/></figure></div>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia</span></strong></p>



<p><strong>Associazione Donne Romene in Italia &#8211; ADRI</strong> e <strong>Associazione per i Diritti Umani</strong> </p>



<p>vi invitano all’evento:</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>MIGRAZIONI E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI</strong></span></p>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">VENERDI 15 MAGGIO, ORE 18</span></strong></p>



<p><strong>Partecipanti:</strong></p>



<p><strong>Maurizio Ambrosini,&nbsp;</strong>Sociologo,Professore presso il&nbsp;Dip.Scienze sociali e politiche dell&#8217;università Statale di Milano</p>



<p><strong>Maria Grazia Vergari,&nbsp;</strong>Psicologa, Docente invitato della Pontificia Facoltà di Scienze dell&#8217;Educazione Auxilium di Roma</p>



<p><strong>Marco Balzano,&nbsp;</strong>scrittore, insegnante. Collabora con le pagine culturali del Corriere della Sera</p>



<p><strong>Alessandra Montesanto,&nbsp;</strong>vicepresidente Associazione Per i Diritti Umani</p>



<p>Modera: <strong>Silvia Dumitrache</strong>, Presidente A.D.R.I.</p>



<p><strong>POP – Il Giornale Popolare</strong>, partner media<br></p>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">In diretta streaming su piattaforma Zoom: </span></strong></p>



<p><a href="https://ayno.zoom.us/j/98598444058?pwd=cm1hbklGSk5ObkYyMmw5Um9VK01odz09&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://ayno.zoom.us/j/98598444058?pwd=cm1hbklGSk5ObkYyMmw5Um9VK01odz09&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Com&#8217;eri vestita?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 07:03:19 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13165" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n-300x133.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n-768x341.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Lo scorso 20 ottobre è stata inaugurata a Bresso &#8211; nei pressi di Milano &#8211; una mostra itinerante contro la colpevolizzazione delle donne vittime di stupro. Si intitola &#8220;Com&#8217;eri vestita?&#8221; e, tramite installazioni, testi e immagini, vuole demolire due concetti. Il primo: la violenza, le molestie e gli omicidi NON sono assolutamente legati a come una donna si veste e si pone. Il secondo: la violenza sulle donne è un fenomeno del tutto trasversale, che attraversa tutte le fasce di età e di condizione sociale. </p>



<p>La mostra è visitabile presso lo Sportello Donna, un&#8217;associazione che offre supporto materiale e psicologico alle donne vittime di violenze, fino all&#8217;8 novembre 2019. E&#8217; stata importata dagli Stati Uniti e, accanto agli abiti esposti, vengono narrate le storie di alcune donne in un percorso emozionale con cui si vuole dimostrare che le azioni violente contro le donne avvengono in contesti comuni e che NON derivano da una ricerca di attenzioni da parte femminile. </p>



<p>Sarebbe importante far partecipare le scolaresche alla visita di questa esposizione per concludere oppure avviare un approfondimento sul tema. </p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/VIDEO-2019-10-20-19-48-27-1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p></p>



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<p></p>



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		<title>Il fenomeno della tratta di persone: crimine organizzato trasnazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 09:31:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Veronica Silva</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La schiavitù del secolo XXI È un fenomeno globale che implica l’uso di violenza, minacce, raggiri con la finalità di creare una forza lavoro malleabile e sfruttabile. Secondo dati raccolti da UNODC (United Nation Office for Drugs and Crime), sono almeno 152 i paesi di origine e 124 di destinazione coinvolte nella tratta di persone, essendo oltre 510 i flussi di questo traffico umano che attraversano il mondo; da ciò possiamo concludere che non c’è paese immune a tale fenomeno criminale. L&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che attualmente le vittime di tratta siano 35 milioni, da considerare anche che il profitto totale illecito prodotto in un anno dai lavoratori forzati è stato stimato di circa 32 miliardi di dollari nel 2005. I dati sono comunque approssimativi. Il Protocollo per prevenire, sopprimere e punire il traffico di persone delle Nazioni Unite, che integra la Convenzione contro il Crimine Organizzato Transnazionale, è abbastanza esteso da comprendere diverse forme di sfruttamento attraverso la tratta, alcuni delle quali sono il lavoro forzato (40%) e lo sfruttamento sessuale (53%). Le principali vittime di questo fenomeno sono bambini e donne. Secondo dati recentemente raccolti da UNODC sul numero delle vittime rilevate dalle autorità statali nel mondo, due terzi delle vittime erano donne e il 79% delle vittime erano soggette a sfruttamento sessuale.</p>
<p>Le definizione di questo reato varia, cosi come le capacità di rilevare le vittime. Ci sono molti fattori che possono rendere un paese vulnerabile al traffico di persone, il più citato di tutti è la povertà, ma ci sono molti paesi poveri che non sembrano produrre grandi numeri di vittime, quindi la povertà in sé non è la sola spiegazione del fenomeno.</p>
<p>Le popolazioni della diaspora lo sono sicuramente. La situazione al riguardo non è meno drammatica in America Latina dove, come nel resto del mondo, le vittime sono principalmente bambini, adolescienti e donne. Secondo l’Indice Globale di Schiavitu’ (Índice Global de Esclavitud) il Perù è il quarto paese dell&#8217; America Latina con più casi di tratta dopo Guatemala, Reppublica Dominicana e Haiti. Nicaragua è uno dei provveditori di minorenni mentre Honduras, Guatemala e Messico sono i punti di incontro delle vittime che saranno inviate, maggioritariamente, agli Stati Uniti e al Canada. Le vittime di tratta in Perù sono approssimativamente 66 mila, di cui il 60% sono minorenni e il 90% donne.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7377" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="trattaessseriumani" width="800" height="581" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani-300x218.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani-768x558.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente reportage di PROMSEX Perù sulla situazione attuale di migliaia di bambini e adolescenti, dagli 11 anni in sù, vittime dello sfrutamento sessuale, ha scosso il paese perchè ha portato alla luce una delle questioni più contrastanti di un paese in via di sviluppo. Il reportage è stato girato a “La Pampa” in Madre de Dios, dipartimento peruviano nell’Amazonia. Migliaia di bambine e adolescenti sono state recluse forzatamente per essere sfruttate sessualmente nei “bares” di La Pampa, lì dove l’attività mineraria informale è prolifera, il che fa dei minatori i principali clienti di questo commercio umano. Le vittime sono spesso reclutate con inganni, i trafficanti hanno bisogno di guadagnare la fiducia delle potenziali vittime, per cui, il reclutamento è spesso portato da cittadini che appartengono allo stesso Stato delle vittime. L&#8217;uso di donne per reclutare altre donne è stato documentato da studi condotti in questo campo. Per molte forme di crimine, le donne sono meno probabili ad essere esecutori; nel traffico umano è un&#8217;eccezione. Le ragazze non possono provare a fuggire o tentare di ribellarsi a questa rete criminale perchè verrebbero picchiate, punite disumanamente e addirittura squartate. Jerónimo Centurión, giornalista peruviano, ha intervistato un medico della zona, testimone di questa drammatica realtà, che ha dicchiarato di aver visto “il corpo di una donna senza testa in La Pampa”. Il dramma però colpisce altre zone del Perù come La Rinconada, un insediamento minerario nel dipartimento di Puno. La Polizia peruviana stima che nella Rinconada essistano più di 4.500 donne vittime del traffico sessuale e che, secondo esperti del crimene organizato, i trafficanti operano in “alleanza” con le miniere informali. “Ci trattenevano i documenti e non ci davano soldi affinchè non scappassimo. C’erano molte boliviane e peruviane, anche colombiane. A volte ci incontravamo per strada. Vivevamo sotto minaccia”, racconta ad un giornale latinoamericano una delle pocche vittime che è riuscita a fuggire da quell&#8217; inferno chiamato La Rinconada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7378" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="trataesseriumani3" width="800" height="1053" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-228x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 228w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-768x1011.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-778x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 778w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Molti paesi solo recentemente hanno approvato, e altri devono ancora farlo, la legislazione che fa del traffico umano un crimine. Il Codice penale peruviano prevede fino a 20 anni di prigione per il delitto di tratta di persone, ma l’unica legge che sembra prevalere in zone come Madre de Dios e La Rinconada, e altre parti del mondo, è la legge dell’oro che, attraverso le miniere informali, permette che queste bambine siano sfruttate fino a morire con la complicità dello Stato assente e il silenzio dei mezzi di comunicazione che occulta questa realtà latente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una giornata per la lotta al disagio giovanile</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 14:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è molto d&#8217;accordo con Claudia! (che ringraziamo) e sostiene la sua battaglia. Leggete qui&#8230;se volete&#8230; &#160; &#160; Una giornata per la lotta al disagio giovanile. È la proposta di Claudia, una&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> è molto d&#8217;accordo con Claudia! (che ringraziamo) e sostiene la sua battaglia.</p>
<p>Leggete qui&#8230;se volete&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7236" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2" width="1024" height="538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-768x404.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una giornata per la lotta al <strong>disagio giovanile</strong>. È la proposta di Claudia, una ragazza impegnata nella prevenzione del disagio giovanile nelle scuole.</p>
<p>Di seguito la sua lettera:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ciao,</em><br />
<em> mi chiamo Claudia e voglio raccontarvi la mia storia.</em></p>
<p><em>Dopo aver incontrato varie difficoltà e aver sofferto a causa del bullismo, ho intrapreso una lunga battaglia per contrastare il disagio giovanile.</em></p>
<p><em>Purtroppo sono molti gli adolescenti vittime di bullismo, solitudine, autolesionismo, DCA o cyberbullismo che si sentono soli, ma non ci sono servizi idonei a cui rivolgersi per ricevere aiuto o ascolto. A volte, anche se questi servizi esistono, i giovani esitano nel contattarli per paura del pregiudizio o di sentirsi sbagliati. Ma nessuno è sbagliato. </em></p>
<p><em>Ora mi occupo di fare prevenzione all’interno delle scuole e ho notato che sono molti i ragazzi a soffrire di disagio giovanile, ma le loro famiglie, spesso, non se ne accorgono. È da qui che cerco di partire con il mio lavoro.</em></p>
<p><em> Voglio insegnare che nessuno è sbagliato, che tutti abbiamo qualcosa che ci rende speciali. È nell’individualità che dobbiamo puntare. Ognuno di noi ha qualcosa di unico che lo rende tale. Bisogna Imparare ad amarsi, a essere se stessi e a non adeguarsi al gruppo. Dalle esperienze negative c’è sempre qualcosa da imparare, e solo raccontandole possiamo essere d’esempio o di conforto per qualcuno. Io mi sono rialzata dalle mie cadute e voglio far capire che lo può fare chiunque, trovando sempre qualcosa di positivo in tutto quello che ci accade.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7237 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="image-27-07-16-08-30-e1469700202560" width="450" height="317" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560-300x211.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Sono convinta che attraverso l’educazione e l’insegnamento dell’empatia si possa contrastare il disagio giovanile in tutte le sue forme.</em></p>
<p><em> Per aiutare tutti questi adolescenti ho avviato un’iniziativa per istituire “una giornata per la lotta al disagio giovanile”, per creare un coordinamento nazionale in merito e raccogliere i fondi necessari per la creazione di servizi idonei. Le iniziative a livello nazionale sono molte, ma c’è bisogno di un’azione collettiva, guidata e concreta. Purtroppo è difficile, c’è poca attenzione in merito, ma non mi abbatto… Bisogna farlo per chi ancora sta soffrendo… O almeno provarci.</em></p>
<p><em>Come dico sempre: siamo tutti nati per lottare e per vincere…</em><br />
<em>Qualunque battaglia sia!</em></p>
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<p>Cosa ne pensi? Sei d’accordo con la proposta di Claudia? Se hai bisogno di ulteriori informazioni sul suo progetto, puoi scriverle una mail a <strong>disagio.giovanile@libero.it</strong>.</p>
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