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	<title>feto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>In Polonia una marea umana contro il divieto di aborto al grido di &#8220;To jest wojna&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 08:27:56 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p><em>“To Jest Wojna”</em>, “Questa è guerra”, è uno degli slogan che centinaia di migliaia di persone intonano in città e villaggi della Polonia ogni giorno da fine ottobre, in una protesta che sembra avere pochi precedenti nella storia del Paese.</p>



<p>Giovedì 22 ottobre 2020, su richiesta del partito di maggioranza di destra ultraconservatore Diritto e Giustizia (PiS), guidato da Jaroslaw Kaczynski, e dopo anni di richieste da parte di esponenti della Chiesa cattolica e di militanti pro-vita, la Corte costituzionale polacca ha dichiarato l’incostituzionalità di parte delle disposizioni della legge nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza. Nella sentenza, in particolare, si nega la possibilità di ricorrere a tale pratica nell’ipotesi di malformazione grave e irreversibile del feto, ritenendola contraria al diritto fondamentale alla vita riconosciuto dal legislatore polacco. Questa decisione vieta indirettamente <em>in toto</em> l’aborto: oggi, infatti, l’interruzione di gravidanza per malformazione del feto rappresenta nella pratica la ragione di quasi la totalità degli aborti legali in Polonia, mentre quella per pericolo per la salute della donna, incesto e stupro (le uniche altre ipotesi di ricorso legale all’aborto riconosciute da Varsavia) risultano essere assolutamente eccezionali.</p>



<p>La società civile, guidata dal movimento Strajk Kobiet (Sciopero delle donne) e al quale si sono poi aggiunti movimenti LGBTQ+, studenti e diverse categorie di lavoratori, è dunque scesa in piazza per protestare contro queste nuove misure che vanno a limitare ulteriormente una normativa in materia di aborto già di per sé tra le più restrittive d’Europa, oltre che per una Polonia più laica e rispettosa dello Stato di diritto.</p>



<p>Una restrizione di tale portata dell’aborto avrebbe conseguenze tragiche: migliaia di donne sarebbero costrette a lasciare ogni anno il Paese per potere essere assistite chirurgicamente o, qualora non avessero le necessarie risorse economiche, dovrebbero procedere clandestinamente, mettendo in serio rischio la propria vita e sicurezza. Oltre alla violazione dei diritti umani rappresentata da una tale limitazione del diritto all’aborto si contesta, inoltre, il ruolo sempre più ingombrante della Chiesa cattolica nel dibattito politico polacco così come il sotterfugio da parte del Governo di aggirare una discussione in Parlamento e di adire direttamente la Corte costituzionale, ormai da anni informalmente sotto il controllo del partito Diritto e Giustizia.</p>



<p>Le numerose proteste in tutto il Paese, soprattutto nell’attuale contesto di crisi sanitaria, sembrano avere preso alla sprovvista il Governo che ad oggi ha deciso di non pubblicare il testo di legge sulla Gazzetta Ufficiale, ritardando quindi per il momento la sua entrata in vigore. Martedì 3 novembre, pronunciandosi sulla questione, Mateusz Morawiecki, presidente del Consiglio dei ministri e anch’egli esponente del PiS, ha sottolineato infatti l’esigenza di trovare una nuova soluzione, trovando del tempo per un dialogo su una situazione “che è difficile e suscita forti emozioni”.</p>



<p>Tali contestazioni, che hanno visto come bersaglio anche alcune chiese cittadine e che sono state protagoniste di scontri con gruppi di estrema destra, si inseriscono in un clima di sempre più diffidenza nei confronti del potere politico polacco e del suo operato, in particolare dopo la riforma della Giustizia che, nel 2017, ha spinto la Commissione Europea a mettere sotto accusa la Polonia per violazione della “<em>rule of law</em>”, applicando per la prima volta nella storia comunitaria la cosiddetta “opzione nucleare” prevista dall’articolo 7 del Trattato dell’Unione Europea.</p>



<p>Riferimenti:</p>



<p><a href="https://www.internazionale.it/opinione/andrea-pipino/2020/10/27/polonia-divieto-aborto?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.internazionale.it/opinione/andrea-pipino/2020/10/27/polonia-divieto-aborto?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.corriere.it/esteri/20_novembre_01/polonia-ancora-proteste-la-legge-sull-aborto-diritti-donne-musica-techno-cornamuse-7d7d6fd0-1c16-11eb-a718-cfe9e36fab58.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.corriere.it/esteri/20_novembre_01/polonia-ancora-proteste-la-legge-sull-aborto-diritti-donne-musica-techno-cornamuse-7d7d6fd0-1c16-11eb-a718-cfe9e36fab58.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/nov/03/poland-stalls-abortion-ban-amid-nationwide-protests?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.theguardian.com/world/2020/nov/03/poland-stalls-abortion-ban-amid-nationwide-protests?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/polonia-rivolta-delle-donne-laborto-governo-al-bivio-28037?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/polonia-rivolta-delle-donne-laborto-governo-al-bivio-28037?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Congresso delle famiglie, Verona 2019: noi votiamo Ohana</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 17:59:19 +0000</pubDate>
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<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Un-momento-del-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12265" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Un-momento-del-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Un-momento-del-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Un-momento-del-2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">di Ilaria Rudisi</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Verona 2019. Il Congresso della Famiglia é possibile grazie al diritto alla libera espressione. I partecipanti di Verona, totalmente inconsapevoli che la loro libertà venga da un diritto, si sono ampiamente attivati per sopprimere quelli degli altri.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Esiste veramente un noi e un loro? Non dovrebbe. Siamo tutti esseri umani e quello che dovrebbe esistere é il reciproco rispetto e la tutela di tutti i diritti di una democrazia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">A loro vogliamo ricordare che:</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">&#8211; la famiglia é fatta dall&#8217;amore e dai legami, non da chi la compone. L&#8217;unico concetto di famiglia che a noi piace e che andrebbe difeso é quello racchiuso nella parola hawaiana &#8220;Ohana&#8221;.</div>
<div dir="auto">Ohana significa famiglia in senso esteso del termine, che include la relazione stretta, adottiva o intenzionale. Essa enfatizza l&#8217;idea che famiglia e amici sono uniti assieme, e che devono cooperare e ricordarsi gli uni degli altri.</div>
<div dir="auto">Famiglia é dove adulti e bambini si sentono amati, famiglia é casa e non importa chi sia la tua casa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">&#8211; una donna che sceglie di abortire, magari anche in accordo con il suo compagno, non ha bisogno di etichette, perché l&#8217;autodeterminazione non ha etichette. Distribuire feti di gomma oltre a essere lontano da ogni concetto di umanità rende evidente come chi voglia eliminare un diritto non conosca minimamente le dinamiche soggettive e oggettive che lo sorreggono.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">A Verona ricordiamo che l&#8217;amore e l&#8217;autodeterminazione sono proprie di ogni individuo e non possono essere messe in una scatola o in uno schema e che la famiglia é uno schema a geometria variabile che segue i legami e l&#8217;amore.</div>
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		<title>Morire per obiezione</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 07:13:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi Muore a 32 anni in ospedale in seguito al parto dei due gemelli che erano venuti alla luce senza vita. È avvenuto all’ospedale «Cannizzaro» di Catania e la Procura viene chiamata&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="qQVYZb"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-595.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7203" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-595.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-595" width="720" height="493" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-595.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-595-300x205.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></div>
<div class="qQVYZb"></div>
<div class="qQVYZb"></div>
<div class="qQVYZb">di Patrizia Angelozzi</div>
<div class="utdU2e">
Muore a 32 anni in ospedale in seguito al parto dei due gemelli che erano venuti alla luce senza vita. È avvenuto all’ospedale «Cannizzaro» di Catania e la Procura viene chiamata a fare chiarezza.  Secondo la denuncia presentata dai familiari della vittima il medico che stava assistendo la donna si sarebbe rifiutato di intervenire e porre fine alla sofferenza della puerpera in quanto si sarebbe dichiarato obiettore di coscienza. Un’accusa respinta dai  vertici del «Cannizzaro»che escludono negligenze nel comportamento del medico.<br />
Nel frattempo la magistratura ha già  avviato le indagini.<br />
Sono 12 i medici indagati.<br />
Il reato ancora da accertare è omicidio colposo plurimo. Per la  Procura, è un atto dovuto in seguito alla denuncia dei familiari della donna.</div>
<p><del></del></p>
<p dir="ltr">I FATTI</p>
<p dir="ltr">Valentina Milluzzo, al quinto mese di gravidanza dopo una fecondazione assistita, viene ricoverata in ospedale a Catania il 29 settembre per una sospetta dilatazione dell’utero; la situazione rimane sotto controllo fino alla mattina del 15 ottobre, quando la paziente ha febbre a 38 e mezzo; pet questo viene curata con la tachipirina ma insorgono complicanze,  vomito e forti dolori.<br />
«Secondo i racconti dei familiari,  la donna resta in queste condizioni fino alle tre del pomeriggio, quando viene sottoposta a una ecografia.<br />
La situazione resta invariata per altre quattro ore quando un nuovo esame mette in evidenza uno stato di sofferenza di uno dei due feti. E qui si arriva al punto cruciale. Valentina urla per i dolori ed il ginecologo non interviene in quanto si dichiara obiettore di coscienza.<br />
Avrebbe affermato:  “Fino a che è vivo io non intervengo”.<br />
Durante la notte tra il 15 e il 16 ottobre, vengono asportate anche le placente mentre Valentina è in condizioni gravissime per una forte sepsi (un’infezione) ed è trasferita in rianimazione dove muore.</p>
<p dir="ltr">Siamo di fronte a un aborto spontaneo, era dunque possibile salvare questa madre che in nome di una maternità tanto desiderata si era affidata alla fecondazione assistita?<br />
Una donna che sognava di diventare madre ora non c&#8217;è più.<br />
L &#8216;omissione di soccorso,  la  tempestività  nelle decisioni,  se pur drastiche da prendere, non avrebbero dovuto avere come risposta &#8220;sono obiettore&#8221;, ma &#8220;sono un medico e farò ciò che mi sarà possibile per salvare una vita&#8221;. In questo caso,  tre.</p>
<div class="yj6qo ajU">
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