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	<title>film festival pesaro Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Matei copil miner: una piccolo grande film rumeno, di Massimiliano Studer</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 04:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La 49a mostra del Nuovo cinema di Pesaro ha premiato, nel giugno del 2013, Matei copil miner (Matei bambino minatore, Rom-Fra-Ger, col., 80’, 2013) scritto, montato e diretto da Alexandra Gulea, all’esordio da regista&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
<img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/matei_copil_miner.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="250" /></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
49a mostra del Nuovo cinema di Pesaro ha premiato, nel giugno del<br />
2013, <i>Matei copil miner</i> (<i>Matei bambino minatore</i>,<br />
Rom-Fra-Ger, col., 80’, 2013) scritto, montato e diretto da<br />
Alexandra Gulea, all’esordio da regista in un film di finzione dopo<br />
diversi lavori come documentarista, con due riconoscimenti: premio<br />
della giuria giovane e premio Lino Miccichè. La nostra associazione<br />
<i>Formacinema</i> è riuscita ad entrare in contatto con i<br />
responsabili del Festival di Pesaro per ottenere la copia del film e<br />
inserirla all’interno della rassegna “Le vie del cinema: i film<br />
di Venezia e Locarno a Milano” che si svolge, in diverse sale<br />
cinematografiche, a Milano dal 16 al 24 settembre 2013. La proiezione<br />
del film avverrà il 23 settembre presso il cinema Apollo di Milano<br />
in due distinti orari: alle 15 e 30 e alle ore 20. Non vi è dubbio<br />
che per Milano è un’occasione unica per poter vedere un film<br />
premiato in una delle più importanti e raffinate manifestazioni<br />
cinematografiche d’Italia. È la prima volta, infatti, che accade<br />
un evento del genere perché mai, prima d’ora, il Festival è<br />
riuscito ad arrivare nella nostra città e questo è motivo di<br />
orgoglio per la nostra Associazione.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
film vincitore del Festival di Pesaro proviene da una delle realtà<br />
cinematografiche più emergenti d’Europa, la Romania. Già<br />
presentato con grande successo di critica e pubblico al Festival di<br />
Rotterdam, il film narra la storia di un ragazzino di nome Matei,<br />
interpretato da un giovanissimo, talentuoso e quasi sempre muto<br />
Alexandru Czuli, che vive in un villaggio minerario della Romania. La<br />
cittadina appare in rovina a causa di un evidente declino sociale ed<br />
economico dovuto alla cessazione dell’estrazione del carbone. La<br />
rappresentazione visiva di questo contesto ambientale è ottenuta<br />
dall’uso insistente di panoramiche dall’alto, in campo lungo,<br />
capaci di inserire i personaggi in un quadro che, pur desolante,<br />
emana un indubbio fascino visivo. L’esperienza della regista come<br />
documentarista permette all’occhio della macchina da presa di<br />
individuare sempre l’aspetto poetico degli scorci più desolanti.<br />
Queste inquadrature, inoltre, vengono sincronizzate, spesso e<br />
volentieri, con i versi degli uccelli in volo o con i rumori della<br />
città o con una musica allegra di origine zingara. Quasi tutto il<br />
film si svolge durante l’inverno e questa scelta di sceneggiatura è<br />
funzionale alla possibilità di accentuare l’aspetto squallido e<br />
triste di un paesino caduto letteralmente in rovina. Ed è in questo<br />
freddo e desolante contesto che il giovane protagonista cerca di<br />
trovare il calore affettivo che gli manca. Un’inconsueta passione<br />
per gli insetti permette a Matei di incrementare l’affetto<br />
proveniente sia dal rapporto con l’anziano e all’apparenza<br />
premuroso nonno sia alle algide telefonate che la madre, residente<br />
all’estero, gli fa ogni sera. Un elemento importante della<br />
narrazione è dedicato, inoltre, all’ambiente scolastico in cui il<br />
piccolo protagonista si muove ed esprime la sua personalità. Un<br />
luogo, tuttavia, gestito da adulti che sembrano incapaci di<br />
promuovere comportamenti formativi attenti alle esigenze delle<br />
piccole personalità dei loro frequentatori. Una delle scene chiave<br />
del film, ad esempio, ci mostra un amico di Matei mentre viene<br />
umiliato davanti alla classe perché non ricorda una poesia (vedi<br />
foto a fianco). Questo evento rappresenta la svolta del film perché<br />
porterà il protagonista a intraprendere delle scelte che cambieranno<br />
la sua vita. In una gelida sera, infatti, i giovani protagonisti<br />
decidono di imbrattare la macchina della professoressa di lettere con<br />
alcune scritte ingiuriose per vendicarsi dell’umiliazione subita.<br />
La bravata, tuttavia, non passa inosservata e Matei viene espulso da<br />
scuola. Il nonno, convocato dall’insegnante di rumeno, viene<br />
avvertito dell’episodio. Appena rientrato a casa, però, picchia<br />
violentemente il nipote che decide, a questo punto, di fuggire di<br />
casa. Una fuga che segnerà il protagonista e lo renderà consapevole<br />
di un disprezzo per quelle istituzioni degli adulti che non sono<br />
state capaci di comprendere il suo mondo. Matei, senza riflettere<br />
troppo sulle conseguenze del gesto, prende il primo treno che parte<br />
dal paesino e si reca a Bucarest. Raggiunge la capitale di notte e in<br />
un museo di storia naturale, In una delle scene più suggestive del<br />
film, incontra il guardiano che riesce a apprezzare e valorizzare la<br />
passione del protagonista per gli insetti. Rientrato al paesino dopo<br />
questa breve ma intensa avventura, Matei scopre che il nonno è<br />
morto. Gli assistenti sociali cercano di capire dal bambino, ormai<br />
scivolato in un rabbioso mutismo, se desidera recarsi in Italia dalla<br />
madre o se preferisce rimanere in un orfanotrofio. La madre di Matei,<br />
però, rientra in Romania per portare con sé il figlio nel Bel<br />
Paese. Mentre stanno per partire, Matei si nasconde e, in questo<br />
modo, sceglie di rimanere nel piccolo villaggio mentre la madre lo<br />
abbandona di nuovo perché, del tutto incurante del figlio, riesce a<br />
prendere l’areo che la riporterà di nuovo in Italia. Il film si<br />
chiude con la stessa inquadratura con cui si apre: una ripresa dei<br />
tetti delle case del piccolo villaggio dove Matei ha scelto di<br />
vivere.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
di là della trama, come sempre, è più interessante evidenziare lo<br />
stile visivo del film. Una pellicola, in molti momenti, è quasi<br />
senza dialoghi e incentrata sulla comunicatività delle immagini e<br />
delle situazioni. Un montaggio sempre attento a dialogare con<br />
l’intelletto dello spettatore perché è lui a dover interpretare<br />
le informazioni per comprendere la trama. In questo senso la scelta<br />
stilistica più frequentemente usata dalla regista per narrare le<br />
vicende del protagonista è l’ellissi. Molti episodi del film,<br />
infatti, sono giocati sul salto temporale operato dal montaggio che<br />
la mente dello spettatore è costretto a colmare con l’immaginazione<br />
e la deduzione logica. Si pensi, ad esempio, alla punizione corporale<br />
subita da Matei ad opera del nonno. Lo spettatore, infatti, non<br />
assiste al dialogo tra l’insegnante e il nonno ma ne deduce i<br />
contenuti. Anche il viaggio in treno è raccontato con lo stesso<br />
stratagemma narrativo. L’altoparlante della stazione, infatti,<br />
elenca tutte le fermate e l’ultima è proprio Bucarest est. Quando<br />
lo spettatore vede camminare Matei per le strade di una città è<br />
immediatamente in grado di dedurre che si trova proprio nella<br />
capitale rumena. Un film molto intenso, dunque, da un punto di vista<br />
visivo supportato dall’espressività del viso del piccolo Matei con<br />
i suoi grandi occhi marroni che scrutano il mondo degli adulti troppo<br />
spesso cinici e del tutto incuranti delle esigenze dei ragazzi. Un<br />
film che parla della condizione dell’adolescenza e con lo sguardo<br />
universale degli adolescenti, uguali in tutte le parti del mondo. Ma<br />
è la visione diretta del film a permettere ai lettori di comprendere<br />
appieno le tematiche della pellicola.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo tantissimo Massimilano Studer, direttore responsabile di formacinema.it</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
poter vedere <i>Matei Copil<br />
Miner </i>presso il cinema<br />
Apollo di Milano, gli spettatori possono acquistare i biglietti su<br />
<a href="http://www.lombardiaspettacolo.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.lombardiaspettacolo.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
o all&#8217;Infopoint dell&#8217;Apollo, aperto tutti i giorni dalle 13 alle 20.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Aggiungiamo<br />
questo link con un altro interesante articolo di Monica Macchi, sul<br />
festival di Istanbul</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://formacinema.wordpress.com/2013/09/13/international-crime-punishment-film-festival-di-istanbul/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://formacinema.wordpress.com/2013/09/13/international-crime-punishment-film-festival-di-istanbul/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
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