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	<title>fiscali Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Centri di raccolta, docce e wifi. Belgrado si apre ai profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 06:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Leo Lancari&#160;&#160;&#160;&#160; (da Il Manifesto) Serbia.&#160;7 mila solo la scorsa notte. Il premier Vucic: «Sbagliato costruire muri» Un altro passo impor­tante lungo la rotta bal­ca­nica l’hanno fatto. Un altro paese è&#160;stato attra­ver­sato da&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; margin-left: 0.79cm; padding: 0cm;">
di Leo Lancari&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (da Il<br />
Manifesto)</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-left: 0.79cm; padding: 0cm;">
Serbia.&nbsp;7<br />
mila solo la scorsa notte. Il premier Vucic: «Sbagliato costruire<br />
muri»</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-left: 0.79cm; padding: 0cm;">
Un<br />
altro passo impor­tante lungo la rotta bal­ca­nica<br />
l’hanno fatto. Un altro paese è&nbsp;stato attra­ver­sato<br />
da sud a&nbsp;nord nel lungo cam­mino verso l’Europa. Alle<br />
spalle si sono lasciati la Mace­do­nia, che dopo averli<br />
chiusi in gab­bia sigil­lando la sua fron­tiera con la<br />
Gre­cia, sabato notte ha final­mente fatto mar­cia<br />
indie­tro per­met­ten­do­gli di arri­vare in<br />
Ser­bia, nuova tappa di que­sto assurdo rea­lity della<br />
dispe­ra­zione.<br />Del resto non li ferma nes­suno.<br />
E&nbsp;loro arri­vano a&nbsp;migliaia: le auto­rità di<br />
Bel­grado hanno con­tato 23 mila rifu­giati nelle ultime<br />
due set­ti­mane. 7&nbsp;mila solo nella notte tra sabato<br />
e&nbsp;dome­nica scorsi, quando Sko­pje ha final­mente<br />
ria­perto il con­fine. Arri­vano in treno, in auto­bus<br />
(il governo mace­done ne ha messi 70 a&nbsp;dispo­si­zione)<br />
e&nbsp;in taxi. Chi può noleg­gia una mac­china, la carica<br />
all’inverosimile di donne, vec­chi e&nbsp;bam­bini e&nbsp;corre<br />
verso la nuova fron­tiera: l’obiettivo adesso è&nbsp;l’Ungheria,<br />
la porta dell’Europa, ma è&nbsp;quello più dif­fi­cile.<br />In<br />
vista della nuova ondata di pro­fu­ghi Buda­pest sta<br />
infatti acce­le­rando la costru­zione del muro di 175<br />
chi­lo­me­tri lungo il con­fine serbo e&nbsp;nei<br />
giorni scorsi ha ordi­nato il tra­sfe­ri­mento a&nbsp;sud<br />
di alcune migliaia di agenti di poli­zia. I&nbsp;rifu­giati<br />
si tro­ve­ranno così di fronte un muro fatto di acciaio,<br />
filo spi­nato e&nbsp;per­fino lamette insieme a&nbsp;un<br />
eser­cito di poli­ziotti in tenuta anti­som­mossa. Il<br />
Paese è «sotto un attacco orga­niz­zato», ha detto nei<br />
giorni scorsi Janos Lazar, vice­pre­mier del governo di<br />
Vik­tor Orbàn. E, come se non bastasse, per far capire ancora<br />
meglio che aria tira per que­sti dispe­rati in fuga da guerra<br />
e&nbsp;dai taglia­gole dell’Is ha aggiunto che gli agenti sono<br />
stati adde­strati per fron­teg­giare «migranti sem­pre<br />
più aggres­sivi che arri­vano con richie­ste sem­pre<br />
più decise».<br />«Europa sve­gliati!», tito­lava l’altro<br />
giorno un suo edi­to­riale il fran­cese Le Monde<br />
ricor­dando come quella dell’immigrazione sia una crisi che si<br />
dipana alle nostre fron­tiere da più di due anni .«Sotto<br />
i&nbsp;nostri occhi ma senza che abbiamo voluto vedere che si<br />
aggra­vava di mese in mese». Chi non fa più finta di non vedere<br />
(almeno per ora), e (sem­pre per ora) sem­bra muo­versi<br />
in con­tro­cor­rente rispetto alle iste­ria xeno­fobe<br />
di altri Paesi, è&nbsp;pro­pria la Ser­bia. Anzi­ché<br />
chiu­dersi Bel­grado ha aperto le sue porte alle migliaia<br />
e&nbsp;migliaia di dispe­rati che in que­ste ore stanno<br />
entrando nel Paese alle­stendo quat­tro nuovi cen­tri di<br />
acco­glienza (due a&nbsp;Pre­sevo e&nbsp;Miro­to­vac,<br />
a&nbsp;sud e&nbsp;due a&nbsp;Kani­jia e&nbsp;Subo­tic, a&nbsp;nord<br />
vicino al con­fine con l’Ungheria). Un altro cen­tro verrà<br />
invece aperto nei pros­simi giorni nella capi­tale, lungo<br />
l’autostrada per l’aeroporto. Come in Mace­do­nia anche<br />
qui a&nbsp;tutti i&nbsp;rifu­giati verrà con­cesso un<br />
per­messo di sog­giorno di 72 ore, rin­no­va­bile,<br />
per lasciare il Paese. Nel frat­tempo sem­pre nella capi­tale<br />
sono stati aperti dieci punti di assi­stenza igie­nica dove<br />
i&nbsp;pro­fu­ghi pos­sono tro­vare toi­lette<br />
e&nbsp;docce per lavarsi, insieme a&nbsp;una cen­tro<br />
infor­ma­zione for­nito di rete WiFi dove i&nbsp;pro­fu­ghi<br />
pos­sono richie­dere noti­zie su come pre­sen­tare<br />
domanda di asilo e&nbsp;rice­vere assi­stenza legale<br />
e&nbsp;psi­co­lo­gica. «La nostra rispo­sta alla<br />
crisi migra­to­ria non sono i&nbsp;man­ga­nelli o&nbsp;gli<br />
ordi­gni assor­danti, né l’erezione di muri», ha<br />
com­men­tato il vice­mi­ni­stro del lavoro<br />
e&nbsp;degli affari sociali Nenad Iva­ni­se­vic<br />
annun­ciando per i&nbsp;pros­simi giorni un nuovo piano del<br />
governo per i&nbsp;migranti. Iva­ni­se­vic ha ripe­tuto<br />
un con­cetto espresso nei giorni scorsi dal pre­mier serbo<br />
Alek­san­dar Vucic, anche lui cri­tico nei con­fronti<br />
di Buda­pest per la scelta di costruire il muro.<br />Scelte,<br />
quelle serbe, che hanno per­messo a&nbsp;Bel­grado di<br />
incas­sare i&nbsp;rin­gra­zia­menti dell’Unione<br />
euro­pea per il modo in cui affronta la crisi migranti, oltre<br />
alla pro­messa di nuovi aiuti eco­no­mici.<br />Ieri la<br />
que­stione pro­fu­ghi è&nbsp;stata affron­tata anche<br />
da un ver­tice a&nbsp;tre che si è&nbsp;tenuto a&nbsp;Sko­pje<br />
tra i&nbsp;mini­stri degli esteri di Mace­do­nia,<br />
Alba­nia e&nbsp;Bul­ga­ria, che hanno chie­sto<br />
all’Unione euro­pea una rispo­sta rapida a&nbsp;quanto sta<br />
acca­dendo lungo la rotta balcanica.</div>
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