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	<title>fondamentalisti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Manifestazione a sostegno degli Hazara in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 08:57:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="680" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga il seguente comunicato: </p>



<p>MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEGLI HAZARA IN AFGHANISTAN</p>



<p><br>L’Associazione Nawroz e le altre associazioni suelencate invitano alla massima partecipazione.<br>Si invitano la stampa, i media e il giornalismo indipendente a raggiungere l’iniziativa dalle ore 9<br>alle ore 13 Sabato 30/04/2022 in Piazza della Repubblica a Roma.</p>



<p><br>Gli attivisti e le attiviste saranno disponibili a rilasciare interviste e testimonianze.<br>Le Associazioni esprimono solidarietà alle famiglie delle vittime dei recenti attentati contro la scuola<br>Abdurahim Shahid High School di Kabul e dei luoghi di culto nel Nord del Paese.</p>



<p><br>Denunciamo pubblicamente la violenza di questi attacchi, perpetrati principalmente contro la<br>comunità Hazara del paese.</p>



<p><br>Scendiamo in piazza Sabato 30 Aprile a Roma in piazza della Repubblica dalle 9 am per accendere i<br>riflettori mediatici sulle violazioni dei diritti umani commesse ai danni degli Hazara dalle autorità dei<br>talebani e da altri gruppi fondamentalisti.</p>



<p><br>Diamo voce alla comunità Hazara oppressa e perseguitata all’interno del paese.<br>Chiediamo con questo comunicato la massima adesione possibile a tutte le associazioni,<br>organizzazioni della società civile, attivisti, giornalisti e singoli cittadini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="723" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-768x542.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>COMUNICATO DELLA DIASPORA HAZARA E DELLE ORGANIZZAZIONI CIVICHE<br>HAZARA IN ITALIA SUGLI ATTENTATI ALLA ABDUR RAHIM SHAHEED HIGH<br>SCHOOL DEL QUARTIERE HAZARA NELLA ZONA OVEST DI KABUL</p>



<p><br>Oggi, 19 aprile 2022 due esplosioni avvenute di fronte ai cancelli della Abdur Rahim Shaheed<br>High School di Dashte Barchi, quartiere Hazara della zona Ovest di Kabul, hanno provocato la<br>morte ed il ferimento di decine di studenti. Lo stesso giorno, una bomba a mano è esplosa nel<br>centro educativo Mumtaz. Questi attacchi coordinati non sono altro che l’ennesimo atto<br>terroristico nei confronti dei luoghi dell’educazione e della formazione degli Hazara, che sono<br>diventati target di questi attacchi ormai da anni. L’8 maggio del 2021, le esplosioni avvennero di<br>fronte ai cancelli della Syed-o-Shuhada Girl School, sempre nella zona Ovest di Kabul,<br>uccisero almeno 85 studentesse e provocarono il ferimento di oltre 150. Secondo diverse fonti<br>indipendenti, negli ultimi cinque anni più di 35 attentati terroristici hanno provocato centinaia di<br>vittime e preso di mira sistematicamente i luoghi di aggregazione sociale degli Hazara: scuole,<br>centri educativi, edifici sportivi, reparti di maternità degli ospedali, moschee, matrimoni. Il<br>Regime Talebano, che detiene il potere de facto in Afghanistan, ha da sempre perpetrato<br>violazioni di diritti umani contr gli Hazara, per questo aspettarsi che i Talebani difendano la vita<br>degli Hazara è futile. La Diaspora Hazara e le associazioni civiche di Hazara in Italia condannano<br>fermamente gli attacchi ai centri di formazione degli Hazara e chiedono alle organizzazioni per i<br>Diritti Umani e alla comunità internazionale di monitorare la situazione in Afghanistan da vicino.<br>Nello specifico, esortiamo la comunità internazionale a adottare tali misure:</p>



<ul><li>Nell’assenza di un governo legittimo e riconosciuto a livello internazionale in<br>Afghanistan, chiediamo che la comunità internazionale, le Nazioni Unite, e le altre<br>organizzazioni internazionali, prendano atto e facciano attenzione agli attacchi mirati<br>verso gli Hazara e adottino misure per salvaguardare le loro vite.</li><li>Il Genocidio Hazara in Afghanistan inizia più di un secolo fa, nel 1890. La comunità<br>internazionale, le Nazioni Unite, e le altre organizzazioni internazionali, riconoscano<br>ufficialmente il genocidio Hazara in Afghanistan.</li><li>Gli ispettori speciali per i Diritti Umani in Afghanistan dovrebbero cercare le prove del<br>genocidio Hazara tutt’oggi in atto e presentarle agli organismi competenti come la Corte<br>Penale Internazionale.</li><li>Esortiamo gli organismi per i Diritti Umani e le organizzazioni presenti in Italia ad alzare<br>la voce contro la violazione dei diritti umani degli Hazara da parte dei Talebani,<br>dell’Islamic State of Khoran (IS-K), e altre entità terroristiche che operano nella regione.</li><li>Esortiamo la Repubblica Italiana ad utilizzare le sue risorse diplomatiche nelle Nazioni<br>Unite, nei forum internazionali e nelle relazioni bilaterali con altri paesi per salvaguardare<br>la vita e i diritti umani degli Hazara in Afghanistan.</li></ul>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 07:58:12 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15650" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p><strong>I titoli</strong></p>



<p><strong>Tunisia:</strong>&nbsp;100 dirigenti, deputati e ex minsitri abbandonano il partito islamista Ennahda, in polemica con la gestione del leader Ghannouchi.</p>



<p><strong>Sudan:</strong>&nbsp;Interrotte le esportazioni di petrolio da Port Sudan. L&#8217;oleodotto è stato occupato dagli autonomisti locali.</p>



<p><strong>Afghanistan:</strong>&nbsp;torna il macabro spettacolo dei cadaveri esposti in pubblico. Appesi ad una gru i corpi insanguinati di 3 rapitori trucidati dai taliban.</p>



<p><strong>Marocco:</strong>&nbsp;Consegnati dalla Turchia droni di combattimento Bayraktar.</p>



<p><strong>Siria:</strong>&nbsp;Truppe USA sfiorano la zona sotto il controllo dei governativi nella provincia orientale di Hasaka.</p>



<p><strong>Giordania:</strong>&nbsp;Inaugurata ad Amman la 20esima edizione della Fiera del Libro.</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Una scissione all&#8217;interno del partito islamista Ennahda.</p>



<p>Oltre 100 dirigenti, deputati ed ex ministri hanno sbattuto la porta, accusando il leader Ghannouchi di aver fallito nell&#8217;esperienza governativa di 10 anni e di incapacità nella gestione della crisi con il presidente della Repubblica Qais Saied. Alcuni dei capi della rivolta contro Ghannouchi hanno espresso la loro volontà di fondare un nuovo partito.</p>



<p>Non si intravede una soluzione alla crisi istituzionale nel paese. Le attese della nomina di un nuovo governo, annunciato per ieri, sono rimaste deluse. In tutta la Tunisia si sono svolte manifestazioni pro e contro la decisione, di due mesi fa, di sospendere il Parlamento e mandare a casa il governo. Gli inviti del sindacato dei lavoratori ad una roadmap, per uscire indenni dalla crisi economica e sanitaria, sono stati ignorati dalla presidenza. 20 organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato il pericolo di una deriva dittatoriale.</p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Gruppi di manifestanti tribali hanno bloccato l&#8217;esportazione di petrolio dal porto di Port Sudan, sul Mar Rosso. L&#8217;oleodotto trasporta greggio del Sud Sudan per essere esportato e il governo di Khartoum incassa i diritti di passaggio. Da una settimana il porto è occupato, ma il carico di petrolio non è stato bloccato. Due giorni fa è stato chiuso l&#8217;aeroporto e le principali arterie stradali che collegano la capitale all&#8217;est del paese. La protesta autonomista è considerata dall&#8217;ente petrolifero gravissima, perché minaccia le entrate economiche dello Stato e le forniture di carburanti alla capitale. Il presidente dell&#8217;ente ha chiesto l&#8217;intervento dell&#8217;esercito. Il premier Hamdouk accusa i manifestanti di collusione con il golpe militare, sventato pochi giorni fa, ma si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di trattative per ascoltare le loro rivendicazioni.</p>



<p><strong>Afghanistan</strong></p>



<p>Cadaveri insanguinati appesi ad una gru. È questa la macabra scena che all&#8217;alba di ieri hanno visto i negozianti del centro di Herat. I tre morti, secondo un comunicato del governatore della provincia, erano i responsabili di un sequestro per fini di riscatto di un imprenditore e suo figlio. Sono stati inseguiti dai miliziani taliban e uccisi durante la sparatoria che ne è seguita. “La loro esposizione serve come deterrente contro i crimini”, ha sostenuto un portavoce del movimento fondamentalista, ignorando i dettami della sua stessa fede che vietano categoricamente l&#8217;esposizione dei corpi dei morti.</p>



<p>A Jalalabad, nell&#8217;est, due agenti delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi e altri due feriti, in seguito all&#8217;esplosione di una bomba telecomandata nei pressi del commissariato di polizia. Alla deflagrazione è seguita una sparatoria, ma gli assalitori sono riusciti a far perdere le loro tracce. Nessuna rivendicazione, ma la zona è il principale covo dell&#8217;ISIS-Khorasan, il movimento estremista che considera i taliban traditori della causa per la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;amministrazione Trump, nel febbraio 2020.</p>



<p><strong>Marocco</strong></p>



<p>L&#8217;aeronautica di Rabat ha ricevuto i primi droni di combattimento Bayraktar di fabbricazione turca. Lo scrive la stampa locale, citando il sito semiufficiale delle forze armate. Anche la società produttrice, Baykar, ha confermato l&#8217;avvenuta consegna. Lo scorso aprile, il Marocco ha ordinato l&#8217;acquisto di 13 caccia senza pilota per un valore di 75 milioni di dollari. Nel mese di giugno un gruppo di ufficiali marocchini hanno compiuto corsi di addestramento in Turchia per le manovre a distanza dei velivoli.</p>



<p>La corsa agli armamenti tra Marocco e Algeria è al suo apice a causa del contenzioso sui confini ereditati dal colonialismo e per la questione Saharawi. Algeri ha dichiarato, un mese fa, la rottura delle relazioni diplomatiche, ritirando l&#8217;ambasciatore a Rabat.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Nella provincia orientale di Hasaka, un convoglio di carri armati statunitensi è entrato nella zona di controllo delle forze governative ed a poche decine di metri da un eliporto russo. È la prima volta che si arriva ad un contatto ravvicinato tra le truppe USA e quelle governative. La presenza dei marines statunitensi è considerata illegale dal governo di Damasco. Il loro intervento era avvenuto per la protezione della regione autonoma curda, ma poi di fronte alle mire espansionistiche del neo sultano Erdogan, gli USA si sono ritirati, limitando il loro spazio d&#8217;intervento ai campi di petrolio e gas.</p>



<p><strong>Giordania</strong></p>



<p>È stata inaugurata ad Amman, con molte iniziative culturali, la 20esima sessione della Fiera del Libro, che rimarrà aperta fino al 2 ottobre. Vi partecipano oltre 360 case editrici di 20 paesi arabi e internazionali. Lo slogan dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno è legato alla questione mediorientale: “Gerusalemme capitale della Palestina”. Uno stand tra i più frequentati è quello della libreria-casa editrice di Gaza “Mansour”, completamente distrutta dai bombardamenti israeliani dello scorso maggio.</p>



<p>Tra gli eventi di maggior interesse culturale vi sono quelli in ricordo dei poeti arabi recentemente scomparsi per la pandemia di Covid, l&#8217;racheno Saadi Yuossef e il palestinese Ezzeddin Manassira.</p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;:Festival della fotografia etica (2). Dopo Boko Haram</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2018 08:34:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco, care amiche e cari amici, la seconda mostra presentata durante il Festival della fotografia etica (7-28 ottobre 2018) a Lodi, da noi selezionata per il suo interesse sul tema dei diritti umani. Il&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, care amiche e cari amici, la seconda mostra presentata durante il Festival della fotografia etica (7-28 ottobre 2018) a Lodi, da noi selezionata per il suo interesse sul tema dei diritti umani.</p>
<p>Il reportage è di Adam Ferguson: le ragazze, le donne in alcuni casi sono in posa. Sfondo neutro per mettere in risalto solo il loro volto, i loro abiti che nascondono corpi feriti. Altre hanno il viso coperto, dalle mani o da una tecnica sapiente fotografica, per pudore.</p>
<p>Nessun sorriso. Visi.</p>
<p>Soltanto loro possono sapere cosa abbiano subìto e provato.</p>
<p>Noi possiamo solo riflettere e augurare loro un Futuro più sereno.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11597" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a 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href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11605" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Capire cosa accade in Siria, oggi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 06:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[fondamentalisti]]></category>
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		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per fare il punto sulla situazione siriana (e del Medioriente) l&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha intervistato il giornalista Shady Hamadi, autore del saggio La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per fare<br />
il punto sulla situazione siriana (e del Medioriente) l&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha intervistato il giornalista Shady Hamadi,<br />
autore del saggio <i>La<br />
felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione<br />
siriana</i>, per Add editore.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
sempre Shady Hamadi per la sua disponibilità.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa,<br />
gli analisti occidentali, non hanno voluto vedere a proposito di ciò<br />
che è accaduto e che accade in Siria?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La prima<br />
questione odierna è la presenza di una società civile in Siria e le<br />
motivazioni vere che hanno mobilitato la società siriana che è<br />
uscita da un regime dopo quarant&#8217;anni e dopo averci provato varie<br />
volte, nel 2000 e nel 2005, ma anche nell&#8217;82 con la strage di Hama:<br />
nonostante ci siano state colpe acclarate dei Fratelli Musulmani, una<br />
certa parte aveva scelto la strada del dialogo. E, secondo me, oggi,<br />
non bisogna trovare una sorta di dicotomia tra regime e<br />
fondamentalisti.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il suo<br />
racconto parte da lontano, da suo nonno e da suo padre: parla di loro<br />
per arrivare a capire il Presente&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Recentemente<br />
ho fatto una riflessione, sul <i>Corriere<br />
della sera</i>, riguardo al<br />
senso della Storia applicato in Siria e sarebbe un discorso da<br />
approfondire.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mio<br />
padre è cresciuto, per volontà di mio nonno, presso una scuola<br />
salesiana vicino a Talkalakh e allora c&#8217;era un sistema di istruzione<br />
che funzionava, anche perchè era un retaggio del colonialismo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
differenza, invece, tra la sua generazione e quella odierna è che<br />
quella di oggi è stata indottrinata per quarant&#8217;anni e non ha una<br />
conoscenza della Storia dalla quale viene, i loro piedi non affondano<br />
bene nelle radici storiche e questo si sta presentando in ciò che<br />
avviene in Siria: invece, dovremmo guardare, ad esempio, agli anni&#8217;50<br />
quando un Cristiano era Primo Ministro. L&#8217;incosapevolezza crea un<br />
problema e lo creerà anche in futuro.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
giovani che hanno lottato per il Presente, lo hanno fatto, quindi,<br />
senza conoscere il Passato?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<p>
All&#8217;inizio c&#8217;era una élite consapevole (e lo dicevano anche gli slogan “Il popolo siriano conosce la Storia”), ma c&#8217;è anche una facilità di radicalizzazione nei ragazzi che ha due motivazioni: la prima, è che la Siria è stato costituita, durante l’era della famiglia al Asad, su un sistema comunitario e confessionale, mettendo, per la prima volta nella storia contemporanea del paese, le minoranze al potere. Questo ha prodotto che l&#8217;80% della popolazione si sentisse esclusa dalla possibilità di gestire il potere, creando quel risentimento che poi si è concretizzato. La seconda motivazione è lo smantellamento della scuola, per cui quello che accade oggi ai giovani siriani è comprensibile se noi guardiamo a quello che è accaduto negli ultimi quarant&#8217;anni. </p>
<p>In contrapposizione a questi ragazzi, troviamo una piccola élite di giovani,anche sunniti, che sostengono il regime perchè hanno guadagnato dei benefit e si sono, in qualche modo, occidentalizzati. Questa piccola élite non guarda alla mancanza di diritti politici e di libertà ma ha scelto di accontentarsi di una libertà apparente: una modernità, fatta di discoteche e belle macchine, priva di ogni pensiero critico verso il brutale status quo imposto dal regime.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
può avviare, allora, una transizione verso una forma democratica di<br />
governo?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Jawdat<br />
Said, una guida religiosa sunnita, ha detto che la democrazia è come<br />
una ruota: una volta inventata, tutti la vogliono.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io penso<br />
che la democrazia, prima di tutto, nasca da una cultura, nel senso<br />
che ci deve essere rispetto reciproco per le idee. Invece la società<br />
mediorientale è una società che non nasce da un&#8217;esperienza di<br />
confronto, ma è repressa. La mancanza di dialogo fa sì che non ci<br />
sia un&#8217;autocritica: ad esempio, non c&#8217;è una riforma religiosa perchè<br />
il governo vieta una critica e non c&#8217;è nemmeno la possibilità di<br />
progredire in altre maniere. Se noi vediamo la produzione di papers<br />
accademici delle università del mondo arabo, è molto più bassa<br />
rispetto a quella di alcuni Paesi africani.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
democrazia, quindi, è un percorso ed è necessario un dialogo<br />
interno.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci<br />
racconta la vicenda del vignettista Alì Ferzat?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alì<br />
Ferzat, un po&#8217; come tutti gli intellettuali, nel 2011 si è schierato<br />
e ha iniziato a parlare apertamente contro il regime siriano: è<br />
stato caricato su una camionetta, da parte dei servizi segreti, e gli<br />
hanno spezzato le mani proprio perche faceva il vignettista. Questo è<br />
un messaggio simbolico sull&#8217;impossibilità di avere qualsiasi tipo di<br />
espressione che possa prescindere da quella che è la dottrina del<br />
regime.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual è<br />
la situazione in Siria, oggi e quali saranno, a suo parere, gli<br />
scenari futuri?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In Siria<br />
c&#8217;è una mancanza di senso storico, ma c&#8217;è un profondo senso<br />
nazionale, nonostante la disgregazione su base confessionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per il<br />
futuro prevedo che ci sarà un perenne stato di conflitto che può<br />
durare dieci, forse vent&#8217;anni, ma che si dovrà poi risolvere. Come?<br />
Ad esempio, guardando a quelli che sono stati gli accordi di Ta&#8217;if,<br />
quelli libanesi, dove si può creare una Camera Alta a elezioni<br />
universali e una Camera Bassa a elezioni confessionali.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
credo che lo Stato Islamico resisterà o creerà un califfato perchè<br />
le loro prime vittime sono gli stessi musulmani in quanto i musulmani<br />
che non sono d&#8217;accordo con loro vengono chiamati “apostati”,<br />
tagliati a pezzi e crocefissi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un&#8217;altra<br />
possibilità per il futuro della Siria è che possa rimanere Assad,<br />
che si crei uno Stato confessionale, con una piccola percentuale di<br />
sunniti, e rimanga lì a baluardo delle necessità della Russia o<br />
dell&#8217;Iran; penso che questa ipotesi sia lontana e credo, invece, che<br />
arriveremo ad un dialogo, ma non so se questo dialogo porterà<br />
all&#8217;estromissione degli Assad (perchè non c&#8217;è la volontà<br />
internazionale) oppure se si arriverà ad una Siria federale in senso<br />
confessionale per poi trovare una unità.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
la comunità internazionale non si occupa della Siria?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Prima di<br />
tutto, gli americani lo avrebbero fatto se ci fosse stato, in Siria,<br />
il petrolio. In secondo luogo, Obama non ha una politica estera<br />
credibile in Medioriente, invece Putin ha le idee molto chiare su<br />
quello che c&#8217;è da fare. E come se si fosse ricreato un muro di<br />
Berlino a Damasco&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
sottovalutiamo, inoltre, l&#8217;Iran che è una Repubblica imperialista,<br />
ma teocratica, che adopera lo scontro tra sciiti e sunniti per<br />
costruire le sue aree di influenza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Infine,<br />
l&#8217;Unione Europea non ha una politica estera comune: vediamo che la<br />
Francia fa una cosa e l&#8217;Italia un&#8217;altra, ad esempio. E, come detto,<br />
gli Stati Uniti aspettano.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;orrore, il fondamentalismo e poi la verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 05:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[associazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da poco uscito nelle librerie italiane, L&#8217;ultimo lenzuolo bianco. L&#8217;inferno e il cuore dell&#8217;Afghanistan (Ed. Guaraldi) di Farhad Bitani con la prefazione di Domenico Quirico, racconta, senza fare sconti, di un ragazzo vissuto nella&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
poco uscito nelle librerie italiane, <i>L&#8217;ultimo<br />
lenzuolo bianco. L&#8217;inferno e il cuore dell&#8217;Afghanistan</i><br />
(Ed. Guaraldi) di Farhad Bitani con la prefazione di Domenico<br />
Quirico, racconta, senza fare sconti, di un ragazzo vissuto nella<br />
violenza. Capitano dell&#8217;esercito afghano, figlio di un generale<br />
mujaheddin, Bitani ha combattuto contro i talebani, ma ha visto tutto<br />
l&#8217;orrore che un uomo può vedere. E ha anche fatto del male.
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
racconta, nel libro, e racconta di un Paese martoriato, ma di un<br />
popolo che, nonostante tutto, ha nel cuore quell&#8217;umanità che<br />
permette di far sopravvivere la speranza.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
rivolto alcune domande a Farhad Bitani e lo ringraziamo molto per le<br />
riflessioni che condivide con noi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Qual<br />
è, per lei, il vero Islam e quale, invece, quello della propaganda ?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
vero Islam purtroppo si trova raramente in questo mondo. Il vero<br />
Islam è non uccidere, non prendere la vita delle altre persone,<br />
aiutare i bisognosi, fare fratellanza con le altre religioni. Il vero<br />
Islam è non pensare solamente al tuo benessere personale, ma pensare<br />
anche agli altri. Purtroppo adesso questo non esiste. L&#8217;Islam della<br />
propaganda lo vediamo ogni giorno in tv: tagliare le teste in nome<br />
della religione, corruzione e violenze in nome della religione. È<br />
molto facile  per me parlare dell&#8217;Islam della propaganda, perché è<br />
l&#8217;ambito in cui sono cresciuto: quello dell&#8217;Afghanistan, dove sono<br />
nato, dell&#8217;Iran, dove sono cresciuto, e quello di tutti gli altri<br />
posti in cui ho avuto amici fondamentalisti. Vedendo questo Islam mi<br />
viene da pregare Dio perché aiuti tutti i fondamentalisti a uscire<br />
dalla cella buia in cui sono rinchiusi. Nessuna religione del mondo<br />
parla della violenza: la religione viene data da Dio per indicare la<br />
strada dell&#8217;umanità e mettere la verità nel cuore degli uomini.<br />
Praticando la vera religione anche il deserto diventa un paradiso.<br />
Purtroppo in questo periodo noi non vediamo tantissime persone<br />
veramente religiose, sono poche persone nel mondo, e l&#8217;ingiustizia è<br />
così grande che quelle poche persone sono considerate bugiarde. Il<br />
mio libro è un piccolo esempio di questo: io non ho inteso fare<br />
altro che raccontare la verità, quello che ho visto e vissuto, ma<br />
persone che vivono nella falsità mi hanno accusato di mentire.<br />
Questa è la falsità che vediamo anche in tanti politici in tutto il<br />
mondo.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
suo libro c&#8217;è un capitolo intitolato: “L&#8217;inganno della<br />
democrazia”: a cosa si riferisce quando parla di “inganno”?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;inganno<br />
della democrazia esiste in tantissimi paesi musulmani e in molti<br />
paesi poveri nel mondo. Parlo dell&#8217;Afghanistan perché è il paese<br />
dove sono cresciuto, dove ho amici fondamentalisti, che hanno grandi<br />
quantità di soldi nelle banche svizzere. Dio non ha buttato i soldi<br />
dal cielo: sono soldi rubati in nome della democrazia. Parliamo di<br />
giornalisti falsi, che diffondono notizie false. Parliamo di<br />
associazioni a scopo fintamente benefico che fanno grandi raccolte di<br />
fondi all&#8217;estero e se li distribuiscono tra loro in Afghanistan, che<br />
fanno grandi pubblicità per attirare l&#8217;attenzione su presunte<br />
minoranze perseguitate. Parliamo di elezioni truccate, dove ci sono<br />
criminali appoggiati dall&#8217;estero che si mascherano da difensori del<br />
diritto e comprano i voti con le minacce, nel mio libro io ho<br />
smascherato tante di queste persone. Per questo quando sento parlare<br />
di democrazia mi viene da ridere. Qualcuno pensa che io rida perché<br />
non credo alla democrazia: no, io credo alla democrazia e dico che in<br />
Afghanistan non esiste. La democrazia per me è come un albero che ha<br />
tante radici: se tu tagli una radice l&#8217;albero inizia a seccare. In<br />
Afghanistan tutte le radici sono state tagliate, l&#8217;albero è secco e<br />
qualcuno appiccica le foglie finte per far vedere che l&#8217;albero è<br />
vivo, ma chi applica le foglie sono le persone che usano il nome<br />
della democrazia per opprimere i poveri.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Purtroppo,<br />
per tanti bambini afghani si deve parlare di infanzia negata&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io<br />
sono stato bambino in Afghanistan e so di che cosa si parla. Io da<br />
bambino volevo diventare un guerriero come mio padre e tanti amici<br />
volevano diventare come i loro padri, dei comandanti, dei potenti. In<br />
Afghanistan a 14 anni sei un uomo, devi fare in fretta a diventare<br />
quello che vuoi. Nel nostro paese le persone più violentate sono i<br />
bambini. La vita dei bambini è difficile, perché il bambino è<br />
obbligato a fare quello che fanno i grandi senza avere la forza degli<br />
adulti. Tanti bambini sono mandati nelle scuole coraniche dove<br />
subiscono il lavaggio del cervello; quando un bambino nasce, Dio gli<br />
regala un cuore pulito, quando è obbligato a frequentare le scuole<br />
coraniche il suo cuore diventa nero, impara la violenza. Il bambino<br />
non sa distinguere il bene dal male e se si mette nella sua testa<br />
l&#8217;informazione sbagliata è possibile usarlo per i propri scopi. In<br />
questo momento si sentono notizie di bambini usati per fare gli<br />
attentatori suicidi. Un bambino afghano non conosce i giochi, ma<br />
conosce le armi e la violenza. Il desiderio di tutti i bambini in<br />
Afghanistan è diverso dal desiderio dei bambini europei: un bambino<br />
afghano pensa a diventare ricco, possedere armi e fare la guerra. Un<br />
bambino europeo ha il desiderio di diventare un calciatore o<br />
comprarsi una motocicletta. Confrontare questi due esempi fa capire<br />
la differenza tra l&#8217;infanzia in Afghanistan e l&#8217;infanzia nei paesi<br />
occidentali.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Lei<br />
è di etnia pashtun: che rapporti ha con gli hazara e cosa pensa<br />
della loro discriminazione?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
parola discriminazione per i fratelli hazara è sbagliata. In<br />
Afghanistan tutte le etnie subiscono “discriminazione”. Io mi<br />
arrabbio sempre e mi viene da piangere per questa enorme falsità:<br />
quando uno di noi dice “nella mia etnia siamo tutti innocenti<br />
perseguitati”. Tutti abbiamo fatto violenza gli uni sugli altri:<br />
nella guerra civile i pasthun hanno tagliato le teste, i tagiki hanno<br />
violentato le donne e i bambini, gli hazara hanno bucato le teste e<br />
così via.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
viaggio in tanti paesi europei mi accorgo che c&#8217;è tanta cattiva<br />
informazione. In Italia sento sempre che gli hazara sono<br />
perseguitati, in Olanda sento che i pashtun sono perseguitati, in<br />
Germania che i tagiki sono perseguitati, ma queste informazioni<br />
vengono da quelle poche persone false che guadagnano dal mettere in<br />
giro queste dicerie. Io dico questo perché intorno al tavolo di casa<br />
di mio padre si organizzava la guerra civile afghana. Dobbiamo essere<br />
tutti onesti e non parlare bene della nostra etnia, ma parlare bene<br />
della giustizia e della verità. Come ho deciso di fare io: per la<br />
verità sono andato contro la mia famiglia, perché so che sono<br />
ingiusti. Chiedo a tutti i fratelli pashtun, tagiki, hazara di non<br />
mettere in giro la voce che “noi siamo bravi e gli altri cattivi”,<br />
perché non esistono i bravi e i cattivi. Invece di fare questo<br />
devono combattere per la verità: questa è la cosa bella nel mondo,<br />
non l&#8217;etnia, non la razza. Chi insiste sulla differenza delle razze<br />
non è perdonato da Dio.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le contraddizioni dell&#8217;Occidente: ad esempio, se ci può<br />
raccontare cosa accade all&#8217;Accademia di Modena&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
prima contraddizione dell&#8217;Occidente si evidenzia nella falsa<br />
strategia applicata in Afghanistan. La strategia dell&#8217;Occidente in<br />
Afghanistan è pessima a causa dell&#8217;ignoranza: sono stati spesi<br />
miliardi di dollari per la ricostruzione dell&#8217;Afghanistan e questi<br />
soldi sono spariti. Sono state appoggiate persone che per anni hanno<br />
compiuto sopraffazioni e violenze. Sono date opportunità a tutti i<br />
fondamentalisti e ai potenti, che vengono a studiare in Occidente,<br />
entrano nella accademie e nelle università saltando le selezioni,<br />
conseguono titoli di studio e tornano in Afghanistan a compiere gli<br />
stessi delitti. Per esempio quando sono entrato in Accademia io<br />
pensavo di essere l&#8217;unico ad accedere senza esame, poi ho incontrato<br />
altri figli di fondamentalisti, miei amici, che erano nella mia<br />
stessa situazione; la stessa cosa avviene negli altri paesi europei.<br />
Alcuni giovani fondamentalisti sono analfabeti e studiano in famose<br />
università.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Occidente esiste la corruzione come in Afghanistan, ma all&#8217;interno<br />
dell&#8217;Occidente stesso questa corruzione ha un argine: chi compie<br />
ingiustizie prima o poi deve risponderne; invece dove l&#8217;Occidente si<br />
relaziona con l&#8217;Afghanistan, un posto in cui non c&#8217;è una giustizia a<br />
cui rispondere, la corruzione si esprime in pieno.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ha<br />
avuto il coraggio di ammettere di aver partecipato alle lapidazioni:<br />
come è riuscito a fare i conti con il suo Passato? E come è<br />
riuscito a tornare ad avere un “cuore bianco” dopo aver visto e<br />
vissuto tante atrocità?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
è un dono di Dio. Tutti noi umani abbiamo un dono da parte di Dio. A<br />
tante persone Dio dà soldi, a tanti uomini dà una bella ragazza, a<br />
tanti dà la felicità. A me ha dato questo dono: indicarmi la strada<br />
vera. Chi crede profondamente in Dio capisce subito le mie parole.<br />
Per chi non crede faccio una similitudine. Immaginate di essere<br />
innamorati pazzi di una persona: fareste di tutto per avere quella<br />
persona. Io sono innamorato di Dio e della strada della verità e<br />
farò tutto quello che Dio mi comanda. Tutti possiamo cambiare se<br />
vogliamo, perché il bene viene sempre dato da Dio. La verità è<br />
sempre bella, ma accettarla è molto difficile. Io non ho dimenticato<br />
la mia infanzia. Io non ero solo: milioni di persone in Afghanistan<br />
hanno visto quello che ho visto io, ma io ero tra i capi. Metà della<br />
popolazione afghana ha partecipato alle lapidazioni, tutti hanno<br />
visto la violenza. Quando tu cresci in un ambito così, per te la<br />
violenza diventa normale, come andare a prendere il caffè al bar la<br />
mattina. Ci sono tantissime persone che hanno avuto la vita peggiore<br />
della mia, che sono stati violentati, ma Dio non ha donato a loro di<br />
raccontare la verità. La vita che faccio adesso, che combatto per la<br />
verità, è un dono di Dio, che ogni giorno mi dà più forza. Ogni<br />
giorno ho davanti molti ostacoli, molte persone sono contro di me e<br />
mi accusano con tante falsità. Io combatto contro tutti i<br />
fondamentalisti, ma non mi sento stanco, perché dietro di me c&#8217;è un<br />
mano, che è la mano della verità.</div>
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		<title>Padre Dall&#8217;Oglio forse è stato ucciso. Un duro colpo per tutto il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2014 08:44:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[assad]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Dall'Oglio]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima timidamente, poi in maniera sempre più deflagrante si è diffusa, sui media italiani, la terribile notizia: Padre Paolo Dall&#8217;Oglio è stato ucciso. Il religioso gesuita, negli anni &#8217;80, aveva riformato in Siria la&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/oglio-1024x749.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/oglio-1024x749.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="234" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Prima<br />
timidamente, poi in maniera sempre più deflagrante si è diffusa,<br />
sui media italiani, la terribile notizia: Padre Paolo Dall&#8217;Oglio è<br />
stato ucciso.
</div>
<p>Il<br />
religioso gesuita, negli anni &#8217;80, aveva riformato in Siria la<br />
comunità cattolico-siriaca Mar Musa presso il Monastero di san Mosè<br />
l&#8217;Abissino, situato nel deserto a nord di Damasco e da allora era<br />
diventato un punto di riferimento fondamentale nel dialogo<br />
interreligioso con gli esponenti dell&#8217;Islam. </p>
<p>Il suo<br />
attivismo lo aveva reso inviso al governo siriano tanto da essere<br />
espulso dal regime di Assad nel 2012. Rientrato in Siria nel 2013,<br />
Dall&#8217;Oglio si era immediatamente recato nel nord, controllato dai<br />
ribelli, per  impegnarsi in difficili trattative per la liberazione<br />
di un gruppo di ostaggi, a Raqqa, e per tentare di ristabilire il<br />
rapporto tra jihadisti e curdi. Ma il 27 luglio 2013 viene rapito da<br />
un gruppo di fondamentalisti vicini ad al-Quaida. </p>
<p>Questa<br />
mattina, 26 maggio 2014, il sito TahrirSy&nbsp;è stato il primo a battere&nbsp;la notizia della<br />
morte, per impiccagione, del sacerdote ad opera proprio di un membro<br />
di un gruppo fondamentalista islamico (il SIS). </p>
<p>Pare che<br />
la fonte della tragica notizia sia un cittadino siriano che dice di<br />
non averlo detto prima per paura di essere ucciso a sua volta.</p>
<p>Usiamo<br />
il condizionale, usiamo cautela perchè è una notizia ancora da<br />
verificare definitivamente.</p>
<p>Un<br />
pensiero o una preghiera per ringraziare, da oggi e per sempre, Padre<br />
Paolo Dall&#8217;Oglio, un padre di tutti e per tutti. Sperando che la notizia sia infondata.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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