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	<title>Francesco Cordio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Lo Stato della follia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 04:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vincitore del Premio “Ilaria Alpi”, nel 2013 e di molti altri riconoscimenti in Festival nazionali, il documentario Lo Stato della follia, del regista Francesco Cordio, apre le porte di alcuni ospedali psichiatrici giudiziari (OPG)&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vincitore<br />
del Premio “Ilaria Alpi”, nel 2013 e di molti altri<br />
riconoscimenti in Festival nazionali, il documentario <i>Lo<br />
Stato della follia</i>, del<br />
regista Francesco Cordio, apre le porte di alcuni ospedali<br />
psichiatrici giudiziari (OPG) italiani per denunciare le condizioni<br />
in cui versano le persone in essi detenute. Ma non solo: l&#8217;indagine<br />
si interroga anche sui motivi per cui alcuni vengono internati e<br />
troppo a lungo, sulle modalità di analisi delle loro condizioni<br />
psichiatriche, sul rapporto, del tutto burocratico, tra medici,<br />
magistrati e pazienti.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
fatto, per voi, un&#8217;intervista a Francesco Cordio che ringraziamo<br />
molto per il tempo che ci ha voluto dedicare.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
progetto nasce da una sua esperienza negli OPG a seguito dei lavori<br />
della Commissione parlamentare, commissione presieduta dal Senatore<br />
Ignazio Marino, sull&#8217;efficacia ed efficienza del Servizio sanitario<br />
Nazionale: come sono nati il suo interesse verso questo argomento e<br />
il progetto cinematografico?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alcuni<br />
Senatori della Commissione d&#8217;inchiesta &#8211; che è una commissione<br />
straordinaria e non permanente – avevano visto dei miei lavori<br />
precedenti e, quando hanno deciso di andare a documentare in video<br />
quello che succedeva dentro gli ospedali psichiatrici giudiziari, mi<br />
hanno contattato.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io non<br />
avevo alcuna conoscenza degli OPG e ho accettato un po&#8217; senza sapere<br />
dove mi stessero portando, ma dal primo ingresso che ho fatto non ho<br />
potuto fare altro, oltre allo shock, che appassionarmi al tema. Ho,<br />
quindi, chiesto ai Senatori di poter utilizzare quel materiale che<br />
stavo filmando per un loro lavoro interno (che per la prima volta<br />
nella storia della Repubblica è andato agli atti nei lavori della<br />
Commissione) anche un mio lavoro esterno più ampio, che potesse<br />
arrivare a un pubblico più vasto. La cosa mi è stata riconosciuta<br />
per cui, negli anni successivi, ho continuato ad occuparmi di questo<br />
tema e ho avuto la fortuna di di conoscere l&#8217;attore Luigi Rigoni che,<br />
invece, ha avuto la sfortuna di finire in un ospedale psichiatrico<br />
giudiziario, quello di Aversa, e ho deciso di far raccontare a lui la<br />
sua disavventura. Questo suo racconto si intreccia alle immagini che<br />
ho filmato dentro gli ospedali.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
titolo del film può essere anche un gioco di parole: come può, lo<br />
Stato, ripristinare una psichiatria più democratica, che garantisca<br />
i diritti di base alle persone internate?
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
optato per mettere nel titolo la “S” maiuscola perchè la cosa<br />
più assurda e paradossale è che sia lo Stato a rappresentare la<br />
parte folle: se devono essere curate delle persone che commettono un<br />
reato in uno stato di incapacità di intendere e di volere e, invece,<br />
vengono mandate ad ammalarsi o a peggiorare la propria situazione,<br />
allora vuol dire che è lo Stato ad essere folle.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
percorso più opportuno da seguire, secondo me, potrebbe esserci<br />
suggerito dalla Spagna dove la persona incapace di intendere e di<br />
volere che compie un reato non può essere internata per un tempo più<br />
lungo della durata della pena di una persona che è in possesso delle<br />
proprie facoltà e che ha commesso un reato.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual è<br />
il nesso tra crimine e follia? E come mettere in pratica misure di<br />
sicurezza adeguate, tenendo conto della sentenza n. 139 della Corte<br />
Costituzionale del 1982 secondo la quale la pericolosità sociale<br />
“non può essere definita come un attributo naturale di quella<br />
persona o di quella malattia”?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
fondamentale una valutazione psichiatrica più adeguata<br />
e,soprattutto, il percorso all&#8217;interno delle strutture ospedaliere<br />
deve avere una maggiore assistenza psichiatrica.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Se noi<br />
calcoliamo che dentro un OPG la visita dura in media 32 minuti&#8230;vuol<br />
dire che si è completamente abbandonati.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
importante che gli psichiatri facciano valutazioni più appropriate<br />
nella fase della perizia ed è importante che, poi, i magistrati<br />
decidano confrontandosi di persona con gli psichiatri e con le<br />
persone che stanno per mandare in OPG perchè, spesso, magistrati e<br />
medici si relazionano tra loro solo tramite fax. E&#8217; tutto un fatto di<br />
carte e di burocrazia, ma in questo modo si gioca con la vita di<br />
persone deboli, indifese, che a volte non hanno una famiglia che le<br />
aspetta fuori. In questo senso lo Stato è molto colpevole.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
misure di sicurezza risalgono ad un codice antico, al codice Rocco, e<br />
vengono comminate nel momento in cui la persona, incapace di<br />
intendere e di volere, compie un reato: se è minimo, la misura di<br />
sicurezza consta in due anni di internamento e, durante questo<br />
periodo, la Sanità nazionale dovrebbe curare l&#8217;internato per far<br />
scemare la sua pericolosità sociale. Se, al termine della misura di<br />
sicurezza, la nuova perizia stabilisce che la persona è ancora<br />
pericolosa, si può decidere per una eventuale proroga. E si arriva a<br />
20,30 anni o ai famosi “ergastoli bianchi”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci può<br />
riportare le voci di qualche persona rinchiusa, ad esempio, a<br />
Montelupo Fiorentino, a Reggio Emilia o ad Aversa, per citare solo<br />
poche strutture?
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tra le<br />
tante testimonianze che ho registrato, quella che più mi ha colpito<br />
è quella di un ragazzo internato a Reggio Emilia che, con grande<br />
lucidità, dice una frase: “ L&#8217;Uomo è un animale che può<br />
abituarsi a tutto, ma qua viene messo a dura prova”. Dopo qualche<br />
mese il ragazzo ha deciso di togliersi la vita.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
titoli di coda scrivo che il film è dedicato a lui e a tutti coloro<br />
che non ce l&#8217;hanno fatta.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
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