<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gabriele del grande Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/gabriele-del-grande/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/gabriele-del-grande/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Apr 2017 09:26:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>gabriele del grande Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/gabriele-del-grande/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;: Scrittore e assassino, tutte le declinazioni del Potere</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/23/libriliberi-scrittore-e-assassino-tutte-le-declinazioni-del-potere/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/23/libriliberi-scrittore-e-assassino-tutte-le-declinazioni-del-potere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2017 09:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Ahmet Altan]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[intellettuali]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[professori]]></category>
		<category><![CDATA[redattore]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8540</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Questa recensione è dedicata a #GabrieleDelGrande e alla sua famiglia) Ambientato in un piccolo paese sulla costa mediterranea della Turchia, Scrittore e assassino è un romanzo corposo, edito da E/O, che appassiona il lettore&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/23/libriliberi-scrittore-e-assassino-tutte-le-declinazioni-del-potere/">&#8220;LibriLiberi&#8221;: Scrittore e assassino, tutte le declinazioni del Potere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Questa recensione è dedicata a #GabrieleDelGrande e alla sua famiglia)</p>
<p>Ambientato in un piccolo paese sulla costa mediterranea della Turchia, Scrittore e assassino è un romanzo corposo, edito da E/O, che appassiona il lettore con intrecci di sesso e politica. Sesso e politica sono legati da un filo conduttore che tormenta tutti i personaggi, uomini e donne, giovani e meno giovani: quello della brama di Potere.<br />
Uno scrittore &#8211; forse, in parte, l&#8217;alter ego dello stesso autore &#8211; arriva nella cittadina in cerca di tranquillità e di ispirazione per la sua prossima opera, affascinato dal clima, dai colori e dalla Natura del luogo, ma ben presto si rende conto che, sotto la coltre di bellezza, si cela un&#8217;umanità inaridita e violenta. Una collina sovrasta il territorio e lì, all&#8217;interno di una chiesa, corre voce che si nasconda un tesoro. Come in una favola noir, gli abitanti del posto sognano di conquistarlo, lottano per averlo. Creano alleanze politiche pericolose, trame criminali e commissionano omicidi senza pietà. Ma il tesoro, ovviamente, non esiste, vano desiderio di possesso. Lo scrittore protagonista viene coinvolto in giochi sensuali, attratto prima da una prostituta &#8211; lucida nel capire quando sia il caso di parlare e quando no &#8211; poi da una bella giovane donna &#8211; contraddittoria e misteriosa &#8211; e poi da un&#8217;altra più agée &#8211; già moglie di un uomo ricco e potente.<br />
Come in ogni buona storia, tutte le figure ritratte riflettono tipi e caratteri, vizi e virtù: avidità, passione, curiosità. Questi, in particolare, sono i sentimenti che muovono la trama e che porteranno le persone a una deriva etica e morale, causata dall&#8217;ybris, dalla tracotanza che tanto viene punita nei miti greci.<br />
Lo scrittore, che spesso racconta in forma diretta, si paragona addirittura a Dio perchè entrambi, sostiene, scrivono storie e delineano il destino di tutti: “Gli scrittori passano la vita a lottare per non palesare agli altri il desiderio omicida che li governa. Come Dio, anche loro distruggono sena pietà i personaggi che creano, li sballottano da un dolore all&#8217;altro, elargiscono spietate punizioni, mossi dall&#8217;indifferenza tipica del serial killer” e con i dialoghi che inframezzano (come il coro nella tragedia classica) il racconto, pone questioni importanti e universali sull&#8217;esistenza o meno di un Creatore e sulla sua onestà intellettuale. Tema fondamentale, questo, che accomuna autori di libri e giornalisti nella ricerca della Verità, anche se esporla, come sappiamo purtroppo, può risultare pericoloso: “ Nessuno vuole vedere la Verità, perciò perchè dovrei farlo io? Ma adesso sono faccia a faccia con una verità di proporzioni tali che è impossibile da negare. Dio mi sta mostrando delle verità ineluttabili. Ho visto la verità. Sconvolto e pieno di paura, ho visto la verità”.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/cover_9788866328315_1904_240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8542 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/cover_9788866328315_1904_240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="240" height="372" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/cover_9788866328315_1904_240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/cover_9788866328315_1904_240-194x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 194w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></a><br />
Sullo sfondo, come in uno dei migliori testi di Pamuk, anche in questo viene tratteggiato un popolo impaurito, tenuto sotto scacco dal giogo del ricatto e della minaccia da parte dei più forti oppure indifferente, cieco e seduto sulle piccole abitudini che segnano un&#8217;esistenza vigliacca: “Di sera chattavo con Zuhal e di pomeriggio con la gente del paese in un mondo sconfinato, una realtà completamente diversa da ciò che vedevamo o sentivamo. La vita vera, quella che vivevo tutto solo in città, era calma e noiosa a confronto&#8230;Ma la cosa più scioccante era il modo in cui le verità non viste, non proferite, indistinguibili del mondo reale emergevano nel mondo cosiddetto &#8216;virtuale&#8217;,,,”. Ecco un altro argomento che ci riguarda tutti, in Occidente e in Medioriente, in tutto il mondo: il rapporto che abbiamo con la realtà fittizia. Verità e menzogna si mescolano in specchi che deformano, identità multiple, anime marce che si svelano solo dietro al paravento di uno schermo, con la mancanza di coraggio ad esporsi nel quotidiano, quando nel quotidiano la manipolazione, l&#8217;ingiustizia e la corruzione sono evidenti.<br />
Il nuovo sindaco del Paese, Mustafa, giovane arrivista, ma anche lui perdutamente innamorato, emana leggi e proclama a suo piacimento, in un climax sempre più ascendente di arroganza e presunzione; due capi clan di una mafia locale, ordinano omicidi e cercano complici anche in chi sa scrivere (il riferimento ai media è chiaro&#8230;), mentre il popolo sussurra. Gli uomini iniziano la guerra e le donne ,che dovrebbero custodire la Pace, sono invece la miccia che farà infuriare la violenza.<br />
Un vecchio falegname intagliatore di culle per i nuovi nascituri, amico forse immaginario dello scrittore è la speranza per il futuro e l&#8217;ancoraggio salvifico della saggezza: “Il falegname era il mio nesso con il futuro: in qualche modo era il mio trait d&#8217;union con l&#8217;infinito, mi ricordava il domani e alleviava le sofferenze del presente”. Le nuove generazioni hanno l&#8217;opportunità di non ripetere gli errori di chi li ha preceduti, rimanendo nell&#8217;ignavia, ma possono trasformare il mondo con azioni nuove, orientate davvero verso la bellezza, la verità e la giustizia.<br />
L&#8217;autore del romanzo di cui abbiamo scritto, Ahmet Altan, è stato arrestato nel settembre 2016 per la sua attività di giornalista, scrittore, difensore delle minoranze curde e armene.</p>
<p>Qui l&#8217;appello per la sua liberazione:</p>
<p><em>Pubblichiamo un appello per la liberazione dello scrittore e giornalista turco <strong>Ahmet Altan</strong>, arrestato in Turchia insieme a molti altri personaggi pubblici in seguito al fallito golpe.</em></p>
<p><em>Nel 2017 le Edizioni E/O pubblicheranno il suo romanzo</em> Scrittore e assassino.</p>
<p><em>Ahmet Altan, scrittore e giornalista turco, è autore di più di cinque romanzi bestseller. La sua prima opera, </em>Four Seasons of Autumn<em>, pubblicata all&#8217;età di 27 anni, ha vinto il Gran Premio della Akademi Publishing House. Nel 2009 ha vinto il prestigioso premio per la Libertà e il Futuro dei Media della Fondazione Cassa di Risparmio dei media Lipsia. Nel 2011 ha ricevuto il Hrant Drink Award.</em></p>
<h2 id="appello_per_la_turchia_e_per_ahmet_altan">Appello per la Turchia e per Ahmet Altan</h2>
<p>Noi sottoscritti facciamo appello ai democratici di tutto il mondo e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Turchia e della regione sulla quale esercita un ruolo di primo piano, perché protestino contro la vendetta che il governo sta portando avanti contro i suoi più brillanti pensatori e scrittori qualora non condividano il suo punto di vista.</p>
<p>L’antefatto di questa lettera è il tentativo di colpo di stato avvento il 15 luglio 2015, che fortunatamente non è riuscito ed è stato rapidamente represso. Se lo stesso popolo turco non avesse resistito a quest’assalto alle istituzioni, ne sarebbero seguiti anni di miseria.</p>
<p>In seguito a questo colpo di stato, è comprensibile che il governo abbia imposto uno stato temporaneo di emergenza. Tuttavia, il fallito colpo di stato non dovrebbe essere il pretesto per una caccia alle streghe nello stile di McCarthy, né lo stato di emergenza dovrebbe essere applicato con scarso riguardo per i diritti fondamentali, per le norme in materia di prove, o persino per il senso comune.</p>
<p>Noi, come scrittori, universitari e difensori della libertà di espressione siamo particolarmente turbati nel vedere colleghi che conosciamo e rispettiamo essere imprigionati in base alle misure di emergenza. Giornalisti come Şahin Alpay, Nazlı Ilıcak o la scrittrice Aslı Erdogan sono stati aperti difensori della democrazia, oppositori del militarismo e della tirannia in qualunque sua forma.</p>
<p>Siamo particolarmente costernati nell’apprendere che il prominente romanziere Ahmet Altan, e suo fratello Mehmet Altan, scrittore e insigne professore di economia, sono stati arrestati in un raid avvenuto all&#8217;alba del 10 settembre 2016. Entrambi sono accusati di avere in qualche modo lanciato messaggi subliminali per chiamare a raccolta i sostenitori del colpo di stato, nel corso di uno show televisivo trasmesso il 14 luglio, la sera prima del tentato colpo stesso.</p>
<p>Ahmet Altan è uno degli scrittori più importanti della Turchia; i suoi romanzi sono stati pubblicati in traduzione e vendono milioni di copie. Per cinque anni è stato, inoltre, caporedattore del quotidiano liberale Taraf. Il giornale ha sempre sostenuto il diritto di sapere dei lettori. Ahmet Altan è stato più volte processato durante la sua carriera &#8211; nel 1990 per aver cercato di far sì che i lettori turchi entrassero in empatia con i curdi del paese; più recentemente, per aver tentato di spingere il primo ministro a scusarsi pubblicamente per il massacro di Roboski del 2011 in cui sono stati bombardati 34 villaggi. Il 2 settembre si è presentato in tribunale, imputato di aver rivelato segreti di stato, sulla base di un atto d&#8217;accusa che era in gran parte un copia e incolla di casi completamente diversi.</p>
<p>Mehmet Altan è professore presso l&#8217;Università di Istanbul, editorialista e autore di numerosi libri in cui ha sostenuto la necessità di ricostruire l&#8217;identità della Turchia non sulla razza o sulla religione, ma sul rispetto dei diritti umani. Come suo fratello e altri ora in carcere non è colpevole di aver sostenuto il colpo di stato, ma di aver portato avanti una critica molto efficace al governo attuale, i cui progressi iniziali nell’ampliamento della democrazia si sono ormai inceppati e stanno retrocedendo.</p>
<p>Chiediamo al governo turco di cessare la sua persecuzione di scrittori di primo piano e di accelerare il rilascio di Ahmet e Mehmet Altan, così come dei tanti loro colleghi ingiustamente accusati.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/23/libriliberi-scrittore-e-assassino-tutte-le-declinazioni-del-potere/">&#8220;LibriLiberi&#8221;: Scrittore e assassino, tutte le declinazioni del Potere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/23/libriliberi-scrittore-e-assassino-tutte-le-declinazioni-del-potere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#noistiamoconGabriele</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/20/noistiamocongabriele/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/20/noistiamocongabriele/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 18:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#freeGabriele]]></category>
		<category><![CDATA[#iostocongabriele]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Fermo]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8523</guid>

					<description><![CDATA[<p>Forza Gabriele! Leggete qui: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/18/turchia-la-famiglia-di-gabriele-del-grande-siamo-molto-in-ansia-_d34155b9-05b3-4087-86b0-7ff1639723de.html La mobilitazione di stasera a Milano #iostocongabriele  #freegabriele</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/20/noistiamocongabriele/">#noistiamoconGabriele</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-contents="true">
<div data-editor="dn8ar" data-block="true" data-offset-key="fm7f6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="fm7f6-0-0"><span data-offset-key="fm7f6-0-0">Forza Gabriele!</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="fm7f6-0-0"></div>
</div>
<div data-editor="dn8ar" data-block="true" data-offset-key="9sm3j-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9sm3j-0-0"><span data-offset-key="9sm3j-0-0">Leggete qui:</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9sm3j-0-0"></div>
</div>
<div data-editor="dn8ar" data-block="true" data-offset-key="2b3vg-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2b3vg-0-0"><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/18/turchia-la-famiglia-di-gabriele-del-grande-siamo-molto-in-ansia-_d34155b9-05b3-4087-86b0-7ff1639723de.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span data-offset-key="2b3vg-0-0">http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/18/turchia-la-famiglia-di-gabriele-del-grande-siamo-molto-in-ansia-_d34155b9-05b3-4087-86b0-7ff1639723de.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2b3vg-0-0"></div>
</div>
<div data-editor="dn8ar" data-block="true" data-offset-key="953a6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="953a6-0-0"><span data-offset-key="953a6-0-0">La mobilitazione di stasera a Milano </span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="953a6-0-0"></div>
</div>
<div data-editor="dn8ar" data-block="true" data-offset-key="cumhv-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cumhv-0-0"><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="cumhv-0-0"><span data-offset-key="cumhv-0-0">#iostocongabriele  #freegabriele</span></span></div>
</div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cumhv-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cumhv-0-0"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8524" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-906-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8525" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-905-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8526" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-904-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8527" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-903-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-902.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8528" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-902.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-902.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-902-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cumhv-0-0"></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/20/noistiamocongabriele/">#noistiamoconGabriele</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/20/noistiamocongabriele/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#FreeGabriele</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/18/freegabriele/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/18/freegabriele/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 15:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accuse]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8512</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Associazione per i Diritti umani chiede pubblicamente che la Farnesina dia notizie certe sul giornalista Gabriele Del Grande, fermato già da nove giorni in Turchia. E chiede che lo faccia tornare presto in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/18/freegabriele/">#FreeGabriele</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/1396124154-gabriele-del-grande-l-immigrazione-e-le-nuove-frontiere-fra-i-popoli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8513" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/1396124154-gabriele-del-grande-l-immigrazione-e-le-nuove-frontiere-fra-i-popoli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="743" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/1396124154-gabriele-del-grande-l-immigrazione-e-le-nuove-frontiere-fra-i-popoli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/1396124154-gabriele-del-grande-l-immigrazione-e-le-nuove-frontiere-fra-i-popoli-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/1396124154-gabriele-del-grande-l-immigrazione-e-le-nuove-frontiere-fra-i-popoli-768x571.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> chiede pubblicamente che la Farnesina dia notizie certe sul giornalista Gabriele Del Grande, fermato già da nove giorni in Turchia. E chiede che lo faccia tornare presto in Italia dalla sua famiglia.</p>
<p>#FreeGabriele</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/18/freegabriele/">#FreeGabriele</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/04/18/freegabriele/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Io sto con la sposa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Frontex]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Io sto con la sposa]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Nostrum]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; In attesa che esca anche nelle sale delle città italiane, vi riproponiamo la recensione del film IO STO CON LA SPOSA, presentato nei prossimi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia. L&#8217; &#8216;appuntamento&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/">Io sto con la sposa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="LEFT">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="LEFT">
In attesa che esca anche<br />
nelle sale delle città italiane, vi riproponiamo la recensione del<br />
film IO STO CON LA SPOSA, presentato nei prossimi giorni alla Mostra<br />
del Cinema di Venezia. L&#8217; &#8216;appuntamento è al Lido di Venezia per il<br />
4 Settembre alle 14,30 in Sala Grande, con replica il 5 settembre<br />
alle 17,30 in Sala Perla. I biglietti si possono acquistare <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=7%3DCHYbE%261%3DS%26H%3DAJ%26G%3DUFHbY%264%3DwLNy_7swY_H3_LZhr_Vo_7swY_G8Q6B.4I74D.C3_7swY_G86rtFHj177r37Gj_7swY_G8mc_7swY_G86rtFHj17gr5jp337Gj-S7N3p9Fr4-gPn3LI.j8HR_1fut_Bug_LZhr_WmFbVELX&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">online</a></u><br />
. Per chi non può essere a Venezia, il festival mette a disposizione<br />
400 <em>streaming on demand</em><br />
su <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=2%3DQ8VWS%26q%3DP%26C%3DO0%26D%3DPT8YT%26H%3DmIIC_wprm_8z_GnXo_Q3_wprm_75LJ2.BN0tK82x.8I_EVro_Ok589r_GppU_Q5OEPS_EVro_Ok8DFyD2BsAzFuDHxzxfz_wprm_75A614_GnXo_Q3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Mymovies</a></u><br />
per l&#8217;Italia, e altrettanti per l&#8217;estero su <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=y%3DYKXTa%264%3DR%260%3DWM%26F%3DMbKaQ%26P%3DzKFK_0rou_K2_Dvkq_NA_0rou_J7xJFF2A141.AwJFDD28NuFB0.uF9_Mitl_Wx7A8CJ_Dvkq_NA1F-EO7-4AI-42-w6s2EK7Jw&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Festival<br />
Scope</a></u> .</p>
<p>
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione6">
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="messagebody"></a></p>
<p>Cinque<br />
 passaggi di frontiera attraverso l&#8217;Europa: Italia, Francia,<br />
 Lussenburgo, Germania, Danimarca e Svezia. Un gruppo di<br />
 palestinesi-siriani, di notte e clandestinamente, percorrono<br />
 migliaia di chilometri “accompagnati” da una sposa. Perchè, chi<br />
 avrebbe il coraggio di chiedere i documenti ad una sposa? Nasce da<br />
 questa domanda il documentario <i>Io<br />
 sto con la sposa (On the bride&#8217;s side) </i>ideato<br />
 e realizzato da Gabriele Del Grande, giornalista e scrittore,<br />
 Antonio Augugliaro, videoartista e Khaled Soliman Al Nassiry, porta<br />
 e critico palestinese-siriano. “<em>Siamo<br />
 stanchi di dividere gli esseri umani in legali e illegali. E siamo<br />
 stanchi di contare i morti in mare. Non sono vittime della burrasca,<br />
 ma di leggi europee alle quali è arrivato il momento di disobbedire<br />
 per riaffermare il principio della libertà di circolazione</em>”,<br />
 dichiara Gabriele Del Grande. <br />“<em>Quando<br />
 vedi arrivare gente del tuo paese e sai che stanno scappando da una<br />
 guerra&#8230; </em>&#8211; aggiunge<br />
 Khaled Soliman Al Nassiry &#8211; <em>Senti<br />
 che stai facendo una cosa giusta. Aiutare anche una sola persona ad<br />
 uscire da quel mare di sangue, ti fa sentire dalla parte del<br />
 giusto</em>”.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
 14 al 18 novembre scorso ventritrè persone, tra ragazzi e ragazze,<br />
 italiani, siriani e palestinesi prendono parte ad un corteo nuziale<br />
 che parte da Milano con destinazione Stoccolma, violando le leggi<br />
 sull&#8217;immigrazione. Tasneem, questo il nome della sposa, e i suoi<br />
 amici sfondano la Fortezza Europa con il sorriso e il coraggio d<br />
 disubbidire.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
“<em>Abbiamo<br />
 cercato uno sguardo nuovo</em><br />
 &#8211; dice Antonio Augugliaro &#8211; <em>scevro<br />
 da ogni vittimismo e commiserazione. Nel film, raccontiamo prima di<br />
 tutto una storia che ha il gusto dell&#8217;avventura, la dimensione del<br />
 sogno e la forma di una maschera.</em>”</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 storia raccontata è una finzione, ma affonda le sue radici nella<br />
 realtà: per preparare il progetto i registi hanno intervistato<br />
 tantissimi migranti che hanno messo le loro vite in mano ai<br />
 trafficanti. Il documentario mette in scena proprio questo tipo di<br />
 viaggio e di scelta e i tre autori rischiano 15 anni di carcere per<br />
 favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/">Io sto con la sposa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Io sto con la sposa: la disobbedienza creativa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Io sto con la sposa]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque passaggi di frontiera attraverso l&#8217;Europa: Italia, Francia, Lussenburgo, Germania, Danimarca e Svezia. Un gruppo di palestinesi-siriani, di notte e clandestinamente, percorrono migliaia di chilometri “accompagnati” da una sposa. Perchè, chi avrebbe il coraggio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/">Io sto con la sposa: la disobbedienza creativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p>Cinque<br />
passaggi di frontiera attraverso l&#8217;Europa: Italia, Francia,<br />
Lussenburgo, Germania, Danimarca e Svezia. Un gruppo di<br />
palestinesi-siriani, di notte e clandestinamente, percorrono migliaia<br />
di chilometri “accompagnati” da una sposa. Perchè, chi avrebbe<br />
il coraggio di chiedere i documenti ad una sposa?</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nasce da<br />
questa domanda il documentario <i>Io<br />
sto con la sposa (On the bride&#8217;s side) </i>ideato<br />
 e realizzato da Gabriele Del Grande, giornalista e scrittore,<br />
Antonio Augugliaro, videoartista e Khaled Soliman Al Nassiry, porta e<br />
critico palestinese-siriano.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
14 al 18 novembre scorso ventritrè persone, tra ragzzi e ragazze,<br />
iatliani, siriani e palestinesi prendono parte ad un corteo nuziale<br />
che parte da Milano con destinazione Stoccolma, violando le leggi<br />
sull&#8217;immigrazione. Tasneem, questo il nome della sposa, e i suoi<br />
amici sfondano la Fortezza Europa con il sorriso e il coraggio d<br />
disubbidire.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
storia raccontata è una finzione, ma affonda le sue radici nella<br />
realtà: per preparare il progetto i registi hanno intervistato<br />
tantissimi migranti che hanno messo le loro vite in mano ai<br />
trafficanti. Il documentario mette in scena proprio questo tipo di<br />
viaggio e di scelta e i tre autori rischiano 15 anni di carcere per<br />
favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
tratta di un film di denuncia e di protesta. Chi vuole “stare con<br />
la sposa” può contribuire alla realizzazione finale e alla<br />
produzione del lavoro. E&#8217;, infatti, aperta una richiesta di<br />
<u>crowdfunding<br />
sulla piattaforma Indiegogo,</u><br />
disponbile in italiano, inglese e arabo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<u>Fino<br />
al 17 luglio 2014 </u>è<br />
possibile dare il proprio contributo &#8211; da 2 a 1000 euro – per<br />
raccogliere i 75.000 euro necessari per sostenere i costi di<br />
post-produzione, distribuzione e per partecipare alla prossima<br />
edizione della Mostra del Cinema di Venezia. In cambio del<br />
contributo: magliette, cartoline, DVD, proiezioni e l&#8217;album del<br />
matrimonio autografato.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/">Io sto con la sposa: la disobbedienza creativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/01/io-sto-con-la-sposa-la-disobbedienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il video delle polemiche e dell&#8217;ipocrisia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 06:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cecile Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Laura boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tg2]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[video schock]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono persone eritree, ghanesi, siriane, kurde, nigeriane e di altre nazionalità. Sono persone e basta. Sono state riprese denudate, in fila, mentre sui loro corpi veniva sprizzato un getto di disinfestante per prevenire il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/">Il video delle polemiche e dell&#8217;ipocrisia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/tg2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/tg2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
persone eritree, ghanesi, siriane, kurde, nigeriane e di altre<br />
nazionalità. Sono persone e basta. Sono state riprese denudate, in<br />
fila, mentre sui loro corpi veniva sprizzato un getto di<br />
disinfestante per prevenire il pericolo di malattie infettive,<br />
ammesso che alcuni migranti ne siano affetti. Queste le immagini del video trasmesso in esclusiva dal TG2, un video che fa indignare.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Giusi<br />
Nicolini, sindaco di Lampedusa, l&#8217;isola che da anni accoglie chi<br />
scappa dal proprio Paese d&#8217;origine e dove si trova il Centro di<br />
identificazione e di espulsione in cui sono state fatte le riprese,<br />
ha così commentato la situazione: “ E&#8217; una pratica da lager. Una<br />
pratica sanitaria non si fa all&#8217;aperto, irrorando gli ospiti nudi,<br />
con un tubo. Lampedusa e l&#8217;Italia intera si vergogna di queste<br />
pratiche di accoglienza”. A queste parole hanno fatto seguito molte<br />
altre di esponenti delle istituzioni. La Presidente della Camera,<br />
Laura Boldrini ha aggiunto: “ Uomini e donne, per essere sottoposti<br />
ad un trattamento sanitario, vengono fatti denudare all&#8217;aperto in<br />
pieno inverno. Quelle immagini non possono lasciarci indifferenti.<br />
Tanto più perchè arrivano dopo i tragici naufragi di ottobre e dopo<br />
gli impegni che l&#8217;Italia aveva assunto in materia d&#8217;accoglienza.<br />
Quesi trattamenti degradanti gettano sull&#8217;mmagine del nostro Paese un<br />
forte discredito e chiedono risposte di dignità”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si parla<br />
di “immagine” di un Paese quando si dovrebbe parlare di “civiltà”<br />
e, inoltre, in entrambi questi interventi viene ripetuto il termine<br />
“accoglienza”, ma l&#8217;accoglienza si mette in pratica con i fatti e<br />
non con discorsi e promesse.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
intervenuti, ovviamente, anche il Ministro per l&#8217;integrazione Cècile<br />
Kyenge e il Premier Enrico Letta, ai quali è stata fatta una<br />
richiesta chiara da parte di Laurens Jolles, delegato dell&#8217;UNHCR per<br />
l&#8217;Italia e il Sud Europa: “ Il centro di accoglienza dovrebbe<br />
essere riportato rapidamente alla sua capienza originaria di 850<br />
posti” per dare agli ospiti un&#8217;assistenza adeguata.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma che<br />
le condizioni dei migranti che vengono smistati all&#8217;interno dei CIE<br />
siano gravissime non è notizia di attualità. E&#8217; una situazione che<br />
permane invariata da anni. L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, alcuni<br />
mesi fa, ha intervistato Alexandta D&#8217;Onofrio che, in un progetto con<br />
Grabriele del Grande, ha realizzato un film dal titolo<i><br />
La vita che non CIE</i>.<br />
Intervista che vi riproponiamo qui di seguito.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>La<br />
vita che non CIE di Alexandra D&#8217;Onofrio</b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 Più di mille migranti si trovano,<br />
 in questo ultimo periodo, nel centro di accoglienza di Lampedusa:<br />
 una struttura che avrebbe una capienza massima di 300 posti.<br />
 Dall&#8217;isola i migranti vengono smistati nei CIE, Centri di<br />
 identificazione e di espulsione. Ma cosa succede a queste persone,<br />
 senza permesso di soggiorno, dentro e fuori dai Cie? Ne abbiamo<br />
 parlato con Alexandra D&#8217;onofrio, regista del documentario intitolato<br />
 <i>La vita che non Cie</i>,<br />
 una trilogia di cortometraggi, prodotta da Fortress Europe, in cui<br />
 si narrano le storie di un ragazzo che cerca di raggiungere la<br />
 moglie incinta, dalla Tunisia all&#8217;Olanda; di un uomo che cerca di<br />
 aiutare, dall&#8217;esterno, i suoi compagni rimasti all&#8217;interno del Cie<br />
 di Torino, dopo esserci stato lui stesso; e di un figlio che non<br />
 cresce con il padre, espulso in Marocco dopo aver vissuto tanti anni<br />
 in Italia. Un lavoro cinematografico nato nel Cie di Modena dove,<br />
 nel febbraio 2011, Gabriele Del Grande ha conosciuto Kabbour, il<br />
 protagonista dell&#8217; ultima vicenda intitolata “Papà non torna<br />
 più”. Alexandra D&#8217;Onofrio ha, poi, seguito Kabbour in Marocco e<br />
 ha deciso di raccogliere altre storie per riflettere sul tema della<br />
 giustizia e sulle politiche riguardanti l&#8217;immigrazione ma,<br />
 soprattutto, per raccontare relazioni difficili e sentimenti<br />
 universali.</p>
<p>La vita che non Cie è il titolo di una trilogia<br />
 che, attraverso le vicende di un ragazzo, di un uomo e di un<br />
 bambino, racconta l&#8217;odissea dei migranti da punti di vista<br />
 differenti. Da dove nascono queste storie?</p>
<p>Abbiamo girato<br />
 questo film tra marzo e aprile 2011 e ci siamo posti l&#8217;obiettivo di<br />
 andare a cercare dei ritratti, delle storie che potessero raccontare<br />
 ciò che non si viene a sapere dai canali ufficiali, dai media. Il<br />
 problema è stato che, nel 2011, c&#8217;era il veto di entrare nei Cie<br />
 per giornalisti e documentaristi (adesso, invece, c&#8217;è questa<br />
 possibilità) e, quindi, abbiamo tessuto le storie di persone che ci<br />
 hanno raccontato i Cie da fuori. Nel primo caso si racconta la<br />
 storia d&#8217;amore di un ragazzo che è evaso: il fotografo Alessio<br />
 Genovese &#8211; che ha seguito la vicenda fin dall&#8217;inizio e del quale ho<br />
 usato le immagini lavorando in Audiodoc &#8211; aveva incontrato la moglie<br />
 di Nizar e aveva cominciato a fotografare lei mentre andava a<br />
 trovarlo al Cie. Dopo un mese c&#8217;è stata una rivolta, i reclusi sono<br />
 evasi e il Cie è stato chiuso. Si tratta del Cie di Chinisia, fuori<br />
 Trapani: Gabriele mi ha proposto di scrivere il soggetto e poi io ho<br />
 seguito Nizar in Olanda dov&#8217;era andato per raggiunegre la sua<br />
 compagna in attesa di un figlio&#8230; Attraverso questi corti abbiamo,<br />
 infatti, voluto raccontare sentimenti universali: l&#8217;amore, la<br />
 genitorialità, la solitudine.<br />Nel secondo corto si parla del Cie<br />
 di Torino attraverso la storia di una persona rilasciata dopo circa<br />
 cinque mesi di reclusione. Al tempo abitavamo a Torino e l&#8217;unica<br />
 realtà che restava in contatto con i detenuti era una radio, Radio<br />
 Black Out, che metteva in onda le interviste alle persone dentro il<br />
 Cie. Abdelrahim, una volta uscito, si era impegnato a fare “da<br />
 tramite” e a portare dentro alcune cose che potessero servire ai<br />
 reclusi, come cibi o vestiti, ad esempio; il film, infatti, inizia<br />
 con lui che va al mercato a comprare reggiseni per le ragazze della<br />
 sezione femminile. Abbiamo cercato di capire quanto la vita di<br />
 Abdelrahim fosse cambiata dopo l&#8217;esperienza di detenuto nel Cie e<br />
 abbiamo anche cercato di capire il motivo della sua scelta di<br />
 mantenere questa relazione con i compagni.<br />&nbsp;La terza storia<br />
 parla di una deportazione, di un rimpatrio. E&#8217; la storia di Kabbour<br />
 che ha vissuto in Italia per 11 anni, ha fatto le medie e le<br />
 superiori qui per poi lavorare nei mercati, ma si trova costretto a<br />
 tornare in Marocco perchè vendeva CD contraffatti. E&#8217; un reato per<br />
 il quale è stato considerato “socialmente pericoloso” e per cui<br />
 ha perso il permesso di soggiorno ed è stato rispedito indietro.<br />
 Nel frattempo, Kabbour si è formato una famiglia con una compagna,<br />
 cittadina polacca, con cui ha avuto un bambino, Tareq che, l&#8217;anno in<br />
 cui il padre è stato rimpatriato, aveva cinque anni.</p>
<p>In base<br />
 alle testimonianze che avete raccolto, com&#8217;è la vita all&#8217;interno<br />
 dei centri? O si deve parlare di sopravvivenza?</p>
<p>Una cosa<br />
 interessante del primo corto è che siamo riusciti ad utilizzare<br />
 materiale realizzato dai protagonisti stessi, che hanno filmato con<br />
 i telefonini. Le immagini riprendono la traversata, i primissimi<br />
 giorni con i festeggiamenti per essere riusciti ad arrivare, con<br />
 cerchi di canti e danze, ma poi i cellulari hanno ripreso anche la<br />
 situazione all&#8217;interno dei Cie, con le rivolte o con le persone che<br />
 stanno lì senza fare niente, ingabbiate, a guardare il cielo. Per i<br />
 reclusi la cosa straziante è non capire perchè: non hanno commesso<br />
 reato, hanno solo fatto la traversata senza avere la carta giusta<br />
 oppure si trovano senza permesso di soggiorno perchè l&#8217;hanno perso<br />
 strada facendo o perchè il loro contratto di lavoro non è stato<br />
 rinnovato. Non avere il permesso è un reato amministrativo che<br />
 equivale a passare con il semaforo rosso, eppure queste persone sono<br />
 detenute. Oltretutto, il periodo di reclusione è salito da sei a<br />
 diciotto mesi.</p>
<p>Nei titoli di coda si sottolinea che il 60%<br />
 delle persone trattenute non viene né identificato né rimpatriato.<br />
 Dopo un anno e mezzo di Cie, cosa succede?</p>
<p>Una volta fuori,<br />
 queste persone rischiano semplicemente di non essere ancora<br />
 identificate e di essere riportate dentro. Mentre giravo la storia a<br />
 Torino ci è stato spiegato che &#8211; siccome i detenuti non riescono a<br />
 dare un senso a quello che succede, non sanno quando verranno<br />
 rilasciati o se verranno riportati a casa &#8211; non riescono a dorire di<br />
 notte e , quindi, chiedono i calmanti. I calmanti, però, vengono<br />
 dati molto facilmente perchè servono anche a mantenere la calma<br />
 all&#8217;interno del Cie; vengono usati per sedare la rabbia. Quando<br />
 facevo le interviste per telefono, capivo che dall&#8217;altra parte c&#8217;era<br />
 una persona che non riusciva a parlare perchè intontita dai<br />
 farmaci.</p>
<p>Nel terzo corto, attraverso la storia di Kabbour e<br />
 Tareq, padre e figlio, si affronta il tema del “principio del<br />
 bilanciamento”, riconosciuto dalla Corte europea di Giustizia: di<br />
 cosa si tratta?</p>
<p>Il principio del bilanciamento dice che<br />
 spetta al giudice dare la priorità all&#8217;interesse del minore oppure<br />
 a quello dello Stato. Se il soggetto è stato considerato un<br />
 “pericolo sociale” ma ha un figlio, è lo Stato che decide a chi<br />
 o a cosa dare la priorità, ma non esiste una normativa precisa<br />
 riguardo a queste situazioni. Kabbour è uno di quelli che sono<br />
 riusciti a vincere la causa e da circa due mesi è ritornato in<br />
 Italia.</p>
<p></p>
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/">Il video delle polemiche e dell&#8217;ipocrisia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/12/20/il-video-delle-polemiche-e-dellipocrisia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caro prezzo pagato dai bambini siriani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Save the children]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[terre di mezzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come sempre, purtroppo, accade durante i conflitti sono i bambini a pagarne il prezzo più alto. A due anni dall&#8217;inizio della guerra civile in Siria, sono circa due milioni i minori che ne subiscono&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/">Il caro prezzo pagato dai bambini siriani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Bambini-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Bambini-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="241" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Come<br />
sempre, purtroppo, accade durante i conflitti sono i bambini a<br />
pagarne il prezzo più alto. A due anni dall&#8217;inizio della guerra<br />
civile in Siria, sono circa due milioni i minori che ne subiscono le<br />
conseguenze peggiori. Le due parti in guerra li usano come scudi<br />
umani; malnutrizione e violenze di ogni tipo sono all&#8217;ordine del<br />
giorno.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo è stato rilevato in un rapporto stilato dalla Ong <i>Save<br />
the children </i>nel<br />
quale, i bambini intervistati, hanno raccontato di essere stati<br />
separati dai loro genitori e di aver sperimentato la morte di un<br />
parente o di un amico. Ma c&#8217;è di peggio.</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Justin<br />
Forsytth, responsabile di Save the Children in Libano, riporta la<br />
testimonianza di un minore, tenuto in una cella con altre 150<br />
persone, portato all&#8217;aperto e attaccato ad una ruota per subire la<br />
bruciatura di sigarette sul corpo.</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Libano sono oltre 340 mila i rifugiati siriani e, anche qui, mancano<br />
i campi di accoglienza: si accontentano, quindi, di alloggi di<br />
fortuna (anche se alcune famiglie libanesi li accolgono nelle loro<br />
case) e  chiedono l&#8217;elemosina per le strade del Paese.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sul<br />
sito di Euronews si può leggere la vicenda di Ahmed, padre di cinque<br />
figli, che ha trovato rifugio in una stalla in disuso; oppure quella<br />
di Nadia che, con quattro bambini e un altro in arrivo, si è<br />
sistemata in un palazzo fatiscente; e ancora, la storia di Ines, otto<br />
anni, che, insieme ai suoi fratellini, si è accampata in una tenda a<br />
pochi chilometri fuori dal territorio siriano, ma non ha modo di<br />
proteggersi dalla bassa temperatura o di cibarsi.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;agenzia<br />
ONU per i rifugiati stima che ci sarebbe bisogno di almeno 150<br />
milioni di euro solamente per passare l&#8217;inverno. Ma, ad oggi, non<br />
solo mancano i fondi, ma sono insufficienti gli aiuti umanitari,<br />
l&#8217;assistenza sanitaria e anche psicologica.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
prime vittime di una guerra, come detto, sono le donne e i bambini:<br />
vittime di stupri (lo stupro è usato sistematicamente per punire gli<br />
oppositori del governo), di pugni e di calci; vittime della<br />
brutalità, della fame e della paura. E questi sono traumi che<br />
difficilmente si potranno curare.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
tenerci aggiornati sulla situazione, vi segnaliamo l&#8217;incontro,<br />
organizzato dal Naga, che si terrà a Milano, in Via Zamenhof 7/a,<br />
il 26 marzo, alle ore 20.30. L&#8217;incontro si intitola “Cosa succede<br />
in Siria? Situazione e scenari di un Paese abbandonato alla sua<br />
guerra”: Elena Parasiliti &#8211; direttore Terre di mezzo &#8211; Street<br />
magazine &#8211; intervista Gabriele Del Grande, giornalista di ritorno<br />
dalla Siria. Ingresso libero
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/">Il caro prezzo pagato dai bambini siriani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/25/il-caro-prezzo-pagato-dai-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
