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	<title>gaia vianello Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<item>
		<title>Intervista a Gaia Vianello, sceneggiatrice del documentario &#8220;Aicha è tornata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 07:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Agenda politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aicha è tornata , documentario diretto da Juan Martin Baigorria e Lisa Tormena, propone le testimonianze di alcuni migranti marocchini che, dall&#8217;Europa, vengono rimpatriati o per loro volontà e senza accompagnamento oppure con un&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-NaC-vf4wvxk/UR9aAg77TDI/AAAAAAAAAS4/46BS1YNLkeI/s1600/Gaia+Vianello+1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Gaia-Vianello-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="213" width="320" /></a></div>
<h1 class="ha" style="text-align: center;">
</h1>
<p><i>Aicha è tornata</i> , documentario diretto da Juan Martin Baigorria e Lisa Tormena, propone le testimonianze di alcuni migranti<br />
marocchini che, dall&#8217;Europa, vengono rimpatriati o per loro volontà e<br />
senza accompagnamento oppure con un percorso assistito in quanto<br />
espulsi; si parla, dunque, di &#8220;migrazione di ritorno&#8221;. I registi hanno<br />
raccolto le parole (ma anche i silenzi, le lacrime, i sorrisi)<br />
soprattutto di donne, giovani e meno giovani, molte delle quali nate in<br />
Francia e in Italia che, per vari motivi, sono tornate in Marocco.</p>
<p>Gaia Vianello ricorda che il film è autoprodotto e si inserisce<br />
nell&#8217;ambito di un progetto di reinserimento socio-economico degli<br />
immigrati di ritorno. Uno dei tanti problemi da affrontare è stata la<br />
quasi totale assenza da parte delle donne alle attività proposte,<br />
nonostante la migrazione femminile dal Marocco sia quasi pari a quella<br />
maschile. Si è posta, quindi, l&#8217;esigenza di indagare a fondo il fenomeno<br />
 per conoscere meglio queste donne.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
Cosa<br />
 si intende con l&#8217;espressione &#8220;fenomeno migratorio di ritorno&#8221;?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
migrazioni di ritorno sono uno degli aspetti del percorso migratorio<br />
e possono essere di diverso tipo: transitorie o permanenti,<br />
volontarie o forzate.   La distinzione fondamentale  è dunque quella<br />
tra ritorni e rimpatri, ovvero tra l’intenzionalità dei primi<br />
rispetto all’involontarietà e coercizione dei secondi.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
punto di vista del migrante che vive questa esperienza, il ritorno in<br />
patria può essere percepito e vissuto come reinserimento e in certi<br />
casi miglioramento della propria condizione nel paese d’origine,<br />
oppure come perdita del proprio status precedente la migrazione.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Rispetto<br />
alla comunità d’origine, l’esperienza del ritorno può vedere<br />
nel migrante la figura dell’eroe, ovvero colui che avendo avuto<br />
successo all’estero veda riconosciuto dalla famiglia e comunità il<br />
proprio rientro come avanzamento economico, sociale e culturale. Ma<br />
il ritorno può anche rappresentare un fallimento del progetto<br />
migratorio, nel caso in cui le difficoltà socio-economiche<br />
incontrate all’estero non abbiano permesso la realizzazione del<br />
successo sperato.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
caso di “Aicha è Tornata” vengono trattate le migrazioni di<br />
ritorno femminili in una specifica area del Marocco, quella di Tadla<br />
Azilal e Chaouia Ouardigha, che rappresenta il maggiore bacino<br />
migratorio dal Marocco verso il sud dell’Europa, in cui la spinta<br />
migratoria è data prevalentemente da motivi economici e di<br />
miglioramento della qualità della vita. La maggioranza dei rientri<br />
in quest’area non sono volontari nel senso stretto del termine, ma<br />
nella maggior parte dei casi dovuti o ad espulsione o a motivi<br />
indipendenti dalla volontà dei migranti di ritorno, che possono<br />
andare dalle difficoltà economiche, alla difficoltà d’integrazione<br />
o a problemi familiari.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
<br />Quali sono le attuali politiche europee rivolte alle persone che<br />
hanno deciso o sono state costrette a rimpatriare? E cosa si potrebbe<br />
migliorare ?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Nell’agenda<br />
 della gestione politica dei flussi migratori il tema dei ritorni<br />
rappresenta spesso una questione centrale, obbiettivo per molti<br />
governi, in particolare per quello che riguarda il ritorno dei<br />
migranti illegali.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
L’Italia<br />
e l’Unione Europea hanno avviato un programma per i rimpatri<br />
assistiti, implementato dall’OIM e da diverse ONG, che permette ai<br />
migranti che desiderano o sono costretti a tornare in patria di avere<br />
un’assistenza per l’organizzazione del ritorno, per il<br />
reinserimento socioeconomico una volta rientrati, oltre ad un<br />
incentivo economico per coprire le spese di viaggio.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Programma d’Azione sul ritorno sostiene sia i ritorni volontari che<br />
forzati di cittadini di Paesi terzi, coprendo tutte le fasi della<br />
percorso: quella antecedente la partenza, il ritorno stesso, il<br />
ricevimento e la reintegrazione del Paese di destinazione.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Sulla<br />
base della mia esperienza lavorativa personale, questi programmi<br />
hanno una loro utilità per i servizi di assistenza che offrono, ad<br />
esempio il sostegno legale o psicologico nel paese d’origine,<br />
rimangono tuttavia deboli nell’affrontare la causa principale per<br />
cui i migranti hanno deciso di lasciare la loro patria, ovvero il<br />
lavoro. Trattandosi di programmi a breve termine non riescono ad<br />
avere un impatto efficace sul reinserimento lavorativo dei migranti e<br />
questo rischia di innescare un circolo vizioso che porta il migrante<br />
rientrato a voler partire nuovamente.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
questo punto di vista sarebbe necessario pensare a programmi sul<br />
medio e lungo periodo, che possano prendere in considerazione tutte<br />
le diverse tappe del percorso migratorio, con un particolare accento<br />
sulla prevenzione e sensibilizzazione, oltre alla creazione di<br />
possibilità alternative nei paesi d’origine, che possano<br />
sostituirsi alla necessità di cercare altrove condizioni migliori di<br />
vita.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
<br />Tra le storie che hai riportato nel documentario, qual è quella che<br />
ti ha colpito di più?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
donne protagoniste del documentario sono tutte persone che ho<br />
conosciuto attraverso il mio lavoro di cooperante in progetti di<br />
reinserimento socio economico dei migranti di ritorno e con le quali<br />
sono riuscita ad instaurare, nel corso dei due anni trascorsi a<br />
Khouribga e Beni Mellal, un rapporto di fiducia reciproca.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
loro storie sono per diversi aspetti tutte molto toccanti. Ne riporto<br />
tuttavia una in particolare, che non abbiamo potuto inserire nel<br />
documentario perché non abbiamo avuto il consenso della famiglia<br />
della giovane donna.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
All’inizio<br />
della mia ricerca sulle migrazioni di ritorno femminili una delle<br />
prime donne ad essermi stata presentata è una ragazza di sedici<br />
anni, Amal.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Amal<br />
parla un perfetto italiano con accento romagnolo, è andata in Italia<br />
con i genitori a soli due anni, a Faenza, dov’è cresciuta, ha<br />
frequentato le elementari, quindi le medie per poi iscriversi al<br />
liceo.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
compie quindici anni il padre decide di riportare la famiglia in<br />
Marocco, perché sente che le sue figlie stanno perdendo la cultura<br />
d’origine. Amal e la sorella riescono a convincere i genitori a<br />
lasciarle lì, almeno per poter finire il liceo. Tuttavia dopo pochi<br />
mesi le due ragazze si rendono conto che da sole è troppo dura, non<br />
riescono a studiare e mantenersi e sono dunque costrette a far<br />
ritorno a Beni Mellal.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Amal<br />
parla e scrive perfettamente in italiano, ma l’arabo lo parla male<br />
e soprattutto non sa né leggerlo né scriverlo, così non viene<br />
ammessa al liceo. Finisce dunque a lavorare nel piccolo negozio di<br />
alimentari dei suoi genitori, continuando a sognare di poter tornare<br />
dai suoi amici a Faenza.
</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/gaia-vianello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/gaia-vianello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Dopo<br />
la prima intervista ho perso di vista Amal e sono tornata a trovarla<br />
solo dopo due anni, con l’idea di proporle di essere una delle<br />
protagoniste del documentario una collega dell’ong marocchina con<br />
cui lavoravamo mi ha però sconsigliato di contattare la famiglia e<br />
andarla a trovare per evitare problemi con il padre, raccontandomi<br />
che l’anno precedente i genitori le avevano combinato un matrimonio<br />
con un uomo di quarant’anni che abita nelle campagna vicino a Beni<br />
Mellal, dove Amal adesso si è trasferita.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/15/intervista-gaia-vianello-sceneggiatrice/">Intervista a Gaia Vianello, sceneggiatrice del documentario &#8220;Aicha è tornata&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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