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	<title>gare Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:39:03 +0000</pubDate>
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<p>di Martina Foglia </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="429" height="430" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17686" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 429w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Come molti di voi sapranno in questi giorni si stanno svolgendo le Paralimpiadi a Parigi, una bellissima occasione per parlare di Diritto allo sport e di sport accessibile. Lo faremo attraverso questa testimonianza/intervista ad Allegra Magenta una ragazza con disabilità motoria acquisita che ha trovato nello sport accessibile un modo per autodeterminarsi e per accrescere l&#8217;autonomia continuando a seguire le proprie passioni.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mio papà ha scelto di chiamarmi Allegra dopo avermi visto nascere, pare che già ridessi molto e devo dire che è un nome che mi piace e che mi si addice. Nel mondo sportivo mi chiamano tutti &#8220;Happy&#8221; perché le straniere australiane e americane non riuscivano a pronunciare bene il mio nome. Ho da sempre praticato sport e avendo due fratelli maschi sono sempre stata molto competitiva e grazie allo sport paraolimpico, anche dopo un grave incidente, ho potuto riprovare l’adrenalina competitiva.</p>



<p>Come è nata la tua passione per lo sport?<br>È nata grazie alla possibilità avuta da piccola di provarne molti tra cui: nuoto, judo, tennis per poi innamorarmi del softball (baseball femminile) e poi post incidente: scherma e del tennistavolo.<br>Credo proprio di potermi appassionare di qualunque sport, ricordo che appena dopo il mio incidente potevo solo muovere la testa e con collare e corsetto in carrozzina mi sono allenata con la cerbottana ed ero felice.</p>



<p>C&#8217;è stato qualcuno (tra i familiari, o qualche associazione sportiva) che ti ha sostenuto in questa tua passione?<br>Nel mondo del softball sicuramente il BSC Legnano dove ho giocato e nel 2007 vinto con la mia squadra lo scudetto italiano, la Coppa Italia e la Coppa delle coppe. Post incidente sicuramente la società di scherma a Niguarda creata dalla maestra Carolina Gambirasio e poi la mia attuale società di tennistavolo Nerviano.</p>



<p>Ricordi il momento in cui hai deciso di fare sport a livello agonistico e quali sono state le motivazioni ?<br>Inizialmente hanno creduto in me e mi hanno selezionato gli allenatori di softball, ma già all ascuola elementare,quando praticavo judo, il mio maestro voleva farmi gareggiare perché notava lo spirito agonistico. Ammetto che per la mia ottica fare sport ha senso per prepararsi al meglio e poi gareggiare; solo in gara infatti si valuta il livello di preparazione fisica e mentale e ci si confronta con avversari: sia vincendo sia perdendo si impara e si cresce sempre.</p>



<p>So che ti sei cimentata in più di uno sport, puoi raccontare le tue scelte?<br>Prima di tutto ho scelto la scherma perché durante il mio ricovero presso l’Unità spinale di Niguarda c’era la possibilità di provare e già da ricoverata andavo a curiosare in palestra. Dopo cinque anni ho capito che, anche se molto affascinante e divertente, è anche tanto asimmetrico dato che gli affondi vengono fatti lateralmente e per il mio fisico iniziava ad essere faticoso e sconsigliato. La seconda e per ora definitiva scelta è andata sul tennistavolo: è uno sport più corretto per il mio fisico (lesione midollare alta e amputazione al braccio destro) e mi permette di allenarmi più ore e performare con più facilità e poi si può gareggiare nel campionato dei normodotati perchè le regole e i materiali sono gli stessi: quindi la sfida è ancora più stimolante!</p>



<p>Che rapporto hai con la competizione?<br>Di dipendenza direi. Mi piace essenzialmente la sensazione di mettermi alla prova e imparare e quindi conoscere meglio il mio corpo e la mia mente per migliorarmi.</p>



<p>Puoi raccontarci cosa ti ha portato a partecipare alle Olimpiadi di Rio come volontaria?<br>È stata un’esperienza unica, sono molto felice di aver partecipato anche perché credo che fossi l’unica volontaria con disabilità che ha attraversato l’oceano per fare servizio all’interno del villaggio olimpico. Sembrava di essere in un sogno ogni giorno. Lo consiglio a chiunque di fare domanda e provare questa esperienza; inoltre farlo in Brasile con lo spirito carioca è stato esaltante! Tra le esperienze più belle.</p>



<p>Cosa ricordi di quella meravigliosa esperienza, che emozioni e sensazioni hai provato e cosa ti ha insegnato?</p>



<p>Ricordo con i cuoricini agli occhi il gruppo di volontari con cui ho lavorato composto da una cinese, un americano, un inglese, un brasiliano e il responsabile dello Zimbabwe. Insomma un&#8217;esperienza internazionale e tanto stimolante.</p>



<p>Quale è secondo te il valore più importante che lo sport trasmette?</p>



<p>Rispetto nei confronti di avversari, arbitri,  e delle regole del gioco.</p>



<p>Il tuo motto? Se ne hai uno&#8230;</p>



<p>Beh, &#8220;Don’t worry be Happy&#8221; mi piace molto ed è coerente con il mio soprannome da atleta.</p>



<p>Cosa ti aspetti per il tuo futuro sportivo?</p>



<p>Di trovare il modo di allenarmi in modo costante, fare più gare possibili e mettere un po’ di soldi da parte per poter iscrivermi a tanti tornei internazionali e scalare il ranking mondiale. Il mio sogno è sicuramente quello di esserci come atleta italiana nelle prossime paraolimpiadi.</p>



<p>Quest&#8217; intervista ci dimostra che, credendo nelle proprie capacità, con costanza e determinazione, si può trovare sempre un&#8217;alternativa, una possibilità per continuare a coltivare le proprie aspirazioni!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17687" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>[CALL FOR PAPER] ‘A tutto campo’: ricerche, intrecci, riflessioni su sport e criminalità</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 06:57:00 +0000</pubDate>
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<p>Ci sembra un&#8217;ottima iniziativa, questa proposta da associazione Antigone Onlus !</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12685" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12685&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12685" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Guardare allo sport, alla sua organizzazione, ai fenomeni che a vario titolo intersecano questo ambito di vita sociale, ha l’indubbio vantaggio di vedere all’opera, potremmo dire quasi in laboratorio, le dinamiche che in senso più generale attraversano la società. Nella forma moderna di sport che si è istituzionalizzata nel Novecento, è possibile distinguere nettamente gli stessi processi che hanno contraddistinto la società fordista e tardo fordista: secolarizzazione, eguaglianza (in senso almeno formale), specializzazione, razionalizzazione, organizzazione burocratica, quantificazione e mito della performance (Gutmann, 1978). Lo sport rappresenta in questo senso un’arena di comportamenti, strutture e relazioni tale da costituire un’occasione unica per studiare la complessità della vita sociale. Scelte individuali o organizzative, dinamiche di gruppo, decisioni, legami sociali, processi di socializzazione, comportamenti devianti, subculture, sono alcune delle questioni che possono costituire il focus di analisi sociologica dello sport (Frey &amp; Eitzen, 1991). Come fenomeno prodotto dalla fase matura della modernità, lo sport rappresenta un campo (Bourdieu, 1979), un ambito sociale dotato di forti strutture di senso e di significato, un fatto sociale totale Russo (2004), le cui implicazioni vanno dalla sfera giuridica, a quella medica, a quella economica, da quella politica a quella scientifica.</p>



<p><br>È proprio nell’intersecarsi di queste diverse sfere, delle diverse logiche che ne caratterizzano il funzionamento che si intende stimolare l’attenzione degli studiosi. Se, come abbiamo visto, lo sport è un microcosmo sociale, in alcune situazioni, esso si presenta come una “palestra” dove sperimentare orientamenti normativi e pratiche da diffondere poi in ambiti diversi di vita sociale.&nbsp;<br>Come primo esempio della messa in opera di pratiche di controllo estese poi in senso generale, possiamo richiamare le vicende riguardanti l’introduzione nel 1989 nel nostro ordinamento del c.d. DASPO, un dispositivo di controllo, limitativo della libertà personale con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della violenza negli stadi. In questo caso le curve hanno rappresentato una sorta di laboratorio di sperimentazione di forme di repressione che troveranno poi applicazione in altri ambiti della vita sociale. Con il decreto Minniti del 2017, infatti, sono introdotte nel nostro ordinamento due figure giuridiche modellate sul DASPO sportivo: il c.d. DASPO urbano e l’arresto in flagranza differita, quest’ultimo introdotto già nel 2010 negli stadi. Misure controverse e criticate già nella loro applicazione al campo sportivo, che, tuttavia, permettono di veicolare un messaggio potente ed efficace in termini di governo e controllo del territorio, diversificando tra persone “per bene” e persone “per male”.&nbsp;<br>Un altro ambito che mostra la porosità dei confini e le contaminazioni tra mondo sportivo e società è quello che concerne il consumo di sostanze tra gli atleti. Anche se la logica strettamente proibizionistica ha mostrato tutte le sue debolezze nel regolamentare un fenomeno così diffuso socialmente come quello del consumo di sostanze psicoattive, è con la medesima logica che il legislatore nel 2000 interviene nel campo sportivo per cercare di contrastare l’utilizzo di sostanze dopanti tra gli atleti (Altopiedi, 2008).&nbsp;<br>Fenomeni corruttivi hanno riguardato a più riprese il mondo dello sport professionistico e non solo. Si tratta di comportamenti che coprono un ampio spettro di condotte: dalla corruzione legata agli appalti per la costruzione degli impianti sportivi, alla truffa, alle frodi sportive, al c.d. doping amministrativo, ecc. Sempre a titolo d’esempio, possiamo ricordare il ruolo giocato dalla criminalità organizzata in diversi ambiti del “contenitore” sportivo. Si pensi alle infiltrazioni mafiose all’interno delle tifoserie, in particolare nel tifo organizzato delle curve negli stadi; o al mondo delle scommesse clandestine (non soltanto con riferimento alla disciplina calcistica).&nbsp;<br>Un altro tema che merita certamente un’attenta riflessione è la questione del razzismo in ambito sportivo: Ad esempio: come vengono perseguiti gli episodi di razzismo (si pensi ai cori razzisti negli stadi)? Quali strumenti giuridici sono usati per contrastare e/o punire questo fenomeno? Chi viene perseguito? E, per converso: il mondo dello sport offre degli esempi di integrazione “concreta” che vanno oltre le saltuarie campagne antirazziste promosse dalle istituzioni sportive (si pensi alla campagna della UEFA in occasione delle coppe europee di calcio)?</p>



<p>Il numero monografico della rivista vuole riflettere a tutto campo sui temi su delineati, con contributi di riflessioni teorica e descrizioni di ricerche sul campo, verificando il senso delle politiche di intervento adottate e la loro effettività.</p>



<p>Gli abstract e gli articoli in Italiano, inglese, francese o spagnolo vanno inviati in formato .doc al seguente indirizzo:&nbsp;<a href="mailto:rivista@associazioneantigone.it">rivista@associazioneantigone.it</a>&nbsp;e in cc agli indirizzi mail dei curatori del volume&nbsp;<a href="mailto:rosalba.altopiedi@uniupo.it">rosalba.altopiedi@uniupo.it</a><a href="mailto:massimiliano.verga@unimib.it">massimiliano.verga@unimib.it</a></p>



<p>Si prega di allegare all&#8217;abstract il nome dell&#8217;autore, un indirizzo mail, e una breve nota biografica con indicazione dell’affiliazione.</p>



<p>Si prega di prendere visione della sezione “Invia un articolo a questo indirizzo&nbsp;<a href="http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=57&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;per conoscere i dettagli della procedura di referaggio e delle norme editoriali per la redazione degli articoli.</p>



<p>Scadenza invio abstract: 15/06/2019&nbsp;<br>Scadenza invio articoli: 15/09/2019</p>



<p>[<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Callrivistaantigonesport.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">CALL FOR PAPER: ING/FRA</a>]<br></p>
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		<title>In ricordo di Muhammad Alì</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 09:06:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un grande campione, un grande attivista. Un grandissimo uomo. R.I.P. &#160; &#160; &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/thT2DPW813.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6079" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6079" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/thT2DPW813.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thT2DPW813" width="299" height="232" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Un grande campione, un grande attivista. Un grandissimo uomo. R.I.P.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th7IINISZ1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6078" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6078" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th7IINISZ1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th7IINISZ1" width="160" height="161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th7IINISZ1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th7IINISZ1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th7IINISZ1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/thIPMLWSZQ.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6080" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6080" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/thIPMLWSZQ.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thIPMLWSZQ" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Uefa: stop al razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[balotelli]]></category>
		<category><![CDATA[boateng]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal prossimo 1° giugno entreranno in vigore le nuove norme contro casi di razzismo. Nei giorni scorsi si è riunito, a Londra, il congresso delle 53 federazioni nazionali il cui Comitato Esecutivo ha deciso&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/UEFA-OK.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/UEFA-OK.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
prossimo 1° giugno entreranno in vigore le nuove norme contro casi<br />
di razzismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi si è riunito, a Londra, il congresso delle 53<br />
federazioni nazionali il cui Comitato Esecutivo ha deciso che le<br />
norme riguarderanno le gare internazionali organizzate dall&#8217;UEFA e,<br />
per quanto riguarda l&#8217;Italia,  il presidente della Figc, Abete, ha<br />
affermato che verranno inserite nel codice di giustizia sportiva,<br />
affermando: “ Porterò le indicazioni Uefa in Consiglio federale e<br />
il nostro codice di giustizia cambierà di conseguenza”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In caso<br />
di cori, striscioni, slogan a sfondo razzista e di comportamenti<br />
discriminatori sugli spalti, l&#8217;Esecutivo ha deciso che, per la<br />
partita successiva all&#8217;accaduto, verrà chiuso il settore dello<br />
stadio coinvolto; per la recidiva è prevista la chiusura<br />
dell&#8217;impianto con una multa di 50mila euro. Un cambiamento di rotta,<br />
quindi, se si considera che, secondo il nostro codice attuale, è<br />
prevista un&#8217;ammenda nel primo caso, un&#8217;ammenda con diffida per la<br />
recidiva e, solo alla terza occasione, la chiusura dello stadio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Inasprite<br />
anche le norme che vedono coinvolti i tesserati, compresi i dirigenti<br />
e i calciatori; se a compierli dovessero essere ufficiali di gara e<br />
incaricati della giustizia sportiva (che, nel nostro Paese, sono gli<br />
uomini della procura federale), la sanzione sarà di 10 turni di<br />
squalifica.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Fifa,<br />
inoltre, fisserà regole generali contro il razzismo e i<br />
provvedimenti di cui già si parla sono: l&#8217;inserimento della figura<br />
di un commissario incaricata di individuare gli atti di razzismo<br />
presenti nello stadio; l&#8217; attribuzione di un&#8217;ammonizione o di una<br />
multa per la prima infrazione lieve e, a seguire, la decisione di<br />
giocare la partita a porte chiuse; per la recidiva sono previsti<br />
punti di penalizzazione, retrocessione e l&#8217;esclusione dalla<br />
competizione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Politica<br />
di tolleranza zero, quindi, da parte della Uefa e di tutto il mondo<br />
del calcio, come era anche emerso attraverso la risoluzione adottata<br />
dal Consiglio Strategico per il Calcio Professionistico, del 27 marzo<br />
2013, a Sofia tanto che, per approfondire l&#8217;operazione di “pulizia”<br />
del settore, agli organi disciplinari Uefa, inoltre, è stata<br />
accordata piena libertà di agire nel caso in cui fossero accertate<br />
di azioni di combine, di corruzione e di doping.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Infine,<br />
il Comune di Milano ha lanciato la proposta di un fondo nazionale<br />
antirazzismo: una proposta per prendere posizione contro i recenti<br />
fatti che hanno visto i calciatori, Mario Balotelli e Kevin Prince<br />
Boateng, vittime di insulti e cori offensivi. L&#8217;assessore allo Sport,<br />
Chiara Bisconti, ha sottolineato che il fondo potrebbe essere<br />
utilizzato: “per iniziative di sensibilizzazione e di educazione<br />
così che le ammende possano diventare utili risorse per il<br />
territorio, per finanziare attivitità di prevenzione”. Il fondo<br />
nazionale antirazzismo, infatti, verrebbe finanziato con le migliaia<br />
di euro che, ogni anno, le società calcistiche devono pagare per<br />
colpa di cori o comportamenti discriminatori.
</div>
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