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	<title>Genova Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. I precari della neve e del freddo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 10:14:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-11844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg--300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>L’inverno è arrivo. Più esatto dire un ‘nuovo inverno’ è arrivato per i precari della neve  e del freddo, sono le persone vittime di terremoto e calamità naturali delle diverse regioni della nostra nazione.<br />
Le ‘casette’ temporanee sono ancora il rifugio di chi ha perso tutto, una vita precaria, aggravata dal senso temporaneo del vivere in condizioni di urgenza soprattutto quando dettata dal freddo delle stagioni invernali.<br />
Amatrice, Accumoli, nel Reatino. In Abruzzo, nel Molise. Famiglie obbligate a rivedere ogni cosa della propria vita. Sono definiti “sfollati” ovvero coloro che hanno dovuto abbandonare il proprio centro abitato in stato di emergenza.<br />
Di naturale non c’è nulla. A loro sono stati strappati i ricordi, i profumi, i sacrifici delle loro stanze arredate di foto e poltrone dal sapore di casa.<br />
E non è diversa la situazione dei genovesi dopo il crollo del ponte Morandi che solo nello scorso mese di Ottobre hanno avuto l’autorizzazione per rientrare nelle loro abitazioni solo per prelevare oggetti personali e cose indispensabili per le loro necessità.<br />
Necessità, una parola che traduce bisogni primari, essenziali e diritti che ogni individuo dovrebbe poter avere per una vita dignitosa.<br />
Eppure siamo ancora ad ascoltare i rituali di una burocrazia impegnata a seguire procedure, assemblee e stanziamenti di denaro finalizzati alle prime emergenze.<br />
In questo Paese dove dopo le grandi tragedie, un numero straordinario di volontari si attiva, accorre a sostegno di intere cittadine, in soccorso di anziani, bambini, disabili e persone con patologie. In tanti hanno perso il lavoro, le abitazioni, i ricordi di una vita intera.<br />
Stanno ancora aspettando che sia Natale anche per loro, assemblati in ‘casette’ e confinati come a dover ancora patire dopo una immensa tragedia che li ha visti protagonisti.<br />
Non dimentichiamo, a maggior ragione, in questi giorni il loro stato di abbandono. Le loro amputazioni al desiderio di vivere una vita ‘normale’. Questo Natale di luci e pacchetti infiocchettati deve ricordarci, che loro, stanno provando a ricostruire almeno la loro serenità.</p>
<p> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="713" class="aligncenter size-full wp-image-11845" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1-300x214.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1-768x548.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ad Amatrice e Accumoli, nel Reatino, si rimuove la neve all&#8217;interno dei villaggi delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae) allestiti per ospitare le famiglie sfollate. La situazione è sotto controllo. Nei villaggi non sono stati segnalati particolari difficoltà e tutte le vie di accesso ad Amatrice e ad Accumoli, Salaria compresa, sono regolarmente percorribili. Lungo la rete secondaria, oltre ai mezzi spazzaneve, sono già in azione anche gli spargisale per fronteggiare l&#8217;ondata di gelo prevista dal tardo pomeriggio.<br />
Neve in zone sisma Marche, preoccupa il ghiaccio  &#8211; Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno nevica da un paio di giorni sui centri devastati dal sisma e sui villaggi di casette. La popolazione qui è abituata, ma &#8211; spiega il sindaco di Caldarola (Macerata) Luca Maria Giuseppetti &#8211; è &#8220;un ulteriore elemento di precarietà&#8221;. Al momento le Sae stanno reggendo meglio del previsto: &#8220;mi hanno detto che almeno sono calde&#8221; dice il vicesindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) Michele Franchi. A preoccupare è soprattutto l&#8217;eventuale ulteriore abbassamento delle temperature e la possibilità di gelate nelle tubature. Molte le scuole chiuse oggi e domani nelle zone terremotate.<br />
Neve sull&#8217;Umbria terremotata &#8211; Norcia, Cascia e Preci si sono svegliate sotto un manto bianco e temperature sotto lo zero. Ma non si registrano problemi particolari alla circolazione o alle casette Sae dove alloggiano gli sfollati del sisma. A Norcia le scuole sono regolarmente aperte e il sindaco Nicola Alemanno difende, con l&#8217;ANSA, la sua posizione: &#8220;Siamo uno dei pochi Comuni, l&#8217;unico credo dell&#8217;Appenino, ad aver deciso di tenere aperti gli istituti scolastici, anche perché siamo dotati di un piano antineve che funziona perfettamente&#8221;. A Cascia, invece, gli studenti sono rimasti a casa. Anche qui il piano di pulitura delle strade è entrato in azione dalle prime luci della mattinata e i disagi &#8220;sono praticamente azzerati&#8221;, come spiega il sindaco.</p>
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		<title>Con il cuore a Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 09:16:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; In questo momento sono lontana migliaia di chilometri. Ma il pensiero è costante all&#8217;Italia e a Genova, una città che amo molto, pur non avendo legami personali, ma che mi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/th-236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-11155 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/th-236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="225" /></a>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo momento sono lontana migliaia di chilometri. Ma il pensiero è costante all&#8217;Italia e a Genova, una città che amo molto, pur non avendo legami personali, ma che mi ricorda Napoli, quella sì ricca di ricordi. Amo il carattere ruvido dei genovesi e dei liguri che, quando prendono confidenza, diventano affabili e ironici. Amo i carugi degli esclusi dove Don Gallo si sentiva tanto a proprio agio. Amo la malinconia del tramonto con i volti in controluce degli immigrati. Amo quella città, oggi così ferita, e mi sento impotente.</p>
<p>Il crollo del ponte Morandi è un crollo strutturale, simbolo dell&#8217;inefficienza, della sciatteria di questa Italia, abbandonata e fatiscente, seppur con tante memorie e potenzialità. I politici (non faccio nomi precisi perchè ormai la disillusione è al culmine) non credono di avere il compito di curarsi dei cittadini; dopo anni e anni di ruberie, collusioni, tv spazzatura, sono riusciti a farci diventare un popolo affamato di soldi, che si nutre di slogan. Altro che la lezione di Platone! Ci siamo trasformati in esseri privi di umanità, incapaci di solidarietà e di pensiero altruista. Nemmeno davanti ad una tragedia siamo in grado di abbassare lo sguardo e di tacere. Non tutti, è vero, ma troppi.</p>
<p>Ritengo queste mie poche parole doverose in un momento di tanta tristezza e rabbia. Nel nostro piccolo, noi di <i>Associazione per i Diritti umani </i>tentiamo di guardarci intorno, di dare l&#8217;allarme, di tenere ancora in considerazione i concetti di dignità, rispetto, diritto, ma ogni giorno il lavoro si fa più arduo, il senso di fatica aumenta di fronte alle mancanze, alle parole vuote di significato, agli insulti alla democrazia, alla giustizia, alla Vita.</p>
<p>Io e il mio staff siamo vicini ai familiari, agli amici, ai conoscenti delle vittime; ringraziamo tutte e tutti coloro che stanno aiutando e lavorando in questi giorni di sofferenza. Il nostro apporto è insufficiente, lo sappiamo. Ma che questo scritto sia anche una denuncia e un appello affinchè, invece di continuare a fare propaganda violenta – razzista – controproducente, chi ci governa recuperi il senso di responsabilità. Almeno quello.</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Poeti troiani sulle strade dell’apartheid</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 07:38:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi “Mi sento un poeta troiano, uno di quelli a cui è stato tolto persino il diritto di tramandare la propria sconfitta” Mahmoud Darwish Dall&#8217;8 al 30 giugno sarà possibile visitare al&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-size: large;">di Monica Macchi</span></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="RIGHT"><span style="color: #1c1c1c;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>Mi sento un poeta troiano, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>uno di quelli a cui è stato tolto persino </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>il diritto di tramandare la propria sconfitta</i></span><span style="color: #1c1c1c;">”<br />
</span><span style="color: #1c1c1c;">Mahmoud Darwish</span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8956" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="712" height="274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 712w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033-300x115.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Dall&#8217;8 al 30 giugno sarà possibile visitare al Museo teatro Commenda di Prè di Genova la mostra fotografica <em>Le strade dell&#8217;apartheid </em>ideata da Luca Greco, una trentina di scatti in bianco e nero sul popolo saharawi nel deserto dell&#8217;Hammada (sud dell&#8217;Algeria), sui palestinesi dei campi profughi e sui muri che separano cattolici e protestanti in Irlanda del Nord: tre realtà in cui vigono forme diverse di apartheid. Ci sono anche tre reading: il 15 giugno, alle 19 Gianna Coletti fa conoscere la storia di Mariem Hassan “la voce del Sahara” e del popolo saharawi, in La voce dei figli delle nuvole, il 22 giugno alle 19 Davide Sormani in Tracce di Sands, racconta dell’attivista repubblicano irlandese Bobby Sands e il 29 giugno alle 19 Marco Sgarbi chiude con Juliano. Ovvero sia della resistenza dedicato al fondatore del Freedom Theatre di Jenin, Juliano Mehr Khamis di cui abbiamo già parlato qui <a href="https://www.peridirittiumani.com/2016/04/08/e-ripartito-il-freedom-bus/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2016/04/08/e-ripartito-il-freedom-bus/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="JUSTIFY">Verrà inoltre presentato il libro di Barta Edizioni in uscita in questi giorni “Io sono saharaui”, una graphic novel dedicata appunto a Mariem Hassan, storia musicale al femminile che si intreccia ad un percorso di autodeterminazione individuale e politica per l’indipendenza del popolo saharawi. Un testo diviso in sei capitoli, dove ogni titolo rimanda ad una canzone, caratterizzato da una militanza estetica radicale (testo in font sempre diversi che circondano i disegni coloratissimi) che rispecchiano le scelte di vita di Mariem dal rifiuto del matrimonio combinato a 15 anni, alla decisione di indossare la melfa, il vestito tradizionale lungo 10 metri, fino al successo trovato in Spagna il paese dei colonialisti.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8957" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8958" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="464" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 464w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031-217x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 217w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></a></p>
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		<title>RISEWISE: ricollocazione lavorativa per donne disabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 11:53:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>RISEWISE RISE Woman with disabilities In Social Engagement Progetto quadriennale europeo dell’Università di Genova per l’inclusione lavorativa e sociale femminile Horizon 2020 – Grant Agreement No. 690847   Può una donna disabile essere indipendente&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7012" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7012" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-1024x385.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="14232005_174884846278834_5008588227516347273_o" width="720" height="271" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-1024x385.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-300x113.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-768x288.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc0099;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><span lang="en-US"><b>RISEWISE</b></span></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc0099;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><span lang="en-US"><b>RISE Woman with disabilities In Social Engagement</b></span></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Progetto quadriennale europeo dell’Università di Genova per l’inclusione lavorativa e sociale femminile</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Horizon 2020 – Grant Agreement No. 690847</b></i></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Può una donna disabile essere indipendente e avere le stesse possibilità di un uomo?</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> A questo il progetto scientifico RISEWISE vuol rispondere, cercando soluzioni positive a interrogativi ancora aperti. Si tratta di un</span></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> progetto dell’</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Università di Genova </b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">della durata quadriennale e che prende il via dal 1 settembre. Coordinatrice e Responsabile scientifica la </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dott.ssa Cinzia Leone</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">. Collaborano 5 Università straniere e 8 tra ONG e Aziende nazionali e internazionali, tra cui Aism.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Risewise è un </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>progetto unico mai sperimentato</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> prima e finanziato con fondi europei in ambito Horizon 2020, (circa 2 milioni di euro). Si tratta di una sfida alla società contemporanea allo scopo di cambiare le pratiche di </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>inclusione sociale</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">rendere disponibile anche a donne con disabilità una &#8220;vita normale&#8221;, fatta di lavoro, istruzione e famiglia. Perché tra i tanti fattori che rendono difficile l’integrazione, la disabilità è quello trasversale più radicato e persistente.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal momento che gli studi medici, sociali e antropologici sull’handicap in maniera organica sono relativamente recenti e molto spesso non fanno distinzione precisa di genere, uno degli scopi fondamentali del progetto è anche quello di sviluppare nuove competenze in grado di migliorare l’integrazione sociale e in generale la vita delle donne con disabilità, secondo una </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>prospettiva di genere</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> che promuova un </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieno godimento dei diritti e dell&#8217;uguaglianza</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> di ogni persona nel rispetto della differenza. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo, infatti, ancora agli inizi degli anni Novanta, il corpo femminile è stato preso in considerazione solo se in condizioni di salute ottimali. Nel 1991, per esempio, la sociologa femminista canadese Sharon Dale Stone scriveva nella monografia &#8220;Femminismo e Corpo&#8221;: </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nessuna malattia, nessuna imperfezione potrebbe essere accettata se la donna non può nasconderle o annullarle (&#8230;) Nella nostra cultura, le donne imparano che il loro valore risiede nell’attrattiva del loro corpo. Un corpo non attraente, malato, disabile, vecchio deve essere emarginato.</i></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La disabilità inoltre è stata ed è spesso considerata come un problema di salute individuale da risolvere con cure mediche, ma qualora l&#8217;intervento medico non abbia successo, devono essere previsti un’alternativa e un approccio diverso per permettere inclusione e occupazione. Secondo infatti il “modello sociale” introdotto da Paul Hunt, fondatore dello studio critico sulla disabilità, i vecchi stereotipi dei portatori di handicap visti come dipendenti, passivi, inferiori e malati, vanno superati, insieme agli standard errati in base ai quali la società decide chi è abile e chi no. I disabili quindi devono diventare protagonisti attivi delle scelte che li riguardano e della vita sociale. Non è infatti il modello medico quello che deve essere adottato, ma è il valore sociale di ogni persona a dover essere preso in considerazione. </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>In Italia i disabili sono tra i 3 e i 4 milioni</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> (a seconda dei dati Istat o Censis &#8211; 2015), rappresentando una percentuale fra il 5% e il 6,7% della popolazione italiana, il numero sulle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>donne disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> in Italia risale </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>al 2008</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando erano stimate essere </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>circa 1.700.000</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Partendo da questi presupposti, il progetto scientifico RISEWISE affronta ogni aspetto della disabilità attraverso </span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">un </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>approccio olistico interdisciplinare</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: sociologia, psicologia, informatica, diritto, ingegneria e politica, con riferimento al quadro normativo esistente e al sostegno delle attuali tecnologie assistive, sono gli ambiti coinvolti. L&#8217;obiettivo è anche quello di </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>influenzare la politica pubblica</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> verso le donne e le donne con disabilità. Questa proposta di progetto è stata sviluppata con riferimento allo studio sostenuto dal programma comunitario Horizon 2020 (2007-2013), con un chiaro riferimento ai diversi documenti in cui l&#8217;Europa ha individuato e specificato ciò che è ancora &#8220;da fare per permettere alle donne con disabilità di godere dei loro diritti e libertà fondamentali.&#8221;</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il progetto che inizia è all’avanguardia per quanto riguarda donne, ricerca e disabilità: un’occasione importante per l’Università e anche per me, per fare ricerca e aiutare in un campo dove c’è tanto bisogno e molto disinteresse</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> – spiega la responsabile scientifica </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cinzia</b></span></span></span> <span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Leone </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>le</i></span></span></span> <span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>donne e i ricercatori coinvolti nell’attività di ricerca, anche uomini, faranno visite presso le Università </i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>o</i></span></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> e le Piccole e Medie Imprese che partecipano al progetto tra Italia, Austria, Svezia, Spagna e Portogallo, implementeranno best practice e apporteranno possibili migliorie per la loro vita sociale, lavorativa e familiare.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Kick-off Meeting (meeting di inaugurazione) del progetto si terrà il</span></span></span><b> </b><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">prossimo </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>22 e 23 settembre a Roma</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> all’</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>European Space </b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">in Via IV Novembre 149. Insieme ai rappresentanti dell’Università di Genova, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dott.ssa Cinzia Leone e i Proff. Gianni Vercelli</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cristina Candito</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, parteciperanno i Coordinatori delle Università e delle società coinvolte di Brescia oltre che da </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Spagna, Portogallo, Svezia e Turchia. </b></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ASPETTI OGGETTO DI ANALISI</b></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Analisi delle barriere</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> che affrontano le donne disabili nella vita di tutti i giorni </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Ricerca di </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>una nuova metodologia per l&#8217;integrazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> nei diversi ambienti di vita (casa, lavoro, società, istruzione, assistenza sanitaria, intrattenimento ) </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Individuazione delle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>migliori pratiche</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per un nuovo approccio alla disabilità e per diffondere i risultati anche attraverso i responsabili delle politiche sociali (a livello locale e comunitario) </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Pianificazione delle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>attività di sensibilizzazione e formazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> delle persone attraverso lo scambio di personale e la condivisione di conoscenze ed esperienze.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Promozione dei risultati</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e loro attuazione nel prossimo futuro in Europa, fissando collaborazioni e obiettivi a lungo termine.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>APPROCCIO METODOLOGICO </b></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Aspetto molto importante è che la ricerca sarà effettuata da parte di persone che sono in </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>distacco intersettoriale</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> presso istituzioni di altri Paesi. E queste saranno per la maggior parte donne disabili che lavorano nelle istituzioni partner. La diversità di culture, lingue e condizioni socio-economiche sarà un elemento molto utile per fare un confronto metodologico e condividere le esperienze al fine di giungere all’applicazione dei nuove pratiche inclusive. L’aspetto innovativo di RISEWISE consiste proprio nella </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>partecipazione attiva delle donne</b></span></span></span> <span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> insieme agli scienziati e al personale coinvolti. Le persone che si sposteranno agiranno in qualità di osservatori e porteranno loro conoscenze ed esperienze. La metodologia prevede mezzi per documentare le osservazioni in modo sistematico, e la condivisione di queste osservazioni in un repository comune. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>FASI PROGETTUALI </b></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">1. la </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>formazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che sarà effettuata a più livelli per facilitare le attività durante distacchi. L&#8217;esperienza collettiva in forma di un insieme di metodi per l&#8217;integrazione </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">2. i </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casi di studio</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: per migliorare la conoscenza e la definizione di buone pratiche, ma anche per una politica consolidata da attuare nella società, al fine di potenziare la vita delle donne con disabilità.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">3. una </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>rete di collaborazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che permetterà ad ogni partecipante di contribuire alla valorizzazione degli altri in modo diretto ed efficace.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">4. la </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>promozione del progetto</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> rappresenterà uno strumento immediato, ma anche di lunga durata, per promuovere la condivisione delle conoscenze e la sostenibilità dei risultati </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">5. le </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>attività di sensibilizzazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e diffusione: tutti i partner saranno impegnati nel coinvolgimento del pubblico</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>RICADUTE POSITIVE</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le donne disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno l&#8217;opportunità di lavorare in un altro ambiente, in altri paesi e settori, saranno considerate come i colleghi maschi. Vedranno realizzarsi il loro potenziale. Potranno anche imparare dalla metodologia per osservare, riferire, analizzare e implementare nuovi metodi per la ricerca sociale e per l&#8217;integrazione e l&#8217;inclusione. Questa esperienza aprirà nuove opportunità per lo </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sviluppo della carriera</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, non solo per le nuove conoscenze acquisite, ma anche perché dimostrerà che sono in grado di essere protagoniste nella ricerca e nell&#8217;innovazione in un contesto internazionale e multi-settoriale. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I ricercatori</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> potranno </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>confrontarsi con una nuova metodologia</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che integra diversi metodi e ha nuove prospettive di attuazione. Avranno la possibilità di lavorare su due livelli, quello individuale, grazie al periodo di distaccamento, e quello collettivo, grazie nell&#8217;analisi e al consolidamento di conoscenze ed esperienze, acquisendo nuove abilità sull&#8217;applicazione dei metodi di ricerca sociale e di integrazione, su base multi-culturale.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gli specialisti di assistenza sanitaria</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che di solito si concentrano sul singolo caso per il trattamento, godranno di una prospettiva più ampia. La loro collaborazione sarà fondamentale per </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l&#8217;identificazione di nuovi metodi e tecniche</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per lo sviluppo di progetti futuri. La loro integrazione in team multidisciplinari sarà un&#8217;opportunità per migliorare la loro carriera.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I ricercatori e gli ingegneri ICT</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno la possibilità di interagire meglio con le donne disabili, comprendendone di più i bisogni e potendo così </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sviluppare in modo mirato le tecnologie </b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di assistenza. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gli assistenti sociali e i politici</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno l’occasione per la definizione di obiettivi chiari, stabilendo le priorità dei bisogni della collettività, e una migliore conoscenza delle soluzioni esistenti realizzabili. Questo permetterà di offrire </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>proposte concrete e piani d&#8217;azione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per lo sviluppo nelle loro organizzazioni. Individualmente, il know-how acquisito attraverso la condivisione delle conoscenze li arricchirà con nuovi metodi e competenze. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>RIFERIMENTI E CONTATTI</b></span></p>
<p>FACEBOOK: <a href="https://www.facebook.com/progettorisewise/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/progettorisewise/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Sito FUNKA: <a href="http://www.funka.com/en/our-assignments/research-and-innovation/archive---research-projects/EU-project-on-women-with-disabilities/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.funka.com/en/our-assignments/research-and-innovation/archive&#8212;research-projects/EU-project-on-women-with-disabilities/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Responsabile Scientifica del progetto RISEWISE</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;">Cinzia Leone</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US">Cell3292104398</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US">Mail: cinzia.leone@unige.it</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Addetta Stampa</b></span></p>
<p>Medea Garrone</p>
<p>Cell.349.4545253</p>
<p>mede.garrone77@gmail.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vent&#8217;anni di Marea: la rivista  che dà voce alle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 07:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lanfranco]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VENTI Vent’anni di MAREA rivista femminista dal 1994 18-28 marzo 2015 Palazzo Ducale Genova – LA MOSTRA E GLI EVENTI La rivista Marea compie 20 anni. Nata nel 1994 come trimestrale con una redazione&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><b>VENTI</b></i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><b>Vent’anni<br />
di MAREA</b></i></div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>rivista<br />
femminista dal 1994</i></div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>18-28<br />
marzo 2015 Palazzo Ducale Genova – LA MOSTRA E GLI EVENTI</i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
rivista <b>Marea</b><br />
compie 20 anni.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nata<br />
nel 1994 come trimestrale con una redazione genovese, senza remore<br />
nel dichiararsi apertamente femminista, nel tempo si è trasformata<br />
con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, seguendo il corso<br />
della storia delle donne nel nostro paese e nel mondo.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
rivista &#8220;per dire lo stare al mondo delle donne&#8221;,<br />
scegliendo per ogni numero una parola chiave sulla quale impostare un<br />
percorso tematico di riflessione, ma con una rubrica dedicata a firma<br />
di autori maschi, che ha previlegiato la forma saggistica dedicando<br />
però per 9 anni l’ultimo numero a un concorso letterario, e dal<br />
2009, ad una agenda da usare tutto l’anno.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Marea</b><br />
ha promosso e organizzato iniziative ed eventi che hanno portato a<br />
Genova e in Italia donne e uomini di cultura, scrittrici, scienziate,<br />
attiviste nei movimenti ecologisti, anti &#8211; liberisti, anti &#8211;<br />
fondamentalisti, per la laicità e i diritti delle donne nel mondo;<br />
nel 2001 ha organizzato il primo evento femminista sulla<br />
globalizzazione, <i>PuntoG-Genova,<br />
genere, globalizzazione</i>, a<br />
cui è seguito il decennale. In questi anni sono state coinvolte reti<br />
nazionali e internazionali quali le <i>Donne<br />
in nero</i>, la <i>Marcia<br />
mondiale delle donne</i>, <i>One<br />
law for all</i>, <i>Secularism<br />
is a women issue</i>, <i>Women<br />
living under muslim laws. </i>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Marea</b><br />
ha vissuto 20 anni nei quali ha provato a cogliere ciò che era<br />
nell&#8217;aria, muoveva le coscienze e le menti in sintonia e/o in<br />
contrasto con le trasformazioni sociali e politiche che ci hanno<br />
attraversate.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Marea</b><br />
celebra questo compleanno con una mostra di 10 giorni, a Palazzo<br />
Ducale a Genova dal 18 al 28 marzo 2015: saranno esposti i numeri<br />
della rivista, i prodotti editoriali, audio e video pubblicati, i<br />
manifesti e locandine a testimoniare le iniziative promosse e alle<br />
quali Marea ha partecipato, la radio web <a href="http://www.radiodelledonne.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.radiodelledonne.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
con le interviste e le registrazioni degli eventi più significativi,<br />
oltre all’attività di formazione seminariale effettuata ad<br />
Altradimora, il centro di formazione e di incontri attivo dal 2008<br />
<a href="http://www.altradimora.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.altradimora.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<i><u>Nei<br />
10 giorni di festa, di mostra e di incontri </u></i><i>inviteremo,<br />
nello stile che ci contraddistingue, testimonials e protagoniste del<br />
mondo della cultura, della politica e della società perché siamo<br />
interessate a guardare avanti, pur con i piedi ben radicati nel<br />
nostro passato, per stimolare curiosità, attenzione, informazione e<br />
riflessioni su temi decisamente attuali.</i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>MAGGIORI<br />
APPROFONDIMENTI AL SITO </b><u><a href="http://www.mareaonline.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><b>www.mareaonline.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</b></a></u></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Don Andrea Gallo e le sue creature</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2014 03:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Don Andrea Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
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		<category><![CDATA[sacerdote]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari amici e lettori, oggi vi proponiamo il video dell&#8217;incontro sulla figura di Don Andrea Gallo. Durante l&#8217;incontro, che si è tenuto presso il Centro Asteria di Milano e che ha fatto parte della &#8220;Carovana&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici e lettori,<br />
oggi vi proponiamo il video dell&#8217;incontro sulla figura di Don Andrea Gallo. Durante l&#8217;incontro, che si è tenuto presso il Centro Asteria di Milano e che ha fatto parte della &#8220;Carovana dei diritti&#8221;, abbiamo avuto il piacere di parlare con Maurizio Fantoni Minnella, regista del documentario <em>Benvenuti nel ghetto</em> e coautore, insieme al sacerdote, del libro <em>Io non mi arrendo </em>(Baldini&amp;Castoldi).<br />
Abbiamo presentato il documentario che vede protagonisti Don Gallo, la sua amata e contraddittoria città, Genova, e la comunità di transgender più grande d&#8217;Italia. Per riflettere sul valore del rispetto, del prendersi cura, della solidarietà. Per parlare di convivenza tra transgender e immigrati. Per ricordare un uomo che è stato padre di tanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/dcum-AvwGsU?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div>
<p>Vi ricordiamo che tutti i nostri video sono anche disponibili sul canale Youtube dell&#8217;Associazione per i Diritti Umani</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Don Andrea Gallo: dalla parte degli emarginati</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/05/24/don-andrea-gallo-dalla-parte-degli/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/05/24/don-andrea-gallo-dalla-parte-degli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 04:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[don gallo]]></category>
		<category><![CDATA[emarginati]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[sacerdote]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>84 anni al servizio degli altri. Don Andrea Gallo è mancato dopo una lunga malattia, nella sua Genova, nella comunità di San Benedetto al Porto da lui fondata per dare accoglienza ai poveri e&#46;&#46;&#46;</p>
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84 anni<br />
al servizio degli altri. Don Andrea Gallo è mancato dopo una lunga<br />
malattia, nella sua Genova, nella comunità di San Benedetto al Porto<br />
da lui fondata per dare accoglienza ai poveri e agli ultimi. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Scopre<br />
lavocazione a vent&#8217;anni e inizia il noviziato con i salesiani,<br />
proseguendo gli studi di Filosofia. Nel 1953 parte in missione per il<br />
Brasile, ma la dittatura lo costringe a far ritorno in Italia dove<br />
viene nominato cappellano alla nave scuola della Garaventa e, nel<br />
riformatorio per minorenni, utilizza un metodo educativo simile a<br />
quello di Don Milani, basato sulla fiducia e sulla libertà. Dal 1964<br />
al 1970 entra nella diocesi genovese, presso la chiesa del Carmine: è<br />
un periodo storico, politico, sociale tumultuoso e le sue liturgie<br />
danno fastidio alla Curia in quanto vengono considerate “comuniste”<br />
e non abbastanza “cristiane”. Don Gallo resiste per alcuni anni,<br />
ma poi si rende conto di dover continuare la sua battaglia altrove.<br />
Nel &#8217;75 si trasferisce nella comunità di San Benedetto al Porto che,<br />
nel 1983, diventa un&#8217;associazione in difesa dei diritti umani e<br />
civili.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
allora Don Gallo scrive molti libri e presenzia a molte<br />
manifestazioni a favore dei disoccupati, degli immigrati, degli<br />
omosessuali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sigaro<br />
tra le labbra, quelle labbra che pronunciavano parole di fuoco:<br />
questo era Don Gallo. Un sacerdote indomito, sempre dalla parte<br />
dell&#8217;onestà e della giustizia. Senza false ipocrisie.
</div>
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<p></p>
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		<title>Rapporto HUMAN RIGHTS WATCH: l&#8217;occupazione israeliana dei territori palestinesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 07:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Oslo]]></category>
		<category><![CDATA[apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Human Rights Watch]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jubbet al-Dhib è un villaggio palestinese di 160 persone a sud-est di Betlemme. I bambini, per raggiungere la scuola in altri villaggi, devono percorrere un sentiero sterrato di 1,5 Km. Il villaggio non ha&#46;&#46;&#46;</p>
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<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/human-rights-watch.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/human-rights-watch.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
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Jubbet al-Dhib è un villaggio palestinese di 160 persone a sud-est di Betlemme. I bambini, per raggiungere la scuola in altri villaggi, devono percorrere un sentiero sterrato di 1,5 Km. Il villaggio non ha neanche l&#8217;energia elettrica perchè le autorità israeliane hanno respinto un progetto (finanziato da donatori internazionali) che avrebbe fornito lampioni a energia solare. Gli abitanti di Jubbet al-Dhib usano, per l&#8217;illuminazione, piccoli gruppi elettrogeni a carburante. I residenti, inoltre, si alimentano con prodotti conservati perchè, ad esempio, la carne e il latte vanno consumati velocemente a causa della mancanza dei refrigeratori.</div>
<div style="text-align: left;">
Sde Bar è una comunità ebraica di circa 50 persone; è collegata a Gerusalemme da una nuova autostrada, la &#8220;Lieberman Road&#8221;; la comunità è anche fornita di una scuola superiore, di elettricità e di fondi per lo sviluppo residenziale.</div>
<div style="text-align: left;">
Questi sono due esempi riportati nel rapporto di Human Rights Watch sui territori arabi occupati da Israele, intitolato: <i>L&#8217;Apartheid in Palestina. </i>Il libro sarà presentatao il 1 febbraio, alle 17.30, presso il Palazzo Ducale di genova, alla presenza del Prof. Alessandro Dal Lago.</div>
<div style="text-align: left;">
Jubbet al-Dhib e Sde Bar si trovano, entrambi, nell'&#8221; Area C&#8221;, in quel territorio che &#8211; in base agli accordi provvisori di pace di Oslo del 1995 &#8211; sono sottoposti al controllo civile e militare israeliano.</div>
<div style="text-align: left;">
Il rapporto di Human Rights Watch mette in evidenza le pratiche israeliane che promuovono la vita nelle colonie e soffocano la crescita delle comunità palestinesi, controllandone molti aspetti della vita quotidiana, come, ad esempio: l&#8217;accesso alle reti elettriche, le richieste di permessi edilizi per le abitazioni, scuole e ambulatori medici e per le infrastrutture.</div>
<div style="text-align: left;">
Un trattamento così diverso a causa dell&#8217;origine etnica e nazionale &#8211; non giustificabile da oggettivi pericoli di sicurezza &#8211; va a violare il divieto fondamentale di discriminazione.</div>
<div style="text-align: left;">
Il testo del rapporto è stato tradotto anche in lingua italiana &#8211; con la cura di Gianfranca Scutari &#8211; con l&#8217;intento di farlo conoscere a tutti i gruppi, istituzioni e organizzazioni che danno il loro contributo per il pieno riconoscimento dei diritti umani, politici e sociali della popolazione palestinese. E&#8217;stato usato un linguaggio semplice per agevolarne la lettura anche e soprattutto a chi non conosce la situazione o abbia, come unica fonte di informazione, i giornali e la televisione che, spesso, riportano notizie poco chiare.</div>
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<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/L_apartheid_in_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/L_apartheid_in_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="211" /></a></div>
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