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	<title>Gideon Levy Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>La situazione odierna in Medioriente e le prospettive possibili nel conflitto israelo-palestinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 07:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi LECTIO MAGISTRALIS DI GIDEON LEVY “Israele è come certi maestosi alberi del New England in Usa, che sembrano solidissimi e forti, ma crollano all’improvviso, perché sono marci dal di dentro. Ecco&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="CENTER">

</div>
<div align="LEFT" style="font-weight: normal;">
di<br />
Monica Macchi</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>LECTIO<br />
MAGISTRALIS DI GIDEON LEVY</b></div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
“<i>Israele<br />
è come certi maestosi alberi del New England in Usa, </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>che<br />
sembrano solidissimi e forti, ma crollano all’improvviso, </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>perché<br />
sono marci dal di dentro. </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Ecco la<br />
società israeliana è ormai persa, </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>ma dalle<br />
vostre società civili può arrivare una scossa, </i>
</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>attraverso<br />
il boicottaggio e altre iniziative”</i></div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
Gideon Levy</div>
<p></p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Mercoledì<br />
scorso alla Casa della Cultura di Milano, organizzata<br />
dall’Associazione Oltre il Mare e senza patrocini istituzionali, la<br />
conferenza stampa del pomeriggio è andata deserta ma all’incontro<br />
serale con Gideon Levy la sala era strapiena per ascoltare una<br />
versione lontana dal pensiero unico mainstream…eccola anche a voi:</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p>Figlio<br />
      di rifugiati europei, giornalista di Ha’aretz e di<br />
      Internazionale, Gideon Levy si autodefinisce come il tipico<br />
      prodotto del sistema socio-educativo israeliano: convinto dello<br />
      status di vittima obbligata ad una difesa permanente, non ha<br />
      mai sentito parlare della Nakba fino agli anni ‘80 quando,<br />
      durante la Prima Intifada, va in Cisgiordania come inviato e<br />
      scopre “il dramma nel cortile dietro casa”, dramma che<br />
      pochi giornalisti documentano. Ed è proprio per questo ha<br />
      iniziato e continua a<br />
      denunciare i crimini commessi ai danni dei palestinesi: “<i>ci<br />
      sarà un giorno in cui ci verrà chiesto conto di tutto questo.<br />
      Ed è giusto che ne resti memoria. Gli israeliani non sono<br />
      consapevoli e non sono informati, ma non potranno dire ‘io<br />
      non sapevo’</i>”.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il filo<br />
conduttore di questo intervento è la domanda di apertura che Levy<br />
fa al pubblico e a sé stesso: “Perché un popolo generoso come gli<br />
israeliani che danno spesso aiuti nelle calamità internazionali<br />
(come è successo recentemente dopo il terremoto in Nepal e con i<br />
rifugiati siriani ospitati nelle sinagoghe di diversi Paesi) non ha<br />
dubbi morali e non protesta per il dramma e i crimini che stanno<br />
compiendo contro i Palestinesi?”</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La risposta<b><br />
</b>parte dalla constatazione che Israele è<br />
l’unico Stato al mondo con 3 regimi al suo interno: una democrazia<br />
liberale per gli ebrei (seppur resa debole e fragile da una<br />
legislazione anti-democratica); un regime discriminatorio per la<br />
minoranza palestinese (20% della popolazione) che<br />
partecipa solo formalmente; un regime totalitario e di apartheid nei<br />
Territori Occupati Militarmente. Dunque la prima cosa da fare è<br />
sfatare il mito di “Israele unica democrazia del Medio Oriente”:<br />
una democrazia non può essere “a metà” solo per un gruppo<br />
privilegiato di cittadini; o c’è uguaglianza o<br />
non c’è democrazia.  E la seconda immagine iconica da abbattere è<br />
“l’eccezionalismo”: dall’unicità della Shoah per cui gli<br />
ebrei sono le uniche vittime della Storia..e anzi sono vittime anche<br />
degli occupati che impongono loro l’occupazione (Golda Meir è<br />
arrivata a dire “<i>non<br />
perdoneremo mai i Palestinesi per averci obbligato a uccidere i loro<br />
figli</i>”) fino alla convinzione di essere<br />
il “popolo eletto” per cui le norme del<br />
diritto internazionale valgono solo per gli altri popoli e non si<br />
applicano agli ebrei che hanno invece un diritto di origine divina la<br />
cui fonte è direttamente nella Bibbia. Parallelamente si sta<br />
assistendo anche da parte dei media ad una deumanizzazione e<br />
criminalizzazione dei Palestinesi rappresentati come sub-umani<br />
(quindi <i>obtorto collo</i><br />
non si possono neppure applicare i diritti umani a “loro”); sono<br />
“intrinsecamente cattivi”, “nati per uccidere” e la recente<br />
“Intifada dei coltelli” viene raccontata come se accoltellare<br />
ebrei fosse il nuovo hobby degli adolescenti palestinesi…<br />
esattamente come altri adolescenti collezionano farfalle, figurine o<br />
francobolli.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a><br />
Gideon Levy non vede quindi una<br />
possibilità di cambiamento endogena nella società&nbsp;israeliana,<br />
che negli anni è diventata sempre più nazionalista,<br />
razzista e militarista e delegittima voci coraggiose ed impegnate<br />
come quella di “Breaking the silence”, un’associazione che<br />
raccoglie e diffonde testimonianze di soldati sui<br />
crimini dell’occupazione. Ripone invece speranze in variabili<br />
esogene, non tanto nell’Europa troppo<br />
paralizzata dal suo passato e dalla sua storia né negli Stati Uniti<br />
che danno un supporto cieco ed automatico a Israele al punto tale che<br />
Gideon Levy chiede provocatoriamente: “chi è il burattino e chi la<br />
super-potenza?” ma nel Sud-Africa… o meglio nel modello del<br />
Sud-Africa. Infatti dopo un viaggio a Johannesburg, si è reso conto<br />
che l’apartheid è stato sconfitto dal boicottaggio e dal fatto che<br />
i responsabili siano stati chiamati a render conto dei loro<br />
comportamenti: solo la giustizia può disinnescare l’odio. E ha<br />
cambiato idea sull’ipotesi dei 2 Stati, di cui è stato a lungo<br />
sostenitore. Visto che è dal 1967 che esiste un unico Stato ma il<br />
problema è il regime, propone di applicare il principio “una<br />
testa, un voto” perché “<i>Israele non avrà<br />
altra scelta che accettare o essere costretta ad ammettere di<br />
praticare l’Apartheid. E chi è disposto ad accettarlo nel 2015?”.</i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
</div>
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