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	<title>giocatori Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>giocatori Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Razzismo nello sport: insulto a un calciatore</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 05:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; In seguito all’insulto rivolto dal calciatore della Roma Daniele De Rossi nei confronti dell’attaccante croato della Juventus Mario Mandzukic («Muto, zingaro di m…»), in occasione della partita di calcio tra le due&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-19.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5187" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5187" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-19.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (19)" width="300" height="185" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito all’insulto rivolto dal calciatore della Roma Daniele De Rossi nei confronti dell’attaccante croato della Juventus Mario Mandzukic («Muto, zingaro di m…»), in occasione della partita di calcio tra le due squadre giocata domenica sera a Torino, Associazione 21 luglio e Popica Onlus, organizzazioni impegnate nella promozione dei diritti umani di rom e sinti in Italia, auspicano un pronto intervento da parte della giustizia sportiva, così come avvenuto solo pochi giorni fa in occasione della lite tra gli allenatori di Napoli e Inter, Maurizio Sarri e Roberto Mancini.</p>
<div></div>
<div>L’ingiuria rivolta da De Rossi a Mandzukic, ripresa dalle telecamere e diffusa dai media e sul web, si connota per l’utilizzo di un linguaggio improprio e altamente offensivo che ha come conseguenza ultima quella di arrecare un danno alle persone appartenenti alla comunità rom e sinta e di contribuire a diffondere pregiudizi e stereotipi negativi nei loro confronti.</div>
<div></div>
<div>La parola “zingaro”, infatti, è un eteronimo imposto dalla società maggioritaria nei confronti di un gruppo che non si definisce così. Il termine è percepito come offensivo dai rom e dai sinti che vivono nel nostro Paese e, nel tempo, ha acquistato una accezione fortemente negativa, paragonabile a un insulto razziale come “negro”, per citare un esempio.</div>
<div></div>
<div>L’ingiuria di domenica sera allo Juventus Stadium giunge soltanto a pochi giorni dai pesanti insulti (“frocio”, “finocchio”) rivolti dall’allenatore del Napoli Sarri al tecnico interista Mancini.  Parole, che hanno creato una forte ondata di indignazione, che sono costate al tecnico partenopeo due giornate di squalifica in Coppa Italia, sebbene il giudice sportivo non abbia considerato l’aggravante discriminatoria.</div>
<div></div>
<div>Di fronte ai fatti di Torino, pertanto, Associazione 21 luglio e Popica Onlus si attendono dalla giustizia sportiva una risposta almeno dello stesso livello, in modo da scoraggiare, in futuro, comportamenti simili da parte dei protagonisti del mondo del calcio e porre un deciso argine alla diffusione di sentimenti ostili e incitanti all’odio, che non possono e non devono trovare spazio nelle cronache domenicali dello sport più amato e seguito nel nostro Paese.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Altro che mondiali !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 04:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; terminato anche il campionato mondiale di calcio 2014 con una pessima figura da parte della squadra e dei dirigenti italiani. Ma non tutto è perduto! Vi vogliamo far conoscere, infatti, un&#8217;altra piccola-grande squadra&#8230;CasaSport:&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<p>E&#8217; terminato anche il campionato mondiale di calcio 2014 con una pessima figura da<br />
parte della squadra e dei dirigenti italiani. Ma non tutto è<br />
perduto! Vi vogliamo far conoscere, infatti, un&#8217;altra piccola-grande<br />
squadra&#8230;CasaSport: un team speciale, formato da ragazzi stranieri<br />
che cercano, nel gioco di squadra, un momento di svago, di<br />
condivisione, di gioia. E chissà&#8230;magari anche di riscatto.<br />
Sosteniamoli insieme.</p>
<p>Ecco le parole di CasaSport:&nbsp;&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/tesseracasasport.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/tesseracasasport.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>Siamo nati a settembre 2013 per<br />
partecipare al Campionato Provinciale di US Acli Milano, che<br />
ringraziamo per la grande opportunità che ci ha dato e per la<br />
disponibilità con cui ci è venuto incontro.</p>
<p>Siamo una squadra di calcio che<br />
vuole essere all&#8217;altezza del torneo e delle altre partecipanti.<br />
Vogliamo giocare e migliorarci, competere con tutti, fare bene in<br />
campo ed essere leali nei comportamenti. <br />Siamo una squadra di<br />
calcio come le altre, che però ha alcune caratteristiche<br />
particolari.</p>
<p>Per cominciare, solo di uno di noi<br />
è nato in Italia. Tutti gli altri provengono da molti paesi,<br />
soprattutto africani: Togo, Egitto, Niger, Marocco, Camerun, Gambia,<br />
Ghana, Nigeria, Costa d&#8217;Avorio, solo per citarne alcuni. Viviamo in<br />
Italia chi da anni, chi da pochi mesi.</p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica particolare<br />
è che tra noi non tutti abitiamo in una casa. O meglio, viviamo in<br />
una struttura di accoglienza che per noi è una vera e propria<br />
abitazione e che si chiama Casa della carità. Ha sede in via<br />
Brambilla, a Crescenzago, accanto al campo dove giochiamo e insieme a<br />
noi ci sono anche altri ospiti, italiani e stranieri, giovani e<br />
anziani, uomini, donne e famiglie. E&#8217; una struttura che accoglie<br />
persone in difficoltà aiutandole anche a trovare un lavoro e una<br />
casa. Quelli di noi che invece risiedono in un&#8217;abitazione sono<br />
comunque transitati, in questi anni, dalla Casa della carità. Perché<br />
tutti abbiamo alle spalle storie difficili, di guerre e di povertà,<br />
da cui siamo fuggiti.</p>
<p>Casasport è oggi rivolto a ragazzi<br />
ed adulti, italiani e stranieri, che vedono nello sport e nel calcio<br />
una possibilità di integrazione, condivisione e divertimento.</p>
<p>Giochiamo insieme a pallone dal<br />
2009. Ci siamo allenati con tecnici di Inter Campus e partecipiamo<br />
regolarmente al Torneo estivo dei centri sociali e delle comunità<br />
straniere (nel 2011 lo abbiamo anche vinto!!!) organizzato da Olinda.<br />
Però quel torneo dura poco: un girone con tre gare e poi<br />
eliminazione diretta dagli ottavi in avanti. Se perdiamo ci tocca<br />
aspettare un anno per ritornare in campo.</p>
<p>Per questo abbiamo deciso di<br />
iscriverci al campionato di US Acli Milano. Per questo nato è nato<br />
il Casasport: perché ci piace molto giocare a pallone e vogliamo<br />
farlo per tante partite. Con voglia, passione, coraggio e<br />
divertimento. Grazie, dunque, a tutti quelli che condivideranno con<br />
noi questa bella avventura!</p>
<p>Alessandro, Camilla, Generoso,<br />
Giovanni, Guido, Marco, Paolo, Peppe<strong>.</strong></p>
<p>
Casasport vuole diventare una<br />
realtà sportiva a sottoscrizione popolare.</p>
<p>Cosa significa? Che i soci<br />
sostenitori siano a tutti gli effetti i motori di Casasport; questo<br />
avviene anche in società sportive molto importanti come il<br />
Barcellona F.C.</p>
<p>Cosa significa essere socio?<br />
Riceverete a casa la tessera associativa con un numero<br />
identificativo: ogni settimana per mailing list potrete avere tutti<br />
gli aggiornamenti su risultati e classifiche, potrete venire in prima<br />
persona a tifarci nelle gare ufficiali ed inoltre attivarvi sul<br />
nostro blog partecipando da tifosi alla vita di Casasport.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
ulteriori informazioni e per aderire alla campagna di CasaSport:<br />
www.limoney.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
</div>
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		<item>
		<title>La squadra di calcio israeliana contro l&#8217;acquisto di due giocatori musulmani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 07:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La squadra israeliana è il Beitar Gerusalemme: i suoi tifosi sono stai protagonisti, negli anni, di episodi e aggressioni razziste nei confronti delle minoranze etniche e religiose, al grido di “Il Beitar sempre puro”&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La squadra israeliana è il Beitar<br />
Gerusalemme: i suoi tifosi sono stai protagonisti, negli anni, di<br />
episodi e aggressioni razziste nei confronti delle minoranze etniche<br />
e religiose, al grido di “Il Beitar sempre puro” e , domenica<br />
scorsa, hanno ripreso con le pratiche discriminatorie, durante la<br />
partita con il Bnei Sakhnin, un&#8217;altra squadra israeliana a<br />
maggioranza araba: 400 poliziotti e 200 guardie private , schierati<br />
al Teddy Stadium, hanno impedito la scoppio della violenza tra le due<br />
tifoserie.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma non è bastato. Il giocatore Gabriel<br />
Kadiev – nuovo acquisto del Beitar e primo non ebreo nella storia<br />
del club – è stato oggetto di insulti e cori razzisti fin dal suo<br />
ingresso in campo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il Beitar e la squadra del quartiere<br />
sudoccidentale di Gerusalemme e si è sempre “vantata” di non<br />
avere , tra le sue fila, né arabi né musulmani, ma l&#8217;annuncio, da<br />
parte dei dirigenti, dell&#8217;acquisto di Kadiev e di Zaur Sadaev (anche<br />
lui ceceno e musulmano) ha fatto scoppiare il risentimento dei<br />
tifosi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma chi è il presidente della società<br />
israeliana? Si tratta di Arcadi Gaydamak, trafficante d&#8217;armi di<br />
origine russa e presidente anche del partito di estrema destra &#8211; il<br />
Social Justice (!) &#8211; e amico del presidente ceceno Kadyrov, accusato<br />
di ripetute violazioni dei diritti umani. Nonostante queste premesse,<br />
Gaydamak ha confermato l&#8217;acquisto, per la sua squadra, dei due<br />
giocatori ceceni e musulmani i quali sono accolti, a ogni<br />
allenamento, da sputi e parolacce e sono costretti a vivere sotto<br />
scorta per paura di essere aggrediti dalla loro stessa tifoseria.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il Presidente israeliano, Shimon Peres,<br />
ha scritto una lettera alla Football Association in cui si legge che:<br />
“Il razzismo ha colpito il popolo ebraico in un modo più invasivo<br />
rispetto a qualsiasi altra nazione nel mondo. Tutto il paese è<br />
sconvolto da questo fenomeno e non sarà mai d&#8217;accrdo nel venire a<br />
patti con esso”. Anche l&#8217;ex primo Ministro ha detto di non voler<br />
più assistere a questi episodi e ha aggiunto che: “ Si tratta di<br />
una questione che riguarda tutti noi. O riusciremo a tagliar fuori<br />
questo gruppo di razzisti o siamo tutti come loro”.&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://4.bp.blogspot.com/-jgMTPa5xG0o/USCPiH53SII/AAAAAAAAATY/ABM6WZOLO0g/s1600/beitar-gerusalemme-interna-nuova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="101" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/beitar-gerusalemme-interna-nuova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ancora razzismo nel mondo del calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;episodio accaduto qualche giorno fa, dobbiamo ancora parlare di calcio e razzismo. Ed è ancora coinvolta la Pro Patria. Sabato scorso, infatti, durante un incontro tra le formazioni giovanili della Berretti, la partita&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/21/ancora-razzismo-nel-mondo-del-calcio/">Ancora razzismo nel mondo del calcio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dopo l&#8217;episodio accaduto qualche giorno<br />
fa, dobbiamo ancora parlare di calcio e razzismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ed è ancora coinvolta la Pro Patria.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sabato scorso, infatti, durante un<br />
incontro tra le formazioni giovanili della Berretti, la partita<br />
Casale-Pro Patria è stata interrotta a causa di un insulto razzista<br />
nei confronti di un giocatore, Fabiano Ribeiro.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Pro Patria esclude l&#8217;episodio<br />
razzista, mentre il tecnico della formazione di casa ha dichiarato: “<br />
Quello che è accaduto questa sera è un fatto grave e vergognoso,<br />
che va preso nelle sue giuste proporzioni e lo è ancora di più se<br />
si pensa che è avvenuto all&#8217;interno di una partita giocata tra<br />
ragazzi. E&#8217; tempo di dare un segnale forte considerato che già ci<br />
era capitato in precedenza di sentire insulti razzisti. Un fenomeno<br />
che va arginato.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Lega Pro ha, intanto, deciso di<br />
rivolgersi alla Procura federale. Il presidente della Lega Pro, Mario<br />
Macalli, ha sostenuto che “se dall&#8217;inchiesta risultasse che si è<br />
compiuto un atto di razzismo, La Lega Pro prenderà tutti i<br />
provvedimenti necessari per condannare il gesto. Tali comportamenti<br />
razzisti non possono essere più ammessi e tollerati. Andremo fino in<br />
fondo all&#8217;indagine, porteremo avanti una lotta senza quartiere, non<br />
sono questi i valori che il calcio e la società devono trasmettere”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Calciatore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Calciatore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
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