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	<title>gioco Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Riecco il Festival delle Abilitá!</title>
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<p><br>Cosa dire del Festival delle Abilità? Stavo per scrivere il solito articolo in cui si racconta qualcosa degli obiettivi, dell&#8217;organizzazione e del programma. E invece no. Voglio raccontare quello che conosco e che ho conosciuto di questo, ormai famoso festival.<br>Il teatro mi ha sempre affascinato, perciò parto dall&#8217;esperienza vissuta insieme all&#8217;amica Barbara con il gruppo teatrale Elettrogeno. <br>Martina, un&#8217; attrice cieca, con una semplice benda sugli occhi ci porta in un mondo fatto di suoni e soprattutto tatto.<br>Siamo in cerchio e a turno veniamo bendati, la persona con la benda usa i sensi rimanenti per scegliere qualcuno nel cerchio, inizia a sentire, toccare e raccontare con la partecipazione di tutti.<br>Un modo originale per scoprirsi, conoscere le  persone, per approcciarsi allo sconosciuto. <br>Poco dopo, viene messa alla prova la propria capacitá di sceneggiare partendo da un banco, un foglio di carta e una penna.<br>Le situazioni sono le più disparate, una coppia in crisi, un litigio, una dichiarazione d&#8217;amore….A volte ci sentiamo un po&#8217; spiazzati, ma rispettiamo le regole del gioco della finzione. Si annullano le differenze, diventiamo tutti attori.<br>L&#8217;esperimento si conclude con un ballo lento che ci commuove.<br>Un altro progetto interessante che mi ha visto protagonista è &#8220;Disability Glam&#8221;. Si tratta di servizi fotografici originali dell&#8217;amico Gianfranco Falcone che raccontano corpi, storie.<br>Io, per primo, ho deciso di mettermi in gioco e di farmi immortalare; ho cercato di divertirmi davanti all&#8217;obiettivo, di ammiccare… Un corpo disabile può essere seducente? Beh vedere per credere, lascio a voi il giudizio. Il progetto è in continua espansione e ha permesso, anche a noi, partecipanti di conoscerci. Le foto sono disponibili sul sito dell&#8217;Associazione &#8220;Menti in fuga&#8221;. Quest&#8217;anno Gianfranco, ha deciso di mettere a disposizione dei partecipanti al Festival la sua esperienza e la sua macchina fotografica! Il mio consiglio è: buttatevi!<br>Ci sono molte altre iniziative interessanti e vari amici e conoscienze. Ne cito alcuni: Sabrina Minervini e il gruppo amici della mente, i Tecnologicamente Insuperabili, Andrey Chaykin, Laura Boscaini, Giorgia Meneghesso…<br>Un grande evento organizzato sopratutto da persone con disabilità per persone con disabilità.<br>Un abbraccio speciale a Laura Ricchina, sempre gentile e disponibile e a tutta la squadra della Biblioteca Chiesa Rossa!<br>Vi aspettiamo! Segnate: dal 13 al 21 settmebre. </p>



<p>Il programma è a questo link:  <a href="https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>La fragilità e la violenza della Comunicazione</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 08:55:46 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Di  solito non utilizzo però credo che, a volte, si debba usare una modalità altrettanto forte per far passare certi messaggi: mi riferisco al programma TV &#8220;Grande fratello&#8221; che, come nella maggior parte della Comunicazione, è un contenitore di ignoranza, di violenza, di ipocrisia. Bene che oggi si parli apertamente di disagio mentale, meno bene che se ne parli in questi termini e per una trasmissione così becera , che mette sotto i riflettori una parte di cittadinanza in cui da una parte troppe persone hanno perso l&#8217;umanità e da un&#8217;altra, molte sono troppo sensibili per sopravvivere nella nostra epoca.</p>



<p>Da tempo mi batto anche per chi soffre di quelle malattie dell&#8217;anima che sono poco riconosciute a livello istituzionale e, tantomeno, a livello sociale. Mi sento indignata e affranta: studiando si capisce quanto la Cultura, la Comunicazione, la Politica influenzino la salute delle persone comprese i  BULLI (ADULTI e NON) che sono anche loro vittime di un sistema marcio, corrotto, privato di empatia, infarcito di disvalori, che ha lo stesso odore della cattiveria, lo stesso mutismo della paura, la stessa sordità del narcisismo, la stessa immobilità del vuoto più disperato e disperante. Che fare? Miguel De Unamuno scrive: &#8220;L&#8217;Uomo, dicono, è un animale razionale. Non so per qual motivo non si sia detto che è un animale affettivo o sentimentale. E forse quello che maggiormente lo distingue dagli altri animali è il sentimento e non la ragione&#8221;. Gli animali hanno, oggi, sicuramente più sentimento dell&#8217;Uomo calcolatore, arrivista, prepotente, superficiale e stupido, tanto stupido da non comprendere che tanto, alla fine, saremo tutti polvere o stelle. Non ci occupiamo di  di cibo, di sesso, di intrattenimento, di gossip, di moda, etc. Non importa, siamo fatti così. Vogliamo parlare di persone ancora tali, di fragilità, di amore, di solidarietà, di vicinanza, di ascolto. </p>



<p>Ogni aggettivo che ho utilizzato in questo articolo ne contiene molti altri; esprime concetti e riflessioni che, spero, vengano fatte seriamente nelle scuole e su quegli organi di stampa e di informazione che davvero sentono l&#8217;urgenza di raddrizzare il tiro verso una direzione pulita, sana, saggia della vita individuale e collettiva. </p>



<p>Di solito non intervengo molto su questo giornale online per dare spazio e voce a chi è più esperto di me, a chi vive sulla propria pelle le situazioni su cui diamo le notizie, ma ho sentito la necessità di scrivere questo breve editoriale perchè, purtroppo, in molti seguono la tv generalista e i mi occupo da anni di Comunicazione e ho sentito il dovere, anche dal punto di vista deontologico, di commentare quello che sta accadendo nel mio adorato-odiato Paese. </p>
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		<title>I diritti naturali delle bambine e dei bambini: il manifesto Zavalloni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 09:15:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 novembre è la Giornata Mondiale dei Diritti dell&#8217;Infanzia e vogliamo celebrarla proponendovi I diritti naturali dei bambini e delle bambine, il manifesto nato più di 20 anni fa dall&#8217;appassionato e creativo pensiero di Gianfranco Zavalloni, per 16 anni&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Il 20 novembre è la <strong>Giornata Mondiale dei Diritti dell&#8217;Infanzia</strong> e vogliamo celebrarla proponendovi <strong>I diritti naturali dei bambini e delle bambine</strong>, il manifesto nato più di 20 anni fa dall&#8217;appassionato e creativo pensiero di <strong>Gianfranco Zavalloni,</strong> per 16 anni maestro della scuola dell&#8217;infanzia, poi dirigente scolastico in diversi comuni della Romagna e responsabile dell’Ufficio Scuola del Consolato d’Italia di Belo Horizonte, in Brasile. Scomparso giovanissimo nel 2012, Gianfranco Zavalloni per me resta un&#8217;inesauribile fonte di ispirazione e riflessione nel cercare la strada verso <strong>un&#8217;educazione libera, a contatto con la natura, lenta e non violenta.</strong> Un&#8217;educazione dove i bambini possano, tra le altre cose, sperimentare i limiti e le potenzialità del proprio corpo, mettersi alla prova, vincere o perdere, avere ginocchia sbucciate, certo, ma una migliore autostima per aver potuto superare le piccole difficoltà che un ambiente naturale pone.</p>



<h1>I DIRITTI NATURALI di BIMBE e BIMBI<br></h1>



<p><strong>1 IL DIRITTO ALL&#8217;OZIO</strong><br>a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti</p>



<p><strong>2 IL DIRITTO A SPORCARSI</strong><br>a giocare con la sabbia, la terra, l&#8217;erba, le foglie, l&#8217;acqua, i sassi, i rametti</p>



<p><strong>3 IL DIRITTO AGLI ODORI</strong><br>a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura</p>



<p><strong>4 IL DIRITTO AL DIALOGO</strong><br>ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare</p>



<p><strong>5 IL DIRITTO ALL&#8217;USO DELLE MANI</strong><br>a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,<br>incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco</p>



<p><strong>6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO</strong><br>a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura</p>



<p><strong>7 IL DIRITTO ALLA STRADA</strong><br>a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade</p>



<p><strong>8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO</strong><br>a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi</p>



<p><strong>9 IL DIRITTO AL SILENZIO</strong><br>ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell&#8217;acqua</p>



<p><strong>10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE</strong><br>a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle</p>



<p></p>
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		<title>Infanzia e adolescenza al tempo del Covid-19</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 08:19:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha avuto il piacere di avere come ospite la psicoterapeuta e saggista Nadia Muscialini che ci ha parlato della situazione dei bambini e degli adolescenti in tempo di pandemia,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha avuto il piacere di avere come ospite la psicoterapeuta e saggista Nadia Muscialini che ci ha parlato della situazione dei bambini e degli adolescenti in tempo di pandemia, suggerendo consigli ai genitori per star loro vicini e per affrontare insieme la convivenza forzata delle giornate. </p>



<p>Per ascoltare le parole di Nadia Muscialini, che collabora anche con Progetto Aisha, o i precedenti streaming è sufficiente cliccare sul quadrante che vi interessa. Grazie!</p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



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		<title>Donne vittime di tratta e l&#8217;importanza dell&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 07:36:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propone una serie di streaming sul proprio canale Youtube con professionisti esperti e operatori sui temi dei diritti umani e di attualità. Ecco, per voi, l&#8217;incontro con Matteo Vairo,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>propone una serie di streaming sul proprio canale Youtube con professionisti esperti e operatori sui temi dei diritti umani e di attualità.</p>



<p>Ecco, per voi, l&#8217;incontro con Matteo Vairo, responsabile di comunità di accoglienza. Della comunità di San Benedetto al Porto, che ci parla del lavoro con le donne vittime di tratta, di accoglienza, di psicopedagogia in un&#8217;ottica spirituale e interculturale. Ai tempi di una pandemia globale. </p>



<p>(Per seguire lo streaming è sufficiente cliccare sui quadranti che vi interessano).</p>



<p>Vi aspettiamo per la diretta di lunedì alle 15.30 !</p>



<p></p>



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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Solo da bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2019 09:04:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12340" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135644-e1555923075984-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a></p>
<p>L&#8217;opera collettiva &#8220;Lo stesso giro del mondo&#8221; apre l&#8217;esposizione &#8220;Solo da bambini&#8221;, presso la Fondazione Merz di Torino fino al 19 maggio 2019, per cui sono stati coinvolti tre richiedenti asilo, Mohamed, Chehou e Kalambani, in Italia da meno di due anni e per vivere raccolgono ferro vecchio. Hanno realizzato una giostra, simbolo del gioco, dell&#8217;aspetto ludico della Vita che dovrebbe appartenere all&#8217;infanzia di tutte e di tutti e che, troppo spesso, invece viene negata.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12341" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135824-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12342" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135908-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a> <a 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href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12344" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12345" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140406-e1555923244227-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12346" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140549-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12347" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_141810-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12348" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_140855-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>A partire dalla giostra si diramano le narrazioni artistiche di Daniele Gaglianone, Paolo Leonardo e di Lina Fucà: i tre artisti (due visivi e un regista), intrecciano il proprio vissuto con l&#8217;attualità per una riflessione sulle condizioni dei minori, di Ieri e di Oggi.</p>
<p>Una grande ragnatela di juta, ricavata da sacchi portati da Cuba, con alle pareti tante piccole fotografie raccontano di donne che danno la Vita e la trasmettono; un&#8217;abitazione, in &#8220;Ti ho pensata sempre&#8221; è al centro di una riflessione che riguarda il nido in cui si cresce e si invecchia; quattro adolescenti corrono incontro al Futuro, pieni di speranze e di aspettative; Gaglianone, attraverso gli sguardi dei suoi figli, crea un suggestivo viaggio onirico ripetendo le stesse immagini commentate da una voce di bambina che ricorda l&#8217;assalto alla caserma di Moncada, durante una rivolta cubana. Paolo Leonardo utilizza le foto incastonate su dipinti, in &#8220;Altri occhi e &#8220;Non avere paura&#8221;, dialogando con l&#8217;opera del regista, per poi realizzare l&#8217;opera intitolata &#8220;Archivio Coco&#8217;s&#8221;, un video che riporta alla Memoria le vicende della famiglia proprietaria del Coco&#8217;s, ristorante situato al centro di Torino frequentato, fin dagli anni &#8217;70, dalla comunità di migranti che arrivava dal meridione.</p>
<p>Esperienze personali, desideri, ricordi passati&#8230;Coinvolgendo vari materiali, possibilmente poveri, diverse forme e mezzi artistici, la mostra vuole sottolineare l&#8217;importanza dei sogni, dedicando ad essi la sensibilità e la riflessione critica degli artisti e delle persone comuni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12338" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190330_135226-e1555923012639-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a></p>
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		<title>Sport sotto occupazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Passante Vittoria: Il Cielo sotto Milano 4÷12 giugno 2018 Lun/ven ore 15.00÷19.00 Sab/dom ore 11.00÷13.00 ENTRATA LIBERA Momenti di riflessione su un argomento, lo sport, che nel nostro paese è quasi sempre motivo&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #c5000b;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10823" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="856" height="570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 856w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 856px) 100vw, 856px" /></a></span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="font-size: large;">Passante Vittoria: Il Cielo sotto Milano</span></div>
<div><span style="font-size: large;">4÷12 giugno 2018</span></div>
<div></div>
<p>Lun/ven ore 15.00÷19.00<br />
Sab/dom ore 11.00÷13.00</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ENTRATA LIBERA</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Momenti di riflessione su un argomento, lo sport, che nel nostro paese è quasi sempre motivo di allegria e spensieratezza. In altri territori, dove i diritti umani non vengono rispettati, si accompagna alla sofferenza e può essere fonte di incoraggiamento a lottare per la vita. </span></span></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/events/2091904017689433/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/events/2091904017689433/&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF3rgaS_LGWQKZFw-3_5D-GG00MeA&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />events/2091904017689433/</a></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></strong>1) &#8220;NON GIOCHEREMO LE FINALI&#8221;<br />
“In tutto il mondo la gente gioca a calcio. Ma in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/palestina?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/palestina&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF_OIspyV2E7-_usBGznz0zseHVIg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Palestina</a>, andare agli allenamenti o guardare una partita può diventare una sfida. Essere sul campo può essere un atto di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/resistenza?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/resistenza&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEHP6puOcFe52Pq6HDniMSogHdj8g&utm_source=rss&utm_medium=rss">#resistenza</a>. Non tutti sopravvivono. Non un <a href="https://www.facebook.com/hashtag/giocatore?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/giocatore&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHfyNBedEtSleXV4JUJZcfL7D5EVg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#giocatore</a> palestinese giocherà la finale. Palestina ai <a href="https://www.facebook.com/hashtag/mondiali?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/mondiali&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHh8UZnjGFRIIOcb1iOGurnXXAeCQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Mondiali</a>? Non finché il suo territorio è <a href="https://www.facebook.com/hashtag/occupato?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/occupato&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNFd33TAXzYC4b3QMeWnC8bOPJe3Uw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#occupato</a>, diviso, chiuso. Ma nei campi <a href="https://www.facebook.com/hashtag/profughi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/profughi&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEs40S1c4-59jD-bq0D5uzG9D0vOA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#profughi</a>, tra le <a href="https://www.facebook.com/hashtag/colonie?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/colonie&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGAaSi4A2e4FdvRJi2oD9jMCPFetA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#colonie</a>, nelle strade di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/hebron?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hebron&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHI7ml336n41KiH4XftBah96vR7xw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Hebron</a>, tra le rovine di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/gaza?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/gaza&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGUhRjb15R8UE6UyUv9jqhJ1jo2jQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Gaza</a>, al <a href="https://www.facebook.com/hashtag/muro?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/muro&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEYD5_tPMNZE6PMqPFUUCR0z8trQw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#muro</a>, come in tutto il mondo: giochiamo a <a href="https://www.facebook.com/hashtag/calcio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/calcio&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF1ymKbbKGyOX5Gy5ZVT_TWlzBDbw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#calcio</a>”.<br />
Foto: Sacha Petryszyn<br />
&#8220;Nato a Tolosa, Francia, nel 1980, trascorro lunghi periodi a Milano, dal 2010. Operatore umanitario in primis e appassionato di fotografia, ho collaborato con organizzazioni non governative come <a href="https://www.facebook.com/hashtag/medecinsdumonde?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/medecinsdumonde&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF0pJJ7qNrw6g4bxVMFDXq5xKTsyg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#MedecinsDuMonde</a>, <a href="https://www.facebook.com/hashtag/actioncontrelafaim?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/actioncontrelafaim&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNFp_AMP3Jgqxv79BN-MGyDvHvLKeQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#ActionContreLaFaim</a> in diversi progetti di emergenza e sviluppo in Birmania, Indonesia, Palestina, Haiti, Giordania ed Iraq. La voglia di raccontare quello che avevo sotto agli occhi è presto diventato indispensabile. Dopo aver realizzato alcune foto in un centro di rifugiati siriani in Giordania per conto di Medecins du Monde, ho deciso di seguire una formazione in fotografia presso l’Istituto Riccardo Bauer di Milano nel 2012 e sono entrato a far parte dello studio <a href="https://www.facebook.com/hashtag/hanslucas?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hanslucas&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNE1qpxwI7hDy5j0THot_wMevJhBCQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#HansLucas</a> nel dicembre 2016.&#8221;<br />
Testo: Sacha Petryszyn e Anne Sophie <a href="https://www.facebook.com/hashtag/simpere?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/simpere&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGzD8HTPpd9mGB8isUjsdAL7S2Csw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Simpere</a><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p></span></span></strong>2) LE TAPPE DELLA MEMORIA<br />
In Palestina le prime tre tappe del <a href="https://www.facebook.com/hashtag/giroditalia?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/giroditalia&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEM5PLGGef1DGUt2EvfOwZ-bgdI5Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">#GiroDItalia</a> 2018.<br />
&#8230;.I corridori hanno transitato vicino a Kfar Sha’ul, una cittadina sorta sulle macerie di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/deiryassin?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/deiryassin&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNGDEHG9nsJt85lOnE9M4asSiZf2jw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#DeirYassin</a>. Costretti dalla necessità della gara contro il tempo, essi non si sono soffermati a rendere omaggio alle centinaia di vecchi, uomini, donne e bambini massacrati il 9/4/1948. In oltre 144 case abitavano 708 persone. La <a href="https://www.facebook.com/hashtag/puliziaetnica?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/puliziaetnica&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNEuusDvldVoeq7_P6K4KbSBEcjYeA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#puliziaEtnica</a> è stata totale e nessuno è rimasto vivo a Deir Yassin: o uccisi o espulsi. Doverosamente il percorso ha toccato Talbiyya, città natale di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/edwardsaid?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/edwardsaid&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNHNFjwhLJHlkqfLD9vzK5nu_E4ppA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#EdwardSaid</a>. Sono passati poi vicino a via <a href="https://www.facebook.com/hashtag/jabotinsky?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/jabotinsky&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNF8Y9lgQr_ORarj5Ope9pIUFtPf4Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Jabotinsky</a>, una delle tante vie d&#8217;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/israele?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/israele&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNH45a79dYioESXFZcOUzdO8fAQ4xg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Israele</a> dedicate a questo signore, onorato eroe nazionale benché grande estimatore di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/mussolini?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/mussolini&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNH9syH8t9k8xLJ288t1qHUAu6UbRw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Mussolini</a> (sì, Benito, quello delle leggi razziali) nonché fondatore dell’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/irgun?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/irgun&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNGz9ImajGx8GBHHcjm7QJE73EUxrQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Irgun</a>, organizzazione terroristica ebraica nata nel 1935 da una scissione dell’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/haganah?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/haganah&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNFMGDAL4HdmJcsaHhYubzkyYgd1oA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Haganah</a> e responsabile, con la banda <a href="https://www.facebook.com/hashtag/stern?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/stern&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNG7gGdcAy1_hDd8vJ1grVAr-RBwVQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Stern</a>, tra l’altro, dell’attentato all’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/hotelkingdavid?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hotelkingdavid&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNF0ddZx3JpE5U-ZNNaPjQH3qEm51A&utm_source=rss&utm_medium=rss">#HotelKingDavid</a> di Gerusalemme ove nel 1946 furono uccise 91 persone tra cui 17 ebrei&#8230;<br />
E via descrivendo&#8230;<br />
Ricerca e mappe a cura del profugo palestinese Dirar Tafeche.</p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Tutto il mondo è paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 06:48:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi Non ci sono barriere. Il colore della pelle non cambia, come quello degli occhi, dei sorrisi.La voglia di vivere e di superarsi distingue questi Atleti che saltando pregiudizi, isolamento e bullismo,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10101" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="672" height="505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 672w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></a></b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Non ci sono barriere. Il colore della pelle non cambia, come quello degli occhi, dei sorrisi.La voglia di vivere e di superarsi distingue questi Atleti che saltando pregiudizi, isolamento e bullismo, sono protagonisti del loro e del nostro tempo.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In occasione del Forum “On The Margins” ospitato da Special Olympics Europe Eurasia e sostenuto dall’Unione Europea, atleti con disabilità intellettive e relazionali si sono incontrati insieme a quanti, in tutto il mondo, intendono lo sport ‘strumento di inclusione’.<br />
Le luci si sono illuminate alle parole di un giovane proveniente dal Cameroun: Gerald Mballe gli applausi per lui, infiniti, lo hanno reso un simbolo dell’integrazione, dello sport e della visione reale di comunità. Le sue parole: “</span></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Quando ero bambino, nel mio Paese, mi chiedevo perché le mamme tenessero in casa i bambini con disabilità, senza trovare mai una risposta. In Italia ho visto gli atleti di Special Olympics ritrovando le mie stesse difficoltà di “straniero”. Un colore diverso della pelle, l’aspetto, una lingua diversa. Ho riconosciuto in loro tutta la mia fatica e la determinazione per ottenere un’opportunità per poter dimostrare il mio talento, così ho scelto di entrare in campo per giocare”.</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Una storia che somiglia molto a quella di Filippo Pieretto</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;">Ha vissuto i primi anni di vita rinchiuso in un istituto in Bulgaria mentre gli altri bambini, fuori, conoscevano i giocattoli, gli animali e vivevano in una famiglia normale. Era in un orfanotrofio dove stava insieme a suo fratello gemello Carlo. Dovevano stare attenti ed essere veloci quando veniva l’ora di mangiare perché c’era sempre qualcuno pronto a togliere loro il cibo da sotto il naso. P</span><span style="color: #1d2129;">assavano molto tempo lì dentro senza fare niente. Fino a quando, un giorno, sono arrivati due angeli, come li chiama lui, i suoi genitori, Franco e Salvina. Da allora è come se lui e Carlo fossero venuti al mondo una seconda volta. Hanno scoperto tante cose meravigliose di cui ignoravamo l’esistenza. Tra queste c’è senz’altro Special Olympics.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><i>Sono 7 anni che sono un atleta, prima di allora giocare a calcio è stato sempre un po’ difficile perché non mi passavano mai il pallone, non ero parte della squadra, anzi, a fine partita, mi sentivo anche più solo di prima. Poi è l’arrivo di Special Olympics, dove finalmente sento di essere qualcuno, mi sento importante per gli altri ed ho l’opportunità di fare delle cose incredibili. Nel 2015 sono stato convocato ai Giochi Mondiali Estivi a Los Angeles come titolare. Per la prima volta, proprio io ho rappresentato l’Italia nel calcio a 5, davanti a milioni di spettatori da tutto il mondo, ed è stata un’emozione grandissima. Se mi avessero raccontato la mia storia, anni fa, quando ero piccolo e in quell’istituto, non ci avrei mai creduto, ma proprio i miei genitori e Special Olympics mi hanno insegnato a credere nei sogni. Quando c’è coraggio e determinazione, la stessa che ha avuto Eunice Kennedy nel fondare il nostro Movimento, tutto è possibile, anche vivere in una società pienamente inclusiva</i></span><span style="color: #1d2129;">”.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>Gilmour Borg di Malta, 17 anni</b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10100" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span><span style="color: #1d2129;">Lo sport è una parte molto importante della sua vita. Non solo perché lo fa sentire bene con se stesso e ha successo, ma perché può imparare nuove abilità e incontrare altri atleti. Sente di che poter esprimere i suoi sentimenti e anche usare tutte le mie energie in modo positivo. Lo sport lo aiuta a stare in salute, gli insegna come organizzarsi, stimola l&#8217;amicizia e lo facilita nel relazionarsi con altri atleti e le altre persone. Mi insegna anche a rispettare gli altri. Tuttavia, il suo sogno è quello di avere opportunità pari a quelle di altri atleti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;">Fa atletica con Special Olympics Malta, dove gareggia nei 100m sprint e nel salto in lungo.<br />
Uno dei suoi ricordi più belli, quando ha gareggiato durante i Giochi Special Olympics a Cipro ad aprile 2016. Ha vinto 3 medaglie. 2 medaglie d&#8217;oro a 100 metri e salto in lungo e una medaglia d&#8217;argento.<br />
Tutte e tre le medaglie sono state importanti, ma la medaglia d&#8217;argento ha significato molto di più delle altre due perché è stata vinta con la staffetta e questo significava che erano una squadra. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><i>Lo sport per me non è solo il successo individuale, ma è principalmente lo sforzo di squadra”<br />
(&#8230;) </i></span><span style="color: #1d2129;">Special Olympics è la sua seconda famiglia. La sua seconda vita.<br />
“</span><span style="color: #1d2129;"><i>Prima di diventare un atleta la mia vita era un tormento, ero vittima di bullismo a scuola, mi guardavano in modo diverso, e io ero arrabbiato ed ero solito portare tutta la mia rabbia a casa. Posso dire che non ero affatto felice. Odiavo me stesso fino a quando i miei genitori non hanno incontrato Anna ed Elaine. Hanno mostrato loro il programma Special Olympics che mi ha reso la persona che sono oggi. Special Olympics mi ha fatto sentire accettato”.</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><span style="font-size: large;"><b>Luca Lotti, Ministro dello Sport</b></span><b><br />
</b>L’edizione 2018 dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics è in programma dal 4 al 10 giugno tra Montecatini e la Valdinievole. 3000 atleti con disabilità intellettive provenienti da tutta Italia gareggeranno in 20 discipline diverse. Sarà una vera festa, perché questo è il senso profondo dello sport: gioco di squadra, solidarietà, partecipazione senza limiti o barriere. Senza lasciare nessuno indietro.<br />
“<i>Sono orgoglioso del lavoro fatto attraverso il Ministero per lo Sport a sostegno di iniziative come questa, e di avere tracciato una strada che dimostra come lo Stato possa essere dalla parte delle persone, soprattutto di quelle che hanno più bisogno.</i><i> </i><i>Da parte mia, sarò sempre al fianco di Special Olympics e dello Sport che unisce”.</i></span></span></p>
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		<title>L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento. Alcune domande al Prof. Bruno Maida</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 09:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento (Einaudi).Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c&#8217;è il corpo senza&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento</em> (Einaudi).Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c&#8217;è il corpo senza vita di qualcuno oppure un veicolo brucia. Metafora di una vita sospesa, l&#8217;assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle. La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne faccia esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell&#8217;identità. Lo è ancora di più per l&#8217;infanzia per la quale, nella stratificazione delle diverse età che la compongono, la guerra coincide con il tempo della formazione, della definizione di se stessa, della costruzione di un proprio sguardo sul mondo. Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, rimasti soli oppure, al contrario, attraversino il tempo della guerra protetti e non invasi dagli effetti più laceranti, i bambini sono stati in ogni caso sempre più coinvolti e condizionati dai conflitti armati del Novecento e gettati sulla scena fino a trasformarsi, nella seconda metà del secolo, in veri e propri combattenti. E ciò è accaduto all&#8217;interno di un paradosso: all&#8217;affermarsi e al diffondersi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un&#8217;attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell&#8217;infanzia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/9788806218980B.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10007" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/9788806218980B.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="329" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/9788806218980B.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/9788806218980B-191x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 191w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ringrazia moltissimo il Prof. Bruno Maida per il tempo dedicatoci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Lei è sempre attento ai diritti dell&#8217;infanzia: da dove nasce l&#8217;interesse per questa parte della società?</b></p>
<p>La storia dell’infanzia non ha mai avuto grande fortuna tra gli storici, ancor meno tra i contemporaneisti. Eppure io ritengo che definire il Novecento il “secolo dei bambini” non sia un guscio vuoto o un’espressione retorica. Il secolo trascorso ha conosciuto una profonda trasformazione per ciò che riguarda l’infanzia: la scolarizzazione di massa, la nascita della pediatria, la lotta vittoriosa contro il lavoro minorile, la costruzione di un sistema di norme per la protezione dei bambini durante le guerre sono tutti aspetti di un processo di miglioramento nelle condizioni dell’infanzia. Nello stesso tempo, però, vanno tenute in considerazione due questioni: la prima è che l’insieme di questi cambiamenti ha riguardato quasi esclusivamente l’Occidente; la seconda è che la protezione dei civili e, nello specifico dei bambini, nelle guerre si è accompagnato, come non mai, a un loro massiccio coinvolgimento e morte di massa. I bambini sono diventati sempre più vittime, attori e spettatori dei processi sociali, in tempo di pace e di guerra. Non considerare il loro punto di vista, la loro esperienza, la loro memoria significa negarsi la comprensione di una parte importante della storia vissuta dalle generazioni che ci hanno preceduto ma anche del presente.</p>
<p><b>Quali sono le differenze tra la tutela dei bambini durante le principali guerre del Passato e quelle contemporanee?</b></p>
<p>Nel passato i civili non erano coinvolti in modo massiccio nelle guerre mentre le caratteristiche dei conflitti contemporanei hanno modificato profondamente il loro ruolo, a causa sia della mobilitazione totale che ogni paese ha realizzato sia delle trasformazioni strategiche e tecnologiche che hanno determinato un sempre maggiore numero di morti tra la popolazione e sempre meno tra i militari. Questo coinvolgimento ha prodotto un insieme di norme, a partire dalla fine dell’Ottocento, affinché i civili fossero protetti e tra essi una particolare attenzione, dopo la prima guerra mondiale, è stata rivolta all’infanzia. Insomma, la vera questione non sono le tutele, perché guardando il ramificato sistema di accordi e leggi internazionali a protezione dei bambini nelle guerre contemporanee la prima impressione è che esistano tutti gli strumenti in grado di limitare al massimo il coinvolgimento dell’infanzia. Il punto è la loro applicazione perché molti paesi non rispettano le convenzioni internazionali, molti altri sono complici attivi o passivi. Il caso più evidente è il divieto di vendere armi ai paesi che utilizzano bambini-soldato, divieto che è stato assai poco rispettato dagli stessi stati firmatari.</p>
<p><b>Nel suo libro dà voce ai bambini attraverso parole, disegni, giochi: cosa ci chiedono? Come possiamo intervenire?</b></p>
<p>I bambini chiedono di poter vivere una vita normale, con i propri genitori, amici, una casa e del cibo dignitosi, imparando e studiando. Ognuno all’interno delle tradizioni, abitudini, culture che esistono alle diverse latitudini. Quello che gli adulti devono fare è garantire e difendere quella normalità perché nell’infanzia si deposita il progetto di trasmissione culturale che ogni società definisce e costruisce. Le guerre spazzano via tutto questo e accelerano artificialmente i processi della formazione e del passaggio tra le diverse età; spesso cancellano l’esperienza stessa dell’infanzia come la intendiamo. I livelli di interventi sono molti e diversi. Verrebbe da dire, per esempio, che sarebbe bello vivere in un mondo dove non debba esistere <i>Save the Children </i>o <i>Action Aid</i>. Ma la verità è che le organizzazioni non governative, al di là di qualsiasi critica che possa essergli rivolta, hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo di supplenza essenziale rispetto all’immobilismo e al disinteresse degli Stati nazionali.</p>
<p><b>Qual è, per lei, il significato del concetto di “resilienza”?</b></p>
<p>Resilienza è una parola molto diffusa, direi abusata. Come tutti i concetti che hanno fortuna, finiscono per essere non solo semplificati ma banalizzati. Quando si parla di resilienza, secondo me, è necessario tenere in considerazione due aspetti. Il primo è il rapporto con il trauma, che significa contestualizzare le condizioni in cui il bambino ha vissuto, conoscerne il contesto familiare e sociale, far emergere il più possibile l’esperienza del bambino, le sue paure e le sue speranze. Il secondo è che ogni forma di resilienza necessita di un ambiente resiliente, di persone, strutture, condizioni, che favoriscano lo svilupparsi delle risorse e delle possibilità che esistono nelle persone. La resilienza – mi viene da dire, tenendo conto che il mio mestiere è lo storico, non l’educatore, lo psicologo o il pedagogista – ha bisogno di una comunità resiliente, capace di appoggiare, restituire e condividere il mondo della sofferenza con cui un bambino, quando subisce un trauma o meglio una serie di ferite, deve confrontarsi. Le guerre non si esauriscono, per esempio, solo nella dimensione della morte – che costituisce comunque un’esperienza radicale e devastante – ma producono una desertificazione materiale e psicologica di cui bisogna tenere conto e che pervade tutto il tempo e lo spazio della ricostruzione della società. Bisogna evitare che i bambini si trovino nella condizione di Edmund, il protagonista di <i>Germania anno zero</i> che giunge al suicidio non solo per la sua disperazione individuale ma anche perché intorno a lui vede solo le macerie fisiche e umane della guerra, un deserto che gli appare senza speranza.</p>
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		<title>“AFGANISTAN – IL GRANDE GIOCO”</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 11:40:40 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Ivana Trevisani</p>
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<p>Lo spettacolo in cinque episodi, in scena al tealtro Elfo Puccini di Milano non ha restituito agli spettatori un gioco gioioso, come era possibile intuire, ma neppure giocato dal popolo afgano, semplice pedina, nonché purtroppo vittima passiva dall&#8217;attività delle diplomazie e dei servizi segreti stranieri, che hanno fatto del Paese la scacchiera delle loro partite di potere.</p>
<p>Guidato dalla notevole abilità di regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani il cast di attori e attrici (Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Emilia Scarpati Fanetti, Leonardo Lidi, Michele Radice, Massimo Somaglino, Hossein Taheri) ha magistralmente restituito la giostra storica di un Paese minuscolo in estensione ma enorme per importanza strategica, sia per governi occidental-colonialisti geograficamente lontani, che per quelli di Paesi tanto vicini da lambire i confini del tormentato angolo di terra.</p>
<p>L&#8217;insensatezza di confini e mappe che hanno tentato di costruire il mondo con “carta e inchiostro” e generato non uno stato ma un mostro dai tentatacoli inafferrabili e incontrollabili, offerta sulla scena teatrale, ha inevitabilmente suggerito al pubblico un rimando alla scena reale delle insensatezze contemporanee di medesima matrice d&#8217;intenti e di uguale esito distruttivo.</p>
<p>Il carosello storico-culturale ha preso l&#8217;avvio dal lontano 1842 con le “Trombe alle porte di Jalalabad” dell&#8217;esercito inglese d&#8217;occupazione e della tragica, per entrambe le parti in gioco, battaglia/carneficina. Spostandosi alla seconda metà del secolo, il secondo episodio, la “La linea di Durand” sognata e imposta dall&#8217;omonimo segretario degli esteri britannico alla fine del secolo, è stato un richiamo molto trasparente ai danni che quell&#8217;insensato e non isolato delirio di onnipotenza dell&#8217;arbitraria suddivisione del mondo, ha generato e continua a disseminare.</p>
<p>Con il passaggio agli inizi del &#8216;900 il terzo episodio ha ripreso la triste epopea politica e personale del modernizzatore re Amanullah Khan, ancora una volta vittima dei giochi sotterranei stranieri, impegnati con tragica riuscita ad alimentare e foraggiare lotte e rivalità interne e a difendere alleanze utili ai rispettivi governi.</p>
<p>Gli ultimi due episodi hanno portato il racconto ai tempi più moderni, fino alla contemporaneità in cui gli attori, non della scena teatrale, ma dello scenario politico internazionale sono cambiati, ma i giochi e le strategie di potere e manipolazione sono rimasti gli stessi.</p>
<p>“Legna per il fuoco” ha aperto la scena sul mai abbastanza noto e ribadito ruolo di foraggiamento bellico della CIA e del Pakistan di Zia ai Mujaheddin, utili, con la loro lotta di opposizione ai Russi occupanti, agli interessi politico-strategici dei due governi.</p>
<p>Infine, con “Minigonne di Kabul” la conclusione della vicenda politica e umana di Najibullah, ultimo presidente dell&#8217;Afganistan prima dell&#8217;insediamento del governo talebano, dai governi dell&#8217;occidente abbandonato a sé stesso, come il suo Paese.</p>
<p>Tre ore volate come un battito di ciglia a mostrare l&#8217;epopea di un Paese e di un popolo paradigmatica di tante altre tragedie che, in conseguenza dell&#8217;insensatezza miope dei potenti si sono avvicendate e ancora si stanno consumando nell&#8217;intero mondo e nella storia di troppe vite, troppo spesso vittime incolpevoli.</p>
<p>Con la forte emozione regalata dalla potente intensità dei primi cinque, non resta che attendere i restanti quattro dei nove episodi che costituiscono l&#8217;intera opera, commissionata e prodotta nell&#8217;aprile del 2009 dal Tricycle Theatre di Londra, previsti sempre all&#8217;Elfo Puccini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/image-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8186" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/image-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="558" height="425" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/image-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 558w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/02/image-5-300x228.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></a></p>
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