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	<title>Giordania Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Giordania Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>«LUBO» E «3000 NOTTI»: due film controcorrente</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 09:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&#160;l’antidiplomatico) ispirato a un romanzo di Mario Cavatore&#160;(Il seminatore)&#160;Lubo&#160;è la storia di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-157133"/></a></figure></div>



<p>L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&nbsp;<em>l’antidiplomatico</em>)</p>



<p>ispirato a un romanzo di Mario Cavatore<em>&nbsp;(</em><em>Il seminatore</em>)&nbsp;<em>Lubo</em>&nbsp;è la storia di uno zingaro jenisch svizzero, artista di strada, e della sua famiglia.</p>



<p>quando lo costringono a fare il militare gli portano via i figli e la moglie ne muore.</p>



<p>Lubo fugge e cerca i suoi figli, oltre a una personale vendetta, che è l’oggetto del libro.</p>



<p>Franz Rogowski è sempre bravissimo, e convincente, come tutte le attrici e gli attori.</p>



<p>il film dura tre ore, ma neanche un minuto è in più,&nbsp;Giorgio Diritti fa film bellissimi o straordinari, niente di meno.</p>



<p>la storia è una delle tante di quegli anni a danno della popolazione jenisch, sterilizzazione delle donne e furto dei bambini,&nbsp;motore di questo genocidio, durato fino al 1974, è la fondazione&nbsp;<em>Pro Juventute</em>, ennesimo esempio della banalità del male.</p>



<p>il film non è piaciuto troppo ai critici laureati, ognuno ha i suoi gusti, ma è di sicuro un film da non perdere, non te ne pentirai.</p>



<p>buona (jenisch) visione – Ismaele</p>



<p>ps 1: un bel film italiano sugli Jenisch, di&nbsp;Valentina Pedicini, si può vedere&nbsp;<a href="https://www.raiplay.it/programmi/dovecadonoleombre?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>, e&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/dove-cadono-le-ombre-valentina-pedicini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;la recensione</p>



<p>ps 2: un grandissimo&nbsp;Franz Rogowski, in un film non apparso in Italia, è&nbsp;<a href="https://markx7.blogspot.com/2023/03/great-freedom-groe-freiheit-sebastian.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p>ps 3: un ritratto di Mariella Mehr, poetessa jenisch,&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/ricordo-di-mariella-mehr/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p><em>INTERVISTA di ALESSABDRO BIANCHI a MAI MASRI</em></p>



<p>Girato in un carcere dismesso in Giordania,<em>&nbsp;<strong>3000 notti</strong></em>&nbsp;è il film che consacra a livello planetario la carriera della regista palestinese Mai Masri.<em>&nbsp;“Nel 2015,&nbsp;quando è stato realizzato il film, nelle prigioni israeliane si trovavano 6000 palestinesi, uomini, donne e minori. È la storia di una di loro”</em>, ha dichiarato in un’intervista l’autrice per descrivere la figura, divenuta iconica, della protagonista Layal, giovane palestinese arrestata senza nessun valido motivo dalle autorità israeliane e che scoprirà la sua maternità in carcere.</p>



<p><em>“Gli israeliani e la mia casa – Nablus e Shatila:&nbsp;Sotto le macerie”&nbsp;(1983); I bambini del fuoco (1990)”&nbsp;</em>fanno rivivere il dramma delle donne e bambini sotto l’occupazione. In “<em>Donne oltre le frontiere, 2004”,&nbsp;</em>si ascolta Kifah Afifi rievocare la brutalità del campo di Khyam: “<em>Sono morta cento volte ogni&nbsp;giorno in quella cella</em>”, e Soha Bechara, che ha messo in gioco la propria vita per la liberazione del suo Paese, ripetere:<em>&nbsp;“Non dimentichiamo la Palestina”.&nbsp;</em>Amore e resistenza sono i due temi che ricorrono sempre nelle opere di Mai Masri. “<em>I suoi film sono l’antitesi degli stereotipi che</em>&nbsp;<em>disumanizzano e tolgono i loro diritti ai palestinesi. Lei non documenta solo ciò che viene fatto subire ai palestinesi dal 1948, ma mostra chi sono veramente</em>”, chiosa alla perfezione Victoria Brittain in un bellissimo lavoro di raccordo delle opere della regista (“<em>Love and resistance in the films of Mai Masri</em>”). Le immagini nei lavori dell’artista palestinese non si soffermano esclusivamente sulla disperazione e dolore, si ostinano a cercare, anche nella più grande sofferenza, l’amore e la bellezza. Viene da domandarsi come sia possibile oggi alla luce delle immagini tremende del genocidio in corso a Gaza.</p>



<p><em>In esclusiva, l’AntiDiplomatico ha avuto l’onore di rivolgere alla grande artista palestinese alcune domande sulla mattanza in corso nella sua terra e la nuova fase del conflitto in Palestina.</em></p>



<p><strong>Da regista come vedi il ruolo del cinema rispetto allo sterminio in atto a Gaza nelle ultime settimane?</strong></p>



<p><em>Credo nella potenza della narrazione per la nostra lotta e nel ruolo del cinema per cambiare la narrativa sulla Palestina. Sfortunatamente i principali media hanno disumanizzato il popolo palestinese e la sua lotta già da molto tempo. Il cinema può svolgere un ruolo fondamentale nel mettere in luce la sofferenza e la resistenza del popolo di Gaza di fronte al genocidio in corso. Il nostro ruolo come registi di tutto il mondo è concentrarci sulle vite, le speranze e i sogni dei palestinesi. Mentre guardiamo le immagini dal vivo di morte e distruzione provenienti da Gaza, nessuno può affermare di non sapere cosa sta accadendo. Questo è il primo genocidio televisivo della storia. Una continuazione della Nakba del 1948, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case e la loro terra. Come regista palestinese sento la grande responsabilità non solo di testimoniare le atrocità che si stanno consumando a Gaza, ma anche di portare al mondo le nostre storie di umanità, speranza e resilienza.</em></p>



<p><strong>Cosa pensi del boicottaggio su artisti e accademici israeliani che partecipano a iniziative organizzate e patrocinate dallo stato d’Israele? A tuo avviso la campagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni) era valida già prima della posizione estremista del governo di Netanyahu?</strong></p>



<p><em>Il boicottaggio su artisti e studiosi israeliani che partecipano ad attività culturali sponsorizzate dallo stato d’Israele è uno strumento legittimo e potente contro l’occupazione e l’apartheid. E’ anche una forma di resistenza civile molto efficace, modellata sul successo della campagna mondiale di boicottaggio contro il governo razzista del Sud Africa. Il razzismo e l’apartheid sono state parte integrante della ideologia e della struttura dello Stato israeliano molto prima del governo estremista di Netanyahu. Durante le recenti proiezioni dei miei film negli Stati Uniti e in Europa, ho notato un cambiamento nell’opinione pubblica, soprattutto tra i giovani e gli studenti, molti dei quali sono ebrei e sono in prima linea nel movimento contro l’occupazione e l’apartheid. E’ incoraggiante vedere che ci sono sempre più artisti, studiosi e studenti ebrei in tutto il mondo che si oppongono all’occupazione israeliana e ai crimini di guerra contro il popolo palestinese e hanno assunto una posizione coraggiosa: “Non in nostro nome”.</em></p>



<p><strong>L’idea di uno Stato unico laico e democratico concepita dalla Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) prima degli accordi di Oslo, con il senno di poi, sarebbe stata la soluzione più saggia? Abbiamo visto che la narrazione due Stati due popoli ha portato all’avanzamento del progetto di colonizzazione d’insediamento da parte d’Israele e un netto e tragico peggioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese.</strong></p>



<p><em>Ho sempre creduto in uno Stato unico laico e democratico per palestinesi e israeliani. Questa è l’unica soluzione praticabile ed equa per entrambi i popoli. C’è molta ipocrisia da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati europei che sostengono a parole la soluzione dei due Stati e non fanno nulla per attuarla. Questo ha incoraggiato Israele a continuare la sua brutale occupazione della Cisgiordania, a costruire centinaia di insediamenti illegali e a continuare ad assediare Gaza in violazione del diritto internazionale. Israele ha reso impossibile la soluzione dei due Stati. E’ tempo che il mondo prenda una posizione ferma e mantenga le promesse fatte ai palestinesi. Nonostante la tragica situazione a Gaza, sono molto fiduciosa che la Palestina sarà libera. E che questo accadrà mentre io sarò ancora in vita. Questa ingiustizia non può continuare. Nessuno potrà essere libero finché la Palestina non sarà libera.</em></p>
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		<title>La crisi umanitaria siriana: una presa di consapevolezza﻿</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 08:53:49 +0000</pubDate>
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<p><strong>L</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="657" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-1024x657.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13717" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-1024x657.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-300x193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/syrian-crisis-768x493.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Syrian internally displaced people walk in the Atme camp, along the Turkish border in the northwestern Syrian province of Idlib, on March 19, 2013. The conflict in Syria between rebel forces and pro-government troops has killed at least 70,000 people, and forced more than one million Syrians to seek refuge abroad. AFP PHOTO/BULENT KILIC        (Photo credit should read BULENT KILIC/AFP/Getty Images)</figcaption></figure></div>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Il conflitto siriano ha creato una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. Oltre la metà della popolazione prebellica del paese &#8211; oltre 12 milioni di persone &#8211; è stata uccisa o costretta a fuggire dalle proprie case.  </p>



<p>Le
famiglie stanno lottando per sopravvivere all&#8217;interno della Siria o
per creare una nuova casa nei paesi vicini. Altri hanno rischiato la
vita sulla strada per l&#8217;Europa, sperando di trovare accettazione e
opportunità. E gli inverni rigidi e le estati calde rendono ancora
più difficile la vita di rifugiati.</p>



<p> A
volte, gli effetti del conflitto possono sembrare travolgenti. 
</p>



<p>Questo
articolo vuole essere da stimolo per favorire consapevolezza e
conoscenza, ingredienti fondamentali in modo tale da non ignorare
quelle realtà che si consumano in Paesi distinti dal nostro. In
quanto adulti è nostra responsabilità conoscere, informarci e non
rimanere in silenzio di fronte a soprusi e ingiustizie che travolgono
la vita quotidiana di altre persone innocenti. 
</p>



<p>Dunque,
l’autrice condivide alcune informazioni rilevanti in merito alla
crisi siriana, tra cui gli ordigni che ne hanno scatenato lo
sviluppo, le conseguenze che da anni si aggravano e dati veritieri
che come una lente fanno maggior luce sulla serietà e gravità della
situazione. 
</p>



<p>Le
manifestazioni antigovernative sono iniziate nel marzo del 2011,
nell&#8217;ambito della primavera araba. Ma le proteste pacifiche si sono
rapidamente intensificate dopo la violenta repressione del governo e
gruppi di opposizione armata hanno iniziato a reagire. A luglio, i
disertori dell&#8217;esercito avevano organizzato liberamente l&#8217;esercito
siriano e molti civili siriani hanno preso le armi per unirsi
all&#8217;opposizione. Le divisioni tra combattenti secolari e religiosi e
tra gruppi etnici continuano a complicare la politica del conflitto. 
</p>



<p>Un&#8217;escalation
di violenze nel sud di Idlib ha costretto alla fuga oltre 235.000
siriani, secondo le Nazioni Unite. La maggior parte delle famiglie si
sta dirigendo a nord verso il confine turco, dove ci sono campi
spesso senza ripari, cibo o acqua pulita.</p>



<p>La
guerra ha ucciso centinaia di migliaia di persone nei nove anni da
quando è iniziata. Le città affollate sono state distrutte e le
orribili violazioni dei diritti umani sono diffuse. Le necessità di
base come cibo e cure mediche sono scarse.  Le Nazioni Unite stimano
che 6,2 milioni di persone siano sfollate internamente. Se si
considerano anche i rifugiati, ben oltre la metà della popolazione
prebellica del paese di 22 milioni ha bisogno di assistenza
umanitaria urgente, sia che rimangano ancora nel paese o che siano
fuggiti oltre i confini. 
</p>



<p>I
paesi confinanti con la Siria, in particolare Turchia, Libano e
Giordania, ospitano la stragrande maggioranza della popolazione
rifugiata.  Tuttavia, nessuno di questi Paesi ha ratificato
completamente gli accordi internazionali per proteggere i diritti dei
rifugiati e i loro governi hanno adottato una legislazione
discriminatoria nei confronti dei rifugiati, rendendo più difficile
per loro ottenere assistenza legale, permessi di lavoro, istruzione
per i bambini e assistenza psicosociale. Ciò rende i rifugiati
estremamente vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento.</p>



<p>Migliaia
di siriani vengono sfollati nel loro paese ogni giorno. Spesso
decidono di fuggire dopo aver visto i loro quartieri attaccati o
membri della famiglia uccisi. Per molti di coloro che sono alla
ricerca di luoghi più sicuri e più stabili in cui vivere, le
famiglie dovranno spesso lasciare indietro la maggior parte delle
loro cose. Potrebbero dover viaggiare per miglia, incerti su dove
potrebbero trovare il loro prossimo pasto. Secondo le Nazioni Unite,
oltre 12 milioni di siriani sono stati sfollati dalle loro case. Ciò
include circa 5,6 milioni di rifugiati che sono stati costretti a
cercare sicurezza nei paesi vicini, su un totale di 6,3 milioni di
rifugiati siriani in tutto il mondo, quasi un terzo della popolazione
mondiale di rifugiati. 
</p>



<p>Solo
circa l&#8217;8% dei rifugiati siriani vive nei campi. La maggior parte sta
lottando per stabilirsi in comunità urbane sconosciute o è stata
costretta ad ambienti rurali informali. Più di 1,6 milioni di
rifugiati siriani vivono in Giordania e in Libano e nell&#8217;agosto 2013,
altri siriani sono fuggiti nel nord dell&#8217;Iraq in un varco di
frontiera appena aperto. Ora sono intrappolati dal conflitto interno
di quel paese e l&#8217;Iraq sta lottando per soddisfare le esigenze dei
rifugiati siriani oltre a 2 milioni di iracheni sfollati interni.
Oltre
3,5 milioni di rifugiati siriani sono fuggiti attraverso il confine
in Turchia, travolgendo le comunità di accoglienza urbane e creando
nuove tensioni culturali.</p>



<p>Oggi
ci sono 5,6 milioni di siriani sparsi in tutta la regione, rendendoli
la più grande popolazione di rifugiati al mondo sotto il mandato
delle Nazioni Unite. È il peggior esodo dal genocidio in Ruanda 24
anni fa. 
</p>



<p>Secondo
le Nazioni Unite, quasi la metà di tutti i rifugiati siriani &#8211; circa
2,7 milioni &#8211; ha meno di 18 anni. La maggior parte ha lasciato la
scuola per mesi, se non per anni. 360.000 bambini vivono in aree con
accesso impedito alle organizzazioni umanitarie e circa 2,6 milioni
di bambini sono sfollati all&#8217;interno del paese.</p>



<p>Diverse
associazioni stanno lavorando duramente per alleviare l&#8217;intensa
sofferenza dei civili all&#8217;interno della Siria, nonché quella dei
rifugiati che cercano sicurezza nei paesi vicini tra cui: Mercy Corps
<a href="https://europe.mercycorps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://europe.mercycorps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>,
Help Refugee
<a href="https://helprefugees.org/syrian-refugees-what-you-need-to-know/?gclid=Cj0KCQiA4sjyBRC5ARIsAEHsELGhYoPQHEgJtZlx2ITFODIV6HlllKEQkRMkC8yDfIo__nm-dKNfygcaAgJxEALw_wcB&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://helprefugees.org/syrian-refugees-what-you-need-to-know/?gclid=Cj0KCQiA4sjyBRC5ARIsAEHsELGhYoPQHEgJtZlx2ITFODIV6HlllKEQkRMkC8yDfIo__nm-dKNfygcaAgJxEALw_wcB&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.

</p>



<p>Di
conseguenza, tutti noi possiamo attivarci per supportare tali aiuti,
logistici ed economici, destinati alla Siria e zone limitrofe per
combattere la crisi umanitaria. Se desiderosi e volenterosi, e in
caso non si abbiano contatti utili su cui fare affidamento; il primo
passo è sempre quello di rivolgersi ad associazioni ed
organizzazioni che si trovano nella nostra Regione e città, alle NGO
internazionali con sedi locali o regionali o nazionali in modo tale
da chiedere come si possa contribuire, se sono state lanciate
compagne o iniziative di sensibilizzazione piuttosto che di raccolta
fondi. Alcune organizzazioni permettono anche a giovani adulti
responsabili di recarsi per un determinato periodo in alcune zone
della Siria o Paesi limitrofi (ovviamente zone non pericolose)
guidati dall’associazione di riferimento, in modo tale da
supportare sul campo i rifugiati e le strutture. 
</p>



<p>Ecco
che l’attivismo, conseguentemente alla presa di coscienza, può
prendere diverse forme, e nessuna è più importante dell’altra,
perché quando ci attiviamo in questo campo, scegliamo la
solidarietà, la cooperazione e la fratellanza, e mettiamo al bando
l’ignoranza e disuguaglianza. 
</p>
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		<title>Migrazioni nel Mediterraneo. Un evento interessante e utile per comprendere l&#8217;attualità</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 07:54:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vi aspettiamo numerose/i ! Un&#8217;occasione importante per comprendere l&#8217;attualità e dialogare con gli autori.</p>
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<p>Vi aspettiamo numerose/i ! Un&#8217;occasione importante per comprendere l&#8217;attualità e dialogare con gli autori.</p>



<p></p>
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		<title>Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 07:21:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; I cambiamenti socio-politici, economico-culturali in Nord Africa e Medio Oriente per comprendere le motivazioni alla base dei flussi migratori verso l&#8217;Europa: tema centrale, questo, della nostra attualità e fulcro del&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-12278" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="376" height="560" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307-202x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 202w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307-768x1143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/9788891781307-688x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 688w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I cambiamenti socio-politici, economico-culturali in Nord Africa e Medio Oriente per comprendere le motivazioni alla base dei flussi migratori verso l&#8217;Europa: tema centrale, questo, della nostra attualità e fulcro del saggio intitolato <span style="font-family: Arial, sans-serif;">“</span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">” </span>(per Franco Angeli editore) a cura di Giuseppe Acconcia e Michela Mercuri.</p>
<p>Uno studio che comprende la Turchia, l&#8217;Egitto, i campi profughi in Giordania e la Libia e che vede protagonista il Mediterraneo, quel mare nostrum, importante in Passato per gli scambi reciproci e le scoperte, divenuto oggi transito pericoloso di chi fugge da guerre civili, fame e soprusi, purtroppo tomba per troppe persone in cerca di un Futuro.</p>
<p>Nel testo si legge che in Egitto le comunità migranti siriane e palestinesi &#8211; che da poco hanno visto riconosciuto il loro diritto alla cittadinanza &#8211; subiscono un forte ostracismo come gruppi non desiderati in quanto finiscono per essere tacciati come sostenitori dell’ islamismo politico e, quindi, considerati terroristi. Per l&#8217;Egitto, inoltre, gli autori prendono in considerazione la differenza tra nazionalismo e populismo, concetti che dall&#8217;ambito politico finiscono con il contaminare i settori dell&#8217;economia, della giustizia sociale e della sicurezza, considerando anche le comunità di profughi siriani e palestinesi presenti sul territorio. Per quanto riguarda la Siria, ad esempio, si ricorda che, durante il governo del principe Faysal &#8211; in un preciso periodo storico &#8211; stava emergendo una società civile consapevole che chiedeva la trasparenza delle istituzioni statali.</p>
<p>Dagli anni &#8217;90, con il cambio di rotta della politica Estera di Gheddafi, molti cittadini dell&#8217;Africa sub-sahariana iniziano a emigrare verso la Libia, facendo passare l&#8217;intento panarabista del colonnello a quello panafricano per il contenimento del neocolonialismo nel suo disegno anti-imperialista, soprattutto rispetto a Israele. Dopo le rivolte del 2011 alcune tribù, come quella dei Tuareg, cercano di far pressione sul nuovo governo libico per veder riconosciuti i diritti fino ad allora mai ottenuti con conseguenti lotte interne che hanno, però, radici storiche profonde per la conquista del territorio caratterizzato dal caos e dalla mancanza di uno Stato vero e proprio. Interessante è scoprire quale sia la risposta alla domanda del paragrafo: <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Lo scenario attuale. Semplici trafficanti o possibili alleati?</i></span></p>
<p>Molti sono gli autori che arricchiscono questo lavoro di Storia Moderna e Contemporanea:<i> </i></p>
<p>Lorenza Perini, dell&#8217;Università di Padova, affronta il tema del “displacement”, ovvero dello spostamento spaesante di persone costrette ad essere trasferite, dislocate e lo fa attraverso un&#8217;analisi nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, lavorando in particolare con le donne e il loro potenziale per lo Sviluppo.</p>
<p>Alberto Gasparetto si occupa dell&#8217;identità curda nell&#8217;era del governo dell&#8217;Ak Parti a cui aggiunge un&#8217;indagine sul fenomeno migratorio in Turchia, sui profughi siriani e sullo <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>ius sanguinis</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">.</span></p>
<p>Nella seconda parte del libro si parla di Europa. Marco Omizzolo, da molto impegnato nella lotta al caporalato, con Pina Sodano &#8211; dell&#8217;Universita degli Studi Roma Tre &#8211; prende in esame il fenomeno della clandestinizzazione del migrante, vista come una “costruzione” istituzionale e normativa derivante dal processo di formazione di metaconfini e di mitilirazzazione di aree (il riferimento è allo Spazio Schengen).</p>
<p>Insomma: un volume urgente, preciso che vede la prefazione del Prof. Massimo Campanini, per addentrarsi nei mutamenti in atto in una parte del mondo in continua trasformazione, poco pacifica; un testo che induce a mettere in discussione le nostre certezze, spesso condizionate da slogan propagandistici e da una stampa superficiale o di parte.</p>
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		<title>Siria: impedire l&#8217;ennesima catastrofe umanitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 20:43:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>APM (Associazione Popoli Minacciati) si appella all&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani delle Nazioni Unite affinché la Giordania accolga anche i profughi siriani di Daraa e <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>sostiene questo appello.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1185-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10988" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1185-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="315" height="200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1185-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 315w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1185-1-300x190.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo gli attacchi dell&#8217;esercito siriano alla regione attorno a Daraa nel sud della Sira, attualmente controllata dall&#8217;opposizione islamica, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è appellata all&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani il giordano Seid al-Hussein affinché intervenga presso la famiglia reale giordana e gli altri governi dei paesi della regione per evitare un ulteriore aggravarsi della crisi umanitaria in Siria e vengano accolti e aiutati i profughi siriani ammassati alla frontiera tra Siria e Giordania. La Giordania ha già accolto diverse centinaia di migliaia di profughi siriani e ha attualmente chiuso le proprie frontiere.</p>
<p>Secondo i dati diffusi dalle nazioni Unite, la situazione a Daraa sta precipitando. Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) stima che vi siano circa 330.000 persone costrette alla fuga e ora bloccate alla frontiera. L&#8217;APM si è quindi appellata alla Giordania affinché non respinga ma accolga e aiuti anche queste persone. Inoltre, l&#8217;APM chiede che vengano inviati velocemente degli osservatori indipendenti in questa regione in cui si combatte fin dal 2012 per documentare le molte violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra commessi.</p>
<p>A Daraa praticamente non funziona più niente. Sono crollate la distribuzione dell&#8217;acqua potabile e dei viveri, non c&#8217;è più elettricità e sono state distrutte le infrastrutture mediche. La regione è abitata principalmente da arabi sunniti ed è una delle ultime regioni ancora controllate dalle milizie ribelli islamiche combattute ora con una grande offensiva lanciata da Assad con il sostegno russo.</p>
<p>Mentre la Russia, l&#8217;Iran e gli Hezbollah libanesi continuano a sostenere Assad nel conflitto siriano, sembrerebbe proprio che la Turchia e altre potenze sunnite abbiano tolto il loro sostegno ai ribelli sunniti in Siria. La Turchia ormai sembra interessata solo a smantellare le regioni autonome kurde in Siria e molto sembra indicare l&#8217;esistenza di un tacito accordo tra la Russia, l&#8217;Iran, la Turchia e il regime siriano: lasciare Assad al potere e in cambio lasciar cadere i Kurdi.</p>
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		<title>Sport sotto occupazione</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Passante Vittoria: Il Cielo sotto Milano 4÷12 giugno 2018 Lun/ven ore 15.00÷19.00 Sab/dom ore 11.00÷13.00 ENTRATA LIBERA Momenti di riflessione su un argomento, lo sport, che nel nostro paese è quasi sempre motivo&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #c5000b;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10823" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="856" height="570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 856w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/34207297_1244023859061319_8339794610054234112_n-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 856px) 100vw, 856px" /></a></span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="font-size: large;">Passante Vittoria: Il Cielo sotto Milano</span></div>
<div><span style="font-size: large;">4÷12 giugno 2018</span></div>
<div></div>
<p>Lun/ven ore 15.00÷19.00<br />
Sab/dom ore 11.00÷13.00</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ENTRATA LIBERA</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Momenti di riflessione su un argomento, lo sport, che nel nostro paese è quasi sempre motivo di allegria e spensieratezza. In altri territori, dove i diritti umani non vengono rispettati, si accompagna alla sofferenza e può essere fonte di incoraggiamento a lottare per la vita. </span></span></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/events/2091904017689433/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/events/2091904017689433/&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF3rgaS_LGWQKZFw-3_5D-GG00MeA&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />events/2091904017689433/</a></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></strong>1) &#8220;NON GIOCHEREMO LE FINALI&#8221;<br />
“In tutto il mondo la gente gioca a calcio. Ma in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/palestina?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/palestina&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF_OIspyV2E7-_usBGznz0zseHVIg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Palestina</a>, andare agli allenamenti o guardare una partita può diventare una sfida. Essere sul campo può essere un atto di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/resistenza?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/resistenza&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEHP6puOcFe52Pq6HDniMSogHdj8g&utm_source=rss&utm_medium=rss">#resistenza</a>. Non tutti sopravvivono. Non un <a href="https://www.facebook.com/hashtag/giocatore?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/giocatore&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHfyNBedEtSleXV4JUJZcfL7D5EVg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#giocatore</a> palestinese giocherà la finale. Palestina ai <a href="https://www.facebook.com/hashtag/mondiali?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/mondiali&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHh8UZnjGFRIIOcb1iOGurnXXAeCQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Mondiali</a>? Non finché il suo territorio è <a href="https://www.facebook.com/hashtag/occupato?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/occupato&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNFd33TAXzYC4b3QMeWnC8bOPJe3Uw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#occupato</a>, diviso, chiuso. Ma nei campi <a href="https://www.facebook.com/hashtag/profughi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/profughi&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEs40S1c4-59jD-bq0D5uzG9D0vOA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#profughi</a>, tra le <a href="https://www.facebook.com/hashtag/colonie?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/colonie&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGAaSi4A2e4FdvRJi2oD9jMCPFetA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#colonie</a>, nelle strade di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/hebron?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hebron&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNHI7ml336n41KiH4XftBah96vR7xw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Hebron</a>, tra le rovine di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/gaza?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/gaza&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGUhRjb15R8UE6UyUv9jqhJ1jo2jQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Gaza</a>, al <a href="https://www.facebook.com/hashtag/muro?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/muro&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEYD5_tPMNZE6PMqPFUUCR0z8trQw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#muro</a>, come in tutto il mondo: giochiamo a <a href="https://www.facebook.com/hashtag/calcio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/calcio&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF1ymKbbKGyOX5Gy5ZVT_TWlzBDbw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#calcio</a>”.<br />
Foto: Sacha Petryszyn<br />
&#8220;Nato a Tolosa, Francia, nel 1980, trascorro lunghi periodi a Milano, dal 2010. Operatore umanitario in primis e appassionato di fotografia, ho collaborato con organizzazioni non governative come <a href="https://www.facebook.com/hashtag/medecinsdumonde?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/medecinsdumonde&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNF0pJJ7qNrw6g4bxVMFDXq5xKTsyg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#MedecinsDuMonde</a>, <a href="https://www.facebook.com/hashtag/actioncontrelafaim?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/actioncontrelafaim&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNFp_AMP3Jgqxv79BN-MGyDvHvLKeQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#ActionContreLaFaim</a> in diversi progetti di emergenza e sviluppo in Birmania, Indonesia, Palestina, Haiti, Giordania ed Iraq. La voglia di raccontare quello che avevo sotto agli occhi è presto diventato indispensabile. Dopo aver realizzato alcune foto in un centro di rifugiati siriani in Giordania per conto di Medecins du Monde, ho deciso di seguire una formazione in fotografia presso l’Istituto Riccardo Bauer di Milano nel 2012 e sono entrato a far parte dello studio <a href="https://www.facebook.com/hashtag/hanslucas?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hanslucas&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNE1qpxwI7hDy5j0THot_wMevJhBCQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#HansLucas</a> nel dicembre 2016.&#8221;<br />
Testo: Sacha Petryszyn e Anne Sophie <a href="https://www.facebook.com/hashtag/simpere?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/simpere&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNGzD8HTPpd9mGB8isUjsdAL7S2Csw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Simpere</a><strong><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p></span></span></strong>2) LE TAPPE DELLA MEMORIA<br />
In Palestina le prime tre tappe del <a href="https://www.facebook.com/hashtag/giroditalia?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/giroditalia&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527418000&amp;usg=AFQjCNEM5PLGGef1DGUt2EvfOwZ-bgdI5Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">#GiroDItalia</a> 2018.<br />
&#8230;.I corridori hanno transitato vicino a Kfar Sha’ul, una cittadina sorta sulle macerie di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/deiryassin?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/deiryassin&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNGDEHG9nsJt85lOnE9M4asSiZf2jw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#DeirYassin</a>. Costretti dalla necessità della gara contro il tempo, essi non si sono soffermati a rendere omaggio alle centinaia di vecchi, uomini, donne e bambini massacrati il 9/4/1948. In oltre 144 case abitavano 708 persone. La <a href="https://www.facebook.com/hashtag/puliziaetnica?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/puliziaetnica&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNEuusDvldVoeq7_P6K4KbSBEcjYeA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#puliziaEtnica</a> è stata totale e nessuno è rimasto vivo a Deir Yassin: o uccisi o espulsi. Doverosamente il percorso ha toccato Talbiyya, città natale di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/edwardsaid?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/edwardsaid&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNHNFjwhLJHlkqfLD9vzK5nu_E4ppA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#EdwardSaid</a>. Sono passati poi vicino a via <a href="https://www.facebook.com/hashtag/jabotinsky?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/jabotinsky&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNF8Y9lgQr_ORarj5Ope9pIUFtPf4Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Jabotinsky</a>, una delle tante vie d&#8217;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/israele?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/israele&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNH45a79dYioESXFZcOUzdO8fAQ4xg&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Israele</a> dedicate a questo signore, onorato eroe nazionale benché grande estimatore di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/mussolini?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/mussolini&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNH9syH8t9k8xLJ288t1qHUAu6UbRw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Mussolini</a> (sì, Benito, quello delle leggi razziali) nonché fondatore dell’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/irgun?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/irgun&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNGz9ImajGx8GBHHcjm7QJE73EUxrQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Irgun</a>, organizzazione terroristica ebraica nata nel 1935 da una scissione dell’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/haganah?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/haganah&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNFMGDAL4HdmJcsaHhYubzkyYgd1oA&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Haganah</a> e responsabile, con la banda <a href="https://www.facebook.com/hashtag/stern?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/stern&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNG7gGdcAy1_hDd8vJ1grVAr-RBwVQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Stern</a>, tra l’altro, dell’attentato all’<a href="https://www.facebook.com/hashtag/hotelkingdavid?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/hashtag/hotelkingdavid&amp;source=gmail&amp;ust=1528533527419000&amp;usg=AFQjCNF0ddZx3JpE5U-ZNNaPjQH3qEm51A&utm_source=rss&utm_medium=rss">#HotelKingDavid</a> di Gerusalemme ove nel 1946 furono uccise 91 persone tra cui 17 ebrei&#8230;<br />
E via descrivendo&#8230;<br />
Ricerca e mappe a cura del profugo palestinese Dirar Tafeche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nahed Hattar ucciso per una vignetta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/26/nahed-hattar-ucciso-per-una-vignetta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 06:47:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi Nahed Hattar, scrittore ed intellettuale giordano molto noto e contestato per le sue posizioni politiche (strenuo difensore di Assad e sostenitore della perdita dei diritti civili e politici ai giordani di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-547.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6991" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6991" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-547.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (547)" width="680" height="604" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-547.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-547-300x266.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">di Monica Macchi</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">Nahed Hattar, scrittore ed intellettuale giordano molto noto e contestato per le sue posizioni politiche (strenuo difensore di Assad e sostenitore della perdita dei diritti civili e politici ai giordani di origine palestinese) è stato ucciso oggi ad Amman mentre andava in tribunale.</p>
<p dir="ltr">Infatti dallo scorso agosto era accusato di &#8220;incitazione all&#8217;odio, al settarismo, al razzismo e blasfemia&#8221; per aver condiviso su Facebook questa vignetta (di un autore ancora sconosciuto).<br />
Siamo in Paradiso e si vede Abu Saleh (stesso nome dell&#8217;ex ministro delle Finanze di Daesh&#8230;) a letto con due donne mentre chiede a Dio di portargli del vino. Hattar (cristiano) ha spiegato che si tratta di satira politica sull&#8217;ipocrisia di molti politici islamisti&#8230;come del resto dimostra il recente scandalo sessuale in Marocco di 2 esponenti islamisti, entrambi sposati e con figli, sorpresi a fare sesso in auto.</p>
<p dir="ltr">Ennesimo potente esempio della forza della satira e anche della sua pericolosità: una risata li seppellirà&#8230;o ci seppellirà?</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-548.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6994" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6994" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-548.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (548)" width="640" height="570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-548.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-548-300x267.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
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		<title>Siria: colpita l&#8217;università di Aleppo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 10:13:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Ancora civili, vittime del conflitto siriano.<br />
Due esplosioni, ieri, hanno colpito l&#8217;Università di Aleppo. Secondo l&#8217;Osservatorio siriano per i Diritti Umani (OSDH) le persone rimaste uccise sarebbero 80 e 160 quelle ferite.<br />
Le truppe lealiste e gli insorti si addossano reciprocamente la responsabilità dell&#8217;accaduto: i militanti ribelli sostengono che si sia trattato di un raid aereo, mentre fonti militari sostengono che si sia trattato di un missile terra-aria lanciato sul campus dagli insorti. <br />
Nell&#8217;ateneo &#8211; situato ad Ovest della città e sotto il controllo del regime &#8211; erano in corso gli esami trimestrali e al suo interno, inoltre, venivano ospitati alcuni rifugiati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. I combattimenti e i bombardamenti continuano, infatti, anche nella capitale Damasco e nella provincia di Homs, mentre il Ministro degli Esteri ha fatto sapere che il Presidente, Bashar Assad, non si dimetterà prima del termine previsto, ovvero nel 2014.<br />
Appena fuori dal confine siriano più di 1100 rifugiati si sono riversati in Giordania per fuggire dalla violenza del conflitto: dal fuoco dei cecchini e dai colpi di razzo e di mortaio. Donne, uomini, bambini e anziani sono stati trasferiti in un&#8217;area allestita per loro dalle forze di sicurezza giordane in vista del trasferimento al campo profughi di Zaatari.<br />
E intanto la guerra ha colpito, ancora una volta, i giovani che si stavano preparando ad affrontare il futuro. </p>
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