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	<title>Giorgio Napolitano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Giorgio Napolitano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Le madri della terra dei fuochi: un grido d&#8217;aiuto e di dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 06:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come Associazione per i Diritti Umani ci occupiamo anche di educazione alla legalità perchè senza il rispetto per le leggi, in una società civile, non ci può essere nemmeno rispetto per se stessi e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/n-MAMME-large5701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/n-MAMME-large5701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />
Come<br />
Associazione per i Diritti Umani ci occupiamo anche di educazione<br />
alla legalità perchè senza il rispetto per le leggi, in una società<br />
civile, non ci può essere nemmeno rispetto per se stessi e per gli<br />
altri. Il rispetto deve essere alla base di ogni gruppo umano, di<br />
ogni famiglia, di ogni comunità. </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
questo motivo ci sentiamo in dovere, anche noi, di parlare della<br />
terra dei fuochi, di quell&#8217;area della regione Campania in cui, negli<br />
anni, sono state sepolte tonnellate di rifiuti e sversate sostanze<br />
tossiche, nel silenzio e nell&#8217;indifferenza colpevole di tutti.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
adesso c&#8217;è qualcuno che ha deciso, giustamente, di lanciare un<br />
segnale di aiuto e un grido di dolore: sono le mamme dei bambini che<br />
si sono ammalati di tumore o che hanno perso la vita. Sono le donne<br />
che hanno deciso di scendere nelle piazze, di andare in televisione<br />
(grande piazza virtuale) per chiedere che le istituzioni puniscano<br />
chi ha ucciso per guadagno e che pongano fine a questo dramma che<br />
colpisce le persone, la terra, l&#8217;ambiente.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Mi<br />
sono sentita offesa” ha detto Marzia, una delle donne che ha perso<br />
il proprio figlio piccolo “quando Schiavone ha accusato la gente<br />
della mia terra di non essersi mai ribellata alla camorra, di non<br />
aver visto le file di camion che attraversavano le nostre terre per<br />
sversare rifiuti tossici. Quasi come se noi, le vittime, la gente<br />
onesta, dovessimo chiedergli scusa, chiedere scusa alla camorra che<br />
ci ha avvelenato”. “L&#8217;inquinamento ha causato la malattia di mia<br />
figlia? Io non lo posso dire con certezza, ma certo qui da noi stanno<br />
succedendo cose terribili. Non possiamo continuare a stare zitti e<br />
qualcuno ci deve una risposta” queste, invece, le parole di Pina,<br />
mamma di Tonia una bambina di sei anni e mezzo stroncata da un<br />
medullo blastoma.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
chiamano “le piramidi” quei cumuli di spazzatura imballata che<br />
stazionano a Giuliano e nelle campagne di Napoli e dintorni; ma tutta<br />
l&#8217;area del casertano è inquinata anche dagli effluvi che provengono<br />
dagli inceneritori con cui si vuole smaltire la “monnezza”<br />
accumulata però  di tutto questo &#8211; e delle conseguenze terribili &#8211;<br />
se ne parla solo da qualche settimana: le trasmissioni <i>Servizio<br />
pubblico, Le iene</i> e poche<br />
altre, alcune testate di carta stampata hanno deciso di dar voce a<br />
queste madri-coraggio che, con dignità e fierezza, si rivolgono ai<br />
politici e parlano dei mafiosi, senza paura perchè, probabilmente,<br />
hanno già affrontato la paura più grande: quella di perdere i<br />
propri figli. E lottano, queste donne, per il futuro dei figli delle<br />
altre, per il futuro delle nuove generazioni. Per questo hanno<br />
chiesto udienza al Presidente Giorgio Napolitano che le riceverà il<br />
prossimo 22 gennaio.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tonia,<br />
Mesia, Luca, Francesco: troppi i nomi di troppe creature che non<br />
hanno avuto la possibilità di crescere e di vivere perchè adulti<br />
senza scrupoli hanno tolto loro il diritto alla vita e alla salute e<br />
hanno tolto, ai genitori, il diritto alla pace.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<item>
		<title>Sistema carceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 06:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Cancellieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Stretti Orizzonti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dal messaggio del capo dello Stato,Giorgio Napolitano,rivolto ai Presidenti delle Camere in cui chiedeva di risolvere l&#8217;emergenza del sovraffollamento delle carceri, un giovane di ventinove anni si è tolto la vita&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A pochi<br />
giorni dal messaggio del capo dello Stato,Giorgio Napolitano,rivolto<br />
ai Presidenti delle Camere in cui chiedeva di risolvere l&#8217;emergenza<br />
del sovraffollamento delle carceri, un giovane di ventinove anni si è<br />
tolto la vita nell&#8217;istituto di pena di Benevento, impiccandosi ad una<br />
finestra della cella. L&#8217; associazione Stretti Orizzonti riferisce<br />
che, con questo ultimo episodio, salgono a 46 i detenuti suicidi<br />
dall&#8217;inizio dell&#8217;anno e a 141 il totale dei decessi in carcere.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Torna,<br />
quindi, al centro del dibattito, anche politico, la questione del<br />
sovraffollamento e del miglioramento delle condizioni di vita dei<br />
detenuti. Il Guardiasigilli, Annamaria Cancellieri, durante il<br />
congresso dei Radicali Italiani a Chianciano, ha sottolineato il<br />
fatto che: “ Non è più un problema di sovraffollamento delle<br />
carceri” ma che “Il problema è più ampio, diverso e coinvolge<br />
non soltanto le condizioni dei detenuti nelle acrceri, ma anche il<br />
modo in cui si trovano a lavorare gli agenti della polizia<br />
penitenziaria e i magistrati di sorveglianza”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Ministro ha anticipato anche alcuni provvedimenti proposti durante<br />
l&#8217;incintro,a Strasburgo, con il segretario generale del Consiglio<br />
d&#8217;Europa, Thorbjorn Jagland. Il cosiddetto “piano carceri”<br />
prevede: l&#8217;approvazione di un decreto legge che riduca i flussi<br />
d&#8217;ingresso in carcere e che renda più fluido l&#8217;accesso alle misure<br />
alternative: in tal senso, si propone di adottatre un provvedimento<br />
che preveda minori sanzioni per i tossicodipendenti e percosri<br />
facilitati di rimpatrio per gli stranieri, in linea con le direttive<br />
dell&#8217;Unione Europea.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
secondo obiettivo riguarda l&#8217;ampliamento del modello di detenzione<br />
“aperta” che riguarda la permanenza fuori dalle camere di<br />
pernottamento per 8 ore al giorno e la creazione, all&#8217;interno degli<br />
istituti, di spazi per attuare attività ricreative e laboratori<br />
rivolti al reinserimento del detenuto nel mondo del lavoro e nella<br />
società.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Infine,<br />
è previsto un potenziamento delle strutture penitenziarie che<br />
porterà, entro la fine dell&#8217;anno, ad altri 2000 posti in edifici<br />
nuovi e all&#8217;aumento di 4.500 posti in quelli già esistenti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Riproponiamo,<br />
per voi, il video di un incontro organizzato, prima dell&#8217;estate,<br />
dall&#8217;Associazione per i Diritti Umani in collaborazione con Spazio<br />
Tadini</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="7_AM5RPI420OTS302HKLTK9M30071"></a><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="wpsMainContent1"></a><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="tableContainer1"></a><br />
Ma il  dibattito continua. Vi<br />
segnaliamo, inoltre, un&#8217;iniziativa che verrà presentata oggi,<br />
martedì 26 novembre, 2013 presso l&#8217;Urban Center,  alle ore 18.00 in<br />
Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Consigli di lettura su<br />
carcere e dintorni
</div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/carceri-e-dintorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/carceri-e-dintorni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="236" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Quante<br />
sono le persone detenute negli istituti penitenziari di Milano? Come<br />
si fa a sopravvivere in sei persone in una cella di 3 metri per 4?<br />
Come si passa la giornata chiusi in un &#8220;locale/loculo&#8221;?<br />
Qual è la condizione di chi vive in un regime carcerario &#8220;duro&#8221;?<br />
Cosa significa per una donna e per una mamma essere detenuta? Come<br />
funziona il sistema della giustizia minorile e perché è diverso da<br />
quello degli adulti?Per rispondere a queste e a tante altre domande<br />
simili, l&#8217;Ufficio del <strong>Garante<br />
dei diritti delle persone private della libertà personale</strong><br />
propone un ciclo di incontri e di presentazione di libri per<br />
conoscere e appronfondire le varie sfacettature del mondo del carcere<br />
e della penalità.</div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
OSPITI:<br />
DAVIDE DUTTO, fotografo e GIORGIA GAY, antropologa-giornalista</div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Come<br />
si fa a sopravvivere per mesi o per anni in una cella di pochi metri<br />
quadri, chiusi fino a ventun&#8217;ore al giorno in compagnia di altre tre,<br />
o quattro, o cinque persone? Come si fa a far trascorrere intere<br />
giornate senza avere assolutamente mai niente da fare? Come si fa a<br />
difendere la propria identità all&#8217;interno di un sistema che tende ad<br />
annullare la personalità di chi sta chiuso al suo interno?
</div>
<p><strong>Davide<br />
Dutto è</strong><br />
fotografo,coautore con Michele Marziani del libro &#8220;<strong>Il<br />
gambero nero</strong>&#8221;<br />
(Edizioni Cibele) e promotore dell&#8217;associazione &#8220;Sapori reclusi&#8221;<br />
che, partendo dal comune bisogno dell&#8217;uomo di nutrirsi, vuole riunire<br />
uomini e donne che vivono nascosti agli occhi dei più, con il resto<br />
della società.</p>
<p><strong>Giorgia<br />
Gay</strong><br />
è antropologa, giornalista ed autrice dell&#8217;e-book &#8220;<strong>&#8230;<br />
e per casa una cella &#8211; I detenuti e lo spazio: tattiche di reazione e<br />
domesticazione&#8221;</strong>,<br />
una ricerca sulla percezione e l&#8217;utilizzo dello spazio in una<br />
comunità ristretta.</p>
<p>Al<br />
dibattito interverranno <strong>Emilio<br />
Caravatti</strong><br />
e <strong>Lorenzo<br />
Consales</strong>,<br />
docenti a contratto del Politecnico di Milano, per raccontare<br />
un&#8217;esperienza di interazione tra studenti di architettura e persone<br />
detenute sulla riprogettazione degli spazi del carcere.</p>
<p><em><u>Un<br />
ricettario &#8220;galeotto&#8221;</u></em><em><br />
nel quale confluiscono piatti, sapori e metodi di preparazione<br />
provenienti da tutto il mondo, perché la globalizzazione è arrivata<br />
anche in carcere. Un libro fotografico (un racconto in immagini,<br />
realizzato assieme al direttore, alle educatrici, alle assistenti<br />
sociali e al comandante della polizia penitenziaria) per illustrare<br />
la vita quotidiana dei detenuti del carcere piemontese di Fossano. Un<br />
ricettario nel quale per un detenuto il cibo diventa un momento in<br />
cui affermare i propri gusti e il proprio saper fare, e un modo per<br />
ricordare gli affetti e condividere un momento di piacere.</em></p>
<p><em><u>Una<br />
cella di tre metri per due</u></em><em>,<br />
un corridoio di circa 30 passi, un cortile (definito &#8220;passeggio&#8221;),<br />
per stare all&#8217;aria aperta; in questi spazi, circondati da muri,<br />
cancelli e porte blindate, si svolge la vita di una comunità molto<br />
numerosa ma nascosta, relegata ai margini: la comunità dei detenuti.<br />
Si tratta di migliaia di persone in tutta Italia che vivono,<br />
mangiano, respirano in un mondo quasi fuori dal tempo e dallo spazio,<br />
una sorta di non-luogo impenetrabile. E&#8217; una comunità che ha un<br />
proprio ordine, regole e dinamiche interne assolutamente originali.<br />
Ma soprattutto è una comunità &#8220;ristretta&#8221; nella libertà<br />
ma anche negli spazi, che abita un mondo che si esaurisce in pochi<br />
metri quadri.</em></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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