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	<title>giornata mondiale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>giornata mondiale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>I diritti (negati) ai bambini rom e sinti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, pensiamo che sia importante parlare dei rom e dei sinti, comunità che, troppo spesso e più di altre, sono vittime di discriminazioni e di stereotipi&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi, in<br />
occasione della giornata mondiale dei diritti umani, pensiamo che sia<br />
importante parlare dei rom e dei sinti, comunità che, troppo spesso e<br />
più di altre, sono vittime di discriminazioni e di stereotipi<br />
negativi. E ne parliamo facendo riferimento al rapporto intitolato<br />
“Mia madre era rom” stilato dall&#8217;Associazione 21 luglio in cui si<br />
è analizzato il fenomeno delle adozioni dei minori rom nella Regione<br />
Lazio e, soprattutto, nella capitale dove i rom e i loro figli vivono<br />
in gravi condizioni igieniche e abitative, condizioni che sono la<br />
conseguenza delle politiche (e di una mentalità) orientate<br />
all&#8217;esclusione sociale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
il rapporto, un bambino rom ha 40 probabilità, rispetto ad un suo<br />
coetaneo “gagi”, di essere dichiarato adottabile e, quindi, di<br />
essere allontanato dalla propria famiglia d&#8217;origine. Perchè? Perchè<br />
i giudici, i Pubblici Ministeri, gli assistenti sociali spesso<br />
imputano &#8211; per mancanza di conoscenze e per pregiudizi radicati &#8211;<br />
alla stessa cultura rom (o sinti) e alla volontà dei genitori, il<br />
degrado ambientale e culturale in cui vivono bambini e adolescenti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
quest&#8217;ottica risulta semplice far adottare un minore rom ad una<br />
famiglia non rom per ripristinare, forzatamente, i diritti del minore<br />
stesso, ma l&#8217;Associazione 21 luglio fotografa, con le seguenti<br />
parole, questa modalità di intervento da parte delle istituzioni:<br />
“Segregando i rom su base etnica nei cosiddetti &#8216;campi nomadi&#8217;&#8230;le<br />
istituzioni locali prima condannano le comunità rom a vivere in<br />
situazioni di totale degrado e all&#8217;esclusione sociale, lavorativa e<br />
abitativa. E poi sottraggono loro i propri figli per proteggerli dal<br />
rischio di vivere in quel contesto inadeguato alla fruizione dei<br />
diritti dell&#8217;infanzia che gli stessi amministratori hanno creato”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ricordiamo,<br />
inoltre, che secondo una stima recente, in Italia sono presenti circa<br />
170 mila rom e sinti: solo 35 mila vivono in insediamenti formali e<br />
informali; più della metà hanno la cittadinanza italiana e un<br />
lavoro; molti ancora, provenendo dalla Romania e dalla Bulgaria, sono<br />
cittadini comunitari. Nonostante questi dati, in base anche a molti<br />
studi di monitoraggio sull&#8217;uso dei termini e degli aggettivi da parte<br />
degli organi di informazione (ma anche nell&#8217;uso comune) le parole<br />
“zingaro” o “rom” sono ancora associate a opinioni<br />
dispregiative.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
approfondire questi e altri temi, vi segnaliamo il seguente evento:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
CONTAINER<br />
158
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<u>Mercoledì<br />
11 dicembre alle ore 20, presso l’Auditorium San Fedele di Milano –<br />
via Hoepli 3/b</u>.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’evento<br />
è organizzato da<strong><br />
Amnesty International Italia</strong>,<br />
<strong>Associazione 21 luglio</strong><br />
e <strong>Zalab</strong><strong>.</strong></p>
<p>L’evento,<br />
che sarà introdotto e moderato dal <strong>giornalista<br />
Gad Lerner</strong>, prevede la<br />
proiezione in <strong>prima<br />
italiana</strong> di <strong>“Container<br />
158”</strong>, il film<br />
documentario di Stefano Liberti e Enrico Parenti che racconta la vita<br />
nel campo rom più grande d’Europa. A seguire una <b>Tavola<br />
rotonda</b> dal titolo “<i>Figli<br />
dei campi: habitat marginali e diritti rubati</i>”<br />
alla quale parteciperà l’Assessore alla Sicurezza e Coesione<br />
Sociale del Comune di Milano <b>Marco<br />
Granelli</b> e rappresentanti<br />
delle associazioni.<br />Nel corso della serata l’Associazione 21<br />
luglio presenterà il nuovo rapporto “<b>Figli<br />
dei campi”</b> sulla<br />
condizione dell’infanzia rom negli insediamenti formali e informali<br />
in Italia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ginocidio. La violenza contro le donne nell&#8217;era globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 07:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[daniela danna]]></category>
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		<category><![CDATA[Violenza donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, pubblichiamo un&#8217;importante intervista che abbiamo fatto per voi alla Prof.ssa Daniela Danna sul suo ultimo saggio, ringraziandola molto per averci concesso un po&#8217; del&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/T2eC16dHJIIFHJoRg5oIBSUrJBPMQ60_12.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/T2eC16dHJIIFHJoRg5oIBSUrJBPMQ60_12.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne,<br />
pubblichiamo un&#8217;importante intervista che abbiamo fatto per voi alla<br />
Prof.ssa Daniela Danna sul suo ultimo saggio, ringraziandola molto<br />
per averci concesso un po&#8217; del suo tempo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Daniela<br />
Danna, docente di sociologia presso l&#8217;Università degli Studi di<br />
Milano, in <i>Ginocidio. La violenza contro le donne nell&#8217;era globale</i><br />
affronta un tema, purtroppo, di grande attualità, in Italia e non<br />
solo: l&#8221;autrice lo chiama &#8220;ginocidio&#8221; perchè questa<br />
violenza è generata dal giudizio maschile sull&#8217;inferiorità sociale<br />
femminile e dal desiderio di controllo del corpo delle donne da parte<br />
degli uomini.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
testo, diviso in due parti, è basato su un doppio approccio alla<br />
violenza contro le donne. La prima parte è tematica: descrive e<br />
analizza stupri, maltrattamenti in famiglia, omicidi, violenza<br />
culturale, istituzionale ed economica, fenomeni correlati alla<br />
disuguaglianza tra i generi e più in generale al grado di<br />
disuguaglianza presente in una data società. La seconda parte<br />
presenta, invece, un approccio geografico, mettendo a confronto<br />
scenari diversi come quelli di Italia, Paesi scandinavi, Americhe,<br />
Europa dell&#8217;Est e Paesi musulmani.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
ha sentito l&#8217;urgenza di scrivere questo saggio e di approfondire un<br />
tema di grande attualità?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
cercato di capire la situazione dai teorici della globalizzazione  &#8211;<br />
che ci dicono che sta andando tutto per il meglio e che anche per le<br />
donne le cose stanno migliorando &#8211; e da altri autori che, invece, ci<br />
dicono che la globalizzazone sta peggiorando la situazione delle<br />
donne perchè, aumentando le disuguaglianze, le donne si trovano<br />
nella parte perdente sia all&#8217;interno dei Paesi che anche tra Paesi<br />
diversi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quello<br />
che ho cercato di fare, da sociologa, è capire se questa idea della<br />
violenza sulle donne sia qualcosa di riscontrabile con i dati, a<br />
partire dalle ricerche che sono state fatte sui reati: non soltanto<br />
attraverso le statistiche giudiziarie, perchè ci dicono quanti reati<br />
sono stati denunciati, ma anche attraverso le indagini di<br />
vittimizzazione che, al contrario, si rivolgono direttamente a un<br />
campione di persone e chiedono loro quali reati hanno subìto. Ad<br />
esempio, in Italia, secondo l&#8217;Istat solamente una piccola percentuale<br />
(al di sotto del 10%) dei reati che vengono commessi ai danni delle<br />
donne da parte degli uomini sono effettivamente denunciati. E questo<br />
comporta un problema metodologico: questa affermazione, così diffusa<br />
anche politicamente, è sì un campanello d&#8217;allarme, ma non è<br />
possibile verificarla attraverso le indagini che sono state fatte<br />
perchè non vanno molto idietro nel tempo e perchè l&#8217;esito è quello<br />
di un enorme sommerso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
ruolo hanno le religioni – in particolare quelle monoteiste – nel<br />
confermare il ruolo di inferiorità della donna?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
stessa idea del monoteismo è quella di unificare ciò che, invece,<br />
nelle religioni più antiche, era una pluralità: gli dei e le dee,<br />
ciascuna con una propria funzione. Al posto di questo pantheon<br />
troviamo un Dio onnipotente che &#8211; come vediamo da millenni &#8211; sotto il<br />
patriarcato è inevitabilmente maschio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Rispetto<br />
all&#8217;attualità, nonostante le aperture e le trasformazioni della<br />
Chiesa anche nel suo ruolo economico (come sta facendo Papa Francesco<br />
e, prima di lui, Papa Luciani), viene ribadito il veto al sacerdozio<br />
femminile e questo è un messaggio di disuguaglianza di enormi<br />
proporzioni perchè lo stato laicale è considerato più basso<br />
rispetto a quello sacerdotale e le donne non possono accedere a<br />
quello sacerdotale. E non si sa bene perchè.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Può<br />
anticiparci un&#8217;analisi della condizione femminile nel mondo<br />
scandinavo?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il mondo<br />
scandinavo è quello a cui guardiamo con grande interesse perchè gli<br />
indicatori di uguaglianza tra i sessi sono molto elevati e questo<br />
riflette una tradizione di lunga data.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I Paesi<br />
scandinavi sono collocati in aree climaticamente svantaggiate in cui<br />
è forte la necessità del lavoro umano e, quindi, anche di quello<br />
della donna perchè c&#8217;è bisogno della forza di tutte e di tutti.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Se<br />
torniamo indietro nel tempo, le popolazioni vichinghe avevano delle<br />
tradizioni di uguaglianza tra i sessi: ad esempio, non c&#8217;era una<br />
condizione d&#8217;onore femminile che si rifletteva sugli uomini. E oggi,<br />
come esito di questa lunga tradizione culturale, abbiamo una minore<br />
presenza di violenza contro le donne e una migliore condizione<br />
femminile.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Norvegia, tra l&#8217;altro, si parla anche di un possibile trattamento dei<br />
maltrattanti, cioè si parla di percorsi psicoterapeutici e di<br />
recupero. Certo, la Norvegia è un Paese in cui gli uomini sono molto<br />
più autocritici rispetto agli ideali virili e al loro ruolo sociale<br />
rispetto all&#8217;Italia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
il termine “ginocidio”?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Ginocidio</i><br />
è un termine analogo a <i>femminicidio</i>.<br />
Per me il significato è: “ attacco a tutto ciò che è femminile”,<br />
considerando la radice greca “gunos” e latina “femina” del<br />
termine. Si tratta dell&#8217;inferiorizzazione delle caratteristiche<br />
omosessuali proprie anche degli stessi uomini. Non a caso, le<br />
caratteristiche omosessuali non sono ancora accettate in una società<br />
maschilista in cui il ruolo maschile e quello femminile sono<br />
nettamente separati.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le conseguenze non visibili della violenza nei confronti delle<br />
donne?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dalla<br />
violenza fisica si può guarire. La violenza psicologica, invece,<br />
lascia marchi molto più profondi: un conto è essere picchiate e un<br />
conto è l&#8217;umiliazione, anche se la violenza psicologica è difficile<br />
da dimostrare, da denunciare. E&#8217; molto complicato convincere un<br />
giudice che, se non c&#8217;è stata violenza fisica, quella psicologica ha<br />
danneggiato la persona.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
violenza psicologica si verifica quando ci sono insulti, rimproveri,<br />
scarsa considerazione da parte del compagno. Nella nostra società<br />
c&#8217;è stato un tentativo di confinamento della violenza fisica, ma<br />
adesso ci dobbiamo occupare anche di quella psicologica perchè, come<br />
abbiamo detto, dal punto di vista giuridico, è ancora difficile<br />
tradurla in termini penali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Giornata mondiale del rifugiato (2). Il linguaggio della poesia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2-i/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2-i/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 04:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale del rifugiato abbiamo l&#8217;onore di pubblicare alcune opere di Mohammad Amin Waidi, regista, giornalista, poeta. La sua è una storia esemplare e il linguaggio poetico contribuisce ad incidere i&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
occasione della Giornata mondiale del rifugiato abbiamo l&#8217;onore di<br />
pubblicare alcune  opere di Mohammad Amin Waidi, regista, giornalista, poeta. La<br />
sua è una storia esemplare e il linguaggio poetico contribuisce ad<br />
incidere i pensieri e le emozioni.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mohammad<br />
Amin Waidi Mohammad<br />
Amin Wahidi è nato nella capitale afghana di Kabul nel 1982.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
1993, durante la guerra civile afghana dei primi anni Novanta, la sua<br />
famiglia lascia Kabul per Quetta<br />
(Pakistan), dove nel 1999 Amin Wahidi finisce il liceo. Nel 2002 la<br />
sua famiglia torna a Kabul e in seguito Amin inizia a lavorare e<br />
studiare nella città afghana.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
sua passione per le immagini risale<br />
all’infanzia, quando disegnava ritratti e paesaggi a matita, usando<br />
matite colorate e pastelli ad olio. Successivamente scopre di poter<br />
mettere insieme parole in modo da dargli un senso e creare<br />
immaginazioni favolose. È così che scopre che il cinema è l’arte<br />
totale e la forma artistica migliore per esprimere sé stesso: unendo<br />
immagini, parole e suoni!</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
suo primo cortometraggio, “The red shoes” (20’), risale al<br />
2003, ed è realizzato dopo aver seguito un workshop cinematografico<br />
di tre mesi tenutosi alla Kabul Film Organization.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
2004 si iscrive alla Kabul<br />
University, Dipartimento di Cinema (Facoltà di Belle Arti) e la<br />
frequenta per due anni, senza però ultimare gli studi. Dal 2005 al<br />
2007 segue anche corsi di recitazione, digital filmmaking, montaggio<br />
e sceneggiatura nella privata Academy of Art and Education of Cinema<br />
di Kabul.</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Negli<br />
anni successivi inizia a collaborare con alcune case di produzione<br />
cinematografiche, la AFC (Arman Film Company) e la Academy of Art and<br />
Education of Cinema, dove era stato studente. Lavora anche per la ATN<br />
(Ariana Television Network) come scrittore, produttore e presentatore<br />
di tre programmi settimanali dal 2004 al 2006:</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
È<br />
uno dei primi hazara ad apparire sullo schermo televisivo, fatto<br />
intollerabile<br />
per i fondamentalisti pashtun.</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
fine 2006 viene minacciato dai fondamentalisti per il suo programma<br />
televisivo educativo “Let’s Learn Together”, considerato<br />
promotore del linguaggio degli “infedeli” nella terra dei<br />
Musulmani. I fondamentalisti del Sud del Paese minacciano di bruciare<br />
gli uffici della ATN se il programma non viene cancellato, ma<br />
soltanto per salvare il canale.</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Nello<br />
stesso anno, il suo programma settimanale sul cinema &#8211; un programma<br />
per la promozione dei diritti umani – viene, invece,  fermato. Amin<br />
Wahidi decide quindi di lasciare la sua carriera televisiva per<br />
ragioni di sicurezza.</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Inizia<br />
a lavorare come giornalista e produttore per un breve periodo per la<br />
Farda Radio, attività che non riesce però a colmare la sua<br />
“passione per le immagini”. A inizio 2007 fonda la Deedenow<br />
Cinema Production Afghanistan, una piccola casa di produzione privata<br />
con sede nella Kabul occidentale, con lo scopo di realizzare e<br />
produrre cortometraggi e lungometraggi. Qui realizza il suo secondo<br />
cortometraggio, “Treasure in the ruins” (27’, 2007), insieme<br />
alla Razi Film House.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Sempre<br />
nel 2007, mentre cerca le location per il suo primo lungometraggio<br />
“The Keys<br />
to Paradise”, viene ancora una volta minacciato dagli estremisti a<br />
causa della trama del film. “<b>The<br />
Keys to Paradise</b>”<br />
racconta la storia di un attentatore suicida talebano, che negli<br />
ultimi minuti cambia idea e non commette l’attacco terroristico,<br />
vivendo il resto della sua vita con incubi, rimpianti e sensi di<br />
colpa per aver tradito i suoi amici.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
seguito di queste minacce di morte, il progetto resta irrealizzato e<br />
Amin<br />
Wahidi lascia l’Afghanistan con l’aiuto di amici giornalisti e<br />
attivisti dei cinema e diritti umani, giungendo in Italia dove chiede<br />
asilo politico a fine 2007 – asilo che gli viene concesso nel 2008.</div>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Attualmente<br />
Amin<br />
Wahidi vive come rifugiato a Milano, lavorando part-time come<br />
librario alla Feltrinelli e studiando cinema nella prestigiosa scuola<br />
di cinema di Milano.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>La<br />
differenza fra qua e di là</b></div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Qui,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
sulla<br />
collina verde,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
dove<br />
c’è la pace e la tranquillità</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
in<br />
mezzo all’erba fresca,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
la vita è dolce e bella</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
anche<br />
i diritti delle pecore</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
vanno<br />
rispettati.</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre<br />
da dove vengo io</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
terra<br />
di cenere e polvere</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
la<br />
cosa meno costosa è</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
il<br />
sangue di un uomo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
la vita di un essere umano</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
costa</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
meno<br />
del prezzo di una pecora</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
*****</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Qui,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
sopra<br />
questa bella collina</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
blu il cielo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
con<br />
un sole sorridente in mezzo,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
c’è<br />
attorno il mare clamoroso</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
rilassa la mente e</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
coccola<br />
l’anima</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
scrosciandosi</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
poi i diritti dei pesci di specie diverse</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
anche<br />
vanno rispettati!</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre<br />
da noi come una giungla selvaggia</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
chi<br />
ha le zampe più<br />
forti,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
lui il leone del territorio</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
se hai un colore un po’ diverso</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
ti<br />
prendono la vita</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
strappandoti<br />
il corpo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
o<br />
sparandoti nella testa</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
*****</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
con tutto questo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
io<br />
qui, migliaia di chilometri</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
oltre<br />
il mare, lontano da casa</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
dopo<br />
ormai tanti anni</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
ancora<br />
vivo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
con<br />
tutto ciò</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
avevo portato</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
dentro<br />
di me,</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
dalla<br />
mia terra madre;</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
amore,<br />
dolori e valori!</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
tenermi sempre pronto</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
qualsiasi ora</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
per<br />
il momento del volo di ritorno</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
*****</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
tu che mi chiedevi sempre</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
ho nascosto nel mio petto</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
è così gonfio</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
tu che ne sai</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
dei<br />
miei valori e dolori?!</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Basta<br />
così,</div>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
O<br />
vuoi che ti racconti ancor di più?!!</div>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Strage<br />
di Hazara a Quetta- Pakistan </b>
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
è<br />
più rosso</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
il<br />
mio cuore,
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
non<br />
c’è più sangue</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
nelle<br />
mie vene</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
da<br />
quando l’hanno succhiato</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
tutto,<br />
fino infono,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
inserendomi<br />
le zanne
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
nella<br />
gola<br />
e nel cuore.
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
ha più<br />
senso</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
per<br />
me, niente,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
da<br />
quando non c’è più</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
nessun<br />
segno dell’umanità,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sulla<br />
mia terra in giro.
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ovunque<br />
c’è<br />
il buio</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
il tempo di crepuscolo</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
di ulule dei lupi matti, scatenati
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
urli dei vampiri ubriachi
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
sono in giro e la loro</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
voci<br />
si sentono nel vuoto,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
nel<br />
aria,<br />
al buio in assenza di uomo.
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
terra è<br />
diventata foresta;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
una<br />
giungla piena<br />
di belve,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
posto per i lupi e vampiri</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
dove<br />
si parla soltanto di caccia,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
si beve soltanto il sangue</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
si mostra soltanto i denti</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
si gioca soltanto con i cadaveri!</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
niente altro; non si sente, non si vede
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
non<br />
si capisce atorno!</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dapertutto,<br />
c’è solo il rosso del sangue!</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0.11cm; page-break-before: always;">
<b>La<br />
fragilit</b><b>à<br />
della vita</b></div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Forse,<br />
ho saputo
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
po’<br />
in ritardo</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
la vita è così<br />
fragile</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
come<br />
un<br />
pezzo di vetro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
può<br />
essere rotta in pezzi facilmente</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
diventa così tagliente
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
come<br />
un coltello senza proprietario
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
che può<br />
far male</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
chiunque lo tocca per sbaglio</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
*****</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
quando ho visto</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
il confine fra
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
essere<br />
e non essere
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
così stretto e sottile</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
come<br />
un filo di seta</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
mi<br />
sono anche accorto
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
non va<br />
più bene
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
lasciar<br />
passare i momenti della<br />
vita</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
con<br />
tristezza e senza sorrisi
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
*****</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
un essere umano
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
pieno<br />
d’amore, sensi e sentimenti
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
so, di quale dissidi miei vi parlo,</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
delle<br />
guerre che mi stanno dentro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
o<br />
del<br />
fatto che neanche si può viver</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
in<br />
pace senza di queste guerre interiori
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
ma<br />
comunque, vivo la vita in ogni caso</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
con<br />
un sorriso<br />
sul viso contro</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
tante<br />
difficoltà che mi circondano</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
anche<br />
se ho<br />
un piccolo nemico mortale
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
si chiama ulcera!</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/Mohammad-Amin-Waidi-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/Mohammad-Amin-Waidi-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Mohammad Amin Waidi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2-i/">Giornata mondiale del rifugiato (2). Il linguaggio della poesia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2-i/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata mondiale contro il lavoro minorile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/13/giornata-mondiale-contro-il-lavoro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/13/giornata-mondiale-contro-il-lavoro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 04:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cesvi]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
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		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/06/13/giornata-mondiale-contro-il-lavoro/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Su Agipress si racconta una storia. E&#8217; quella di Edwin Medina, nato a Nueva Esperanza &#8211; uno dei quartieri più disagiati della città di Lima, in Perù &#8211; in cui i bambini sono costretti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/06/13/giornata-mondiale-contro-il-lavoro/">Giornata mondiale contro il lavoro minorile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/FOTO-PRIMA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/FOTO-PRIMA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Su<br />
Agipress si racconta una storia. E&#8217; quella di Edwin Medina, nato a<br />
Nueva Esperanza &#8211; uno dei quartieri più disagiati della città di<br />
Lima, in Perù &#8211; in cui i bambini sono costretti a lavorare con turni<br />
massacranti per sostenere la famiglia e, spesso, sono soggetti a vari<br />
tipi di violenza. Questi bambini lavorano e certo non hanno la<br />
possibilità di studiare.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche<br />
Medina ha fatto parte di loro e, nel 2004, diventato grande, decide<br />
di creare un&#8217;associazione per aiutare i bimbi in difficoltà:<br />
l&#8217;associazione, in un primo momento, organizza attività ludiche per<br />
allontare i minori dalla strada, o ricreative (laboratori di cucina e<br />
di riciclaggio) e, oggi, ha istituito anche una scuola pubblica<br />
materna ed elementare. Nel percorso di studio è previsto affrontare,<br />
oltre alle materie di base, anche i temi del microcredito, della<br />
responsabilità ma, soprattutto, grazie alle lezioni, i bambini e i<br />
ragazzi riconquistano la fiducia in se stessi e negli altri.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo è<br />
un esempio di riscatto, ma nel mondo sono più di 215 milioni le<br />
bambine e i bambini impegnati in tutti i settori produttivi, con una<br />
grave violazione del diritto allo studio, alla salute, al gioco.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Italia, in particolare, secondo i dati ISTAT i bambini sfruttati<br />
sarebbero circa 144.000, tra i 7 e i 14 anni, ma la CGIL sostiene che<br />
siano molto di più e che si possa arrivare a conteggiarne almeno<br />
400.000, con la più alta percentuale del meridione dove la povertà<br />
è, troppo spesso, assoluta e non permette ai più giovani di<br />
conseguire condizioni di vita accettabili.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro<br />
minorile, che quest&#8217;anno è stata celebrata ieri &#8211; 12 giugno 2013 &#8211;<br />
Cesvi, Cooperazione italiana e il Ministero degli Affari Esteri hanno<br />
organizzato un convegno per rilanciare l&#8217;attenzione sull&#8217;argomento e<br />
ribadire l&#8217;urgenza di affermare il diritto all&#8217;educazione,<br />
combattendo anche la prostituzione, la schiavitù e il reclutamento<br />
dei bambini-soldato. Il Cesvi, inoltre, aderisce alla campagna<br />
intitolata <i>“Stop child<br />
Labour &#8211; School is the best place to work” </i>per<br />
sottolineare il fatto che i minori scolarizzati riescono, in futuro,<br />
ad ottenere un reddito sufficiente per un&#8217;esistenza dignitosa.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Importante,<br />
infine, citare il <i>5°<br />
Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui<br />
diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza in Italia 2011-2012</i>,<br />
stilato da Acra, Gruppo di lavoro per la Convezione sui diritti<br />
dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza in cui, tra le varie e importanti<br />
tematiche affrontate, si parla anche dell&#8217;ascolto del minore in<br />
ambito giudiziario; del diritto del fanciullo a non essere sottoposto<br />
a tortura o a trattamenti crudeli o degradanti; dei minori privi di<br />
un ambiente familiare e dei figli di persone detenute.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
citato solo alcuni eventi e una parte del materiale a disposizione<br />
per denunicare e sollecitare una presa di coscienza riguardo allo<br />
sfruttamento del lavoro minorile, alle sue cause e alle sue<br />
conseguenze: continueremo a parlarne perchè non basta dedicare una<br />
sola giornata alla riflessione per poi spegnere i riflettori e il<br />
pensiero.&nbsp;</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
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</div>
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<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/FOTO-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/06/FOTO-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
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&nbsp;
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