<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>#GiornatadellaMemoria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/giornatadellamemoria-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/giornatadellamemoria-2/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jan 2025 13:01:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>#GiornatadellaMemoria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/giornatadellamemoria-2/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“Adelmo e gli altri”: confinati durante il fascismo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/27/adelmo-e-gli-altri-confinati-durante-il-fascismo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/27/adelmo-e-gli-altri-confinati-durante-il-fascismo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 13:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[#GiornatadellaMemoria]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[agedo]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[confino]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritticivili]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQA]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Shohà]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17880</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Quest&#8217;anno per la Giornata della Memoria ci occupiamo di confino, qualcosa di non completamente sconosciuto, ma nemmeno troppo approfondito e raccontato. Il confino, in particolare, di uomini gay durante il fascismo.Molti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/27/adelmo-e-gli-altri-confinati-durante-il-fascismo/">“Adelmo e gli altri”: confinati durante il fascismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/adelmo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="658" height="1000" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/adelmo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17881" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/adelmo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 658w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/adelmo-197x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 197w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Quest&#8217;anno per la Giornata della Memoria ci occupiamo di confino, qualcosa di non completamente sconosciuto, ma nemmeno troppo approfondito e raccontato. Il confino, in particolare, di uomini gay durante il fascismo.<br>Molti famosi film, italiani e non, raccontano la Shoah, ma del confino c&#8217;è un breve accenno solo nel film &#8220;Una giornata<br>particolare&#8221;.<br>Il professor Cristoforo Magistro, appassionato di storia della Basilicata, ha svolto, con la collaborazione di Agedo<br>Torino, una ricerca documentaria e iconografica presso gli Archivi di Stato di Potenza e Matera.<br>Nasce cosí la mostra e poi il libro &#8220;Adelmo e gli altri&#8221;.<br>In questa intervista, l&#8217;autore, ci spiega di più a riguardo.</p>



<p><br>Come nasce il progetto e la collaborazione con Agedo?<br>Il progetto ADELMO è nato nell&#8217;ambito delle mie ricerche sui confinati in Basilicata. In particolare, sui confinati<br>comuni dei quali la ricerca storica si è occupata pochissimo. Esaminando a tappeto il ricchissimo fondo dell&#8217;Archivio di Stato di Matera loro dedicato, mi sono reso conto che c&#8217;erano moltissimi confinati per omosessualità. A quel punto ho deciso di approfondire la questione ed è nata nel 2015 la prima mostra foto-documentale fatta con mezzi modestissimi -stampe su fogli A3- esposta presso Casa Arcobaleno, la sede di Agedo Torino. Nel 2017, grazie all’interesse del Servizio LGBT del Comune di Torino, la mostra è stata trasposta su pannelli e ospitata dal Polo del Novecento di Torino e in seguito in prestigiose sedi di molte altre città. Più di quaranta ad oggi.<br>L’attenzione dedicata alla mostra da molti organi di stampa e le sollecitazioni ricevute da Agedo e da vari amici mi hanno poi indotto ad approfondire ulteriormente la ricerca e di farne il libro che ha visto la luce nel 2019 grazie all’editore Ombrecorte di Verona, è stato<br>intitolato «Adelmo e gli altri. Confinati omosessuali in Lucania» e ha avuto l’autorevole<br>prefazione di Lorenzo Benadusi, il pioniere degli studi sul tema.<br>In totale il libro presenta oltre quaranta casi, più di quelli ospitati nell’arcicelebrata San Domino, l’isola dei femminielli. Rivendico a suo merito l’aver dimostrato che la popolazione dei paesini lucani, per tanti versi fra le più arretrate d’Italia, accolse fraternamente i<br>confinati omosessuali. Come, verosimilmente, avrebbero fatto dovunque, a dimostrazione<br>del fatto che, come sempre, la gente ha più testa e più cuore di chi la governa.</p>



<p><br>Cosa puoi dirci del confino?<br>Il confino fu la misura che rese evidente agli occhi di tutti la natura dittatoriale del regime<br>fascista. Nel 1931 l&#8217;Enciclopedia Treccani ne dava la seguente definizione:<br>A differenza delle sanzioni penali vere e proprie, il confino non richiede una responsabilità giudizialmente accertata per fatti considerati dalla legge come reati, ma soltanto una condotta tale da produrre un pericolo effettivo alla sicurezza pubblica o all&#8217;ordine politico, e<br>tale da consigliare l&#8217;autorità a togliere il soggetto pericoloso dal luogo della sua residenza e sottoporlo a particolare vigilanza per un periodo di tempo che può variare da uno a cinque anni.<br>Grazie a questo “capolavoro” il regime si assicurò il “rispetto”, dettato dalla paura, di tutti gli italiani poiché come ebbe a dire con la consueta lucidità Emilio Lussu: il pericolo di esservi mandati sovrasta su tutti. Esso rende al fascismo molto più che non la stessa pena inflitta. La pena è per pochi, la minaccia è per tutti. La legge specifica parecchie categorie di avversari del Regime che possono essere condannati al confino. E’ uno svago puramente didascalico. Il fatto è che vi possono essere mandati tutti, perché non solo la legge, ma la stessa interpretazione della legge, è rivoluzionaria. […] Ciò che conta non è il testo della legge scritta, ma la possibilità di applicarla quando più piaccia.<br>La sua istituzione, nel novembre del 1926, diede luogo in ogni provincia alla creazione di una speciale commissione presieduta dal prefetto che con criteri discrezionali emanava ordinanze di condanne variabili da uno a cinque anni. Mussolini considerava il confino un modo “molto intelligente” per fare repressione e, parlandone alla Camera, nel maggio del 1927, sostenne:<br>Non è terrore, è appena rigore. E forse nemmeno: è igiene sociale, profilassi nazionale: si levano dalla circolazione questi individui come un medico toglie dalla circolazione un infetto.<br>Uno dei morbi che il suo programma di profilassi doveva combattere era l&#8217;omosessualità, qualcosa che si situava fra malattia e vizio e di cui era meglio non parlare. Nell&#8217;Italia fascista, che della virilità aveva fatto un mito, ufficialmente non esisteva e quindi fare una legge che la punisse avrebbe significato ammettere che le cose stavano diversamente.<br>Negata a parole l&#8217;omosessualità, si rendeva però necessario nascondere gli omosessuali.<br>In qualche caso si cercò di &#8220;curarli&#8221; chiudendoli in manicomio, ma la cura costava e gli esiti erano assai incerti. Ci si accontentò allora di isolarli per prevenire il “contagio che da essi poteva venire e di renderli invisibili ai più mandandoli in località isolate. Non con l&#8217;accusa di<br>omosessualità, che dal codice fascista non era contemplata come reato, ma di essere moralmente e socialmente pericolosi per l&#8217;integrità della stirpe e la tutela della razza.</p>



<p><br>Nella mostra non ci sono esperienze di donne, perché?<br>La mostra non riporta casi di omosessualità femminile perché dalla mia ricerca, e anche da quelle condotte da altri sul campionario nazionale conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, non ne sono emersi. D’altronde va considerato che l’omosessualità femminile dava molto meno nell’occhio e in definitiva questo era ciò che al regime interessava di più.<br>Riguardo alla loro scarsa visibilità si pensi solo al fatto che le donne omosessuali, le tribadi come erano chiamate dai raffinati, non si prostituivano in luoghi pubblici.<br>Tra le storie presentate nella mostra è presente solo quella di una donna in quanto tenutaria di un bordello che consentiva incontri tra persone dello lo stesso sesso e non come persona omosessuale.</p>



<p><br>Ci sono libri o film sull&#8217;argomento che si possono suggerire ai lettori?</p>



<p>A chi voglia studiare seriamente la questione, suggerirei due classici imprescindibili. Il libro di Lorenzo Benadusi intitolato “Il nemico dell’uomo nuovo” (Feltrinelli, 2005) e il film “Una giornata particolare” di Ettore Scola. A tutt’oggi, a mio avviso, non è stato fatto di meglio.<br>Il progetto ha avuto un certo successo. </p>



<p>Attualmente dove troviamo la mostra?<br>Attualmente la mostra, in occasione della Giornata della Memoria, è esposta a Frosinone e a Pesaro. Prossimamente a Siracusa.</p>



<p><br>Ringraziamo il professor Magistro e alla prossima intervista!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/27/adelmo-e-gli-altri-confinati-durante-il-fascismo/">“Adelmo e gli altri”: confinati durante il fascismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/27/adelmo-e-gli-altri-confinati-durante-il-fascismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monito di Liliana Segre, a Auschwitz non si va in pelliccia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/24/monito-di-liliana-segre-a-auschwitz-non-si-va-in-pelliccia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/24/monito-di-liliana-segre-a-auschwitz-non-si-va-in-pelliccia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 11:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#GiornatadellaMemoria]]></category>
		<category><![CDATA[#LialianaSegre]]></category>
		<category><![CDATA[#nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16820</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da ansa.it) I viaggi della Memoria &#8220;non sono gite&#8221;, ad Auschwitz &#8220;si va in silenzio, con vestiti adeguati&#8221;, come &#8220;in un santuario&#8221;, in &#8220;un modo civile, religioso, nostalgico&#8221; e &#8220;magari avendo saltato la colazione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/24/monito-di-liliana-segre-a-auschwitz-non-si-va-in-pelliccia/">Monito di Liliana Segre, a Auschwitz non si va in pelliccia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da ansa.it)</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Memoria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="457" height="305" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Memoria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16821" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Memoria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/Memoria-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><figcaption>Un momento in Senato durante discussione delle mozioni istitutive delle Commissioni straordinarie Antidiscriminazioni e Diritti umani, Roma, 19 Gennaio 2023. ANSA/GIUSEPPE LAMI</figcaption></figure></div>



<p>I viaggi della Memoria &#8220;non sono gite&#8221;, ad Auschwitz &#8220;si va in silenzio, con vestiti adeguati&#8221;, come &#8220;in un santuario&#8221;, in &#8220;un modo civile, religioso, nostalgico&#8221; e &#8220;magari avendo saltato la colazione del mattino&#8221;.</p>



<p>Poco prima che a Palazzo Madama arrivasse il primo via libera unanime al disegno di legge per un fondo a favore delle scuole superiori per visitare i campi nazisti, Liliana Segre ha mandato un chiaro messaggio a chi si reca in quei luoghi di sterminio, a cui la senatrice a vita è sopravvissuta e dove non ha voluto mai fare ritorno.</p>



<p>In Senato &#8211; dove su proposta del presidente Ignazio La Russa il Giorno della Memoria sarà ricordato alla vigilia, il 26 gennaio &#8211; Segre ha rievocato le immagini &#8220;di un gruppo di ragazzi olandesi&#8221; che sotto la scritta Arbeit macht frei entravano nel lager &#8220;ascoltando la musica e leccando un gelato&#8221;.</p>



<p>Ma anche l&#8217;invito declinato per il cinquantenario della liberazione, nel 1995, con capi di stato e governo: &#8220;Non me la sono sentita. Quando poi ho letto e sentito alla radio la descrizione delle pellicce della regina di Olanda e di Berlusconi ero contenta di non aver accettato&#8221;.</p>



<p>Le visite delle scolaresche nei campi di concentramento &#8220;hanno una portata senza eguali per far constatare il risultato dell&#8217;antisemitismo e di un&#8217;ideologia perversa&#8221;, ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, presentando le iniziative per il Giorno della memoria patrocinate da Palazzo Chigi. Serve però, &#8220;uno sforzo di cercare un linguaggio vicino ai giovani per non far sembrare lontano quel dramma&#8221;, ha aggiunto, dopo aver stigmatizzato la frase del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov rimbalzata di primo mattino da Mosca: dire che gli Usa e i loro alleati vogliono mettere in pratica &#8220;una soluzione finale&#8221; contro la Russia &#8220;come Hitler per gli ebrei&#8221;, sono &#8220;stupidaggini&#8221; e &#8220;banalizzazioni della Shoah&#8221;, ha chiarito il sottosegretario con delega ai servizi segreti, che ha poi definito &#8220;molto concreta l&#8217;attenzione del governo sull&#8217;incremento di episodi di antisemitismo, soprattutto sui social, dove il rancore antisemita è crescente&#8221;. L&#8217;indifferenza è un altro rischio sempre presente, ha convenuto la presidente dell&#8217;Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, che ha ringraziato il governo &#8220;per l&#8217;attenzione&#8221;.</p>



<p>In attesa di una nuova commissione Segre (giovedì voterà il Senato), la presidente dell&#8217;Ucei ha avvertito che &#8220;la sfida è attuare le raccomandazioni di quella vecchia: c&#8217;è l&#8217;ipotesi di rendere una fattispecie autonoma il reato di incitamento all&#8217;odio, banalizzazione e negazionismo, che oggi è un&#8217;aggravante. E poi c&#8217;è il discorso sull&#8217;apologia del fascismo&#8221;.</p>



<p>Le iniziative patrocinate da Palazzo Chigi cominciano il 23 gennaio con il &#8216;Concerto della memoria 2023&#8217; al Teatro dell&#8217;Opera di Roma, con l&#8217;anteprima del docufilm &#8216;Il respiro di Shlomo&#8217; e il violino di Jan Hillebrand, suonato per cinque anni nella LagerKapelle di Auschwitz.</p>



<p>Il 29 a Milano va in scena la corsa non competitiva alla scoperta dei &#8220;luoghi della memoria&#8221;. A Trieste il 24 sarà inaugurata la mostra &#8220;1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia&#8221;.</p>



<p>Poi il 26 alla Casina dei Vallati a Roma quella sulla storia dell&#8217;Aktion Reinhardt, il progetto di sterminio degli ebrei polacchi.</p>



<p>Quindi il 29 aprirà la biennale &#8220;Arte in Memoria&#8221;, alla sinagoga di Ostia Antica. Intanto Ucei e Ministero dell&#8217;Istruzione hanno avviato un concorso per ragazzi che ha dato fra i suoi frutti una canzone rap, che si conclude così: &#8220;E&#8217; ancora presto per cantare vittoria&#8221;. &#8220;E&#8217; presto &#8211; ha commentato Di Segni &#8211; e abbiamo molto anche noi da imparare dai giovani&#8221;. &nbsp;&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/24/monito-di-liliana-segre-a-auschwitz-non-si-va-in-pelliccia/">Monito di Liliana Segre, a Auschwitz non si va in pelliccia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/24/monito-di-liliana-segre-a-auschwitz-non-si-va-in-pelliccia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
