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	<title>Giuliano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Da Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo interviene sulla vicenda dei rom di Giugliano imponendo il rispetto dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 07:03:27 +0000</pubDate>
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<p><br>Con una decisione di importanza fondamentale, <strong>la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo</strong>, con sede a Strasburgo, riconoscendo il diritto all&#8217;unità familiare e la necessità di adottare misure provvisorie,&nbsp;<strong>ha imposto al Governo italiano di fornire un alloggio adeguato alle famiglie rom&nbsp;</strong>che, dopo lo sgombero forzato avvenuto a Giugliano, nei giorni scorsi, supportati da Associazione 21 luglio e da European Roma Rights Centre, avevano presentato ricorso.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="640" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12525" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12525&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul>



<p><strong>Antefatto</strong></p>



<p>Lo scorso 5 aprile 2019, con Ordinanza sindacale n. 29, per circa 450 persone residenti nell&#8217;insediamento di via del Vaticale nel Comune di Giugliano era stato disposto dall&#8217;Amministrazione Comunale<strong>&nbsp;lo sgombero per motivi di salubrità e salute pubblica&nbsp;</strong>prevedendo solo su carta anche l’accompagnamento dei Servizi sociali comunali nel ricollocamento abitativo.<br>Ma la mattina del 10 maggio 2019<strong>&nbsp;le Forze dell’Ordine avevano attivato l’allontanamento coatto delle famiglie</strong>&nbsp;dall’insediamento di via del Viaticale. Secondo le numerose testimonianze raccolte, sia prima che durante le operazioni di sgombero alle persone era stato verbalmente intimato di uscire dal territorio di Giugliano pena la cancellazione anagrafica e l’allontanamento dei minori. Non avendo altra possibilità e costantemente sorvegliati dalle Forze dell’Ordine, la<strong>&nbsp;comunità rom di Giugliano si era divisa tra il territorio del Comune di Villa Literno e quello di Castel Volturno</strong>. Da quest’ultimo era stata allontanata dopo poche ore. Le 450 persone rom si erano, quindi, ricongiunte nella serata dello stesso giorno in un’area dismessa nella zona industriale di Giugliano.</p>



<p><strong>La nuova collocazione si è rivelata da subito totalmente inadeguata</strong></p>



<p>Le 73 famiglie, attualmente accampate in quell&#8217;area,&nbsp;<strong>non dispongono di riparo alcuno</strong>, sono costrette a dormire all’interno delle autovetture o all’aperto, malgrado le difficili condizioni atmosferiche, non hanno elettricità,&nbsp;<strong>sono prive di acqua potabile e servizi igienici</strong>. I 105 minori frequentanti le scuole dell’obbligo sono stati costretti ad interrompere la frequenza scolastica. Associazione 21 luglio si è da subito mobilitata con una Conferenza stampa straordinaria presso la Sala Stampa della Camera e con un appello online per denunciare&nbsp;<strong>i diritti violati dalle autorità in occasione dello sgombero forzato&nbsp;</strong>e per chiedere al Comune di Giugliano un intervento urgente volto ad offrire soluzioni alloggiative adeguate e dignitose per tutte le persone, garantendo loro l&#8217;accesso ai servizi base e il ripristino della frequenza scolastica per i minori in età scolare e promuovendo il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.<br>Ieri è arrivata la decisione da Strasburgo che, in riferimento ai ricorrenti, ha imposto al Governo italiano di garantire un alloggio adeguato ai minori e alle loro famiglie.</p>



<p><strong>I commenti delle organizzazioni</strong></p>



<p>Secondo Carlo Stasolla, che dopo la decisione della Corte ha interrotto lo sciopero della fame iniziato domenica scorsa, &#8220;L&#8217;arretramento dei diritti delle comunità più marginalizzate, registrato in Italia soprattutto nell&#8217;ultimo anno, oggi segna un clamoroso stop.&nbsp;<strong>Sulla vicenda di Giugliano, Associazione 21 luglio è stata la prima a denunciare la sistematica violazione dei diritti</strong>, ha promosso appelli, ha organizzato conferenze stampa, ha supportato e affiancato le famiglie che hanno proposto il ricorso alla Corte Europea,&nbsp;per raggiungere un obiettivo semplice e chiaro: ristabilire i principi della Costituzione italiana su quell&#8217;area della periferia giuglianese dove i diritti fondamentali erano stati definitivamente rimossi dalle stesse istituzioni locali che avrebbero dovuto garantirli. È giunta l&#8217;ora che venga spezzato il circolo vizioso che ha tenuto per trent&#8217;anni la comunità rom di Giugliano vittima del ricatto e della paura e da domani dobbiamo tutti lavorare per un futuro che parli il linguaggio del rispetto della dignità umana e dell&#8217;inclusione. Su Giugliano &#8211; ha concluso Stasolla &#8211;&nbsp;<strong>da oggi l&#8217;Europa ha acceso un faro che illumina tutta l&#8217;Italia</strong>&nbsp;e che tutti abbiamo il dovere di mantenere acceso: il faro dell&#8217;antidiscriminazione e degli stessi diritti sanciti dall&#8217;articolo 2 e 3 della Costituzione italiana che nessuno, a qualunque titolo, può arrogarsi la presunzione di spegnere&#8221;.</p>



<p>&#8220;<strong>Questa decisione rompe il lungo ciclo degli sgomberi forzati</strong>&nbsp;che da molto tempo tormenta questa comunità, e più in generale i rom in Italia&#8221;, ha affermato Jonathan Lee dello European Roma Rights Centre. &#8220;Quando le autorità sradicano le famiglie rom dai loro contesti abitativi, sanno bene che ciò comporterà l&#8217;abbandono della scuola per i bambini, la perdita del lavoro per i genitori. Nonostante la famiglia dovrà insomma ricominciare da zero, le autorità procedono comunque con lo sgombero forzato.&nbsp;<strong>La Corte ha confermato che l&#8217;Italia non è al di sopra della legge</strong>&nbsp;e non può, indiscriminatamente, rendere i rom senzatetto. I membri di questa comunità hanno ottenuto una grande vittoria contro la discriminazione e contro le politiche dell&#8217;odio che perpetuano l&#8217;esclusione dei rom in Italia.&#8221;<br></p>
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		<title>Basta odio nei confronti dei rom</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2019 07:26:35 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Dopo i fatti di Torre Maura e di Casal Bruciato, <strong>continua ad accendersi di odio contro i rom la periferia italiana</strong>. A Giugliano, nella provincia di Napoli, <strong>450 rom, di cui la metà bambini</strong>, dopo tre sgomberi forzati organizzati dall&#8217;Amministrazione Comunale e avvenuti nella sola giornata del 10 maggio scorso, si sono rifugiati in un&#8217;area dismessa della periferia giuglianese<strong> in condizioni drammatiche e a forte rischio per la loro incolumità</strong>. I diritti umani sono stati violati dalle istituzioni nel Comune campano e in Italia l&#8217;onda dell&#8217;odio verso i rom vede crescere la sua forza.<br><br>Secondo <strong>Carlo Stasolla, che continua lo sciopero della fame </strong> per protestare contro l&#8217;abbandono istituzione delle famiglie rom di Giugliano, lo sgombero organizzato dall&#8217;Amministrazione Comunale ha di fatto provocato una gravissima emergenza umanitaria che Associazione 21 luglio ha toccato con mano con numerosi sopralluoghi. «La vita di 450, tra cui numerosi neonati e bambini, è messa a serio repentaglio da politiche irresponsabili e noncuranti della dignità umana. A Giugliano abbiamo visto declinata una discriminazione di stampo istituzionale nei confronti di una comunità che da più di 30 anni paga sulla pelle il prezzo dell&#8217;emarginazione e della segregazione abitativa. Chiediamo al governo nazionale e locale un intervento urgente volto a garantire servizi minimi e a salvaguardare il diritto alla salute e alla scolarizzazione».<br><br><strong>Associazione 21 luglio ha lanciato un appello urgente</strong> al Sindaco del Comune di Giugliano, Antonio Poziello, al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e al Capo del Dip. della Protezione Civile, Angelo Borrelli per chiedere di<strong> attivare con la massima urgenza e senza ulteriori ritardi misure volte ad offrire soluzioni alloggiative adeguate</strong> e dignitose per tutte le persone, garantendo loro l’accesso ai servizi base e il ripristino della frequenza scolastica per i minori in età scolare.</p>



<p>L’appello, che in poche ore ha già raccolto un migliaio di adesioni è visionabile su&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=92270194bb&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.21luglio.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> vi invita a firmare l&#8217;appello e esprime tutta la sua solidarietà a Carlo Stasolla</p>



<p><br><br></p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="565" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-1-1024x565.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12514" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12514&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12514" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-1-1024x565.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-1-300x166.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-1-768x424.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1279w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>
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		<title>IN CONDIZIONI INUMANE GLI OLTRE 300 ROM SGOMBERATI DALLE AUTORITÀ LOCALI A GIUGLIANO (NA)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:14:08 +0000</pubDate>
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<div>Amnesty International, Associazione 21 luglio Onlus, Associazione Garibaldi 101, Centro europeo per i diritti dei rom, Associazione Cinema e diritti &#8211; Festival del cinema dei diritti umani e OsservAzione hanno duramente condannato lo sgombero forzato eseguito il 21 giugno dalle autorità del comune di Giugliano, in provincia di Napoli, ai danni di circa 75 famiglie rom (oltre 300 persone), che dal campo di Masseria del Pozzo sono state trasferite in un’ex fabbrica e si trovano in condizioni inumane. Le sei organizzazioni hanno sollecitato tutte le autorità competenti ad assicurare che alle famiglie colpite dallo sgombero forzato sia immediatamente offerto un riparo adeguato e che verrà approntato e realizzato per loro un piano a lungo termine, in consultazione con le famiglie interessate e nel pieno rispetto degli standard in materia di diritti umani. Il caso di Giugliano, così come molti altri documentati dalle sei organizzazioni, mostra una volta di più la realtà quotidiana dei rom in Italia, spesso collocati in campi segregati, a rischio di sgomberi forzati e discriminati nell&#8217;accesso a un alloggio adeguato: gravi violazioni dei diritti umani, vietate dalle norme internazionali e da quelle dell&#8217;Unione europea. Per questo motivo, le sei organizzazioni chiedono alla Commissione europea di intraprendere un&#8217;azione decisiva nei confronti di queste violazioni, attraverso l&#8217;avvio di una procedura d&#8217;infrazione contro l&#8217;Italia per violazione della Direttiva anti-discriminazione razziale.</p>
<p>Lo sgombero forzato</p>
<p>Il 21 giugno <b>oltre 300 rom</b>, tra cui decine di bambini e alcuni neonati, sono stati costretti a lasciare il campo di Masseria del Pozzo, dove erano rimasti per quasi tre anni. Quel campo per soli rom era stato costruito nel 2013 dal comune di Giugliano <b>nelle vicinanze di una discarica di rifiuti tossici</b>, dopo che in precedenza le famiglie rom erano state ripetutamente sottoposte a sgombero forzato.Le sei organizzazioni riconoscono il fatto che le famiglie rom dovevano essere urgentemente spostate da Masseria del Pozzo per ragioni di salute e d&#8217;incolumità. Infatti, il campo di Masseria del Pozzo non avrebbe mai dovuto essere costruito. La necessità di risolvere la situazione d’emergenza, creata dalle stesse autorità attraverso la costruzione di un campo in una zona inabitabile, non giustifica però il ricorso a uno sgombero forzato, che costituisce <b>una</b> <b>grave violazione dei diritti umani</b>.Le autorità non hanno mai notificato per iscritto lo sgombero, limitandosi a fornire qualche informazione a voce. A partire dal 14 giugno, le autorità locali e la polizia avevano informato le famiglie rom che lo sgombero sarebbe stato realizzato il 16 o il 23 giugno. Invece, lo sgombero forzato ha avuto luogo il 21 giugno e <b>le famiglie rom sono state trasferite sul terreno di un’ex fabbrica di fuochi d’artificio</b>. La comunità era stata informata che lo sgombero era necessario poiché i terreni di Masseria del Pozzo erano stati posti sotto sequestro dall&#8217;autorità giudiziaria sin dall&#8217;ottobre 2015, in quanto potenzialmente pericolosi per la salute e l&#8217;incolumità dei residenti. Purtroppo, le famiglie rom non sono state coinvolte in alcuna autentica consultazione per esplorare soluzioni alternative. Dopo aver inizialmente preso in considerazione un terreno lontano, privo di servizi igienico-sanitari e di forniture d’acqua, le autorità locali hanno deciso di trasferire le 75 famiglie rom nel terreno abbandonato dell&#8217;ex fabbrica di fuochi d&#8217;artificio. Le famiglie hanno ricevuto pochissime informazioni al riguardo.Decine di rom, incontrati da Amnesty International il 22 giugno, hanno dichiarato che non erano stati informati sulle condizioni della nuova area e che non avevano avuto la possibilità di vederla prima dello sgombero. Le famiglie rom si sono sentire dire che quella era l&#8217;unica alternativa esistente e sono state poste di fronte al dilemma se accettare il trasferimento in un luogo sconosciuto o rimanere del tutto senza tetto.Dato che le necessarie salvaguardie &#8211; la notifica adeguata per iscritto, la genuina consultazione con la comunità e la messa a disposizione di un’alternativa alloggiativa adeguata &#8211; non sono state poste in essere prima del trasferimento, le sei organizzazioni hanno concluso che <b>il trasferimento ha costituito uno sgombero forzato</b>, ossia una grave violazione dei diritti umani in contrasto con gli obblighi assunti dall&#8217;Italia rispetto a una serie di norme internazionali e dell&#8217;Unione europea, tra cui la Direttiva anti-discriminazione razziale, che garantiscono il diritto a un alloggio adeguato e la protezione da ogni forma di discriminazione basata sull’etnia o sulla razza. Questo sgombero forzato e il successivo trasferimento in un ulteriore campo monoetnico si pongono inoltre in contrasto con gli impegni assunti dall&#8217;Italia nel 2012 con la Strategia nazionale d&#8217;inclusione di rom, sinti e caminanti.</p>
<p><b>Un&#8217;alternativa gravemente inadeguata</b></p>
<p>Dopo lo sgombero forzato, l&#8217;alternativa messa a disposizione dal comune di Giugliano è risultata <b>gravemente inadeguata</b>. Il terreno di circa 1000 metri quadrati, <b>situato all&#8217;estremità della zona industriale del comune campano</b>, è un area chiusa circondata su tre lati da vegetazione incolta e sul quarto da un muro con una cancellata. Nei pressi del terreno si trovano due bagni chimici, uno dei quali inagibile e l&#8217;altro in condizioni tali da costringere i residenti a recarsi nei cespugli, col conseguente impatto sulla loro salute e sull&#8217;ambiente. <b>All&#8217;arrivo</b>, <b>le famiglie rom hanno trovato rifiuti</b>, <b>materiale arrugginito e residui della lavorazione dei fuochi d’artificio</b>, la cui fabbrica era stata distrutta da un’esplosione nel 2015. I rappresentanti di Amnesty International hanno rinvenuto sul posto un contenitore aperto di polvere di natura non identificata, insieme a molti altri contenitori pieni di sostanze sconosciute classificate come &#8220;polveri&#8221; e &#8220;a combustione spontanea&#8221;, insieme a <b>pezzi apparentemente di amianto</b> della struttura ancora in piedi nonostante i danni provocati dall&#8217;esplosione. Il 22 giugno, le famiglie rom non avevano ancora avuto accesso all&#8217;energia elettrica e stavano usando fuochi, torce a batteria e fari delle automobili per fare luce dopo il tramonto. L&#8217;accesso all&#8217;acqua era rappresentato da quattro cannelle, insufficienti per il numero di famiglie presenti. <b>Le autorità locali non hanno messo a disposizione alcuna struttura o riparo</b>. Chi aveva una roulotte ha avuto il permesso di portarla con sé da Masseria del Pozzo. Nel nuovo sito, adulti e bambini sono costretti a dormire stipati nelle roulotte o all&#8217;esterno. Almeno tre famiglie, che a Masseria del Pozzo vivevano all&#8217;interno di baracche, ora sono senza tetto e sono costrette a dormire nelle automobili o per terra. Quando Amnesty International ha visitato il nuovo campo, le persone stavano iniziando a costruire baracche improvvisate coi materiali che erano riusciti a salvare dallo sgombero di Masseria del Pozzo.</p>
<p><b>Un piano a lungo termine destinato alla segregazione</b></p>
<p>Le autorità locali hanno detto alle famiglie rom che il trasferimento sarà una misura &#8220;temporanea&#8221;, <b>in attesa che venga costruito un nuovo campo</b>. Sulla base della documentazione esaminata dalle sei organizzazioni e delle dichiarazioni ufficiali, nel febbraio 2016 è stata approvata a livello locale, regionale e nazionale la costruzione di un nuovo campo segregato con 44 unità abitative prefabbricate. Alla costruzione dei prefabbricati il ministero dell&#8217;Interno e la Regione Campania hanno destinato <b>1.300.000 euro</b>, mentre non sono state minimamente finanziate le parti del progetto relative all&#8217;integrazione. Non risulta inoltre esservi alcun piano per inserire nel medio e lungo termine le famiglie rom in alloggi adeguati. La comunità non è stata adeguatamente consultata nella fase definitoria del progetto e il trasferimento in un nuovo campo è stata l&#8217;unica opzione messa a disposizione. Il progetto dà adito a grandi preoccupazioni e solleva molti rischi, poiché rappresenta ancora una volta l&#8217;esempio di un modello di segregazione abitativa, <b>per soli rom</b>, <b>vietata dalle norme internazionali e dell&#8217;Unione europea</b>.L&#8217;attiva partecipazione al progetto del ministero dell&#8217;Interno, anche attraverso il suo finanziamento, solleva forti preoccupazioni sull&#8217;effettiva intenzione del governo italiano di rispettare le norme e gli standard sui diritti umani a livello internazionale e dell&#8217;Unione europea così come la stessa Strategia nazionale per l&#8217;inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti del 2012, che conteneva l’impegno a “superare i campi&#8221;.</div>
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