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	<title>Giulio Cavalli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Giulio Cavalli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Mio padre in una scatola da scarpe: Giulio Cavalli e il suo &#8220;piccolo&#8221;/grande eroe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uscito per Rizzoli l&#8217;ultimo lavoro letterario di Giulio Cavalli scrittore e attore, da sempre impegnato sui temi civili e sulla legalità, Mio padre in una scatola da scarpe è un romanzo che parla, forse,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-j6ZvJ_OGXow/VnEF0mbUymI/AAAAAAAADz8/rDcDyQ1jmPI/s1600/3402118-9788817083027.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/3402118-9788817083027.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="268" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Uscito per Rizzoli l&#8217;ultimo lavoro<br />
letterario di Giulio Cavalli scrittore e attore, da sempre impegnato<br />
sui temi civili e sulla legalità, <i>Mio padre in una scatola da<br />
scarpe </i>è un romanzo che parla,<br />
forse, anche un po&#8217; dell&#8217;autore stesso, capace sempre di dire No alla<br />
cultura mafiosa, in grado di pagare un prezzo alto per i valori della<br />
giustizia e della vita.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal;">
&#8220;Michele Landa non è un eroe, e<br />
neppure un criminale. Tutto ciò che desidera è coltivare il suo<br />
orto e godersi la famiglia; vuole guardarsi allo specchio e vederci<br />
dentro una persona pulita. Ma a Mondragone serve coraggio anche per<br />
vivere tranquilli: chi non cerca guai è costretto a confrontarsi<br />
ogni giorno con gli spari e le minacce dei Torre e con l&#8217;omertà dei<br />
compaesani&#8221;.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal;">
Tornano, nel libro, le parole degli<br />
spettacoli teatrali che Cavalli porta in scena: omertà, paura,<br />
ribellione, violenza, rispetto, verità”: parole e concetti da<br />
approfondire; alcuni da cancellare, altri da insegnare, con l&#8217;esempio<br />
e la Cultura.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal;">
L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha<br />
rivolto alcune domande a Giulio Cavalli e lo ringrazia per la<br />
disponibilità.</div>
<p>
E&#8217; la storia di un uomo<br />
comune, diventato eroe, e della sua famiglia: quanto è importante<br />
raccontare storie (a teatro, in letteratura) a sfondo civile?</p>
<p>
Io credo che sia importante<br />
raccontare storie credibili e scrivo credibili nel senso più ampio<br />
del termine ovvero abbiamo bisogno di storie che insegnino l’eroismo<br />
che sta nei tanti piccoli gesti quotidiani che sono famigliari a<br />
molti. Questo romanzo non vuole celebrare Michele Landa, che altro<br />
non è che un uomo vicino alla pensione con la cura della propria<br />
famiglia, ma prova a fare intendere quanti “profughi stanziali”<br />
si ritrovano a combattere in ambienti non facili. Ognuno secondo le<br />
proprie capacità, le proprie possibilità e le proprie attitudini.<br />
Credo che ultimamente abbiamo commesso l’errore di cercare<br />
l’iperbole mentre sotto gli occhi, tutti i giorni, abbiamo<br />
quotidiani esempi di resistenza</p>
<p>
Qual è l&#8217;Italia che lei<br />
racconta?</p>
<p>
L&#8217;Italia dove la<br />
prevaricazione è sistematica, il bullismo è considerato un dovere<br />
per condire la credibilità dei potenti e dove un continuo logorio<br />
della democrazia ha portato a farci credere che alcuni nostri diritti<br />
siano dei privilegi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un<br />
graduale disfacimento del pieno significato dell’essere buoni,<br />
tanto che oggi è considerato un difetto, una debolezza. In realtà<br />
spesso essere buoni significa avere la forza di stare ostinatamente<br />
controcorrente e Michele, con i suoi figli, è la personificazione di<br />
questo sforzo strenuo e continuo.</p>
<p>Ci parla del progetto legato<br />
al suo libro?</p>
<p>Andando in giro per scuole e<br />
librerie abbiamo scoperto che il romanzo risulta molto utile anche<br />
per discutere di bullismo e prepotenza. In realtà il progetto con le<br />
scuole è tutto merito di Ivano Zoppi e la sua ONLUS Pepita che hanno<br />
avuto il merito di trasformare il libro in un’occasione per<br />
chiedere di alzare la voce contro i soprusi. Un libro, appena uscito<br />
in libreria, smette di essere del suo autore e anche questa<br />
iniziativa l’ho vissuta con l’emozione di uno spettatore<br />
privilegiato. Sono molto contento che finalmente si riesca a dare una<br />
declinazione quotidiana ad un fenomeno (quello mafioso) che troppo<br />
spesso ha bisogno di eroi per poter essere raccontato.</p>
<p>
Spesso le persone oneste<br />
vengono lasciate sole dalle istituzioni e, per questo, molte di loro<br />
hanno perso la vita, seguendo l&#8217;etica e la legge&#8230;Oggi in che<br />
direzione si sta muovendo lo Stato italiano in termini di lotta alle<br />
mafie?</p>
<p>
Si da sempre molto poco.<br />
L’Italia è il Paese più evoluto sul fronte antimafia perché è<br />
anche il laboratorio più estremo delle mafie ma sono convinto che al<br />
netto della retorica ancora oggi si faccia troppo poco e troppo<br />
spesso male. Pensiamo, solo per citare un esempio, ai testimoni di<br />
giustizia che non sono altro che normali, semplici cittadini a cui “è<br />
capitata l’occasione di essere giusti”. dovrebbero essere<br />
trattati dallo Stato con tutta la cautela e la gratitudine per chi<br />
decide di alzare la testa e invece sono pressoché quotidiane le<br />
notizie di difficoltà ambientali, economiche e di sicurezza di chi<br />
ha deciso di denunciare. La strada è lunga e in più il movimento<br />
antimafia sembra vivere anche un pericoloso periodo di appannamento.</p>
<p>
Come possiamo educare i<br />
giovani alla cultura della legalità?</p>
<p>
Primo: facendo in modo che<br />
essere corretti e rispettare la legge sia conveniente. E questo è un<br />
dovere della politica. Poi abbiamo bisogno di riportare il senso di<br />
legalità al senso di solidarietà, cittadinanza attiva,<br />
responsabilità e giustizia. Qui non si tratta solo di insegnare le<br />
leggi ma riuscire a far cogliere il senso alto che sta dietro alle<br />
basi della democrazia. E finché non riusciremo a raccontare la legge<br />
come un’opportunità piuttosto che un limite credo che faremo molta<br />
fatica a trovare un vocabolario che funzioni.</p>
<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giornata in memoria delle vittime di mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Dal<br />
1996 ogni 21 marzo si celebra la <strong>Giornata<br />
della Memoria e dell&#8217;Impegno per ricordare le vittime innocenti di<br />
tutte le mafie</strong>.<br />
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza<br />
che si rinnova per continuare a cercare una giustizia vera e<br />
profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non<br />
violento, di impegno e di azione di pace.</p>
<p>In<br />
questa giornata così importante abbiamo rivolto alcune domande a<br />
Giulio Cavalli, attore e scrittore, in scena con il suo spettacolo teatrale – tratto<br />
dal saggio omonimo – <i>Nomi,<br />
cognomi e infami.&nbsp;&nbsp;</i><br />
<i>&nbsp;</i><br />
<i></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/images-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/images-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></i><br />
</p>
<div style="font-weight: normal;">
Ringraziamo<br />
molto Giulio Cavalli per la sua disponibilità</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 642px;">
<tbody>
<tr>
<td width="642">
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;"><p>
Un<br />
    libro, uno spettacolo teatrale: da cosa nascono questi due<br />
    progetti? E quanto è importante far conoscere nomi e cognomi dei<br />
    collusi con le mafie?</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253Alr"></a>Nascono<br />
    da un’esigenza di fondo: evitare le speculazione sulle storie<br />
    personali del narratore e tornare sulle storie, sui personaggi<br />
    (che in questo caso sono persone in carne e ossa che hanno<br />
    lottato al fronte). Il libro nasce ormai qualche non fa per<br />
    provare a mettere ordine in ciò che mi stava accadendo e<br />
    spostare i riflettori sugli eroi moderni del nostro tempo da<br />
    Borsellino a Don Peppe Diana e molti altri. Lo spettacolo, come<br />
    spesso succede, ha invece un’altra vita e altri tempi e nel<br />
    corso del tempo si è reinventato completamente diventando una<br />
    sorta di “teatrogiornale” che parte dalla memoria e cerca di<br />
    arrivare al contemporaneo. Tenere vive le storie del passato<br />
    declinandole nel presente con l’arma bianca potentissima del<br />
    sorriso.</p></blockquote>
<p></p>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253Alr1"></a><br />
    Da anni si occupa di questo<br />
    argomento e dimostra che le mafie sono infiltrate ovunque, anche<br />
    nel Nord Italia, e questo rovescia lo stereotipo sul meridione&#8230;</p></blockquote>
<div style="margin-bottom: 0cm; margin-right: 2cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253A4"></a><br />
    
    </div>
<blockquote style="margin-left: 0cm;"><p>
Fortunatamente<br />
    la consapevolezza sta maturando e ora non c’è più spazio per<br />
    banali negazionismi. A Milano come in molte altre città del nord<br />
    abbiamo dovuto sopportare importanti figure politiche e<br />
    istituzionali che si sono permesse di non vedere (e pretendere<br />
    che non si vedesse) il problema delle mafie finendo per<br />
    alimentarle. Negli ultimi anni su questo abbiamo fatto dei grandi<br />
    passi in avanti e spero che presto si possa arrivare a decidere<br />
    che chi nega è semplicemente un imbecille oppure un colluso. Mi<br />
    rincuora il fatto che frequentando spesso le scuole mi renda<br />
    conto come le nuove generazioni non risentano più molto dello<br />
    stereotipo mafia = sud.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;"><p>
Può<br />
    anticiparci alcune storie da lei raccontate?</p></blockquote>
<div style="margin-bottom: 0cm; margin-right: 2cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253A41"></a><br />
&nbsp;
    </div>
<blockquote style="margin-left: 0cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253Alr2"></a>Da<br />
    Peppino Impastato al generale Dalla Chiesa e all&#8217;Avv. Ambrosoli, lo scempio<br />
    di rifiuti interrati in Campania e poi quello che succederà in<br />
    quei giorni. Lo spettacolo è “mobile” e si avvale di un<br />
    canovaccio a disposizione dell’improvvisazione quotidiana. Non<br />
    ne esistono mai due uguali. Anzi a volte le repliche sono molto<br />
    dissimili.</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;"><p>
Parlare<br />
    di mafia, lottare contro la criminalità organizzata, fare<br />
    campagne di sensibilizzazione: anche questo vuol dire &#8220;fare<br />
    politica&#8221;? E qual è la responsabilità di ogni cittadino?</p></blockquote>
<blockquote style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%25253Alr1011"></a><br />
    C’è l’articolo 4 della<br />
    Costituzione. E’ un comandamento bellissimo e pieno di<br />
    speranza: &#8220;Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo<br />
    le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una<br />
    funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della<br />
    società”.</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm;"><p>
L’articolo<br />
    dice che l’indifferenza è incostituzionale.</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;">
</blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253Alr3"></a><br />
    670 persone vivono sotto scorta,<br />
    in Italia, e lei è una tra loro: quando è cominciato questo suo<br />
    percorso? Come si svolge la sua quotidianità?</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm;"><p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%253Alr4"></a>Non<br />
    credo sia il caso di coltivare questa bulimia di racconti di<br />
    scortati: faccio tranquillamente il mio lavoro con uno Stato che<br />
    mi protegge. Piuttosto che parlare delle scorte di attori o<br />
    scrittori sarebbe il caso di domandarsi in che condizioni vivano<br />
    i testimoni di giustizia. Potremmo finalmente liberarci della<br />
    superficialità e del voyeurismo che hanno fatto scivolare<br />
    l’antimafia in un “Grande Fratello”.</p></blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;">
</blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: 2cm;">
</blockquote>
<blockquote><p>

    </p></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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