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	<title>gommone Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>gommone Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dall&#8217;Albania in Italia, ieri come oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 06:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Eltjon Bida, autore del libro autobiografico &#8220;C&#8217;era una volta un clandestino&#8221; e lo ringrazia per la disponibilità. Le sue parole possono creare un dibattito interessante. A cura&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Eltjon Bida, autore del libro autobiografico &#8220;C&#8217;era una volta un clandestino&#8221; e lo ringrazia per la disponibilità. Le sue parole possono creare un dibattito interessante. </p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="357" height="499" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/41P7EOtTJL._SX355_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12537" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12537&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12537" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/41P7EOtTJL._SX355_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 357w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/41P7EOtTJL._SX355_BO1204203200_-215x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 215w" sizes="(max-width: 357px) 100vw, 357px" /></figure></li></ul>



<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong>A che età ha affrontato il viaggio e chi è rimasto della sua famiglia in Albania?</strong></p>



<p>Avevo 17 anni. Un’età
giovane, sì, lo so. Ma dovevo partire. In Albania non avevo un
futuro. Ero disperato. In quegli anni, anche chi era laureato, se era
fortunato, andava a pascolare le mucche. C’era tanta povertà, non
c’era lavoro, non c’erano soldi e i disordini erano continui. 
</p>



<p>Poi dovevo guarire da un problema renale. La sanità in Albania era un disastro. Qui in Italia, invece, c’erano dei macchinari in grado di distruggere un calcolo renale con il laser, senza nessun taglio sulla pancia. Perciò, sono partito con la speranza di guarire, per lavorare ed avere una vita migliore.  </p>



<p>Sono partito da solo. Mamma, papà, mio fratello e le sorelle sono rimasti nel mio Paese.</p>



<p><strong>Ci racconta la preparazione e cosa è
stato fatto prima della partenza?</strong></p>



<p>Come racconto anche nel libro, all’inizio, avevo tentato di partire con la nave. Il contrabbandiere con cui eravamo in contatto, mi diede un passaporto e permesso di soggiorno falsi, e un foglio con delle frasi in italiano da imparare. Studiandole, avrei potuto rispondere alle domande che mi avrebbe fatto la Polizia di Frontiera. Papà pagò per me un milione e duecentomila lire. Per fare quei soldi avevamo venduto quasi tutto quello che avevamo: terra e bestiame. A Brindisi sono stato individuato e rimpatriato. In teoria, qualcuno aveva fatto la spia. Appena rimesso piede a Valona dissi a mio padre che non volevo ritornare più nel nostro paesino, ma avrei tentato di raggiungere l’Italia con il gommone.  </p>



<p>Lui, sapendo che se fossi rimasto in Albania avrei rischiato di fare la fame, non mi disse di no. Ci recammo dove c’erano gli scafisti. Parlammo con il capo banda, pagammo un milione di vecchie lire e alla sera, quando era buio totale, partii. Eravamo in 26, su un gommone lungo 5 metri lungo e largo 2.</p>



<p><strong>Cosa significa essere definito un
“clandestino” (termine scorretto, che però molti ancora
utilizzano)?</strong></p>



<p>Con quel termine ti senti
un po’ messo da parte, ti senti escluso, una persona non voluta,
sei come un cane abbandonato. Però sa, uno non deve guardare questi
termini. Uno deve andare avanti a testa alta per la sua strada.</p>



<p><strong>Qual è stata l&#8217;accoglienza, una
volta arrivato in Italia?</strong></p>



<p>Siamo scesi dal gommone tra Otranto e Lecce. Lo scafista ci lasciò con due italiani i quali chiesero altre 100 mila lire a persona per portarci ad un magazzino abbandonato, cinque chilometri distante. La mattina dopo, arrivò un tassista il quale ci chiese ulteriori soldi, per portarci alla stazione di Lecce. Da lì sono andato a Pescara dove sono stato accolto dal &#8220;fidanzato&#8221; italiano di mia cugina! L’avevo conosciuto quando era stato in Albania per conoscere la cugina. Dico &#8220;fidanzato&#8221; tra virgolette, perché quando era venuto a prendermi alla stazione di Pescara, lui ormai era un ex, aveva rotto i rapporti con mia cugina, ma comunque non mi ha abbandonato. Mi ha accolto nella sua famiglia, dove sono stato voluto bene.Perché? Perché avevano capito che le mie intenzioni erano: lavorare, lavorare, lavorare, comportandomi bene.</p>



<p><strong>Quali sono le similitudini o le
differenze con le condizioni dei migranti in Italia tra ieri e oggi?</strong></p>



<p>Allora, qui potrei andare avanti a lungo ma cercherò di dirlo in poche parole. Le similitudini sono che spesso, quando una persona rischia la propria vita, attraversando il mare con un gommone, è perché al suo Paese è disperata e non ha niente da perdere. </p>



<p>Inoltre, negli anni Novanta, c’era più lavoro e ora ci sono più immigrati che in Passato.</p>



<p><strong>Quali norme dovrebbero essere
inserite o modificate, in Italia, per garantire i diritti
fondamentali agli immigrati?</strong></p>



<p>Le norme ci sono, ma non vengono rispettate. Ad esempio, nel mondo del lavoro, l’immigrato deve avere più o meno gli stessi diritti di un italiano. Dico più o meno perché, finché l’immigrato non conosce un mestiere e la lingua del posto,  l’italiano può venire trattato meglio, ma, una volta che ha la padronanza su tutto, l&#8217;immigrato deve avere il diritto d’essere trattato alla pari. Deve essere accolto nel giusto modo perché secondo me l’accoglienza è anche educazione; bisogna garantire un lavoro e condizioni di vita dignitose, pretendendo nel contempo la conoscenza e il rispetto delle leggi italiane. Come dicevo prima, un maggior controllo sulle realtà più delicate. L’immigrato, regolare o meno, è spesso un soggetto debole e quindi più a rischio di essere coinvolto nelle attività illegali. Dunque, deve essere protetto. Nello stesso tempo deve cercare di dare il massimo per integrarsi nel Paese che lo ospita.</p>



<p><strong>Come definisce la sua vita, oggi?</strong></p>



<p>Felice! Anzi, molto
felice! Sto vivendo in un sogno. Sto provando a fare lo scrittore! E
per ora il libro sta avendo un grande successo. Sono stato
intervistato da: Radio inBlu, Radio 105, Radio 24, Rai 3,
MilanoToday, per nominarne alcuni. E questi giorni avrò altre
interviste importanti. Presto sarà pronto anche il secondo libro.
Non mi sarei mai immaginato di arrivare così in alto! Eppure&#8230;</p>



<p>Ho una bellissima famiglia. Due bambini stupendi e una moglie straordinaria. La migliore al mondo. È inglese. È sempre presente sia come moglie sia come mamma. Siamo circondati da amici meravigliosi. I bambini sono nati a Milano, a scuola vanno bene e hanno amicizie di tante nazionalità. I migliori amici del figlio più grande ad esempio, sono: due italiani, un rumeno, un filippino ed uno srilanchese. Io questa cosa lo trovo fantastica. Ed oltre all’italiano, i miei figli parlano inglese e albanese. Ci consideriamo una delle famiglie più felici al mondo.</p>
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		<title>Respingimenti collettivi dalla Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 09:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Respingimenti collettivi effettuati dalla Grecia mentre la Turchia si riprende i migranti &#8220;illegali&#8221;. Ma costringe i siriani alla fuga verso l&#8217;Europa. E si muore anche sulle strade verso la costa del Mediterraneo. da Fulvio&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<h2 class="western">
<a href="http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/08/respingimenti-collettivi-effettuati.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">Respingimenti<br />
collettivi effettuati dalla Grecia mentre la Turchia si riprende i<br />
migranti &#8220;illegali&#8221;. Ma costringe i siriani alla fuga verso<br />
l&#8217;Europa. E si muore anche sulle strade verso la costa del<br />
Mediterraneo.</a><br />
</h2>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
 da<br />
<a href="https://plus.google.com/106062772560857885878?utm_source=rss&utm_medium=rss">Fulvio<br />
Vassallo</a> (da diritti e frontiere)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<p>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<img loading="lazy" align="BOTTOM" border="0" height="200" name="immagini1" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/Hellenic-Coast-Guard.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></div>
<p>Questa mattina è stato diffuso<br />
in rete un grave allarme su un caso di respingimento collettivo<br />
effettuato da un mezzo non bene identificato, privo di bandiera,<br />
nelle acque dell&#8217;Egeo tra la costa turca e le isole greche. E&#8217; bene<br />
spiegare per chi non sia pratico di quella zona e dei respingimenti<br />
che i greci eseguono da anni, come sia facile respingere da un&#8217; isola<br />
sita a pochi chilometri dalla costa fino alle acque territoriali<br />
turche, talvolta basta togliere il motore del mezzo carico di<br />
&#8220;migranti illegali&#8221;, rimorchiarlo dino alle acque turche,<br />
ed attendere poi che sia la Guardia Costiera turca ad eseguire il<br />
salvataggio. Una operazione che si risolve in meno di<br />
un&#8217;ora.</p>
<p>Abbiamo ricevuto da Nawal e diffondiamo</p>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/-0OKpwGJ5mxY/VcZms4StfsI/AAAAAAAAESE/8Mdhzj_inEA/s1600/Respingimento%2BGrecia%2BTurchia%2Bfoto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" align="BOTTOM" border="0" height="400" name="immagini2" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/Respingimento-Grecia-Turchia-foto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="166" /></a></p>
<div dir="LTR" id="id_55c6662e2563e3040130025">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br /><i>Dopo<br />
 quasi un mese di semisilenzio adesso devo raccontare tutto<br />
 altrimenti non riusciro&#8217; a continuare il mio lavoro.<br />Tra la<br />
 Turchia e la Greci ci sono degli as&#8230;sassini in mare che vestono il<br />
 ruolo di autorita&#8217; Europee e a volte Turche.<br />In questo momento e<br />
 in questa posizione( 37°47&#8217;57.0&#8243;N 27°10&#8217;05.0&#8243;E) stanno<br />
 per UCCIDERE 27 persone.<br />Parliamo di una grande nave militare che<br />
 arriva nel posto dopo che i migranti lanciano l&#8217;sos e invece di<br />
 salvare fa la seguente: <br />1 toglie il motore dell&#8217;imbarcazione <br />2<br />
 prende la benzina<br />3 prende le persone a bordo e le persone<br />
 pensano che questo e&#8217; un salvataggio<br />4 prendono i coltelli e<br />
 aprono strappano tutti i vestiti fino all&#8217;intimo colpendo le persone<br />
 anche parti sensibili del corpo<br />5 rubano tutti i soldi e la media<br />
 di ogni gommone e&#8217; 30 mila o 50 mila dollari <br />6 penserete che<br />
 dopo tutto questo porteranno i migranti verso la Turchia o la<br />
 Grecia&#8230;.<br />No vi sbagliate! <br />7 Prendono i telefoni e tolgono<br />
 le batterie restituendo a volte i passaporti.<br />8 bucano il gommone<br />
 con i coltelli<br />E COME COLPO DI SCENA FINALE RIMETTONO I MIGRANTI<br />
 IN ACQUA.<br />9 Come per magia arriva la guardia costiera Turca e<br />
 prende a bordo i migranti cge a volte sono aggrappati al gommone e a<br />
 volte nuotano aggrappati al salvagente ( per chi lo ha comprato<br />
 prima di partire) <br />10 queste persone fantasma scompaiono con le<br />
 loro armi in pugno e tutto questo succede con un passamontagna sulla<br />
 faccia.<br />A chi puo&#8217; interessare la nave adesso e&#8217; qui 37°47&#8217;57.0&#8243;N<br />
 27°10&#8217;05.0&#8243;E <br />A volte si limitano a togliere solo il motore<br />
 e spero che oggi si limitino a questo&#8230;. perche&#8217; dopo che questo e&#8217;<br />
 successo i migranti non mi hanno piu&#8217; risposto.</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Ah<br />
 dimenticavo .. due ore prima erano qui 38.548811, 26.344768 e hanno<br />
 fatto la stessa cosa con un altro gommone.</i><br /><i>La foto ritrae<br />
 una delle navi in questione. <br />Questo e&#8217; una foto scattata dai<br />
 migranti a bordo del gommone.</i></div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br /><b>Adesso<br />
possiamo dire con certezza che il mezzo che ha bloccato il barcone<br />
carico di migranti siriani, con uomini dal volto coperto che li hanno<br />
poi depredati, appartiene alla Guardia Costiera greca, non ha<br />
bandiera, ma i segni della bandiera greca sulle fiancate verso prua<br />
sono chiarissimi e dunque si tratta della stessa nave militare o di<br />
una nave gemella, comunque sempre appartenente alla Guardia Costiera<br />
greca. I segni di bandiera sulle fiancate sono inconfutabili. Il<br />
Governo greco deve dunque rispondere di quanto accaduto.</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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