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	<title>Gonnella Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Gonnella Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Il carcere visto da dentro. XVIII rapporto dell&#8217;associazione Antigone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 07:59:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; il momento delle riforme&#8221;. Lo ha detto Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in apertura della conferenza stampa di presentazione del XVIII rapporto dell&#8217;associazione sulle condizioni di detenzione.&#160; Sono oltre 2.000 le visite tenute&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="876" height="780" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16343" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 876w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre-300x267.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre-768x684.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 876px) 100vw, 876px" /></a></figure>



<p>&#8220;E&#8217; il momento delle riforme&#8221;. Lo ha detto Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in apertura della conferenza stampa di presentazione del XVIII rapporto dell&#8217;associazione sulle condizioni di detenzione.&nbsp;</p>



<p>Sono oltre 2.000 le visite tenute dall&#8217;osservatorio di Antigone nelle carceri italiane dal 1998 ad oggi. Un monitoraggio costante che ha permesso all&#8217;associazione di fotografare lo stato del sistema penitenziario nella sua complessità, analizzandolo, come ha ricordato Gonnella, con spirito critico ma anche costruttivo.&nbsp;</p>



<p>&#8220;La pandemia ci ha mostrato tutti i limiti di un mondo penitenziario bloccato e in ritardo su tante questioni&#8221; ha sottolineato il presidente di Antigone. &#8220;I tassi di recidiva ci raccontano di un modello che non funziona e ha bisogno di importanti interventi, aprendosi al mondo esterno, puntando sulle attività lavorative, scolastiche, ricreative e abbandonando la sua impronta securitaria&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nel rapporto dell&#8217;associazione si evidenzia come in media vi sia una percentuale pari a 2,37 reati per detenuto. Al 31 dicembre 2008 il numero di reati per detenuto era più basso di 1,97. Dunque diminuiscono i reati in generale, diminuiscono i detenuti in termini assoluti ma aumenta il numero medio di reati per persona. Al 31 dicembre 2021, dei detenuti presenti nelle carceri italiane, solo il 38% era alla prima carcerazione. Il restante 62% in carcere c’era già stato almeno un’altra volta. Il 18% c’era già stato in precedenza 5 o più volte. Tassi di recidiva dunque alti, su cui sarebbe utile che il ministero raccogliesse dati certi.&nbsp;</p>



<p>&#8220;E&#8217; anche fondamentale che il carcere diventi realmente l&#8217;extrema ratio a cui ricorrere solo in casi dove ce ne sia la reale necessità&#8221; ha ricordato il Patrizio Gonnella, citando la Ministra della Giustizia Cartabia. Al 31 dicembre 2021 ben 19.478 detenuti (poco meno del 40% del totale dei reclusi), dovevano scontare una pena residua pari o inferiore a 3 anni. Una gran parte di loro potrebbe usufruire di misure alternative. Un aumento di queste ultime permetterebbe di porre rimedio anche al cronico sovraffollamento delle carceri italiane. Il tasso di affollamento è attualmente del 107%, contando i posti ufficiali conteggiati dal ministero. Tuttavia, se si considerano i posti realmente disponibili, a fronte di reparti e sezioni chiuse o celle inagibili, il tasso supera il 115%. Un dato su cui pesano sempre meno gli stranieri che al 31 marzo 2022 sono il 31,3% sul totale della popolazione detenuta, con un calo del 5,8% rispetto al 2011. Il loro tasso di detenzione (calcolato nel rapporto tra popolazione straniera residente in Italia e stranieri presenti nelle carceri) ha visto una decisiva diminuzione, passando dallo 0,71% del 2008allo 0,33% del 2021.&nbsp;</p>



<p>&#8220;A dicembre 2021 &#8211; ha ricordato il presidente di Antigone &#8211; la Commissione per l&#8217;innovazione del sistema penitenziario nominata dalla Ministra Cartabia e presieduta dal prof. Marco Ruotolo, ha elaborato e consegnato un documento con tutta una serie di riforme che si potrebbero fare in maniera piuttosto rapida. Inoltre la recente nomina di Carlo Renoldi alla guida del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria apre una prospettiva importante da questo punto di vista. Ci auguriamo che si sappia cogliere quest&#8217;occasione e si portino avanti tutte le riforme di cui il carcere italiano ha urgente bisogno&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nella cartella stampa,&nbsp;<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/CartellastampaXVIIIRapporto.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">a questo link</a>, tutti i dati presenti nel rapporto e le proposte di riforma avanzate da Antigone.&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.rapportoantigone.it/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">A questo link</a>, invece, il rapporto completo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Su carceri e tortura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ringraziamo Patrizio Gonnella che ci permette di pubblicare questo suo testo già uscito sul suo blog di Micromega. Nel 1948 è stata firmata solennemente da tutti gli Stati la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ringraziamo Patrizio Gonnella che<br />
ci permette di pubblicare questo suo testo già uscito sul suo blog<br />
di Micromega.<br />
</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<p>Nel 1948 è stata firmata<br />
solennemente da tutti gli Stati la Dichiarazione Universale dei<br />
Diritti dell’Uomo L’articolo 5 afferma che: «Nessun individuo<br />
potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o punizioni<br />
crudeli, inumani o degradanti». Il termine ricompare all’articolo<br />
3 delle quattro convenzioni di Ginevra del 1949 sul trattamento dei<br />
prigionieri di guerra, cuore del diritto umanitario post-bellico. Il<br />
divieto è assoluto essendo assoluta la intangibilità della dignità<br />
umana. <br />Assolutezza ribadita dal Patto sui diritti civili e<br />
politici del 1966 delle Nazioni Unite il cui articolo 7 afferma che:<br />
«nessuno può essere sottoposto alla tortura, né a punizioni o<br />
trattamenti crudeli o degradanti, in particolare, nessuno può essere<br />
sottoposto, senza il suo libero consenso, a un esperimento medico e<br />
scientifico». Il successivo articolo 10 a sua volta afferma che:<br />
«Tutte le persone private della libertà devono essere trattate<br />
umanamente e con il rispetto dovuto alla dignità inerente all’essere<br />
umano». <br />Nel 1975 sempre in sede Onu viene promulgata la<br />
Dichiarazione sulla protezione di tutte le persone contro la tortura<br />
e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti. All’articolo 2<br />
si afferma perentoriamente che tutti gli atti di tortura<br />
costituiscono una offesa alla dignità umana. All’articolo 7 gli<br />
Stati membri dell’Onu sono invitati a prevedere al loro interno il<br />
delitto specifico di tortura. Una Dichiarazione nel diritto<br />
internazionale, però, è un atto privo di effetti vincolanti.<br />
Implica per gli Stati solo una doverosità morale. <br />Nel 1984 viene<br />
adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Convenzione<br />
contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani, crudeli o<br />
degradanti. In questo caso la Convenzione, essendo un Trattato,<br />
vincola chi vi aderisce. E questo Trattato vincola ben 151 Paesi,<br />
quasi tutto il globo. L’articolo 1 della Convenzione del 1984 così<br />
definisce la tortura: «Ai fini della presente Convenzione, il<br />
termine ‘tortura’ designa qualsiasi atto con il quale sono<br />
inflitti a una persona dolore o sofferenze acute, fisiche o<br />
psichiche, segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza<br />
persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che ella o<br />
una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di<br />
intimidirla od esercitare pressioni su di lei o di intimidire od<br />
esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro<br />
motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale<br />
dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o<br />
da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua<br />
istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito. Tale<br />
termine non si estende al dolore o alle sofferenze derivanti<br />
unicamente da sanzioni legittime, ad esse inerenti o da esse<br />
provocate». <br />La tortura così come definita in sede Onu si<br />
compone dei seguenti quattro elementi: l’inflizione di una acuta<br />
sofferenza fisica e/o psichica, la responsabilità diretta di un<br />
funzionario dell’apparato pubblico, la non liceità della sanzione,<br />
la intenzionalità. E’ questa l’unica definizione di tortura<br />
universalmente riconosciuta. <br />Il Consiglio di Sicurezza delle<br />
Nazioni Unite dà vita negli anni 1993 e 1994 al Tribunale penale<br />
internazionale per la ex Jugoslavia (TPIJ) e al Tribunale penale<br />
internazionale per il Ruanda (TPIR). Il contributo delle Corti ad hoc<br />
è stato comunque significativo per segnare la universalità della<br />
proibizione della tortura e la sua cogenza. La norma che vieta la<br />
tortura è ritenuta disposizione di natura consuetudinaria con radici<br />
lontane nel tempo e diffuse nello spazio. Nel caso Furundzija il<br />
TPIJ, proprio partendo dalla considerazione che la proibizione della<br />
tortura fosse norma di ius cogens, è giunto a sostenere una<br />
responsabilità diretta dello Stato nel caso di mancato adeguamento<br />
interno agli obblighi punitivi internazionalmente imposti.<br />Nel<br />
1998 a Roma viene firmato lo Statuto della Corte Penale<br />
Internazionale. Vincola gli Stati che ratificano il relativo Trattato<br />
internazionale. Non più quindi una Corte ad hoc nata per giudicare<br />
crimini avvenuti in un dato contesto geografico prima della nascita<br />
della Corte stessa, bensì un tribunale permanente posto a protezione<br />
giudiziaria universale dei diritti umani. Tra i crimini contro<br />
l’umanità che la Corte deve perseguire vi è la tortura. Nel<br />
dicembre del 2002 viene elaborato e posto alla firma degli Stati il<br />
Protocollo Opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura che<br />
prevede un meccanismo universale<br />
di controllo dei luoghi di detenzione. </p>
<p>Anche l’Europa vieta<br />
la tortura. La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti<br />
dell’uomo e delle libertà del 1950 all’articolo 3 afferma<br />
perentoriamente che: «nessuno può essere sottoposto a tortura o a<br />
pene o trattamenti inumani o degradanti». Il successivo articolo 15<br />
sancisce che tale norma non trova eccezione neanche in caso di<br />
guerra. (Brani tratti da un mio libro del 2012, La tortura in Italia,<br />
ed. Derive Approdi).</p>
<p>In Italia la tortura non è ancora un<br />
reato. È inaccettabile, grave, vergognoso. La Camera sta discutendo<br />
un testo pieno di contraddizioni approvato dal Senato. In autunno<br />
andremo sotto il giudizio del Consiglio dei diritti umani delle<br />
Nazioni Unite. Chissà se per allora ci sarà uno scatto di reni<br />
delle forze politiche democratiche nel nome della dignità.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo Stato<br />
risponde della tortura dei suoi ufficiali se non ha il divieto nella<br />
sua legislazione. <br />Nel 1998 a Roma viene firmato lo Statuto della<br />
Corte Penale Internazionale. Vincola gli Stati che ratificano il<br />
relativo Trattato internazionale. Non più quindi una Corte ad hoc<br />
nata per giudicare crimini avvenuti in un dato contesto geografico<br />
prima della nascita della Corte stessa, bensì un tribunale<br />
permanente posto a protezione giudiziaria universale dei diritti<br />
umani. Tra i crimini contro l’umanità che la Corte deve perseguire<br />
vi è la tortura. Nel dicembre del 2002 viene elaborato e posto alla<br />
firma degli Stati il Protocollo Opzionale alla Convenzione Onu contro<br />
la tortura che prevede un meccanismo universale di controllo dei<br />
luoghi di detenzione.
</div>
<p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="%3Azh"></a>Anche l’Europa<br />
vieta la tortura. La Convenzione europea per la salvaguardia dei<br />
diritti dell’uomo e delle libertà del 1950 all’articolo 3<br />
afferma perentoriamente che: «nessuno può essere sottoposto a<br />
tortura o a pene o trattamenti inumani o degradanti». Il successivo<br />
articolo 15 sancisce che tale norma non trova eccezione neanche in<br />
caso di guerra. (Brani tratti da un mio libro del 2012, La tortura in<br />
Italia, ed. Derive Approdi).<br />In Italia la tortura non è ancora un<br />
reato. È inaccettabile, grave, vergognoso. La Camera sta discutendo<br />
un testo pieno di contraddizioni approvato dal Senato. In autunno<br />
andremo sotto il giudizio del Consiglio dei diritti umani delle<br />
Nazioni Unite. Chissà se per allora ci sarà uno scatto di reni<br />
delle forze politiche democratiche nel nome della dignità.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/08/22/su-carceri-e-tortura/">Su carceri e tortura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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