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	<title>guardia costiera Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Dossier Msf: &#8220;Per la prima volta il governo italiano scrive che la Libia è un porto sicuro. Ma è esattamente il contrario&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 06:59:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centro di detenzione di Sabaa, Tripoli, uno dei tanti in cui in Libia sono recluse più di 650.000 migranti arrivati per provare a raggiungere l&#8217;Europa.</p>
<p>Uno sconvolgente rapporto degli operatori di Medici senza frontiere, entrati in questo centro, conferma come le condizioni dei migranti detenuti siano drammatiche con allarmanti livelli di malnutrizione delle persone in carcere, un terzo delle quali sono minori: preoccupano soprattutto le condizioni dei tanti bambini. Gli operatori di Msf hanno scoperto 31 persone chiuse a chiave in una cella di 4 metri per 5 senza spazio per sdraiarsi, senza latrine, costrette ad urinare in bottiglie e secchi di plastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo grazie all&#8217;accordo vergognoso tra il governo italiano e la Libia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12243" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) chiede di porre fine alla detenzione arbitraria di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia, dopo il drammatico aumento del numero di persone intercettate nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera libica, supportata dall’Unione Europea. Almeno 11.800 persone che tentavano di attraversare il Mediterraneo su precari barconi inadatti al mare sono state riportate in Libia solo quest’anno secondo le organizzazioni delle Nazioni Unite, con intercettazioni quasi quotidiane nelle acque internazionali tra Italia, Malta e Libia. Una volta sbarcate, le persone vengono trasferite in centri di detenzione non regolamentati lungo la costa.</p>
<p>Terribili livelli di violenza. “Persone appena scampate a situazioni di vita o di morte in mare non dovrebbero essere trasferite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria” &#8211; ha detto Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF &#8211; molti di loro hanno già sofferto terribili livelli di violenza e sfruttamento in Libia e durante gli estenuanti viaggi dai loro paesi d’origine. Ci sono vittime di violenza sessuale, di traffico, torture e maltrattamenti. Tra i vulnerabili ci sono bambini, a volta senza un genitore o un accompagnatore, donne incinte o in fase di allattamento, anziani, persone con disabilità mentali o in gravi condizioni mediche”.</p>
<p>Non si sa cosa accade nei centri di detenzione. Senza un sistema di registrazione formale e reportistica, una volta che una persona è all’interno di un centro di detenzione non c’è modo di tracciare cosa le accade. I detenuti non hanno la possibilità di questionare la legalità della loro detenzione o dei trattamenti che subiscono. I programmi di evacuazione gestiti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (IOM) e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per aiutare rifugiati e migranti a uscire dalla detenzione arbitraria sono stati rafforzati l’anno scorso ma riescono ad aiutare solo una piccola parte della popolazione rifugiata e migrante in Libia. La misura principale, facilitata dall’IOM, consiste nel rafforzare i cosiddetti rimpatri “volontari” dei migranti dai centri di detenzione ai loro paesi di origine, con 15.000 persone già rimpatriate da novembre.</p>
<p>Non c&#8217;è rimpatrio volontario: le persone non hanno alternative. Si tratta di uno sviluppo positivo quando supporta persone bloccate in Libia che vogliono tornare a casa, ma la natura volontaria di questi rimpatri è contestabile perché le persone non hanno altra alternativa formale per uscire dai centri. L’UNHCR ha evacuato poco più di 1.000 dei rifugiati più vulnerabili, ma la maggior parte di loro è stata portata in Niger dove attende urgentemente di essere reinsediata in altri paesi. Come conseguenza dell’aumento delle intercettazioni in mare, le équipe di MSF a Misurata, Khoms e Tripoli riscontrano un netto aumento nel numero di rifugiati, migranti e richiedenti asilo bloccati nei centri di detenzione già sovraffollati.</p>
<p>Quelle persone rinchiuse a Khoms, con bambini piccoli. Recentemente, MSF ha fornito assistenza medica in un solo giorno a 319 persone intercettate in mare e portate in un centro di detenzione a Tripoli, la maggior parte delle quali era stata detenuta dai trafficanti per diversi mesi prima di tentare la traversata del Mediterraneo. Intorno a Misurata e Khoms, MSF fornisce cure a persone con ustioni di secondo grado, scabbia, infezioni respiratorie e disidratazione. In un’occasione, persone intercettate in mare sono state portate al centro di detenzione senza vestiti, perché avevano perso tutto in mare. “A Khoms ci sono oltre 300 persone, tra cui bambini molto piccoli, rinchiuse in un centro di detenzione sovraffollato. Il caldo è asfissiante, non c’è areazione e l’accesso ad acqua potabile pulita è scarso – è acqua salata mista a liquami” dice Anne Bury, vice coordinatore medico di MSF in Libia. “La situazione nei centri di detenzione è insostenibile, il clima è molto teso, le persone sono esposte ad abusi di ogni sorta. Le persone sono disperate, vediamo ferite e fratture. Alcune tentano di fuggire, altre fanno lo sciopero della fame.”</p>
<p>Le conseguenze della politica europea. Questa situazione è il risultato del tentativo dei governi europei di impedire a qualunque costo a rifugiati, migranti e richiedenti asilo di raggiungere l’Europa. Elemento centrale di questa strategia è equipaggiare, formare e supportare la Guardia Costiera libica perché intercetti le persone in mare e le riporti in Libia. Navi non libiche non possono infatti riportare legalmente i migranti in Libia perché il paese non è riconosciuto un posto sicuro. Ma le persone soccorse in acque internazionali nel Mediterraneo non devono essere riportate in Libia: devono essere portate in un porto sicuro, come prescritto dal diritto internazionale e marittimo. “La Libia non può essere considerata una soluzione accettabile per prevenire gli arrivi in Europa” ha detto Kleijer di MSF. “Rifugiati, richiedenti asilo e migranti intercettati in mare non devono essere riportati in Libia e non devono essere detenuti nel paese su basi arbitrarie e in condizioni disumane”.</p>
<p>MSF in Libia. Da circa due anni, MSF fornisce cure mediche a rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia che rientrano formalmente sotto l’autorità del Ministero dell’Interno del paese e del suo dipartimento per combattere l’immigrazione illegale (DCIM) a Tripoli, Khoms e Misurata. Ai detenuti non viene garantito accesso alle cure mediche – che vengono fornite da una manciata di organizzazioni umanitarie come MSF o da agenzie delle Nazioni Unite, che riescono ad avere una presenza limitata nel paese nonostante la violenza e l’insicurezza diffuse.</p>
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		<title>Aggiornamento da Riccardo Gatti: comandante della nave Astral e capo missione della Open Arms</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 15:54:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11467" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="537" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Così ha scritto, circa nove ore fa, Riccardo Gatti, comandante dell’Astral e capo missione della Open Arms, le navi della Ong spagnola <a class="spip_out" href="http://www.proactivaopenarms.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external noopener">Proactiva Open Arms </a>.</div>
<div dir="auto"><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> &#8211; che fa parte  di Osservatorio Solidarietà &#8211; resterà in contatto con Riccardo Gatti, che ringrazia moltissimo, e vi terrà aggiornate/i.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Attualmente vi scrivo da bordo dell’Astral, ora a circa 40 miglia a nord di Sabratah. Stiamo navigando in prossimità della Mare Jonio del progetto Mediterranea.</div>
<div dir="auto">Abbiamo potuto testimoniare come, a giorno d’oggi, tutti i canali di comunicazione di attivazione dei soccorsi da parte delle istituzioni che dovrebbero per normativa farlo, sono silenti, anche se si continuano a mettere in atto intercettazioni da parte della cosiddetta guardia costiera libica di imbarcazioni di persone che cercano di arrivare alle coste Europee.</div>
<div dir="auto">L’unico modo che abbiamo per sapere dove e se vi sono imbarcazioni da soccorrere è appoggiarci all’aereo Colibrí della ong francese Pilotes Volontaires.</div>
<div dir="auto">Stiamo vedendo come, a livello operativo, si lasciano le navi delle ong in disparte, non facendole partecipi delle informazioni riguardanti imbarcazioni in distress, cosa che dovrebbe essere fatta per obblighi dettati dalle convenzioni internazionali, rendendo le operazioni di ricerca e soccorso estremamente difficili.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Vi racconto tutto ciò per due motivi: il primo è evidentemente aggiornarvi sulla situazione nel mar mediterraneo. Il secondo è per ritornare ad affermarvi che gli sforzi e il supporto dell’Osservatorio è, ed è stato, per le ong fondamentale in quanto facente parte di quella rete di resistenza attiva alle grandi violazioni riguardanti tutto ciò che ha a che fare la solidarietá e l’appoggio alle persone in viaggio.</div>
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		<title>Nave Diciotti: Amnesty International prende posizione contro il governo italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2018 12:44:33 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/24/nave-diciotti-amnesty-international-prende-posizione-contro-il-governo-italiano/">Nave Diciotti: Amnesty International prende posizione contro il governo italiano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/untitled-1195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-11214 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/untitled-1195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="299" height="199" /></a></p>
<p>“<em>La vicenda della nave Diciotti è un’espressione grottesca della cosiddetta politica del ‘no agli sbarchi’, ultima arrivata tra le varie politiche del ‘no a questo, no a quello’. Più che una politica, una sfida irresponsabile giocata sulla pelle dei più deboli e vulnerabili, che ha prodotto finora solo arbitrio e illegalità</em>”, ha dichiarato <strong>Antonio Marchesi,</strong> presidente di Amnesty International Italia, a proposito della vicenda della <strong>nave Diciotti</strong>, ferma a Catania senza che alle persone soccorse – con l’eccezione dei minori – sia consentito di scendere a terra.</p>
<p>“<em>Dopo le navi delle Ong, quelle commerciali italiane e straniere, quelle di eserciti di stati alleati, ora sono paradossalmente le navi della stessa Guardia Costiera italiana a non poter sbarcare o a sbarcare con grave ritardo il proprio carico umano, fatto di persone soccorse in mare</em>“, ha proseguito Marchesi.</p>
<p>“<em>Il diritto internazionale e la Costituzione italiana – opportunamente richiamati dal Garante per i diritti delle persone detenute o private della libertà – avrebbero imposto da giorni una soluzione diversa, rispettosa dei diritti fondamentali di persone in particolari condizioni di vulnerabilità e, certamente non poche di esse, con un fondato timore di persecuzione. Quei diritti non possono e non devono essere messi da parte in nome dei diktat di questa o quella forza politica</em>”, ha concluso Marchesi.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11215" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Anche <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> sostiene e diffonde la seguente richiesta del Tavolo Asilo e di Amnesty International:</p>
<p>Le associazioni del <strong>Tavolo Asilo</strong> <strong>chiedono</strong> con urgenza al <strong>Governo italiano</strong> di <strong>autorizzare lo sbarco delle 150 persone ancora a bordo della nave Diciotti</strong>.</p>
<p>I <strong>migranti</strong> soccorsi dalla nave italiana senza ulteriori indugi <strong>devono essere messi in condizione di ricevere assistenza adeguata</strong> e di <strong>beneficiare di tutte le garanzie definite dalla nostra Costituzione</strong>, dalla normativa nazionale, comunitaria e dalle convenzioni internazionali, <strong>a prescindere dai tempi e dagli esiti della contrattazione politica tra gli Stati Europei</strong>.</p>
<p>Le <strong>risposte dell’Unione europea</strong> alla gestione dei flussi migratori, compresi quelli dei minorenni, nel Mediterraneo <strong>devono essere richieste nelle opportune sedi</strong> e non attraverso il trattenimento illegale di persone a bordo di una nave.</p>
<p><em>A Buon Diritto</em>, <em>ACLI</em>, <em>ActionAid</em>, <em>Amnesty International Italia</em>, <em>ARCI</em>, <em>ASGI</em>, <em>Casa dei Diritti Sociali</em>, <em>Caritas Italiana</em>, <em>Centro Astalli</em>, <em>CIR</em>, <em>Comunità di S.Egidio</em>, <em>CNCA</em>, <em>Emergency</em>, <em>Médecins du Monde Missione Italia</em>, <em>Mediterranean Hope</em> (FCEI), <em>MEDU</em>, <em>Save The Children Italia</em>, <em>Senza Confine</em>, <em>Oxfam Italia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Barbara Spinelli e 39 eurodeputati scrivono al presidente Antonio Tajani: “Le Sue affermazioni sulle Ong sono potenzialmente divisive per il Parlamento europeo”</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/30/barbara-spinelli-e-39-eurodeputati-scrivono-al-presidente-antonio-tajani-le-sue-affermazioni-sulle-ong-sono-potenzialmente-divisive-per-il-parlamento-europeo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 06:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Bruxelles, 29 giugno 2018 &#160; Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10929" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/39371276-tutte-le-bandiere-dell-unione-europea-di-fronte-al-parlamento-europeo-bandiere-di-fronte-al-parla-2-300x183.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Bruxelles, 29 giugno 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli e altri trentanove eurodeputati appartenenti a quattro distinti gruppi politici hanno inviato una lettera ad Antonio Tajani in seguito a un’intervista pubblicata lo scorso 25 giugno dal quotidiano “Il Messaggero” in cui il Presidente del Parlamento europeo ha rilasciato dichiarazioni a proposito delle Ong che fanno soccorso in mare.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L’intenzione non è entrare nel merito delle affermazioni, ma ricordare al Presidente il ruolo neutrale e imparziale che Egli è chiamato a esercitare, a garanzia della pluralità del Parlamento.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>La lettera è più che mai attuale dopo le decisioni del Consiglio Europeo</strong>, visto che il Parlamento ancora non si è pronunciato né sulle condizioni fissate dal Consiglio per l&#8217;attività di Ricerca e Soccorso delle Ong (rispetto della legge internazionale nella misura in cui questa è &#8220;applicabile&#8221;; compiti di SAR affidati solo alle Guardie costiere libiche) né sul finanziamento europeo delle cosiddette &#8220;piattaforme di sbarco” in Paesi terzi (finanziamento contestato dal Presidente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, Claude Moraes). Il Parlamento europeo è completamente ignorato dal comunicato finale del Consiglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Di seguito il testo della lettera e le firme.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Presidente Tajani,</p>
<p>nell’intervista pubblicata il 25 giugno 2018 dal quotidiano italiano “Il Messaggero”, intitolata <em>Tajani: Basta con queste Ong fuori dalle regole, così favoriscono il traffico del clandestini</em> [1], Lei afferma che le ONG che operano nel Mediterraneo vanno censite e devono tutte avere a bordo un militare italiano o europeo. A suo dire, non è possibile che vadano e facciano come vogliono, raccogliendo persone e favorendo il traffico di clandestini. Vanno autorizzate o fermate. Ha continuato asserendo che prima bisogna trovare un’intesa sugli hotspot esterni, poi su dove mandare i rifugiati. Gli altri vanno rimandati nei Paesi di origine. Ma servono soldi – ha affermato – per creare campi dove possano stare sotto egida UE e ONU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorremmo gentilmente ricordarLe che in seno al Parlamento europeo esistono pareri diversi riguardo alle attività di <em>Search and rescue</em> delle ONG, e il Presidente ha l’onore e l’onere di rappresentarli tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quanto membri del Parlamento europeo, le chiediamo &#8211; in considerazione del Suo ruolo e del Suo mandato – di evitare affermazioni potenzialmente divisive per l&#8217;istituzione che rappresenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dai pregiudizi all&#8217;odio online. Storia dello &#8220;scandalo&#8221; ONG</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 09:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un saggio importante e dettagliato di Simone Bernardi della Rosa. Dal RIFestival di bologna, quest&#8217;anno dedicato al tema delle migrazioni. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/untitled-1182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10840" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/untitled-1182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Un saggio importante e dettagliato di Simone Bernardi della Rosa.</p>
<p>Dal RIFestival di bologna, quest&#8217;anno dedicato al tema delle migrazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_104218-e1528879990815.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10841" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_104218-e1528879990815.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_104218-e1528879990815.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_104218-e1528879990815-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_104218-e1528879990815-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_105506-e1528880452208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10846" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_105506-e1528880452208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_105506-e1528880452208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_105506-e1528880452208-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_105506-e1528880452208-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a></p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_112744-e1528882254162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10851" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_112744-e1528882254162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_112744-e1528882254162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_112744-e1528882254162-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/20180613_112744-e1528882254162-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/13/dai-pregiudizi-allodio-online-storia-dello-scandalo-ong/">Dai pregiudizi all&#8217;odio online. Storia dello &#8220;scandalo&#8221; ONG</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>RIFestival Bologna. Il sacrificio dei diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2018 08:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha seguito il RIFestival, il Festival di Antropologia quest&#8217;anno dedicato al tema delle migrazioni e che si è tenuto a Bologna dal 20 al 22 aprile. Organizzato dagli studenti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/26/rifestival-bologna-il-sacrificio-dei-diritti-umani/">RIFestival Bologna. Il sacrificio dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ha seguito il RIFestival, il Festival di Antropologia quest&#8217;anno dedicato al tema delle migrazioni e che si è tenuto a Bologna dal 20 al 22 aprile. Organizzato dagli studenti dell&#8217;Università del capoluogo, ragazze e ragazzi motivati, impegnati, preparati e molto gentili!</p>
<p>Vi proponiamo l&#8217;ascolto di un primo seminario intitolato: &#8220;Il sacrificio dei diritti umani&#8221;, alla presenza di C. Sami ,direttore comunicazioni con incarico di portavoce per il Sud Europa dell&#8217;<a href="https://www.unhcr.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati</a> (UNHCR),  N. Zorzella Avvocata del Foro di Bologna, è esperta in diritto amministrativo, diritto dell&#8217;immigrazione e dell’asilo e diritto antidiscriminatorio, T. Casadei, Prof. di Filosofia del diritto presso l&#8217;Università dio Modena e Reggio Emilia.</p>
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		<title>“Themis” di Frontex &#8211; Agenzia europea della Guardia di frontiera e costiera, e questioni riguardanti i diritti fondamentali.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/05/themis-di-frontex-agenzia-europea-della-guardia-di-frontiera-e-costiera-e-questioni-riguardanti-i-diritti-fondamentali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 07:49:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dal prossimo primo febbraio Frontex lancia una nuova operazione per il soccorso di migranti &#8220;per assistere l&#8217;Italia nelle attività di controllo dei confini&#8221;. Themis, che ha un focus rafforzato sulle forze dell&#8217;ordine, sostituisce&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/C_2_articolo_3120764_upiImagepp-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10486" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/C_2_articolo_3120764_upiImagepp-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="597" height="336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/C_2_articolo_3120764_upiImagepp-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 597w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/C_2_articolo_3120764_upiImagepp-2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal prossimo primo febbraio Frontex lancia una nuova operazione per il soccorso di migranti &#8220;per assistere l&#8217;Italia nelle attività di controllo dei confini&#8221;. Themis, che ha un focus rafforzato sulle forze dell&#8217;ordine, sostituisce l&#8217;operazione Triton lanciata nel 2014. L&#8217;area in cui è operativa, si legge in una nota, interessa il mar Mediterraneo centrale, &#8220;dalle acque che coprono i flussi da Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Turchia e Albania&#8221;.</p>
<p>I migranti dovranno essere portati nel porto più vicino al punto di soccorso. L&#8217;auspicio dell&#8217;Italia è infatti che la nuova missione possa dare finalmente applicazione alla legge del mare stabilita dalla convenzione di Amburgo. Due, inoltre, saranno le nuove aree di pattugliamento individuate nel Mediterraneo: una ad est, da Turchia, Grecia e Albania; una ad ovest da Tunisia e Algeria. E la linea di pattugliamento sarà posta al limite delle 24 miglia dalle coste italiane.</p>
<p>Il Viminale esprime soddisfazione e parlino di Themis come di &#8220;un esempio particolarmente significativo di effettiva solidarietà e cooperazione&#8221; tra Stati membri e agenzie europee. Sottolineando che la missione contribuirà &#8220;in maniera concreta&#8221; a fronteggiare l&#8217;immigrazione clandestina ma, soprattutto, a contrastare le attività criminali e i tentativi dei terroristi di raggiungere l&#8217;Europa.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/47674412-eu-flags-waving-in-front-of-european-parliament-building-brussels-belgium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10485" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/47674412-eu-flags-waving-in-front-of-european-parliament-building-brussels-belgium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="299" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/47674412-eu-flags-waving-in-front-of-european-parliament-building-brussels-belgium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/47674412-eu-flags-waving-in-front-of-european-parliament-building-brussels-belgium-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>L’eurodeputata Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nel corso della riunione <em>della Commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo dedicata alla presentazione dell&#8217;operazione congiunta </em></p>
<p><em>Presenti in aula Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, e Inmaculada Arnaez Fernandez, responsabile dei diritti fondamentali di Frontex.</em></p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ringrazio il dottor Leggeri e in particolare la dottoressa Fernandez per il lavoro che svolge. Alla dottoressa Fernandez vorrei chiedere se ha l’impressione di avere risorse e staff adeguati al grande lavoro che sta facendo.</p>
<p>Ho poi alcune domande per il dottor Leggeri, sulla Libia e sull’operazione Themis che fa seguito all’operazione Triton.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quanto mi risulta, la zona SAR libica non esiste. Si tratta di un’affermazione confermata in maniera ufficiale dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). I requisiti richiesti per il <em>search and rescue</em> non sono stati soddisfatti e la Libia si è dunque ritirata dalla zona SAR. Questo pone un problema di non poco conto, perché la zona SAR era stata istituita principalmente per depotenziare l’attività delle Ong, e affidare ai libici un controllo che non erano in grado di esercitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda domanda, già avanzata dalla collega Roberta Metsola, riguarda le regole relative agli sbarchi: si tratta di sbarchi in luoghi sicuri, in <em>places of safety</em>, secondo la Convenzione SAR, oppure di sbarchi in “luoghi più vicini”? Fa una grande differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine vorrei una spiegazione sugli elementi di discontinuità dell’operazione Themis rispetto all’operazione Triton. In Triton, l’area operativa era di 35 miglia, poi fu eccezionalmente estesa nel 2015. Adesso, con Themis, siamo alle 24 miglia. Quello che mi domando, e le domando, è: quando mai arriverà un gommone – perché ormai non esistono più le barche – fino alle 24 miglia dove inizia l’area di responsabilità italiana, visto che questi gommoni affondano ben prima?»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Domanda supplementare</em></p>
<p>«Mi rivolgo ancora una volta al direttore Leggeri. Forse non ho ben colto tutte le sue risposte. Vorrei sapere se conferma che la zona SAR libica non esiste, visto che nella sua presentazione iniziale ha dato invece per scontata la sua esistenza».</p>
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		<title>Caso ProActiva Open Arms, quanto valgono i diritti umani davanti ai tribunali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 13:21:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.vita.it) L'imbarcazione della ong spagnola è sfuggita all'inseguimento diuna motovedetta libica, rifiutandosi di consegnare le persone recuperate da un gommone. Per questo una volta approdata a Pozzallo è stata sequestrata e l'equipaggio accusato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/19/caso-proactiva-open-arms-quanto-valgono-i-diritti-umani-davanti-ai-tribunali/">Caso ProActiva Open Arms, quanto valgono i diritti umani davanti ai tribunali?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="print"></div>
<div>
<pre>(da www.vita.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</pre>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1170.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10337" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1170.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="291" height="203" /></a></p>
<div class="typography">
<pre>L'imbarcazione della ong spagnola è sfuggita all'inseguimento diuna motovedetta libica, rifiutandosi di consegnare le persone recuperate da un gommone. Per questo una volta approdata a Pozzallo è stata sequestrata e l'equipaggio accusato di associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina dalla procura di Catania. Ma la vicenda ha molti punti oscuri. Il punto dell'avvocato ed esperto Fulvio Vassallo Paleologo</pre>
<div>
<div class="lf">
<div class="lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<p><em>La Procura di Catania ha disposto il sequestro della nave della ong spagnola ProActiva Open Arms, da sabato ormeggiata nel porto di Pozzallo (Ragusa) dove è avvenuto lo sbarco di 218 migranti.</em></p>
<p>Il porto di Pozzallo è l&#8217;approdo sicuro assegnato alla nave dopo <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2018/03/16/news/caso_diplomatico_nel_mediterraneo_ong_spagnola_denuncia_non_ci_danno_un_porto_sicuro_in_cui_sbarcare_i_migranti_-191428023/?utm_source=rss&utm_medium=rss">il caso esploso due giorni fa nel Mediterraneo</a>, quando la ProActiva Open Arms è sfuggita a un inseguimento di una motovedetta libica che minacciava di aprire il fuoco se i membri della ong a bordo non avessero consegnato le donne e i bambini raccolti da un gommone. <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2018/03/17/news/migranti_pozzallo_ong_spagnola_proactiva_open_arms-191511970/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il caso si è sbloccato</a> dopo una richiesta formale del governo spagnolo a quello italiano. Associazione per delinquere finalizzata all&#8217;immigrazione clandestina è il reato ipotizzato dalla Procura di Catania. Secondo l&#8217;accusa ci sarebbe una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici. Indagati dal procuratore Carmelo Zuccaro (lo stesso del caso ong di qualche mese fa) il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della ong, in corso di identificazione. Il fermo è stato eseguito su indagini della polizia della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo (Sco) di Roma. Il provvedimento di sequestro, però, è ancora in fase di notifica.</p>
<p><em>Questa la cronaca. <strong>Abbiamo però chiesto di approfondire la questione a <a href="https://www.a-dif.org/author/fulvio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Fulvio Vassallo Paleologo</a></strong>, avvocato, già docente di Diritto di asilo e statuto costituzionale dello straniero all’Università di Palermo, componente del Collegio del Dottorato in &#8220;Diritti umani: evoluzione, tutela, limiti&#8221;, presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell&#8217;Università di Palermo. È anche componente della Clinica legale per i diritti umani (CLEDU) dell&#8217;Università di Palermo, membro della rete europea di assistenza, ricerca ed informazione Migreurop, membro di Associaizone Adif e componente della Campagna LasciateCientrare.</em></p>
</div>
</div>
<div class="lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<hr />
</div>
</div>
<div class="lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<p><strong>Continua la serie di tentativi di intercettazione sotto minaccia delle armi da parte della sedicente <a href="https://edition.cnn.com/videos/world/2018/02/19/cfp-libya-migrants-rescue.cnn?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Guardia costiera “libica”</a> ai danni di gommoni carichi di migranti soccorsi dalle poche navi delle ONG ancora presenti nelle acque del Mediterraneo centrale. </strong>Tentativi che <a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/13/sea-watch-ecco-il-video-integrale-dellincidente-del-6-novembre-2017/145081/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>in precedenti occasioni, come il 6 novembre 2017</strong></a>, erano sfociati in “incidenti” che erano costati la vita di un numero imprecisato di persone.<a href="http://www.vita.it/it/article/2017/12/14/la-libia-fa-marcia-indietro-e-abbandona-i-soccorsi-nel-mediterraneo/145448/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> Eppure soltanto a dicembre scorso le autorità libiche dichiaravano di non potere effettuare interventi di ricerca e salvataggio nel vasto spazio compreso in quella che sulla carta si definisce come “zona SAR libica”.</strong></a></p>
<p>Vediamo adesso in quali condizione arrivano i migranti in fuga dalla Libia, e possiamo intuire a quale condizione terribile sono condannate le <a href="https://data2.unhcr.org/en/documents/download/61781?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>persone bloccate in mare e riportate nei centri di detenzione in Libia</strong></a>. Come <a href="http://www.corriere.it/cronache/18_marzo_15/migrante-morto-fame-sicilia-storia-916c289c-2871-11e8-86ee-403ce21a628a.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Sagen morto per la fame e gli stenti subiti in Libia</strong></a>, a 22 anni, proprio dopo essere stato sbarcato a Pozzallo, dagli stessi operatori che adesso sono finiti sotto inchiesta. Adesso però, a ritornare sotto accusa, sono gli operatori internazionali delle navi umanitarie, in questo ultimo caso quelli della <a href="https://www.ara.cat/internacional/Dos-dies-alta-mar_0_1979802244.html?utm_medium=social&amp;utm_source=twitter&amp;utm_campaign=ara&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>ONG spagnola Open Arms</strong> </a>che, <a href="http://www.lastampa.it/2018/03/17/italia/cronache/ore-per-accedere-a-un-porto-giornata-di-passione-per-long-BGXl1DMcfLXhz6Gk5Rca9O/premium.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>malgrado l’ingiunzione di uomini in armi</strong> </a>saliti a bordo del loro mezzo di soccorso, <a href="http://www.radiopopolare.it/2018/03/migranti-pro-activa-open-arms-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>non hanno consegnato ai libici donne e bambini che rischiavano di essere rigettati nei centri di detenzione</strong> </a>che le autorità libiche, variamente collegate alle milizie, riservano a quelli che per loro sono soltanto “migranti illegali”.</p>
<p><strong>La guerra alle ong </strong><br />
Dopo i reiterati<a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/salvataggio-umanitario-no-bluff-ecco-prove-1506159.html?mobile_detect=false&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> inviti a “colpire” lanciati dalla stampa che da tempo attacca le ONG “colpevoli di solidarietà”,</strong></a> è arrivato un <a href="https://www.a-dif.org/2018/03/17/minniti-con-la-guardia-costiera-libica-affonda-il-diritto-internazionale/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>comunicato della Guardia costiera italiana che, per la prima volta, attacca esplicitamente una nave umanitaria,</strong> </a>precisando che la responsabilità per le attività di ricerca e salvataggio (SAR) in acque internazionali erano state trasferite alla Guardia costiera libica. Secondo questo comunicato, dunque, <a href="https://www.ara.cat/dossier/Italia-bloqueja-lOpen-Arms_0_1980402104.html?utm_medium=social&amp;utm_source=twitter&amp;utm_campaign=ara&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>la nave di Open Arms avrebbe dovuto obbedire agli ordini ricevuti dalla autorità SAR competente ( libica) e riconsegnare i naufraghi</strong> </a>alle motovedette partite dalla Libia, evidentemente indirizzate sul luogo dell’incidente proprio dalle unità operative coordinate di avvistamento in attività da febbraio di quest’anno, con l’operazione Themis di Frontex e con il <a href="http://www.famigliacristiana.it/articolo/migranti-gli-occhi-della-libia-sui-radar-europei-nel-mediterraneo.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>sistema satellitare Sea Horse, al quale partecipa anche personale proveniente da Tripoli.</strong></a></p>
<p>In passato, in diverse occasioni, il <strong><a href="https://www.a-dif.org/2017/12/02/soccorsi-bloccati-e-una-strage-sfiorata-dal-diario-di-bordo-di-proactiva-open-arms/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Comando centrale della Guardia costiera italiana (IMRCC) aveva imposto alle navi umanitarie lo</a> </strong><em><strong>“stand by”</strong></em><strong>, <a href="https://www.law.ox.ac.uk/research-subject-groups/centre-criminology/centreborder-criminologies/blog/2017/12/italy-strikes?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">in attesa che arrivassero le unità della Guardia costiera libica, ad intercettare i gommoni carichi di migranti</a></strong> ed a riportare le persone “soccorse” nei centri lager dai quali erano fuggiti. Mai però si era registrata una dichiarazione unilaterale tanto esplicita da parte dell’IMRCC, con l’attribuzione alla Guardia costiera libica di una vera e propria responsabilità di coordinamento di una attività Sar in acque internazionali a tale distanza dalla costa della Libia.</p>
<p><em>«Nella giornata di ieri, la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma ha ricevuto 2 segnalazioni relative a 2 unità in difficoltà con a bordo migranti nel Mediterraneo centrale», fa sapere la Guardua Costiera Italiana con una nota stampa il 16 marzo, «La Centrale Operativa informava tutte le MRCC prossime all’area in questione, avvisando nel contempo le unità navali in transito nella zona di interesse.In entrambi i casi il coordinamento veniva assunto dalla Guardia Costiera libica. Per entrambi gli eventi rispondeva l’ONG Open Arms, a conoscenza dell’assunzione del coordinamento da parte della Libia. La Open Arms traeva in salvo in totale 218 migranti». </em></p>
<p><strong>Le regole di ingaggio SAR</strong><br />
È, bene ricordare in proposito che, in base alle Convenzioni internazionali, come riconosciuto in passato dalla stessa Guardia costiera italiana, la individuazione del luogo di sbarco spetta all’autorità SAR indicata come responsabile delle attività di ricerca e soccorso.</p>
<p>L’Art. 98.2 della Convenzione UNCLOS prevede l’obbligo, per gli Stati Parte, di istituire e mantenere un adeguato ed effettivo servizio di ricerca e soccorso, relativo alla sicurezza in mare e, ove necessario, di sviluppare, in tale ambito, una cooperazione attraverso accordi regionali con gli Stati limitrofi, ponendo le basi per l’esecuzione di accordi multilaterali (quali, ad es., i Protocolli di Palermo del 2000) e bilaterali (quali, ad es., l’accordo tra Italia e Libia del 2007 ed il successivo Trattato di amicizia del 2008).</p>
<p>La Convenzione SAR del 1979 impone un preciso obbligo di soccorso e assistenza delle persone in mare ed il dovere di sbarcare i naufraghi in un porto sicuro <em>(place of safety</em>): a tal fine gli Stati membri dell’IMO (<em>International Maritime Organization</em>), nel 2004, hanno adottato emendamenti alle Convenzioni SOLAS e SAR, in base ai quali gli Stati parte devono coordinarsi e cooperare per far sì che i comandanti delle navi siano sollevati dagli obblighi di assistenza delle persone tratte in salvo, con una minima ulteriore deviazione, rispetto alla rotta prevista. Malta non ha accettato questi emendamenti. Le Linee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare <a href="http://www.refworld.org/docid/432acb464.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>(Ris. MSC.167-78 del 2004</strong></a>) dispongono che il governo responsabile per la regione S.A.R. in cui sia avvenuto il recupero, sia tenuto a fornire un luogo sicuro o ad assicurare che esso sia fornito.</p>
<p><strong>Tripoli come coordinamento SAR </strong><br />
Dunque in questa ultima occasione era evidente che l’indicazione da parte del Comando Centrale di Roma (IMRCC) della Guardia costiera italiana, che designava come autorità SAR competente la Guardia costiera libica, equivaleva a consentire che il luogo di sbarco dei migranti soccorsi in acque internazionali, a 73 miglia dalla costa, fosse un porto libico. Dopo alcuni episodi SAR coordinati dalla <a href="https://www.avvenire.it/amp/attualita/pagine/migranti-nuovo-giallo-sui-soccorsi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Guardia costiera italiana che aveva bloccato in</strong><em><strong> stand by </strong></em><strong> le navi umanitarie più vicine ai naufraghi da soccorrere ed atteso l’a</strong></a><strong>rrivo delle motovedette libiche,</strong> il salto di “qualità” di questi ultimi giorni è costituito dalla individuazione delle autorità libiche, la Guardia costiera di Tripoli, e non la singola unità reperibile vicino al luogo dei soccorsi, come autorità di coordinamento degli interventi di ricerca e soccorso, dunque in grado di decidere unilateralmente <a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/62406.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>il luogo di sbarco (in Libia)</strong></a> delle persone intercettate in acque internazionali. Sembra del resto provato che le motovedette libiche svolgano una costante attività di sorveglianza proprio in prossimità delle navi delle ONG impegnate nelle attività di ricerca e soccorso.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10338" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="464" height="204" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 464w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-211-300x132.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></a></p>
<div class="lf-inner">
<p><a href="https://data2.unhcr.org/en/documents/details/61005?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>La presenza dell’UNHCR in alcuni dei porti di sbarco in Libia </strong></a>consente di assistere una minima parte dei migranti più vulnerabili, ma non incide sul destino riservato alla maggior parte di loro. Di fatto <a href="https://www.rt.com/uk/421489-libyan-coastguard-threats-eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>si verifica l’abbandono dei migranti e dei loro soccorritori alla esclusiva potestà d’imperio delle autorità libiche in armi,</strong></a> miliziani imbarcati a bordo delle <strong><a href="https://www.libyaherald.com/2018/01/13/serraj-visits-libyan-naval-ship-fixed-by-italians/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">motovedette donate da Minniti</a>,</strong> ma anche personale più specializzato che ha seguito i corsi di formazione a bordo delle unità militari italiane, della Guardia di finanza e dell’operazione europea Eunavfor Med. I risultati comunque non cambiano a seconda della qualità degli equipaggi libici, come si desume dalle modalità violente degli interventi e dall’elevato numero di vittime registrato negli ultimi mesi. Malgrado il calo delle partenze, la percentuale delle vittime è in costante aumento e per quanto riguarda le autorità italiane, occorre ricordare che <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>qualunque ritardo nei soccorsi può essere imputabile sul piano penale a quelle autorità ed a quelle persone che lo hanno prodotto sotto giurisdizione italiana.</strong></a></p>
<p><strong>Il caso Pro Arms</strong><br />
La posizione assunta dalla Guardia costiera italiana con il suo ultimo comunicato ha aperto anche un <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2018/03/17/news/migranti_pozzallo_ong_spagnola_proactiva_open_arms-191511970/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>grave conflitto internazionale,</strong></a> adombrando che la responsabilità di individuare un luogo di sbarco, prima che alla Libia, potesse toccare a <a href="https://www.maltatoday.com.mt/news/national/79720/malta_in_the_dark_over_libya_imo_communication?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Malta</strong></a>, o alla Spagna, ed ha esposto gli operatori umanitari della nave spagnola di Pro Arms ad una <a href="http://www.lastampa.it/2018/03/17/italia/cronache/migranti-sbarco-a-pozzallo-equipaggio-della-open-arms-trattenuto-e-sentito-dalla-polizia-tkvzxKPuFWgHu0VKr7J5JN/pagina.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>attività di indagine da parte della polizia di Pozzallo, trattenuti per ore sotto interrogatorio all’interno del locale Hotspot subito dopo il loro attracco</strong></a>, dagli esiti purtroppo facilmente prevedibili. Basti pensare al <a href="https://jugendrettet.org/f/files/Press%20Kit_long_ITAL.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>sequestro della nave Juventa lo scorso anno, ancora bloccata nel porto di Trapani,</strong></a> con le incriminazioni che sono seguite a mesi di distanza,ed al<a href="https://www.cartadiroma.org/osservatorio/factchecking/11-cose-da-sapere-sulle-operazioni-sar-nel-mediterraneo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> rilancio del ventaglio di insinuazioni contro gli operatori umanitari, accusati di essere “taxi del mare” se non di collusione con i trafficanti.</strong></a> Ancora in queste ore la nave di Open Arms è trattenuta dalla polizia, ferma nel porto di Pozzallo, quando sembrava che le fosse consentito ripartire per Malta. Si prospettano iniziative giudiziarie nei confronti del comandante e del capo missione. Iniziative che alla fine si sono concretizzate in <a href="http://meridionews.it/articolo/63973/migranti-inchiesta-su-ong-proactiva-open-arms-dopo-il-rifiuto-di-consegnare-passeggeri-al-libici/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>accuse pesantissime che la Procura di Catania dovrà provare in giudizio. Per la Procura di Catania i migranti soccorsi in acque internazionali avrebbero dovuto essere consegnati alla Guardia costiera libica per essere ricondotti a terra.</strong></a></p>
<p><strong>Un caso di leggittimità</strong><br />
Si pongono a questo punto diverse questioni. Innanzitutto occorre verificare con quale legittimazione il Comando della Guardia costiera italiana abbia indicato come autorità SAR competente la Guardia costiera libica, dal momento che in documenti anche recenti della stessa Guardia costiera italiana si riconosce che la nessun porto della costa libica può costituire un porto sicuro ( <em>place of safety</em>).</p>
<p>Secondo quanto indicato nell’ultimo <a href="http://www.guardiacostiera.gov.it/attivita/Documents/attivita-sar-immigrazione-2017/Rapporto_annuale_2017_ENG.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Rapporto annuale di attività della Guardia costiera italiana,</strong></a><em> «The Italian Govern is pursuing activities to allow Libyan Navy and Coast Guard to improve their operational capabilities; there are several on-going projects as, for example, one for the personnel training, and one for the provision of adequate equipment. In this respect, Libyan Authorities, are increasing their presence at sea, even if within specific areas; the 14th on December 2017, Libya filed a declaration at International Maritime Organization (IMO) about the declaration of a Search and Rescue Region (SRR), following a previous declaration of July, later cancelled by the December one. </em><strong><em>By the way, the presence in the area of Libyan units led,</em></strong><em><strong>sometimes, to critical issues, due to communication difficulties with the naval on-duty assets; such were partially solved at the end of the year, when Italy launched operation “Nauras”». </strong></em>Non ci sono però fonti ufficiali dalle quali sia possibile desumere le linee operative di questa missione, salvo isolate testimonianze personali da Tripoli di alcuni suoi componenti, che comunicano sui social.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/2017/07/28/litalia-vara-la-missione-in-libia-una-nave-a-supporto-della-gu_a_23054194/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>La presenza in porto a Tripoli di unità della Marina militare, dal mese di agosto del 2017</strong></a>, ed il lancio dell’operazione <a href="http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/press-room/comunicati/Pagine/2017_169.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>NAURAS con base a Tripoli</strong></a>, non contribuiscono certo a migliorare la condizione dei migranti intercettati in acque internazionali dalla Guardia costiera libica, ma sono indice di una elevata corresponsabilità delle autorità italiane nelle operazione di blocco in alto mare e riconduzione a terra, delegate alla stessa guardia costiera fedele al governo di Tripoli. Ci sono anche le prove che in diverse occasioni i libici hanno raggiunto i gommoni in acque internazionali proprio grazie alle segnalazioni da parte delle autorità italiane, e sembra sempre più operativo il coordinamento italo-libico stabilmente basato nel <a href="https://video.repubblica.it/dossier/libia-rivolta-gheddafi/libia-la-nave-della-marina-militare-italiana-nel-porto-di-tripoli/282567/283179?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>porto militare di Tripoli.</strong></a></p>
<p><strong>Gli accordi Italia-Libia</strong><br />
Gli accordi stipulati dal governo italiano con le autorità di Tripoli ( che non controllano più di un quarto del territorio libico) non prevedono una deroga, né potrebbero prevederla, alle Convenzioni internazionali di diritto del mare ( Convenzione UNCLOS del 1982, Convenzione SAR del 1979 e Convenzione SOLAS, con relativi emendamenti) che stabiliscono le responsabilità di soccorso a seconda delle zone SAR e gli obblighi degli stati che intervengono in acque internazionali di garantire lo sbarco in un porto sicuro. Non sarà certo la presenza di alcuni operatori OIM o UNHCR in banchina a Tripoli,<a href="https://www.humanitarianresponse.info/fr/operations/libya/infographic/libya-detention-centres-and-disembarkation-points-access-unhcr-and?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> o le visite periodiche effettuate in alcuni centri di detenzione</strong></a>, a permettere di qualificare il porto di Abu Sittah o altri porti libici come “porti sicuri”. Sono troppo numerose le <a href="http://www.corriere.it/video-articoli/2018/01/24/inferno-libia-oggi-vi-ammazziamo-tutti-migranti-torturati-video-chiedere-riscatto/2a2dce8c-0144-11e8-b515-cd75c32c6722.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>testimonianze</strong> </a>di migranti che ribadiscono le<a href="http://www.libyanexpress.com/hrw-europe-should-help-end-cycle-of-detention-violence-in-libya/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong> violenze</strong></a> che subiscono nella fase di rientro a terra ed anche nei centri di detenzione in cui periodicamente viene consentito l’accesso dell’OIM o dell’UNHCR. Eppure il <a href="https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/mario_morcone_giusto_che_tripoli_coordini_i_soccorsi-2618373.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>progetto di assegnare a Tripoli il coordinamento delle attività di ricerca e soccorso in quella che viene inventata come “zona SAR libica”</strong></a> al solo fine di giustificare le intercettazioni in acque internazionali e la riconduzione a terra, continua da mesi. E con le forze politiche uscite vincenti dalle ultime elezioni potrebbe subire altre accelerazioni, di cui forse tengono già conto i vertici militari, politici e giudiziari. Anche contro la normativa internazionale e le prassi consuetudinarie fin qui seguite. Sembra irrilevante quanto sostenuto da anni dalle principali agenzie umanitarie. <a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Affidare i soccorsi alle autorità libiche costituisce un attentato alla vita umana dei migranti.</strong></a></p>
<p><strong>La Libia non può essere zona SAR e non ha porti sicuri</strong><br />
La Libia non ha una zona SAR riconosciuta a livello internazionale. <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/08/11/news/tripoli_istituisce_una_zona_di_soccorso_le_ong_si_allontanano_dalla_costa_libica-172856906/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Dopo avere autoproclamato una propria zona SAR nel mese di agosto del 2017,</strong></a> proprio in coincidenza con l’imposizione di un codice di condotta alle ONG da parte del ministro dell’interno Minniti, <a href="https://www.a-dif.org/2018/01/10/i-giorni-della-decimazione-accordi-su-zone-sar-ed-abbandoni-in-mare/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>nel mese di dicembre dello stesso anno appariva evidente la rinuncia delle autorità libiche alla richiesta avanzata all’IMO</strong></a>, perchè queste stesse autorità riconoscevano di non essere in grado di soddisfare i requisiti richiesti dall’IMO per il riconoscimento internazionale di una zona SAR. Riconoscimento che implica una precisa responsabilità nell’assunzione di obblighi di soccorso, di salvataggio e di sbarco in un luogo sicuro che evidentemente il governo di Tripoli non era ( e non è ancora oggi) in grado di rispettare.</p>
<p>Dopo l’aumento delle partenze dalla Libia nel mese di gennaio di quest’anno, a partire dal mese di febbraio è stata lanciata l’operazione <a href="http://www.analisidifesa.it/2018/02/themis-verso-un-cambio-della-policy-italiana-nella-ricerca-e-soccorso/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Themis di Frontex</strong></a>, che ha ritirato dal Mediterraneo centrale i suoi assetti navali, ed ha affidato alla modesta presenza della missione militare Eunavfor med il compito di contrastare il traffico di migranti via mare, oltre agli altri compiti assegnati a quest’ultima missione. Con Themis Frontex ha chiuso l’esperienza fallimentare di Triton, che avrebbe dovuto operare fino a 135 miglia a sud delle coste di Malta e Lampedusa, di fatto fino a 40-50 miglia dalle acque territoriali libiche. Themis non prevede attività di ricerca e salvataggio che pure sarebbero imposte dal Regolamento europeo n.656 del 2014. Ormai tutte le iniziative dell’Unione Europea, a partire dai <a href="https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/sites/near/files/eutf-noa-ly-01032018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>cospicui finanziamenti dell’Africa Trust</strong></a>, sono destinati ad impedire che i migranti, anche se potenziali richiedenti asilo, possano arrivare in Europa. Non è neppure prevista la presenza di assetti navali europei nella zona di acque internazionali del Mediterraneo Centrale, che si vuole lasciare agli interventi di intercettazione, più che di soccorso, delle motovedette libiche. <a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/08/mediterraneo-tutti-gli-attacchi-della-guardia-costiera-libica-alle-ong/145042/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Per questo le poche ONG ancora presenti in quella zona devono essere spazzate via, dai libici o dalle autorità italiane.</strong></a></p>
<p>In base alle previsioni operative di Themis sembra che sia riconosciuta di fatto una zona SAR di competenza libica, solo che quella zona non esiste, in base a quanto accertato dall’IMO, e neppure si può sostenere che il <a href="https://digit.site36.net/2018/01/03/border-surveillance-technology-for-new-libyan-search-and-rescue-zone/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>coordinamento nelle operazioni di avvistamento realizzato con la partecipazione di libici con il programma europeo Sea Horse</strong></a> possa modificare la ripartizione di competenza nella attribuzione e nella gestione effettiva delle zone SAR. Quando è in gioco la vita umana si devono valutare le effettive capacità di ricerca e soccorso e la sicurezza dei luoghi di sbarco, non certo gli emendamenti ed i codicilli di accordi internazionali riservati adottati più per difendere le frontiere che per salvare vite umane. Ed è per questa ragione che l’IMO lo scorso dicembre rifiutava il riconoscimento di una zona SAR libica, chiedendo a Tripoli ulteriori requisiti che non sono stati ancora soddisfatti. In un suo recente <a href="http://www.guardiacostiera.gov.it/attivita/Documents/attivita-sar-immigrazione-2017/Rapporto_annuale_2017_ENG.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Rapporto di attività è la stessa Guardia costiera italiana che prende atto di questa situazione</strong></a> e richiama il suo impegno di “mediazione” tra le autorità libiche e le ONG che svolgevano attività SAR, sotto il suo coordinamento, ma questo si omette, al fine di evitare incidenti. Adesso sembra che quella attività di “mediazione” che permetteva il soccorso delle ONG si sia bruscamente interrotta, con l’affidamento della responsabilità di coordinamento delle attività SAR alla Guardia costiera libica, pure in assenza del riconoscimento ufficiale di una zona SAR libica.</p>
<p>Non si comprende come oggi il Comando centrale della guardia costiera italiana (IMRCC) possa attribuire il coordinamento di operazioni di ricerca e soccorso (SAR) in acque internazionali,<a href="http://www.guardiacostiera.gov.it/attivita/Documents/attivita-sar-immigrazione-2017/Rapporto_annuale_2017_ENG.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> smentendo quanto riconosciuto fino a tre mesi fa</strong></a>, e condannando le persone abbandonate ai soccorsi dei libici alla riconduzione a terra in un porto che non può essere certamente qualificato come <em>“place of safety”</em>. E’ del resto noto, sempre alla stregua delle Convenzioni internazionali e delle prassi consuetudinarie, che la Guardia costiera italiana, in assenza di una zona SAR libica riconosciuta a livello internazionale, dovrebbe mantenere la responsabilità si Coordinamento SAR per le attività di ricerca e salvataggio in acque internazionali, se raggiunto da una richiesta di soccorso,<a href="http://ffm-online.org/2017/12/15/libya-drops-claim-to-search-and-rescue-zone-imo-confirms-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> quando il paese titolare sulla carta non è in grado di garantire soccorsi tempestivi e luoghi di sbarco sicuri,</strong></a> purché gli interventi avvengano al di fuori delle acque territoriali libiche ( 12 miglia dalla costa). Anche se le stesse Convenzioni prevedono che, al fine di garantire la salvaguardia della vita umana in mare, il Comando italiano, sulla base di accordi regionali, possa chiamare unità libiche che si trovano in prossimità dei barconi da soccorrere, ma non certo quando queste persone sono già state soccorse e si trovano addirittura a bordo di un mezzo che, come nel caso di Open Arms e dei suoi battelli di servizio, espone la bandiera di uno stato dell’Unione Europea.</p>
<p>Il trasferimento della responsabilità per gli interventi di ricerca e soccorso (SAR) in acque internazionali non può costituire uno strumento per fondare di fatto una zona SAR libica che per il diritto internazionale non esiste, né per consentire lo sbarco delle persone soccorse in alto mare in un porto libico che non può certo essere qualificato come un “porto sicuro”, considerate le miserevoli condizioni di <a href="https://edition.cnn.com/2018/02/20/world/child-migrants-libya/index.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>trattenimento schiavistico</strong></a> che subiscono in Libia. Allo stesso modo lo stesso trasferimento di responsabilità SAR, imposto unilateralmente da un autorità di coordinamento nazionale come l’IMRCC, non può precostituire il fondamento di una qualsiasi responsabilità a carico di quegli operatori umanitari che hanno rispettato in pieno le Convenzioni internazionali sul soccorso ed il salvataggio in alto mare, che impongono la priorità inderogabile della salvaguardia della vita umana e lo sbarco delle persone soccorse in un luogo sicuro (<em> place of safety</em>), <a href="http://www.statewatch.org/news/2018/feb/bundestag-Research-Services-Maritime-rescue-in-Med.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>anche per non violare il fondamentale principio di </strong><em><strong>non refoulement</strong></em><strong> (art.33) della Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati.</strong></a></p>
<p><strong>Il divieto dei respingimenti collettivi è aggirato</strong><br />
Appare sempre più evidente come con il “combinato effetto” dell’operazione Themis di Frontex, con le nuove linee operative adottate dal Comando delle guardia costiera italiana e con il pieno coinvolgimento delle autorità di Tripoli, ammesse anche alla Centrale del coordinamento del sistema di avvistamento europeo SEA HORSE, e ancora con la consegna di motovedette e con il sistema unificato di Coordinamento operativo italo-libico ubicato a Tripoli, si stia aggirando il divieto di respingimenti collettivi sancito dal Quarto Protocollo (art.4) allegato alla CEDU. Una norma che ha già portato alla condanna dell’Italia sul caso Hirsi nel 2012, per i <a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-78563c88-3978-4dd5-a20c-de1ba46d5b0b.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>respingimenti diretti effettuati nel maggio del 2009 dalla Guardia di finanza con la motovedetta Bovienzo che, su ordini dell’allora ministro dell’interno Maroni</strong></a>, riconsegnava nel porto di Tripoli decine di profughi intercettati in acque internazionali. Oggi piuttosto che a respingimenti diretti, si assiste alla delega delle attività di intercettazione in acque internazionali e di riconduzione a terra alla Guardia costiera che si definisce “libica” anche se è evidentemente in grado di controllare tutta la vasta zona di mare ricompresa in quella che si vorrebbe individuare come “zona SAR libica”. E tantomeno in grado di garantire un porto sicuro di sbarco.</p>
<p>Occorre dunque raccogliere tutti gli elementi che comprovano la partecipazione attiva delle autorità italiane ed europee ( attraverso <a href="https://ec.europa.eu/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information_en?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Frontex</strong></a>,<a href="http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2018/03/16/migrants-italian-naval-ship-san-giusto-berths-in-tunisia_11d6fcf6-8489-4f22-8f5c-f735e997ac7a.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong> Eunavfor Med</strong> </a>e <a href="https://euobserver.com/migration/136671?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>Sea Horse</strong></a>), alle attività di intercettazione in acque internazionali di gommoni carichi di migranti da parte di unità riconducibili al governo di Tripoli, per presentare esposti e denunce davanti ai tribunali internazionali e nazionali. La massiccia pressione mediatica contro le ONG, che si rinnova dopo la macchina del fango già sperimentata nell’estate del 2017, e le posizioni della maggior parte del corpo elettorale, chiuso tra indifferenza e paure che hanno pesato sulla composizione del nuovo Parlamento italiano, non fanno purtroppo presagire interventi legislativi o di nuovi esecutivi,a salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone in fuga dalla Libia da soccorrere in acque internazionali. Una situazione di stallo nella difesa dei diritti, umani, a partire dal diritto alla vita e dal divieto di tortura o trattamenti inumani i degradanti, che è purtroppo comune a molti paesi europei. E che si riscontra anche a livello di Corte di Giustizia dell’Unione Europea che è giunta a dichiarare la propria incompetenza su un ricorso presentato contro gli accordi stipulati tra i leaders europei e la Turchia di Erdogan, che ancora in questi giorni si sta rendendo colpevole di un vero e proprio genocidio.</p>
<p>Occorre ribaltare le accuse che <a href="http://www.libyanexpress.com/spanish-rescue-ship-claims-being-threatened-off-libyan-coast-by-libyan-navy-boats/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>dopo l’episodio dell’intercettazione in alto mare della Open Arms da parte delle motovedette libiche</strong></a> rischiano di fare ripartire un ulteriore massacro mediatico degli operatori umanitari e di esporli a iniziative giudiziarie dall’esito imprevedibile, visto l’aria che tira nel paese.</p>
<p><strong>Una battaglia legale che non deve far dimenticare i migranti</strong><br />
Per questo vanno individuate tutte le sedi di ricorso ancora effettivamente raggiungibili, se non dalle vittime, condannate a scomparire nei lager libici, ed a morire di fame e di abusi, se non ad essere inghiottiti in mare. Le organizzazioni umanitarie che devono attrezzarsi con <strong><em>legal team</em></strong> capaci di respingere in tempo reale ogni montatura mediatica e giudiziaria e di produrre una informazione autogestita che riesca a smentire le ricostruzioni artefatte diffuse sui media e sui social. Magistrati davvero indipendenti dovrebbero interrogare i vertici della Guardia costiera, di Frontex e della Marina militare per accertare le vere responsabilità che emergono da questi fatti. Senza cercare di creare per via giudiziaria il reato di solidarietà.</p>
<p>Nelle prossime settimane si intensificheranno gli attacchi politici e le iniziative giudiziarie contro il fronte della solidarietà, che malgrado tutte le pressioni a cui è sottoposto da anni, esiste e resiste. Devono crescere e rinforzarsi le reti di solidarietà attorno ai migranti che comunque riusciranno ad arrivare in Italia. I loro corpi ed i loro racconti, più che le considerazioni giuridiche, saranno la smentita e la condanna senza appello di tutti coloro che oggi vorrebbero mettere sul banco degli imputati chi si è reso “responsabile” di solidarietà umana e di autentico rispetto del diritto internazionale del mare.</p>
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		<title>Criminalizzazione delle ONG. Una conferenza importante tenutasi al Parlamento europeo (Prima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 07:59:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10270" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1143" height="1351" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1143w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-254x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 254w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-768x908.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1167-866x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 866w" sizes="(max-width: 1143px) 100vw, 1143px" /></a></p>
<p>Lo scorso 27 febbraio <i><b>Associazione per i Diritti umani </b></i>ha seguito – presso il Parlamento UE a Bruxelles – la conferenza intitolata <i>Scapegoats for failed UE politics?! Serch and Rescue NGOs in the Mediterranean, </i>organizzata da Stefan Eck (MEP) e Dietmar Koster (MEP), in collaborazione con GUE/NGL e S&amp;D.</p>
<p>Oggi <i><b>Associazione per i Diritti umani </b></i>inizia a pubblicare la prima parte, con alcune informazioni riguardanti la conferenza. Seguiranno altri post sul tema.</p>
<p>Il Dott. KOSTER apre la discussione ricordando che milioni di persone fuggono dai Paesi d&#8217;origine principlamente a causa di persecuzioni (religiose o politiche) o a causa dei conflitti e afferma di vergognarsi per la generale inattività della UE. Dice che sia necessario un cambiamento politico fondamentale perchè i diritti umani sono universali per cui devono essere tutelati sempre e ovunque.</p>
<p>Si apre il primo panel dal titolo: <b>SEARCH and RESCUE: NGOs and the LIBYAN COASTGUARD</b></p>
<p>Le ONG sono attaccate arbitrariamente quando, invece, insieme ai governi, hanno il dovere di proteggere le persone. In diversi Paesi europei, molti migranti e rifugiati sono rinchiusi negli hotspot; è necessario creare corridoi umanitari e aumentare gli scambi politici e le reti di accoglienza tra i Paesi dell&#8217;Unione e tra la UE e gli altri continenti.</p>
<p>Julian KOBERER espone il caso <span style="color: #ff0000;">IUVENTA</span> riguardante la violazione dei diritti umani in mare.</p>
<p>IUVENTA opera da più di dieci anni. Nel 2017, mentre erano al porto di Lampedusa, durante la pausa pranzo, la troupe viene a sapere che la ONG è attaccata e lo viene a sapere dai giornali. Come difendersi? Il “mandante” dell&#8217;inchiesta era stato Matteo Salvini, che usa addirittura l&#8217;Italian Intelligence Service; l&#8217;indagine dura più di tre mesi durante i quali vengono registrate tutte le attività della ONG, ma non risulta alcuna prova di irregolarità.</p>
<p>Nel luglio 2017, l&#8217;inchiesta continua con le accuse di collusioni con i trafficanti di esseri umani dalla Libia.</p>
<p>La conclusione è assolutamente a favore di IUVENTA, ma il caso è grave soprattutto per il comportamento delle autorità italiane che, insieme ai media, hanno avvalorato la possibilità di un dubbio sull&#8217;operato delle ONG. E questo è un attacco anche alla solidarietà.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10271" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113134-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10272" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113149-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10273" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113215-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10274" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113225-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10275" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113242-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10276" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113250-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10277" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/IMG_20180303_113433-e1520236248927-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p>Il secondo approfondimento del panel ha il titolo di: RESCUE OPERATION and the LIBYAN COASTGUARD</p>
<p>Axel Steier, di Mission Lifeline, ha proposto una videotestimonianza che mette in luce come le autorità libiche volessero riportare indietro i migranti e afferma che secondo lui questa è una strategia di business.</p>
<p>Robert Hailemariam, di Sea-watch, mostra un video di un incidente avvenuto nel novembre dello scorso anno presso le coste libiche. Un barcone viene indicato via radio, pieno di migranti esausti, in pessime condizioni. Parte un elicottero italiano per il soccorso. Intanto un membro della guardia costiera libica inizia a picchiare un migrante che voleva buttarsi nel mare (Il video integrale è visionabile su press-seawatc.org).</p>
<p>Secondo Hailemariam questo fatto diventa un problema politico se, dopo casi come questo, il governo italiano ha prodotto un documento come il Memorandum per le ONG, impedendo o comunque complicando il lavoro delle ONG, in particolare in quella zona di mare intorno alla Libia, che è l&#8217;area del Mediterraneo più pericolosa. Inoltre, il governo italiano, fa accordi con i rappresentanti libici e delega le proprie responsabilità alle ONG.</p>
<p>Claas Meyer-Heuer, giornalista de Der Spiegel ha girato un documentario in cui la guardia costiera libica “cerca” i trafficanti su un barcone in cui opera Sea-watch.</p>
<p>Il capitano della guardia costiera accusa la ONG di non aver agito correttamente e, ad un certo punto, minaccia con una pistola (e poi colpisce) il capo del barcone affinchè spenga il motore. Secondo il parere del giornalista la “scusa” della guardia costiera libica è quella di difendere la patria dai trafficanti di petrolio, ma in realtà dietro a questo c&#8217;è una mafia che agisce nella tratta di essere umani e questo dovrebbe essere il topic principale della UE: fermare la tratta di persone.</p>
<p>A breve pubblicheremo le informazioni sul secondo panel della conferenza. Grazie.</p>
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		<title>Lettera aperta ai parlamentari italiani ed europei. &#8220;La verità va gridata dai tetti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI «LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI». UNO STESSO FILO LEGA LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9832" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="320" height="213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>«</b></span><b>LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI</b><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>».</b></span></p>
<p><b>UNO STESSO FILO LEGA </b><b>LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI RESPINGIMENTO AFFIDATA ALL’ITALIA. CHIEDIAMO AI NOSTRI RAPPRESENTANTI DI AUDIRE I TESTIMONI DI QUELLE STRAGI E DI METTERE FINE ALLA SCELTA DISUMANA DEI RESPINGIMENTI IN LIBIA.</b></p>
<p>Gentili Membri del Parlamento europeo e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi in quanto rappresentanti della sola istituzione democratica dell&#8217;UE – il Parlamento – deputato a rappresentare i cittadini.</p>
<p>Gentili Onorevoli del Parlamento italiano,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, singoli attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi perché assumiate la responsabilità che vi compete su decisioni gravide di conseguenze per il diritto internazionale e la democrazia, assunte a livello governativo in assenza di confronto e votazione nella sola sede istituzionale che rappresenta i cittadini.</p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che l’attivista italiano testimone del comportamento criminale tenuto lo scorso 6 novembre dalla guardia costiera libica – finanziata con fondi UE gestiti dall&#8217;Italia e addestrata da personale dell&#8217;UE – sia audito con urgenza dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, o dalla sua competente Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.</p>
<p>Cinque profughi sono annegati, tra questi un bambino di quattro anni, e almeno altri trentacinque risultano dispersi. Il materiale video pubblicato dalla Ong tedesca Sea-Watch<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">i</span></sup></a> mostra con chiarezza che la Guardia costiera libica, lungi dall’aver condotto un’operazione di <i>search and rescue</i>, ha agito in modo aggressivo e scoordinato per riportare i profughi in Libia, impedendo alla Ong e alle unità italiane e francesi presenti sulla scena del naufragio di procedere nelle operazioni di soccorso, già coordinate dal MRCC di Roma.</p>
<p>L’attivista Gennaro Giudetti ha affermato che la motovedetta libica «ha agganciato il gommone dei migranti, in quel momento bucato e quindi con decine di persone in mare, alcuni con il salvagente, molti altri senza nulla. […] Abbiamo dovuto farci largo tra persone che erano già annegate, per riuscire a raggiungere quelli che invece erano ancora in vita, per recuperarli. La situazione era abominevole: abbiamo tirato a bordo i superstiti con le braccia».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ii</span></sup></a></p>
<p>I quarantasette migranti recuperati in mare dall’equipaggio libico sono stati ammassati sul ponte e frustati per impedir loro di tuffarsi in mare e raggiungere i familiari a bordo dei gommoni della Sea-Watch3, che aveva intanto salvato cinquantanove persone. La motovedetta si è poi allontanata a tutta velocità, incurante del fatto che un naufrago fosse aggrappato a una cima sporgente da una paratia. La guardia costiera libica non si è fermata al disperato e ripetuto avvertimento dell’elicottero della Marina militare italiana, distintamente udibile sulle frequenze radio registrate dalla Sea-Watch 3.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iii</span></sup></a></p>
<p><b>«</b>È stato terribile, abbiamo visto l&#8217;uomo gridare verso la moglie e poi buttarsi in acqua<span style="font-family: Cambria, serif;">»</span>, ha detto Giudetti, <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>si è aggrappato alla cima che i libici usavano per far salire a bordo i naufraghi, ma a quel punto la motovedetta ha fatto un balzo in avanti trascinandolo via e non siamo riusciti a salvarlo. I libici sono stati violenti e incauti, picchiavano i migranti con funi e mazze e – per incredibile che possa sembrare – ci tiravano patate contro, per renderci più difficili i soccorsi».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iv</span></sup></a></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Un comportamento criminale, che viola le leggi internazionali e la legge del mare, rispondente alla volontà dei governi italiani e dell’Unione europea di bloccare l’arrivo dei profughi delegando alla Libia quella che altrimenti sarebbe una palese prassi di</span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> refoulement</i></span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">, proibita dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.</span></span></span></strong></h2>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che il governo italiano sia chiamato a rendere conto davanti al Parlamento europeo circa l’accordo stretto tra Italia e Tripoli lo scorso 2 febbraio,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">v</span></sup></a> alla luce del decreto con cui il ministero degli Esteri italiano ha conferito 2,5 milioni di euro al ministero dell&#8217;Interno per la rimessa in efficienza di quattro motovedette da consegnare alle autorità libiche. Tali fondi provengono dallo stanziamento di 200 milioni effettuato dal Parlamento italiano per il Fondo Africa destinato alla cooperazione,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vi</span></sup></a> motivo per cui l’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il Ministero degli affari Esteri e del Ministero dell’interno.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vii</span></sup></a></p>
<p>Siamo preoccupati dal fatto che non vi sia alcun controllo sul reale utilizzo dei fondi UE in Libia. Questa preoccupazione sembra confermata dalla risposta data dalla Commissione europea all’interrogazione scritta presentata lo scorso 5 settembre da ventuno parlamentari europei con riferimento alla denuncia dell&#8217;Associated Press, secondo cui i fondi versati dall’Italia al governo di Tripoli finirebbero alle milizie coinvolte nel traffico di esseri umani. I deputati chiedevano quali garanzie vi fossero che «il considerevole sostegno al governo libico, anche attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l&#8217;Africa e con un progetto con una dotazione finanziaria pari a 46 milioni di euro», non finisse nelle mani dei trafficanti di uomini.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">viii</span></sup></a></p>
<p>La risposta della Commissione è un groviglio di frasi ipotetiche che trovano sintesi in un paradosso: non ci sono controlli, ma se dai controlli dovesse risultare qualcosa, allora i programmi dell’UE verrebbero sospesi.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ix</span></sup></a></p>
<p><b>CHIEDIAMO </b>al governo italiano, come cittadini dell’Unione, una risposta all’altezza della gravità dei fatti – quella che non ha avuto nemmeno il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, quando lo scorso 28 settembre ha chiesto chiarimenti in merito alla natura dell’accordo con la Libia e ai respingimenti di cui esso è causa.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">x</span></sup></a> La risposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, infatti, è stata che non è l’Italia a respingere le persone, ma la Libia.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xi</span></sup></a> Una risposta «sostanzialmente vuota e certamente irrispettosa a fronte della conoscenza delle reali politiche di delega, aiuto e supporto dell’Italia alla Libia ed al contemporaneo ostacolo posto alle attività di ricerca e salvataggio in mare da parte delle Ong operanti nel Mediterraneo centrale».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xii</span></sup></a></p>
<p>Il governo italiano e quello dell’Unione non possono non conoscere il rapporto del gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSMIL), che già un anno fa elencava «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiarava che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani».</p>
<p>Secondo l’UNSMIL, «le intercettazioni di imbarcazioni di migranti da parte della guardia costiera libica hanno implicato azioni che possono costituire omicidi arbitrari».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiii</span></sup></a></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CHIEDIAMO</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di valutare, alla luce dell’autorevole serie di denunce della gravità della situazione in Libia,</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiv</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> le affermazioni fatte da rappresentanti del governo italiano e della Commissione europea sulla bontà dell’accordo con la Libia e il suo finanziamento.</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xv</span></sup></a></span></span></p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di agire per ottenere verità e giustizia sul filo rosso che lega le morti in mare dell’11 ottobre 2013 a quelle del 6 novembre 2017. Uno stesso accordo di respingimento continua a uccidere, oltre ai profughi nel Mar Mediterraneo, la democrazia nei nostri Parlamenti. Questo accordo – interrotto solo dall’operazione Mare nostrum e, alla sua dismissione, dall’entrata in azione delle Ong nelle operazioni di ricerca e soccorso – mostra ora in piena luce il suo volto criminale.</p>
<p>Per questo riteniamo un atto politico e umano non rinviabile l’ascolto della testimonianza del “naufragio dei bambini” dell’11 ottobre 2013 – portata da chi ha ricostruito l’infamante vicenda, il giornalista Fabrizio Gatti, e, se opportuno, i legali dei medici siriani che hanno perso i figli nel naufragio<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xvi</span></sup></a> – e l’ascolto della testimonianza dell’eccidio del 6 novembre 2017, portata dall’attivista per i diritti umani Gennaro Giudetti. Come lui, siamo convinti che la verità vada <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>gridata dai tetti<span style="font-family: Cambria, serif;">», perché non ci sommerga.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le vostre adesioni su Change.org: <a href="https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="RIGHT">28 novembre 2017</p>
<p>Osservatorio Carta di Milano &#8211; La solidarietà non è reato</p>
<p>ADIF &#8211; Associazione Diritti e Frontiere</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione</p>
<p>ARCI</p>
<p>Associazione Costituzione Beni Comuni</p>
<p>Associazione K-Alma</p>
<p>Baobab Experience</p>
<p>Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>COSPE Onlus</p>
<p>Ex Opg &#8211; Je so&#8217; pazzo</p>
<p>Fondazione Casa della carità di Milano “Mario Abriani”</p>
<p>Hayat Onlus</p>
<p>Lunaria</p>
<p>Terre des Hommes Italia</p>
<p>ActionAid</p>
<p>Scuola di pace di Napoli</p>
<p>Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC</p>
<p>Vittorio Agnoletto, medico</p>
<p>Mario Agostinelli, Energia Felice</p>
<p>Alessandra Ballerini, avvocato</p>
<p>Diego Bianchi, conduttore televisivo, attore e regista</p>
<p>Daniele Biella, giornalista e scrittore</p>
<p>Stefano Bleggi, Progetto Melting Pot Europa</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Tony Bunyan, Statewatch</span></p>
<p>Paolo Cacciari, giornalista e scrittore</p>
<p>Enrico Calamai, ex console italiano a Buenos Aires</p>
<p>Annalisa Camilli, giornalista</p>
<p>Eleonora Camilli, giornalista</p>
<p>Cosimo Caridi, giornalista</p>
<p>Valerio Cataldi, giornalista</p>
<p>Francesca Chiavacci, presidente nazionale ARCI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Laura Cima, scrittrice ecofemminista, Prima le persone</span></p>
<p>Don Luigi Ciotti, fondatore Associazione Gruppo Abele, presidente Associazione Libera</p>
<p>Marta Cosentino, giornalista</p>
<p>Andrea Costa, Baobab Experience Roma</p>
<p>Stefano Corradino, giornalista, direttore Articolo21</p>
<p>Raffaele Crocco, direttore Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Chiara Cuttitta, facoltà di giurisprudenza Università degli Studi di Milano</p>
<p>Paolo Cuttitta, docente di diritto della migrazione Vrije Universiteit Amsterdam</p>
<p>Stefania Dall’Oglio, esperta in diritti umani e diritto dell’immigrazione, docente master in Peace Studies Università di Roma Tre</p>
<p>Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale</p>
<p>Cristiana Dell’Anna, attrice</p>
<p>Don Vitaliano Della Sala, parroco Mercogliano, Avellino</p>
<p>Erri De Luca, scrittore</p>
<p>Pino De Lucia Lumeno, responsabile immigrazione Legacoop Calabria</p>
<p>Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale Libera per le Politiche sociali</p>
<p>Laura Di Lucia Coletti, presidente Associazione L’Altra Europa Laboratorio Venezia</p>
<p>Emilio Drudi, giornalista</p>
<p>Anna Falcone, avvocato</p>
<p>Luca Fazio, giornalista</p>
<p>Ciro Ferrara, calciatore</p>
<p>Vincenzo Ferrara, presidente Fondazione Cannavaro-Ferrara</p>
<p>Francesca Fornario, giornalista e scrittrice</p>
<p>Stefano Galieni, responsabile migrazione PRC</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Riccardo Gatti, capomissione Proactiva Open Arms</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Beppe Giulietti, giornalista</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Patrizio Gonnella, presidente Antigone e Cild</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Maurizio Gressi, </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">segretario Presidente delegazione parlamentare italiana</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">presso </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Iniziativa Centro Europea (</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">InCE) al Senato</span></span></span></span></p>
<p>Gabriella Guido, portavoce Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>Ben Hayes, Transnational institute</p>
<p>Charles Heller, Research Fellow al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Co-fondatore Forensic Oceanography e WatchTheMed</p>
<p>Francesca Lacaita, insegnante, DiEM25 Milano</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Antonella Leto, Forum siciliano dei movimenti per l&#8217;Acqua ed i Beni Comuni</p>
<p>Corallina Lopez Curti, ricercatrice</p>
<p>Yasha Maccanico, ricercatore e giornalista, Statewatch, University of Bristol</p>
<p>Anna Maffei, Pastora Chiesa Battista di Milano</p>
<p>Corrado Maffia, presidente Scuola di Pace di Napoli</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonello Mangano, Terre libere</span></p>
<p>Francesca Mannocchi, giornalista</p>
<p>Lorenzo Marsili, direttore European Alternatives, coordinatore DiEM25</p>
<p>Maruego, rapper</p>
<p>Antonio Mazzeo, giornalista</p>
<p><span lang="en-US">Susi Meret, Associate Professor, Institute of Culture and Global Studies, Aalborg University, Denmark</span></p>
<p>Filippo Miraglia, presidente ARCS e vice presidente ARCI</p>
<p>Emilio Molinari, Comitato italiano per un Contratto mondiale sull&#8217;acqua</p>
<p>Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia</p>
<p>Flore Murard-Yovanovitch, giornalista</p>
<p>Grazia Naletto, presidente Lunaria</p>
<p>Moni Ovadia, attore, regista e scrittore</p>
<p>Ernesto Pagano, scrittore</p>
<p>Salvatore Palidda, professore Università di Genova</p>
<p>Simon Parker, docente di Scienze Politiche, Università di York</p>
<p>Chiara Parolin, avvocato</p>
<p>Stefano Pasta, giornalista, Sant’Egidio</p>
<p>Steve Peers, professore School of Law University of Essex</p>
<p>Riccardo Petrella, economista politico</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Lorenzo Pezzani, ricercatore al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Cofondatore </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forensic Oceanoghraphy</i></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>WatchTheMed</i></span></span></span></span></p>
<p>Francesco Piccinini, direttore Fanpage.it</p>
<p>Paola Pietrandrea, coordinatrice DiEM25</p>
<p>Gaetano Placido, giornalista</p>
<p>Nancy Porsia, giornalista</p>
<p>Sara Prestianni, responsabile migrazione Sinistra Italiana</p>
<p>Roberta Radich, Coordinamento No Triv</p>
<p>Paola Regina, avvocato</p>
<p>Annamaria Rivera, antropologa, attivista e studiosa antirazzista</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonia Romano, consigliera comunale Trento</span></p>
<p>Silvia Rossetti, editor</p>
<p>Fabio Sanfilippo, giornalista</p>
<p>Roberto Saviano, scrittore</p>
<p>Nello Scavo, giornalista</p>
<p>Ilaria Sesana, giornalista</p>
<p>Mario Sommella, ex operaio, presidente Associazione Prima Le Persone</p>
<p>Barbara Spinelli, avvocato, Giuristi Democratici</p>
<p>Silvia Stilli, portavoce AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale)</p>
<p>Massimo Torelli, L’Altra Europa con Tsipras</p>
<p>Fulvio Vassallo Paleologo, presidente ADIF</p>
<p>Valeria Verdolini, ricercatrice</p>
<p>Guido Viale, sociologo</p>
<p>Giacomo Zandonini, giornalista</p>
<p>Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano</p>
<p>Padre Mussie Zerai, presidente Agenzia Habeshia</p>
<div id="sdendnote1">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym">i</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym">ii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Trascrizione della </span><span style="font-family: Cambria, serif;">registrazione:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:13 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:33 [&#8230;] </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:03 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:17 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Cambria, serif;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym">iv</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-size: small;"><b>.</b></span></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym">v</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym">vi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym">vii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> L’avvocato Giulia Crescini spiega: «Abbiamo chiesto un accesso agli atti e abbiamo visto che uno dei decreti del ministero parla di 2,5 milioni di euro per il trasporto e la sistemazione delle motovedette, soldi che rientrano quindi nel  finanziamento dell’apparato militare libico». <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym">viii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Interrogazione di Elly Schlein alla Commissione europea, 5 settembre 2017, <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym">ix</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym">x</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym">xi</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym">xii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><i>Detained and dehumanized</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">13 dicembre 2016, </span></span><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">. Si veda anche</span></span> <span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">S/2017/466 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">(final report of the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym">xiv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">●</span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><u>8 maggio 2017</u></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, il procuratore della Corte penale internazionale Fatou Bensouda riferisce al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia, dicendosi «profondamente allarmata dai rapporti secondo cui migliaia di migranti vulnerabili, compresi donne e bambini, vengono detenuti in centri spesso in condizioni inumane». <a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">18 maggio 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Ong tedesca Sea-Watch denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aja il tentato speronamento in acque internazionali da parte della guardia costiera libica mentre la sua nave si apprestava a eseguire un salvataggio, aveva aperto il fuoco ad altezza d’uomo contro un peschereccio carico di migranti e aveva riportato i migranti in Libia, violando il principio di non-refoulement. <a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">1° giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblica un rapporto che parla di «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiara che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani». </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> §104.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">19 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Human Rights Watch afferma che «le forze libiche hanno esibito un atteggiamento irresponsabile, tale da mettere in pericolo le persone a cui venivano in aiuto, e per questo motivo l’Italia e altri Paesi dell’Unione europea non dovrebbero cedere il controllo delle operazioni di soccorso in acque internazionali alle forze libiche». Judith Sunderland, </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Ue: delegare i soccorsi alla Libia significa mettere vite a repentaglio,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">20 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il rappresentante speciale dell’ONU in Libia, Martin Kobler, afferma davanti alla Commissione affari esteri (AFET) del Parlamento europeo: «Sconsiglio di continuare la formazione della guardia costiera libica in assenza di un vigile controllo internazionale. […] Su Youtube potete vede tutto, comprese le guardie costiere libiche che respingono le persone e le gettano in acqua perché anneghino, oppure le riportano sulle spiagge. L’Unione europea dovrebbe cominciare a riflettere su come evitare le violazioni commesse da coloro che essa stessa sta formando». Martin Kobler</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens!, </span></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></span></em></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">21 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Amnesty International lancia un monito alle istituzioni europee</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>:</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><b> </b></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">«L’UE sta consentendo alla guardia costiera libica di riportare migranti e rifugiati sulla terraferma in un Paese dove le detenzioni illegali, la tortura e lo stupro sono la regola. Mentre rafforza l’operatività della guardia costiera libica, l’Unione chiude gli occhi di fronte ai gravi rischi insiti in questa cooperazione»</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span></em><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">28 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Upper Tribunal di Londra sentenzia che non è possibile effettuare rimpatri in Libia in considerazione del livello di violenza nel Paese, tale da mettere a rischio la vita o l’incolumità delle persone. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>The Immigration Acts</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">. </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>«</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, <a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">15 agosto 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Agnès Callamard, relatrice speciale dell’OHCHR sulle esecuzioni extra-giudiziarie, sommarie o arbitrarie, pubblica un rapporto in cui si legge che «alcuni Stati fanno affidamento su una politica di extraterritorialità per fermare i migranti prima che giungano sul loro territorio ed entrino nel loro controllo o giurisdizione [con riferimento al vertice informale sul Mediterraneo centrale tenutosi a Tallin il 6 luglio 2017]. Tali politiche possono includere assistenza, finanziamento e addestramento di agenzie di altri Paesi per l’arresto, la detenzione, il processo, il soccorso o lo sbarco e il rimpatrio di rifugiati e migranti. Queste politiche sollevano serie preoccupazioni quando le agenzie o gli Stati riceventi siano ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la violazione del diritto alla vita». </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Unlawful death of refugees and migrants. Note by the Secretary General</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, 15 agosto 2017,</span><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, § 36, p. 17.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> </u><span style="font-size: small;"><u>14 novembre 2017</u></span><span style="font-size: small;">, l’Alto commissario Onu per i diritti umani </span><span style="font-size: small;">Zeid Ra’ad Al Hussein dichiara «disumana la politica dell’Unione europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli nelle terrificanti prigioni in Libia. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità», </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><u>● <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il 17 novembre 2017</span></span></u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"> l’Avvenire pubblica la notizia di un </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">coordinamento comune italo-libico sul fronte delle operazioni SAR</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym">xv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">● </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Il 28 giugno 2017, l</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">’</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Alto rappresentante Federica Mogherini, in risposta a</span></em><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;">un’interrogazione parlamentare</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;">,</span><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;">ha reiterato a nome della Commissione europea il sostegno, anche finanziario, alla guardia costiera libica, con un ossimoro che la strage del 6 novembre rende inaccettabile: «</span><span style="font-family: Cambria, serif;">L&#8217;UE finanzia la formazione della guardia costiera libica e sostiene una gestione della migrazione basata sui diritti in Libia», </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p>● <span style="font-size: small;">L’8 novembre 2017, a due giorni dalla strage al largo della Libia, il prefetto italiano Mario Morcone, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e consigliere del ministro Minniti, ha affermato: </span><span style="font-size: small;">«Io </span><span style="font-size: small;">non seguo le stupidaggini che dice Amnesty International, né il responsabile dei diritti umani europeo [il commissario dei Diritti umani del Consiglio d’Europa</span><span style="font-size: small;">, ndr]. </span><span style="font-size: small;">L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia</span><span style="font-size: small;">. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane». </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Alla</span><b> </b><span style="font-family: Cambria, serif;">richiesta di accesso agli atti sul numero di respingimenti in ciascun Paese, da maggio 2016 a maggio 2017, presentata dall’Associazione ADIF, è stato risposto che i respingimenti dall’Italia alla Libia sono stati 60, rispondenti a cittadini libici (di cui 5 donne e 55 uomini).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym">xvi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Nel documentario </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Un unico destino</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, pubblicato il 14 ottobre 2017, il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha ricostruito il naufragio del 13 ottobre 2013, nel quale morirono 268 profughi siriani in fuga dalla guerra, tra cui 60 bambini, a bordo di un barcone crivellato di colpi da un’unità libica: un massacro causato dalla volontaria omissione di soccorso della Marina italiana, il cui pattugliatore Libra, che si trovava a 45’ dalla scena del naufragio, è intervenuto più di cinque ore dopo la richiesta di aiuto, incalzato e costretto dalla Marina maltese. <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il 13 novembre 2017, dopo numerose richieste di archiviazione, il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha stabilito che il comandante della sala operativa della Marina militare italiana e il collega della Guardia costiera debbano essere processati per omissione di atti di ufficio e omicidio colposo, </span><span style="font-size: small;">accogliendo gran parte delle richieste dei familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi e Arturo Salerni.</span><span style="font-size: small;"> <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>;</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">OPEN LETTER TO THE MEMBERS OF ITALIAN PARLIAMENT AND EUROPEAN PARLIAMENT</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>«THE TRUTH MUST BE SHOUTED FROM THE ROOFTOPS»</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>The deaths in the Mediterranean Sea on 11 October 2013 and on 6 November 2017 are bound by the same thread: the policy of rejecting migrants entrusted to Italy. We ask our representatives to convene the witnesses of those slaughters and listen to their testimonies, in order to stop the inhuman practice of returning migrants to Libya.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Dear Members of the European Parliament and of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society, who call upon you as representatives of the only democratic institution of the EU &#8211; the Parliament &#8211; appointed to represent its citizens.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Honorable Members of the Italian Parliament,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society who ask you to assume your responsibility for the decisions adopted by governments, without a discussion and a vote in the only institution representing citizens, which are laden with consequences affecting both international law and democracy.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian activist who witnessed the criminal behavior by the Libyan Coast Guard on 6 November – financed through EU funding managed by Italy and trained by EU staff – be urgently heard in audition by the Italian Parliament and the European Parliament convened in a plenary session, or by its Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee, which is competent to address such issues.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">Five refugees drowned, including a four-year-old child, and at least another thirty-five people are missing. The video footage released by the German NGO, Sea-Watch,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc">i</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> clearly shows that the Libyan Coast Guard, far from undertaking a “search and rescue” operation, acted in an aggressive and uncoordinated way to bring the refugees back to Libya, preventing the NGO and the Italian and French naval units present on the scene of the shipwreck from carrying out rescue operations, which were already coordinated by the MRCC in Rome.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">A</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">ctivist Gennaro Giudetti stated that the Libyan patrol boat «hooked the migrants’ rubber dinghy, which was pierced at the time, and hence there were dozens of people in the sea, some with life jackets, and many others without anything. [&#8230;] We had to advance between those who had already drowned to manage to reach those who were still alive, to recover them. The situation was abominable: we pulled the survivors on board with our arms».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc">ii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The forty-seven migrants recovered at sea by the Libyan crew were packed on the deck and whipped to prevent them from diving into the sea and reaching their families on board of the Sea-Watch3 dinghies, which, in the meantime, had saved fifty-nine people. The patrol boat then headed away at full speed, disregarding of the fact that a shipwrecked person was clinging to a rope stretching out from a bulkhead. The Libyan coast guard did not even stop after the desperate and repeated warnings coming from the Italian Navy&#8217;s helicopter, although they were distinctly audible on the radio frequencies recorded by Sea-Watch 3.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc">iii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">«It was terrible, we saw the man shouting towards his wife and then diving into the water», said Gennaro Giudetti, «he clung to the rope that the Libyans used to bring the shipwrecked people on board, but in that moment the patrol boat leapt forward, dragging him away and we could not save him. The Libyans were violent and reckless, they beat the migrants with ropes and clubs, and &#8211; incredible as this may seem &#8211; they were throwing potatoes at us to make the rescue more difficult».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc">iv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is criminal behavior that violates international laws and the law of the sea, deriving from the will of Italian and European governments to block the arrival of refugees by delegating to Libya what would otherwise be a manifest practice of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><i>refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> forbidden by the European Convention of Human Rights.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian Government be called to account to the European Parliament for the agreement reached between Italy and Tripoli on past 2 February,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc">v</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> in the light of the Decree through which the Italian Foreign Ministry allocated € 2.5 million to the Ministry of Interior to service four patrol boats and make them work efficiently, to be delivered to the Libyan authorities. These funds come from the 200 million euro allocation agreed by the Italian Parliament for the Africa Fund for Cooperation,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc">vi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> which is the reason why the Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) has notified submission of a complaint to the Lazio Regional Administrative Court against the Ministry of Foreign Affairs and the Ministry of the Interior.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc">vii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are worried about the fact that there is no control over the actual use of EU funds in Libya. This concern appears to be confirmed by the European Commission&#8217;s answer to the written question submitted to Parliament on 5 September by 21 MEPs in connection with the reports by Associated Press that the funds paid by Italy to the Tripoli government allegedly end up being received by the militias involved in trafficking human beings. The MEPs asked what guarantees there were that «the substantial support to the Libyan government, including through the Emergency Trust Fund for Africa and a project with a budget of € 46 million» would not end up in the hands of people traffickers.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc">viii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Commission&#8217;s answer was a tangle of hypothetical phrases that can be summarized as a paradox: there are no controls, but in case something should emerge from controls, then the EU programs would be suspended.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc">ix</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the Italian Government, as citizens of the Union, for a response which is proportionate to the seriousness of the facts &#8211; a response which even the Commissioner for Human Rights of the Council of Europe did not receive when, on 28 September, he asked for clarifications about the nature of the agreement with Libya and the returns it is causing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc">x</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Interior Minister Marco Minniti&#8217;s response was that it was not Italy who rejected people, but Libya which stopped them leaving.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc">xi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Such an answer was «substantially meaningless and certainly disrespectful considering the knowledge of the actual policies of delegation, assistance and support by Italy to Libya, as well as the obstacle simultaneously placed in the way of the search and rescue efforts by NGOs operating in the central Mediterranean».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc">xii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Italian and European governments certainly know about the report by the Group of Experts on Libya of the United Nations Security Council (UNSMIL), which already listed «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitary fittings» one year ago, and stated that «human traffickers, the Libyan Illegal Immigration Department and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». According to UNSMIL, «the interceptions of migrant boats by the Libyan coast guard have entailed actions that may constitute arbitrary killings».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc">xiii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to evaluate, in the light of the authoritative series of reports on the seriousness of the situation in Libya,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc">xiv</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the statements issued by representatives of the Italian Government and the European Commission on the positive nature of the agreement with Libya and its financing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc">xv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to act in order to obtain truth and justice about the thread which connects the deaths at sea on 11 October 2013 to those of 6 November 2017. The same agreement to prevent arrivals continues to kill, not only refugees in the Mediterranean Sea, but also democracy in our parliaments. This agreement – interrupted only by the Mare nostrum operation and, when it was disbanded, by the start of activities by NGOs in search and rescue operations – now displays in full its criminal side.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is why we believe that listening to the testimony of the “shipwreck of children” on 11 October 2013 – by the person who reconstructed the shameful affair, journalist Fabrizio Gatti, and, if appropriate, the lawyers of the Syrian doctors who lost their children in the shipwreck,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc">xvi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> – as well as listening to the testimony of the killings on 6 November 2017 by the human rights activist Gennaro Giudetti is a political and human act that can’t be postponed any longer. Like Giudetti, we strongly believe that the truth must be «shouted from the rooftops», to prevent it from overwhelming us. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">28 November 2017</span></span></p>
<div id="sdendnote1">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym"><span style="color: #0000ff;">i</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym"><span style="color: #0000ff;">ii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Trascript of the recording</span></span></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">:</span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:13 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:33 [&#8230;] </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:03 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:17 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></strong></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym"><span style="color: #0000ff;">iv</span></a><u><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></u><b>.</b></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym"><span style="color: #0000ff;">v</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym"><span style="color: #0000ff;">vi</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym"><span style="color: #0000ff;">vii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span lang="en">Lawyer Giulia Crescini explains: «We have asked for access to the files and we have seen that one of the ministry decrees concerns 2.5 million euros for the transportation and repairs of the patrol boats, money that hence forms part of the financing of the Libyan military apparatus». </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym"><span style="color: #0000ff;">viii</span></a> Elly Schlein’s question to the European Commission, 5 September 2017. <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym"><span style="color: #0000ff;">ix</span></a> <span lang="en-GB">Barbara Spinelli: </span><span lang="en-GB"><i>Inadequate answer from the Commission. Two questions about Libya</i></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym"><span style="color: #0000ff;">x</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym"><span style="color: #0000ff;">xi</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym"><span style="color: #0000ff;">xii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>Detained and </i></span></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>dehumanized</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">13 december</span></span><b> </b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">2016, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym"><span style="color: #0000ff;">xiv</span></a> <span style="font-size: medium;"><span lang="en">●</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> On 8 May 2017, the Attorney at the International Criminal Court Fatou Bensouda reports to the UN Security Council on human rights violations in Libya, saying she is «deeply alarmed by the reports that thousands of vulnerable migrants, including women and children, are detained in centers often in inhumane conditions». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">18 May 2017: </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">the German NGO Sea-Watch reports to the Hague</span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">International Criminal </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Court the attempted ramming in international waters, by the Libyan Coast Guard, of their ship: while they were about to rescue some shipwrecked people, it opened fire at body height against a fishing vessel loaded with migrants and took migrants back to Libya, violating the principle of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>non-refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">. </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 1 June 2017, the Group of Experts about Libya of the United Nations Security Council published a report on «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitation&#8217;, stating that «traffickers of human beings, the Libyan Department against illegal immigration and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council, §104.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">19 June 2017, Human Rights Watch states that «Libyan forces have shown an irresponsible attitude to endanger the people they are helping, and for this reason, Italy and other EU countries should not give up the control of rescue operations</span></span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">in international waters to the Libyan forces». Judith Sunderland, EU: Delegating relief to Libya means putting lives at risk, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 20 June 2017, the UN Special Representative in Libya, Martin Kobler, said, in front of the European Parliament&#8217;s Foreign Affairs Committee (AFET): «It is not advisable to continue the formation of the Libyan Coast Guard without a vigilant international control. [&#8230;] On Youtube you can see everything, including the Libyan coast guards who block people and throw them into the water to drown, or they take them back to the beaches. The European Union should begin to reflect on how to avoid the violations committed by those who are trained by the European Union itself». Martin Kobler, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">!, </span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><u>.</u></span></span></span></em></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">21 June 2017, Amnesty International warns the European institutions: «The EU is allowing the Libyan Coast Guard to take migrants and refugees back to the dry land in a country where illegal detentions, torture and rape are the rule. While strengthening the operations of the Libyan Coast Guard, the Union closes its eyes in the face of the serious risks inherent in this cooperation».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, the Upper Tribunal in London stated that it is not possible to enact repatriations to Libya, considering the level of violence present in the country, which is liable to endanger lives or safety of people. Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), The Immigration Acts. «The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">15 August </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">2017, Agnès Callamard, Special Rapporteur of the OHCHR on extrajudicial, summary or arbitrary executions, publishes a report stating that «some states rely on an extraterritoriality policy to stop migrants before they reach their territory and enter their control or jurisdiction [with reference to the informal summit on the Central Mediterranean held in Tallinn on 6 July 2017]. These policies may include assistance, funding and training of other country agencies for the arrest, detention, process, rescue or landing and repatriation of refugees and migrants. These policies raise serious concerns when the agencies or recipient states are held responsible for serious human rights violations, including the violation of the right to life». Unlawful death of refugees and migrants. Note</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> by the Secretary General, 15 agosto 2017. </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> , § 36, p. 17.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 14 November 2017, the UN High Commissioner for Human Rights, Zeid Ra&#8217;ad Al Hussein, declared «inhumane EU policy to assist the Libyan authorities in intercepting migrants in the Mediterranean and taking them back to the terrible prisons in Libya. The suffering of migrants detained in Libya is an outrage to the conscience of humanity».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 17 November 2017, “L’Avvenire” publishes the news of a «joint Italo-Libyan coordination on the SAR front». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym"><span style="color: #0000ff;">xv</span></a> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, High Representative Federica Mogherini, in response to a parliamentary question, in the name of the European Commission, reaffirmed the support, also financial, to the Libyan Coast Guard with an oxymoron that the 6 November massacre makes unacceptable: «The EU finances the training of the Libyan Coast Guard and supports the rights-based management of migration in Libya».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 8 November 2017, two days after the massacre off the Libyan coast, Italian Prefect Mario Morcone, head of the Cabinet of the Interior Ministry and Advisor of Minister Minniti, said: «I don’t care about stupid things Amnesty International or the person responsible for European human rights (Council of Europe Human Rights Commissioner, ndr)say. Italy has never sent anyone back to Libya. We only allowed the Libyan Coast Guard to rescue people and take them back to Libya, but the Libyan Coast Guard did so, Italian ships did not».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">An access to documents request on the number of returns to each country, from May 2016 to May 2017, submitted by the ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) Association, the answer was that the returns from Italy to Libya were 60, corresponding to Libyan citizens (5 women and 55 men).</span></span></span></p>
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<div id="sdendnote16">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym"><span style="color: #0000ff;">xvi</span></a><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> I</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">n the documentary </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Un unico destino</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"> (“One unique Fate”), published on 14 October 2017, Italian reporter Fabrizio Gatti reconstructed the shipwreck on 13 October 2013, in which 268 Syrian refugees fleeing the war, including 60 children, died in a boat which sank, riddled with bullets by a Libyan unit: a massacre caused by the voluntary omission of rescue by the Italian Navy, whose patrol boat Libra, which was 45 minutes away from the scene of the shipwreck, intervened more than five hours after the request for help, urged and compelled to do so by the Maltese Navy.</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p lang="en-GB" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">On 13 November 2017, after many applications to dismiss the case, the Judge for Preliminary Investigations in Rome ruled that the commander of the Operational Room of the Italian Navy and his colleague of the Coast Guard have to be prosecuted for negligence of duty and manslaughter, granting a large part of the requests of the victims’ families, represented by lawyers Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi and Arturo Salerni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
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