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	<title>guerra civile Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Sudan. Il significato della rivolta del pane</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2018 09:27:27 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Lo scorso 19 dicembre sono iniziate varie proteste, in Sudan,dopo l&#8217;annuncio, da parte del governo, di aumentare il costo del pane. Il pane: alimento base per la sopravvivenza, alimento simbolico di vita e condivisione.</p>
<p>Le manifestazioni sono continuate fino al 25, giorno di Natale per i cattolici, giorno di sommossa, quest&#8217;anno, per il Paese in prevalenza arabo musulmano con 40 milioni di abitanti. Un Paese, il Sudan, governato da Omar Al Bashir che prese il potere nel lontano 1989 con un colpo di Stato e sul quale pende un mandato d&#8217;arresto, richiesto dalla Corte Penale Internazionale fin dal 2009, per crimini di guerra e genocidio legati al conflitto nella regione occidentale del Darfur, conflitto ancora in corso. Tuttavia, Al Bashir continua a governare e a varare misure che strozzano l&#8217;economia e minano il livello di sopravvivenza della società civile.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Bashir-in-uniforme-e1545781697735.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11878 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Bashir-in-uniforme-e1545781697735.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="222" height="138" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Bashir-in-uniforme-e1545781697735.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Bashir-in-uniforme-e1545781697735-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" /></a><br />
Ecco, quindi, che in molte città la popolazione si è riversata in piazza: prima da Atbara, nel nord Est, città storica e sede dei movimenti sindacali sudanesi; poi a El-Gadaref fino ad arrivare alla capitale, Khartoum. Chiedono garanzie di riforme, chiedono la destituzione di un presidente-dinosauro. La “rivolta del pane” si è svolta in maniera pacifica da parte dei dimostranti che hanno scandito soltanto slogan inneggianti alla pace, alla giustviolenza</p>
<p>izia, alla libertà. Le forze dell&#8217;ordine invece, hanno reagito con la forza: lacrimogeni, proiettili di gomma e di piombo. Amnesty ha dichiarato che, tra il 19 e il 24 dicembre, sarebbero state uccise 37 persone, molte altre sono state ferite. Il governo ha, inoltre, chiuso scuole e università, introdotto il coprifuoco, imposto la censura a social media, televisioni e giornali locali. A questo la società ha risposto con la protesta anche dei professionisti: medici, avvocati, farmacisti, giornalisti hanno fatto sentire la loro voce, come e finchè hanno potuto, prima di essere malmenati.</p>
<p>Perchè è importante parlare di questa rivolta? Perchè è significativa per chi sceglie di vivere nell&#8217;ignavia, nella rassegnazione; perchè è ingiusto che il potere sia nelle mani di una persona sola e del suo esercito e che milioni di altri individui non abbiano garantita la propria salute e la dignità.</p>
<p>In Sudan l&#8217;inflazione ha raggiunto il 70%, corruzione alle stelle, perdita dei tre quarti della produzione di petrolio, tasse sul grano e altre misure di questo genere hanno fiaccato un Paese già indebolito dalla guerra civile. Sembra banale parlare di farina, cipolle, fagioli e di elettricità, ma l&#8217;esistenza delle persone si basa su questi beni di prima necessità. Per non parlare delle medicine e dei servizi pubblici (ospedali, scuole)&#8230;L&#8217;autocrazia può essere evidente o mascherata, ma se vi sono segni di qualsiasi tipo, bisogna contrastarla con le parole con la penna, con le immagini, con ogni strumento pacifico e legale si abbia a disposizione, ma bisogna farlo. E noi siamo vicini al popolo sudanese, ringraziandolo per questo esempio.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Indipendentisti anglofoni in Camerun</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 06:21:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11516" style="width: 738px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/ambazonia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img aria-describedby="caption-attachment-11516" loading="lazy" class="size-full wp-image-11516" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/ambazonia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="728" height="464" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/ambazonia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 728w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/ambazonia-300x191.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" /></a><p id="caption-attachment-11516" class="wp-caption-text">Demonstrators carry banners as they take part in a march voicing their opposition to independence or more autonomy for the Anglophone regions, in Douala, Cameroon October 1, 2017. The banners read: &#8220;I am not Francophone.&#8221;(R), &#8220;I am not Anglophone&#8221; (L). REUTERS/Joel Kouam</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Veronica Tedeschi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Cittadini anglofoni, da sempre considerati di classe B, hanno iniziato a protestare pacificamente in tutto il Camerun, per richiedere l’indipendenza delle regioni anglofone Northwests e Southwest. Questo nel 2016, in cui questi atti di protesta sembravano destinati a concludersi pacificamente, ma così non è stato perché il regime di Biya non ha valutato la possibilità di dialogo e compromesso ma, anzi, ha instaurato nelle principali città delle regioni anglofone un clima di terrore e repressione.</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo il governo questa sarebbe dovuta essere la linea vincente ma così non è stato perché le forze armate camerunesi hanno iniziato a commettere gravi violazioni dei diritti umani, quasi al limite con la definizione di crimini contro l’umanità.</p>
<p align="JUSTIFY">A fine 2016 si sono formati i primi gruppi di guerriglieri che hanno iniziato azioni militari contro Polizia ed esercito. La comunità internazionale ha ignorato la situazione che nel tempo peggiorava sempre di più fino ad arrivare al 2018 in cui le attività del movimento indipendentista si sono triplicate e il Governo parla ora apertamente di guerra civile definendo gli indipendentisti dell’Ambanzonia come un grave pericolo per la nazione, forse più dei terroristi di Boko Haram che spaventano la regione da anni.</p>
<p align="JUSTIFY">82 civili scomparsi, 170 attacchi a caserme di Polizia, 120 scuole incendiate e un importante rapimento avvenuto qualche giorno fa: è stata rapita la sorella di Ni John Fru Ndi, politico dell’opposizione del governo camerunese.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/camerun-guerra-civile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11517 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/camerun-guerra-civile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="279" height="182" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/camerun-guerra-civile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 702w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/camerun-guerra-civile-300x196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Unitamente al rapimento anche la casa della donna è stata bruciata, insieme a tutti i suoi averi. L’avvocato di famiglia non ha dato dettagli sulle motivazioni dell’attacco anche se la proposta di ritorno al federalismo del fratello può aver destato qualche nervosismo al governo attuale, che sempre di più sembra non aperto al dialogo.</p>
<p align="JUSTIFY">La richiesta di indipendenza è un diritto dei popoli e sempre di più viene oppressa da governi dittatoriali che trasformano queste vicende in guerre civili. Anche nel mondo occidentale gli indipendentisti da sempre esistono ed esisteranno e dovrebbe essere concessa a tutte le popolazioni la facoltà di richiedere l’indipendenza; reprimere e combattere contro parte dei propri cittadini non è un comportamento leale e governativamente corretto.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma tutto questo avviene in Camerun, uno Stato dell’Africa che, come sappiamo, è famosa per la presenza di presidenti dinosauri che, non volendosi staccare dalla loro poltrona, creano dittature e conseguente mancanza di esprimere pensieri e volontà.</p>
<p align="JUSTIFY">Del resto, i camerunesi hanno votato domenica 7 ottobre in un clima mediamente sereno. Tali elezioni potevano porre fine al potere di Paul Biya che da 36 anni governa nella nazione ma così non è stato. L’opposizione ha fatto ricorso alla vittoria dell’attuale presidente ma Biya rimane uno dei leader africani più longevi del continente.</p>
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		<title>Violazioni dei diritti umani: un appello da parte della popolazione indigena del Biafra</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2016 14:44:26 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Care amiche e cari amici, ci è pervenuto il seguente appello che noi pubblichiamo volentieri per porre l&#8217;attenzione su ciò che sta accadendo. Condividetelo, per favore. Grazie!</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6391" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6391" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (408)" width="640" height="361" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p dir="ltr">Dear  Gentlemen at the drafting and editorial office of PER I DIRITTI UMANI,</p>
<p dir="ltr">the Indigenous People of Biafra(IPOB) would like to bring your attention to what is happening in Nigeria between Nigerian Government and Biafrans. I&#8217;m sure you must have heard of Biafra and the civil war between Nigeria and Biafra called &#8220;Biafran War&#8221; between 1967-1970 in which more than 3 million Biafrans died. Today, after 45 years nothing has changed, we Biafrans are always been targeted by the Nigerian government, being killed every day.<br />
They made us slaves of conquest for years but today Biafrans want to be free, we want our Freedom. We want our nation of the Republic of Biafra. Silence or the support of the British government in 1967 to Nigeria, by virtue of time has proven to be a mistake and should be corrected. Civilization must be free of hypocrisy and it would be in the interest of civilization to correct the mistakes of the past through the unequivocal support of the movement of Biafra (IPOB). Biafra land produces the resource that sustains Nigeria, the resource is exploited to their ruin. Biafraland is contaminated and leaves Biafrans in poverty and vulnerable to disease. The wealth gained is shared among Nigerians and excluding Biafrans and Biafrans die in Biafraland and in the Mediterranean Sea, trying to cross Europe for survival.</p>
<p dir="ltr">The Department of State Service of Nigeria (DSS) kidnapped and arrested Mr. Nnamdi Kanu, a British citizen and Leader of IPOB and Director of Radio Biafra and Biafra TV  on October 14, 2015 in Lagos, and he was accused falsely of engaging in terrorism and Treasonable felony.  On the contrary, Mr. Nnamdi Kanu has been a quiet but outspoken leader, a leader who with his mouth wisdom and truth brought much needed attention to the situation of Biafrans. There were mega protests in all cities of Biafra in solidarity with the arrest and illegal detention of Mr. Nnamdi Kanu. Many Biafrans were killed and continued to be killed by the Nigerian government and Army during the protests despite the fact that Biafrans always protest peacefully and unarmed. Biafrans never killed or harmed anyone. We have suffered, we have been killed, tortured, enslaved and marginalized in Nigeria.</p>
<p dir="ltr">Since President Buhari was elected, human right abuses have become characteristic of Nigeria polity on the one hand the atrocities of Boko Haram against the population, on the other hand indiscriminate arrests, torture, extrajudicial detention and killings, extortion and violence committed by the military, the DSS and police have become an everyday phenomenon. Finally, the massacres by the police, army and navy of innocent  unarmed Biafrans protesting peacefully around Biafra land in solidarity with their leader Nnamdi Kanu has gone down in the history of Nigeria as the only country where the Government promotes violence against the rights of the citizens with impunity.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6390" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6390" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (409)" width="905" height="509" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 905w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 905px) 100vw, 905px" /></a></p>
<p>We (IPOB) are fighting for the freedom of the people of Biafra. We have the right to self-determination and there is no intimidation or murders that can ever stop us. The people of Biafra are asking all the leaders of influential countries,  human rights NGOs to intervene before there will be a repeat of the 1967—1970 saga. We demand the immediate and unconditional release of our leader Nnamdi Kanu.</p>
<p dir="ltr">The OEAS (Organization of Emerging African States) has officially written to EU in defense of Biafra, and to the United Nations to conduct a referendum for the independence of the State of Biafra within 90 days. The EU responded to the call for a referendum for Biafra to OEAS, saying that self-determination and the changes of borders must comply with their international legal. The European Union has also indicated that it will only recognize a State of Biafra through international law and not for the armed secession. This is all that IPOB and Biafrans are doing for years. We are peaceful people. We don&#8217;t use force, violence or arms.</p>
<p dir="ltr">I would like to bring your attention carefully on President Buhari’s planned war-like events against Biafrans at the Onitsha Niger Bridgehead have clearly revealed that the Hausa-Fulani segment of the Nigerian Army have declared a Second Civil War  against the Indigenous People of Biafra;<br />
On the 2nd and 17th December 2015, a total of  25 innocent citizens were killed at the same Onitsha Niger Bridge by the same Hausa-Fulani soldiers attached to the 302 Artillery Regiment of the Nigerian Army, Onitsha led by an Hausa-Fulani born Army officer, Col Issah Abdullahi.  Over 40 innocent citizens were also critically injured following live bullets targeted at them and shot at close range.  The two butcheries resulted to instant death of 21 innocent citizens while four others shot at the chest, head and abdomen regions of their bodies died later in hospital  as a result of deadly injuries sustained. In the 2nd of December killings, 13 innocent citizens were shot dead and over 20 sustained deadly gunshot wounds. At the Multicare Hospital alone, 14 critically shot citizens were admitted, out of which, four died. And in the 17th of December killings, 8 innocent citizens were murdered by soldiers and 20 others sustained deadly gunshot injuries, out of which, 13 were admitted at the Multicare Hospital alone. The Government of Muhammadu Buhari is dangerously pushing the Biafrans to the wall. It has started with open and unprovoked mass shooting and killing of unarmed innocent Biafrans for exercising non-violently and peacefully their constitutional and treaties’ rights;</p>
<p dir="ltr">On Day-1 (February 9th, 2016) of our 4-day protest, a combined team of the Police and Army shot dead 8 persons in Aba while Abia state, Imo state, Igwuocha coordinators including other members were taken away. They also took the corpses without letting any one picture them.<br />
In addition,  the military also set  National high school Aba ablaze and will tell the world that IPOB did it.<br />
The world must know the truth, including what Buhari and his murderous agents are doing in Biafraland.<br />
An eyewitness at Aba protest ground said the following:</p>
<p dir="ltr">&#8220;Army man told me yesterday that reason why they withdrew them from north east to southeast is to kill any one who mentioned Biafra. He said that the orientation giving to them by Buhari was that since one of their main duty is to defend the unity of this country there is no need keeping them in the north, afterall boko haram is never a threat to the unity of Nigeria but Biafra.<br />
Go and kill them without mercy, we can take care of bokoharams, Buhari told them.  He said that am very lucky he is not with a gun, my life would have been wasted. The army personnel said they have come to revenge the death of their Boko Haram brothers on Biafrans.&#8221;</p>
<p dir="ltr">Here is a video where you can clearly see the Nigeria Police and Army shooting live bullets and killing innocent unarmed and peaceful Biafrans while they were just praying to their God:</p>
<p dir="ltr"><a href="https://youtu.be/rRCBZXRoVBo?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://youtu.be/rRCBZXRoVBo&amp;source=gmail&amp;ust=1469456978551000&amp;usg=AFQjCNGI9IPCzriIywgQpt6MJRdfQmhlaQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://youtu.be/rRCBZXRoVBo?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://youtu.be/rRCBZXRoVBo?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://youtu.be/rRCBZXRoVBo&amp;source=gmail&amp;ust=1469456978551000&amp;usg=AFQjCNGI9IPCzriIywgQpt6MJRdfQmhlaQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://youtu.be/rRCBZXRoVBo?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
<p dir="ltr">2) Here is the report from Amnesty International Italy:</p>
<p dir="ltr">●<a href="http://www.rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/2016/Nigeria.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/2016/Nigeria.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1469456978551000&amp;usg=AFQjCNFZP0zvou3yEZ0tTSO3tOG8D2986g&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;"> http://www.rapportoannuale.?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>amnesty.it/sites/default/<wbr />files/2016/Nigeria.pdf</a></p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-410.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6389" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6389" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-410.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (410)" width="280" height="509" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-410.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-410-165x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 165w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6390" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6390" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (409)" width="905" height="509" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 905w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-409-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 905px) 100vw, 905px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6391" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6391" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (408)" width="640" height="361" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-408-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
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		<title>Cosa succede in Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 05:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si contano 100 vittime tra i protestanti, in Ucraina, mentre il Presidente Yanucovich annuncia, in un comunicato, l&#8217;accordo tra il governo ucraino, l&#8217;opposizione, l&#8217;Unione europea e la Russia: l&#8217;intesa prevede elezioni anticipate, un governo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Si<br />
contano 100 vittime tra i protestanti, in Ucraina, mentre il<br />
Presidente Yanucovich annuncia, in un comunicato, l&#8217;accordo tra il<br />
governo ucraino, l&#8217;opposizione, l&#8217;Unione europea e la Russia:<br />
l&#8217;intesa prevede elezioni anticipate, un governo di coalizione e una<br />
riforma della Costituzione. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Italia è arrivata la figlia della leader dell&#8217;opposizione Yulia<br />
Timoshenko, Yevhenia, che che ha affermato: “Questa guerra civile<br />
non è tra fratelli, ma tra il regime e il suo popolo. Se non ci sarà<br />
un cambiamento le proteste continueranno. Perchè bisogna sentire le<br />
richieste del popolo, serve un cambiamento politico con nuove<br />
elezioni e riforme. Non si può consegnare il Paese alla Russia&#8230;il<br />
cambiamento è chiesto dal popolo e la Russia deve accettarlo”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma per<br />
comprendere meglio cosa sia accaduto e cosa stia succedendo in<br />
Ucraina vi proponiamo un video del tg2 (del 19 febbraio scorso) con<br />
l&#8217;intervento di Marianna Soronevych, giornalista impegnata nel<br />
sostegno della comunità ucraina in Italia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></div>
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		<title>Letteratura e diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 06:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vered Cohen Barzilay è israeliana e da così lontano arriva un&#8217;idea che è tanto in linea anche con l&#8217;Associazione per i Diritti Umani: riflettere sui diritti umani attraverso i testi letterari. Un incontro, uno&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vered Cohen Barzilay è israeliana e da così lontano arriva un&#8217;idea che è tanto in linea anche con l&#8217;Associazione per i Diritti Umani: riflettere sui diritti umani attraverso i testi letterari. Un incontro, uno scambio che ci ha arricchiti di più. Il progetto si intitola &#8220;Novel rights&#8221; (www.novelrights.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss<br />L&#8217;iniziativa ha fatto parte delle molte di Bookcity e ha visto la partecipazione del moderatore, Riccardo Noury &#8211; Presidente di Amnesty Internatinal Italia &#8211; , di Shady Hamadi, giornalista e scrittore italo-siriano, che ha raccontato la vicenda di suo padre dissidente in Siria,&nbsp; e di Marina Nemat, scrittrice iraniana che ha, invece, riportato al pubblico la sua esperienza giovanile nel carcere di Evin per &#8220;crimini politici&#8221;.<br />Parole forti, racconti coinvolgenti per non dimenticare il Passato, anche se duro, e per cercare una strada migliore per tutti, nel Futuro. <br />Abbiamo partecipato all&#8217;incontro che si è tenuto sabato 23 novembre 2013 presso la Biblioteca Sormani di Milano e vi riportiamo i brani più significativi.&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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		<title>Gabriele Del Grande: la situazione in Siria, oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 05:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato per voi il giornalista reporter Gabriele Del Grande, da poco rientrato dalla Siria, che ci aiuta a capire una situazione complessa e ad approfondire temi poco considerati dalla stampa italiana. In che&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/11/07/gabriele-del-grande-la-situazione-in/">Gabriele Del Grande: la situazione in Siria, oggi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi il giornalista reporter Gabriele Del Grande, da<br />
poco rientrato dalla Siria, che ci aiuta a capire una situazione<br />
complessa e ad approfondire temi poco considerati dalla stampa<br />
italiana.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
che periodo sei stato in Siria e per quanto tempo?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dovrei<br />
prima specificare in quale Siria. Perché ne esistono almeno tre<br />
tipi. C’è una Siria in mano al regime, una Siria in mano alle<br />
forze armate dell’opposizione, e una in mano alle milizie di Al<br />
Qaeda. Io ho visitato la seconda. Sono entrato dalla frontiera turca<br />
di Kilis e ho trascorso dieci giorni consecutivi ad Aleppo, nel<br />
Settembre 2013. Questo è stato il mio quinto ingresso in Siria<br />
nell’ultimo anno. Anche le precedenti volte avevo visitato le<br />
regioni del nord in mano all’opposizione, sia nella provincia di<br />
Aleppo che nella provincia di Idlib.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual<br />
è la prima cosa da dire nel raccontare la Siria oggi?</p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il primo<br />
pensiero va alle condizioni davvero drammatiche in cui sono ridotti a<br />
vivere i civili. Il secondo pensiero va al progressivo aggravarsi<br />
della situazione sul terreno. Le formazioni islamiste più vicine ad<br />
Al Qaeda infatti, notoriamente lo Stato Islamico in Iraq e nel<br />
Levante (Isil), hanno dichiarato guerra alle forze moderate<br />
dell’Esercito siriano libero nonché alle milizie curde del Pyd, il<br />
ramo siriano del Pkk di Ocalan. Il risultato è un clima di guerra<br />
civile nel nord, dove il regime è soltanto uno dei nemici, uno dei<br />
signori della guerra&#8230; Ovviamente il regime è il principale<br />
beneficiario di questo fronte interno all’opposizione. E infatti ne<br />
sta uscendo rafforzato militarmente, oltre che riabilitato a livello<br />
internazionale per aver rispettato l’accordo voluto dai russi sulla<br />
distruzione delle armi chimiche. L’opposizione invece ha perso ogni<br />
credibilità a livello internazionale, è sempre più divisa e non<br />
riesce di fatto a controllare le forze armate sul terreno. Non solo,<br />
lo stallo internazionale ha di fatto ridotto in minoranza le forze<br />
democratiche dell’Esercito libero, che oggi non sono nemmeno più<br />
in grado di evitare episodi efferati come i massacri settari compiuti<br />
dalle milizie islamiste lo scorso agosto nei villaggi alawiti della<br />
regione costiera, come denunciato da Human Rights Watch.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
che condizioni vivono le persone che sono rimaste nel Paese?
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Aleppo è<br />
una città sottoposta a bombardamenti aerei da più di un anno. Ogni<br />
giorno muoiono civili sotto il fuoco dei cecchini e dell’artiglieria.<br />
E la gente rimasta convive con questa situazione. Si sono abituati<br />
all’idea di poter morire in qualsiasi momento. La morte è<br />
diventato quanto di più banale si possa immaginare. Ciononostante la<br />
vita va avanti, è più forte di tutto, ci si sposa, si fanno figli,<br />
si aprono le scuole… come ho provato a raccontare nei miei diari da<br />
Aleppo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
può parlare, secondo te, di “laicità” in relazione alla<br />
rivoluzione siriana?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sicuramente<br />
l’insurrezione siriana è stata un fenomeno popolare, spontaneo, di<br />
massa, apartitico e areligioso e soprattutto nonviolento, nei primi<br />
sei mesi di manifestazioni, dal marzo all’agosto del 2011. In<br />
piazza c’erano sunniti e cristiani, alawiti e druzi, arabi e curdi…<br />
E le rivendicazioni erano politiche, le parole dette afferivano al<br />
vocabolario della giustizia, della lotta, non ai libri sacri. Con la<br />
guerra ovviamente molte cose sono cambiate. E di quel movimento<br />
civile non restano che le ceneri. Ormai parlano le armi e dicono le<br />
parole dei loro finanziatori, che sono prima di tutto le<br />
petromonarchie del Golfo. Voglio dire che le principali forze<br />
dell’Esercito libero hanno un’agenda islamista, seppure moderata.<br />
Voglio dire che la guerra è sempre più una guerra settaria. Voglio<br />
dire che la presenza di Al Qaeda è ormai fuori controllo e si è<br />
rivolta contro le stesse forze islamiste moderate dell’Esercito<br />
libero.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Puoi<br />
farci un&#8217;analisi della questione migratoria alla luce degli ultimi<br />
naufragi e dell&#8217;arrivo dei profughi siriani in Italia?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qualche<br />
cifra può aiutare a capire. A fronte di una popolazione di 23<br />
milioni di abitanti, si calcola che in Siria siano fuggiti dalle loro<br />
case 7 milioni di persone tra sfollati interni (5milioni) e rifugiati<br />
(2milioni) registrati dalle Nazioni Unite nei campi profughi lungo il<br />
confine nei paesi limitrofi. Da un anno, siriani e palestinesi<br />
siriani hanno iniziato ad imbarcarsi per l’Italia, sulle vecchie<br />
rotte del contrabbando libico ed egiziano. Dal nostro paese poi,<br />
nella maggior parte dei casi, il loro viaggio continua verso i paesi<br />
del nord Europa o in Germania. Da gennaio ne sono arrivati 8.500.<br />
Possono sembrare tanti a chi va dicendo che l’Italia non può farsi<br />
carico dei mali del mondo. Ma in verità, sono poco più dello 0,1%,<br />
uno su mille, rispetto a quei 7 milioni di siriani fuggiti dalle loro<br />
case dall’inizio della guerra. Accoglierli dignitosamente sarebbe<br />
il minimo che l’Europa potrebbe fare, visto lo stallo totale<br />
dell’azione diplomatica dell’UE nel tentare di risolvere la<br />
guerra siriana.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual il<br />
ricordo per te più importante di questa esperienza?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
ricordo più bello, come in ogni viaggio, sono i legami che restano.<br />
Sono i ragazzi del comitato civile di Ashrafiya, ad Aleppo, con i<br />
quali ho viaggiato. Li sento spesso su facebook. E questo dà il<br />
polso del giornalismo ai tempi dei social network, nel senso che<br />
scrivi le storie di amici che poi le leggono in tempo reale su google<br />
translate. È grazie a loro se ho fatto un viaggio in mezzo ai<br />
civili, senza essere embedded con nessuno esercito. Nessuno di loro<br />
era armato, perché credono nella nonviolenza, e hanno mantenuto il<br />
loro spirito critico. Sanno che il paese è andato, sanno di avere<br />
perso. Eppure, con la determinazione che è soltanto dei visionari e<br />
dei folli, hanno deciso di restare. Al rischio di morire per la<br />
propria gente, sapendo che la storia forse già domani li tradirà,<br />
ma che prima o poi la notte avrà fine, e arriverà la luce del<br />
giorno e si scriverà di loro che erano nel giusto.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il caro prezzo pagato dai bambini siriani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[terre di mezzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sempre, purtroppo, accade durante i conflitti sono i bambini a pagarne il prezzo più alto. A due anni dall&#8217;inizio della guerra civile in Siria, sono circa due milioni i minori che ne subiscono&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Bambini-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/Bambini-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="241" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Come<br />
sempre, purtroppo, accade durante i conflitti sono i bambini a<br />
pagarne il prezzo più alto. A due anni dall&#8217;inizio della guerra<br />
civile in Siria, sono circa due milioni i minori che ne subiscono le<br />
conseguenze peggiori. Le due parti in guerra li usano come scudi<br />
umani; malnutrizione e violenze di ogni tipo sono all&#8217;ordine del<br />
giorno.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo è stato rilevato in un rapporto stilato dalla Ong <i>Save<br />
the children </i>nel<br />
quale, i bambini intervistati, hanno raccontato di essere stati<br />
separati dai loro genitori e di aver sperimentato la morte di un<br />
parente o di un amico. Ma c&#8217;è di peggio.</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Justin<br />
Forsytth, responsabile di Save the Children in Libano, riporta la<br />
testimonianza di un minore, tenuto in una cella con altre 150<br />
persone, portato all&#8217;aperto e attaccato ad una ruota per subire la<br />
bruciatura di sigarette sul corpo.</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Libano sono oltre 340 mila i rifugiati siriani e, anche qui, mancano<br />
i campi di accoglienza: si accontentano, quindi, di alloggi di<br />
fortuna (anche se alcune famiglie libanesi li accolgono nelle loro<br />
case) e  chiedono l&#8217;elemosina per le strade del Paese.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sul<br />
sito di Euronews si può leggere la vicenda di Ahmed, padre di cinque<br />
figli, che ha trovato rifugio in una stalla in disuso; oppure quella<br />
di Nadia che, con quattro bambini e un altro in arrivo, si è<br />
sistemata in un palazzo fatiscente; e ancora, la storia di Ines, otto<br />
anni, che, insieme ai suoi fratellini, si è accampata in una tenda a<br />
pochi chilometri fuori dal territorio siriano, ma non ha modo di<br />
proteggersi dalla bassa temperatura o di cibarsi.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;agenzia<br />
ONU per i rifugiati stima che ci sarebbe bisogno di almeno 150<br />
milioni di euro solamente per passare l&#8217;inverno. Ma, ad oggi, non<br />
solo mancano i fondi, ma sono insufficienti gli aiuti umanitari,<br />
l&#8217;assistenza sanitaria e anche psicologica.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
prime vittime di una guerra, come detto, sono le donne e i bambini:<br />
vittime di stupri (lo stupro è usato sistematicamente per punire gli<br />
oppositori del governo), di pugni e di calci; vittime della<br />
brutalità, della fame e della paura. E questi sono traumi che<br />
difficilmente si potranno curare.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
tenerci aggiornati sulla situazione, vi segnaliamo l&#8217;incontro,<br />
organizzato dal Naga, che si terrà a Milano, in Via Zamenhof 7/a,<br />
il 26 marzo, alle ore 20.30. L&#8217;incontro si intitola “Cosa succede<br />
in Siria? Situazione e scenari di un Paese abbandonato alla sua<br />
guerra”: Elena Parasiliti &#8211; direttore Terre di mezzo &#8211; Street<br />
magazine &#8211; intervista Gabriele Del Grande, giornalista di ritorno<br />
dalla Siria. Ingresso libero
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>San Valentino contro la violenza sulle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 07:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ballo]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giorno di San Valentino,&#160; festa dell&#8217;amore e degli innamorati, si è trasformato in una danza planetaria, a cui hanno partecipato uomini e donne che hanno usato il proprio corpo per un inno alla&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Il giorno di San Valentino,&nbsp; festa dell&#8217;amore e degli innamorati, si è trasformato in una danza planetaria, a cui hanno partecipato uomini e donne che hanno usato il proprio corpo per un inno alla vita e per dire BASTA alle violenze contro le donne, BASTA alla violenza fisica e psicologica.&nbsp;<br />
In moltissime piazze, in Italia e nel mondo, è stato organizzato un flash mob gigantesco: chiunque, ovunque si trovasse, si è messo a ballare in pubblico sulle note di <i>Break the chain</i>.<br />
L&#8217;iniziativa, dal titolo <i>One billion rising</i>, Un miliardo insorge, è stata lanciata da Eve Ensler, l&#8217;autrice della celebre pièce teatrale<i> I monologhi della vagina</i> attraverso la quale l&#8217;autrice sta portando avanti, da anni, una battaglia per promuovere la dignità femminile; la Ensler è anche a capo di una Ong, la V-Day, che si batte contro la violenza domestica, gli stupri, le mutilazioni genitali, la schiavitù sessuale, ancora presente, purtroppo, in molte aree del mondo.<br />
In un collegamento telefonico dal Congo con i media di tutto il mondo, il 14 febbraio scorso, Eve Ensler ha raccontato che: &#8221; Il Congo, dove ho trascorso molto tempo, è una realtà devastata da 13 anni di guerra civile in cui sono morte 7 milioni di persone e milioni di donne sono state stuprate, torturate e uccise. Ho visto cosa succederebbe se permettessimo alla violenza di continuare. In Africa ho visto donne fra le più forti del mondo alzare la testa, unirsi e insieme cercare di uscire dalla caverna del patriarcato nella quale sono costrette. Sono capaci di trasformare il dolore in forza&#8230;E la danza, forma di espressività spesso usata dalle donne afrcane, diventa espressione libera del proprio corpo, quindi ribellione&#8221;.<br />
All&#8217;iniziativa hanno aderito oltre 5000 associazioni, innumerevoli Ong e istituzioni e l&#8217;evento&nbsp; verrà replicato perchè la lotta alla violenza non si può esaurire in un giorno soltanto. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito <a href="http://www.onebillionrising.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.onebillionrising.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Django hunchained: l&#8217;orgoglio della libertà, oltre gli stereotipi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 08:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Django unchained]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo negli Stati Uniti del sud e sta per scoppiare la Guerra Civile. Il Dott. King Schultz &#8211; un cacciatore di taglie tedesco &#8211; vuole catturare i fratelli Brittle, consegnarli alla giustizia e incassare&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Django_Unchained_Poster.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Django_Unchained_Poster.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="215" /></a></div>
<p></p>
<div style="text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: left;">
Siamo negli Stati Uniti del sud e sta per scoppiare la Guerra Civile. Il Dott. King Schultz &#8211; un cacciatore di taglie tedesco &#8211; vuole catturare i fratelli Brittle, consegnarli alla giustizia e incassare la ricompensa. Per trovarli, ingaggia lo schiavo Django con la promessa di restituirgli la libertà, una volta compiuta la missione. Django non si tira indietro soprattutto perchè anche lui cerca qualcuno: la moglie Broomhilda, diventata a sua volta schiava di un latifondista.</div>
<div style="text-align: left;">
Tra Django e Schultz &#8211; contro ogni previsione perchè tanto diversi &#8211; si verrà a creare un legame speciale, mentre attraversano l&#8217;America delle piantagioni che non è poi così distante dall&#8217;Occidente di oggi.</div>
<div style="text-align: left;">
Quentin Tarantino riesce a mescolare la fiaba tedesca di Sigfrido e Brumilde con un omaggio al celebre film, <i>Django</i>, di Sergio Corbucci, del 1966. Contamina i generi western, epico, drammatico e &#8211; nel finale &#8211; anche horror&#8230;forse. Ma, soprattutto, riesce &#8211; con intelligenza e la sua solita ironia &#8211; a ribaltare gli stereotipi sugli africani ( e non solo) e a rendere ridicolo, inutile e folle l&#8217;impianto culturale del razzismo anche attraverso una sequenza che fa sorridere. Smonta la superiorità del Ku Klux Klan (e dei bianchi) nei confronti dei neri e dimostra, a modo suo,&nbsp; la gravità della violenza, in ogni epoca e in ogni situazione.</div>
<div style="text-align: left;">
Al di là della polemica sollevata da alcuni, soprattutto dal regista afro-americano Spike Lee che &#8211; senza neanche averlo visto, ha accusato Tarantino di parlare della schiavitù in maniera banale e retorica &#8211; <i>Django</i> <i>unchained</i> restituisce allo spettatore&nbsp; il percorso &#8211; duro e senza sconti &#8211; di un uomo che si riprende la propria libertà e la propria dignità;&nbsp; che riafferma il significato dell&#8217;orgoglio di un&#8217;appartenenza;&nbsp; e che prepara la ricostruzione di un&#8217; identità. Ma tutto questo non appartiene solo a Django, dovrebbe appartenere a tutti, nel rispetto reciproco. </div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/02/django-hunchained-lorgoglio-della/">Django hunchained: l&#8217;orgoglio della libertà, oltre gli stereotipi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ancora combattimenti cruenti in Siria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/06/ancora-combattimenti-cruenti-in-siria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia non si parla mai abbastanza di politica estera oppure lo sguardo è rivolto principalmente all&#8217;area occidentale, come se quello che accade nel resto del mondo ci riguardasse, ma fino a un certo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/06/ancora-combattimenti-cruenti-in-siria/">Ancora combattimenti cruenti in Siria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>In<br />
Italia non si parla mai abbastanza di politica estera oppure lo<br />
sguardo è rivolto principalmente all&#8217;area occidentale, come se<br />
quello che accade nel resto del mondo ci riguardasse, ma fino a un<br />
certo punto. Ma non è così. </p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
situazione in Medio Oriente si fa ogni giorno più complicata, gli<br />
equilibri sono (e diventeranno) sempre più instabili e ci saranno<br />
ripercussioni anche in Occidente, perchè siamo legati, ai Paesi di<br />
quell&#8217;area, da motivi e, in alcuni casi, da accordi economici,<br />
politici, militari.</div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
Siria, ad esempio, non è così lontana dal nostro Paese e<br />
dall&#8217;Unione Europea (che lo scorso anno ha ricevuto il Nobel per la<br />
Pace per il lavoro svolto nella tutela dei diritti umani e per la<br />
campagna contro le guerre),  eppure &#8211; nonostante gli sforzi<br />
internazionali &#8211; da quando il conflitto siriano è incominciato, nel<br />
marzo 2011, le vittime sono state oltre 60mila.</div>
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E&#8217;<br />
notizia di ieri che le violenze non si plachino: l&#8217;artiglieria ha<br />
colpito un quartiere cristiano della capitale, Bab Tuma. A Damasco è<br />
esplosa un&#8217;autobomba anche nel quartiere di Rokn Eddin e altri<br />
combattimenti si sono verificati a nord del Paese, nella zona<br />
dell&#8217;aeroporto di Aleppo.
</div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Osservatorio<br />
siriano per i diritti umani (Ondus), che ha sede a Londra, ha<br />
contato, solo nella giornata di ieri, 57 vittime, di cui 25 civili.
</div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
attende, intanto, il discorso di oggi del Presidente, Bashar al<br />
Assad, il quale &#8211; secondo il quotidiano libanese filosiriano<br />
Al-Akhbar – potrebbe offrire una soluzione al conflitto attraverso<br />
un piano che si snoda in cinque punti, tra cui un “cessate il<br />
fuoco” e l&#8217;ingresso di osservatori internazionali per monitorarlo.<br />
Questa soluzione non gli precluderebbe la possibilità di<br />
ricandidarsi per le elezioni presidenziali, al termine del suo<br />
mandato, nel 2014.</div>
</div>
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