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	<title>iconoclastia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 07:24:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il diritto alla bellezza. Il diritto all&#8217;Arte: dovrebbero essere diritti universali,appartenenti a tutti. Ecco perchè è da leggere il saggio della giornalista Simona Maggiorelli intitolato Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata, Asino d&#8217;oro edizioni.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/12/attacco-allarte-la-bellezza-negata/">Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8968" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="546" height="796" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 546w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata-206x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 206w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
<p>Il diritto alla bellezza. Il diritto all&#8217;Arte: dovrebbero essere diritti universali,appartenenti a tutti.</p>
<p>Ecco perchè è da leggere il saggio della giornalista Simona Maggiorelli intitolato <i>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</i>, Asino d&#8217;oro edizioni.</p>
<p>La ricerca prende l&#8217;avvio dai celebri affreschi rupestri delle grotte di Chauvet e Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna a cui si sono rifatti artisti moderni quali: Picasso, Matisse, Modigliani, Moore, Pollok e altri. Con l&#8217;apporto dello psichiatra Massimo Fagioli l&#8217;autrice cerca il significato profondo di quei tratti e di quelle figure, il legame tra pensiero e linguaggio figurativo, il bisogno e il desiderio di esprimere la realtà. Il Prof. Fagioli, nell&#8217;ultimo capitolo, avanza l&#8217;ipotesi che le donne siano state le prime artiste della Storia, le donne del Paleolitico. Le donne incinte o che avevano appena partorito, mentre l&#8217;uomo era a caccia, restavano nelle caverne, imparando a cuocere la carne, utilizzando il fuoco e, oltre a questo, iniziando a raffigurare ciò che le circonda, forse per caso, semplicemente stando con i loro bambini. C&#8217;è un discorso, alla base di questa teoria, che riguarda la differenza di genere: gli uomini tutelano la sopravvivenza, le donne sono più portate a sviluppare la creatività.</p>
<p>Il secondo capitolo del saggio (dedicato alla memoria dell&#8217;archeologo siriano Khaled al-Assad) si occupa di iconoclastia e, ancora una volta, il punto di vista è molto originale: la Maggiorelli, infatti, sottolinea il fatto che accanirsi contro le opere d&#8217;arte sia un mezzo per procurare lesioni psichiche ad una popolazione, per colpire la società e per annientare la capacità di immaginazione che caratterizza l&#8217;umanità intera. Ma, dopo aver analizzato le motivazioni alla base dell&#8217;iconoclastia islamica (che non sempre fu tale) e dopo aver  spiegato  le motivazioni che inducono gli affiliati dell&#8217;Isis a compiere azioni di devastazione, viene preso in considerazione anche il nostro Passato, il “nostro” in quanto cristiani e occidentali: legittimati dalla conversione di Costantino, nel 313, una volta conquistato il Potere, i Cristiani da perseguitati diventarono feroci persecutori dei pagani. La crisi iconoclasta, poi, si conclude nell&#8217;843 quando viene stabilita l&#8217;ortodossia: icone fisse, immagini ieratiche disincarnate e astratte.</p>
<p>Il corpus del testo riguarda il nostro Paese: il saccheggio del patrimonio artistico in Italia e, secondo i dati e i riferimenti che vengono proposti al lettore, purtroppo, si evidenzia che tutti governi, dal dopoguerra in poi, non hanno tutelato il nostro Bene comune, anzi. Dalle ruberie durante il periodo nazifascista, all&#8217;impegno dei partigiani di recuparare alcune delle opere trafugate e vendute; dall&#8217;articolo 9 della Costituzione che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione” fino alla messa sul mercato proprio del nostro paesaggio, dei nostri monumenti, dei nostri edifici da parte di Craxi, Franceschini, Berlusconi, Renzi&#8230;per un intreccio mefistofelico tra interessi politici ed economici. Da dove ripartire si chiedono gli autori? (Tommaso Montanari ha scritto la prefazione del libro). Dal coraggio civile come quello dei tre dipendenti della biblioteca dei Girolamini di Napoli che hanno denunciato il saccheggio sistematico di opere antichissime.</p>
<p>Il dovere da parte della società civile, quindi, è anche un diritto alla Cultura perchè solo la Cultura e la Bellezza portano all&#8217;evoluzione psichica, emotiva, interiore e, quindi, indirizzano le scelte e i comportamenti umani.</p>
<p>Di seguito il video della presentazione del saggio al Salone del Libro di Torino, edizione 2017</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zcsm4i1Kdss?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Intervista a Kikoko: la pittura e il viaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 05:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kouevi-Akoe Ekoe Kokovi, in arte Kikoko. Nato nel 1978 a Lomè, nel Togo, oggi vive e lavora a Milano. Prima ebanista, scultore e fabbricante di percussioni, diventa pittore dopo aver conosciuto un gruppo di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/Il-pittore-Kikoko.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/Il-pittore-Kikoko.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Kouevi-Akoe<br />
Ekoe Kokovi, in arte Kikoko.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nato nel<br />
1978 a Lomè, nel Togo, oggi vive e lavora a Milano. Prima ebanista,<br />
scultore e fabbricante di percussioni, diventa pittore dopo aver<br />
conosciuto un gruppo di artisti nomadi nel deserto algerino, a<br />
Tamarasset. Le sue opere sono state esposte in Francia, in Germania e<br />
in molte località italiane (Milano, Lodi, Roma, Ravenna).
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
avuto la fortuna di conoscere Kikoko e di parlare un po&#8217; con lui.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vi<br />
regaliamo le sue parole.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Innanzitutto,<br />
ci può raccontare brevemente la sua esperienza personale?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mi sono<br />
ritrovato davanti a una scelta e ho deciso di andare. Ho deciso di<br />
partire dal mio Paese, prima di tutto, perchè volevo cercare me<br />
stesso. La mia famiglia non aveva problemi economici, ho studiato<br />
contabilità, ma sentivo che quella non era la mia strada.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La prima<br />
tappa del mio viaggio è stata l&#8217;Algeria, Tamarasset (tra Algeria e<br />
Niger), un luogo nel deserto in cui ho trovato carovane di artisti<br />
che hanno formato lì un piccolo villaggio dove creano e vendono le<br />
loro opere. Ho conosciuto così l&#8217;arte pittorica. Mi hanno accolto e<br />
ospitato per tre, quattro mesi; ho vissuto con loro, ho adottato le<br />
loro abitudini, ma per me,all&#8217;inizio, non è stato facile  perchè<br />
venivo da un altro posto, anche da un altro clima. Quando ho finito i<br />
soldi, da lì mi sono spostato nel Benin &#8211; dove ho allestito la mia<br />
prima mostra – per poi tornare in Togo. In Togo, però, non ho<br />
trovato un&#8217;accoglienza positiva perchè la mia scelta di fare come<br />
mestiere l&#8217;artista, non era capita. Il livello culturale era molto<br />
basso. Mio padre era un collezionista, ma mia madre mi diceva: “Con<br />
questo lavoro non si mangia”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><br /></i>
</div>
<p><i><br />
</i></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Nel 1992<br />
è arrivato in Francia. Il suo bagaglio artistico e culturale lo ha<br />
acquisito in Europa o in Africa?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un po&#8217;<br />
qui e un po&#8217; in Africa perchè , per un periodo, andavo e tornavo in<br />
continuazione. Ogni volta, però, che tornavo indietro dovevo<br />
ricominciare dall&#8217;inizio, ma ho continuato ad imparare, a studiare.<br />
In Africa avevo la mia casa e più tempo a disposizione per cui<br />
potevo dedicarmi a quella che ho scelto come la mia professione. Ho<br />
imparato tanto soprattutto guardando le altre persone, gli altri<br />
artisti. Guardare uno che prende una tela e butta giù il colore: già<br />
quella è una partenza. E io ripetevo i gesti, ascoltavo le parole.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Com&#8217;è<br />
stata la sua prima esperienza in Europa?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La prima<br />
volta dovevo rimanere a Marsiglia per un mese, ma ci sono rimasto per<br />
sei mesi come irregolare e, quindi, dovevo nascondermi.  Se manca il<br />
permesso di soggiorno, il migrante non esiste, sa di non esistere ed<br />
è capace di tutto: è capace anche di prendere l&#8217;identità di un<br />
altro perchè non c&#8217;è alternativa. Si è costretti a mentire, a<br />
perdere tutto, a negare le proprie radici: il nome, i figli, la<br />
famiglia d&#8217;origine, etc. per poi nascondersi anche dietro a un Paese<br />
diverso dal proprio, falso e dietro a una falsa identità.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><br /></i>
</div>
<p><i><br />
</i></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Che<br />
situazione ha trovato quando è arrivato in Italia?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
arrivato nel 2006 e sono ancora dentro a una situazione difficile.<br />
Chi mi ha conosciuto quando sono arrivato e mi vede oggi può dire:<br />
“Questo qua ha fatto un miracolo”. Ancora oggi, qui, sento<br />
diffidenza, se non paura dello straniero. Ho fatto realmente fatica<br />
ad entrare nella vita reale italiana. Ad esempio, quando sono qui,<br />
nel mio studio, le persone che passano guardano dalla vetrina, vedono<br />
un uomo di colore e non entrano. Non voglio chiamarlo razzismo, ma<br />
ignoranza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><br /></i>
</div>
<p><i><br />
</i></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Che<br />
tecniche usa per realizzare le sue opere?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Gli<br />
artisti che ho incontrato nel deserto algerino erano scappati dai<br />
loro Paesi per motivi politici e religiosi perchè, nei loro dipinti,<br />
avevano inserito figure umane (o di altri esseri viventi) non<br />
accettate dall&#8217;iconoclastia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Comunque,<br />
ancora oggi, i loro quadri sono caratterizzati da pennellate lunghe e<br />
colori delicati: vengono lasciati ad asciugare al sole e al vento, ma<br />
il vento porta la sabbia sulle tele. Il dipinto diventa, così,<br />
materico e porta in sé la traccia del luogo in cui è stato<br />
realizzato.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche<br />
per me questa tecnica è diventata fondamentale. Applico sui miei<br />
quadri materiali diversi: legno, stoffa, carta. La mia, infatti, è<br />
una tecnica mista.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i><br /></i>
</div>
<p><i><br />
</i></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Quali<br />
sono i temi ricorrenti nella sua Arte?</i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il tema<br />
del viaggio è fondamentale. Molti artisti escono dal loro ambito<br />
reale, da uno schema predefinito e vanno a indagare con la<br />
mente&#8230;arrivando anche sulla luna!</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche a<br />
me piace viaggiare, soprattutto metaforicamente. Nei miei quadri ci<br />
sono figure reali che diventano simboliche; oppure inserisco proverbi<br />
o modi di dire che appartengono alla mia cultura, ma &#8211; a seconda<br />
dell&#8217;interpretazione che ne dà lo spettatore &#8211; possono cambiare<br />
significato. L&#8217;importante è pensare, leggere o scrivere con<br />
l&#8217;immagine.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-kikoko2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/05/intervista-kikoko-la-pittura-e-i/">Intervista a Kikoko: la pittura e il viaggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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