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	<title>illegale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ennesimo sgombero illegale per i rom</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 06:36:32 +0000</pubDate>
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<p><strong>Associazione 21 luglio denuncia: «Nell’insediamento del Foro Italico ennesimo sgombero agostano promosso in piena illegalità»</strong></p>



<p><br>  ROMA 5 AGOSTO. «In accordo con il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale – che ha già predisposto un presidio dell’intera area con turni di vigilanza h24 dal 10 luglio u.s. – <strong>l’area verrà definitivamente liberata da persone in data 11 agosto p.v.</strong>». È quanto riportato da <strong>Marco Cardilli</strong>, vice capo del Gabinetto della sindaca Virginia Raggi, in una breve nota del 23 luglio 2020. L’area in questione <strong>è l’insediamento di via del Foro Italico</strong> dove, fino a metà giugno vivevano <strong>129 persone</strong>, tra cui <strong>numerosi minori</strong>.<br>Secondo Associazione 21 luglio tale azione di sgombero si configura a tutti gli effetti come un’azione collocata <strong>al di fuori della legislazione nazionale</strong> e senza tenere in alcun modo conto di quanto disposto <strong>dai diversi Comitati delle Nazioni Unite </strong>in materia di sgomberi forzati.</p>



<p>L’insediamento del Foro Italico</p>



<p><br>Nel 1991, nell’area dove era stato realizzato un parcheggio di scambio in occasione dei Mondiali del 1990, viene collocata una comunità serba sgomberata dal vicino insediamento di Monte Antenne. Si tratta di circa 150 persone di cui la metà minori. Negli anni che seguono<strong> lo spazio viene riconosciuto come un vero e proprio insediamento formale</strong>: alle persone vengono assegnate <strong>regolari residenze anagrafiche</strong>, viene creato <strong>un impianto idrico</strong> con la predisposizione di fontanelle, viene realizzato <strong>un impianto elettrico</strong>, vengono collocati <strong>8 bagni chimici</strong>. Dalla fine degli anni Novanta i bambini dell’insediamento rientrano nel <strong>Progetto Scolarizzazione</strong> realizzato dall’Ufficio Scolarizzazione Rom del Comune di Roma.<br>A partire dal 2005 alcune famiglie lasciano l’insediamento avendo reperito in autonomia alcune soluzioni alloggiative e il loro posto viene preso da famiglie rumene. Nel giugno 2020 risultano presenti 129 persone, per metà serbe e per metà rumene. I minori regolarmente iscritti alla scuola pubblica nell’anno scolastico 2019-2020 sono 16: <strong>1 alla scuola materna, 7 alla scuola primaria, 8 alla scuola secondaria di primo grado.</strong></p>



<p>Il servizio de “Le Iene” e la nota del vice capo Gabinetto</p>



<p><br>Il 2 giugno 2020 viene lanciato il servizio de “Le Iene” dal titolo <strong>“Degrado Capitale: il campo rom e il business dei rifiuti tossici”</strong> dove l’insediamento di via del Foro Italico viene presentato come «un campo rom “tollerato”, nel cuore di Roma e di una riserva naturale, dove sarebbe attivo un business di smaltimento di rifiuti tossici». Il servizio, dalla forte impronta sensazionalistica, presenta la discarica abusiva presente in prossimità dell’insediamento, lungo le rive del Tevere.<br>Viene intervistata anche la sindaca <strong>Virginia Raggi</strong> che dichiara: «<strong>Andremo a verificare</strong>, <strong>grazie per la segnalazione</strong>. <strong>Se ci mandi le immagini interveniamo a breve</strong>».<br>Effettivamente il mese successivo segue la nota del vice capo del gabinetto della sindaca: bonifica immediata e liberazione dell’area entro l’11 agosto perché, nel corso del sopralluogo effettuato dopo il servizio televisivo, «è emersa la presenza di numerosi manufatti abusivi e <strong>la correlata necessità di liberare da persone</strong> le aree che saranno interessate dalla rimozione dei rifiuti e materiale di risulta anche per evitare pericolo durante le attività dei mezzi di manovra».<br>Dal 10 luglio è stato quindi predisposto alle porte dell’insediamento un servizio di controllo da parte della Polizia Locale h24 e numerose famiglie si sono momentaneamente trasferite in altre aree della città in attesa di comprendere le decisioni assunte dalle autorità capitoline. Attualmente nell’insediamento sono rimaste <strong>una trentina di persone, tra cui anziani, persone malate, donne incinte, bambini</strong> .</p>



<p>Lo sgombero illegale</p>



<p><br>«Sorprende – sostiene associazione 21 luglio – come il Comune di Roma si sia accorto, nel campo rom di Tor di Quinto, della «presenza di numerosi manufatti abusivi». Si sta infatti parlando delle abitazioni che insistono su un insediamento voluto e mantenuto dalle diverse Amministrazione Comunali che hanno anche riconosciuto una residenza anagrafica alle persone presenti». In una lettera inviata nei giorni scorsi dall’Associazione al Comune di Roma viene fatto notare come l’art.17 bis del Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34, convertito con modificazioni in L. n.77/2020 (e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.180 del 18 luglio 2020) <strong>stabilisce la proroga della sospensione dell’esecuzione degli sgomberi sul territorio nazionale sino al 31 dicembre 2020</strong>.</p>



<p>Nella missiva Associazione 21 luglio chiede pertanto di&nbsp;<strong>modificare i termini previsti per l’attività di sgombero e di avviare una genuina interlocuzione con le famiglie residenti</strong>&nbsp;al fine di individuare, nel rispetto di quanto stabilito dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, le possibili alternative alloggiative.</p>



<p>«<strong>Nessuna notifica è stata consegnata alle famiglie, nessuna interlocuzione intercorsa, nessuna proposta alternativa offerta</strong>&nbsp;– afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio. Uno sgombero organizzato in simili condizioni sarebbe configurabile come un atto di illegalità istituzionale. Siamo ad agosto e, come spesso accade in questa città,&nbsp;<strong>qualcuno ne approfitta per mandare in vacanza anche i diritti umani</strong>».</p>



<p>Foto e video di Daniele Napolitano&nbsp;<br>IL VIDEO A QUESTO LINK &#8212;&#8211;&gt;&nbsp;<a href="https://bit.ly/30uBBch?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/30uBBch?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Intervento del consigliere Basilio Rizzo (Milano in Comune) a seguito dell’informativa dell’assessore Rozza sui fatti accaduti alla Stazione Centrale lo scorso 2 maggio 2017</title>
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		<pubDate>Sat, 13 May 2017 07:11:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><u><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/131507574-93e9ed22-98ff-42c1-b25e-f72778bca720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8699" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/131507574-93e9ed22-98ff-42c1-b25e-f72778bca720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="990" height="658" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/131507574-93e9ed22-98ff-42c1-b25e-f72778bca720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/131507574-93e9ed22-98ff-42c1-b25e-f72778bca720-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/131507574-93e9ed22-98ff-42c1-b25e-f72778bca720-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></a></u></strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p>Condivido lo slogan che è stato scelto da decine di associazioni e dice “nessuna persona è illegale”.</p>
<p>Il blitz del 2 maggio è stato contro delle persone non contro l’illegalità; e penso che non si possa solo dire “non lo faremo più”, “guardiamo avanti” per essere credibili.</p>
<p>Bisogna segnare una distanza netta, come si dice senza se e senza ma, da quella logica e da quella politica.</p>
<p>È stata un’iniziativa contro le persone e contro la povertà, vedi la distruzione delle povere cose che erano sul terreno e che sono state spazzate via. Non si dica che era un’azione per la sicurezza. Il diritto a vivere serenamente, che è il mio concetto di sicurezza e che non lascerò a nessuno, ha bisogno di interventi sociali, di investimenti nelle periferie, di azioni per la dignità delle persone e contro le diseguaglianze, non di blitz.</p>
<p>Il blitz è stato in realtà un’azione preventiva contro la manifestazione del 20 prossimo venturo ma ha avuto l’effetto opposto: ne aumenta il rilievo e quindi moltiplica le ragioni per esserci.</p>
<p>Le ragioni della partecipazione convinta delle associazioni, delle realtà politiche e sociali sono nel documento che mi sono permesso di distribuire subito dopo il blitz del 2 di maggio, e anche nell’iniziativa di ieri e che per ragioni di tempo non riporto.</p>
<p>Penso invece sia giusto che io riporti cosa in quel documento questa serie di associazioni molto ampie e molto vaste chiede all’Amministrazione comunale:</p>
<p>*adesione totale al sistema SPRAR di accoglienza dei richiedenti asilo con l’assorbimento integrale dei posti oggi disponibili nei CAS;</p>
<p>*dichiarazione pubblica di disponibilità a svolgere le incombenze relative ai rinnovi dei permessi di soggiorno presso gli uffici dell’Amministrazione comunale. E’ anche un segnale importante, una cosa è andare dalle forze di polizia, una cosa è andare dal Comune, sentirsi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8700" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="520" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/migranti-alla-stazione-centrale-a-milano-5-677947-768x499.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>E poi:</p>
<p>*riconoscimento della residenza delle persone aventi dimora abituale nel territorio comunale, siano essi migranti o non migranti, ma che sono in difficoltà socio – economiche e quindi non trovano un alloggio stabile;</p>
<p>*nuovi investimenti nei servizi per l’inclusione sociale, per la salute per l’intera cittadinanza a partire dalla garanzia di accesso universale ai servizi per l’infanzia, indispensabili per la partecipazione alla vita sociale delle donne migranti o italiane autoctone.</p>
<p>Non tacerò anche l’ultima delle richieste che riguarda la legge Minniti. Sappiamo che le istituzioni non possono disapplicare una legge ma possono decidere di non avvalersi di alcune facoltà che sono contenute in quella legge se sono in palese conflitto con i diritti previsti dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Spero che il nostro Sindaco che meritoriamente, sarebbe ingiusto non segnalarlo, e lo faccio molto volentieri, ha preso le distanze dal blitz, vorrà esaminare seriamente le proposte che ho esposto, che saranno alla base della partecipazione del corteo importante di sabato prossimo, che non sono solo mie ma di una parte della città che sta concretamente operando, si pensi a tutte le iniziative delle associazioni a sostegno dei migranti e della giustizia sociale della nostra città, perché l’immagine di Milano sia quella dei diritti e dell’accoglienza.</p>
<p>Questo è quello che io penso si debba dire, che si debba fare e spero che la nostra città lo faccia. Mi auguro che molti di noi siano alla manifestazione del 20, di sabato prossimo, lo siano con i propri contenuti.</p>
<p>Possiamo avere delle opinioni diverse ma tutti insieme dobbiamo operare perché questa è la faccia e l’immagine della nostra città.</p>
<p>L’immagine della nostra città non è quella degli elicotteri, dei blitz; alcuni hanno usato delle parole forti ma io penso che sia giusto usare delle parole forti perché forte voleva essere il messaggio. E’ stato un errore clamoroso che si ritorcerà contro chi pensa che i problemi della città si risolvono in quel modo e non invece andando avanti incontro ai diritti e alla socialità e al considerare davvero le persone, che in quanto persone, non possono essere illegali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nessuna persona è illegale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 09:47:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ovviamente aderisce anche Associazione per i Diritti Umani ! &#160; &#160; 9 maggio, ore 18, piazza Scala – Milano: assemblea cittadina pubblica verso e oltre il 20 maggio tratto da http://naga.it La rete “Nessuna persona&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente aderisce anche <em><strong>Associazione per i Diritti Umani</strong></em> !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8660" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="303" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303-300x126.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">9 maggio, ore 18, piazza Scala – Milano: assemblea cittadina pubblica verso e oltre il 20 maggio</p>
<p dir="ltr">tratto da <a href="http://naga.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://naga.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1494323169037000&amp;usg=AFQjCNEPeUz1bqEwkuTaqTnB1ysiYM3UMA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><b><span style="color: #1155cc;">http://naga.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></b></a></p>
<p dir="ltr">La rete “Nessuna persona è illegale” è oggi composta da numerosi soggetti di diverso tipo, quali associazioni, spazi sociali, comitati, collettivi, partiti politici; se la nostra proposta è giovane, da anni le nostre storie s’intrecciano nel segno dell’antirazzismo e della solidarietà attiva tra cittadine e cittadini indipendentemente dalla provenienza.</p>
<p dir="ltr">La proposta della manifestazione “20 maggio senza muri” da parte del Comune di Milano è stata un’ottima occasione per confrontarci apertamente; ne è scaturita la volontà di utilizzare la manifestazione come un’opportunità per far emergere una proposta alternativa, nata dalla nostra prassi e dalle nostre riflessioni pluriennali, che oggi infine convergono e si depositano in una piattaforma comune che proponiamo all’attenzione della cittadinanza.</p>
<p dir="ltr">Per decenni le politiche sulle migrazioni si sono basate sull’assunto implicito e mai dimostrato che “accogliere” fosse un costo, e che pertanto fosse necessario contenere in qualche modo le migrazioni, con accese dispute solo sul numero di migranti da “ammettere”; abbiamo così assistito a un dibattito monopolizzato dal confronto tra le velleità xenofobe e razziste delle destre da una parte, e dall’altra le politiche di restrizione dei flussi migratori e controllo militarizzato delle persone, insistentemente presentate all’opinione pubblica come “politiche di accoglienza”.</p>
<p dir="ltr">È giunto invece il momento di considerare l’arrivo di queste nuove e nuovi cittadini non come un costo o un pericolo, ma come una grande opportunità per la società europea in crisi; occorre valorizzare le energie, la creatività e le legittime aspirazioni delle persone migranti anziché reprimerle e umiliarle: questo il pensiero che guida il nostro progetto.</p>
<p dir="ltr">Il razzismo non si supera con i discorsi, ma praticando solidarietà, e per questa via creando relazioni, conoscenza, incontro: non si tratta di una bella affermazione un po’ idealista, ma di una realtà sperimentata nelle nostre attività quotidiane di volontariato e di mutuo soccorso.</p>
<p dir="ltr">Non riconosciamo la distinzione tra autoctoni e immigrati, tra regolari e irregolari, tra rifugiati e migranti economici, perché i problemi degli uni e degli altri non sono diversi e contrapposti ma collegati: i temi del lavoro, del reddito, della precarietà, dell’istruzione e formazione professionale, della casa, della salute, accomunano tutte e tutti, e non ammettono che soluzioni condivise.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo l’ambizione di dar vita su queste basi a un movimento che vada ben oltre il 20 maggio e che si allarghi a tutti i soggetti che si riconosceranno in questa prospettiva, e perciò non riteniamo dirimente la questione dell’adesione e della partecipazione alla manifestazione.</p>
<p dir="ltr">Consapevoli che non può esistere una vera piattaforma antirazzista se non su queste basi, consideriamo la nostra iniziativa come distinta e autonoma ma non ostile rispetto all’appello ufficiale, e pertanto ci rivolgiamo sia a chi vi ha aderito, sia a chi – come la grande maggioranza dei soggetti che compongono la rete – parteciperà senza aderire, sia a chi sceglierà di non partecipare: non è su una sola giornata che si costruiscono alleanze e progetti di ampio respiro.</p>
<p dir="ltr">Quel giorno saremo presenti, e siamo sicuri che il nostro messaggio, riassunto inequivocabilmente nello slogan “Nessuna persona è illegale” dilagherà coinvolgendo tutte e tutti: saremo noi a darle significato, perché rappresentiamo la sola vera possibilità di cambiamento.</p>
<p dir="ltr">Accomunati dalla scelta di agire nella realtà e non solo a livello di dibattito filosofico e culturale, non ci limitiamo ad additare una direzione, ma indichiamo come passi concreti alcune proposte ineludibili e possibili agli organi dell’Unione Europea, al Parlamento e al Governo Italiani, al Comune di Milano e in potenza a tutte le amministrazioni locali: consapevoli della complessità dei livelli istituzionali, vogliamo infatti richiamare ciascun soggetto alle proprie responsabilità.</p>
<p dir="ltr">Nelle prossime settimane saremo presenti con numerose iniziative sia come rete sia come singole realtà che ne fanno parte per creare confronto e dibattito, a partire dalla grande assemblea pubblica che si svolgerà martedì prossimo 9 maggio in piazza della Scala; siamo aperti a nuove esperienze e a nuovi contributi: venite a conoscerci, portate le vostre idee, partecipate a questa sfida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contro la retorica razzista e xenofoba, che ripropone la logica della ricerca del capro espiatorio addossando ai migranti la responsabilità della crisi;</p>
<p>Contro chi insegue la destra proponendo normative e pratiche che generano sfruttamento ed esclusione sociale;</p>
<p>Noi rifiutiamo la distinzione tra migranti “regolari” e “irregolari”, che  produce la paura del “clandestino” e con essa diffonde il razzismo, per affermare con forza che NESSUNA PERSONA È ILLEGALE.</p>
<p>Contrastiamo il razzismo costruendo mutuo soccorso e spazi di conoscenza reciproca; nativi e migranti, combattiamo insieme per i diritti di tutte e di tutti, nella consapevolezza di avere lo stesso futuro; da questo incontro nascono le proposte concrete che presto presenteremo pubblicamente in modo articolato:</p>
<p>*NO AI DECRETI MINNITI-ORLANDO</p>
<p>*NO AI PATTI SEMI-SEGRETI CON DITTATORI E GOVERNI FANTASMA</p>
<p>*RIFORMA RADICALE DELLA POLITICA EUROPEA E ITALIANA SULL’IMMIGRAZIONE</p>
<p>*SOSTENERE L’INCLUSIONE SOCIALE A PARTIRE DALLE ISTITUZIONI LOCALI</p>
<p>*DOCUMENTI PER TUTTE E TUTTI!!</p>
<p><strong><a href="https://www.pressenza.com/it/2017/05/nessuna-persona-illegale-presentata-milano-piattaforma-proposte/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Qui</a> si può scaricare la sintesi della piattaforma</strong></p>
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		<title>Un centro di accoglienza straordinario (CAS) per la prima volta aperto alla cittadinanza, a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 06:52:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta a Milano e in Italia, un CAS (centro di accoglienza straordinario) si è aperto alla cittadinanza in un clima di gioiosa convivialità, con sport, mostre, musica, danze, laboratori, racconti di vite e di viaggi drammatici, e ieri la partecipazione massiccia dei migranti alla Stramilano.</p>
<p>Una grande assemblea pubblica, volutamente svolta all&#8217;aperto, nei giardini di fronte alla ex caserma, in cui le voci degli uomini e delle donne della Montello sono state grandi protagoniste.</p>
<p>Un evento di un&#8217;eccezionalità storica e che deve perdere l&#8217;eccezionalità per diventare la norma, e non solo a Milano.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-862.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8397" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-862.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="424" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-862.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-862-300x199.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NESSUNA PERSONA È ILLEGALE  SI PUÒ FARE</p>
<p>Abbiamo abbattuto il muro della paura nella due giorni &#8220;Libera Montello &#8211; Nessuno è illegale&#8221; che per la prima volta in Italia ha aperto alla cittadinanza un centro di accoglienza straordinario.</p>
<p>Sono stati infatti migliaia le persone che hanno varcato i cancelli della ex caserma Montello. Un percorso nato dal quartiere in maniera determinata ha reso i migranti protagonisti nella costruzione della due giorni. Insieme al Comitato zona 8 solidale hanno urlato “Nessuno è illegale”. Dalla partecipazione delle scuole all&#8217;assemblea, dal torneo di calcio alla presenza dei migranti che si sono raccontati al quartiere, alla StraMilano, sono stati due giorni di portata storica e di grande gioia. Si può fare, si può replicare questa esperienza su tutto il territorio italiano.</p>
<p>Lo chiedono innanzitutto i cittadini e le cittadine della zona. Lo chiedono gli uomini e le donne migranti che, dai diversi centri, durante l&#8217;assemblea di sabato hanno preso parola. “United we can all”, uniti si può costringere ad aprire gli occhi una politica cieca e sorda che ai fenomeni migratori risponde solo con inefficaci provvedimenti securitari, che amplificano le paure, per affermare un diverso modello di accoglienza.</p>
<p>È solo l&#8217;inizio. Vogliamo una società senza muri e confini dove tutti e tutte abbiano il diritto incondizionato di vivere dove e come vogliono. Nessuna persona è illegale. Si può fare.</p>
<p>Zona8Solidale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-863.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8398" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-863.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="530" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-863.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-863-300x199.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-863-768x509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
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		<title>La Giunta Raggi e i rom: 12 milioni di euro per un nuovo “sistema campi”?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 06:43:03 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/10/19/la-giunta-raggi-e-i-rom-12-milioni-di-euro-per-un-nuovo-sistema-campi/">La Giunta Raggi e i rom: 12 milioni di euro per un nuovo “sistema campi”?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><b> </b></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
<div>
<p>Preoccupazione di Associazione 21 luglio: «Dopo che nel 2015 erano state azzerate le risorse per la gestione dei campi rom, con la nuova Amministrazione si sta riattivando <b>un flusso economico di 12 milioni di euro</b>. Si sta riformando l’humus nel quale è cresciuto il “sistema campi” di <b>Mafia Capitale</b>».</p>
<p>I primi 100 giorni costituiscono per ogni Amministrazione Comunale un’occasione per tracciare un bilancio sull’eredità raccolta e per delineare linee programmatiche secondo macro obiettivi chiari e definiti. Associazione 21 luglio, nel rileggere i primi 100 giorni della Giunta Raggi e le politiche espresse in relazione alle baraccopoli presenti nella Capitale, <b>manifesta delusione</b> e una <b>profonda preoccupazione</b> per il rischio che, in presenza di linee politiche poco chiare e di azioni contraddittorie, <b>possa ricrearsi l’humus in cui è nato e si è consolidato il “sistema campi” </b>venuto alla luce nell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”.</p>
<p>Le premesse non erano state incoraggianti. La campagna elettorale che ha preceduto l’elezione del sindaco di Roma è stata caratterizzata dall’obiettivo quasi comune a tutti i candidati di “<b>superare le baraccopoli</b>”, accompagnato tuttavia dall’assenza di tempi certi e di azioni definite.</p>
<p>Dopo le elezioni, il 21 luglio 2016 la Giunta Capitolina ha approvato le “<b>Linee programmatiche 2016-2020 per il Governo di Roma Capitale</b>”. In due occasioni si parla del “superamento dei campi” e in entrambi i casi, in assenza di un piano strategico definito, <b>gli obiettivi vengono confusi con le azioni e gli strumenti</b>. In assenza di linee politiche chiare, nei primi 100 giorni della Giunta Raggi si è assistito a una serie di azioni che destano preoccupazione.</p>
<p>L’8 luglio 2016, attraverso il sito ufficiale, il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ha indetto una “<b>Gara per il reperimento di un’area attrezzata</b>” per soli rom. Il concorrente – si legge nel bando – dovrà mettere a disposizione «un’area attrezzata per l’accoglienza e soggiorno temporaneo di 120 nuclei familiari di cui 109 attualmente ospiti presso il Villaggio River», per un appalto che avrà come importo complessivo posto a base di gara di <b>1.549.484 euro</b> e che avrà decorrenza dal 1° ottobre 2016 per terminare il 31 dicembre 2017. Il 9 agosto l’Assemblea Capitolina ha bocciato una mozione nella quale veniva chiesto il ritiro del bando.</p>
<p>Il 25 agosto si è svolto presso il Dipartimento Politiche Sociali il primo incontro ufficiale sulla “questione rom” preparatorio al <i>Tavolo per l’inclusione dei rom</i> convocato dall’assessore Laura Baldasarre. Dopo anni di assenza, tra gli invitati sono riapparsi alcuni <b>sedicenti “rappresentanti rom”</b>: autoproclamatisi tali o nominati nella passata amministrazione a guida Alemanno al fine di ridurre a mera formalità l’effettiva partecipazione dei rom alle decisioni che influiscono sul loro futuro. Gli stessi, al termine dell’incontro, sono stati invitati a redigere rapporti sulle condizioni strutturali degli insediamenti, con il rischio che nuovamente potranno assurgere al ruolo di filtro e proteggere gli interessi di pochi a discapito delle istanze di quei nuclei famigliari maggiormente vulnerabili che ancora attendono di riuscire a far sentire la propria voce.</p>
<p>Il 20 settembre si è proceduto all’apertura delle offerte relative alla <b>Gara per la gestione di 6 baraccopoli istituzionali</b>, denominati “villaggi” per un importo lordo superiore ai <b>6 milioni di euro</b>. Il servizio prevede la riproposizione delle medesime mansioni svolte negli insediamenti fino al 2014 inasprendo le regole sicuritarie già stabilite nel periodo della “Emergenza Nomadi” e <b>dichiarate incostituzionali dal TAR del Lazio nel 2009</b>.</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la legittimazione operata nei confronti dei sedicenti rappresentanti rom e la contestuale <b>riproposizione di bandi milionari</b> – nei quali le voci di spesa destinate all’inclusione sono minime e non è possibile rintracciare indicatori concreti in linea con il dichiarato obiettivo di superare le baraccopoli &#8211; rappresentano fatti estremamente gravi volti a ricreare le condizioni per il ricostituirsi del “sistema campi”. «<i>Come mosche sul miele </i>– denuncia il presidente Carlo Stasolla – <i>alcune organizzazioni che fino al 2014 operavano attorno alla fiorente economia del sociale che si muoveva attorno ai “campi”, alcune delle quali hanno visto i loro presidenti indagati o arrestati, potranno rientrare dalla finestra, dopo che le vicende successive a “Mafia Capitale” le avevano fatte uscire dalla porta</i>».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la Giunta Raggi non sembra avere consapevolezza dell’urgenza di adempiere anzitutto agli <b>obblighi istituzionali</b> derivanti da una <b>sentenza del Tribunale Civile di Roma</b>, da una <b>delibera di iniziativa popolare</b> sottoscritta da<b> 6.000 cittadini romani</b> e da una <b>delibera della Giunta Capitolina</b> che impegna 4,4 milioni di euro di fondi europei per la chiusura degli insediamenti e l’inclusione abitativa delle comunità rom a Roma.</p>
<p>La prima risale al 30 maggio 2015 quando un giudice del Tribunale Civile di Roma, in riferimento alla baraccopoli istituzionale La Barbuta, ha riconosciuto «<i>il carattere discriminatorio che si concretizza nell’assegnazione degli alloggi</i>» ordinando al Comune di Roma «<i>la cessazione della suddetta condotta nel suo complesso e la rimozione dei relativi effetti</i>». A tale Ordinanza <b>non è seguita alcuna azione da parte dell’attuale Amministrazione</b> che quindi non sta dando seguito alla decisione del giudice.</p>
<p>La seconda risale allo scorso anno, quando nove organizzazioni hanno depositato in Campidoglio più di 6.000 firme per chiedere il superamento progressivo e la chiusura degli insediamenti formali per rom presenti nella città di Roma in attuazione della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom. La delibera di iniziativa popolare dovrebbe essere discussa dall’Assemblea Capitolina, così come richiede lo Statuto Comunale, <b>ma ad oggi non è stato nemmeno avviato l’iter</b>.</p>
<p>La terza è del 28 ottobre 2015 quando la Giunta Capitolina ha deliberato, nella Deliberazione n. 350, la partecipazione di Roma Capitale al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane adottato dalla Commissione Europea. Il Programma prevede una specifica azione di inclusione abitativa, scolastica e occupazionale volta ad agevolare la fuoriuscita dei rom dalle baraccopoli istituzionali attraverso lo stanziamento di 4,4 milioni di euro. Ad oggi si segnala <b>una amnesia istituzionale e nessuna azione è stata intrapresa dalla Giunta Raggi</b> <b>al fine di darne concreta attuazione</b> con il rischio che il denaro venga a breve riallocato in altre voci di spesa.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per l’inadempienza, da parte del Comuna di Roma, della sentenza del Tribunale Civile, così come ritiene che la mancata discussione della Delibera rappresenti un grave deficit di ascolto della volontà popolare. <b>A fronte di 7,6 milioni di euro di fondi comunali previsti per il mantenimento del “sistema campi”, si denuncia il mancato utilizzo di 4,4 milioni di fondi europei previsti per il superamento degli insediamenti. In gioco ci sono 12 milioni di euro</b> che l’Amministrazione Comunale potrebbe utilizzare da subito per ottemperare alle promesse fatte in campagna elettorale.</p>
<p>«<i>In piena campagna elettorale</i> – conclude il presidente Carlo Stasolla – <i>Virginia Raggi parlò di superamento dei campi. Le idee e le risorse non mancano e con 12 milioni di euro il problema potrebbe essere aggredito alla radice. Chi ha interesse a che ciò non avvenga? Ci sembra invece di assistere a un film già visto fatto di azioni confuse e contraddittorie, di proclami e di bandi milionari. <b>In tale contesto risulta elevato il rischio di veder riaffiorare i nomi di quanti nel passato hanno lucrato illegalmente attorno alla “questione rom”</b></i>».</p>
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		<title>Perù: le multinazionali e l&#8217;espropriazione dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 06:58:16 +0000</pubDate>
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<td width="643">Nella provincia di Celendin, a 77 chilometri da Cajamarca, a nord del Perù, la libertà di movimento è stata ridotta ai minimi termini, da quando la multinazionale Yanacocha, di proprietà della Newmont Corporation, ha acquistato i terreni della zona per ampliare la miniera d’oro omonima e sviluppare il progetto estrattivo Conga. Ha comprato anche la strada pubblica che conduce a casa di Máxima e alla comunità di Santa Rosa, dove vivono circa 200 famiglie. Yanacocha possiede tutto, tranne una terra. Da 24 anni, Máxima Acuña Chaupe, 44 anni e meno di un metro e cinquanta di altezza, vive a Tragadero Grande, nei suoi 24,8 ettari farciti d’oro, e non intende andarsene. Mentre le sue mani laboriose scorrono tra il coltello e la buccia delle patate che affetta fini per il minestrone, inizia a raccontare e le parole si mischiano allo scroscio della pioggia che si abbatte sul tetto di lamiera. Ricorda il 9 agosto del 2011, quando Yanacocha, con le ruspe e il consenso della polizia, ha tentato di sgomberarla per conquistarsi a forza il pezzo mancante al suo piano. Eppure Máxima ha ottenuto legittimamente il suo campo nel 1994. Così dicono i documenti. Nelle zone alto-andine le terre sono proprietà delle comunità che le danno in concessione ai contadini. Si può vendere unicamente se i 2/3 della collettività firmano il consenso, insieme a chi detiene il possesso della singola parcella. Nel 1996 Yanacocha ha comprato centinaia di ettari direttamente dalla comunità di Sorochuco, tra cui, a suo dire, anche il terreno di Máxima. Lei però non è stata interpellata e, ignara della compravendita, non solo ha rischiato di essere cacciata a forza, ma è stata denunciata per aver invaso illegalmente il suo stesso terreno. Dopo quasi 4 anni di processo penale, il 17 dicembre 2014 Máxima è stata riconosciuta innocente dal tribunale di Cajamarca. Ma Yanacocha non si arrende. Incuranti di un processo in corso, convinti che Máxima sia nel torto, gli uomini della vigilanza privata dell’azienda intervengono fisicamente nel terreno per rimuovere ogni attività vitale della donna. A luglio 2015 la casa di Máxima era un campo bombardato di macerie. Terra smossa al posto del recinto per i porcellini d’india. Un rettangolo di pietre grigie a ricordo di una casa in costruzione e zolle bruciate dove prima c’era un campo di patate. «A volte, di notte, qualcuno in cavallo gira intorno alla nostra casa. Li sento sempre più vicini. Si fermano e poi se ne vanno». dice con la voce un po’ rotta Máxima. E così nel tentativo di difendere un diritto amministrativo, una proprietà che suppone sia sua, la Corporation lede i diritti umani di un’intera famiglia. Mentre Yanacocha pensa che il conflitto giri intorno a una terra, Máxima parla di Terra. La sua resistenza non è solo difesa legittima di un possesso. Máxima, come gran parte della popolazione della regione, è in pié de lucha contro il progetto Conga nel suo insieme. Si sente investita della responsabilità di difendere il territorio dall’attacco della multinazionale che al posto di cinque laghi sorgivi e del paramo alto-andino vorrebbe una miniera d’oro a cielo aperto. Se Máxima non lascia la sua casa, Conga no va e la Newmont rischia di perdere il corrispettivo economico di 11.3 milioni di once d’oro e 3.1 miliardi di libbre di rame, la quantità di minerali che si stima estrarre nei prossimi 19 anni. Chi rappresenta la multinazionale crede che la resistenza ambientalista della contadina sia verde come i dollari che spera di ottenere per abbandonare le sue terre. Questo anno è stato assegnato il “Nobel per l’ambiente”, il premio Goldman 2016, il massimo riconoscimento per coloro che nel mondo si battono a difesa dell’ecosistema, anche mettendo ad alto rischio la propria vita. Il premio, nel 2015, venne assegnato a berta Cáceres, la militante honduregna uccisa il 3 marzo scorso. è per questo che noi siamo oggi in piazza per dire nessuna (donna) protettrice della Pachamama (madre-terra) in meno, questa settima è stata acredita fisicamente, ancora un&#8217;altra volta la nostra protettrice dei laghi.</p>
<p>Sabato scorso, a Milano, il collettivo <i>Alfombra Roja</i> ha organizzato un presidio per denunciare l&#8217;abbandono del percorso di uguaglianza e ri-articoliamo la resistenza attraverso la esperienza artistica-femminista dove il corpo libero colpisce lo spazio politico. Tradizionalmente, un tappeto rosso è usato per indicare il percorso intrapreso dai capi di Stato in occasioni cerimoniali e formali. Nel contesto attuale, in cui i nostri diritti fondamentali sono calpestati, l&#8217;uso del rosso nelle donne sdraiate, ha come significato il &#8220;tappeto rosso&#8221; (Alfombra Roja) che coinvolge lo spazio pubblico, mostrando in particolare lo Stato e l&#8217;urgenza di una nuova via sui diritti sessuali e riproduttivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A breve <em>l&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> e <em>Alfombra Roja</em> annunceranno un&#8217;importante iniziativa&#8230;seguiteci!</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7074" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7074" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/4af3baf0-4ebb-436f-8839-71c26e762d78-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7075" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7075" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1b5ad981-8726-4e53-9234-9b4ad6e0a96c-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></td>
</tr>
</tbody>
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<p>&nbsp;</p>
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