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	<title>impegnosociale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Giorgia e l&#8217;abilismo &#8220;messo in musica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 08:14:09 +0000</pubDate>
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<p><br>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Una delle piacevoli sorprese di Diversinsieme di quest’anno è Giorgia Meneghesso che intervistiamo oggi:<br>nata l’8 ottobre del 1978, vive in provincia di Varese. È laureata in Lingue e letterature Straniere all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dopo due master in Traduzione Letteraria e scientifico- tecnologica, avendo una disabilità motoria derivata dall’Osteogenesi Imperfetta, si è sempre occupata  di attivismo per i diritti delle persone con disabilità, ben prima che di queste cose se ne parlasse sui social e che il termine abilismo si conoscesse anche in Italia.<br>Rappresentante regionale di As.It.O.I (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta), si occupa di attività di informazione sulla patologia e collabora nella creazione di eventi, congressi medici, contatti con i pazienti, strutture ospedaliere, spettacoli di crowdfunding. Fa parte del Gruppo Donne Uildm (Unione Italiana Lotta alla distrofia Muscolare) e sempre in qualitá di attivista partecipa a festival e manifestazioni, dove oltre ad esibirsi come cantante, tiene speech sull’argomento disabilità e discriminazioni.</p>



<p>Ricordi quando hai deciso di fare musica?</p>



<p><br>È difficile spiegare da dove derivi una passione. È una cosa che ho sempre saputo di voler fare e sapere<br>fare bene. Fin da piccolissima quando mi veniva chiesto cosa avrei voluto fare da grande, rispondevo<br>sicura:” la cantante”. Per me era ovvio anche da ragazzina, passare molto tempo da sola per imparare i testi<br>delle canzoni, a cercare di capire, trascrivere e tradurre quelli in inglese, ascoltare, ripetere melodie e<br>consumare quelle che una volta erano le mitiche musicassette.<br>Diciamo che ho avuto la fortuna di vivere l’adolescenza negli anni 90’, che musicalmente sono stati una<br>bomba. Nel 1995 e nel 1997 sono usciti due album che hanno decisamente segnato i miei gusti musicali.<br>Rispettivamente Jagged little Pill di Alanis Morissette e Pipes and Flowers di Elisa. Due voci femminili<br>pazzesche che hanno cambiato il mio rapporto con la musica. Alanis con il suo modo di cantare nuovo,<br>diverso e sofferto ed Elisa, la prima cantante italiana che cantava in un inglese perfetto con dei testi mai<br>banali e pieni di immagini potenti. Entrambe mi hanno fatto innamorare della voce e incuriosire sui<br>meccanismi che stanno dietro la sua produzione. Da allora ho deciso che avrei iniziato a studiare canto e le<br>tecniche vocali e non ho mai smesso di farlo ed esibirmi, anche se in maniere diverse.</p>



<p>Quando e come ti sei avvicinata al mondo dell&#8217;attivismo?</p>



<p><br>Sono cresciuta, per mia sfortuna in un ambiente terribilmente abilista, cattolico e retrogrado, che mi ha<br>portato a vergognarmi della mia disabilità e a pensare che in quanto persona disabile, valevo meno degli<br>altri. Mi sono spesso sentita quella sbagliata con problemi nel relazionarmi e in dovere di dimostrare<br>qualcosa.<br>Sapevo che quindi, c’era qualcosa che non andava nel mio rapporto con la società, ma non sapevo che<br>questa cosa avesse un nome. Ho iniziato a fare attivismo da subito, quando ancora forse questa definizione<br>non era diffusa, quando non c’erano i social e l’abilismo non si sapeva cosa fosse. L’attivismo si faceva dal<br>vivo, attraverso associazioni di genitori di persone con disabilità, andando nei comuni, scrivendo lettere,<br>organizzando raccolte fondi per sensibilizzare sugli argomenti legati alla disabilità, che erano principalmente<br>ancora temi medici. Ma questo modo di fare attivismo non mi rispecchiava. Con l’arrivo di Internet e dei<br>social ho potuto conoscere il vero attivismo, quello fatto dalle persone disabili, per i diritti delle persone con<br>disabilità. Ho capito che tutte le discriminazioni che avevo vissuto avevano un nome: abilismo e che<br>esistevano libri, corsi e persone, gli attivisti per i diritti delle persone disabili, che si occupavano di questo<br>tema. Ho incominciato a studiare, ad informarmi e ho capito che quel modo di fare attivismo era quello più<br>adatto a me. È per questo che da allora tengo speech in eventi, convegni, scrivo articoli, faccio consulenze sul tema D&amp;I e parlo di questo argomento anche nei miei spettacoli musicali.</p>



<p>Ci parli di I Was Born this way?</p>



<p>Ho deciso di provare a scrivere uno spettacolo nel quale mettere in scena la mia storia personale, di<br>donna e artista con disabilità. In un dialogo tra me e il pubblico, fatto di battute, riflessioni ed interazione, lo<br>accompagno in un viaggio tra la musica e concetti come l’abilismo, con le canzoni che hanno segnato la mia<br>vita, suonate dal vivo, con musicisti professionisti e nuovi arrangiamenti.<br>I Was Born this Way è una celebrazione dell&#8217;unicità di ciascuno che ha senso se fa parte di un collettivo che<br>si muove insieme per migliorare le cose.<br>È anche uno spettacolo accessibile, a partire dalla scelta dei luoghi in cui viene messo in scena. Sarà<br>presente sul palco un’interprete LIS che tradurrà le parti recitate e interpreterà i testi delle canzoni.<br>Verranno distribuiti palloncini per far sentire le vibrazioni della musica e tappi per le orecchie per chi è<br>suscettibile ai rumori forti. I video avranno i sottotitoli e i testi delle canzoni saranno tradotte.</p>



<p><br>Una frase d&#8217;incoraggiamento?</p>



<p>Non ho la ricetta per combattere l’abilismo, ma credo che diventare sempre più consapevoli delle<br>discriminazioni ancora esistenti nei confronti delle persone con disabilità e dello stigma a cui siamo<br>sottoposte, sia il punto di partenza fondamentale, per questo invito tutti ad informarsi continuamente, a<br>seguire attivist disabili e a partecipare ad eventi come Diversinsieme.<br>Ringrazio Giorgia e se volete saperne di più di lei il suo canale Istagram è _incatiamoci. Alla prossima!</p>
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