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	<title>incidente Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Ricordando Chernobyl</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2019 07:06:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Cecilia Grillo Nonostante si tratti di una delle più drammatiche tragedie di cui la storia sia stata spettatrice, insieme a Fukushima, ben pochi si sono ricordati del 33esimo anniversario del disastro di Cernobyl&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="696" height="392" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/Chernobyl-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12482" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/Chernobyl-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 696w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/Chernobyl-696x392-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></figure>



<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>Nonostante
si tratti di una delle più drammatiche tragedie di cui la storia sia
stata spettatrice, insieme a Fukushima, ben pochi si sono ricordati
del 33esimo anniversario del disastro di Cernobyl che cadeva proprio
qualche giorno fa, il 26 aprile.</p>



<p>La
catastrofe di Chernobyl è stata definita come una delle più gravi
calamità per il popolo ucraino nel XX secolo, insieme al Terrore
della Guerra Civile, l’Holodomor &#8211; la carestia del 1932-1933 -, le
due guerre mondiali e la guerra in Afghanistan. 
</p>



<p>Allo
stesso tempo, sarebbe impossibile non notare la differenza tra questo
disastro e qualsiasi altro evento catastrofico: il pericolo di
Chernobyl è impercettibile, le sue manifestazioni e i suoi rischi
praticamente illimitati e persistenti. Lo scrittore britannico Mario
Petrucci, autore di “Hard Water: a Poem for Chernobyl” ha
affermato: “Chernobyl ha introdotto il concetto di disastro del
futuro”.</p>



<p>Alle
ore 1:23 del 26 aprile 1986, il quarto reattore della centrale
nucleare di Chernobyl esplose.</p>



<p>Secondo
rapporti delle Nazioni Unite, gli operatori della centrale di
Chernobyl, nell’odierna Ucraina, in violazione delle norme di
sicurezza, hanno disattivato importanti sistemi di controllo nel
reattore n. 4 dell’impianto. Un’ondata di corrente ha provocato
una serie di esplosioni, a partire dalle ore 1:23 del mattino, che
sono state in grado di far crollare il pesante coperchio del reattore
e di generare una nube di polvere radioattiva che si è estesa su
tutta l’Europa settentrionale e occidentale, raggiungendo la costa
orientale degli Stati Uniti.</p>



<p>Il
disastro è stato un incidente industriale unico dovuto alla scala
dei suoi effetti sociali, economici e ambientali e uno dei più gravi
nella storia dell’industria nucleare. Si stima che solo in Ucraina,
Bielorussia e Russia siano state colpite direttamente circa 9 milioni
di persone, sottoposte a radionuclidi per un lungo periodo di tempo
rilasciati a un’intensità più di 200 volte superiore rispetto a
quella delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Quasi 404.000
persone sono state reinsediate, ma milioni hanno continuato e
continuano a vivere in un ambiente in cui l’esposizione a
radiazioni genera una serie di conseguenze negative per le condizioni
di vita degli esseri umani, dell’ecosistema e delle generazioni
future.</p>



<p>Nel
territorio dell’ex Unione Sovietica la contaminazione ha provocato
l’evacuazione di circa 400.000 persone. Circa 200.000 km2 di terra
era, ed è, contaminata da atomi di cesio-137 radioattivo a livelli
superiori a 37.000 Bq / m2. In termini di superficie, circa 3.900.000
km2 del suolo europeo (40% della superficie dell’Europa) sono stati
contaminati dal cesio 137 (a livelli superiori a 4.000 Bq / m2).
Fatto peculiare, questi dati non sembrano essere stati pubblicati e,
certamente, la popolazione europea non ne è mai stata resa edotta.</p>



<p>La
contaminazione di Chernobyl persisterà per secoli, e in molti paesi,
oltre a Bielorussia, Ucraina e Russia, permarranno per i decenni a
venire gli ordini di restrizione al commercio alimentare disposti a
livello comunitario. Le conseguenze economiche dell’incidente
restano un onere gravoso per i paesi più colpiti: Ucraina e
Bielorussia continuano a spendere una ingente percentuale del loro
prodotto nazionale lordo nel tentativo di affrontare gli impatti
economici provocati dal disastro.</p>



<p>Sono
state condotte innumerevoli ricerche e sono state scritte centinaia
di relazioni circa l’impatto della tragedia di Chernobyl sulle
condizioni di salute delle popolazioni locali, ma persistono tuttavia
innumerevoli incertezze dovute ai dati poco attendibili a riguardo. 
</p>



<p>Un
rapporto delle Nazioni Unite del 2005 stima che l’incidente abbia
causato circa 4.000 morti, la maggior parte dei quali manifestatisi
con patologie cancerogene. Sebbene molti dei resoconti ufficiali
facciano riferimento a circa 4.000 decessi per cancro causati dal
disastro di Chernobyl in Bielorussia, Ucraina e Russia, la previsione
nelle relazioni AIEA / OMS è di oltre 9.000 decessi. Molti altri
studi prospettano un multiplo di quel numero, ad esempio il rapporto
di Green Peace “The Chernobyl Catastrophe &#8211; Conseguenze sulla
salute umana” del 2006 stimava che 200.000 decessi correlati alle
radiazioni abbiano avuto luogo tra il 1990 e il 2000 in Russia,
Ucraina e Bielorussia.  Una pubblicazione del 2009 che teneva in
considerazione i rapporti in lingua russa e ucraina, esclusi dagli
studi ufficiali, calcolava un numero di circa 900.000 vittime. 
</p>



<p>Nonostante
non si abbiano informazioni certe rispetto a statistiche accurate che
accertino il numero effettivo delle vittime del disastro, è certo
che vi siano stati migliaia di decessi negli ultimi decenni nella
zona radioattiva come conseguenza diretta dell’incidente. 
</p>



<p>Negli
ultimi trent’anni, la consapevolezza pubblica dell’impatto
ambientale di Chernobyl sui diritti umani si è sempre maggiormente
sviluppata a seguito del crescente numero di decessi e casi di cancro
alla tiroide che sono emersi in Ucraina, Bielorussia e Russia.
Secondo il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia
atomica, le conseguenze dell’incidente di Chernobyl si sono
tradotte in un sostanziale trasferimento atmosferico transfrontaliero
degli agenti radioattivi e nel successivo inquinamento di molti paesi
occidentali.</p>



<p>Gli
effetti a lungo termine della radioattività incontrollata provocata
dal disastro di Chernobyl, inclusi inquinamento dell’aria e
dell’acqua, numero crescente di patologie tumorali e decessi
correlati, radioattività di cibo e acqua, hanno minacciato i diritti
umani fondamentali, in particolare il diritto alla vita e alla
salute: i diritti umani essenziali non possono essere tutelati in
assenza di un ambiente ecologicamente pulito e salubre.</p>



<p>Iniziando,
in<em>
primis</em>,
con l’analisi del fondamentale diritto alla vita, primario fra i
diritti umani, secondo anche quanto affermato dal diplomatico
Franciszek Przetacznick: il godimento del diritto alla vita è un
prerequisito del godimento di tutti gli altri diritti umani. Ogni
essere umano ha un diritto intrinseco alla vita, e questo diritto è
quello che deve essere protetto dagli abusi da parte dello Stato in
conformità con le leggi e gli accordi internazionali. La
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, all’articolo 3 afferma
che: “<em>Ogni
individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della
propria persona</em>”.
La domanda sorge quindi spontanea: come può essere protetto il
diritto alla vita di esseri umani che vivono in un territorio
radioattivo? La contaminazione radioattiva dell’ambiente è mortale
per gli esseri umani e il diritto alla vita, come del resto tutti i
diritti umani (compresi quelli civili, culturali ed economici), è
chiaramente privo di significato in assenza di un ecosistema pulito e
sicuro. 
</p>



<p>Se
il Principio n.5 della Dichiarazione di Stoccolma del 1972 proclama
che le risorse non rinnovabili della terra devono essere impiegate in
modo tale da prevenire il pericolo del loro futuro esaurimento e
garantire che i benefici derivanti da tale impiego siano condivisi da
tutta l’umanità, così ispirando e guidando i popoli del mondo
nella conservazione e nella valorizzazione dell’ambiente umano,
invece il Principio 1 della Dichiarazione ha gettato le basi per
collegare i diritti umani e la protezione ambientale, dichiarando che
“<em>L’uomo
ha il diritto fondamentale alla libertà, all’eguaglianza e a
condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che consenta di
vivere nella dignità e nel benessere ed è altamente responsabile
della protezione e del miglioramento dell’ambiente davanti alle
generazioni future</em>”.

</p>



<p>Così
anche l’articolo 24 della Carta Africana dei diritti dell’uomo e
dei popoli del 1981 dispone che ‘‘<em>tutti
i popoli hanno diritto a un ambiente soddisfacente e globale,
favorevole al loro sviluppo</em>’’.</p>



<p>E
ancora il Protocollo di San Salvador del 1988, Protocollo alla
Convenzione americana sui diritti dell’uomo in materia di diritti
economici, sociali e culturali, all’articolo 11, dispone che
‘‘<em>Ognuno
ha diritto a vivere in un ambiente sano e di avere accesso ai servizi
pubblici di base</em>”:
in condizioni ambientali malsane (come quelle di chi vive in una
regione radioattiva) i diritti umani fondamentali sono a rischio.</p>



<p>Volgendo
poi lo sguardo al diritto alla salute, strettamente correlato al
diritto alla vita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo
definisce quale diritto fondamentale di ogni essere umano. Il cancro
della tiroide, causato dallo iodio radioattivo, è stata una delle
principali manifestazioni dell’impatto sulla salute dell’incidente
di Chernobyl, in particolare tra i giovani. Il reattore rilasciava
nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive incontrollate. I
bambini sono generalmente più a rischio di cancro alla tiroide
rispetto agli adulti e le statistiche indicano che l’incidenza del
cancro alla tiroide tra i bambini nelle zone limitrofe è aumentata
rapidamente a seguito del disastro di Chernobyl. Nella Convenzione
sui diritti dell’infanzia, all’articolo 24, si afferma che “<em>Gli
Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior
stato di salute possibile</em>”.

</p>



<p>Strettamente
connessi al diritto a una vita salubre l’accesso all’acqua e il
diritto al cibo sono stati riconosciuti dalle Nazioni Unite quali
diritti umani universali fondamentali.</p>



<p>Kofi
Annan, Segretario
generale delle Nazioni Unite nel 2013, durante la giornata mondiale
dell’acqua di qualche anno fa, ha affermato “<em>access
to safe water is a fundamental human need and, therefore, a basic
human rights</em>”.
<em>Contaminated
water jeopardizes both the physical and social health of all people.
</em><em>It
is an affront to human dignity</em>”.

</p>



<p>Il
diritto degli esseri umani a cibo ed acqua rappresenta un diritto
umano fondamentale, così come definito dal Patto internazionale sui
diritti economici, sociali e culturali (ICESCR), adottato
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966 e
in vigore dal 3 gennaio 1976, secondo cui deve essere riconosciuto il
diritto di ognuno a un livello di vita adeguato per sé e la sua
famiglia, compreso un nutrimento adeguato. Il diritto al cibo
rappresenta un diritto fondamentale di tutti gli esseri umani, così
come il diritto all’acqua potabile. Il secondo principio della
Dichiarazione di Stoccolma afferma che “<em>Le
risorse naturali della terra, ivi incluse l’aria, l’acqua, la
terra, la flora e la fauna e particolarmente il sistema ecologico
naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni
presenti e future, mediante una programmazione accurata o una
appropriata amministrazione</em>”.</p>



<p>In
un’area contaminata dalla radioattività non vi è accesso a cibo e
acqua salubri provocando così una serie di violazioni dei diritti
umani fondamentali. Negli anni precedenti all’incidente di
Chernobyl, l’area ora in analisi era circondata da foreste, fiumi e
centri urbani e circa il 40% del territorio veniva utilizzato per
scopi agricoli. A seguito del disastro, le forniture di acqua
potabile e i prodotti agricoli nella zona sono stati contaminati dai
più alti livelli di radiazioni e da quel momento l’accesso
all’acqua potabile e al cibo è diventato un problema pregnante per
coloro che hanno continuato a vivere nella regione.</p>



<p>In
conclusione, ho voluto analizzare la relazione tra violazioni dei
diritti umani e le problematiche ambientali provocate dal disastro
nucleare di Chernobyl in considerazione del diritto alla vita, a un
ambiente sano, del diritto all’acqua pulita e al cibo, tutti
identificati quali diritti umani fondamentali sia dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani (UDHR) che dalla Carta Africana dei
diritti dell’uomo e dei popoli del 1981. 
</p>



<p>In
primo luogo, l’incidente di Chernobyl ha causato il più vasto
rilascio radioattivo incontrollato nell’ambiente mai sperimentato,
comportando gravi conseguenze ambientali, in particolare inquinamento
atmosferico e contaminazione delle acque. Il diritto alla vita
richiede un ambiente salubre e sicuro, e la contaminazione legata al
disastro di Chernobyl ha causato migliaia di decessi per cancro in
Russia, Ucraina e Bielorussia tra il 1990 e il 2000 ed effetti
deleteri per le condizioni di salute della maggioranza della
popolazione in Ucraina.</p>



<p>Secondariamente
un altro effetto ambientale causato dal disastro di Chernobyl ha
riguardato il diritto ad acqua pulita e cibo, identificabili quali
bisogni indispensabili per la protezione dei diritti degli esseri
umani a una nutrizione dignitosa. 
</p>



<p>L’impatto
ambientale provocato dall’incidente nucleare di Chernobyl ha
causato gravi violazioni dei diritti umani, principalmente in
Ucraina, Russia e Bielorussia. Le popolazioni della zona radioattiva
soffrono da un quarto di secolo della continua minaccia al proprio
diritto di vivere, al diritto ad un ambiente sano, alla salute,
all’acqua potabile e al cibo, situazione chiaramente in violazione
dei loro diritti umani fondamentali. L’incidente nucleare ha
trasformato le aree abitabili in aree inabitabili e innumerevoli vite
umane sono andate perdute; inoltre, la maggior parte dei territori
“contaminati” nella regione rimane insicura sia per gli
insediamenti umani che per lo svolgimento di attività economica.</p>
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		<title>La notte ha la mia voce: le parole della scrittrice Alessandra Sarchi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 08:04:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Una giovane ha perso l’uso delle gambe in seguito a un incidente. Abita un corpo che non le appartiene più e si sente in esilio dal territorio dei sani», si legge nel risvolto di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Una giovane ha perso l’uso delle gambe in seguito a un incidente. Abita un corpo che non le appartiene più e si sente in esilio dal territorio dei sani», si legge nel risvolto di copertina del romanzo La notte ha la mia voce, edito da Einaudi, di Alessandra Sarchi. La protagonista incontrerà un’altra donna nella sua stessa condizione, Giovanna, e cambierà il suo modo di guardare la vita.</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha rivolto alcune domande all&#8217;autrice e la ringrazia molto per la sua disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/9788806232016_0_0_300_80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8585 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/9788806232016_0_0_300_80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Può raccontarci brevemente la sua storia?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La mia storia, come quella di ognuno, non si riassume brevemente. Certo c’è stato un trauma, un incidente automobilistico al seguito del quale ho riportato una lesione midollare, che ha fatto da spartiacque. Prima camminavo, poi non più. Ma questo è solo uno dei tanti episodi che hanno segnato la rotta della mia esistenza, e nonostante la sua dolorosità non credo che sia stato nemmeno il più importante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">La protagonista del romanzo ripercorre la sua vicenda personale?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">No. Non si tratta di un romanzo autobiografico. Certamente non avrei potuto costruire una voce narrante di quel genere se non avessi attinto direttamente alla mia esperienza, ma il romanzo elabora più che dei fatti specifici un vissuto percettivo e conoscitivo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Un romanzo è un racconto che tratta argomenti universali: uno di questi è la perdita di una parte di sé&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Si perde una parte di sé ogni giorno, vivendo. Il filosofo latino Seneca diceva che la morte è tutta dietro di noi e non davanti, e intendeva che vivendo perdiamo pezzi ad ogni passo, anche se non ce ne accorgiamo. A volte questa perdita è più oggettivata e appariscente come nel caso di chi subisce un trauma, una menomazione o una malattia. Ma anche una perdita psicologica, di un affetto, di una funzione ci mette davanti alla mancanza di cui è costellata la vita. Un equilibrio in continuo movimento fra pieni e vuoti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Com&#8217;è, oggi, il suo rapporto con la disabilità?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">È una cosa molto spiacevole che mi è capitata, ma ripeto non ritengo sia la più importante e non voglio farne la ragione della mia vita, anche perché ho molte altre passioni che assorbono le mie energie.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Come è stato il cambiamento anche per la sua famiglia?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Traumatico, ovviamente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Lo Stato, le istituzioni italiane in che modo dovrebbero occuparsi del tema della disabilità?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Molto è stato fatto a livello legislativo, quello che manca in Italia è una cultura della diversità a trecentosessanta gradi. È solo con una vera educazione alla parità di diritti e di opportunità che possiamo sperare di rendere meno svantaggiati coloro che si trovano in una condizione di disagio fisico o psichico. Ma, ripeto, si tratta di un problema culturale, di educazione e sensibilizzazione che dovrebbe passare nelle famiglie e nelle scuole. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Torniamo al libro: qual è il ruolo della Donnagatto?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La Donnagatto è una figura femminile che vive la propria disabilità come una sfida e come un limite da superare, in maniera provocatoria e sprezzante. Si tratta di un personaggio non solo e non del tutto positivo, ma con ombre e lati oscuri. Di fatto si potrebbe dire che non abbia mai fatto veramente i conti con la sofferenza, ma abbia trovato una maniera molto vitale di rimuoverla, è una figura che rompe con lo stereotipo del disabile vittima o necessariamente in una condizione di minorità.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quanto è importante la forza psicologica per lei e, credo, per le persone che vivono nella sua stessa condizione?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La forza piscologica è essenziale per chiunque, disabili e non. Si può essere perfettamente sani, dal punto di vista fisico, e ritrovarsi senza motivazioni o progetti. Non le sembra questo l’handicap più grave?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ragazzi videomaker parlano di sicurezza stradale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2016 08:22:28 +0000</pubDate>
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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/nXUFVGQrCIo?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
</div>
<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"><span class="_5yl5">Questo video autoprodotto da un gruppo di studenti triestini con la passione per il cinema partecipa al concorso Think and drive che è un concorso nazionale promosso dall&#8217;ANAS ed AIPCR rivolto a giovani tra i 14 ed i 20 anni, con l&#8217;obbiettivo di sensibilizzare i ragazzi sulle gravi conseguenze che una guida disattenta può portare. I video in gara sono 26 e da questi verranno selezionati i primi 10 in base a visualizzazioni e like su youtube, poi una commissione deciderà i vincitori. Noi da quel che ne sappiamo siamo gli unici triestini e siamo al momento secondi sia per visualizzazioni che per like. Il video vincitore verrà tra l&#8217;altro anche trasmesso sui monitor delle banchine delle metropolitane e sui bus a Roma.</span></div>
<div class="_d97"><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> augura ai giovani autori di vincere il concorso e spera che possa essere utile per tutti: giovani, genitori, famiglie, alunni, insegnanti&#8230;Condividiamolo!</div>
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		<title>L&#8217;inferno, in Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 08:44:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/lapresse_treniPuglia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6312" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6312" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/lapresse_treniPuglia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="lapresse_treniPuglia" width="738" height="462" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/lapresse_treniPuglia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 738w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/lapresse_treniPuglia-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Care a cari, condividiamo una testimonianza scritta da un ragazzo sopravvissuto alla tragedia ferroviaria in Puglia. (Ringraziando Palma Piccolo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;inferno.<br />
Dove le fiamme erano il sangue che mi circondava.<br />
E dove il diavolo, era la morte che se li portava via uno ad uno, pezzo dopo pezzo, davanti ai miei occhi.<br />
Chiedo solo a tutti, di non cercare giustizia lì dove non c&#8217;è stata ingiustizia.<br />
Se volete fare un gesto di rispetto, nei confronti di quelle anime che hanno sanguinato sui miei vestiti, sulla mia pelle e sulla mia coscienza.<br />
Rimanete un solo minuto in silenzio.<br />
Date per un solo minuto, voce a queste persone che avrebbero tanta voglia di urlare.<br />
Amatevi ogni giorno sempre di più.<br />
Amatevi tanto.<br />
Amate la vostra vita.<br />
Perché oggi, è stata data questa unica più che rara possibilità a me.<br />
Che amo la MIA VITA. <img class="CToWUd" src="https://mail.google.com/mail/e/2764?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="&#x2764;" data-goomoji="2764" /></p>
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