<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>indigeni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/indigeni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/indigeni/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Oct 2024 16:35:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>indigeni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/indigeni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“LibriLiberi”. Il selvaggio</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 16:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#associazione]]></category>
		<category><![CDATA[#Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[#GuillermoArriaga]]></category>
		<category><![CDATA[#libri]]></category>
		<category><![CDATA[#recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inuit]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17749</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Selvaggio. Sarò il selvaggio. Non mi fermeranno. Se devo vendicarmi, mi vendicherò Se devo perdonare, perdonerò. Se devo amare, amerò. Se devo cedere, cederò. Se devo combattere, combatterò. Mi è chiaro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/">“LibriLiberi”. Il selvaggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="328" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17750" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 328w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio-211x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 211w" sizes="(max-width: 328px) 100vw, 328px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Selvaggio. Sarò il selvaggio.</em></p>



<p><em>Non mi fermeranno.</em></p>



<p><em>Se devo vendicarmi, mi vendicherò</em></p>



<p><em>Se devo perdonare, perdonerò.</em></p>



<p><em>Se devo amare, amerò.</em></p>



<p><em>Se devo cedere, cederò.</em></p>



<p><em>Se devo combattere, combatterò.</em></p>



<p><em>Mi è chiaro che sarà la vita &#8211; non la morte &#8211; a guidare le mie decisioni.</em></p>



<p><em>Darò la vita per la vita, sempre per la vita.</em></p>



<p>Un romanzo lungo, più di 700 pagine, framezzato da poesie, elenchi, lettere, parole apparentemente sconnesse e anche di leggende e tradizioni appartenenti a molti popoli riguardanti il culto dei morti, ma una prosa perlopiù piana in cui si raccontano due vicende: quella di Jaun Guillermo e quella di Amaruq, il primo è un ragazzino che vive in un quartiere degradato di Città del Messico e il secondo è un giovane indigeno dello Yukon.</p>



<p>Guillermo Arriaga è noto per aver scritto gli script di film di successo quali: <em>Amores perros</em>, <em>21 grammi</em>, <em>Babel</em> e <em>Le tre sepolture</em>; ha co-sceneggiato <em>Ti guardo</em>, opera vincitrice del Leone d&#8217;Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Si sente, in effetti, la scrittura per immagini anche nei suoi romanzi e, in particolare, in quest&#8217;ultimo intitolato <em>Il selvaggio</em> (edito da Bompiani) dove i paesaggi &#8211; urbani e naturalistici &#8211; avvolgono, quando non triturano, i personaggi fino quasi a scarinificarli, a volte ad ucciderli, spesso a metterli alla prova come moderni Giobbe che chiedono a Dio se c&#8217;è e cosa ci stia a fare di fronte alle sofferenze umane.</p>



<p>Fin dalla primissima infanzia, infatti, Juan Guillermo ha avuto a che fare con la morte: l&#8217;amato fratello Carlos viene brutalmente ammazzato da un gruppo di ragazzi ultracattolici, fanatici, vicini alla mentalità e alla pratica nazifascista; i genitori del protagonista si lasciano cadere con un&#8217;auto in un burrone; rimasto solo e gelosissimo di Chelo, una bella ragazza affetta da “disperazione”, tenterà la vendetta per i propri cari.</p>



<p>Amaruq è ossessionato dal fantasma del nonno che gli intima di compiere una missione: quella di cacciare un grande e maestoso esemplare di lupo, dal nome inuit quasi impossibile da pronunciare, ma soprannominato “il selvaggio” per il suo essere indomito.</p>



<p>Entrambi i giovani uomini, in epoche e ambienti diversi, saranno costretti a lottare con il corpo e con la propria coscienza, circondati dalle brutture della realtà e dalle difficoltà imposte dal voler portare a termine, a tutti i costi, i dettami della volontà, sia che venga dalla propria anima, sia che provenga dal proprio mentore.</p>



<p>Arriaga muta i registri di scrittura, coinvolgendo il lettore nelle violenza cruda che attanaglia la breve vita di Juan Guillermo, del suo “habitat”, della maggior parte delle persone con cui ha a che fare, mentre rende epico e poetico il racconto dell&#8217;altro protagonista, al principio solo con la belva e con il proprio avo, nella pratica di sciamanesimo che viene indotto a terminare con enorme paura, dolore fisico e prostrazione.</p>



<p>Centellina, lo scrittore, la storia di indizi, di semi che fanno riflettere sull&#8217;idea che i fatti narrati abbiano un significato metaforico, come accade per la Bibbia o per ogni testo sacro, perchè la morte e la vita sono molto evidenti, ma è il nostro rapporto con questi concetti ad essere analizzato in una forma esasperata dalla fantasia, ma veritiera. Chi di noi ha avuto il coraggio di addomesticare un lupo? Quanti saremmo in grado di provare pìetas per il peggior assassino? E come consideriamo la persona amata? Interessante anche attribuire un ruolo ai personaggi comprimari, donne, uomini, bambini che, di volta in volta, si fanno aiutanti, antagonisti, alter-ego o guide spirituali nel grande teatro dell&#8217;esistenza.</p>



<p>Tanti gli spunti su argomenti universali, calati però in contesti diversi, lontani e vicini che, nell&#8217;epilogo, si riconciliano in una struttura circolare affascinante; proprio il cerchio che è simbolo del Tempo cosmico, della Vita che si rinnova, della possibilità di una catena di solidarietà tra animali e della concorrenza tra i quattro elementi nel costruire l&#8217;armonia. Un&#8217;armonia che, prima di tutto, è bene trovare dentro di noi e poi con chi consideriamo “altri”.</p>



<p>Ottima lettura, quindi, accattivante, colta, coinvolgente e ricca di strumenti di introspezione.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>“Conclusi che nei prematuri il corso evolutivo s&#8217;interrompe. Così, chi nasce prima del tempo lo fa in un momento intermedio fra uomo e animale. E sebbene la socializzazione e la cultura rimedino a questa mancanza di sviluppo uterino, in noi prematuri rimane la traccia perenne dell&#8217;animalità”.</em></p>



<p><em>“Dopo aver spezzato la nuca a centinaia di cincillà conclusi che Spinoza aveva ragione. La tigre vuole rimanere tigre, la pietra la pietra, il cincillà il cincillà, l&#8217;uomo, l&#8217;uomo. E&#8217; l&#8217;istinto di conservazione a prevalere, non la tendenza alla morte. Di qui il terrore nella sua forma più pura: la paura di morire”.</em></p>



<p>“<em>Non c&#8217;era più nella che mi legasse alla cupa barca dei miei morti. Gli unici oggetti della mia vita precedente erano rimasti in salvo nelle valigie che mi ero portato a casa di Sergio. Il resto era svanito nel fuoco. Fuoco purificatore che mi aveva liberato dal peso del passato. Niente più catene. Libero”.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/">“LibriLiberi”. Il selvaggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inuit: la magia della vita</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/04/24/inuit-la-magia-della-vita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/04/24/inuit-la-magia-della-vita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 09:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assimilazioneforzata]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eugenetica]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Inuit]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[natalità]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17520</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Con Spiralkampagnen: Forced Contraception and Unintended Sterilisation of Greenlandic Women di Juliette Pavy, vincitrice del Sony World Photography Awards 2024, scopriamo che tra il 1966 e il 1975, quasi 4500 donne&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/04/24/inuit-la-magia-della-vita/">Inuit: la magia della vita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p></p>



<p>Con <strong><em>Spiralkampagnen: Forced Contraception and Unintended Sterilisation of Greenlandic Women</em></strong> di Juliette Pavy, vincitrice del Sony World Photography Awards 2024, scopriamo che tra il 1966 e il 1975, quasi 4500 donne e ragazze indigene furono sottoposte a trattamenti di contraccezione forzata, senza consenso, attraverso l’impianto di spirali intrauterine. </p>



<p>Le autorità danesi decisero di attuare un programma di manipolazione eugenetica, al fine di portare la popolazione Inuit ad una drastica riduzione del tasso di natalità. Un caso ennesimo di razzismo, dove un gruppo di persone (come nella maggior parte dei casi europei), sceglie le sorti di un popolo altro,  considerato non civile, pena le loro usanze lontane, da abitudini bene adattate alle società del capitale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://lh7-us.googleusercontent.com/EQajg4hclEpbQYW-Gdzker-E2Ovqxsl94JiEuno-tUBh8aSlBPDZcqRHED1OR3xBbq0v1SyaB_GhiKwCAa_J0nvN6pGsD_s2qBBMzJxlms4n8qeRBN82bd7ruklVOpa1pqOpa0KiVV_V36Mln8Qcxg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>La prima donna, ad aver raccontato la sua esperienza, è <strong>Naja Lyberth</strong>, oggi psicologa ed attivista. Quando aveva 13 anni, nei primi anni &#8217;70, un medico disse a Naja di recarsi all’ospedale locale per un piccolo intervento, in seguito a una visita medica scolastica di routine. “Non sapevo bene di cosa si trattasse perché non mi ha mai spiegato né chiesto il permesso”, racconta Naja, che all&#8217;epoca viveva a Maniitsoq, una piccola città sulla costa occidentale della Groenlandia. “Avevo paura. Non potevo dirlo ai miei genitori”, racconta alla BBC. “Ricordo i dottori in camice bianco, e forse c&#8217;era un&#8217;infermiera. Ho visto le cose metalliche, dove si dovevano aprire le gambe. Era molto spaventoso. L&#8217;attrezzatura usata dai medici era così grande per il mio corpo di bambina: era come avere dei coltelli dentro di me”.</p>



<p>Naja ed altre 66 donne inuit,&nbsp;hanno deciso di fare causa al governo danese, per la contraccezione forzata chiedendo un grosso risarcimento economico, al momento non quantificabile.</p>



<p>Il governo di Copenaghen, e quello autonomo della Groenlandia&nbsp;hanno aperto un’inchiesta, grazie a un podcast prodotto dalla tv danese nel 2022.</p>



<p>Quest’ultima è riuscita a trovare documenti relativi al programma del governo danese volto a limitare le nascite della popolazione inuit per risparmiare sul welfare.&nbsp;La campagna, definita&nbsp;<em>Danish Coil Campaign</em>, portò al dimezzamento del tasso di natalità in Groenlandia.&nbsp;In seguito al clamore suscitato dalla presa di coscienza di questi eventi, il governo danese ha istituito una commissione d’inchiesta per far luce sulle vicende che avvennero tra il 1960 e il 1991, anno in cui il sistema sanitario dell’isola divenne autonomo. La promessa di Copenaghen è quella di pubblicare l’esito delle indagini nel 2025. Molte vittime della campagna hanno però già espresso la loro contrarietà sui tempi di attesa.</p>



<p>Oggi al posto di eschimesi, termine dal significato dispregiativo in quanto significa “coloro che mangiano carne cruda”, viene utilizzato il termine inuit, nella lingua&nbsp;<strong>inuktitut “il popolo”</strong>. Gli inuit rappresentano oggi l’89% della popolazione totale della Groenlandia, che si aggira intorno alle 57mila persone. L’isola, la più grande, nonché l’area più a nord del mondo, è divenuta parte del regno danese tramite formula dell’unione personale nel 1953. Grazie a quest’ultima, Groenlandia e Danimarca condividono il capo di Stato mantenendo però autonomia di istituzioni e di governo. La lontananza ha sempre permesso a questo popolo di vivere in un isolamento quasi totale fino all’arrivo delle flotte baleniere nel secolo scorso.&nbsp;Da allora la Danimarca ha cercato di “<em>portare la civilizzazione</em>&nbsp;al popolo inuit, in modo che permettesse loro di sopravvivere come popolo”&nbsp;spiegava il Dipartimento per l’amministrazione della Groenlandia nel 1952.</p>



<p>&nbsp;I dispositivi impiantati, in molti casi, risultarono troppo grandi per i corpi delle ragazze, spesso bambine, andando a causare seri problemi di salute, da dolori acuti, a emorragie interne e infezioni addominali, e in alcuni casi, anche all’infertilità. Molte donne rimasero per decenni all’oscuro di aver subito questa pratica, finché i dispositivi non vennero trovati da altri ginecologi.</p>



<p>Il governo dovette inoltre, di recente, scusarsi e pagare un compenso a 6 inuit che erano stati portati via dalle loro famiglie negli anni 50 come parte di un piano per la costruzione di una élite di lingua danese in Groenlandia. Il progetto allora prevedeva la separazione di 22 bambini tra i sei e i dieci anni dalle loro famiglie inuit per essere educati in Europa. L’obiettivo finale era quello di poter facilitare da adulti una modernizzazione della società groenlandese. Dei 22 bambini, solo 16 fecero ritorno in Groenlandia l’anno successivo, gli altri vennero adottati da famiglie danesi. Al rientro, vennero obbligati a vivere in un orfanotrofio per preservare le abitudini e la lingua imparate in Danimarca. Questo portò a un forte allontanamento dei bambini non solo dalla loro cultura, ma dalle famiglie e dalla comunità.&nbsp;Anche in questo caso i bambini, parte dell’esperimento, rimasero spesso all’oscuro del reale motivo per cui da piccoli erano stati separati dalla famiglia. Fatti che emersero grazie a ricerche eseguite nell’archivio nazionale.</p>



<p>Similmente, l’anno scorso, il governo canadese è stato costretto a sborsare 2,8 miliardi di dollari di risarcimento a causa di un processo di assimilazione forzata avvenuto tra il 1884 e il 1998. Un processo in cui i&nbsp;bambini delle popolazioni Inuit e Métis venivano strappati alle loro famiglie&nbsp;per ricevere un’assimilazione culturale forzata all’interno di scuole residenziali governative. L’obiettivo del progetto era quello di compiere un vero e proprio genocidio culturale, sradicando definitivamente lo stile di vita degli aborigeni nel territorio canadese, e utilizzando anche metodi particolarmente violenti nel farlo. Dei 150mila bambini che fecero parte del progetto,&nbsp;buona parte morì a causa di malattie&nbsp;e malnutrizione, e chi sopravvisse raccontò storie di&nbsp;violenza fisica, sessuale e psicologica.<br></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/04/24/inuit-la-magia-della-vita/">Inuit: la magia della vita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/04/24/inuit-la-magia-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Tre aggiornamenti dall&#8217;America latina</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/15/america-latina-diritti-negati-tre-aggiornamenti-dallamerica-latina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/15/america-latina-diritti-negati-tre-aggiornamenti-dallamerica-latina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 09:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bolsonaro]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16807</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Brasile È già notizia il fatto dell’invasione dei “Bolsonaristi” radicali alle sedi dei tre poteri dello Stato Brasilianodomenica 8 gennaio. Oggi si ricordano le parole che Isabella Kalil, studiosa di politica&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/15/america-latina-diritti-negati-tre-aggiornamenti-dallamerica-latina/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Tre aggiornamenti dall&#8217;America latina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="457" height="306" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16808" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/brasile-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><figcaption>epa10279404 Groups of truckers block roads in Rio de Janeiro, Brazil, 01 November 2022. According to videos released on social networks by leaders of that rebellion, they will only end the protest when &#8216; the Army intervenes&#8217; to &#8216;prevent the return of communism&#8217;. Bolsonaro, who lost the elections by a difference of 1.8 points against Lula, had not yet ruled on the result and had not been seen in public since  he voted in Rio of Janiero.  EPA/ANDRÉ COELHO</figcaption></figure></div>



<p>Brasile</p>



<p><br>È già notizia il fatto dell’invasione dei “Bolsonaristi” radicali alle sedi dei tre poteri dello Stato Brasiliano<br>domenica 8 gennaio. Oggi si ricordano le parole che Isabella Kalil, studiosa di politica di destra brasiliana<br>diceva a dicembre: affermava che i simpatizzanti di Bolsonaro si stavano preparando per creare il caos e<br>che erano in un processo di radicalizzazione. Questo era abbastanza chiaro vedendo le proteste avvenute<br>successivamente alla vittoria di Lula a novembre scorso e che abbiamo raccontato in questa sede<br>nell’articolo “America latina-i diritti negati. Brasile oggi”. Secondo la Kalil domenica 8 hanno inviato un<br>chiaro messaggio al paese e al Presidente: hanno dimostrato che si possono organizzare senza l’aiuto<br>diretto delle istituzioni o dei leader politici. L’estrema destra vuole dare filo da torcere a Lula, di questo non<br>c’è dubbio. Forze di sicurezza nazionale e membri delle forze armate potrebbero essere simpatizzanti di<br>questi gruppi estremisti in appoggio a Bolsonaro. Un fatto pericoloso, una grande sfida per la Presidenza<br>attuale, l’effetto valanga nel tanto ricercato equilibrio della politica brasiliana. In un certo senso, vedendo<br>quelle immagini di Brasilia ci siamo ricordati del triste episodio a Washington, guarda caso, esattamente<br>due giorni prima, ma nel 2021.<br>Oggi si cerca di riparare i danni, di sistemare le finestre rotte, gli uffici rovinati, smantellare la rete di<br>organizzazione dell’assalto e arrestare i presunti responsabili. Arrivano notizie di future proteste e si<br>rafforza sempre di più la sicurezza nazionale. Questa storia è appena iniziata, direi che dopo la vittoria di<br>Lula per i “Bolsonaristi” è un working progress.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16809" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/peru-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure></div>



<p>Perù</p>



<p><br>Altre manifestazioni e di conseguenza altra forte repressione mercoledì 11 nella città precolombiana di<br>Cusco (un morto e più di trenta feriti) a causa del malcontento che c’è intorno alla destituzione e<br>detenzione del ex presidente Pedro Castillo avvenuta a dicembre. L’onda di manifestazioni si è fermata per<br>le festività, ma dopo capodanno hanno ripreso il suo corso. I manifestanti esigono la rinuncia della nuova<br>Presidente, la chiusura del Congresso e diversi cambi nella Costituzione.<br>Dopo due processi di destituzione contro il presidente Castillo, condotti dal Congresso, (in cui si tentava di<br>dichiarare la permanente incapacità morale), il mandatario, in vista della terza sfiducia, parla alla nazione e<br>annuncia la dissoluzione del Congresso e l’intervenzione dei massimi poteri del paese. In poche parole: un<br>autogolpe, non riuscito ovviamente. Una parte della sua cartella di ministri rinuncia e il Congresso vota per<br>la destituzione e la sua posteriore detenzione. In questo momento è in attesa di processo. Il popolo non ci<br>sta, così come non ci è mai stato. Perù ha una storia incredibile di frammentazione politica e una forte<br>frattura nella Costituzione perché esiste un articolo che permette molto facilmente che il Congresso possa<br>annullare le facoltà presidenziali. Per cui, negli ultimi tempi: sei presidenti in quattro anni. Non c’è stabilità,<br>né ora né prima, se ricordiamo il triste episodio di Alberto Fujimori. Cosa succederà? La nuova Presidente<br>potrà portare un po’ di equilibrio in un paese che da anni vive nello sbilanciamento più totale? Anche<br>questa situazione è in working progress.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="481" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-1024x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16810" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-1024x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-300x141.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-768x361.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu-520x245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 520w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/venezu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p>Venezuela</p>



<p><br>Una nazione in cui l’opposizione politica è un continuo e costante working progress deludente, inaffidabile<br>e disorganizzato. È per questa ragione che dopo 23 anni ancora non sono stati capaci di organizzarsi per<br>smantellare la narco tirannia che ha messo in ginocchio tutto il sistema politico, economico e sociale del<br>Venezuela. Parlare di crisi umanitaria, di Nicolás Maduro, di dittatura, di crisi politica, di crisi sanitaria e via</p>



<p>dicendo, ormai è diventata la normalità, per la diaspora venezuelana sparsa nei 5 continenti e per chi ci vive<br>dentro e ci fa i conti tutti i giorni.<br>L’ultima speranza si è ormai sgretolata. Aveva il nome di Juan Guaidó che, a gennaio del 2019, guidava il<br>governo ad interim con tre obbiettivi: sospensione dell’usurpazione, governo di transizione e elezioni<br>libere. Tutto molto democratico in un paese in cui la democrazia era scomparsa da 20 anni. Quel governo<br>ricevette il riconoscimento degli Stati Uniti, della maggior parte dei paesi latinoamericani ed europei.<br>Inoltre, permesse di accedere a importanti risorse economiche all’estero che altrimenti sarebbero state<br>prese dalla narco dittatura per finanziare narcotraffico, vendita di armi, ecc. Sembrava l’inizio della fine, la<br>luce in fondo al tunnel e invece no. Dopo più di tre anni, possiamo dire che Guaidó non è mai stato un vero<br>lider e l’opposizione non è mai riuscita a rimuovere di un centimetro Maduro, nemmeno a convocare<br>elezioni libere né, men che meno, a esercitare un reale potere dentro del Venezuela. Gli analisti affermano<br>che la mancanza di strategie chiare, i tentativi disorganizzati per far cadere Maduro e gli immancabili<br>scandali di corruzione interna hanno macchiato definitivamente questa presidenza parallela.<br>Ebbene, questo governo della speranza è arrivato al capolinea. A dicembre, il Parlamento ha votato per la<br>sua eliminazione con 72 voti a favore, 29 contro e 8 astenuti (dei quali tanti ex parlamentari<br>dell’opposizione). D’altro canto, Nicolás Maduro è riuscito a superare il suo peggior momento, a lui non<br>cambia niente questa decisione del Parlamento, perché la verità è che per lui non è mai cambiato niente.<br>Con o senza governo ad interim, Maduro è stato saldamente al governo, probabilmente ha anche<br>consolidato la sua politica autoritaria e sta riuscendo nel tentativo di camuffare definitivamente, agli occhi<br>del mondo, la sua dittatura per una democrazia sociale, cosa che il suo maestro Hugo Chávez era riuscito a<br>fare. Confondere le acque è una strategia molto usuale in America Latina in ambito politico.<br>Che ne sarà di questi tre paesi nel 2023? Hanno iniziato l’anno con i botti, direi scaduti, e non si prospetta<br>una situazione serena. I lavori in corso continueranno senz’altro. Dovremmo capire come.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/15/america-latina-diritti-negati-tre-aggiornamenti-dallamerica-latina/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Tre aggiornamenti dall&#8217;America latina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/15/america-latina-diritti-negati-tre-aggiornamenti-dallamerica-latina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tomás Hirsch: una Costituzione rivoluzionaria per il Cile e per l’intera umanità</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/24/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/24/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 09:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cile]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[esempio]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[umanisti]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16547</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.com) Il 4 settembre il Cile voterà per approvare il testo della nuova Costituzione. Questo evento storico è largamente ignorato o poco seguito dai media, soprattutto da quelli europei. Ne abbiamo parlato con&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/08/24/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/">Tomás Hirsch: una Costituzione rivoluzionaria per il Cile e per l’intera umanità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/tomas-hirsch-campana-apruebo-820x579-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="579" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/tomas-hirsch-campana-apruebo-820x579-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16548" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/tomas-hirsch-campana-apruebo-820x579-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/tomas-hirsch-campana-apruebo-820x579-1-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/tomas-hirsch-campana-apruebo-820x579-1-768x542.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da pressenza.com)</p>



<p><em>Il 4 settembre il Cile voterà per approvare il testo della nuova Costituzione. Questo evento storico è largamente ignorato o poco seguito dai media, soprattutto da quelli europei. Ne abbiamo parlato con Tomás Hirsch, deputato di Acción Humanista e soprattutto attivista politico che ha seguito fin dall’inizio l’intera questione costituzionale.</em></p>



<p><strong>Gli umanisti hanno sempre messo in cima alle loro priorità la necessità di una nuova Costituzione in Cile. Tomás, potresti fare un breve riassunto di come siamo arrivati a questo plebiscito?</strong></p>



<p>Questo plebiscito è il risultato di una lunga lotta del popolo cileno, di varie organizzazioni sociali e partiti politici. Molti credono che l’origine sia nelle proteste del 18 ottobre 2019, ma la cosa è iniziata molto prima. Già quando, nel 1980, la Costituzione della dittatura è stata proclamata a ferro e fuoco, abbiamo iniziato a organizzare e mobilitare i vari movimenti sociali e partiti politici per avere una Costituzione democratica. Inoltre, porre fine alla Costituzione del 1980 era uno degli impegni del primo governo dopo la dittatura, che però non è stato rispettato.</p>



<p>Per noi umanisti questa è sempre stata una delle richieste fondamentali per cui ci mobilitavamo; quando ero candidato alle elezioni presidenziali abbiamo fatto un gesto che è rimasto impresso nella memoria del Cile, ossia gettare nella spazzatura la Costituzione di Pinochet. Questo atto, che ha scandalizzato alcuni potenti e i membri dell’élite politica, economica e militare del nostro Paese, ha risuonato profondamente nel nostro popolo.</p>



<p>Questa mobilitazione è continuata per decenni, fino a quando, dopo la rivolta dell’ottobre 2019, per dare corso e incanalare le diversissime richieste sociali si è giunti alla convinzione che non si trattava di sistemare uno o due aspetti dell’attuale legislazione, ma di andare al cuore del modello. E questo significava partire dal presupposto che viviamo da decenni sotto una Costituzione profondamente antidemocratica sia nella sua origine che nel suo contenuto, che non garantisce alcun diritto, che stabilisce differenze brutali tra una piccola minoranza e le grandi maggioranze del Paese.</p>



<p>Fu allora che si raggiunse un accordo per procedere verso una nuova Costituzione generata in democrazia. È stata eletta un’Assemblea Costituente (nell’ottobre del 2020, N.d.A.), che ha elaborato una proposta per un anno ed è questa proposta che sarà votata il 4 settembre con due opzioni: approvo o rifiuto. In un primo plebiscito, l’80% degli elettori ha votato a favore di una nuova Costituzione e lo stesso 80% ha votato a favore del fatto che fosse redatta da membri dell’Assemblea Costituente eletti a tale scopo e non da parlamentari. Così sono iniziati i lavori di questa Assemblea, la prima al mondo completamente paritaria, con il 50% di uomini e il 50% di donne, con un’ampia partecipazione di rappresentanti degli 11 popoli nativi e con una significativa presenza di indipendenti.</p>



<p>Se il testo proposto viene approvato, inizia il processo di implementazione della nuova Costituzione e di generazione delle centinaia di leggi che devono essere promulgate per renderla realtà; se viene respinto, la Costituzione della dittatura viene formalmente mantenuta. Tuttavia c’è già un accordo sul fatto che il mandato popolare ha chiesto la stesura di una nuova Costituzione e quella attuale, sebbene ancora in vigore dal punto di vista legale, è già morta politicamente e nel cuore del popolo cileno. Pertanto, anche se il testo verrà respinto nel plebiscito, promuoveremo la creazione di una nuova Assemblea Costituente per presentare un nuovo progetto che possa essere approvato.</p>



<p>Ma naturalmente speriamo e siamo convinti che l’approvazione vincerà e che avremo una nuova Costituzione a partire dal 4 settembre.</p>



<p><strong>La nuova Costituzione cilena è stata definita d’avanguardia e rivoluzionaria. Quali sono, secondo te, i suoi punti più importanti?</strong></p>



<p>Non c’è dubbio che questa nuova Costituzione sia assolutamente all’avanguardia e rivoluzionaria, perché non solo pone fine a una Costituzione generata sotto una dittatura, che come abbiamo già detto è antidemocratica nella sua origine e nel suo contenuto, ma soprattutto perché ci permette di affrontare le sfide del XXI secolo in modo nuovo e migliore. In questa Costituzione sono presenti i diritti della natura – e credo che sia la prima volta al mondo – così come la protezione delle altre specie, riconoscendole come esseri senzienti. Viene data particolare enfasi alla cura dell’ambiente e al riconoscimento della crisi climatica attuale, che viene segnalata come una delle sfide da affrontare.</p>



<p>È una Costituzione che dal primo all’ultimo articolo garantisce, protegge, incoraggia e promuove l’uguaglianza di genere, i diritti della diversità e della dissidenza sessuale e include i diritti delle persone transgender, questioni che non erano mai state considerate prima.</p>



<p>La nuova Costituzione definisce il Cile come un Paese plurinazionale in cui sono riconosciuti gli 11 popoli indigeni originari del nostro Paese, una novità assoluta. L’acqua viene ripristinata come bene comune che non potrà mai essere privatizzato e lo stesso vale per il mare e per le risorse naturali. La nuova Costituzione promuove inoltre la democrazia partecipativa diretta con iniziative di legge popolari, revoca del mandato, revoca popolare delle leggi e referendum municipali. In altre parole, si struttura lo Stato in base alla partecipazione diretta dei cittadini alla politica.</p>



<p>È una Costituzione che garantisce i diritti sociali in modo molto importante; l’articolo 1 definisce il Cile come uno Stato sociale e democratico basato sullo Stato di diritto, plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico. Credo che l’articolo 1 sintetizzi in modo molto profondo un cambiamento culturale strutturale del nostro Paese e per questo ci dà tanta speranza di avanzare verso la costruzione di un Paese più giusto, più democratico, più partecipativo, più decentrato e con più diritti per tutti.</p>



<p><strong>Alcuni sondaggi danno un risultato incerto a favore dell’approvazione: qual è la tua impressione in base all’azione quotidiana in campagna elettorale?</strong><strong></strong></p>



<p>E’ vero, i sondaggi continuano a mostrare un risultato in cui il rifiuto è vincente. Tuttavia, nelle ultime settimane c’è stato un cambiamento di tendenza e l’approvazione sta aumentando di due o tre punti ogni settimana. Credo che nei sondaggi delle prossime due settimane assisteremo a una sua vittoria. Non ho dubbi che il 4 settembre vinceremo, perché c’è un’immensa maggioranza di cileni che vuole una nuova Costituzione che garantisca tutti questi diritti.</p>



<p>Tuttavia, quello che è successo in questi mesi è stata una campagna brutale da parte della destra, che ha diffuso fake news e manipolato l’informazione grazie al controllo che ha su tutti i media – canali televisivi, giornali, stazioni radio e anche attraverso le reti sociali – con campagne multimilionarie in cui hanno soprattutto squalificato la proposta basandosi su falsità, vere e proprie falsità: sostengono che le persone si vedranno portare via la casa, che i loro fondi pensione saranno espropriati, che i popoli nativi controlleranno il sistema giudiziario. Insomma, una serie di bugie incredibili, ma che in molti casi sono state credute dai cittadini e hanno generato paura, incertezza, dubbio, ed è questo che negli ultimi tempi si è riflesso in una possibile prevalenza del voto di rifiuto. E’ chiaro però che questa tendenza si sta invertendo, perché nell’ultimo mese le forze che sostengono l’approvazione sono scese in piazza in massa e sono andate nei quartieri a parlare con la gente. Stiamo portando avanti una campagna chiamata “due milioni di porte per l’approvazione”, che parla con le famiglie, cosa che il rifiuto non può fare perché non ha il sostegno popolare.</p>



<p>Quindi in quest’ultimo mese, come è successo nel ballottaggio presidenziale dello scorso anno, siamo fiduciosi che il risultato volgerà a favore dell’approvazione<a href="https://www.pressenza.com/it/2022/08/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/#_ftn1?utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>.</p>



<p><strong>Cosa possiamo fare noi, dal resto del mondo, per sostenere questo processo costituente?</strong></p>



<p>Penso che il sostegno che possiamo ricevere dal resto del mondo sia molto importante: in primo luogo, per motivare le comunità cilene che vivono in altri paesi a partecipare, a votare, a essere presenti: questa nuova Costituzione significa anche migliori condizioni per loro. In secondo luogo, per aiutare a diffondere il testo anche in altri paesi. In terzo luogo, per mostrare attraverso le reti il sostegno all’approvazione e a coloro che stanno lottando duramente per questo.</p>



<p>Penso che queste siano alcune azioni molto concrete che si possono realizzare in altri Paesi e che senza dubbio aiuterebbero molto nella campagna per l’approvazione di una nuova Costituzione in Cile.</p>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/2022/08/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/#_ftnref1?utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;<em>Si riferisce ai sondaggi che davano Boric perdente al secondo turno, in cui l’attuale Presidente del Cile ha poi vinto con ampio margine, N.d.T.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/08/24/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/">Tomás Hirsch: una Costituzione rivoluzionaria per il Cile e per l’intera umanità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/24/tomas-hirsch-una-costituzione-rivoluzionaria-per-il-cile-e-per-lintera-umanita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Cile: una nuova democrazia è arrivata?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/01/america-latina-diritti-negati-cile-una-nuova-democrazia-e-arrivata/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/01/america-latina-diritti-negati-cile-una-nuova-democrazia-e-arrivata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 08:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#GABRIELGORIC]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cile]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[difensore]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16106</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Occhi puntati su Gabriel Boric, presidente eletto del Cile. Quasi 36 anni, ex leader del movimento studentesco. L’11 marzo sarà al “Palacio de la Moneda” a Santiago. Pensiero fresco, giovane e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/01/america-latina-diritti-negati-cile-una-nuova-democrazia-e-arrivata/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Cile: una nuova democrazia è arrivata?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/boric-gabriel-c-fotografoencampana.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="546" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/boric-gabriel-c-fotografoencampana.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16107" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/boric-gabriel-c-fotografoencampana.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/boric-gabriel-c-fotografoencampana-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/boric-gabriel-c-fotografoencampana-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p>Occhi puntati su Gabriel Boric, presidente eletto del Cile. Quasi 36 anni, ex leader del movimento studentesco. L’11 marzo sarà al “Palacio de la Moneda” a Santiago. Pensiero fresco, giovane e molto serio. Difensore dei Diritti Umani.</p>



<p>Il suo piano di governo è molto ambizioso: portare avanti una riforma tributaria, riformare la politica delle pensioni e modificare il sistema sanitario. Altri temi della sua agenda sono: migliorare le condizioni dei lavoratori, la migrazione, l’istruzione, la sicurezza nazionale, la parità di genere, il cambio climatico e soprattutto i diritti umani. A proposito di questo ha in programma la creazione di una Commissione Permanente per controllare e riesaminare i casi di violazione dei diritti umani e gli innumerevoli casi di vittime di omicidi, torture e persone scomparse durante il regime di Pinochet, ferita ancora aperta. Implementare un piano nazionale ed efficace di ricerca per i detenuti scomparsi durante il regime. “Il rispetto dei diritti umani è un impegno ineludibile del nostro governo. Mai, per nessun motivo, avremo un presidente che dichiari guerra al suo popolo”. Sono state le sue parole. Ha promesso: “cercare la verità, la giustizia, riparare e non ripetere”.</p>



<p>Vorrei soffermarmi nella parola “riparare”, cioè rimettere a posto qualcosa di rotto o malfunzionante eliminando i guasti e i difetti, aggiustare. Gran parte dell’America Latina dev’essere aggiustata, riparata, dev’essere messa a posto, dobbiamo ricominciare con fiducia, lasciare indietro tutti i contrattempi, le tragedie generate delle diverse dittature di ieri e di oggi ed imparare dai nostri errori perché non succedano più. E non credo che queste parole siano solo retorica. La vittoria di Goric lo dimostra. Bisogna far ripartire l’economia del continente, investire nell’istruzione e nella salute e educare i cittadini al rispetto dei diritti umani. Sembra che Goric voglia fare proprio tutto questo, lo si evince dalle sue parole e dai fatti.</p>



<p>Tornando al suo molto ambizioso programma di governo e che sicuramente è stato influenzato dall’esplosione sociale avvenuta in ottobre 2019, (quando milioni di persone si riversarono nelle strade chiedendo più parità in una nazione che nelle ultime decadi aveva funzionato con un sistema economico che penalizzava ai più svantaggiati) Goric continua coerentemente a dire le stesse cose dette durante la campagna elettorale.</p>



<p>Una dimostrazione pratica delle sue parole è la composizione del suo gabinetto ministeriale: conformato da 14 donne e 10 uomini. Ministeri importanti come affari esteri, Ministero dell’interno, della difesa, della giustizia, del lavoro, della salute, dell’ambiente e delle pari opportunità saranno gestiti da donne. La segretaria generale di stato è rappresentata da una giovane donna e mamma che nella presentazione del gabinetto davanti alla facciata del Museo di Scienze nella città di Santiago, è apparsa con i tatuaggi visibili, vestita di rosa e in pantaloncini corti. Un professore di “castellano” sarà a carico del Ministero dell’Istruzione. Non sono cose da poco, soprattutto nei nostri paesi latini.</p>



<p>Goric parla sempre ai bambini, ai vicini di casa, ai cittadini comuni, con parole semplici e molta umiltà. Ha designato come capo del suo governo, per gestire la sua agenda, un suo stretto collaboratore durante la campagna elettorale, Matías Meza-Lopehandía, avvocato esperto in diritti umani e popoli indigeni.</p>



<p>Ho imparato che in America Latina si deve andare sempre in punta di piedi. Quello che sembra, molte volte non lo è. Quello che si dà per scontato, nemmeno lo è. Se si pensa alla storia del Cile, ai presidenti che sono passati per le stanze della Moneda, da Carlos Ibañez del Campo, artefice delle prime incursioni militari nella politica negli anni 20 dello scorso secolo, fino a Michelle Bachelet, prima e unica “presidenta” del paese, passando dal dittatore Augusto Pinochet e da uno dei momenti più bui della storia del Cile, sembrerebbe che il neoeletto e giovanissimo Boric abbia portato finalmente un po’ di luce e di visione nuova. Il trionfo di una nuova società democratica, paritaria e con uno sguardo particolare alle nuove generazioni e ai nuovi modi di essere sembrerebbe una realtà nella regione latino-americana. Ho la speranza che questo possa succedere non solo in Cile. America Latina potrebbe e dovrebbe contagiarsi da questa scia. Anche se il condizionale è d’obbligo. Quindi, occhi puntati su Boric, sulle sue mosse, sulle decisioni dei suoi ministri e sull’andamento dell’economia della società cilena. Potrebbe essere un esempio da seguire.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/01/america-latina-diritti-negati-cile-una-nuova-democrazia-e-arrivata/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Cile: una nuova democrazia è arrivata?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/01/america-latina-diritti-negati-cile-una-nuova-democrazia-e-arrivata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conferenza sul clima COP26 a Glasgow I popoli indigeni chiedono giustizia climatica Bolzano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/05/conferenza-sul-clima-cop26-a-glasgow-i-popoli-indigeni-chiedono-giustizia-climatica-bolzano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/05/conferenza-sul-clima-cop26-a-glasgow-i-popoli-indigeni-chiedono-giustizia-climatica-bolzano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 08:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalisti]]></category>
		<category><![CDATA[amobiente]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[cop26]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[equità]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Glasgow]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15781</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il punto di vista indigeno devono essere preso molto più in considerazione alla COP 26 a Glasgow, in Scozia. Questo è ciò che chiede l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) in vista della conferenza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/11/05/conferenza-sul-clima-cop26-a-glasgow-i-popoli-indigeni-chiedono-giustizia-climatica-bolzano/">Conferenza sul clima COP26 a Glasgow I popoli indigeni chiedono giustizia climatica Bolzano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="799" height="534" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15782" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 799w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></figure>



<p></p>



<p>Il punto di vista indigeno devono essere preso molto più in considerazione alla COP 26 a Glasgow, in Scozia. Questo è ciò che chiede l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) in vista della conferenza sul clima che inizia domenica prossima a Glascow. I popoli indigeni stanno già combattendo in prima linea contro il cambiamento climatico, per esempio resistendo al disboscamento illegale e all&#8217;agricoltura &#8220;taglia-e-brucia&#8221;. Allo stesso tempo, sono direttamente interessati<br>dalle conseguenze del cambiamento climatico a causa della loro connessione esistenziale con la natura e l&#8217;ambiente.</p>



<p>Da una prospettiva indigena, le precedenti conferenze sul clima sono state estremamente deludenti. Questo perché Stati come il Brasile o l&#8217;India, dove vivono molte popolazioni indigene, si concentrano più sulla loro crescita economica che sulla protezione del clima o delle parti più vulnerabili della loro popolazione. A causa della pandemia,<br>molti meno indigeni possono essere presenti a Glasgow rispetto alle conferenze precedenti. I paesi ricchi in particolare hanno quindi il dovere di cercare un dialogo diretto e di imparare dall&#8217;esperienza indigena.</p>



<p>In Brasile in particolare, il presidente Jair Bolsonaro sta portando avanti senza sosta la distruzione delle foreste e della natura.<br>Attraverso le sue politiche e la sua retorica, i criminali si sentono incoraggiati a invadere, sfruttare e bruciare i territori indigeni per l&#8217;agricoltura. Nel territorio degli Ashaninka, una compagnia di disboscamento sta attualmente costruendo una strada illegale attraverso la foresta pluviale e il relativo territorio indigeno &#8211; sia dal lato peruviano che da quello brasiliano. I diritti territoriali dei popoli indigeni sono la base per la protezione del loro ambiente. Gli Ashaninka hanno preso l&#8217;iniziativa per la foresta pluviale nello stato brasiliano di Acre anni fa e hanno ripiantato più di 2.000 giovani alberi sul loro territorio che erano stati distrutti dal disboscamento illegale. Tali iniziative possono essere un esempio internazionale. Oltre ai negoziati intergovernativi, sarebbe quindi un segnale forte se i politici europei avessero colloqui diretti con i popoli indigeni su questo argomento.</p>



<p>È tempo di agire &#8211; e i governi del mondo non devono solo decidere tra di loro cosa succederà al clima del mondo. La società civile, compresi i popoli indigeni, deve avere il diritto di discutere e decidere.<br>Sfortunatamente, la società civile per lo più non viene ascoltata. I popoli indigeni, che danno un grande contributo alla protezione dell&#8217;ambiente, sono lasciati fuori dalle decisioni. Questi veri ambientalisti devono essere finalmente ascoltati e presi in seria considerazione. Perché i governi che ricevono i finanziamenti contribuiscono più alla distruzione dell&#8217;ambiente che alla sua protezione.</p>



<p>Eliane Fernandes parteciperà alla conferenza sul clima a nome dell&#8217;APM e sarà sul posto dal 3 al 7 novembre. Il 6 novembre, l&#8217;APM organizza un evento nel padiglione tedesco insieme all&#8217;Alleanza Clima, la Fondazione per il clima, l&#8217;Alleanza per il clima (Klimabündnis) e Kindernothilfe.</p>



<p><br>Alle 15.00 inizierà il panel &#8220;Giustizia climatica &#8211; La prospettiva globale&#8221;. Voci da Madagascar, Perù, Brasile, Pakistan e Sudafrica presenteranno l&#8217;attivismo climatico globale. Il panel metterà in evidenza gli attuali impatti del cambiamento climatico e le strategie di successo contro di esso, e presenterà le visioni del futuro dei giovani attivisti. I due rappresentanti Ashaninka Francisco Piyãko (Brasile) e Berlin Diques Rios (Perù) parleranno a nome dell&#8217;APM. Uno streaming live<br>dell&#8217;evento sarà reso disponibile dal Ministero Federale dell&#8217;Ambiente tedesco su <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.german-climatepavillion.de/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.german-climatepavillion.de?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/11/05/conferenza-sul-clima-cop26-a-glasgow-i-popoli-indigeni-chiedono-giustizia-climatica-bolzano/">Conferenza sul clima COP26 a Glasgow I popoli indigeni chiedono giustizia climatica Bolzano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/05/conferenza-sul-clima-cop26-a-glasgow-i-popoli-indigeni-chiedono-giustizia-climatica-bolzano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marco temporal e COVID19: non c’è pace per i popoli indigeni del Brasile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/19/marco-temporal-e-covid19-non-ce-pace-per-i-popoli-indigeni-del-brasile/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/19/marco-temporal-e-covid19-non-ce-pace-per-i-popoli-indigeni-del-brasile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 07:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bolsonaro]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[landgrabbing]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[proreste]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15731</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Negli ultimi mesi sono giunte fino a noi le notizie di proteste che hanno coinvolto migliaia diindigeni brasiliani del movimento Luta pela vida (Lotta per la vita), coordinato dall’Articulação dosPovos Indígenas&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/19/marco-temporal-e-covid19-non-ce-pace-per-i-popoli-indigeni-del-brasile/">Marco temporal e COVID19: non c’è pace per i popoli indigeni del Brasile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15732" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazil-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p>Negli ultimi mesi sono giunte fino a noi le notizie di proteste che hanno coinvolto migliaia di<br>indigeni brasiliani del movimento Luta pela vida (Lotta per la vita), coordinato dall’Articulação dos<br>Povos Indígenas do Brasil (APIB).<br>Oggetto del dibattito pubblico e delle numerose manifestazioni è in particolare una sentenza del<br>Supremo tribunale federale, ancora oggi attesa con trepidazione da centinaia di tribù indigene<br>brasiliane. A inizio settembre, infatti, il Tribunale avrebbe dovuto pronunciarsi su una questione di<br>espulsione che oppone il popolo Xokleng allo Stato brasiliano di Santa Catarina. La problematica<br>decisione porta in realtà sulla costituzionalità del marco temporal, una tesi che potrebbe<br>legittimare il processo di land grabbing, ovvero l’“accaparramento di terra”, di cui gli indigeni<br>brasiliani, come molti altri popoli indigeni in ogni angolo del mondo, sono stati e sono tutt’oggi<br>vittime.<br>Sul fondamento di tale tesi potrebbero essere assegnati ai popoli indigeni unicamente quei<br>territori che questi dimostrano di avere occupato al momento della promulgazione dell’attuale<br>Costituzione, il 5 ottobre 1988: la consacrazione di un tale principio legittimerebbe così<br>quell’espropriazione di terre temuta oggi dalle migliaia di persone che manifestano a Brasilia. Oltre<br>alla difficoltà per alcuni di questi popoli di dimostrare giuridicamente la propria presenza su un<br>territorio, una pericolosa realtà soprattutto per gli indigeni “non contattati”, si aggiunge il fatto<br>che al momento dell’entrata in vigore della Costituzione questi popoli erano spesso vittime di<br>allontanamenti diretti e indiretti dalle proprie terre ancestrali.<br>La pericolosa tesi del marco temporal è oggi sostenuta dal presidente Jair Bolsonaro e dai massimi<br>esponenti di alcuni settori dell’economia, che vedono nella sua consacrazione l’occasione per<br>sfruttare terre oggi protette per agricoltura, centrali idroelettriche ed estrazione di minerali. Al<br>contrario, qualora il Tribunale supremo dovesse negarne una volta per tutte la legittimità, i popoli<br>indigeni vedrebbero assegnarsi un potente strumento giuridico per difendere le proprie terre.<br>Vista la complessità della questione e la pesante portata della decisione, positiva o negativa che<br>sia, il Tribunale ha deciso di sospendere a tempo indeterminato il processo, prolungando così<br>l’arrivo di quella risposta dalla quale dipendono le sorti di migliaia di persone. L’incertezza pesa<br>ancora così sui popoli indigeni del Brasile, duramente colpiti anche dal COVID19, mentre continua<br>la paura per le politiche di Bolsonaro, criticato per le sue posizioni anti-indigene e<br>antiambientaliste. Dall’inizio del suo mandato nel 2019, il Presidente brasiliano è già stato<br>denunciato più volte davanti alla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità e<br>genocidio da associazioni quali la stessa APIB, in particolare per le attività di deforestazione<br>dell’Amazzonia e gli attacchi ai popoli indigeni, aggravati dagli ultimi anni di pandemia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/19/marco-temporal-e-covid19-non-ce-pace-per-i-popoli-indigeni-del-brasile/">Marco temporal e COVID19: non c’è pace per i popoli indigeni del Brasile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/19/marco-temporal-e-covid19-non-ce-pace-per-i-popoli-indigeni-del-brasile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata della resistenza indigena (12 ottobre)</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/12/giornata-della-resistenza-indigena-12-ottobre/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/12/giornata-della-resistenza-indigena-12-ottobre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 08:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[decolonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[resitenza]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15711</guid>

					<description><![CDATA[<p>Resistenza più visibile, più internazionale e più forte che mai Il 12 ottobre è la &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221; &#8211; poiché con l&#8217;arrivo di Cristoforo Colombo sulle coste delle Americhe in questo giorno del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/12/giornata-della-resistenza-indigena-12-ottobre/">Giornata della resistenza indigena (12 ottobre)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Resistenza più visibile, più internazionale e più forte che mai</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="470" height="380" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazilian-Indians.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15712" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazilian-Indians.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 470w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Brazilian-Indians-300x243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></figure>



<p></p>



<p>Il 12 ottobre è la &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221; &#8211; poiché con l&#8217;arrivo di Cristoforo Colombo sulle coste delle Americhe in questo giorno del 1492, iniziò l&#8217;oppressione dei popoli indigeni delle<br>Americhe, la colonizzazione e lo sfruttamento sistematico del loro mondo. Oggi, gli effetti dell&#8217;imperialismo europeo si fanno ancora sentire. I popoli indigeni devono continuare a resistere alle corporazioni e ai governi che non rispettano i loro diritti, invadono i loro territori e addirittura li uccidono. Il razzismo è un problema<br>quotidiano. Allo stesso tempo, la resistenza indigena sta crescendo. A gran voce e a livello internazionale, le organizzazioni indigene e i loro delegati stanno portando avanti la lotta contro il cambiamento climatico e lo sfruttamento capitalista &#8211; e per uno sviluppo più giusto.</p>



<p>I popoli indigeni di tutto il mondo sono uniti dall&#8217;esperienza di privazione di diritti, oppressione e discriminazione. Questo è aggravato dalla crescente criminalizzazione dei movimenti indigeni che lottano per preservare il loro habitat e i loro mezzi di sussistenza. Il Columbus Day è ancora celebrato nelle Americhe. Con la crescente consapevolezza della colonizzazione violenta e delle grandi sofferenze, la giornata ha cambiato finalità in sempre più stati a partire dagli anni &#8217;90. La Bolivia celebra il &#8220;Giorno della decolonizzazione&#8221;, il Cile il &#8220;Giorno dell&#8217;incontro dei due mondi&#8221; e l&#8217;Argentina il &#8220;Giorno del rispetto della<br>diversità culturale&#8221;. Negli Stati Uniti si sta tentando di contrapporre al Columbus Day un &#8220;Indigenous Peoples&#8217;s Day&#8221; l&#8217;11 ottobre. Questa non deve rimanere una politica di sola facciata.</p>



<p>La resistenza indigena è in rete a livello internazionale, come dimostra l&#8217;attuale &#8220;Gira Zapatista&#8221;. Questa delegazione dell&#8217;esercito di liberazione zapatista del sud del Messico è attualmente in giro per<br>l&#8217;Europa. I delegati, tra le altre cose, in Germania hanno sostenuto lo sciopero del clima e hanno protestato contro le forniture di armi di Heckler &amp; Koch. Per loro, è il 25° anniversario della resistenza.</p>



<p>In Bolivia, più di 500 indigeni hanno marciato per 37 giorni per affermare i loro diritti fondamentali. Le marce sono una delle più importanti espressioni di resistenza dei popoli indigeni della Bolivia.<br>Esigono dallo stato e dalla società boliviana il riconoscimento dei loro territori, il diritto all&#8217;autodeterminazione, all&#8217;autogoverno, alla partecipazione politica e all&#8217;identità culturale. Le marce non hanno sempre portato alla meta. Ma hanno reso più visibile la popolazione indigena del paese.</p>



<p>Una settimana fa, 200 indigeni Awajún hanno occupato la stazione cinque dell&#8217;oleodotto peruviano (ONP) nell&#8217;Amazzonia peruviana a nord del paese. Protestano contro la distruzione ambientale causata dall&#8217;oleodotto e dalle sue perdite, così come per una maggiore educazione e partecipazione sociale. Nell&#8217;est del paese, gli indigeni stanno lottando contro la costruzione di una strada illegale costruita dai taglialegna in mezzo alla foresta pluviale, che colpirà oltre duemila indigeni di cinque diverse tribù.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/12/giornata-della-resistenza-indigena-12-ottobre/">Giornata della resistenza indigena (12 ottobre)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/12/giornata-della-resistenza-indigena-12-ottobre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/08/le-comunita-indigene-sono-sempre-piu-minacciate-in-tutto-il-mondo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/08/le-comunita-indigene-sono-sempre-piu-minacciate-in-tutto-il-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2021 07:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[profitto]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15555</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo. Lo sottolinea l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) in occasione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (9 agosto). Sebbene il governo tedesco abbia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/08/le-comunita-indigene-sono-sempre-piu-minacciate-in-tutto-il-mondo/">Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="579" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/indigeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15556" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/indigeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/indigeni-300x174.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/indigeni-768x445.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo. Lo sottolinea l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) in occasione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (9 agosto). Sebbene il governo tedesco abbia dato segnali positivi con la recente ratifica della Convenzione 169 dell&#8217;ILO e l&#8217;approvazione della legge sulla catena<br>di approvvigionamento poco prima della fine della legislatura, ci sono pochi segni di speranza anche per i popoli indigeni d&#8217;Europa. I Sami nell&#8217;estremo nord della Norvegia, per esempio, temono per il loro sostentamento perché sul loro territorio sarà estratto il rame. La regione è il vivaio per l&#8217;allevamento di renne dei Sami. Inoltre, gli scarti della miniera di rame di Nussir saranno scaricati nel vicino Repparfjord, mettendo in pericolo lo stock di salmoni dei pescatori Sami. Il partner del progetto e acquirente del rame è la società tedesca Aurubis di Amburgo.</p>



<p>Ancora nel 1990, la Norvegia tra i primi stati al mondo aveva ratificato l&#8217;ILO 169 e si era così impegnata a rispettare i diritti dei Sami. Ciononostante, i permessi per l&#8217;estrazione del rame e per lo scarico dello strato di copertura sono stati quasi completati senza il consenso di tutti i Sami interessati. Allo stesso tempo, lo stock di salmone<br>atlantico è stato gravemente danneggiato dall&#8217;inquinamento delle acque negli anni &#8217;70, quando il rame veniva già estratto e solamente ora aveva iniziato a riprendersi. Ufficialmente sarebbe in corso un dialogo tra le società Nussir ASA, Aurubis e i Sami. Ma i pescatori e gli allevatori di renne dell&#8217;omonima regione del Nussir lo negano. La produzione di rame dovrebbe iniziare nel 2022.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte del mondo, anche in Brasile si stanno votando nuove leggi, ma sono esplicitamente dirette contro le comunità indigene di quel paese. &#8220;Da settimane i popoli indigeni protestano davanti al palazzo del Congresso di Brasilia contro, tra le altre cose, il disegno di legge 2633/20, noto anche come legge sull&#8217;accaparramento delle terre, che è stato approvato ieri al Congresso. Viola la costituzione perché renderà molto più difficile completare le procedure di demarcazione in corso e aprirne di nuove. Queste procedure stabiliscono e riconoscono ufficialmente i confini dei territori indigeni. Le demarcazioni esistenti potrebbero anche essere invertite. Questo mette in pericolo anche i 178 territori che sono stati delimitati con il sostegno finanziario di molti stati tra cui la Germania. Un&#8217;altra legge, PDL 177/2021, permetterebbe al presidente Bolsonaro di ritirarsi dalla Convenzione 169 dell&#8217;ILO, che il Brasile ha ratificato nel luglio 2002.<br>Questo annullerebbe tutto ciò per cui gli indigeni hanno lottato negli ultimi 30 anni.</p>



<p>La Convenzione 169 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro dell&#8217;ONU (ILO 169) è finora l&#8217;unica norma internazionale che garantisce una protezione giuridicamente vincolante ai popoli indigeni. È stata ratificata solo da 24 stati, sei dei quali sono in Europa. Anche la Germania si è impegnata a rafforzare i diritti degli indigeni con il Supply Chain Act. Le aziende tedesche le cui attività possono influenzare la vita delle popolazioni indigene possono ora essere meglio sensibilizzate e ritenute responsabili delle loro azioni. Sono almeno 370 milioni le persone che nel mondo appartengono a 5000 popoli indigeni.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/08/le-comunita-indigene-sono-sempre-piu-minacciate-in-tutto-il-mondo/">Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/08/le-comunita-indigene-sono-sempre-piu-minacciate-in-tutto-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Protesta contro la nuova legge sulla demarcazione: un affronto ai popoli indigeni del Brasile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/27/protesta-contro-la-nuova-legge-sulla-demarcazione-un-affronto-ai-popoli-indigeni-del-brasile/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/27/protesta-contro-la-nuova-legge-sulla-demarcazione-un-affronto-ai-popoli-indigeni-del-brasile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 07:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[latifondi]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamerica]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15356</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione Costituzione e Giustizia della Camera dei Deputati brasiliana voterà oggi un progetto di legge che cambierebbe la procedura di demarcazione dei territori indigeni a scapito della popolazione indigena. Come riferisce l&#8217;Associazione per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/05/27/protesta-contro-la-nuova-legge-sulla-demarcazione-un-affronto-ai-popoli-indigeni-del-brasile/">Protesta contro la nuova legge sulla demarcazione: un affronto ai popoli indigeni del Brasile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="700" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/indios-brasil.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15357" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/indios-brasil.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/indios-brasil-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p><br>La Commissione Costituzione e Giustizia della Camera dei Deputati brasiliana voterà oggi un progetto di legge che cambierebbe la procedura di demarcazione dei territori indigeni a scapito della popolazione indigena. Come riferisce l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM), l&#8217;Associazione dei Popoli Indigeni del Brasile (APIB) ha annunciato ampie proteste contro di essa. Se questa legge entrerà in vigore, la situazione dei popoli indigeni del Brasile si deteriorerà ulteriormente.<br>L&#8217;accaparramento delle terre e i conflitti aumenteranno, e i grandi latifondisti disboscheranno ancora di più la foresta pluviale. Sarà allora più facile forzare il contatto con i popoli in isolamento volontario, il che è pericoloso per queste persone.</p>



<p>Il progetto di legge, con il numero PL 490/2007, è anche incostituzionale e viola la Convenzione 169 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro, che il Brasile ha ratificato nel 2002: il progetto di legge potrebbe permettere, per esempio, la realizzazione di strade, l&#8217;insediamento di grandi aziende agricole e zootecniche, o<br>l&#8217;estrazione mineraria, senza il consenso preventivo, libero e informato delle comunità interessate. Il progetto di legge toglierebbe qualsiasi territorio &#8220;la cui occupazione serve l&#8217;interesse pubblico rilevante dell&#8217;Unione&#8221; dall'&#8221;usufrutto esclusivo&#8221; dei popoli indigeni &#8211; anche se è stato sotto la proprietà indigena per decenni. &#8220;Il progetto di legge<br>insomma è un affronto ai popoli indigeni del Brasile. Sappiamo tutti che pericolo e che rischi comporterà tutto questo&#8221;, queste le parole di Kretã Kaingang, coordinatore dell&#8217;APIB.</p>



<p>Il riconoscimento di nuovi territori diventerebbe praticamente impossibile una volta che la legge dovesse entrare in vigore. Nuove demarcazioni sarebbero concesse solo attraverso leggi separate, il che complicherebbe enormemente quello che è già un processo lungo. Inoltre, le possibilità di ricorso in tutte le fasi del complesso processo<br>amministrativo sarebbero notevolmente ampliate e sarebbe anche<br>incostituzionale: il progetto di legge utilizza il cosiddetto &#8220;Marco Temporal&#8221; (punto di riferimento temporale). In base a questo principio, solo i popoli indigeni che possedevano la terra il 5 ottobre 1988, data di promulgazione della costituzione, possono rivendicare un diritto su di essa. Tutto questo ignora la storia di espulsioni, spostamenti forzati e atti di violenza contro queste popolazioni.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/05/27/protesta-contro-la-nuova-legge-sulla-demarcazione-un-affronto-ai-popoli-indigeni-del-brasile/">Protesta contro la nuova legge sulla demarcazione: un affronto ai popoli indigeni del Brasile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/27/protesta-contro-la-nuova-legge-sulla-demarcazione-un-affronto-ai-popoli-indigeni-del-brasile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
