<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>industrie Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/industrie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/industrie/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Nov 2023 10:33:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>industrie Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/industrie/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Morire di lavoro: fino a quando?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/17/morire-di-lavoro-fino-a-quando/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/17/morire-di-lavoro-fino-a-quando/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 10:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#TeatroOfficina]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[fabbriche]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[infortunio]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[profitto]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatrocivile]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17274</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Alessandra Montesanto Un morto ogni tre giorni, un infortunio al minuto: questo è il dato per riflettere sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro. Il 12 novembre scorso, per l&#8217;inaugurazione della nuova&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/17/morire-di-lavoro-fino-a-quando/">Morire di lavoro: fino a quando?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/facc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="690" height="460" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/facc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/facc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 690w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/facc-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Un morto ogni tre giorni, un infortunio al minuto: questo è il dato per riflettere sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro.</p>



<p>Il 12 novembre scorso, per l&#8217;inaugurazione della nuova stagione del Teatro Officina di Milano &#8211; storico punto di riferimento culturale del capoluogo lombardo, che quest&#8217;anno compie 50 anni di attività &#8211; il pubblico ha potuto assistere ad una serata ricca di poesia, testimonianze, appelli grazie a Massimo de Vita in dialogo con l&#8217;ex operaio e poeta Ferruccio Brugnaro e alla presenza del senatore (Gruppo Misto) Tino Magni che hanno specificato i doveri dei datori di lavoro che comprendono: fornire ai lavoratori le informazioni sulle procedure di sicurezza e sugli eventuali rischi presenti sul posto in cui si svolge la mansione; fornire una formazione sul corretto utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale; fornire le indicazioni sulle procedure di evacuazione in caso di emergenza. Molti sono, poi, i diritti degli operai e dei lavoratori in generale, ad esempio: un risarcimento in caso di infortunio e la possibilità di adire a vie legali in caso di violazioni delle leggi in tema di sicurezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario--768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17276" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario--768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario--225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario--1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/vcchio-operario-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1530w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>In Italia sono l&#8217;INAIL (Istituto nazionale per l&#8217;Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) e l&#8217;INL, un&#8217;agenzia del governo istituita in base a un decreto legislativo del 2015 che dovrebbero occuparsi della salute dei lavoratori, della tutela e della sicurezza, ma non sono sufficienti se consideriamo il numero delle morti e degli incidenti che, troppo spesso, colpiscono le famiglie e, quindi, la società intera. All&#8217;interno delle industrie abbiamo la figura dell&#8217;RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), eletto tra i lavoratori per avanzarne le istanze, appunto, per quanto concerne gli aspetti della salute e dei rischi; come sottolinea Brugnaro dovrebbe esserci un esponente delle richieste e delle informazioni da fornire ai lavoratori in tutte le fabbriche e le aziende e si dovrebbe instaurare un maggior rapporto diretto tra questa figura e il capo o CEO della fabbrica o dell&#8217;azienda stessa.</p>



<p>La seconda parte della serata ha affrontato il tema &#8211; ancora così importante e attuale &#8211; tramite l&#8217;Arte: letture e monologhi intensi, commoventi, feroci e delicati allo stesso tempo che riportano alla mente gli incidenti mortali alla Thyssenkrupp (6 dicembre 2007) e le morti di tumore causate dal Petrolchimico di Marghera (28 novembre 2002): Daniela Airoldi Bianchi dà voce all&#8217;operaio Gianfranco Bettin tramite un brano tratto da “Petrolkiller” e, per terminare, lo spettacolo dal titolo “Il paese delle facce gonfie” con Stefano Panzeri (per la regia di Marco di Stefano e testo di Paolo Bignani) con grande dolcezza &#8211; anche per l&#8217;ingenuità infantile del protagonista &#8211; accompagna gli spettatori in un viaggio dal fantastico al realistico, dalla speranza alla disillusione, raccontando una storia d&#8217;amore tra un giovane operaio e una ragazza e di grande solidarietà ambientata alla Icmesa, teatro in cui nel &#8217;76 è stato provocato il disastro ambientale dovuto alla fuoriuscita di diossina, a Meda, in provincia di Milano. “Teatro” sì, luogo e messa in scena, che racconta una realtà ancora tanto dura nella memoria e nell&#8217;indignazione perché certi fatti continuano ad accadere. Inesorabilmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1--768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17277" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1--768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1--225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1--1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/spettacolo-1-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/17/morire-di-lavoro-fino-a-quando/">Morire di lavoro: fino a quando?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/17/morire-di-lavoro-fino-a-quando/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terra d&#8217;ombra bruciata</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/12/terra-dombra-bruciata/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/12/terra-dombra-bruciata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 15:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[operaie]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani &#8211; in collaborazione con Vivilambrate e Acli Circolo Lambrate &#8211; è lieta di presentare il romanzo di Valentina Nuccio, dal titolo &#8220;Terra d&#8217;ombra bruciata&#8221; (edito da Mezzelane). Piera, una&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/12/terra-dombra-bruciata/">Terra d&#8217;ombra bruciata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>Associazione Per i Diritti uman</strong>i </em>&#8211; in collaborazione con Vivilambrate e Acli Circolo Lambrate &#8211; è lieta di presentare il romanzo di Valentina Nuccio, dal titolo &#8220;Terra d&#8217;ombra bruciata&#8221; (edito da Mezzelane).</p>



<p>Piera, una vita normale in una cittadina del Nord finché il marito, insegnante, ottiene il tanto desiderato trasferimento nella sua città natale, Taranto. Con il figlio Giacomo e il gatto Mou percorrono tutta l&#8217;Italia ma, quando si ritrova davanti alle ciminiere dell&#8217;ex Ilva, lei si sente smarrita e spaventata. Quando il figlio ha un piccolo incidente, si ritrova catapultata in una realtà spaventosa in cui tanti bambini sono pazienti 048: ammalati di cancro. Taranto però non è solo morte. È anche mare, cielo azzurro e bellezza storica, e piano piano Piera se ne innamora, decidendo di unirsi alla lotta quotidiana degli abitanti, tra tragedie e solidarietà. Piera cambia, si trasforma in una donna nuova, scoprendosi diversa da quella che pensava di essere. Prefazione di Erri De Luca.</p>



<p>Sarà l&#8217;occasione per parlare con l&#8217;autrice di lavoro, di donne, di figli, di famiglie, di società, di economia e tanto altro. Anche grazie ai vostri interventi, alle vostre domande. Non mancate perchè sarà una serata molto emozionante, oltre che di grande interesse.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="724" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-1024x724.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17210" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-1024x724.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-768x543.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-1536x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/lib-2048x1448.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/12/terra-dombra-bruciata/">Terra d&#8217;ombra bruciata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/12/terra-dombra-bruciata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rilancio della lettera aperta del 21 marzo per bloccare tutte le attività non essenziali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/26/rilancio-della-lettera-aperta-del-21-marzo-per-bloccare-tutte-le-attivita-non-essenziali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/26/rilancio-della-lettera-aperta-del-21-marzo-per-bloccare-tutte-le-attivita-non-essenziali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 08:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[adesioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fabbriche]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[firma]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[nonessenziali]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[profitto]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scioperi]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13776</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Guido Viale (da laudasii.com) Associazione Per i diritti umani ha firmato la lettera che segue. PER ADESIONI: associazionelaudatosii@gmail.com Sabato 21 marzo abbiamo sottoscritto la lettera aperta lanciata da alcuni membri dell’associazione Laudato sì per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/26/rilancio-della-lettera-aperta-del-21-marzo-per-bloccare-tutte-le-attivita-non-essenziali/">Rilancio della lettera aperta del 21 marzo per bloccare tutte le attività non essenziali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="600" height="300" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppp-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13778" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppp-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppp-1-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>di Guido Viale (da laudasii.com) </p>



<p><strong><em>Associazione Per i diritti umani</em></strong> ha firmato la lettera che segue.  PER ADESIONI: <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:associazionelaudatosii@gmail.com" target="_blank">associazionelaudatosii@gmail.com</a></p>



<p>Sabato 21 marzo abbiamo sottoscritto la lettera aperta lanciata da alcuni membri dell’associazione Laudato sì per dare voce e sostenere la giusta rivendicazione di sospendere l’attività, portata avanti da molti lavoratori – alcuni dei quali già scesi in sciopero &#8211; costretti a lavorare fianco a fianco in aziende e processi produttivi non indispensabili e a ritrovarsi ammassati nei mezzi di trasporto utilizzati per andare e tornare dal lavoro. Questo appello ha riscosso adesioni assai significative: lo riportiamo più sotto con le nuove firme, tra le quali compaiono anche le prime adesioni di rappresentanti sindacali di differenti organizzazioni.</p>



<p>Nel frattempo, anche le confederazioni CGIL, CISL e Uil hanno deciso in modo unitario di chiedere al Governo la chiusura temporanea di&nbsp;<strong>tutte</strong>&nbsp;le lavorazioni non essenziali. Al termine dell’incontro, il Presidente del Consiglio ne annunciava il fermo, ma questa decisione ha incontrato, prima e dopo il suo annuncio, la netta opposizione di Confindustria che, anche con una lettera del suo Presidente, anteponeva la salvaguardia della continuità produttiva a quella della salute dei lavoratori, delle loro famiglie e della collettività tutta. Così il decreto governativo – pubblicato a distanza di un giorno – consente la prosecuzione delle attività nella quasi generalità dei settori, fino ad includervi persino l’industria bellica. Il fatto che l&#8217;industria delle armi continui ad essere promossa e mantenuta in attività è uno scandalo al cospetto degli ammalati e delle vittime, del mondo ospedaliero, delle lavoratrici e dei lavoratori chiamati a rischiare il contagio pur di non fermare la produzione di strumenti di morte.</p>



<p>Non sappiamo attraverso quali meccanismi si sia arrivati a una conclusione che contraddice gli impegni presi con i sindacati (non esistono verbali del confronto), tanto che questi si sono detti pronti a mettere in atto uno sciopero generale; ma tutto il processo decisionale appare viziato da una grave mancanza di trasparenza e da un insufficiente rispetto della salute dei lavoratori e della collettività. Trasparenza e rispetto che dovrebbero accompagnare tutte le procedure attraverso cui il Governo e le sue agenzie decidono i provvedimenti di contenimento della pandemia, che avvengono invece senza il parere di un organismo di controllo tecnico-scientifico indipendente, in presenza di un sistema sanitario spogliato dai successivi tagli subiti negli ultimi decenni, fino a giungere all’attuale mancanza di ogni possibilità di dotarsi per tempo degli indispensabili presidi a tutela della salute pubblica.&nbsp;</p>



<p>Contro le “maglie” decisamente troppo larghe del decreto governativo, gli scioperi in fabbriche e aziende si sono moltiplicati per iniziativa diretta delle lavoratrici e dei lavoratori con i loro rappresentanti. Esprimiamo loro la nostra solidarietà e diamo sostegno alla loro rivendicazione di avere voce in capitolo nel decidere che cosa è essenziale e che cosa no delle produzioni e delle attività in cui sono impegnati in ogni azienda. Auspichiamo che questa iniziativa sia la premessa perché sin da ora l’economia possa imboccare un percorso radicalmente diverso da quello che ci ha condotto all’attuale catastrofe, grazie a una riconquistata capacità dei lavoratori di far valere le loro ragioni insieme a quelle della collettività, sia nelle aziende che nella società. La ricomposta unità nella lotta per la sicurezza e la salute &#8211; dai rider senza tutele ai nuclei più organizzati di metalmeccanici, chimici e tessili – lascia sperare in un fronte attorno cui possa crescere la presa di coscienza di tanti movimenti, associazioni e corpi sociali alla ricerca un diverso rapporto con la natura anche per contrastare il cambiamento climatico e promuovere una vera riconversione ecologica.&nbsp;</p>



<p><strong>LETTERA APERTA</strong></p>



<p>21 marzo 2020</p>



<p>BLOCCARE TUTTE LE ATTIVITA’ NON ESSENZIALI &#8211; DALLA LOMBARDIA UNA RICHIESTA PER TUTTA L’ITALIA. ORA.</p>



<p>La situazione drammatica che vive in questo momento la Lombardia non consente ulteriori rinvii rispetto all’assunzione di provvedimenti che si pongano l’obiettivo di contrastare in ogni modo la pandemia del Covid-19.&nbsp;</p>



<p>In Lombardia si concentrano quasi la metà dei casi registrati di Covid-19 &#8211; ventimila persone al 19 marzo &#8211; e quasi i due terzi delle persone decedute, rispetto all’insieme del paese.&nbsp;</p>



<p>Numeri che vengono considerati pesantemente sottostimati, in particolare nelle province più colpite, per le tantissime persone anziane che muoiono in casa o nelle residenze assistite senza che venga eseguito il tampone.&nbsp;</p>



<p>Sono colpiti gravissimamente medici, infermieri, operatori sanitari, molti ospedali non sono ormai più in grado di assicurare posti letto e risposte adeguate. Sono strazianti le scene che abbiamo visto in questi giorni. &nbsp;</p>



<p>Si è scritto che il 40% dei lombardi non rispetta l’obbligo di restare a casa. Chiediamoci il perché. In tutta la Lombardia – comprese le province maggiormente toccate dall’epidemia, e l’area metropolitana di Milano – centinaia di migliaia di persone sono costrette a spostarsi ogni giorno usando treni, autobus e metro per paura di perdere il lavoro, a causa di imprenditori sordi alla necessità di chiudere produzioni non essenziali. &nbsp;</p>



<p>Non è possibile rispettare le norme di sicurezza negli spostamenti, né è possibile verificare il rispetto del “distanziamento sociale” nelle tante realtà produttive della regione, specie in quelle piccole e piccolissime, dove i lavoratori operano gomito a gomito nelle fabbriche e negli uffici.&nbsp;</p>



<p>Cosa può pensare un lavoratore costretto a rischiare il contagio pur di non perdere il lavoro, vedendo la scritta luminosa “State a casa” sul palazzo della Regione Lombardia?&nbsp;</p>



<p>Non è accettabile che il profitto degli imprenditori abbia la meglio sulla salute dei lavoratori e sulla sicurezza sanitaria della collettività.&nbsp;</p>



<p>Di fronte alla morte di un terzo delle vittime registrate ora in Italia, nella provincia cinese dello Hubei è stata presa la decisione di<strong>&nbsp;</strong>chiudere tutte le fabbriche, insieme agli uffici pubblici e privati<strong>.&nbsp;</strong>È inaccettabile che una retorica della “produttività lombarda” divenga il veicolo del virus.&nbsp;</p>



<p>Chiediamo alle istituzioni centrali e locali di tutelare la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici delle industrie e dell’indotto, imponendo immediatamente la chiusura di tutte le attività non considerate rigorosamente necessarie, e garantendo la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale a chi, per il bene della collettività, è chiamato a continuare le produzioni ritenute indispensabili. ORA. </p>



<p>

PER ADESIONI:&nbsp;<a href="mailto:associazionelaudatosii@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">associazionelaudatosii@gmail.com</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/26/rilancio-della-lettera-aperta-del-21-marzo-per-bloccare-tutte-le-attivita-non-essenziali/">Rilancio della lettera aperta del 21 marzo per bloccare tutte le attività non essenziali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/26/rilancio-della-lettera-aperta-del-21-marzo-per-bloccare-tutte-le-attivita-non-essenziali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra le rovine del Venezuela, un aggiornamento.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 08:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[embargo]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10973</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Tini Codazzi In passato ho cercato di denunciare alcune delle difficoltà che vive la sanità in Venezuela, ho parlato della crisi nell’ospedale dei bambini http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/ , del crollo nell’ospedale Maternidad del Sur&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/">Tra le rovine del Venezuela, un aggiornamento.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10974" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="400" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">di Tini Codazzi</span></p>
<p><span lang="it-IT">In passato ho cercato di denunciare alcune delle difficoltà che vive la sanità in Venezuela, ho parlato della crisi nell’ospedale dei bambini <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> , del crollo nell’ospedale Maternidad del Sur <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/03/07/venezuela-ecrollata-la-sanita-in-venezuela-salvemoslamaternidaddelsur/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/03/07/venezuela-ecrollata-la-sanita-in-venezuela-salvemoslamaternidaddelsur/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e delle malattie infettive che sono proliferate in questi ultimi anni <a href="http://www.peridirittiumani.com/2017/11/08/le-sette-piaghe-del-venezuela/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2017/11/08/le-sette-piaghe-del-venezuela/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> , ebbene, in questi giorni gli infermieri degli ospedali pubblici hanno deciso di scioperare in modo indefinito per chiedere un salario adatto al loro lavoro e denunciare ancora una volta la mancanza di medicine e forniture mediche. Disperati, è l’unica parola per definirli in questo momento. Professionisti che ogni giorno devono lavorare senza medicine, in strutture fatiscenti, senza poter curare i pazienti, senza poter dargli da mangiare, semplicemente aiutarli a morire di stento nel miglior modo possibile. Ho visto delle immagini che non avrei mai pensato di vedere e letto messaggi che non avrei mai pensato di leggere e che descrivono il loro incubo: donne che partoriscono nelle sale di attesa, malati sdraiati per terra, gravi infezioni in atto, persone decedute posizionate in ambienti insalubri e vicino ai malati, neonati morti&#8230; Lo sciopero è in atto. Il governo reprime.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">A giugno sono stati liberati decine di prigionieri politici, in questo elenco ci sono i nomi più emblematici di questo regime: il generale Angel Vivas, l’ex sindaco Manuel Ceballos, il minorenne Dylan Canache, i parlamentari Gilbert Caro, Wilmer Azuaje e Renzo Prieto, l’attivista e studente Gabriel Valles, uno degli ospiti del carcere più crudele del Venezuela, “La Tumba” in cui è stato per 2 anni, Villca Fernandez, leader universitario detenuto nel 2016 a causa di un tweet, ecc. Così è patito il fenomeno della porta girevole, alcuni escono e tanti altri entrano e di queste persone non si parla perché tutti sono distratti dai grandi nomi in “libertà”. Secondo il Foro Penal tra maggio e giugno sono state detenute 148 persone e scarcerate 72. Fate i conti, il numero di incarcerazioni e evidentemente maggiore di quello delle scarcerazioni…. Il gruppo di prigionieri scarcerati non è in libertà, è semplicemente fuori dalle sbarre ma i loro diritti civili sono ancora limitati: nessuno può uscire dal paese, proibizione di dichiarazioni alla stampa, presentazione periodica davanti ai tribunali, un passo falso e vanno nuovamente in prigione. Il governo minaccia. </span></p>
<p><span lang="it-IT">In riferimento al caso di Lorent Saleh, il giovane attivista che viveva in Colombia e deportato dal presidente e Premio Nobel per la Pace Juan Manuel Santos nel 2014. In prigione da 4 anni, 50 volte differita la sua udienza in tribunale, 26 mesi ospite della Tumba, 2 tentativi di suicidio, adesso compie 50 giorni in isolamento senza vedere i suoi avvocati e la sua famiglia e altrettanti giorni in cui sua madre chiede spiegazioni al governo senza ottenere nessuna risposta. Un accanimento inspiegabile, secondo Alfredo Romero, presidente del Foro Penal, la sua situazione è incomprensibile visto che anche il suo compagno di battaglia e di prigionia, Gabriel Valles, è stato scarcerato. Questa è una famiglia completamente distrutta. Sul caso di Villca Fernandez, Romero ha manifestato che quello che è successo con questo giovane è una cosa grottesca perché è stato messo in esilio nonostante questa azione sia vietata dalla Costituzione, il ragazzo è uscito dal carcere e con gli stessi vestiti è stato messo su un aereo con destinazione Perù. E’ un fatto illegale. In definitiva, nonostante le scarcerazioni, la situazione dei prigionieri politici in Venezuela è sempre scura e affatto legale. La conclusione è che il regime mente.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="620" height="347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">L’osservatorio di conflittualità sociale del Venezuela (OVCS) ha denunciato che nel Paese ci sono state 850 proteste chiedendo il rispetto dei propri diritti: personale sanitario, professori, società civile, studenti, lavoratori, ecc. Il governo reprime e minaccia.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Non si ferma la denuncia di decine e decine di bambini in tutto il paese morti per malnutrizione, complicazioni dopo la nascita, malattie varie, tumori, ecc. Uno studio realizzato da Save The Children colloca il Venezuela come uno dei paesi più pericolosi al mondo per l’infanzia, subito sopra il Bangladesh e Uganda. Il governo tace. VERGOGNA!</span></p>
<p><span lang="it-IT">Maria Corina Machado, leader oppositrice del partito politico Vente Venezuela, è diventata l’incubo del regime. Il governo ha potuto zittire, in modi diversi, a quasi tutti i leader politici dell’opposizione, ma lei è tosta, contro di lei non hanno ancora potuto e pochi giorni fa ha subito l’ennesima minaccia, questa volta è stata accusata di pianificare omicidi e aggressione Ad alti funzionari del governo. Lei smentisce. Il governo ha paura. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Nel frattempo, l’Unione Europea, ancora una volta, si dichiara contraria al regime di Nicolas Maduro e impone nuove misure restrittive, sanzioni come il congelamento dei beni e il divieto di visto per entrare in Europa, oltre all’embargo sula fornitura di armi e materiali tecnici che potrebbero essere usati contro la popolazione. Erano già stati sanzionati 7 esponenti del governo, adesso si sommano altri 11 funzionari, tra cui la Vicepresidente Delcy Rodriguez e il ministro delle industrie e produzione nazionale Tarek William Saab. Si stringe il cerchio, si tolgono i soldi e l’ossigeno al regime. In questa occasione, Maduro non tace, chi sa perché, e ripudia energicamente la decisione dell’UE. </span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/">Tra le rovine del Venezuela, un aggiornamento.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
