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	<title>infermieri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. In Messico vige l&#8217;irrazionalità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 07:46:34 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Mischiata con un po’ di ignoranza e disinformazione è quello che succede in Messico a causa delle diverse aggressioni subite dal personale sanitario in questo periodo di Covid-19. Già a marzo c’erano stati i primi casi: un’infermiera era stata obbligata a scendere giù da un pullman perché pericolosa. Altri sono stati spruzzati con candeggina o altri detergenti e addirittura minacciati di morte. Non c’era mai stato un atteggiamento così pesante contro medici e infermieri in Messico, ricordano gli operatori sanitari. È una loro abitudine camminare per strada con la divisa di lavoro, per cui sono riconoscibili e allora, all’interno di questo vortice micidiale in cui siamo stati risucchiati, loro sono diventati mirino di minacce, battute di cattivo gusto, sassate, lanci di caffè bollente, botte, insulti… fino ad arrivare ad attacchi ancora più pesanti. Adesso indossano la divisa soltanto in ospedale, per paura di essere riconosciuti. Ci si chiede il perché? Irrazionalità, paura, disinformazione e io aggiungo un po’ di ignoranza. In sostanza, il popolo ha paura di essere contagiato, il semplice fatto di lavorare in un ospedale fa dei lavoratori della salute potenziali focolai di virus e la risposta è subito completamente irrazionale, come abbiamo raccontato. I medici e gli infermieri messicani, così come tutti gli altri in giro per il mondo, passano ore interminabili lavorando completamente coperti con i sistemi di sicurezza, in mezzo alla paura di essere contagiati, facendo turni estenuanti e in alcuni casi ricevendo poco appoggio logistico ed economico da parte dei governi e in Messico la tristezza e la paura di essere nel mirino della violenza, si aggiunge a tutto questo, è una profonda tristezza nel vedere e nel subire nella propria pelle questa sorta di segregazionismo. Le denunce di aggressione provengono da Città del Messico, Yucatán, San Luis Potosí, Sinaloa, Jalisco, Puebla, Morelos, Coahuila, Guerrero, Quintana Roo e Durango. In largo e in lungo. È incredibile, queste persone lavorano per salvarci la vita ed è sorprendente che le autorità dello Stato messicano, <em>l’IMSS-l’Instituto Mexicano de Seguridad Social</em>, il <em>Foro Consultivo Científico y Tecnológico</em> e la <em>Red Prociencia MX</em>, fra altri enti, abbiano ultimamente chiesto solidarietà e denunciato la situazione. Anche la Croce Rossa Internazionale ha dichiarato: “La vulnerabilità del personale medico in questa situazione di pandemia si incrementa quando devono fornire servizi in zone dove già esiste un altro tipo di violenza e dove ci sono già problemi di salute pubblica. Medici e infermieri, autisti di ambulanze, paramedici, ospedali e ambulatori, feriti e malati, tutti devono essere rispettati in tutte le circostanze.”</p>



<p>Il governo, che si era comportato all’inizio della pandemia in modo un po’ irresponsabile, ha dovuto tornare nei suoi passi e denunciare questo fenomeno. Durante marzo e aprile si sono riempiti di denunce i Social Network: dall’infermiera che faceva vedere la schiena piena di caffè, alla mano di un&#8217;altra infermiera con due dita rotte, alla divisa piena di candeggina che ha girato il mondo come prova dell’aggressione subita da Luis Gerardo Ramos, infermiere. I più colpiti sono stati i lavoratori dei diversi ospedali e centri di salute pubblici legati all’IMSS (l’INPS del Messico).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="290" height="282" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Mexico1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14157"/></figure></div>



<p>Il <em>Consejo Nacional para Prevenir la Discriminación</em> (Conapred) alla data del 30 marzo aveva ricevuto 140 denuncie per discriminazione inerenti all’emergenza sanitaria, una media di 5 denunce al giorno, delle quali il 25% sono state fatte da personale sanitario, cioè 35 casi. In una conferenza stampa realizzata ad aprile dalla responsabile del settore di Infermieristica dell’IMSS sono uscite queste parole tra le lacrime: “Fa male parlare di quello che succede, fa male parlare dei lavoratori della salute, che sono anche persone, che hanno anche delle famiglie”. Il giornale <em>El Economista,</em> il 28 aprile denunciava 47 casi di aggressione.</p>



<p>Un altro caso che ha dell’incredibile: giorni fa, il 14 maggio, un gruppo di 14 medici proveniente da Nuevo León è arrivato a Città del Messico con l’intenzione di aiutare nella lotta contro il virus. Alloggiavano in un hotel della capitale e sono stati vittime di un “sequestro virtuale” poche ore dopo il check in. Hanno ricevuto una telefonata minacciosa, gli hanno detto che erano monitorati da telecamere nascoste, hanno chiesto un riscatto ai familiari, alcuni familiari hanno pagato… di fatto sono stati sequestrati tutti insieme e chiusi in una camera, un incubo durato quasi 20 ore. Dall’indagine della Procura sembra che la telefonata sia partita da un centro penale e che il personale dell’albergo sia coinvolto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="760" height="542" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/mexico2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14158" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/mexico2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 760w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/mexico2-300x214.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></figure></div>



<p>Come risultato di tutto ciò la polizia ha dovuto presidiare l’entrata ai principali ospedali della capitale, una compagnia di assicurazione locale ha offerto trasporto gratuito al personale sanitario per poter arrivare al posto di lavoro sani e salvi.</p>



<p>Si moltiplicano i messaggi di solidarietà, non solo di semplici cittadini, ma anche di associazioni, dello Stato, di partiti politici, si chiede di mettere in atto misure per la protezione di tutti i cittadini coinvolti in qualche modo con il virus. Diversi stati del paese hanno approvato o fatto delle proposte per inasprire le sanzioni contro chi commette aggressioni: aumento dell’ammontare delle multe, degli anni di reclusione, risarcimento alle vittime, ecc. Le misure cercano di frenare le aggressioni.</p>



<p>Ieri, 30 maggio, in Messico i contagiati erano 87.512 e più di 9 mila decessi secondo la mappa interattiva del Governo del Messico, Segreteria di Salute e Direzione Generale di Epidemiologia e speriamo però che la violenza contro il personale si fermi.</p>



<p>Recentemente ho letto le parole di Eduardo Backhoff Escudero, Preside del Consiglio Direttivo di Metrica Educativa, in un pezzo pubblicato nel giornale <em>El Universal</em> e intitolato “Covid-19 e psicologia delle masse in Messico”, mi hanno fatto riflettere, chiudeva il suo articolo così: “L’obbligo del presidente davanti all’emergenza sanitaria attuale è cercare appoggio nell’informazione scientifica a disposizione e ascoltare l’opinione degli esperti. Si deve evitare l’invio di messaggi contradittori e superstizioni che favoriscano i malintesi e le voci in una comunità spaventata e suscettibile al fenomeno della psicologia delle masse, dove le voci e le indiscrezioni giocano un ruolo molto importante”.</p>



<p>La mancanza d’informazione è la base di questo fenomeno delle aggressioni in Messico. Un’informazione coerente, vera, obiettiva e imparziale, basata nella scienza e che combatta l’ignoranza riguardo a questo tema nuovo per tutti, potrebbe aiutare la popolazione a capire che i lavoratori sanitari sono l’amico e non il nemico.</p>
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		<title>Foad Aodi: Coronavirus nel mondo. Diagnosi, cura e diritti umani</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2020 07:44:38 +0000</pubDate>
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<p> Il Prof. Foad Aodi &#8211; Presidente Amsi e Umem, membro GDL Salute Globale Fnomceo &#8211; ha preso parte all&#8217;iniziativa online dal titolo &#8216;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;, organizzata da Associazione Per i Diritti umani.In questo momento storico è più che mai importante monitorare la tutela dei diritti umani e civili. Ecco, quindi, che Associazione Per i Diritti umani continua il suo lavoro nella sensibilizzazione e per una corretta informazione attraverso un fitto programma di conferenze in diretta, sul suo canale Youtube alla presenza di vari professionisti (medici, avvocati, scrittori, professori) e attivisti per approfondire ancora e sempre i temi legati alla stretta attualità.</p>



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</div></figure>



<p><br>Il Prof.Foad Aodi nel suo intervento ha ringraziato l&#8217;EsercitoBianco augurando a tutti Buon Primo maggio sia chi lavora oggi di turno o chi sta a casa in quarantena .Inoltre ha illustrato la Ricerca di Amsi(Associazione medici di origine straniera in Italia)e UMEM(Unione Medica Euro Mediterranea )in 72 paesi su Coronavirus Prevenzione ,Diffusione ,Diagnosi ,Cura e sistemi sanitari a confronti mettendo l&#8217;accento  sui diritti umani ,sulle cose positive le buone pratiche oltre gli sbagli iniziali e mediatici chiudendo l&#8217;intervento con delle denunce e mancanza da parte della politica riguardo Il SSN e l&#8217;esercito bianco internazionale, dei diritti e doveri dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia.  </p>
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		<title>Infermiera accanto ai più deboli e il diritto alla cura</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:02:56 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-1024x693.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13930" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>medical doctor comforting senior patient</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>pubblica, oggi per voi, il video con Marie Claire Gegera, infermiera e responsabile APS in Burundi, che ci ha raccontato della sua esperienza, insieme al suo staff, con gli anziani in tempi di Covid-19. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo per la prossima diretta streaming: mercoledì 29 aprile, alle ore 15 con il Prof. Foad Aodi</p>



<p>Grazie!</p>



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		<title>Coronavirus,Foad Aodi (Amsi): grazie a Conte e Sileri per aver inserito la possibilità di reclutamento di medici stranieri nel decreto Cura Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 09:25:17 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="480" height="294" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0-300x184.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p><em>Cosi l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia&nbsp;<strong>(Amsi)</strong>&nbsp;e L&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea (<strong>UMEM)</strong>&nbsp;ringraziano il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri per aver inserito come proposto da Amsi &nbsp;e UMEM tramite il Presidente Foad Aodi direttamente al Vice Ministro della Salute Sileri con il quale era in contatto continuo.</em><br><em>È &nbsp;stato inserito come segue nell&#8217;art. 13 &#8211; Deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie.1. Per la durata dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19, in deroga agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999 n. 394 e successive modificazioni, e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 e successive modificazioni, è consentito l&#8217;esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all&#8217;estero regolata da specifiche direttive dell&#8217;Unione europea. Gli interessati presentano istanza corredata di un certificato di iscrizione all&#8217;albo del Paese di provenienza alle regioni e Province autonome, che possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14.</em></p>



<p><em>&#8220;È &nbsp;un passaggio importante ,insieme a quello per &nbsp;i medici neolaureati,per poter reclutare più medici possibili e affrontare questa gravissima emergenza da &nbsp;Coronavirus che sta registrando un altissimo numero di contagiati,morti &nbsp;tra di loro anche medici e professionisti della sanità. facciamo le nostre condoglianze ai familiari di tutti i deceduti cittadini e professionisti della sanità italiani e di origine straniera (ci sono 4 morti di cui un medico di origine siriana) a nome dell&#8217;Amsi e Umem così&nbsp;<strong>dichiara il Presidente Amsi e UMEM Foad Aodi nonchè membro del Registro Esperi Fnomceo&nbsp;</strong>che lancia il suo appello a tutti i medici e infermieri italiani e di origine straniera iscritti agli ordini professionali&nbsp; o in fase di riconoscimento dei loro titoli che sono disponibili a dare il loro contributo nei vari ospedali dove ci sono richieste, di comunicarcelo. Dobbiamo continuare tutti uniti per salvare la salute di chi soffre o in difficoltà e sostenere la nostra preziosa sanità italiana e il SSN compreso quello lombardo del quale condividiamo l&#8217;appello.</em></p>
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		<title>70 medici stranieri segnalano sottopaga, 7 euro all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2019 09:10:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sanità,Foad Aodi(OMCEO Roma e Amsi);70 medici stranieri segnalano sottopaga,7 euro all&#8217;ora Amsi ;6 mila professionisti della sanità di origine straniera in Italia richiesti dal pubblico e dal privato(3000 medici,2600 infermieri e 400 fisioterapisti) Medici&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/foad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-12421 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/foad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="366" height="269" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/foad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 541w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/foad-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 366px) 100vw, 366px" /></a></p>
<p><b>Sanità,Foad Aodi(OMCEO Roma e Amsi);70 medici stranieri segnalano sottopaga,7 euro all&#8217;ora</b></p>
</div>
<div dir="auto">
<p><b>Amsi ;6 mila professionisti della sanità di origine straniera in Italia richiesti dal pubblico e dal privato(3000 medici,2600 infermieri e 400 fisioterapisti)</b></p>
</div>
<div dir="auto"><i>Medici e infermieri stranieri residenti in Italia cercasi, per fronteggiare le carenze di professionisti sanitari a causa dei pensionamenti: sono 6 mila le richieste di camici bianchi, infermieri e fisioterapisti giunte in un anno all’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) da parte di strutture sanitarie pubbliche e private.Le richieste per i soli medici sono state 3 mila. Lo spiega il Fondatore e presidente Amsi e Consigliere Omceo di Roma </i><b><i>Foad Aodi,</i></b><i> precisando che il maggior numero di richieste di medici è arrivata dal Veneto (400), seguito da Piemonte e Lombardia (350).I medici stranieri residenti in Italia ai quali è offerto un “impiego di collaborazione in strutture sanitarie private, sono in molti casi sottopagati rispetto al contratto vigente o pagati in ritardo“. Il presidente dell’Associazione rende noto che “circa 70 medici si sono rivolti all’Amsi dal gennaio 2019 segnalando situazioni di lavoro sottopagato“. La paga oraria “arriva pure a 7 euro – afferma – contro un minimo di 18 da contratto“.</i></div>
<div dir="auto"><i>Dal primo gennaio 2018, spiega Aodi, “sono giunte all’Amsi 1000 richieste da strutture sanitarie pubbliche e private e da studi medici e poliambulatori. Ogni richiesta avanzata comprende offerte di impiego per 1 fino a 35 professionisti della sanità di origine straniera in Italia, tra medici, infermieri e fisioterapisti. In totale sono stati quindi richiesti all’Amsi i contatti per 6000 professionisti della sanità: in particolare, 3000 medici, 2.600 infermieri e 400 fisioterapisti”. Per quanto riguarda i medici, la Regione che ha avanzato la richiesta maggiore è il Veneto (400), seguita da Piemonte (350), Lombardia (350), Puglia (300), Lazio (250), Toscana (250), Campagna (200), Emilia Romagna (150), Sicilia (100), Molise (100), Abruzzo (75), Liguria (75), Trentino Alto Adige (50), Umbria (50), Marche (50), Calabria (50), Basilicata (50), Valle d’Aosta (50), Friuli Venezia Giulia (50) e Sardegna (50). Le specializzazioni più richieste, afferma Aodi, “sono: Anestesia ,Ortopedia, Medicina d’urgenza, Radiologia, Chirurgia, Neonatologia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Neurochirurgia, Geriatria e Medici di famiglia“.</i></div>
<div dir="auto"><i>Quanto alla tipologia dell’offerta di lavoro, “nella maggioranza dei casi si tratta di contratti per Libero professionista e contratti a tempo determinato sia nel privato sia nel pubblico, con retribuzione da stipendio sindacale, ma in vari casi inferiore nel settore privato“.</i></div>
<div dir="auto"><i>“Oltre alla settantina di medici che hanno denunciato tale situazione di stipendi inferiori alla norma – afferma Aodi – un’analoga denuncia ci è giunta anche da oltre 50 infermieri di origine straniera in Italia“.</i></div>
<div dir="auto"><i>“Tra le motivazioni addotte dalle strutture private – spiega Aodi – c’è la situazione di crisi per cui le strutture affermano di non poter corrispondere una paga come da contratto sindacale. Addirittura, alcuni medici vengono pagati 7 euro l’ora e gli infermiera 5 euro l’ora. In altri casi – rileva – nel caso di cambiamento di proprietà, la nuova proprietà scarica su quella precedente la questione, oppure si lega il pagamento al versamento delle assicurazioni“.</i></div>
<div dir="auto"><i>Ma “tante volte – denuncia – si adducono anche giustificazioni assurde chiamando in causa il tema delle ‘guerre tra poveri’ tra colleghi italiani e di origine</i><span style="color: #000120;"><u><i> straniera&#8221;</i></u></span><i> .In base al contratto Cimop per il settore della Sanità privata, invece, la paga oraria per i medici dipendenti varia da un minimo di 18,36 euro lordi ad un massimo di 30,81 euro.</i></div>
<div dir="auto"><i>Per tutte queste ragioni, sottolinea il presidente Amsi, “rispetto al totale di 3mila richieste in un anno di medici stranieri giunte all’Amsi da parte delle Regioni italiane, solo il 20-25% è andato in porto con un’assunzioni. Una percentuale bassa dovuta appunto all’offerta di stipendi più bassi o ruoli sottopagati, ma anche al fatto che molti medici stranieri in Italia non accettano la proposta di lavoro perchè i contratti sono nella maggioranza dei casi a tempo determinato per brevi periodi e diventa difficile cambiare città e residenza per un impiego magari di 6 o 8 mesi“.</i></div>
<div dir="auto"><i>“Il fenomeno del lavoro medico sottopagato – conclude Aodi, anche consigliere dell’Ordine dei medici di Roma – è un fenomeno che va combattuto, perché offende la dignità della persona e dei lavoratori“.</i></div>
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