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	<title>inflazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Venezuela: la casa che sconfigge le ombre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 07:13:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi È il moto dell’Universidad Central de Venezuela, chiamata UCV, la più importante università pubblica del paese. Nel 1721, anno della sua nascita, si chiamava “Universidad de Caracas”; in quei primi anni,&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="300" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/UCV2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15537"/></figure></div>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>È il moto dell’Universidad Central de Venezuela, chiamata UCV, la più importante università pubblica del paese. Nel 1721, anno della sua nascita, si chiamava “Universidad de Caracas”; in quei primi anni, l’università vide laurearsi brillanti studenti che formarono un gruppo di professionisti che fece parte del processo di indipendenza e di creazione di istituzioni della Repubblica del Venezuela: da Andrés Bello, uno degli umanisti più importanti del continente al politico ed ex presidente José María Vargas passando per il generale e patriota Francisco de Miranda, padre del indipendenza en Venezuela. Con il passare degli anni questo non si è mai fermato, gli avvocati, politici, architetti, medici, artisti, scrittori, psicologi, economisti… più importanti del paese sono passati dai corridoi, dalle biblioteche e dalle aule dell’UCV.</p>



<p>L’attuale sede chiamata città universitaria è posizionata nella zona est della capitale, circondata di verde e da corridoio quasi all’aria aperta che uniscono le facoltà tra di loro. E’ stata progettata dal rinomato architetto Carlos Raúl Villanueva ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 2000 per la sua architettura innovativa. È stracolma di importanti opere d’arte in completa sintonia con il verde degli alberi, con il sole e la luce che illuminano le mura e i corridoi: murales di Oswaldo Vigas, di Matteo Manaure, di Fernand Léger, di Victor Vasarely. Sculture di Francisco Narváez, di Jean Arp, di Antoine Pevsner, di Ernst Maragall. Il soffitto e le pareti della grande e imponente Aula Magna sono coperti di opere straordinarie di Alexander Calder chiamate “Las Nubes”. Un luogo pieno di magia. Unico. La mia seconda casa: il luogo dove correvo e giocavo a nascondino da bambina mentre i miei genitori lavoravano, il luogo dove ho studiato e dove mi sono laureata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="256" height="197" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/UCV-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15540"/></figure></div>



<p>Vi chiederete: cosa ha a che fare tutto questo con i Diritti Umani? Ebbene, l’UCV è stata considerata da sempre il bersaglio dei governi di turno del paese, o perché in passato era considerata di sinistra, comunista e radicale dai governi di destra o perché è sempre stata e lo è ancora la culla del sapere, dello studio, della ricerca, della pace e quindi pericolosa. Governi totalitari come quelli di Hugo Chávez e poi di Nicolás Maduro considerano i centri del sapere come pericolosi, luoghi da neutralizzare; più tieni il popolo ignorante e analfabeta più lo puoi controllare. Negli ultimi 20 anni i due Stati-regime si sono sistematicamente accaniti contro l’UCV attaccandolo attraverso minacce alle autorità universitarie, manipolazioni legislative, blocco dei sussidi, rendendo difficile il pagamento delle retribuzioni al personale accademico e amministrativo, bloccando gli investimenti per la manutenzione degli spazi e le infrastrutture e persino attraverso irruzioni in piena notte di vandali armati, incendi dolosi, furti, quest’ultimi presuntamente commessi da gang di criminali e delinquenti proliferati negli ultimi decenni di crisi economica e sociale e persino appoggiati dai regimi; anche perché il movimento studentesco si è sempre caratterizzato per la sua ferma opposizione ai regimi di Chavez e Maduro. L’Università compie 300 anni dalla sua fondazione, è annegata per i deficit di budget, i salari dei lavoratori accademici e amministrativi non sono mai aumentati e invece l’inflazione sì.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="792" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/actos-vandalicos1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/actos-vandalicos1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/actos-vandalicos1-300x232.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/actos-vandalicos1-768x594.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’ultimo incidente è stato un incendio nell’Istituto di Studi Politici ed Amministrativi, fiamme propagate per ore e che i vigili del fuoco hanno spento a fatica a causa della mancanza d’acqua che persiste in tutto il paese e che non lascia fuori la capitale. Dopo ore di grande preoccupazione, impotenza e sforzo, l’incendio è stato spento grazie all’invio di camion cisterne mandati dalle sedi dei governi locali. È stata aperta un’inchiesta per capire se la causa sia dolosa. L’anno scorso, il soffitto di cemento di un corridoio è crollato, per fortuna, senza lasciare feriti. È da anni che è partita la denuncia che la UCV cade a pezzi e che l’Aula Magna è spenta per mancanza di elettricità e di manutenzione. Dirigenti studenteschi denunciano che “l’università è un paziente in coma” e che questo ultimo incidente è il riflesso dello stato di abbandono in cui è la casa di studio. Abbondano immagini di strade rotte, di alberi caduti, di corridoi distrutti, di opere d’arte nell’oblio, di tetti caduti e soffitti con gravi infiltrazioni. Gli studenti e il personale si sono uniti per aiutare in modo volontario a sostenere e recuperare questo luogo così importante per il paese. (<a href="https://efectococuyo.com/la-humanidad/la-ucv-resiste-entre-filtraciones-de-agua-y-abandono/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://efectococuyo.com/la-humanidad/la-ucv-resiste-entre-filtraciones-de-agua-y-abandono/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>



<p>Un Diritto fondamentale è quello dell’istruzione e del profondo rispetto verso i luoghi dell’istruzione: dalla scuola fino all’università. Questi piccoli e grandi templi del sapere non si devono toccare.</p>



<p>Per chi volesse fare una donazione: <a href="https://eucvexterior.org/proyectos/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://eucvexterior.org/proyectos/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>@VivaLaUCV</p>



<p>@UCVene</p>
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		<title>Venezuela. Il sequestro del diritto allo studio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 08:29:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi &#160; Mi hanno colpito molto le parole scritte da un insegnante-genitore venezuelano all’inizio dell’anno scolastico 2017-2018: Cari colleghi e genitori, (…) abbiamo deciso di continuare a lottare per una Venezuela migliore&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it-IT">di Tini Codazzi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9682" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/maxresdefault-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">Mi hanno colpito molto le parole scritte da un insegnante-genitore venezuelano all’inizio dell’anno scolastico 2017-2018: </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span lang="it-IT"><i>Cari colleghi e genitori, </i></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span lang="it-IT"><i>(…) abbiamo deciso di continuare a lottare per una Venezuela migliore per i nostri figli, quindi vi chiedo di parlare con vostro/a figlio/a affinché : non rida dei suoi compagni se non hanno la divisa nuova. Non rida delle loro scarpe se non sono di marca oppure se lo zaino è lo stesso dell’anno scorso. Che non guardino male i compagni se la colazione non è tanto buona come la propria (&#8230;) Che non si sentano esclusi per il colore della pelle, per il tipo di capelli, per essere magri o grassi, alti o bassi. Ricordate che non tutti hanno mamma e papà vivi o non hanno dei genitori presenti (&#8230;) è molto doloroso ricordarglielo e prenderli in giro per tutto questo. (&#8230;) </i></span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Joven-estudiante.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Joven-estudiante.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="426" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Joven-estudiante.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Joven-estudiante-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">Queste parole rispecchiano un po’ le difficoltà che vivono quotidianamente bambini, ragazzi, genitori e insegnanti durante l’anno scolastico in Venezuela. Il sistema educativo venezuelano vive una crisi profonda da diversi anni, la Federazione Nazionale di Maestri lo ha denunciato in ripetute occasioni ma il governo ha sempre ignorato il problema, non l’ha mai riconosciuto. Nell’anno scolastico appena iniziato si sono verificati circa 251.000 iscrizioni in meno rispetto all’anno scorso, cifra che comprende tutto il sistema scolastico: dalla scuola dell’infanzia fino agli studi universitari;  a sapere che in Venezuela dal 1870 tutta l’educazione sempre è stata gratuita e continua a esserlo, compresa l’università, per cui la maggior parte di questi 251.000 iscrizioni mancanti sono studenti della scuola pubblica, teoricamente garantita a tutti i bambini e giovani&#8230; Quali sono le ragioni di questo esodo massivo?</span></p>
<p><span lang="it-IT">La crisi economica e sociale che vive il popolo venezuelano ha colpito pesantemente la scuola pubblica e ultimamente anche la privata. In tutto il paese si verificano infrastrutture in collasso, gli edifici che ospitano le scuole e/o le università sono in condizioni precarie, aule, palestre, laboratori… cadono a pezzi. Bagni insalubri, mancanza di acqua e manutenzione in generale sono le caratteristiche comuni. Non esistono più strumenti e attrezzature per i diversi laboratori scientifici e artistici, perché? Perché la delinquenza fa tabula rasa. Sistematicamente, nelle zone più popolari e non solo accadono furti quasi quotidiani: attrezzature, sedie, tavoli, computer, telefoni, lampade, lavagne, ecc. A volte gli stessi studenti sono i delinquenti. I bambini e adolescenti hanno grossi problemi di denutrizione, a casa mangiano poco e male, il più delle volte fanno un pasto al giorno, quindi non riescono ad essere attenti alle lezioni e le loro prestazioni sono al minimo e si verificano innumerevoli casi di svenimento a causa della mancanza di forze. Le mense scolastiche hanno chiuso a causa della crisi alimentaria che c’è nel paese, quindi questi ragazzi non mangiano nemmeno a scuola. Meglio tenere i figli a casa per evitare incidenti. C’è una percentuale alta di assenza di insegnanti nelle cattedre a causa della carenza di cibo e medicine, anche loro sono essere umani e hanno famiglie a carico, anche loro devono perdere ore e ore ogni giorno nelle code per comprare cibo e/o medicine, se si trovano, entrando ed uscendo da diversi supermercati per fare una minima spesa, per cui, a volte, a scuola non possono andare, a questo si aggiunge il deterioro dello stipendio che oscilla i 36$ al mese per una maestra di elementare, stipendio che è poco meno dello stipendio minimo di 37$ (alla tassa ufficiale di cambio). L’inflazione nel paese è arrivata nel 2017 al 366%, i genitori non hanno possibilità economiche per comprare il materiale scolastico, i libri e le divise necessarie perché il tutto potrebbe costare circa 184$ a figlio, cinque volte tanto lo stipendio medio… Quei genitori che vorrebbero mandare i loro figli alla scuola privata ovviamente non possono pagare l’iscrizione e l’anno scolastico. </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/0011724990.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9684" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/0011724990.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="642" height="428" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/0011724990.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 642w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/0011724990-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">Il tema degli studenti universitari merita un capitolo a parte perché sono stati proprio loro i ragazzi in prima fila durante le manifestazioni di quest’anno. Alcuni sono morti, tanti sono detenuti, nascosti o hanno abbandonato il paese perché ricercati dalle forze dell’ordine di Maduro. Alcune università del paese, come l’Universidad Central de Venezuela (l’ateneo più prestigioso del paese) e l’Universidad de Mérida (a nordovest del paese) sono diventate le roccaforti della lotta studentesca contro il governo e quindi non c’è da sorprendersi se la polizia bolivariana ha preso di mira gli atenei universitari. Questi ragazzi hanno praticamente vissuto tutta la loro vita in un paese sequestrato dal binomio Chavez-Maduro, non hanno conosciuto l’altra Venezuela, vorrebbero prepararsi per gestire una nuova Venezuela, hanno la forza e le convinzioni per lottare, ma la conclusione è che per una ragione o per l’altra non possono assistere alle lezioni. </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/636422091173809592w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9685" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/636422091173809592w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/636422091173809592w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/636422091173809592w-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">E finalmente, le cifre dell’emigrazione venezuelana parlano chiaro: più di 2 milioni di persone hanno abbandonato il paese negli ultimi 18 anni, tante famiglie con figli e questo è un altro fattore importante nella fotografia del vuoto scolastico. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Cosa comporta tutto questo? Un impoverimento culturale e spirituale, un danno antropologico gravissimo che sarà molto difficile superare. Il futuro del paese soffre al 100% la tirannia di questo governo, la sua avidità di potere sta risucchiando il diritto di migliaia di bambini, adolescenti e giovani ad avere un futuro decente, un futuro normale, il futuro che si meritano. </span></p>
<p><span lang="it-IT">La scuola e l’università dovrebbero essere luoghi di aggregazione, luoghi dove si impara e si condividono le conoscenze, dove si fanno amici, dove esiste il bullismo e dove lo si combatte. Nel bene o nel male è un diritto innegabile. </span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT">La Costituzione della Repubblica Bolivariana del </span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT">Venezuela</span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT">, datata 1999 e redatta nel governo di Hugo Chávez, dichiara nell’art. 102 che l’educazione è un </span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT"><b>Diritto</b></span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT"> </span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT"><b>Umano</b></span></span><span style="color: #222222;"><span lang="it-IT">, stabilisce che: “L’educazione è un Diritto Umano e un dovere sociale fondamentale, è democratica, gratuita e obbligatoria(…)”  </span></span><b> </b></p>
<p><span lang="it-IT">Non sono mai stata brava in matematica, ma questa equazione mi è chiara come l’acqua: secondo la costituzione l’educazione è democratica… in Venezuela la democrazia non esiste, ergo, Il diritto allo studio nemmeno esiste. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Anche per questa ragione il governo del Venezuela deve rendere conti davanti alla Corte Penale dei diritti umani dell’Aia. </span></p>
<p><span lang="it-IT">¡BASTA YA!</span></p>
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