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	<title>#informazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Una pentola a pressione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 10:16:34 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/cal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="612" height="455" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/cal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17483" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/cal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 612w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/cal-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></a><figcaption>Calle 13 performs on stage during Musica Fresca Festival at Bayfront Park on October 6, 2007 in Miami, Fl. (Photo by John Parra/WireImage)</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><br>“Soy un pueblo sin piernas pero que camina”. Così dice il rapper portoricano voce principale del gruppo Calle 13 in uno dei versi della straordinaria canzone “Latinoamerica”.</p>



<p><br><strong>Venezuela</strong><br>Il regime di Nicolás Maduro ha annunciato, attraverso il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), che le elezioni presidenziali sono state anticipate al 28 luglio, giorno del compleanno del defunto dittatore Hugo Chávez.<br>Una data simbolica ed emblematica per dimostrare il doppio gioco che li ha sempre caratterizzati. Le elezioni erano previste per ottobre di quest&#8217;anno. Pertanto, la candidata dell&#8217;opposizione María Corina Machado avrà molte più difficoltà a registrarsi presso il CNE e, di conseguenza, ad attivare legalmente la sua candidatura, e dovrà farlo tra il 21 e il 28 marzo. Anticipare le elezioni presidenziali significa renderle difficili per i cittadini dentro e fuori il Paese. Un altissimo numero di elettori è dell’opposizione vive<br>all&#8217;estero, è un numero molto ampio, il governo lo sa e gioca la sua carta spicciola di anticipare le elezioni tenendo conto di questa situazione. Le speranze vanno e vengono 25 anni dopo l&#8217;ascesa del chavismo e 25<br>anni dopo l’inizio della distruzione totale di un Paese. La data di apertura per l&#8217;iscrizione alle liste elettorali e l&#8217;aggiornamento dei dati avrebbe dovuto essere il 18 marzo. Non è stato così, i consolati di tutto il mondo non hanno potuto aprire le porte ai futuri elettori per mancanza di macchine per la registrazione. Sono tutte scuse per creare difficoltà. Speriamo che il mondo si renda conto che si sta facendo di tutto per impedire lo svolgimento delle elezioni in Venezuela. Il regime ha paura, da tanto tempo ha paura. Gli ultimi<br>sondaggi, ovviamente non ufficiali danno María Corina Machado in vantaggio con un 65% di elettori che potrebbero votare per lei. Prima volta in 25 anni.</p>



<p><strong>Cile</strong><br>Un giovane ex militare venezuelano di nome Ronald Ojena è stato trovato morto in un fosso profondo un metro in uno dei quartieri più pericolosi della città di Santiago il 4 marzo, dopo essere stato rapito 10 giorni prima. Chi era Ronal Ojeda? Un ex ufficiale militare che si è ribellato al narco-regime di Nicolás Maduro e che nel 2017 è stato arrestato per presunta cospirazione e pianificazione di atti terroristici insieme ad altri tre ufficiali militari. I quattro soldati sono stati arbitrariamente accusati di tradimento perché avevano<br>firmato un documento in cui non riconoscevano Nicolás Maduro come comandante in capo delle forze armate. Durante un trasferimento, Ojeda è fuggito e dopo un po’ di peripezie è arrivato in Cile. Ha ottenuto una certa notorietà nel 2022, quando ha manifestato contro il regime davanti al Palacio de la Moneda, in ginocchio e con un sacco in testa. Il Cile gli ha concesso asilo politico nel 2023. Quest&#8217;anno viene trovato<br>brutalmente assassinato. Le autorità cilene stanno indagando. Si tratta di una situazione molto complessa legata alla criminalità organizzata. Gli assassini sarebbero legati a un&#8217;organizzazione criminale transnazionale chiamata &#8220;Tren de Aragua&#8221;. Si chiama così perché è nata circa 15 anni fa nello stato di Aragua, in Venezuela. Una piovra che ha esteso i suoi tentacoli in molti paesi dell&#8217;America Latina: Perù, Bolivia, Colombia, Brasile, Ecuador e naturalmente Cile. Il terrorismo &#8220;Made in Venezuela&#8221; è arrivato in Cile.<br>In attesa che il sistema giudiziario cileno faccia ciò che deve fare.</p>



<p><strong>Cuba</strong><br>Proteste sociali nelle strade di Santiago de Cuba. Il motivo? La fame, la mancanza di servizi di base, compresa l&#8217;inefficienza nella fornitura di servizio elettrico. Il Paese è costantemente “al buio”, notte e giorno. Al grido di &#8220;Vogliamo cibo&#8221; i cubani sono esplosi e domenica scorsa hanno invaso le strade chiedendo libertà, luce e cibo. Un popolo stanco, che lotta da più di sei decenni contro la limitazione e la vendita razionata di cibo. I manifestanti si sono recati nei luoghi emblematici della città per avanzare le loro richieste. Nessuno può più sopportare la situazione, mancano la carne, il latte per i bambini e gli alimenti di base. Negli ultimi giorni si sono svolte proteste in altre città del Paese, come San Antonio de los Baños,<br>Holguín e Artemisa, dove la gente è uscita con pentole e padelle in mano per protestare contro le innumerevoli interruzioni di corrente.</p>
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		<title>Carmelo Comisi: l&#8217;orgoglio disabile scende in piazza</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 09:05:04 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p><br>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il senegalese Papi, recentemente, ci ha raccontato com&#8217;è vivere una doppia diversità. A seguito di quest&#8217; intervista, ho deciso di contattare Carmelo Comisi, uno degli artefici del Disability Pride Network. Nelle prossime righe, la nostra chiacchierata informale.</p>



<p><br>Ciao Carmelo, vuoi parlarci un po&#8217; di te e di come nasce il Disability Pride Network?</p>



<p><br>Prima di trasferirmi a Roma, quando ero ancora residente a Vittoria (in provincia di Ragusa) e consulente per l&#8217;accessibilità e i diritti civili del sindaco della mia cittadina, organizzai, nell&#8217;estate del 2015, in diversi Comuni della provincia di Ragusa, l’HandyPride, un&#8217;iniziativa itinerante fatta di spettacoli per sensibilizzare riguardo alle tematiche trattate dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (cinquanta articoli, accolti da tanti Paesi, che nel 2009 sono diventati in Italia legge dello Stato). A seguito di quest&#8217; iniziativa scopro che negli Stati Uniti esiste una manifestazione dal nome “Disability Pride”. Dopo averli contattati portiamo il Disability Pride prima a Palermo nel 2016, a Napoli nel 2017 e nel 2018 a Roma. Nel 2020 nasce il nostro Network con l&#8217;obiettivo di creare un momento di confronto con tutte le realtà che negli anni hanno aderito al Disability Pride Italia. Intanto l&#8217;evento inizia ad interessare i media. Su sito di Raiplay è,infatti, presente il Disability Pride del 2020. Nel 2022 la rete nazionale porta il Disability Pride a<br>Milano e Bologna, quest&#8217;anno in tante altre città d’Italia: Torino, Genova, Taranto, Palermo e nuovamente a Roma (il Disability Pride Italia come ogni anno), Milano e Bologna. Ci tengo a precisare che oltre alle manifestazioni annuali che portano i nostri cortei nelle varie città una volta l’anno si svolge anche il Disability Pride Show. Quello di quest&#8217;anno si è tenuto lo scorso maggio e<br>si trova sul nostro canale YouTube.</p>



<p><br>Sapresti definirmi l&#8217;abilismo a parole tue?</p>



<p><br>Gli atteggiamenti che segregano le persone con disabilità, dalle inadempienze amministrative fino ad<br>atteggiamenti mentali fatti anche in buona fede.</p>



<p><br>Puoi parlarci del rapporto del Network con altre realtà associative?</p>



<p><br>Il Network vuole rappresentare un punto di riferimento per le realtà che decidono di farne parte e adesso stiamo lavorando insieme per realizzare un gruppo politico unito che esprima la volontà del Network nelle occasioni in verranno coinvolti i vari appartenenti. Esprimere una volontà politica non significa però voler costituire un partito politico, ancor meno un partito politico che si occupi esclusivamente di disabilità, questo anche perchè abbiamo come valore l&#8217;inclusione, per noi strumento importante per lavorare insieme a tutte le altre realtà emarginate.</p>



<p><br>Ci vuoi anticipare qualcosa del prossimo Disability Pride a Roma?</p>



<p><br>E&#8217; previsto per il 23 settembre. Qualche giorno prima, il 19, ci sarà una conferenza stampa in Campidoglio in cui presenteremo ufficialmente il nostro Network, con interventi degli organizzatori dei vari Disability Pride italiani.<br>Tutte le realtà che vogliono intervenire alla manifestazione e prendere parola all&#8217;arrivo del corteo possono contattarci sui social oppure scrivendoci all’indirizzo disabilitypridenetwork@gmail.com</p>



<p><br>Una frase che vuoi dedicare a tutte le persone con disabilità?</p>



<p><br>Comprendere che non è la persona con disabilità ad essere sbagliata ma il mondo che la porta a<br>percepirsi come tale.</p>



<p>Ringrazio Carmelo per la sua disponibilità e per il suo impegno. Un impegno che ha portato un<br>evento di paese o quasi, a diventare un network che si sta allargando sempre di più!</p>



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		<title>Patrick Zaki condannato ad altri tre anni di carcere</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 08:52:59 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Avevamo gioìto, poche settimane fa, per la laurea con lode, conseguita da Patrick Zaki in collegamento video presso l&#8217;università Alma mater di bologna. Da remoto perchè il giovane si trova ancora in Egitto e ieri è stato di nuovo condannato a tre anni di carcere a causa delle opinioni politiche espresse tramite i canali social e quindi, secondo la Corte egiziana della &#8220;diffusione di notizie false&#8221;. Dopo mesi e mesi di calvario di detenzione preventiva, era stato scarcerato nel dicembre 2021, ma il 18 luglio scorso è giunta la nuova, brutta notizia. </p>



<p>Una vergogna per lo Stato italiano che non è in grado di tutelare un proprio cittadino; una vergogna per lo Stato italiano che continua ad intraprendere rapporti di convenienza politico-economica con l&#8217;Egitto, sulla pelle dei giovani (il pensiero è diretto ovviamente anche a Giulio Regeni) e violando i diritti umani. </p>



<p>Patrick è stato arrestato in tribunale prima di essere trasferito ala stazione di polizia di Gamasa.</p>



<p>Ieri all&#8217;udienza, la madre e la fidanzata di Zaki hanno urlato di dolore, di rabbia e il loro grido deve essere anche il nostro: di indignazione e, soprattutto, per continuare a chiedere una vera giustizia, Giustizia che, se considerata ancora un principio di democrazia, deve essere superiori a qualsiasi interesse.</p>



<p>Il suo avvocato, Hossan Bahgat, ha subito twittato: &#8220;Urgente: Patrick George Zaki, ricercatore presso l&#8217;Egyptian Initiative for Personal Rights, è stato condannato a tre anni di carcere dal tribunale per la sicurezza dello Stato di emergenza, sulla base di un articolo di opinione pubblicato nel 2020. la sentenza non è soggetta ad appello o cassazione&#8221;.</p>



<p>Non tappiamo la voce a chi vuole la libertà, difendiamo i valori della nostra Costituzione e facciamoci rispettare da governi autoritari dentro e fuori i confini. </p>
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		<title>Guerra Russia-Ucraina: l&#8217;appello delle Ong italiane</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 13:35:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le Organizzazioni non governative che compongono la rete LINK2007, riaffermano con un comunicato congiunto la necessità di mettere in atto ogni sforzo per il ritorno al dialogo politico necessario per risolvere la crisi in Ucraina. Il comunicato di LINK2007 Di fronte&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Le <strong>Organizzazioni non governative</strong> che compongono la rete <em><a href="http://www.link2007.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">LINK2007</a></em>, riaffermano con un comunicato congiunto la necessità di <strong>mettere in atto ogni sforzo</strong> per il <strong>ritorno al dialogo politico</strong> necessario per risolvere la crisi in Ucraina.</p>



<h3>Il comunicato di LINK2007</h3>



<p>Di fronte alla decisione di puntare tutto sulle alleanze militari e sulla minaccia dell’uso delle armi lasciando all’azione diplomatica e politica un ruolo marginale e tardivo, fino all’indebita occupazione armata di territori appartenenti ad uno stato indipendente, la rete di Ong&nbsp;<strong>LINK 2007 riafferma la necessità di mettere in atto ogni sforzo per il ritorno al dialogo politico</strong>, anche di fronte ad una realtà che sembra renderlo ormai impossibile.</p>



<p>La guerra colpisce soprattutto le popolazioni ed in particolare le persone più deboli, con distruzioni, morti, ferite, sopraffazioni, sfollamenti, alimentando al contempo odi e rancori che rimangono a lungo indelebili.</p>



<p>L’abbiamo visto e vissuto direttamente in questi ultimi decenni in tante aree di conflitto armato e di guerra dove milioni di persone sono stati colpite e dove nulla è stato risolto, abbandonando intere popolazioni al loro triste destino.</p>



<p><strong>Le Ong di LINK 2007 e tante altre Ong sono state e continuano ad essere al loro fianco</strong>, portando continuamente quel messaggio di pace che è stato loro negato.</p>



<p>La guerra, possiamo affermarlo con la certezza di quanto abbiamo vissuto, non risolve mai nulla.</p>



<p>È stata impressionante la cecità dei decisori politici che, pur sapendolo, vi hanno ricorso negli anni passati, come foglia di fico che nascondeva in realtà l’incapacità di affrontare i problemi con il dialogo e la costante e tenace azione diplomatica, nella comprensione reciproca delle ragioni altrui.</p>



<p>Da tempo&nbsp;<strong>Ong di LINK sono operative in Ucraina e continueranno la loro azione di presenza solidale e umanitaria anche in questo difficile contesto</strong>, a fianco di organizzazioni della società civile e delle popolazioni più bisognose.</p>
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