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	<title>ingiustizie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Le donne dell&#8217;Ucraina. Intervista a Giulia Corsalini</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 07:39:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo La lettrice di Cechov, edito da&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo <em>La lettrice di Cechov, </em>edito da Nottetempo.</p>
<p>Ringraziamo molto Giulia Corsalini per la sua disponibilità</p>
<p>Intervista a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11940" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="282" height="407" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 282w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751-208x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 208w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché ha deciso di raccontare questa storia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa storia è nata diversi anni fa. A quel tempo scrivevo soprattutto racconti. In Università , nell&#8217;Istituto di Italianistica in cui lavoravo, si parlava di una giovane donna ucraina, una badante, che, frequentando la biblioteca di Slavistica nelle ore libere, si era fatta apprezzare come studiosa e aveva ottenuto un contratto di docenza. La biblioteca di Russo non era nello stesso piano del nostro Istituto e questa collega forse la incrociavo per le scale ma non l&#8217;ho mai conosciuta, né ho saputo in seguito più nulla di lei. La notizia è passata così; poi, ad un certo punto, non so come, è diventata il nucleo di un racconto. Su questa storia sono tornata e ritornata, finché ne è nato un romanzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si è documentata per tratteggiare il personaggio di Nina, simbolo di tutte le donne (in particolare dell&#8217;Est Europa), costrette a lasciare i figli e i mariti nella terra d&#8217;origine per venire in Italia a svolgere professioni poco appaganti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni ho conosciuto diverse donne ucraine e di alcune sono diventata amica; così so molto delle loro vite, del loro lavoro e delle famiglie lontane. La distanza dei figli naturalmente è l&#8217;aspetto più difficile e doloroso della loro esperienza e quello che, come madre, faccio più fatica a comprendere. Per le donne che vengono dalle terre dell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, terre devastate da un conflitto terribile e poco noto, la lontananza è ancora più drammatica. Per un certo periodo, una di loro, mentre parlava con il figlio al telefono, sentiva il boato dei bombardamenti su Donetsk (questo figlio, che si è laureato mentre lei era in Italia e vive solo, è il suo unico affetto e per tre anni la guerra le ha reso impossibile raggiungerlo). Ma è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ho letto dei libri, romanzi e saggi sull&#8217;argomento e poi ho fatto un viaggio a Kiev; ho visitato questa città storica, attraversata dal Dnepr, molto bella; ho partecipato ai riti ortodossi; ho mangiato i piatti tipici; ho preso l&#8217;aereo nel piccolo aeroporto vicino alla città, dal quale partono le badanti più fortunate, che riescono ad evitare il viaggio di due giornate in pulmini male in arnese e ad acquistare un volo low-cost; eravamo insieme, lì al gate, in un&#8217;alba freddissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta l&#8217;Ucraina era considerata “Russia”. Vuole spiegarci qual è il legame tra la storia di Nina e la Letteratura russa (Čechov, in particolare) e italiana?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina è una donna colta, una studiosa di Letteratura russa. In particolare ha una passione per Čechov e questa passione, che in un primo tempo rappresenta soprattutto un conforto per la sua solitudine, diviene motore della vicenda.</p>
<p>E&#8217; per studiare Čechov che Nina inizia a frequentare la biblioteca di Slavistica dell&#8217;Università della cittadina in cui lavora come badante ed è lì che trova una controversa possibilità di riscatto.</p>
<p>I racconti dello scrittore e drammaturgo russo diventano oggetto di analisi e materia di insegnamento per Nina. Allo stesso tempo quella scrittura è aspirazione della voce narrante, che insegue la stessa qualità di naturalezza nella narrazione della propria vita e tenta di rimodulare l&#8217;arco melodico della pagina čechoviana; una musicalità malinconica e interiore, attraverso la quale il pathos della disillusione e il senso dell&#8217;inadempienza dei destini si fondono alla persistenza del sogno.</p>
<p>La Letteratura italiana resta sullo sfondo; Nina cerca di capire in che modo Čechov abbia influenzato gli scrittori italiani, ma non espone che in linea generale i risultati del suo lavoro; arriva a dire che per il narratore italiano la scrittura di Čechov rappresenta un&#8217;aspirazione più che un modello; dietro la ricerca di un&#8217;arte non formale e libera da intenzionalità secondarie &#8211; abbellimenti stilistici, sperimentazione, ammaestramenti di ogni tipo &#8211;  c&#8217;è spesso la lezione čechoviana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suo romanzo affronta il tema della solitudine, ma non appartiene solo a Nina&#8230;Tutti i personaggi ne soffrono. Credo anche che, per la struttura e la scrittura, il  testo si potrebbe trasporre in una pièce. Cosa pensa di queste considerazioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ognuno dei personaggi vive una sua forma di solitudine, che per tutti è comunque principalmente senso della perdita degli esseri amati, con i quali si sono condivisi giorni e consuetudini, e fedeltà tenace a ciò che quei legami hanno rappresentato. Nina è sola soprattutto perché non può più comunicare con la figlia Kàtja, la figlia lo è perché non riesce a giustificare la madre; e Giulio De Felice, il professore di Letteratura russa, è solo perché, anche lui, non sa perdonare la moglie, che non ha mai smesso di amare. Ci sono stati dei motivi di incomprensione, delle fratture che sono diventate insanabili, ci sono stati il dolore e la morte, e il passato è ormai per ognuno il tempo di una felicità compromessa e irrecuperabile, a cui tuttavia non si vuole rinunciare.</p>
<p>Il romanzo ha scene, dialoghi, atmosfere, descrizioni di interni che penso si prestino alla trasformazione del testo in una pièce drammatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qual è il Futuro sognato da Nina e quale, invece, quello realizzabile?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina, che è appunto un&#8217;appassionata lettrice di Čechov, avverte il carattere illusorio e velleitario delle proprie aspirazioni per il futuro nel momento stesso in cui si concede il diritto di nutrirle; allo stesso tempo non rinuncia ad avere delle aspettative di bene che riguardano la figlia, sé, gli altri; aspettative per un verso indefinite, come se il bene fosse difficile da formulare, per l&#8217;altro poggiate su alcuni gesti concreti e avvertimenti vivi: mettere insieme dei risparmi per aiutare Kàtja, scrivere un saggio che la accrediti tra gli studiosi, assumersi una responsabilità di tipo umanitario, provare sdegno per le ingiustizie. Malgrado tutto, Nina ha una predisposizione alla fiducia.</p>
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		<title>Indifesa: il dossier 2018 di Terres des hommes</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 07:48:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/dossier-indifesa-foto-comunicato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11685" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/dossier-indifesa-foto-comunicato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="940" height="472" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/dossier-indifesa-foto-comunicato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 940w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/dossier-indifesa-foto-comunicato-300x151.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/dossier-indifesa-foto-comunicato-768x386.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Segna un drammatico record il numero dei minori vittime di reati in Italia: <strong>5.788 nel 2017, l’8% in più dell’anno precedente</strong>, il 43% in più rispetto a 10 anni fa, quando erano 4.061. <strong>Ancora una volta abusi e violenze si abbattono soprattutto su bambine e ragazze (60% del totale delle vittime)</strong>. In forte crescita soprattutto il numero dei minori vittime di reati legati alla <strong>pedopornografia</strong>: +57% per la detenzione di materiale pornografico (per l’86% femmine) e +10% per la loro produzione, che coinvolge per l’84% bambine e ragazze. Uno scenario allarmante quello delineato dai <strong>dati Interforze</strong> sulla violenza sui minori elaborati per il <strong>nuovo Dossier della Campagna Indifesa di Terre des Hommes</strong>, presentato oggi alla Sala degli Atti Parlamentari del Senato, che ancora una volta dimostra l’<strong>urgenza di assicurare maggiore protezione a bambine e le ragazze, anche in Italia</strong>.</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Per consultare il Dossier Indifesa “La condizione delle bambine e le ragazze nel mondo” 2018 di Terre des Hommes clicca <a href="http://bit.ly/dossier_indifesa_2018?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>
<p><em><a id="uibtn0" class="ui-button ui-widget ui-state-default ui-corner-all ui-button-text-icon-primary" style="background: url('images/ui-bg_glass_75_e6e6e6_1x400.png') repeat-x 50% 50% #e6e6e6; padding: 0px; border-radius: 4px; border: 1px solid #d3d3d3; text-align: center; color: #00adb4; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; overflow: visible; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 1.1em; font-style: normal; font-weight: 400; text-decoration: none !important; margin-right: 0.1em; word-spacing: 0px; display: inline-block; white-space: normal; position: relative; cursor: pointer; -ms-zoom: 1; orphans: 2; widows: 2; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px;" role="button" href="http://bit.ly/dossier_indifesa_2018?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" aria-disabled="false"><span class="ui-button-text">Scarica il Dossier</span></a></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Preoccupanti anche i dati delle <strong>violenze sessuali, le cui vittime (per l’84% femmine) sono aumentate del 18%</strong> rispetto al 2016. Gli atti sessuali con minorenni sono cresciuti del 13% e le vittime sono ragazze nell’80% dei casi; la <strong>corruzione di minorenni</strong> (ovvero il compiere atti sessuali in presenza di bambini sotto i 14 anni) <strong>è aumentata del 24%</strong> e il 78% delle vittime sono bambine; la <strong>violenza sessuale aggravata</strong> (nella cui fattispecie ricadono diverse aggravanti, tra cui l’età inferiore ai 14 anni) è in aumento dell’8% e l’83% delle vittime sono ragazze o bambine. <strong>Il reato che miete il maggior numero di vittime tra i minori è il maltrattamento in famiglia</strong>: trattandosi di casi che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine appare particolarmente agghiacciante la cifra di <strong>1.723 bambini in un solo anno</strong>. A crescere non sono tutte le fattispecie di reato: <strong>cala il numero delle vittime di prostituzione minorile (-35%, per il 73% femmine)</strong> e di sottrazione d’incapace (-18%, il 49% femmine).</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">“<em>L’Osservatorio <strong>Indifesa </strong>ci conferma la necessità di raddoppiare gli sforzi per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro i bambini, in particolar modo contro le bambine</em>”, dichiara <strong>Raffaele K. Salinari</strong>, Presidente di Terre des Hommes. “<em>Chiediamo al Governo di non dimenticare l’infanzia mettendo al centro, come chiediamo da anni, interventi concreti per dare seguito, sia in Italia che nei progetti di cooperazione internazionale, agli impegni sottoscritti in sede di adesione all’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 (in particolare conseguenti all’obiettivo n.5), alla Convenzione di Istanbul (provvedendo una copertura finanziaria adeguata per le attività di prevenzione della violenza) e alla Convenzione dei Diritti dei Bambini, partendo dal monitoraggio sistematico dei dati e dal contrasto di ogni forma di povertà, abuso o discriminazione dei confronti dei bambini. Siamo convinti che si debba lavorare con maggior vigore su alcune assi fondamentali: <strong>ascoltare e monitorare</strong>, perché senza dati attendibili e senza l’ascolto del territorio e dei ragazzi e delle ragazze non possiamo orientare le nostre policy e i programmi di intervento; <strong>fare rete</strong> perché solo unendo le forze tra famiglie, attori privati, istituzioni pubbliche e scuole possiamo produrre un impatto reale nella vita delle ragazze e delle bambine e ribaltare i trend sulla violenza di genere. Ma anche <strong>formare</strong>, mettendo al centro i ragazzi e le ragazze, le bambine e i bambini, costruendo sulla loro partecipazione e sul loro protagonismo. Perché solo così educheremo cittadini consapevoli in grado di superare la violenza e gli stereotipi. E poi <strong>innovare</strong>, sui linguaggi e sulle modalità di intervento, perché è evidente che i risultati ottenuti non sono sufficienti e dobbiamo provare a cambiare. <strong>Indifesa è tutto questo</strong> e vuole, sempre di più, lavorare proprio su questi assi</em>”.</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">“<em>La Settima Edizione del Dossier Indifesa di Terre des Hommes “La condizione delle bambine e le ragazze nel mondo 2018” ci offre l’occasione per aprire gli occhi di fronte ai muri che si ergono davanti alle ragazze e alle donne, frapponendosi tra esse e la loro realizzazione personale, i loro sogni, le loro aspirazioni grandi o piccole</em>”, dichiara <strong>Vincenzo Spadafora </strong><strong>Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili</strong>. “<em>Nello svolgimento del mio ruolo istituzionale farò tutto ciò che sarà possibile affinché i diritti delle ragazze in Italia e nel mondo siano salvaguardati</em>”.</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Il <a href="http://bit.ly/dossier_indifesa_2018?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Dossier della Campagna Indifesa</a> quest’anno punta i riflettori sull’<strong>importanza dell’istruzione per proteggere le bambine da alcune delle più frequenti violazioni dei loro diritti come i matrimoni e le gravidanze precoci</strong>. Uno studio dell’UNPFA ha calcolato che <strong>se tutte le ragazze dell’Africa Subsahariana e del Sud-Est asiatico potessero completare la scuola secondaria i matrimoni precoci sarebbero più che dimezzati (-64%) e le nascite da madri minorenni calerebbero del 59%</strong>. In queste due regioni ad alto incremento demografico si concentrano la maggior parte delle baby spose e baby mamme, bambine e ragazze spesso costrette a sposare uomini più grandi di loro, subire abusi e portare avanti gravidanze non desiderate che mettono a rischio la salute del loro giovane corpo e del bambino. Ma <strong>i matrimoni e le gravidanze precoci, oltre a privare le bambine dei loro diritti fondamentali – istruzione, salute, protezione – privano anche la società del potenziale enorme rappresentato dal contributo che le ragazze possono dare con un lavoro qualificato</strong> se hanno accesso a un’istruzione di qualità. La Banca Mondiale lo calcola tra i 15.000 e i 30.000 miliardi di dollari .</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Il <strong>fenomeno delle gravidanze precoci riguarda pure l’Italia</strong> dove, nel 2016, il numero di bambini nati da madri minorenni è stato di 1.539, ovvero lo 0,33% del totale delle nascite. La maggioranza di queste baby mamme sono italiane (1.226) e più della metà delle nascite si sono registrate nella fascia d’età dei 17 anni (984 parti), mentre sono stati 500 i bambini nati da madri 16enni, 44 da madri appena 15enni e 11 da madri con meno di 15 anni. A livello territoriale, <strong>la Sicilia è risultata essere la regione in cui si è registrato il più alto numero di nascite con madri minorenni (377, di cui 6 ragazzine che non avevano ancora compiuto 15 anni)</strong>, seguita da Campania (277), Lombardia (162) e Lazio (92) .</p>
<p style="margin: 0px 0px 12px; color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong>Ragazze che molto spesso finiscono per abbandonare la scuola e con essa anche l’idea di un futuro legato a un lavoro professionale altamente qualificato</strong>. Quello che può essere assicurato dalle <strong>STEM, le materie scientifico-matematiche dove il contributo femminile è ancora troppo scarso</strong>, anche in Paesi come l’Italia. Questo a causa di stereotipi di genere molto diffusi, anche tra le stesse bambine e ragazze, che considerano le professioni scientifiche e matematiche come una “cosa da maschi”. Tuttavia, <strong>è proprio da quegli indirizzi che si prevede deriveranno il maggior numero di posti di lavoro qualificati nel prossimo futuro</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #555555; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; word-spacing: 0px; float: none; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"> </span><a style="outline: 0px; color: #00adb4; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Lucida Sans', 'Lucida Sans Unicode', Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px;" href="http://www.fidapa.org/index.php/32-carta-dei-diritti-della-bambina?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Carta dei Diritti della Bambina elaborata da Fidapa BPW Italia</a></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">20 novembre Giornata Internazionale dell&#8217;Infanzia</span></p>
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