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	<title>insediamento Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>«LUBO» E «3000 NOTTI»: due film controcorrente</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 09:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&#160;l’antidiplomatico) ispirato a un romanzo di Mario Cavatore&#160;(Il seminatore)&#160;Lubo&#160;è la storia di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-157133"/></a></figure></div>



<p>L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&nbsp;<em>l’antidiplomatico</em>)</p>



<p>ispirato a un romanzo di Mario Cavatore<em>&nbsp;(</em><em>Il seminatore</em>)&nbsp;<em>Lubo</em>&nbsp;è la storia di uno zingaro jenisch svizzero, artista di strada, e della sua famiglia.</p>



<p>quando lo costringono a fare il militare gli portano via i figli e la moglie ne muore.</p>



<p>Lubo fugge e cerca i suoi figli, oltre a una personale vendetta, che è l’oggetto del libro.</p>



<p>Franz Rogowski è sempre bravissimo, e convincente, come tutte le attrici e gli attori.</p>



<p>il film dura tre ore, ma neanche un minuto è in più,&nbsp;Giorgio Diritti fa film bellissimi o straordinari, niente di meno.</p>



<p>la storia è una delle tante di quegli anni a danno della popolazione jenisch, sterilizzazione delle donne e furto dei bambini,&nbsp;motore di questo genocidio, durato fino al 1974, è la fondazione&nbsp;<em>Pro Juventute</em>, ennesimo esempio della banalità del male.</p>



<p>il film non è piaciuto troppo ai critici laureati, ognuno ha i suoi gusti, ma è di sicuro un film da non perdere, non te ne pentirai.</p>



<p>buona (jenisch) visione – Ismaele</p>



<p>ps 1: un bel film italiano sugli Jenisch, di&nbsp;Valentina Pedicini, si può vedere&nbsp;<a href="https://www.raiplay.it/programmi/dovecadonoleombre?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>, e&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/dove-cadono-le-ombre-valentina-pedicini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;la recensione</p>



<p>ps 2: un grandissimo&nbsp;Franz Rogowski, in un film non apparso in Italia, è&nbsp;<a href="https://markx7.blogspot.com/2023/03/great-freedom-groe-freiheit-sebastian.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p>ps 3: un ritratto di Mariella Mehr, poetessa jenisch,&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/ricordo-di-mariella-mehr/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p><em>INTERVISTA di ALESSABDRO BIANCHI a MAI MASRI</em></p>



<p>Girato in un carcere dismesso in Giordania,<em>&nbsp;<strong>3000 notti</strong></em>&nbsp;è il film che consacra a livello planetario la carriera della regista palestinese Mai Masri.<em>&nbsp;“Nel 2015,&nbsp;quando è stato realizzato il film, nelle prigioni israeliane si trovavano 6000 palestinesi, uomini, donne e minori. È la storia di una di loro”</em>, ha dichiarato in un’intervista l’autrice per descrivere la figura, divenuta iconica, della protagonista Layal, giovane palestinese arrestata senza nessun valido motivo dalle autorità israeliane e che scoprirà la sua maternità in carcere.</p>



<p><em>“Gli israeliani e la mia casa – Nablus e Shatila:&nbsp;Sotto le macerie”&nbsp;(1983); I bambini del fuoco (1990)”&nbsp;</em>fanno rivivere il dramma delle donne e bambini sotto l’occupazione. In “<em>Donne oltre le frontiere, 2004”,&nbsp;</em>si ascolta Kifah Afifi rievocare la brutalità del campo di Khyam: “<em>Sono morta cento volte ogni&nbsp;giorno in quella cella</em>”, e Soha Bechara, che ha messo in gioco la propria vita per la liberazione del suo Paese, ripetere:<em>&nbsp;“Non dimentichiamo la Palestina”.&nbsp;</em>Amore e resistenza sono i due temi che ricorrono sempre nelle opere di Mai Masri. “<em>I suoi film sono l’antitesi degli stereotipi che</em>&nbsp;<em>disumanizzano e tolgono i loro diritti ai palestinesi. Lei non documenta solo ciò che viene fatto subire ai palestinesi dal 1948, ma mostra chi sono veramente</em>”, chiosa alla perfezione Victoria Brittain in un bellissimo lavoro di raccordo delle opere della regista (“<em>Love and resistance in the films of Mai Masri</em>”). Le immagini nei lavori dell’artista palestinese non si soffermano esclusivamente sulla disperazione e dolore, si ostinano a cercare, anche nella più grande sofferenza, l’amore e la bellezza. Viene da domandarsi come sia possibile oggi alla luce delle immagini tremende del genocidio in corso a Gaza.</p>



<p><em>In esclusiva, l’AntiDiplomatico ha avuto l’onore di rivolgere alla grande artista palestinese alcune domande sulla mattanza in corso nella sua terra e la nuova fase del conflitto in Palestina.</em></p>



<p><strong>Da regista come vedi il ruolo del cinema rispetto allo sterminio in atto a Gaza nelle ultime settimane?</strong></p>



<p><em>Credo nella potenza della narrazione per la nostra lotta e nel ruolo del cinema per cambiare la narrativa sulla Palestina. Sfortunatamente i principali media hanno disumanizzato il popolo palestinese e la sua lotta già da molto tempo. Il cinema può svolgere un ruolo fondamentale nel mettere in luce la sofferenza e la resistenza del popolo di Gaza di fronte al genocidio in corso. Il nostro ruolo come registi di tutto il mondo è concentrarci sulle vite, le speranze e i sogni dei palestinesi. Mentre guardiamo le immagini dal vivo di morte e distruzione provenienti da Gaza, nessuno può affermare di non sapere cosa sta accadendo. Questo è il primo genocidio televisivo della storia. Una continuazione della Nakba del 1948, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case e la loro terra. Come regista palestinese sento la grande responsabilità non solo di testimoniare le atrocità che si stanno consumando a Gaza, ma anche di portare al mondo le nostre storie di umanità, speranza e resilienza.</em></p>



<p><strong>Cosa pensi del boicottaggio su artisti e accademici israeliani che partecipano a iniziative organizzate e patrocinate dallo stato d’Israele? A tuo avviso la campagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni) era valida già prima della posizione estremista del governo di Netanyahu?</strong></p>



<p><em>Il boicottaggio su artisti e studiosi israeliani che partecipano ad attività culturali sponsorizzate dallo stato d’Israele è uno strumento legittimo e potente contro l’occupazione e l’apartheid. E’ anche una forma di resistenza civile molto efficace, modellata sul successo della campagna mondiale di boicottaggio contro il governo razzista del Sud Africa. Il razzismo e l’apartheid sono state parte integrante della ideologia e della struttura dello Stato israeliano molto prima del governo estremista di Netanyahu. Durante le recenti proiezioni dei miei film negli Stati Uniti e in Europa, ho notato un cambiamento nell’opinione pubblica, soprattutto tra i giovani e gli studenti, molti dei quali sono ebrei e sono in prima linea nel movimento contro l’occupazione e l’apartheid. E’ incoraggiante vedere che ci sono sempre più artisti, studiosi e studenti ebrei in tutto il mondo che si oppongono all’occupazione israeliana e ai crimini di guerra contro il popolo palestinese e hanno assunto una posizione coraggiosa: “Non in nostro nome”.</em></p>



<p><strong>L’idea di uno Stato unico laico e democratico concepita dalla Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) prima degli accordi di Oslo, con il senno di poi, sarebbe stata la soluzione più saggia? Abbiamo visto che la narrazione due Stati due popoli ha portato all’avanzamento del progetto di colonizzazione d’insediamento da parte d’Israele e un netto e tragico peggioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese.</strong></p>



<p><em>Ho sempre creduto in uno Stato unico laico e democratico per palestinesi e israeliani. Questa è l’unica soluzione praticabile ed equa per entrambi i popoli. C’è molta ipocrisia da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati europei che sostengono a parole la soluzione dei due Stati e non fanno nulla per attuarla. Questo ha incoraggiato Israele a continuare la sua brutale occupazione della Cisgiordania, a costruire centinaia di insediamenti illegali e a continuare ad assediare Gaza in violazione del diritto internazionale. Israele ha reso impossibile la soluzione dei due Stati. E’ tempo che il mondo prenda una posizione ferma e mantenga le promesse fatte ai palestinesi. Nonostante la tragica situazione a Gaza, sono molto fiduciosa che la Palestina sarà libera. E che questo accadrà mentre io sarò ancora in vita. Questa ingiustizia non può continuare. Nessuno potrà essere libero finché la Palestina non sarà libera.</em></p>
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		<title>Giornata Internazionale dei rom: presentato in Senato il report digitale “Il Paese dei campi”</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 07:50:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/rommm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/rommm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16271" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/rommm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/rommm-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/rommm-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p><strong> Associazione 21 luglio: «Colmata finalmente una lacuna storica»</strong></p>



<p>Roma, 7 aprile 2022 &#8211; L’8 aprile viene celebrata in tutto il mondo la&nbsp;<strong>Giornata Internazionale dei diritti dei rom</strong>. Alla sua vigilia, in un evento promosso dalla Commissione per la promozione dei Diritti Umani del Senato,&nbsp;<strong>Associazione 21 luglio</strong>&nbsp;ha presentato il report digitale “Il Paese dei campi” (<a href="http://www.ilpaesedeicampi.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ilpaesedeicampi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). All’iniziativa sono intervenuti: il senatore&nbsp;<strong>Giorgio Fede</strong>;&nbsp;<strong>Triantafillos Loukarelis</strong>, direttore dell’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali;&nbsp;<strong>Benoni Ambarus</strong>, vescovo ausiliare di Roma.</p>



<p>Storica assenza di dati</p>



<p>Malgrado le politiche nazionali e locali promosse da decenni nei confronti delle comunità rom e sinte, il nostro Paese paga la&nbsp;<strong>cronica carenza di informazioni statistiche affidabili</strong>&nbsp;relative agli insediamenti monoetnici presenti sul territorio nazionale. Tale deficit è riconosciuto come il principale limite laddove, per implementare politiche sociali, risulta fondamentale cogliere in maniera puntuale le problematiche che interessano gli abitanti dei “campi”. Con cadenza periodica, si invocano “censimenti” arrivando a cogliere l’assenza di informazioni come occasione per&nbsp;<strong>amplificare</strong>&nbsp;i numeri invocando l’emergenza oppure per&nbsp;<strong>spingerli al ribasso</strong>&nbsp;al fine di enfatizzare, ad esempio, l’impatto positivo di politiche espulsive.</p>



<p>Per svariate ragioni risulta impossibile oggi definire quanti siano i rom e sinti in Italia. Al contrario è però possibile da oggi, grazie al lavoro presentato da Associazione 21 luglio, fotografare nitidamente la realtà di quanti – identificati dalla autorità come rom e sinti – risiedono in insediamenti monoetnici appositamente realizzati per loro.</p>



<p>La genesi degli insediamenti per soli rom</p>



<p>In Italia a partire dagli anni&nbsp;<strong>Settanta</strong>&nbsp;– quando già nelle periferie delle città del Nord si registravano piccoli accampamenti di comunità sinte e nel Sud, in prossimità delle fiumare, insediamenti di rom italiani di antico insediamento – si osservò il primo flusso di rom provenienti dall’ex Jugoslavia. Si stima che&nbsp;<strong>dagli anni</strong>&nbsp;<strong>Settanta</strong>&nbsp;in poi furono almeno 45.000.</p>



<p>Dal&nbsp;<strong>1985</strong>&nbsp;diverse Regioni italiane, al fine di governare il fenomeno, promossero azioni legislative finanziando la costruzione di “<strong>riserve etniche</strong>” denominate impropriamente “<strong>campi nomadi</strong>”.</p>



<p>Ad&nbsp;<strong>inizio anni Novanta</strong>&nbsp;si registrò la nascita dei primi insediamenti monoetnici, una condizione che farà dell’Italia, il “<strong>Paese dei campi</strong>”, secondo la felice denominazione ideata dall’European Roma Rights Centre, in quanto la nazione, nel panorama europeo, più impegnata nella creazione e la gestione del dispositivo escludente denominato impropriamente “campo nomadi”.</p>



<p>Successivamente anche alle famiglie rom rumene in fuga dalle persecuzioni del dopo Ceauşescu, vennero aperte le porte dei “campi nomadi”, nella convinzione di aver a che fare con una popolazione omogenea. Per i rom italiani di antico insediamento, invece, si andarono realizzando nel Sud Italia&nbsp;quartieri di edilizia residenziale pubblica&nbsp;riservati secondo un preciso criterio etnico. Recente è l’invenzione dei&nbsp;centri di raccolta rom, destinate all’accoglienza riservata a famiglie rom.</p>



<p>Dati e numeri</p>



<p>Attraverso il sito&nbsp;<strong><a href="http://www.ilpaesedeicampi.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ilpaesedeicampi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></strong>, curato da Associazione 21 luglio, è possibile da oggi cogliere, in tempo reale, informazioni aggiornate che interessano ognuno dei 121 insediamenti formali, all’aperto e al chiuso, abitati da comunità identificate come rom e sinte.</p>



<p>In Italia sono presenti&nbsp;<strong>45 “campi rom” formali abitati da 7.128 persone</strong>. L’insediamento più grande si trova a Roma, in via Candoni, dove sono accolte 795 persone. La massima concentrazione si rileva nell’area metropolitana di Napoli, con 8 insediamenti e 1.336 persone.&nbsp;</p>



<p>Nei Comuni di&nbsp;<strong>Pisa, Gioia Tauro e Cosenza</strong>&nbsp;si registrano invece le presenze di&nbsp;<strong>quartieri di “case popolari”</strong>&nbsp;realizzati appositamente per un’accoglienza di 930 rom. A&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;gli unici due “<strong>centri di raccolta rom</strong>”, dove risultano presenti&nbsp;<strong>218 persone</strong>.</p>



<p>Sono invece&nbsp;<strong>66 i “campi sinti” presenti sul territorio nazionale, abitati da 4.814 persone</strong>&nbsp;con il più grande che insiste nel Comune di Pavia, con 265 persone. I Comuni di Villafalletto, in provincia di Cuneo, di Padova e di Carmagnola, in provincia di Torino sono caratterizzati dalla presenza di&nbsp;<strong>aree residenziali monoetniche</strong>.</p>



<p>Aggregando i dati che interessano i&nbsp;soli insediamenti formali&nbsp;è possibile affermare che sono 113 i “campi rom” e “campi sinti”, presenti in 73 Comuni e 13 Regioni, per un totale di 12.096 persone. Ad essi vanno aggiunti 2 “centri di raccolta rom” e 6 aree residenziali monoetniche.&nbsp;<strong>Un totale di 13.405 soggetti concentrati in strutture, al chiuso o all’aperto, progettate e realizzate dalle istituzioni secondo un criterio segnatamente etnico</strong>.</p>



<p>Se ad essi volessimo aggiungere i circa 5.500 rom stimati negli insediamenti informali, si raggiungerebbe la cifra complessiva di&nbsp;<strong>18.760 rom e sinti in emergenza abitativa</strong><strong>.</strong></p>



<p>Verso il superamento</p>



<p>Tali numeri sembrano confermare la tendenza al ribasso già registrata negli ultimi anni. Ad oggi, come riportato nel dettaglio sul sito, sono infatti&nbsp;<strong>21 gli insediamenti rom e sinti che risultano in superamento</strong>&nbsp;mentre, dal 2018 ad oggi sono&nbsp;<strong>26 quelli chiusi o superati</strong>.</p>



<p>Secondo Associazione 21 luglio: «Le esperienze passate ci dicono che per superare un insediamento monoetnico non servono&nbsp;<strong>approcci speciali</strong>&nbsp;– declinati su base etnica – né tantomeno uffici dedicati. Fondamentale è partire da&nbsp;<strong>processi di coprogettazione</strong>&nbsp;calibrati su&nbsp;<strong>ogni singolo insediamento</strong>&nbsp;e che coinvolgano anche&nbsp;<strong>i residenti</strong>. Risulta poi importante prevedere&nbsp;<strong>interventi ordinari di politica sociale</strong>&nbsp;che mirino a sviluppare percorsi inclusivi individualizzati e strutturati sulle esigenze dei singoli nuclei familiari. I tempi attuali sono favorevoli per attrezzarsi con strumenti che seguano un&nbsp;<strong>approccio universalistico</strong>».&nbsp;</p>



<p>Per tale ragione Associazione 21 luglio, attraverso lo strumento presentato oggi, continua il suo lavoro di informazione e formazione presso le Amministrazioni locali interessate al superamento degli insediamenti presenti sul proprio territorio, offrendo sostegno e consulenza, nella convinzione che, attraverso un’azione congiunta che coinvolga il governo centrale e le Amministrazioni locali sarà possibile relegare al passato la triste stagione che sino ad ora ha contraddistinto l’Italia come il “Paese dei campi”.</p>
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		<title>Da Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo interviene sulla vicenda dei rom di Giugliano imponendo il rispetto dei diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2019 07:03:27 +0000</pubDate>
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<p><br>Con una decisione di importanza fondamentale, <strong>la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo</strong>, con sede a Strasburgo, riconoscendo il diritto all&#8217;unità familiare e la necessità di adottare misure provvisorie,&nbsp;<strong>ha imposto al Governo italiano di fornire un alloggio adeguato alle famiglie rom&nbsp;</strong>che, dopo lo sgombero forzato avvenuto a Giugliano, nei giorni scorsi, supportati da Associazione 21 luglio e da European Roma Rights Centre, avevano presentato ricorso.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="640" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12525" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12525&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul>



<p><strong>Antefatto</strong></p>



<p>Lo scorso 5 aprile 2019, con Ordinanza sindacale n. 29, per circa 450 persone residenti nell&#8217;insediamento di via del Vaticale nel Comune di Giugliano era stato disposto dall&#8217;Amministrazione Comunale<strong>&nbsp;lo sgombero per motivi di salubrità e salute pubblica&nbsp;</strong>prevedendo solo su carta anche l’accompagnamento dei Servizi sociali comunali nel ricollocamento abitativo.<br>Ma la mattina del 10 maggio 2019<strong>&nbsp;le Forze dell’Ordine avevano attivato l’allontanamento coatto delle famiglie</strong>&nbsp;dall’insediamento di via del Viaticale. Secondo le numerose testimonianze raccolte, sia prima che durante le operazioni di sgombero alle persone era stato verbalmente intimato di uscire dal territorio di Giugliano pena la cancellazione anagrafica e l’allontanamento dei minori. Non avendo altra possibilità e costantemente sorvegliati dalle Forze dell’Ordine, la<strong>&nbsp;comunità rom di Giugliano si era divisa tra il territorio del Comune di Villa Literno e quello di Castel Volturno</strong>. Da quest’ultimo era stata allontanata dopo poche ore. Le 450 persone rom si erano, quindi, ricongiunte nella serata dello stesso giorno in un’area dismessa nella zona industriale di Giugliano.</p>



<p><strong>La nuova collocazione si è rivelata da subito totalmente inadeguata</strong></p>



<p>Le 73 famiglie, attualmente accampate in quell&#8217;area,&nbsp;<strong>non dispongono di riparo alcuno</strong>, sono costrette a dormire all’interno delle autovetture o all’aperto, malgrado le difficili condizioni atmosferiche, non hanno elettricità,&nbsp;<strong>sono prive di acqua potabile e servizi igienici</strong>. I 105 minori frequentanti le scuole dell’obbligo sono stati costretti ad interrompere la frequenza scolastica. Associazione 21 luglio si è da subito mobilitata con una Conferenza stampa straordinaria presso la Sala Stampa della Camera e con un appello online per denunciare&nbsp;<strong>i diritti violati dalle autorità in occasione dello sgombero forzato&nbsp;</strong>e per chiedere al Comune di Giugliano un intervento urgente volto ad offrire soluzioni alloggiative adeguate e dignitose per tutte le persone, garantendo loro l&#8217;accesso ai servizi base e il ripristino della frequenza scolastica per i minori in età scolare e promuovendo il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.<br>Ieri è arrivata la decisione da Strasburgo che, in riferimento ai ricorrenti, ha imposto al Governo italiano di garantire un alloggio adeguato ai minori e alle loro famiglie.</p>



<p><strong>I commenti delle organizzazioni</strong></p>



<p>Secondo Carlo Stasolla, che dopo la decisione della Corte ha interrotto lo sciopero della fame iniziato domenica scorsa, &#8220;L&#8217;arretramento dei diritti delle comunità più marginalizzate, registrato in Italia soprattutto nell&#8217;ultimo anno, oggi segna un clamoroso stop.&nbsp;<strong>Sulla vicenda di Giugliano, Associazione 21 luglio è stata la prima a denunciare la sistematica violazione dei diritti</strong>, ha promosso appelli, ha organizzato conferenze stampa, ha supportato e affiancato le famiglie che hanno proposto il ricorso alla Corte Europea,&nbsp;per raggiungere un obiettivo semplice e chiaro: ristabilire i principi della Costituzione italiana su quell&#8217;area della periferia giuglianese dove i diritti fondamentali erano stati definitivamente rimossi dalle stesse istituzioni locali che avrebbero dovuto garantirli. È giunta l&#8217;ora che venga spezzato il circolo vizioso che ha tenuto per trent&#8217;anni la comunità rom di Giugliano vittima del ricatto e della paura e da domani dobbiamo tutti lavorare per un futuro che parli il linguaggio del rispetto della dignità umana e dell&#8217;inclusione. Su Giugliano &#8211; ha concluso Stasolla &#8211;&nbsp;<strong>da oggi l&#8217;Europa ha acceso un faro che illumina tutta l&#8217;Italia</strong>&nbsp;e che tutti abbiamo il dovere di mantenere acceso: il faro dell&#8217;antidiscriminazione e degli stessi diritti sanciti dall&#8217;articolo 2 e 3 della Costituzione italiana che nessuno, a qualunque titolo, può arrogarsi la presunzione di spegnere&#8221;.</p>



<p>&#8220;<strong>Questa decisione rompe il lungo ciclo degli sgomberi forzati</strong>&nbsp;che da molto tempo tormenta questa comunità, e più in generale i rom in Italia&#8221;, ha affermato Jonathan Lee dello European Roma Rights Centre. &#8220;Quando le autorità sradicano le famiglie rom dai loro contesti abitativi, sanno bene che ciò comporterà l&#8217;abbandono della scuola per i bambini, la perdita del lavoro per i genitori. Nonostante la famiglia dovrà insomma ricominciare da zero, le autorità procedono comunque con lo sgombero forzato.&nbsp;<strong>La Corte ha confermato che l&#8217;Italia non è al di sopra della legge</strong>&nbsp;e non può, indiscriminatamente, rendere i rom senzatetto. I membri di questa comunità hanno ottenuto una grande vittoria contro la discriminazione e contro le politiche dell&#8217;odio che perpetuano l&#8217;esclusione dei rom in Italia.&#8221;<br></p>
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		<title>I Rom, l&#8217;inclusione e Salvini</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 07:26:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; Matteo Salvini  ha ricevuto molti voti, è stato eletto Ministro dell&#8217;Interno e ha lasciato in mezzo al mare 629 migranti poveri, tra cui donne e bambini. Matteo Salvini ora vuole&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Matteo Salvini  ha ricevuto molti voti, è stato eletto Ministro dell&#8217;Interno e ha lasciato in mezzo al mare 629 migranti poveri, tra cui donne e bambini. Matteo Salvini ora vuole indire un censimento dei Rom, facendo finta di dimenticare che anche Benito Mussolini ne fece uno e che Benito era un dittatore fascio. E &#8220;dimenticando&#8221; che questo tipo di censimento è anticostituzionale&#8230;Ah già ma lui se ne frega della Costituzione.</p>
<p>Noi continuiamo OGNI GIORNO a contrastare la violenza, anche quella di Stato, l&#8217;ingiustizia, l&#8217;antidemocrazia, per cui pubblichiamo oggi proprio lo studio di Associazione 21 Luglio sulla situazione delle etnie Rom, Sinti e Caminanti a Roma e in Italia. Per la libertà, la salute, la vita, l&#8217;istruzione &#8230;di tutte e di tutti e perché questi sono i diritti umani che vanno garantiti e tutelati. Altro che ruspe.</p>
<p><strong>Presentato  in Campidoglio il Report “Il Piano di Carta”, un monitoraggio dei primi dodici mesi del “Piano rom” del Comune di Roma. Appello urgente di Associazione 21 luglio: </strong><strong>«</strong><strong>Ad oggi il Piano non sta funzionando, occorre una profonda revisione</strong><strong>».</strong></p>
<p><div id="attachment_10870" style="width: 669px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/etnia-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img aria-describedby="caption-attachment-10870" loading="lazy" class="size-full wp-image-10870" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/etnia-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="659" height="351" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/etnia-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 659w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/etnia-rom-300x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></a><p id="caption-attachment-10870" class="wp-caption-text">fotogramma &#8211; sgombero rom cassio milano &#8211; LA POLIZIA SGOMBERA LA BARACCOPOLI DEL CAMPO NOMADI DI VIA DIONE CASSIO (MASSIMO ALBERICO, MILANO &#8211; 2013-04-19) p.s. la foto e&#8217; utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e&#8217; stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate</p></div></p>
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<p>Sono passati dodici mesi dalla presentazione del “Piano rom” del Comune di Roma, un documento che pianifica<strong> il superamento dei “campi” di Monachina e La Barbuta</strong> a cui si è aggiunto in corso d’opera l’insediamento di <strong>Camping River</strong>.</p>
<p>Nel corso di quest’anno, Associazione 21 luglio ha portato avanti un attento monitoraggio dell’andamento del “Piano” per valutare i risultati e l’impatto concreto sulla qualità della vita delle persone interessate, evidenziandone lacune e criticità. Da questo lavoro di <strong>analisi documentale</strong> e di <strong>ricerca sul campo</strong> è nato il report “<strong>Il Piano di Carta. Rapporto sui primi dodici mesi del Piano rom del Comune di Roma</strong>” &#8211; presentato oggi in Campidoglio &#8211; che evidenzia numerose fragilità cui è urgente porre rimedio.</p>
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<p><u><strong>Le persone coinvolte nel Piano</strong></u></p>
<p>Un primo livello di inadeguatezza riguarda<strong> il numero di persone coinvolte</strong>. Secondo il “Piano di Roma Capitale per l’inclusione dei rom” sono ammessi alle misure di sostegno tutti i rom censiti dalla Polizia di Roma Capitale nel 2017, 4.503 persone presenti in 11 insediamenti formali che non comprendono in alcun modo i <strong>1.600 rom presenti nei “campi” informali della città</strong>, circa 300 microinsediamenti sparsi nel territorio della Capitale. In assenza di qualsiasi progettazione di carattere inclusivo per questi nuclei in condizione di grave fragilità, sono rimasti gli <strong>sgomberi forzati</strong>. Dal 31 maggio 2017, giorno di presentazione del “Piano rom”, al 10 maggio 2018 sono stati 28 gli sgomberi forzati perpetrati dalle autorità capitoline che, in assenza delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite, hanno coinvolto un totale di <strong>circa 700 persone</strong> per un <strong>costo stimato di circa 880 mila euro</strong>.</p>
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<p><strong><u>Il Camping River</u></strong></p>
<p>Già a pochi mesi dalla presentazione del Piano, il progetto del Comune ha dimostrato la sua inadeguatezza. Un primo banco di prova ha riguardato infatti il Camping River, per il quale una Deliberazione di giugno 2017 <strong>fissava la chiusura dell’insediamento al 30 settembre 2017</strong>, scadenza che non è mai stata rispettata perché si è scontrata da subito con la difficoltà oggettiva di attuare le azioni previste dal “Piano” una volta calate nel contesto reale. Ad oggi non solo l’insediamento è ancora aperto, ma nel frattempo <strong>le condizioni di vita al suo interno sono visibilmente peggiorate</strong>. Il 15 giugno, secondo la comunicazione notificata ai residenti, il Comune di Roma provvederà a rimuovere le abitazioni mobili presenti nell’area, aggravando così drammaticamente le condizioni delle 100 famiglie accolte.</p>
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<p><u><strong>Monachina e La Barbuta</strong></u></p>
<p>Criticità si sono riscontrate anche nelle azioni volte al superamento degli insediamenti di <strong>“Monachina” e “La Barbuta”</strong>. A dicembre 2018 l’Ufficio Speciale, Rom Sinti e Caminanti ha comunicato l’esito del bando di gara per l’affidamento dei servizi finalizzati al superamento dei “campi”: per il primo<strong> non si è registrata alcuna domanda</strong>, per il secondo è pervenuta <strong>una sola offerta </strong>da parte dell’Associazione della Croce Rossa Italiana Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale.</p>
<p>Nel corso dei mesi, in tutti i casi e in ciascuno degli insediamenti monitorati da Associazione 21 luglio, l’Organizzazione ha riscontrato nei residenti <strong>una marcata sfiducia</strong>, una conoscenza superficiale e generica di azioni e finalità del Piano – sintomo di un <strong>inadeguato coinvolgimento dei diretti interessati</strong> – e una forte preoccupazione sulla mancanza di sostenibilità delle offerte abitative proposte dal Piano e dal Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma.</p>
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<p><u><strong>Minori e scolarizzazione</strong></u></p>
<p>Risulta drammatica inoltre<strong> la situazione scolastica dei minori rom</strong> negli insediamenti formali della città. Dopo la sospensione del “Progetto di scolarizzazione che negli ultimi dieci anni ha registrato un numero di minori iscritti oscillante tra le 1.700 e le 2.000 unità, secondo il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastiche di Roma Capitale il numero dei minori rom iscritti alla scuola dell’obbligo <strong>nell’anno 2017-8 era drasticamente sceso a 1.025</strong>.</p>
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<p><u><strong>Raccomandazioni</strong></u></p>
<p>Nel corso della presentazione del Report, Associazione 21 luglio ha ribadito la sua preoccupazione e ha chiesto<strong> una profonda revisione del Piano attraverso l’attuazione di alcune raccomandazioni</strong>, quali l’attivazione di un dialogo reale con le comunità rom in emergenza abitativa, l’inserimento di quanti sono stati esclusi nel censimento e l’individuazione di un ventaglio di strumenti abitativi e di percorsi di inclusione lavorativa certi e sostenibili.</p>
<p>In via urgente Associazione 21 luglio ha richiesto un intervento sociale per il miglioramento delle condizioni di vita all’interno dei “campi”, <strong>la sospensione degli sgomberi forzati </strong>degli insediamenti informali, l’arresto dell’emorragia di iscrizioni e frequenze scolastiche dei bambini rom e la revisione del Patto di Responsabilità solidale, sottoposto alle famiglie per accedere ai servizi del Piano, giudicato inadeguato e discriminatorio.</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio «Il Piano rom della Giunta Raggi è un “Fake Plan”, ovvero un <strong>“Piano di carta” con un impianto teorico ma una forte disconnessione dalla realtà</strong> degli insediamenti della Capitale, e quindi le sue azioni sono condannate al fallimento. Dopo dodici mesi dalla sua presentazione <strong>sono i numeri a parlare</strong>: 700 persone sgomberate al di fuori delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite; 1.000 bambini rom non più iscritti alla scuola dell’obbligo; condizioni di vita negli insediamenti drammaticamente peggiorate; 100 famiglie che il prossimo 15 giugno si vedranno private dei loro container nell’insediamento Camping River e costrette a dormire all’addiaccio. In compenso registriamo proclami fondati su dati errati e informazioni distorte. Solo<strong> una profonda revisione del “Piano rom”</strong>, urgente e immediata, potrà consentire un <strong>diverso impatto delle azioni promosse dal Campidoglio</strong>, che oggi risulta lesivo dei diritti fondamentali. Questo è l’appello che rivolgiamo alla sindaca Virginia Raggi».</p>
<p><strong><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=42a53ff67e&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D42a53ff67e%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1529479051882000&amp;usg=AFQjCNEKjIOndfNS1VKRXrA4BYjweYpIiw&utm_source=rss&utm_medium=rss">SCARICA IL RAPPORTO</a></strong></p>
</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due Neopresidenti, due discorsi importanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 07:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi a sorpresa, ieri, sono stati nominati i Presidenti di Camera e Senato: Laura Boldrini , ex portavoce dell&#8217;Agenzia Onu per i rifiugiati politici, e Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia: riportiamo di seguito&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quasi a<br />
sorpresa, ieri, sono stati nominati i Presidenti di Camera e Senato:<br />
Laura Boldrini ,    ex portavoce dell&#8217;Agenzia Onu per i rifiugiati<br />
politici, e Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia:<br />
riportiamo di seguito i loro discorsi di insediamento. Senza commenti<br />
perchè le loro parole bastano a far sperare un Paese che deve<br />
ritrovare la direzione giusta.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/BOLDRINI2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/BOLDRINI2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Vorrei<br />
innanzitutto indirizzare il mio saluto rispettoso al Presidente della<br />
Repubblica Giorgio Napolitano». </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />«Faccio i miei auguri<br />
soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in<br />
quest&#8217;aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell&#8217;impegno<br />
straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni<br />
repubblicane». </p>
<p>«Arrivo a questo incarico dopo aver<br />
trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i duiritti degli<br />
ultimi in Italia e nel mondo. E&#8217; un&#8217;esperienza che mi accompagnerà<br />
sempre e che metto al servizio di questa Camera». </p>
<p>«Il mio<br />
pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l&#8217;obbligo<br />
di fare unabattaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri:<br />
dobbiamo garantirli uno a uno. Quest&#8217;Aula dovrà ascoltare la<br />
sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell&#8217;umiliazione delle donne<br />
uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai<br />
detenuti che vicono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare<br />
strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi<br />
rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi<br />
ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa<br />
essenziale per l&#8217;economia italiana e che oggi sono schiacciati dal<br />
peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli<br />
effetti della scarsa cura del nostro territorio». </p>
<p>«In<br />
Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e<br />
che hanno liberato l&#8217;Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo<br />
il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la<br />
mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze». </p>
<p>«Molto<br />
dobbiamo anche al sacrifio di Aldo Moro e della sua scorta.<br />
Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla<br />
nostra istituzione che sta per riprendere la centralità del suo<br />
ruolo». </p>
<p>«Facciamo di questa Camera la casa della buona<br />
politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di<br />
sobrietà che dobbiamo agli italiani». </p>
<p>«Sarò, la<br />
presidente di tutti, a partirte da chi non mi ha votato, ruolo di<br />
garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese». </p>
<p>«L&#8217;Italia<br />
è Paese fondatore dell&#8217;Unione europea, dobbiamo lavorare nel solco<br />
del cammino tracciato da Altiero Spinelli. Lavoriamo perché l&#8217;Europa<br />
torni ad essere un grande sogno, un luogo della libertà, della<br />
fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita religiosa<br />
ci spingono a fare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i<br />
gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente &#8220;dalla<br />
fine del mondo&#8221;». </p>
<p>«Un saluto anche alle istituzioni<br />
internazionali e &#8211; permettetemi &#8211; anche un pensiero per i molti,<br />
troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce».</p>
<p>«La politica deve tornare ad essere una speranza, una<br />
passione».&nbsp;</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/PIERO-GRASSO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/PIERO-GRASSO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Care<br />
 senatrici, cari senatori,</p>
<div dir="LTR" id="pageContainer1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
mi<br />
 scuserete, ma voglio rivolgere questo mio primo discorso soprattutto<br />
 a quei
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cittadini<br />
 che stanno seguendo i lavori di quest’Aula con speranza e<br />
 apprensione per
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
il<br />
 futuro del nostro Paese.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci<br />
 all’altezza della
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
crisi<br />
 economica e sociale, ma anche politica, che sta vivendo. Mai come<br />
 ora la storia
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
italiana<br />
 si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come<br />
 oggi il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
compito<br />
 della politica è quello di restituire ai cittadini la coscienza di<br />
 questa sfida.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
 ieri sono entrato per la prima volta da Senatore in quest’Aula mi<br />
 ha
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
colpito<br />
 l’affresco sul soffitto, che vi invito a guardare. Riporta quattro<br />
 parole che
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sono<br />
 state sempre di grande ispirazione per la mia vita e che spero lo<br />
 saranno ogni
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giorno<br />
 per ciascuno di noi nei lavori che andremo ad affrontare: Giustizia,<br />
 Diritto,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Fortezza<br />
 e Concordia.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quella<br />
 concordia, e quella pace sociale, di cui il Paese ha ora<br />
 disperatamente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogno.</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Domani<br />
 è l’Anniversario dell’Unità d’Italia, quel 17 marzo di 152<br />
 anni fa in cui
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
 cominciata la nostra Storia come comunità nazionale dopo un lungo e<br />
 difficile
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cammino<br />
 di unificazione. Nei 152 anni della nostra Storia, soprattutto nei<br />
 momenti
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
più<br />
 difficili, abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare<br />
 con fermezza
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
 nostri valori comuni e trovare insieme un sentiero condiviso. Il<br />
 primo pensiero va
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sicuramente<br />
 alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
 diversa cultura hanno saputo darci quella che è ancora oggi<br />
 considerata una delle
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Carte<br />
 Costituzionali più belle e moderne del mondo.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lasciatemi<br />
 in questo momento ricordare Teresa Mattei, che dell’Assemblea
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Costituente<br />
 fu la più giovane donna eletta, che per tutta la vita è stata<br />
 attiva per
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
affermare<br />
 e difendere i diritti delle donne, troppo spesso calpestati anche<br />
 nel nostro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese,<br />
 e che ci ha lasciato pochi giorni fa.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Siamo<br />
 davanti a un passaggio storico straordinario: abbiamo il dovere di<br />
 esserne
 </div>
</div>
<div dir="LTR" id="pageContainer2">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
consapevoli,<br />
 il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile<br />
 perché
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in<br />
 gioco è la qualità della democrazia che stiamo vivendo e che<br />
 lasceremo in eredità
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ai<br />
 nostri figli e ai nostri nipoti.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 crisi è a un punto tale che potremo risalire solo se riusciremo a<br />
 trovare il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
modo<br />
 di volare alto e proporre soluzioni condivise, innovative e,<br />
 lasciatemi dire,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sorprendenti<br />
 che sappiano affrontare le priorità e allo stesso tempo avviare un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cammino<br />
 a lungo termine: dobbiamo davvero iniziare una nuova fase<br />
 costituente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
che<br />
 sappia stupire e stupirci.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi<br />
 è il 16 marzo e non posso che ringraziare il Presidente Colombo che</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
stamattina<br />
 ci ha commosso con il ricordo dell’anniversario del rapimento di<br />
 Aldo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Moro<br />
 e della strage di via Fani che provocò la morte dei 5 agenti di<br />
 scorta Raffaele
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Iozzino,<br />
 Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Al<br />
 loro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sacrificio<br />
 di servitori dello Stato va il nostro omaggio deferente e commosso.<br />
 Oggi
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogna<br />
 ridare dignità e risorse alle Forze dell’Ordine e alla<br />
 Magistratura.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
 trascorsi 35 anni da quel tragico giorno che non fu solo il dramma<br />
 di un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
uomo<br />
 e di una famiglia, ma dell’intero Paese: in Aldo Moro il<br />
 terrorismo brigatista
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
individuò<br />
 il nemico più consapevole di un progetto davvero riformatore,<br />
 l’uomo e il
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
dirigente<br />
 politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di<br />
 rigenerazione che
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
animavano<br />
 dal profondo e tormentavano la società italiana. Come Moro scrisse<br />
 in
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
 suo saggio giovanile «Forse il destino dell’uomo non è di<br />
 realizzare pienamente
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
la<br />
 giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma<br />
 è sempre un
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
grande<br />
 destino».</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi<br />
 inoltre migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato<br />
 alla“Giornata della
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Memoria<br />
 e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, e mi è<br />
 molto dispiaciuto
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
non<br />
 poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato e ascoltato<br />
 gli oltre
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
900<br />
 nomi di vittime della criminalità organizzata. Nomi di cittadini,<br />
 appartenenti
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
alle<br />
 forze dell’ordine, sindacalisti, politici, amministratori locali,<br />
 giornalisti, sacerdoti,
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
imprenditori,<br />
 magistrati, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il<br />
 loro
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
impegno,<br />
 il loro sacrificio, il loro esempio dovrà essere il nostro faro.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
 dedicato la mia vita alla lotta alla mafia in qualità di<br />
 magistrato. E devo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
dirvi<br />
 che dopo essermi dimesso dalla magistratura pensavo di poter essere<br />
 utile al
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese<br />
 in forza della mia esperienza professionale nel mondo della<br />
 giustizia, ma la
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
vita<br />
 riserva sempre delle sorprese. Oggi interpreto questo mio nuovo e<br />
 imprevisto
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
impegno<br />
 con spirito di servizio per contribuire alla soluzione dei problemi<br />
 di questo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Paese.<br />
 Ho sempre cercato Verità e Giustizia e continuerò a cercarle da<br />
 questo
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
scranno,<br />
 auspicando che venga istituita una nuova Commissione d’Inchiesta<br />
 su tutte
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
le<br />
 Stragi irrisolte del nostro Paese.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Se<br />
 oggi, davanti a voi, dovessi scegliere un momento in cui raccogliere<br />
 la storia
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
della<br />
 mia vita professionale precedente non vorrei limitarmi a menzionare<br />
 gli amici e
 </div>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
colleghi caduti in difesa della democrazia e dello Stato di diritto<br />
che ho conosciuto.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
c’è infatti un solo nome e volto che può racchiuderli tutti e<br />
purtroppo, se dovessi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
citarli<br />
tutti, la lista sarebbe troppo lunga. Mi viene piuttosto in mente e<br />
nel cuore un
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
momento<br />
che li abbraccia uno a uno ed è il ricordo della voce e delle parole<br />
di una
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giovane<br />
donna. Mi riferisco al dolore straziato di Rosaria Costa, la moglie<br />
dell’agente
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vito<br />
Schifani morto insieme ai colleghi Rocco Dicillo e Antonino Montinaro<br />
nella
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
strage<br />
di Capaci il 22 maggio 1992 in cui persero la vita i magistrati<br />
Giovanni Falcone
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
e<br />
Francesca Morvillo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
ho dimenticato le sue parole il giorno dei funerali del marito, quel<br />
microfono
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
strappato<br />
ai riti e alle convenzioni delle cerimonie:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«chiedo<br />
innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
uomini</p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
della<br />
mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non<br />
cristiani,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
sappiate<br />
che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però<br />
vi dovete
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
mettere<br />
in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare&#8230;Ma loro non<br />
cambiano&#8230; [&#8230;]
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&#8230;loro<br />
non vogliono cambiare&#8230;Vi chiediamo [&#8230;] di operare anche voi per<br />
la pace, la
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giustizia,<br />
la speranza e l’amore per tutti»</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Giustizia<br />
e cambiamento, questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
un<br />
intenso lavoro comune per rispondere, con i fatti, alle attese dei<br />
cittadini che
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
chiedono<br />
anzitutto più giustizia sociale e più etica, nella consapevolezza<br />
che il lavoro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
è<br />
uno dei principali problemi di questo Paese.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alle risposte che al più presto, ed è già tardi, dovremo dare ai<br />
disoccupati,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ai<br />
cassintegrati, agli esodati, alle imprese e a tutti quei giovani che<br />
vivono una vita a
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
metà:<br />
hanno prospettive incerte, lavori, chi ce l’ha, poco retribuiti,<br />
quando riescono
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
uscire dalla casa dei genitori vivono in appartamenti che non possono<br />
comprare,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cercando<br />
di costruire una famiglia che non sanno come sostenere.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
all’insostenibile situazione delle carceri nel nostro Paese, che<br />
hanno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
bisogno<br />
di interventi prioritari, a una giustizia che oggi va riformata in<br />
modo organico,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
agli<br />
immigrati che cercano qui una speranza di futuro, ai diritti in<br />
quanto tali, che non
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
possono<br />
essere elargiti col ricatto del dovere e che non possono conoscere<br />
limiti,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
altrimenti<br />
diventano privilegi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alle Istituzioni sul territorio, ai Sindaci dei Comuni che stanno<br />
soffrendo e
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
faticano<br />
a garantire i servizi essenziali ai loro cittadini. Sappiano che lo<br />
Stato è dalla
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
loro<br />
parte, e che il nostro impegno sarà di fare il massimo sforzo per<br />
garantire loro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’ossigeno<br />
di cui hanno bisogno.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
al mondo della Scuola, nelle cui aule ogni giorno si affaccia il<br />
futuro
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
del<br />
nostro Paese, e agli insegnanti che fra mille difficoltà si<br />
impegnano a formare
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cittadini<br />
attivi e responsabili</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
alla nostra posizione sullo scenario europeo: siamo tra i Paesi<br />
fondatori dell’Unione e il nostro compito è portare nelle<br />
Istituzioni comunitarie le esigenze e
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
i<br />
bisogni dei cittadini. L’Europa non è solo moneta ed economia,<br />
deve essere anche
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’incontro<br />
tra popoli e culture.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Penso<br />
a questa politica, alla quale mi sono appena avvicinato, che ha<br />
bisogno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
essere cambiata e ripensata dal profondo, nei suoi costi, nelle sue<br />
regole, nei suoi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
riti,<br />
nelle sue consuetudini, nella sua immagine, rispondendo ai segnali<br />
che i cittadini
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
ci<br />
hanno mandato e ci mandano in ogni occasione. Sogno che quest’Aula<br />
diventi
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
una<br />
casa di vetro, e questa scelta possa contagiare tutte le altre<br />
Istituzioni.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
quanto radicale e urgente sia il tempo del cambiamento lo dimostra la<br />
scelta
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
del<br />
nuovo Pontefice, Papa Francesco, i cui primi atti hanno evidenziato<br />
un’attenzione
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
prioritaria<br />
verso i bisogni reali delle persone.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Voglio<br />
in conclusione rivolgere a nome dell’Assemblea dei senatori e mio
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
personale<br />
un deferente saluto al Presidente della Repubblica Giorgio<br />
Napolitano,
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
supremo<br />
garante della Costituzione e dell’unità italiana che con saggezza<br />
e salda
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
cultura<br />
istituzionale esercita il suo mandato di Capo dello Stato.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Desidero<br />
anche ringraziare il mio predecessore, il senatore Renato Schifani,<br />
per
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l’impegno<br />
profuso al servizio di questa assemblea.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
omaggio speciale indirizzo ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai<br />
senatori
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
a<br />
vita e a Emilio Colombo che ha presieduto con inesauribile energia la<br />
fase iniziale
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
questa XVII legislatura, lui che ha visto nascere la Repubblica<br />
partecipando ai
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
lavori<br />
dell’Assemblea Costituente.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Chiudo<br />
ricordando cosa mi disse il Capo dell’ufficio Istruzione del<br />
Tribunale di
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Palermo<br />
Antonino Caponnetto, poco prima di entrare nell’aula del maxi<br />
processo
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Fatti<br />
forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui<br />
sempre e soltanto
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
la<br />
voce della tua coscienza».</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
certo che in questo momento e in quest’Aula l’avrebbe ripetuto a<br />
ciascuno
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
noi.</div>
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