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	<title>insicurezza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La realtà del Mozambico</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:14:42 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>La situazione dei diritti umani in Mozambico è deteriorata nel 2020 in gran parte a causa del conflitto in corso nel nord del paese. La situazione umanitaria nella provincia settentrionale di Cabo Delgado è peggiorata a causa dell&#8217;insicurezza e della violenza, lasciando oltre 250.000 sfollati. Un gruppo armato islamista, conosciuto localmente come Al-Sunna wa Jama&#8217;a, ha continuato ad attaccare villaggi, uccidendo civili, rapendo donne e bambini e bruciando e distruggendo proprietà. Le forze di sicurezza dello Stato sono state implicate in gravi abusi, inclusi arresti arbitrari, rapimenti, torture, uso eccessivo della forza contro civili disarmati, intimidazioni ed esecuzioni extragiudiziali. Nel Mozambico centrale, uomini armati ritenuti parte di un&#8217;altra campagna di ribelli dei militanti dissidenti del partito di opposizione hanno attaccato veicoli privati ​​e pubblici, uccidendo dozzine di persone nell&#8217;agosto e settembre 2020.</p>



<p>La situazione umanitaria nella provincia settentrionale di Cabo Delgado ha continuato a inasprirsi a causa dell&#8217;insicurezza e della violenza causate dai combattimenti tra le forze di sicurezza dello Stato e un gruppo armato islamista conosciuto localmente sia come Al-Shabaab che Al-Sunna wa Jama&#8217;a (ASWJ). A settembre 2020, le Nazioni Unite hanno affermato come l’alto numero di sfollati abbia costretto le autorità a creare campi per sfollati interni in tutta la provincia.</p>



<p>A settembre, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha avvertito che decine di migliaia di persone erano state private degli aiuti umanitari nel nord del Mozambico a causa dell&#8217;intensificarsi dei combattimenti. L&#8217;accesso umanitario a Cabo Delgado è diminuito a giugno, dopo che il Comitato Internazionale della Croce Rossa e Medici Senza Frontiere hanno sospeso le operazioni nei distretti di Macomia, Mocimboa da Praia e Quissanga a causa dell&#8217;insicurezza.</p>



<p>Le forze di sicurezza dello Stato sono state implicate in gravi violazioni dei diritti umani durante le operazioni di antiterrorismo nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, con l’utilizzo di gas, inclusi arresti arbitrari, rapimenti, torture di detenuti, forza eccessiva contro civili disarmati, intimidazioni ed esecuzioni extragiudiziali. A settembre sono emersi video e immagini che mostrano torture e altri maltrattamenti di prigionieri da parte di soldati mozambicani a Cabo Delgado. Sempre a settembre, un video mostrava uomini in uniforme militare che giustiziavano sommariamente una donna nuda vicino a Mocimboa da Praia, che chiamavano &#8220;Shabab&#8221;. Le forze armate del Mozambico (FADM) hanno rilasciato una dichiarazione in cui si definisce il filmato &#8220;scioccante e terrificante&#8221;. Ma subito dopo, il ministro della Difesa del Mozambico Jaime Neto ha affermato che il video è stato creato da estremisti armati islamici per offuscare la reputazione dell&#8217;esercito mozambicano.</p>



<p>Gli attacchi di ASWJ sono continuati nella provincia di Cabo Delgado. Il gruppo è implicato nell&#8217;uccisione di civili, attacchi ai trasporti pubblici e privati, e l&#8217;incendio e la distruzione di edifici, comprese case, scuole e ospedali. A gennaio, il gruppo ha dato alle fiamme un istituto di formazione per insegnanti gestito da un ente di beneficenza locale e da un istituto di agricoltura a Bilibiza, distretto di Quissanga. Ad aprile, il gruppo avrebbe ucciso almeno 52 civili nel distretto di Muidumbe, dopo che si erano rifiutati di unirsi al gruppo. Anche gli insorti dell&#8217;ASWJ sono stati accusati di rapimento di donne. A maggio, due ragazze che hanno affermato di essere scappate da un campo sotto il controllo di ASWJ hanno detto alla polizia che i loro rapitori le hanno fatte dormire nude per scoraggiare qualsiasi piano di fuga. A luglio, gli insorti islamisti hanno attaccato un veicolo di una compagnia del gas privata a Mocimboa da Praia, uccidendo otto lavoratori. In agosto, hanno catturato un porto strategico a Mocimboa da Praia. I residenti hanno descritto il panico quando gli insorti hanno bruciato case e costretto le persone a lasciare il villaggio per cercare rifugio nella boscaglia.</p>



<p>I giornalisti continuano ad essere molestati, intimiditi e detenuti arbitrariamente dalle forze di sicurezza statali e le autorità non hanno indagato seriamente su tali abusi contro la libertà di stampa. Ad aprile, Ibrahimo Mbaruco, giornalista della stazione radio comunitaria di Palma nella provincia di Cabo Delgado, è stato sparato mentre tornava a casa dal lavoro, dopo aver inviato un messaggio a un collega in cui diceva che i soldati lo stavano molestando.</p>



<p>Ci sono pochi dati ufficiali sul numero esatto di persone con albinismo in Mozambico, ma le organizzazioni della società civile stimano che ci siano tra 20.000 e 30.000 persone con albinismo in tutto il paese. Continuano la discriminazione e la violenza contro le persone affette da albinismo. In Mozambico e nei paesi vicini come il Malawi, le persone con albinismo sono state cacciate per le loro parti del corpo, che vengono utilizzate per la stregoneria.</p>



<p>Sebbene la violenza fosse in aumento da più di un anno a Cabo Delgado, l&#8217;Unione Africana ha notato solo per la prima volta, a febbraio, il &#8220;livello senza precedenti di violenza contro i civili&#8221;. A settembre, il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per il fatto che l&#8217;insurrezione islamista in Mozambico stesse ottenendo un sostegno crescente tra le organizzazioni estremiste armate regionali e internazionali. Il Parlamento Europeo ha inoltre invitato il Mozambico ad avviare un&#8217;indagine indipendente e imparziale sulla tortura e altre gravi violazioni presumibilmente commesse dalle sue forze di sicurezza a Cabo Delgado.</p>



<p>Il rapporto di Amnesty International, “What I Saw Is Death: War Crimes in Mozambico&#8217;s Forgotten Cape”, documenta gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, che possono ammontare a crimini di guerra, da parte di tutte le parti che hanno provocato morte, distruzione e una crisi umanitaria diffusa che ha portato più di mezzo milione di persone a fuggire.</p>
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		<title>Chiusura del CARA di Castelnuovo Di Porto gestita in modo disumano, sbrigativo e caotico &#8211; COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 08:08:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12005" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="438" height="246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 438w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" /></a></p>
<p><b>Associazione Per i Diritti umani </b>firma e divulga il seguente comunicato:</p>
<p>31 gennaio 2019: La settimana scorsa abbiamo assistito con sgomento ad una vera deportazione dei migranti dal CARA di Castelnuovo Di Porto, che era il secondo centro per rifugiati e richiedenti asilo in ordine di grandezza, subito dopo quello di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Contestiamo le modalità e i tempi dello sgombero che è avvenuto a nostro avviso in modo disumano, sbrigativo e caotico. Ci chiediamo se siano state rispettate tutte le norme nazionali, la Costituzione italiana e le norme internazionali in termini di diritti umani.</p>
<p>La decisione del ministro dell&#8217;Interno di mandare l&#8217;esercito per sgomberare il centro che rappresentava una positiva esperienza di integrazione locale, sembra far più parte di una strategia per smantellare il sistema di inclusione che, seppur con alcune difficoltà, funziona. Abbiamo invece bisogno di misure ponderate, rispettose dei diritti delle persone e delle attività di chi ha agito per una vera inclusione. Insicurezza, caos, disorientamento e violazione dei diritti dei migranti sono invece il risultato di questa scelta.</p>
<p>Appare evidente che la modalità scelta per condurre questa operazione rientri in uno scenario propagandistico per soddisfare le promesse elettorali invece di creare azioni sinergiche, ponderate e concordate con gli enti locali efficaci per persone che si trovano già in condizioni di vulnerabilità.</p>
<p>Ribadiamo che non siamo in guerra e non vi è alcuna necessità di agire in emergenza; si tratta di esseri umani, con sentimenti e legami affettivi, legami lavorativi, amicizie; non sono bestie.</p>
<p>Un esempio è la drammatica Storia di Mouna Alì: 24enne somala con la protezione umanitaria che ha perso il diritto ad una tutela dopo il decreto sicurezza; solo grazie alla generosità del sindaco di Castelnuovo Di Porto, Riccardo Travaglini, Mouna non finirà, per ora, sulla strada.</p>
<p>Crudeltà gratuita è riservata ai bambini che da un giorno all’altro devono abbandonare scuola, amici, insegnanti e qualsiasi legame che finalmente li faceva sentire accolti. Questi bambini e queste famiglie hanno già subito diversi traumi; non hanno bisogno di altre tragedie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si può continuare con misure disumane, frettolose non rispettose dei diritti umani; chiediamo che non vi siano altre azioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra solidarietà va alla citta di Castelnuovo Di Porto, al suo sindaco Riccardo Travaglini e a tutti i cittadini che si sono attivati in modo straordinario per aiutare gli ex ospiti della struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nostri pensieri vanno anche ai 120 operatori che rischiano di perdere l’occupazione a causa di questa operazione.</p>
<p><b>Firmato: </b></p>
<p>REDANI (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia)</p>
<p>Movimento Cara Italia</p>
<p>Articolo 21</p>
<p>Città Futura, Frosinone</p>
<p>Kellam Onlus</p>
<p>Movimento Degli Africani</p>
<p>Associazione Speranza Italia</p>
<p>National Union of Nigeria Associations in Italy (N.U.N.A.I.)</p>
<p>Nigerians in Diaspora Organization &#8211; Italy</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>Alleanza dei Romeni in Italia</p>
<p>Balobeshayi</p>
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