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	<title>insulti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Colombia: il coraggio di Francisco</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 07:58:07 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Francisco Javier Vera è un ragazzino colombiano. Ha 11 anni ed è attivista ambientale. Il cuginetto latino-americano di Greta Thumberg. Nella sua pagina Facebook si può leggere il suo CV a favore della difesa dell’ambiente. È il fondatore del Movimento ambientale “Guardianes por la vida”, formato in gran parte da bambini e fa anche parte del Movimento <em>Fridays For Future</em> in Colombia e della piattaforma <em>Citizen Climate Lobby</em>, capitolo Colombia. Nel 2019 ha fatto un intervento nella sede del Senato della Repubblica di Colombia sottolineando alcuni aspetti importanti della lotta per il benessere ambientale del pianeta: no al fracking (per maggiori informazioni sulla fratturazione idraulica o fracking: <a href="https://www.lifegate.it/fracking-fratturazione-idraulica?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.lifegate.it/fracking-fratturazione-idraulica?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>), no alla plastica usa e getta, no al maltrattamento degli animali e no agli esperimenti sugli animali. Insomma, tanta roba per un bambino di undici anni.</p>



<p>Lo scorso 13 gennaio era pronto per tornare a scuola in DAD, come quasi tutti i bambini in questo momento; essendo molto attivo sui Social Network con tutti i suoi account gestiti dai suoi genitori, ha voluto pubblicare attraverso la sua pagina di Twitter un messaggio chiedendo al presidente della repubblica Ivan Duque più copertura di internet, soprattutto nelle provincie lontane dalle grandi città per poter offrire a tutti i bambini, anche nei luoghi più remoti del paese, la possibilità di assistere alle lezioni a distanza. Ebbene, un giorno dopo è stato minacciato di morte. Ha ricevuto un messaggio da un account ormai oscurato da Twitter, un tweet senza senso e totalmente gratuito che diceva così (traduco le esatte parole del messaggio): “Che voglia che ho di scorticare questo figlio di…. Ho molta voglia di ascoltarlo mentre gli taglio le dita per vedere se continuerà a parlare di ambientalismo e dignità”. Sono rimasta senza parole, leggevo e rileggevo il tweet di quella bestia senza capire il perché di questo atto, di questa risposta smisurata e fuori di testa a delle parole nate da una testa in evoluzione, come lo è quella di un ragazzino di 11 anni. Per fortuna, subito sono arrivati messaggi di solidarietà verso la famiglia, la risposta immediata del Network, si sono attivati giornalisti e politici per denunciare la questione, le forze dell’ordine hanno preso in mano la situazione e addirittura hanno pubblicato un video offrendo una ricompensa a chi sappia qualcosa sull’identità di questa persona. Ovviamente l’account era sotto un nome falso, firmato, ahimè, @BelboCodazzi. (che nefasta e disgraziata coincidenza).</p>



<p>Anche Greta era stata minacciata ai tempi dei suoi interventi a Bruxelles e a New York. Le persone che si nascondono dietro un falso nome e dietro lo schermo per comunicare con parole offensive, se così si può definire, minacciando le persone sono dei codardi per natura, se poi lo fanno verso i minorenni, qualunque sia l’origine e la ragione, sono degli esseri vili, vigliacchi, ipocriti, ignoranti e senza cuore; se poi lo si fa dopo che questi ragazzini attirano l’attenzione dell’opinione pubblica su aspetti sociali, sull’istruzione, sull’ambiente o aspetti un cui loro credono… beh, allora non c’è rispetto per nessuno.</p>



<p>I minorenni non si toccano, nemmeno attraverso lo schermo. Un bambino ha tutto il diritto di dire quello che pensa sul mondo in cui vive, di chiamare l’attenzione di noi adulti, di svegliare una scintilla nei loro coetanei. Non vedo niente di male, anzi, il futuro è loro e quindi mi sembra logico e ragionevole che siano loro stessi a parlare, a fare manifestazioni, a farsi domande e a pretendere delle risposte.</p>



<p>Greta, Francisco e tutti i bambini che vogliono lottare per il loro futuro hanno il diritto di farlo e noi adulti dobbiamo ascoltarli con molta attenzione e aiutarli a farlo. Penso che sia un nostro dovere. Per questo vorrei inviare tutto il mio appoggio a Francisco. Vi invito a seguirlo, imparerete tante cose sulla natura colombiana e sulle sue attività.</p>



<p>Twitter: @franciscoactiv2</p>



<p>Facebook: @franciscoactivistaoficial</p>



<p>Instagram: @guardianesporlavida</p>
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		<title>Liliana Segre ,Foad Aodi(Co-mai e Amsi) Comunità arabe ,musulmane e medici di origine straniera. Urge unirci  per sconfiggere l’antisemitismo, l&#8217;islamofobia e il razzismo #NonBastaSoloSolidarieta&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 11:09:24 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="630" height="420" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure></div>



<p><strong><em>Liliana Segre ,Foad aodi(Co-mai e Amsi ) Comunità arabe ,musulmane e medici di origine straniera. Urge unirci &nbsp;per sconfiggere l’antisemitismo ,l&#8217;islamofobia e il razzismo .#NonBastaSoloSolidarieta&#8217;</em></strong></p>



<p><br><strong><em>In aumento del 40%&nbsp; nel 2019 le segnalazioni che arrivano al nostro sportello congiunto</em>&nbsp;Amsi&nbsp;<em>,</em>Co-mai&nbsp;<em>e del Movimento Internazionale Transculturale&nbsp;</em>Uniti per Unire</strong></p>



<p><em>Le comunità del mondo arabo in Italia&nbsp;<strong>(Co-mai)&nbsp;</strong>e l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia<strong>(Amsi)</strong> esprimono solidarietà alla senatrice Lilliana Segre invitando tutti ,mondo politico ,istituzioni ,comunità e associazioni arabe musulmane ,ebraiche ,cristiane ,diaspore africane e di origine straniera ad unirsi per combattere insieme il razzismo e le discriminazioni razziali e religiose ,l&#8217;antisemitismo e l&#8217;islamofobia che sono patologie gravi che &nbsp;nascono da disagi sociali e pregiudizi storici e politici contro la diversità e le varie civiltà. cosi dichiara <strong>il fondatore dell&#8217;Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché membro del Gdl Salute globale della Fnomceo</strong>&nbsp;con grande preoccupazione di questa ondata di attacchi a cittadini italiani di altre religioni o di altro colore .</em><br><em>Urge intervenire con azioni culturali e mediatiche &nbsp;concrete da parte del mondo politico oltre le solidarietà che non basta più visto la gravità della situazione e gli slogan discriminatori e razzisti che arrivano dagli stadi ,scuole ,università ,mondo del lavoro ,sui mezzi di trasporto pubblici e dai social e trasmissioni televisive ,sono in aumento del 40% nel 2019&nbsp; le segnalazioni che arrivano al nostro sportello congiunto<strong>&nbsp;Amsi&nbsp;</strong>,<strong>Co-mai&nbsp;</strong>e del Movimento Internazionale Transculturale&nbsp;<strong>Uniti per Unire.</strong></em></p>
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		<title>Lettera aperta alla giovane attivista di Sea Watch, Giorgia Linardi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 07:10:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cara Giorgia, leggiamo con amarezza e dispiacere i commenti che hanno accompagnato l’articolo che racconta di te. Ci teniamo ed esprimerti la nostra solidarietà e a testimonare che i comaschi non sono solo questi pochi individui impauriti ed infelici che insultano ed esprimono una rabbia che è così forte da accecarli. Como è ben altro, abbiamo tantissime persone in prima linea nella difesa dei diritti umani: professionisti che mettono a disposizione il loro tempo, gente comune che si impegna con grande cuore, gruppi interreligiosi che, superiori alle divisioni, si uniscono per un messaggio comune di solidarietà e speranza e giovani persone come te, di cui siamo orgogliosi &#8211; continua la lettera appello sotto alla quale si allineano da giorni molti messaggi di solidarietà e firme di intellettuali, giornalisti, volontari e semplici cittadini &#8211; C’è, è evidente, una città chiusa e spaventata che vorrebbe costruire muri, ma ce n&#8217;è un‘altra che magari ha meno interesse ad urlare sui social perché spende il proprio tempo in altro modo. Non siamo pochi, restiamo uniti…restiamo umani. Un abbraccio&#8221;.</p>
<p>Questa la lettera-appello di &#8216;Como accoglie&#8217;, Ong che si occupa di migranti, a sostegno di Giorgia Linardi, 28 anni, comasca, <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/09/news/migranti_accordo-216163365/?utm_source=rss&utm_medium=rss">portavoce italiana di Sea Watch</a>, una delle navi delle Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo.</p>
<p>Giorgia è diventata bersaglio degli haters sui social dopo che la sua immagine è comparsa nelle numerose dirette in cui  testimoniava delle condizioni dei migranti in cerca di uno sbarco sicuro. Contro la ragazza, come denuncia <a href="https://www.comozero.it/attualita/la-como-che-si-ribella-allodio-e-agli-insulti-grazie-giorgia-linardi/?fbclid=IwAR0fcXtzaJynEsYYsXunEwJMdVviXwjqnRjFcUcTUDRJ3TVrS5mL4a1dQfU&utm_source=rss&utm_medium=rss">anche il sito Comozero</a>,  sono partiti insulti sessisti e minacce.</p>
<p>&#8220;Como senza frontiere&#8221;, l&#8217;associazione di volontariato che un anno fa organizzò una manifestazione <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/29/news/naziskin_como_migranti_irruzione_fascismo-182499802/?utm_source=rss&utm_medium=rss">dopo l&#8217;irruzione di militanti di destra</a> in una sala dove era in corso una riunione sull&#8217;accoglienza ai migranti, si mobilita in sua difesa. E noi ci uniamo a queste parole importanti, chiedendo a tutte e a tutti di fare rete.</p>
<p><!-- INIZIO VIDEO} --></p>
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		<title>Cronache di ordinario razzismo – Quarto libro bianco</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 07:01:24 +0000</pubDate>
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<div class="entry">
<p>Ordinario, legittimato e persino ostentato: è il razzismo dell’era 4.0. La retorica della paura, la politica strumentale, le forme di razzismo istituzionale, l’informazione scorretta, le discriminazioni e le violenze razziste popolari trovano nella rete uno spazio di incontro e di reciproca contaminazione.</p>
<p>I discorsi stigmatizzanti e aggressivi incoraggiano atti e comportamenti discriminatori nella vita quotidiana, ma può accadere anche il contrario: le manifestazioni di intolleranza, di xenofobia e di razzismo sono “documentate” in video, esibite e rivendicate on line. Le due donne rom chiuse in una gabbia a Follonica nel febbraio scorso, le barricate costruite per impedire l’arrivo di 12 donne e 8 bambini richiedenti asilo a Gorino nell’ottobre 2016, l’aggressione compiuta contro un richiedente asilo ad Acqui Terme il mese scorso ne costituiscono solo alcuni esempi.</p>
<p><strong>Sono 1483 le discriminazioni e le violenze fisiche e verbali monitorate tra l’1 gennaio 2015 e il 31 maggio 2017</strong> documentate in ‘<em><strong>Cronache di ordinario razzismo. Quarto libro bianco sul razzismo in Italia</strong></em>‘, presentato da Lunaria a Roma alla Camera.</p>
<p><strong>Il razzismo ha ucciso molte volte.</strong> Ad esempio. Muhammad Shazad Kan, cittadino pakistano di 28 anni, è stato picchiato a morte a Roma nel quartiere di Tor Pignattara il 18 settembre 2014. Roberto Pantic nella notte tra il 21 e 22 febbraio 2015 a Calcio (BG), è stato ucciso con un colpo di pistola mentre stava dormendo nella sua roulotte. Sare Mamadou è stato ucciso da un colpo di fucile in pieno petto perché ha “osato” rubare in un campo un melone marcio, a Lucera il 21 settembre 2015. Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, è morto il 5 luglio 2016 a Fermo perché ha “osato” ribellarsi di fronte a un insulto rivolto alla sua compagna. Yusupha Susso, 21 anni, studente di origine gambiana, insultato, picchiato e colpito da uno sparo alla testa a Palermo nelle strade di Ballarò da un gruppo di uomini il 2 aprile 2016, si è invece salvato. Aveva “osato” protestare contro due giovani in scooter che avevano rischiato di investirlo. La stampa mainstream si affrettò a liquidare l’aggressione razzista subita come una semplice “rissa”.</p>
<p><strong>Il razzismo attraversa il mondo dell’informazione</strong>: talvolta in modo esplicito, più spesso omettendo le notizie scomode o lanciando campagne stigmatizzanti. Gli sbarchi di migranti nell’Italia meridionale, la crisi umanitaria in Grecia e lungo la cosiddetta Rotta Balcanica, le indagini giudiziarie sulla gestione dei centri di accoglienza, hanno prestato il fianco al rilancio di una criminalizzazione generalizzata e stigmatizzante dei migranti, dei profughi e dei cittadini stranieri di paesi terzi stabilmente residenti in Italia, con un particolare accanimento contro i cittadini di fede musulmana, in coincidenza con i numerosi attentati che hanno colpito purtroppo l’Europa.</p>
<p><strong>Molti i casi ricordati nel rapporto:</strong> dalle prime pagine che hanno invitato a “cacciare l’Islam”, al lessico che ha sostituito la parola “clandestini” con quella apparentemente più neutra di “migranti”, alla distratta dimenticanza della morte di Faye Dame nell’Hotel di Rigopiano, poi rigorosamente ricordato come “incensurato”, alla riscoperta delle “percezioni” di insicurezza di un non meglio definito “senso comune”, al recupero delle più “tradizionali” stigmatizzazioni: immigrato=criminale=terrorista=untore=stupratore.</p>
<p>La novità, rispetto al passato, è la delegittimazione operata nei confronti della società civile solidale: da quella che accoglie i richiedenti asilo nelle nostre città alle Ong che prestano operazioni di soccorso in mare sino ad arrivare a coloro che offrono solidarietà vicino alle frontiere. Tra le omissioni più eclatanti vi è invece l’omicidio di Mohamed Habassi, perpetrato a Parma nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2016. Tra gli incidenti imprevisti una trasmissione di grande audience in cui i rom sono stati definiti da un ospite in studio la “feccia della società”.</p>
<p><strong>Le responsabilità delle istituzioni e della politica</strong><br />
Alle radici del rigurgito di razzismo che, soprattutto dagli inizi del 2016 è tornato ad attraversare il nostro paese, vi è secondo Lunaria una precisa responsabilità della politica che, come già è avvenuto in passato, ha riesumato l’antica ricetta sicuritaria con politiche migratorie e sull’asilo sempre più restrittive: le due leggi Orlando-Minniti approvate lo scorso aprile, ma ancora prima la scelta di fermare l’operazione Mare Nostrum, e, dopo, la torsione della cooperazione internazionale alla volontà di impedire ai migranti di arrivare a tutti i costi.</p>
<p><strong>A nuocere è anche la propaganda politica:</strong> quella dei partiti che cavalcano la rabbia popolare e quella istituzionale, che agita lo spettro della paura per giustificare la propria incapacità di fornire risposte credibili e di lungo respiro alla crisi economica, sociale e culturale che attraversa ancora l’Italia e l’Europa e che sacrifica a meri calcoli politici l’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza.</p>
<p><strong>Auspici e speranze</strong><br />
Il Senato ha ancora la possibilità di approvare definitivamente la riforma della legge sulla cittadinanza, attesa da almeno un milione di giovani di origine straniera nati o cresciuti nel nostro paese.</p>
<p><strong>Il Governo</strong> è ancora in tempo a rivedere gli accordi con Paesi terzi che non sono in grado di garantire il diritto di asilo.</p>
<p><strong>Singoli e organizzazioni</strong> sociali possono praticare dal basso la solidarietà, l’accoglienza e l’inclusione sociale. Succede già in molti luoghi, nel Libro bianco ricordiamo molte di queste esperienze: ed è proprio questa la luce in fondo al tunnel che consente di sperare che combattere il razzismo sia ancora possibile.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-15312" src="http://www.lunaria.org/wp-content/uploads/2017/10/tabella-immagine.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 554px) 100vw, 554px" srcset="http://www.lunaria.org/wp-content/uploads/2017/10/tabella-immagine.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 554w, http://www.lunaria.org/wp-content/uploads/2017/10/tabella-immagine-300x290.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" alt="" width="554" height="536" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Libro bianco è un lavoro collettivo svolto per Lunaria da Paola Andrisani, Sergio Bontempelli, Serena Chiodo, Anna Dotti, Giuseppe Faso, Grazia Naletto, Annamaria Rivera.</p>
<p><strong><a href="http://www.lunaria.org/wp-content/uploads/2017/10/quarto_libro_bianco_razzismo_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il testo è disponibile on line, cliccando qui</a></strong></p>
</div>
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		<title>Una giornata per la lotta al disagio giovanile</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 14:55:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> è molto d&#8217;accordo con Claudia! (che ringraziamo) e sostiene la sua battaglia.</p>
<p>Leggete qui&#8230;se volete&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7236" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2" width="1024" height="538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/solitudine-attenti-a-quei-bulli-1024x538-2-768x404.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una giornata per la lotta al <strong>disagio giovanile</strong>. È la proposta di Claudia, una ragazza impegnata nella prevenzione del disagio giovanile nelle scuole.</p>
<p>Di seguito la sua lettera:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ciao,</em><br />
<em> mi chiamo Claudia e voglio raccontarvi la mia storia.</em></p>
<p><em>Dopo aver incontrato varie difficoltà e aver sofferto a causa del bullismo, ho intrapreso una lunga battaglia per contrastare il disagio giovanile.</em></p>
<p><em>Purtroppo sono molti gli adolescenti vittime di bullismo, solitudine, autolesionismo, DCA o cyberbullismo che si sentono soli, ma non ci sono servizi idonei a cui rivolgersi per ricevere aiuto o ascolto. A volte, anche se questi servizi esistono, i giovani esitano nel contattarli per paura del pregiudizio o di sentirsi sbagliati. Ma nessuno è sbagliato. </em></p>
<p><em>Ora mi occupo di fare prevenzione all’interno delle scuole e ho notato che sono molti i ragazzi a soffrire di disagio giovanile, ma le loro famiglie, spesso, non se ne accorgono. È da qui che cerco di partire con il mio lavoro.</em></p>
<p><em> Voglio insegnare che nessuno è sbagliato, che tutti abbiamo qualcosa che ci rende speciali. È nell’individualità che dobbiamo puntare. Ognuno di noi ha qualcosa di unico che lo rende tale. Bisogna Imparare ad amarsi, a essere se stessi e a non adeguarsi al gruppo. Dalle esperienze negative c’è sempre qualcosa da imparare, e solo raccontandole possiamo essere d’esempio o di conforto per qualcuno. Io mi sono rialzata dalle mie cadute e voglio far capire che lo può fare chiunque, trovando sempre qualcosa di positivo in tutto quello che ci accade.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7237 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="image-27-07-16-08-30-e1469700202560" width="450" height="317" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/image-27-07-16-08-30-e1469700202560-300x211.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Sono convinta che attraverso l’educazione e l’insegnamento dell’empatia si possa contrastare il disagio giovanile in tutte le sue forme.</em></p>
<p><em> Per aiutare tutti questi adolescenti ho avviato un’iniziativa per istituire “una giornata per la lotta al disagio giovanile”, per creare un coordinamento nazionale in merito e raccogliere i fondi necessari per la creazione di servizi idonei. Le iniziative a livello nazionale sono molte, ma c’è bisogno di un’azione collettiva, guidata e concreta. Purtroppo è difficile, c’è poca attenzione in merito, ma non mi abbatto… Bisogna farlo per chi ancora sta soffrendo… O almeno provarci.</em></p>
<p><em>Come dico sempre: siamo tutti nati per lottare e per vincere…</em><br />
<em>Qualunque battaglia sia!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa ne pensi? Sei d’accordo con la proposta di Claudia? Se hai bisogno di ulteriori informazioni sul suo progetto, puoi scriverle una mail a <strong>disagio.giovanile@libero.it</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei Giornalisti sanziona entrambi con la censura.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 07:57:05 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/">Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei Giornalisti sanziona entrambi con la censura.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5540" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><br />
<b></b></p>
<div>
<p>Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, riunito nella seduta del 18 aprile 2016 in riferimento alla posizione del direttore di “Libero” <b>Maurizio Belpietro</b> e del giornalista <b>Mario Giordano</b>, ha sanzionato entrambi con la <b>censura</b>, misura disciplinare utilizzata quando un giornalista si rende autore di abusi o mancanze di grave entità.</p>
<p>Nel dicembre scorso <b>Associazione 21 luglio</b> e <b><a title="Naga" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad49a007e&amp;linkDgs=11ef547ad499f6fd&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad49a007e%26linkDgs%3D11ef547ad499f6fd&amp;source=gmail&amp;ust=1464853866739000&amp;usg=AFQjCNHb0ttfBp7FiL2gVSytSwkoGm8NeQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">Naga</a></b> avevano presentato un esposto avente per oggetto l’articolo a firma di Mario Giordano dal titolo “<b>Ci teniamo i killer rom, premiamo i ladri</b>”, apparso sul quotidiano “Libero”, l’8 novembre 2015. Nel corpo dell’articolo l’autore, riportando un evento criminoso scriveva: «<i>massacrate da due rom</i>» per poi aggiungere: «<i>Facciamoci massacrare. Facciamoci ammazzare. Aspettiamo che tocchi a noi. Aspettiamo il nostro turno. Aspettiamo una sera che l’orrore bussa alla porta della nostra casa travestita da rom. Mi raccomando dite rom (…) e non zingari che altrimenti la Boldrini s’indigna. Anche quando vi stanno uccidendo a suon di botte, mentre vi frantumano i denti e le mascelle, mentre vi mandano al creatore per portarvi via la miseria accumulata nel salvadanaio con una vita di sacrifici, ricordatevelo bene: si dice rom</i>».</p>
<p>Nell’esposto, presentato all’<b>Ordine dei Giornalisti della Lombardia</b>, le organizzazioni avevano denunciato l’intento xenofobo dell’articolo nel quale, partendo da un fatto di cronaca nera, si tendeva a criminalizzare un’intera etnia. Si faceva inoltre presente come solo sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro gli autori del reato venivano definiti come “rom”, mentre nelle altre testate che avevano trattato lo stesso episodio, non si era scritto che gli autori del reato appartenessero a tale etnia.</p>
<p>La diffusione di tali articoli – si legge nell’esposto &#8211; «ancor più non suffragati da dati certi e inequivocabili, trasmette un’immagine stereotipata e criminosa di un intero gruppo di persone senza distinzioni di sorta ed è lesiva della dignità delle persone rom». Nel testo le organizzazioni avevano fatto riferimento alla giurisprudenza della <b>Corte di Cassazione</b> che aveva disposto le tre condizioni in presenza delle quali il diritto di stampa è da ritenersi legittimo: l’utilità sociale dell’informazione, la verità, la forma civile dell’esposizione dei fatti e della loro valutazione. Proprio su quest’ultimo punto la Corte di Cassazione aveva stabilito che «la forma della critica non è civile, non soltanto quando è eccedente rispetto allo scopo informativo da conseguire o difetta di serenità e di obiettività o, comunque, calpesta quel minimo di dignità cui ogni persona ha sempre diritto, ma anche quando non è improntata a leale chiarezza».</p>
<p>Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti, accogliendo pienamente le istanze delle due organizzazioni, nella decisione presa il 20 aprile scorso, ha ravvisato come Mario Giordano abbia elaborato nell’articolo «<b>un pensiero critico che come tale sarebbe del tutto legittimo se non avesse connotazione xenofoba e razzista. Il linguaggio utilizzato molto drammatico, e i toni decisamente forti, enfatizzano ulteriormente la repulsa per quel genere di persone: i rom e gli zingari, gente che vive nel delitto e che non andrebbe tollerata</b>» e, ravvisata la responsabilità del giornalista, ha ritenuto come sanzione adeguata la censura. Anche il direttore del quotidiano “Libero”, per il quale le due organizzazioni avevano chiesto di valutare l’omesso controllo, è stato condannato alla medesima sanzione.</p>
<p>Associazione 21 luglio e Naga esprimono profonda soddisfazione per l’esemplare sanzione che <b>potrebbe rappresentare un precedente importante</b> volto a scoraggiare tra gli addetti all&#8217;informazione linguaggi con forti accenti razzisti e xenofobi.</p>
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		<title>Bullismo e cyberbullismo: come difendersi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 07:35:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/cyberbull.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5135" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5135" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/cyberbull.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="cyberbull" width="980" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/cyberbull.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/cyberbull-300x147.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/cyberbull-768x376.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiara ha solo 12 anni e ha tentato il suicidio: si è lanciata dal secondo piano della sua abitazione, a Pordenone: è caduta sulla taparella del piano inferiore e poi a terra. E&#8217; ricoverata, in serie condioni, presso unospedale di Udine. Chiara è una delle ultime ragazzine, insieme purtroppo a molti altri, ad essere stata vittima di bullismo e il suo gesto disperato ha ridato vita al dibattito sul tema.</p>
<p>Parolacce, insulti, prese in giro sia di persona sia sul web (cyberbullismo) minano l&#8217;identità fragile degli adolescenti che non si sentono affiancati da un gruppo, che perdono ancora di più la fiducia in se stessi e negli altri: nei coetanei, dai quali vorrebbero essere capiti, e nei adulti, dai quali vorrebbero essere protetti.</p>
<p>Secondo l’ultimo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/15/bullismo-istat-oltre-il-50-degli-under-18-ha-subito-un-atto-di-violenza/2307157/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>rapporto dell’Istat </strong><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u>sul bullismo</u></span></span></a>, poi, pubblicato lo scorso dicembre, tra i ragazzi  di età compresa tra i 14 e i 17 anni che usano cellulare e internet, il 5,9% ha denunciato di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, mail, chat o social network. Vittime, più di tutti, sono le ragazze, il 7,1% contro il 4,6% dei ragazzi. Più di nove adolescenti su dieci usano un telefono cellulare, la metà usa un personal computer, sette su dieci usano Internet. Due ragazzi su tre, inoltre, ritengono che il cyberbullismo sia un fenomeno in crescita, dati che sono approssimati per difetto considerato che non tengono conto di chi non denuncia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scorsa settimana, in Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, è stato approvato all&#8217;unanimità il <strong>Ddl 1261</strong> ‘Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Al disegno di legge toccherà ora passare l’esame dell’aula. Ma per la senatrice <strong>Elena Ferrara (Pd)</strong>, prima firmataria del testo, ha sottolineato che<em>“è una legge non sanzionatoria, che non criminalizza il web, ma definisce il fenomeno del cyber bullismo che non è di per se un reato, anche se tali atteggiamenti si configurano in caso di stalking, minacce, diffamazione, molestie, diffusione materiale pedo-pornografico, furto d’identità, che invece sono perseguibili anche penalmente”.</em></p>
<div id="Sezione1" dir="LTR">
<p>Il testo precisa la definizione di cyberbullismo come <em>“qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, in- giuria, denigrazione, diffamazione e si intende altresì qualunque forma di furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica.” </em></p>
<p>Il disegno di legge, quindi, prevede la rimozione di contenuti offensivi dalla rete e social entro le 24 ore dal momento in cui è stato segnalato (ndr. l’indicazione potrà arrivare dagli utenti dai 14 anni in su, al di sotto di questa età sarà necessario il coinvolgimento di un genitore). Nel caso non ci fosse stata alcuna rimozione di contenuti entro il tempo stabilito, l’interessato può fare un reclamo/segnalazione al Garante della protezione dei dati personali, che entro 48 ore dal ricevimento della richiesta provvederà a operare secondo legge.</p>
<p>Per quanto riguarda il cittadino, verranno introdotte delle linee guida per l’educazione all’utilizzo dei ‘new media’ e l’adozione di un piano di educazione alla rete con percorsi informativi articolati per gli istituti scolastici.</p>
<p>La legge include, inoltre, lo stanziamento, <em>“per le esigenze connesse allo svolgimento delle attività di formazione in ambito scolastico e territoriale e prevenzione e contrasto al cyberbullismo, di ulteriori risorse pari a 180.000 euro per l’anno 2014, 265.000 euro per l’anno 2015 e 220.000 euro per l’anno 2016”. </em>Oltre alla predisposizione di un tavolo interministeriale permanente sul fenomeno coordinato dal Miur, al quale la Polizia postale e delle comunicazioni dovrà relazionarsi con cadenza semestrale.</p>
</div>
<div id="Sezione2" dir="LTR">
<p><strong>In Italia non esiste un reato di cyberbullismo</strong>, così come non ne esiste uno per il bullismo in generale. “Un comportamento bullo – si legge sul sito dei Carabinieri – è un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare. Spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi, persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un <strong>abuso di potere </strong>e un desiderio di intimidire e dominare”.</p>
</div>
<p>Esiste, però, nel nostro Paese una rete antibullismo: <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.generazioniconnesse.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Generazioniconnesse.it</a></u></span></span> è il kit che il Ministero dell’Istruzione ha approntato a sostegno dei ragazzi minacciati dal cyberbullismo, che possono rivolgersi anche alla help line gestita da Telefono Azzurro (tel. 1.96.96; <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://consulenzaonline.azzurro.it/xchatty/chat.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">azzurro.it/chat</a></u></span></span>) oppure rivolgersi all’<span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.bullismoedoping.it/index.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Osservatorio contro il Bullismo</a></u></span></span>.</p>
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