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	<title>integrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Servizio civile: un&#8217;opportunità di crescita per i giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 07:48:33 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Il servizio civile è un&#8217;esperienza della durata di un anno che permette ai giovani di età compresa tra 18 e 28 anni di entrare in contatto con realtà del terzo del terzo settore e colmando le carenze di personale ricevendo in cambio un piccolo contributo statale.</p>



<p>Con questa intervista vi voglio parlare dell&#8217;esperienza diretta di un giovane ragazzo che ha scelto di intraprendere questa strada all&#8217;interno del CAD (Centro Aggregazione Disabili ) di Spazio Vita Niguarda.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mi chiamo Luca Veneri e sono un musicista. Studio violoncello presso la Scuola Civica di Milano Claudio Abbado e, oltre al percorso classico, sono anche un cantautore. Attualmente sto lavorando come maestro di musica alla scuola primaria, dove cerco di trasmettere ai più piccoli la mia passione per la musica, e come operatore nel settore sociale unendo così il mio amore per la musica e portandolo ai<br>miei ragazzi.</p>



<p>Puoi spiegarci in breve in che cosa consiste il servizio civile e la sua durata?<br>Il servizio civile è un&#8217;opportunità che permette ai giovani di dedicare un anno della loro vita a un progetto di utilità sociale, l&#8217;obiettivo principale è quello di contribuire al benessere della comunità in diversi ambiti, nel mio caso quello della disabilità. È un&#8217;esperienza che permette di acquisire competenze importanti e conoscere nuove realtà che prima di questa opportunità non conoscevo.<br></p>



<p>Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>Ero in cerca di una nuova opportunità che mi permettesse di crescere sia a livello personale che professionale. Ho scelto di intraprendere il percorso del servizio civile perché desideravo mettermi alla prova in un contesto diverso da quelli a cui ero abituato. Volevo esplorare nuovi ambiti e, allo stesso tempo, capire meglio quale fosse la mia strada.<br></p>



<p>So che per un anno hai effettuato il servizio civile presso la realtà di Spazio VitaNiguarda, un CAD (Centro Aggregazione Disabili). Quali erano le tue mansioni? Come sei venuto a conoscenza di questa realtà?<br>Durante il mio anno di servizio civile a Spazio Vita Niguarda, mi occupavo di seguire le attività quotidiane del centro, principalmente supportavo i vari laboratori creativi, ovviamente il mio preferito era quello musicale. Ho conosciuto questa realtà tramite una persona che già lavorava all’ospedale Niguarda e ho deciso, vedendo i vari laboratori, di provare a farne parte.</p>



<p>So che una volta terminata la tua esperienza di servizio civile hai deciso di rimanere a Spazio Vita in qualità di operatore, cosa fai nello specifico?<br>Ho deciso di rimanere come operatore perché mi sono reso conto che questo lavoro mi piace e mi arricchisce. Al momento gestisco diverse attività ho creato un laboratorio di&nbsp;songwriting, dove i partecipanti possono esprimere la propria creatività attraverso la scrittura musicale. Da quest&#8217;anno, coordino anche un laboratorio di&nbsp;dibattito sociale, che offre uno spazio di confronto su temi attuali e<br>rilevanti, creando poi dei video-podcast da caricare successivamente sui social.<br></p>



<p>Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>La motivazione principale è stata il senso di appartenenza che ho sviluppato verso Spazio Vita. Ho visto quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone con disabilità e quanto i ragazzi possano restituire in termini di crescita ed esperienze.<br>Mi piace poter dare il mio contributo e continuare a lavorare su progetti che possano permettere ai ragazzi di creare.<br></p>



<p>Cosa hai imparato da questa esperienza?<br>Ho imparato tanto e sto ancora imparando, non solo a livello professionale, ma soprattutto umano. Ho imparato a vedere le cose da prospettive diverse e a capire l&#8217;importanza di ascoltare le persone. Questa esperienza mi ha insegnato e mi sta ancora insegnando il valore dell&#8217;empatia e della collaborazione, e mi ha fatto crescere sia come persona che come professionista.<br></p>



<p>Consiglieresti ad altri ragazzi giovani di intraprendere la strada del servizio<br>civile?<br>Assolutamente sì! Il servizio civile è un&#8217;esperienza che ti fa capire meglio il mondo che ti circonda. È una grande opportunità di crescita personale e professionale.<br>Consiglio a tutti di provare a fare un anno in una realtà diversa dalla loro anche solo per vedere e capire altri punti di vista.<br></p>



<p>Progetti per il futuro?<br>Vorrei sicuramente continuare a lavorare in questo settore e soprattutto con la musica. Vorrei poter fare altri lavori con la musica perché penso che insegni l’ascolto, amplifichi la sensibilità e che colori la vita delle persone. Vorrei iniziare ad insegnare violoncello e magari riuscire a portare la mia musica a qualcuno.</p>



<p>Questa intervista dimostra come l&#8217;esperienza del servizio civile possa essere formativa non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista personale e umano; dimostra come possa essere molto arricchente per scoprire nuove cose di sé e del mondo che ci circonda, imparando che non esiste un unico punto di vista per affrontare la vita.</p>



<p></p>
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		<title>ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:55:02 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17714" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><em>L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione appoggia il referendum, che vede come un primo passo verso una riforma dove la cittadinanza non è un premio selettivo ma il risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità.</em></p>



<p><a href="https://www.attivati.referendumcittadinanza.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campagna per il Referendum sulla Cittadinanza</a><a href="https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Firma ora!</a></p>



<p>ASGI sostiene l’iniziativa referendaria promossa dalle organizzazioni delle persone straniere di seconda generazione assieme ad altre realtà associative e politiche per l’abrogazione di una norma della legge n. 91/1992 sulla cittadinanza, con cui si intende ridurre da 10 a 5 anni il periodo di regolare soggiorno per presentare domanda di acquisto della cittadinanza italiana. Abrogazione che riguarda una parte dell’art. 9 di detta legge.</p>



<p>ASGI è consapevole che la modifica che il referendum si propone non cambia l’approccio alla cittadinanza che caratterizza la legge del 1992, lasciando amplissima discrezionalità al Ministero dell’interno sulla base di criteri da esso definiti e non dal legislatore, come invece impone la Costituzione (art. 10, co. 2 Cost.). Tuttavia, l’iniziativa referendaria è certamente un’occasione, non solo per riconoscere diritti alle persone straniere che vivono da tempo nella comunità nazionale (che lavorano a fianco dei lavoratori e della lavoratrici italiani/e , che frequentano le scuole con i ragazzi e le ragazze italiani/e, che vivono nei quartieri abitati da tutti, che frequentano lo sport come tutti e tutte, ecc.), ma anche per riproporre un diverso modo di intendere la cittadinanza, non più come premio selettivo ma come risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità. La nostra è un’idea di riconoscimento dei diritti, compresa la cittadinanza che una persona straniera sceglie di chiedere, sulla base di una eguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.) e di una appartenenza alla vita sociale, culturale e politica italiana.</p>



<p>Per queste ragioni, pur consapevole del limite dell’iniziativa referendaria, ASGI ritiene che essa possa e debba rappresentare un piccolo, ma significativo, passo in avanti nella riforma della legge sulla cittadinanza. Non una meta, ma un inizio.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">i</a><object data="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" type="application/pdf"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">referendum popolare abrogativo in materia di cittadinanza 9 settembre 2024.docxDownload</a></object></p>
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		<title>Rapporto annuale di Associazione 21 luglio sulla condizione dei rom in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 09:14:50 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="845" height="321" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17589" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 845w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/rom-300x114.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/rom-768x292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Presentato lo scorso 9 aprile presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio che fotografa la condizione delle comunità rom e sinte in Italia. L’evento è stato organizzato su iniziativa della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato e ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali di diverse città italiane.</p>



<p><strong>Baraccopoli di comunità rom in Italia</strong></p>



<p>In Italia sono presenti diverse forme di alloggio che mirano ad accogliere nuclei familiari rom e sinti individuati su base etnica. Nella maggior parte dei casi, tali soluzioni non rispettano i criteri di adeguatezza stabiliti dagli standard internazionali per il diritto a una sistemazione idonea, mostrando spesso la reiterazione di un carattere segregante e discriminatorio.</p>



<p>Gli&nbsp;<strong>insediamenti formali</strong>&nbsp;consistono in aree create e, solitamente, gestite dalle istituzioni comunali con l’obiettivo di favorire l’accoglienza basata su criteri etnici. Tra questi è possibile registrare anche i cosiddetti&nbsp;<strong>insediamenti semiformali o “tollerati”</strong>, con i quali si intendono quelle aree situate su suolo pubblico, riconosciute in passato come formali, che a causa della progressiva assenza di servizi sono scivolate nella semi-formalità e di conseguenza inserite nella categoria degli insediamenti “tollerati”.</p>



<p>Gli&nbsp;<strong>insediamenti informali</strong>, che si trovano principalmente nelle periferie delle grandi città italiane, si contraddistinguono per l’utilizzo di tende o abitazioni auto-costruite, spesso immerse nella vegetazione o in zone remote e di difficile accesso.</p>



<p>In Italia sono circa&nbsp;<strong>15.800 i rom&nbsp;</strong>e sinti che vivono nelle baraccopoli formali e informali, pari allo&nbsp;<strong>0,03%</strong>&nbsp;della popolazione italiana. Circa&nbsp;<strong>13.300 abitano nelle 119 baraccopoli istituzionali, presenti in 75 comuni e in 13 regioni</strong>. Nelle baraccopoli informali sono stimati circa&nbsp;<strong>2.500 rom</strong>&nbsp;(per ulteriori info: www.ilpaesedeicampi.com).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>L’aspettativa di vita di quanti presenti in insediamenti monoetnici all’aperto è di almeno 10 anni inferiore a quella della popolazione italiana. Il 55% dei residenti ha meno di 18 anni e sono circa 1.000 i cittadini rom a forte rischio apolidia in Italia.</p>



<p>Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti la quasi totalità delle persone presenti risulta essere di origine rumena, mentre dei rom e sinti presenti nelle baraccopoli istituzionali si stima che circa il 62% abbia la cittadinanza italiana.</p>



<p>Il numero di rom e sinti presenti negli insediamenti formali e informali è in costante calo dal 2016, anno del primo rilevamento di Associazione 21 luglio, con&nbsp;<strong>un decremento totale ad oggi del 44%, ovvero 12.200 persone in meno.</strong></p>



<p><strong>L’Area Metropolitana di Napoli</strong>&nbsp;è quella nella quale è presente la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa e la città di Napoli registra le più grandi baraccopoli informali d’Italia. La città con il maggior numero di baraccopoli istituzionali è invece la città di Roma.</p>



<p>Le principali&nbsp;<strong>aree residenziali monoetniche</strong>&nbsp;sono registrate nella&nbsp;<strong>Regione Calabria</strong>, nello specifico nei comuni di Cosenza e Gioia Tauro.</p>



<p>In Italia esistono 3&nbsp;<strong>centri di accoglienza</strong>&nbsp;riservati esclusivamente a persone rom. Sono i Centri di Raccolta Rom, presenti nei comuni di Brescia, Latina e Napoli e accolgono un totale di 330 persone riconosciute come rom.</p>



<p>Oltre agli insediamenti fin qui riportati, si registrano anche&nbsp;<strong>insediamenti privati</strong>, terreni di proprietà, spesso ad uso agricolo, nei quali numerose famiglie rom e sinte hanno scelto di stabilirsi nel corso degli anni.</p>



<p>Nelle grandi città metropolitane si possono riscontrare, in forma sempre più diffusa, situazioni in cui nuclei familiari rom di nazionalità rumena ed ex jugoslava, colpiti da sgomberi forzati, trovano rifugio occupando ex fabbriche, capannoni industriali abbandonati o alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica.</p>



<p><strong>La Strategia Nazionale 2021-2030</strong></p>



<p>La Strategia Nazionale di uguaglianza, di inclusione e di partecipazione di Rom e Sinti 2021-2030 è stata adottata con decreto direttoriale del 23.05.2022 e ha sollevato numerose critiche da parte sia della&nbsp;<strong>Commissione Europea</strong>&nbsp;che dalla&nbsp;<strong>società civile</strong>. La prima ha espresso critiche che riguardano anzitutto l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, che risulterebbe mancante dell’autorità necessaria per adempiere con un ruolo adeguato al coordinamento e al monitoraggio delle azioni previste nella Strategia Nazionale 2021-2030.</p>



<p>Anche il “Rapporto di monitoraggio della società civile sulla qualità del quadro strategico nazionale per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei rom in Italia” ha posto in evidenza, attraverso un’accurata analisi critica, gli specifici punti di debolezza della Strategia Nazionale 2021-2030, legati principalmente a&nbsp;<strong>una Strategia non vincolante che non prevede sanzioni a quelle Amministrazioni che violano apertamente i suoi princìpi</strong>.</p>



<p><strong>La politica dei campi</strong></p>



<p>In Italia fino al 2018 i propositi di superamento dei campi rom si sono tradotti quasi sempre nella loro costruzione e gestione in nome dell’emergenza sociale e di una presunta temporaneità. Dal 2019 sempre più Amministrazioni locali si sono adoperate per avviare e portare a compimento processi di superamento degli insediamenti monoetnici.</p>



<p>Nell’ultimo biennio (2022-2023) le Amministrazioni comunali di&nbsp;<strong>Asti, Lamezia Terme, Prato, Collegno e Roma</strong>&nbsp;si sono impegnate in azioni volte al superamento degli insediamenti presenti sui rispettivi territori.</p>



<p>Da segnalare, come esperienza virtuosa, quella del&nbsp;<strong>Comune di Collegno</strong>, che nell’estate 2023 ha definitivamente superato l’insediamento presente in Strada della Berlia abitato dal 1997 da una comunità rom proveniente dall’ex Jugoslavia. Tutti gli abitanti sono stati ricollocati in abitazioni convenzionali. Anche l’Amministrazione di&nbsp;<strong>Roma Capitale</strong>, nell’estate 2023, ha approvato il “Piano d’azione cittadino” per il superamento di 6 “villaggi attrezzati” della Capitale in cui sono attualmente presenti più di 2.000 persone.</p>



<p><strong>Il commento di Associazione 21 luglio</strong></p>



<p>Secondo Associazione 21 luglio si registra una&nbsp;<strong>marcata consapevolezza</strong>&nbsp;da parte di Amministrazioni comunali di diversi colori politici sulla necessità di superare definitivamente i dispositivi architettonici monoetnici denominati impropriamente “campi nomadi” realizzati a partire dagli anni ’80.</p>



<p>Dal 2021 Associazione 21 luglio lavora a sostegno delle Amministrazioni comunali interessate dalla presenza di comunità rom e sinte in condizione di segregazione ed emergenza abitativa proponendo il&nbsp;<strong>modello MA.REA. (MAppare e REAlizzare comunità),</strong>&nbsp;dal carattere fortemente innovativo e con un approccio partecipativo, già fatto proprio da alcune Amministrazioni.</p>



<p>«Il&nbsp;<strong>momento è storico</strong>&nbsp;– afferma Carlo Stasolla di Associazione 21 luglio –&nbsp;<strong>e particolarmente favorevole</strong>&nbsp;per le 75 Amministrazioni comunali che governano i territori su cui insistono i 119 insediamenti monoetnici, affinché possano<strong>, con coraggio e determinazione</strong>, avviare processi di superamento, per cancellare in forma definitiva quella “vergogna sociale” che fa sì che l’Italia dall’anno 2000 venga considerata nel panorama europeo come il “Paese dei campi”».</p>



<p>È possibile scaricare scaricare il Rapporto Annuale di Associazione 21 luglio ETS “Vie di uscita –<em>&nbsp;La condizione delle comunità rom e sinte in Italia</em>” cliccando&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2024/04/Rapporto-intero-con-ISBN.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">QUI</a></p>
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		<title>La grande festa di DiversInsieme</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 17:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Marta Edaelli Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-2048x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>A cura di Marta Edaelli</p>



<p>Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per fortuna è stato clemente e le associazioni hanno potuto stare fuori con i loro banchetti per l&#8217;intera giornata. Le varie realtà  hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e di condividere esperienze e momenti di spensieratezza. Le ringraziamo tutte: &#8220;Abbatti le Barriere &#8221; , &#8220;Tecnologicamente insuperabili &#8221; , &#8221; Famiglie Disabili Lombarde&#8221; , &#8220;Movimento Kethane&#8221; e &#8220;Beon&#8221;; quest&#8217;ultima realtà dalle 15.00  fino a sera si è impegnata a fare dimostrazioni di gaming inclusivo con i nostri pc, monitor e dispositivi accessibili, facendo provare a tutti i passanti i controller che consentivano di giocare con corpo, mani, espressioni del viso e movimento degli occhi con l&#8217;obiettivo di far divertire tutte le persone intervenute all&#8217;evento e dimostrare che, grazie alla tecnologia, chiunque può fare qualsiasi cosa, senza barriere e senza difficoltà.</p>



<p>In mattinata, l&#8217;attività di Bioenergetica di Alessandra Callegari, ha dato la possibilità ai partecipanti di aprirsi gli uni agli altri, in un&#8217;atmosfera comprensiva e calorosa.</p>



<p>Il pomeriggio è incominciato all&#8217;insegna della musica con il gruppo &#8220;Gli Eretici&#8221; di Gabriele Catania che, come un paio di anni fa, hanno rielaborato le &#8220;canzoni &#8211; poesie&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Un ottimo riscontro ha avuto il laboratorio di Self Collage, cosí come la presentazione del libro &#8220;Il circo delle meraviglie&#8221; di Silvia Lisena. La presentazione è stata accompagnata da intermezzi musicali con la bella voce di Giorgia Menegesso. Abbiamo chiuso, tornando un po&#8217; bambini, con la fiaba &#8220;Gli occhi del drago&#8221; raccontata attraverso il teatro Kamishibai da Rita Lucreziano e Laura Boscaini.</p>



<p>Ecco alcune impressioni e foto:<br><br></p>



<p><em>&#8220;Tutti molto bravi, ma i momenti che mi sono piaciuti di più sono stati : Bioenergetica e la band Faberimente e alla cantante Sabrina Minervini che, attraverso la musica di De Andrè, tratta il tema della&nbsp; salute mentale, tema troppo spesso trascurato e che dovrebbe essere trattato molto di più.&nbsp;</em> <em>Merita una citazione , inoltre, a mio parere, l&#8217;associazione &#8220;Tecnologicamente insuperabili&#8221;,  perchè nonostante io non abbia una disabilità motoria grave, mi sta aiutando a trovare soluzioni tecnologie per diventare autonoma in quanto ho una limitazione nell&#8217; uso della parte destra del corpo, in particolare della mano&#8221;</em></p>



<p><em>Marta</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Sabato 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare all&#8217;iniziativa Diversinsieme organizzata dalla Associazione Per i Diritti Umani presso la Biblioteca Chiesa Rossa, a Milano.</em></p>



<p>Questa è stata l&#8217;<em>occasione per me di incontrare persone bellissime che si sono messe in gioco condividendo esperienze, confrontandosi sulle &#8220;sfumature emotive”, facendo qualche piccola pratica di bioenergetica…</em></p>



<p><em>Perché la bioenergetica? Perché è una disciplina che sottolinea l’importanza di “sentire” ciò che avviene dentro di noi &#8211; sensazioni, percezioni, emozioni &#8211; mentre facciamo attività corporea e in particolare ci invita a “fermarci”.</em> <em>Fermarci per sentire come stiamo respirando, oppure quanto stiamo comodi nella posizione (in piedi o da seduti) che stiamo tenendo&#8230;Oppure com&#8217;è guardare negli occhi per qualche secondo una persona sconosciuta, tenendola per mano.</em></p>



<p><em>Quanto alle “sfumature emotive”, sono le gradazioni di intensità diversa dalle emozioni che proviamo nelle varie situazioni della vita: paura, tristezza, rabbia, gioia, vergogna… E che non siamo abituati a identificare, nominare, riconoscere, accettare.Le piccole esperienze corporee di contatto con noi stessi e con gli altri, nelle due ore che abbiamo trascorso insieme, ci hanno permesso di scoprire il meraviglioso universo che siamo e quanto sono preziose le relazioni che possiamo creare nel mondo, aprendoci all’incontro con le nostre differenze e unicità.</em></p>



<p><em>Un grande grazie a Barbara Raccuglia e Filippo Cinquemani che mi hanno coinvolto in questa giornata e complimenti a tutti coloro che si prodigano nell’associazione!&#8221;</em></p>



<p><em>Alessandra C.</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Un successo, evento organizzato da persone con disabilità e da chi le sostiene che mostra all&#8217;opera LA FORZA DELLA VITA.</em> <em>Impossibile non guardare con ammirazione gli OBIETTIVI, i SUCCESSI e il CORAGGIO che infondono!&#8221;</em></p>



<p><em>Antonella</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho apprezzato moltissimo il lavoro di Barbara perché tramite l&#8217;arte e la fantasia ci ha permesso di rappresentare diversi aspetti personali e della società; ho apprezzato anche la presentazione del libro di Silvia così come l&#8217;arrangiamento musicale degli Eretici sulla canzone &#8220;Korakane&#8221; reinterpretata da Sabrina dove il testo parlava di autodeterminazione e difficoltà personali. Credo che questi siano il fulcro di quello che Diversinsieme offre, permettendo a diverse minoranze di autorappresentarsi, autodeterminarsi ma soprattutto di farlo insieme ad altre minoranze in un contesto di comunità collettiva e di intersezionalità</em>&#8220;.</p>



<p><em>Ervin</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;È stata una giornata ricca di emozioni, di reciprocità, un piccolo tassello per la costruzione di un mondo davvero inclusivo.</em> <em>Il momento più bello è stato il laboratorio di Self collage, una tecnica che ho scoperto proprio a Diversinsieme e che fa scoprire le nostre abilità nascoste&#8221;</em>.</p>



<p><em>Laura</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho partecipato al laboratorio di Self&nbsp; collage, raccontando un po&#8217; di me e del mio stato d&#8217;animo che ritengo importante in questi ultimi mesi&#8230;È stato bello perché oltre a svagarmi e liberare la mente attraverso il gioco con le parole, con le frasi e con le immagini che dovevo scegliere e incastrare per dare un filo logico al mio racconto, il risultato finale è diventata una dichiarazione d&#8217;amore per la mia fidanzata; anch&#8217;essa partecipando al laboratorio fece altrettanto. Ci siamo divertiti.&#8221;</em></p>



<p><em>Costa</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Per quanto mi riguarda questa edizione di DiversInsieme è stata caratterizzata dalla condivisione di momenti molto intensi che mi hanno permesso di apprezzare e stimare nuove persone.</em> <em>L&#8217;evento, quest&#8217;anno, è stato caratterizzato da una parola: emozione! Abbiamo aperto il nostro evento parlando di come gestirle con il laboratorio di bioenergia.</em> <em>Di emozioni in questa edizione ne ho vissute tante: la gioia nel vedere che tutti abbiamo fatto la nostra parte, un bellissimo lavoro di squadra, tanta commozione nel vedere negli occhi di ognuno la voglia di realizzare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, la soddisfazione e l&#8217;orgoglio di esserci riusciti!.</em></p>



<p><em>Ognuno dei partecipanti ha portato il proprio vissuto attraverso la musica, la scrittura la creatività.Tutte le persone presenti quest&#8217;anno mi hanno dato l&#8217;impressione di voler condividere e riflettere insieme a noi. Ho respirato aria di famiglia, di unità, di gioia!</em> <em>Un altro aspetto molto importante per me è stata la completa accessibilità della location, l&#8217;ampiezza degli spazi sia esterni sia interni che mi ha permesso di muovermi in completa autonomia con la carrozzina elettrica. Ho provato un grande senso di libertà e mi sono sentita indipendente&#8221;</em>.</p>



<p><em>&#8220;Share the love&#8221;</em></p>



<p><em>Martina</em></p>



<p><em>Sabato 4 Maggio ho partecipato con grande gioia alla terza edizione di DiversInsieme.<br>Ho avuto modo di riflettere molto ascoltando la presentazione del romanzo “Il circo delle meraviglie” di Silvia Lisena che tratta temi molto importanti e attuali.<br>Ho anche avuto l’occasione di ascoltare la splendida voce di Giorgia Meneghesso che ha cantato alcune canzoni live arrivando dritta al cuore.<br>I banchetti presenti erano tutti meravigliosi, un plauso speciale va alla mia amica Martina Foglia che come sempre grazie alla sua arte si è superata e ha fatto conoscere al pubblico presente molti dei suoi fantastici lavori fatti interamente a mano.<br>Consiglio a tutti di partecipare a questo evento che tratta la diversità come una risorsa per un mondo migli</em>ore.</p>



<p><em>Federica</em></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Grazie a</em><em> Diversinsieme </em><em>per avermi invitata anche quest&#8217;anno! Una giornata all&#8217;insegna dell&#8217;inclusione e della diversità come risorsa per un mondo più allegro e colorato&#8221;</em></p>



<p><em>Silvia</em></p>



<p>Sono la responsabile dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani da molti anni, ma da qualche tempo hanno deciso di collaborare Filippo, Martina, Barbara, Anna, Marta, Antonella, Jorida, e poi Raffale, Sabrina e via via si stanno avvicinando altre persone, aiutandoci a realizzare eventi e attività sempre più coinvolgenti per la cittadinanza. Ringrazio anche quest&#8217;anno Laura Ricchina, addette e addetti della Biblioteca chiesa rossa per l&#8217;opportunità di organizzare DivercInsieme all&#8217;interno e all&#8217;aperto per condividere parole, musica, immagini, storie, abbracci, sorrisi&#8230;Per fare COMUNITA&#8217;. </p>



<p>I &#8220;miei ragazzi&#8221; e le &#8220;mie ragazze&#8221;, che ho citato nelle righe precedenti, sono la mia forza: sono le persone che hanno compreso i miei ideali e hanno deciso di portarli avanti, che si impegnano per una società giusta, che danno senso, ogni giorno, alla mia vita e, speriamo, anche a quella di altre/i perchè con il loro enusiamo, il loro impegno, la loro creatività, contagiano e permettono a molti di esprimersi, di esserci, di farsi avanti, di dialogare, di VIVERE intensamente. Non finirò mai di ringraziarle/i per essere nel mio percorso, del sostegno, della condivisione delle idee che riguardano il Bene comune e anche dell&#8217;amore che mi dimostrano continuamente.</p>



<p>Sono spinosa, ma mi conoscono e sanno&#8230;</p>



<p>Alessandra </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17545" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-300x226.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-768x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1536x1157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>La biblioteca umana contro i pregiudizi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 08:16:29 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo che tutti i giorni nella nostra vita quotidiana abbiamo interazioni con persone diverse da noi, quando andiamo a fare la spesa, dal panettiere o in posta o semplicemente quando usciamo con i nostri amici; queste azioni per noi sono una routine, non ci soffermiamo mai a pensare se nelle conversazioni o interazioni abbiamo agito con pregiudizio o con preconcetto. Dentro di noi pensiamo: &#8220;Tanto è il mio migliore amico, ci perdonerà&#8221;  oppure &#8220;Tanto è un commerciante chissà quante persone vede, ci  avrà fatto l&#8217;abitudine&#8221;. Penso, invece, che non ci si debba mai abituare al pregiudizio perché è dal pregiudizio che poi si può generare indifferenza,  idiosincrasia o nel peggiore dei casi arrivare all&#8217;odio! Vi faccio un esempio personale: sono una ragazza con disabilità motoria, se tutti i giorni mi dicessero &#8220;poverina&#8221;, oppure solo perché ho pronunciato il mio nome alla domanda &#8220;Come ti chiami? sentirsi dire: &#8220;Ah ma parla!&#8221; mi sentirei sottovalutata, non apprezzata per quello che sono realmente; questo esempio per dire come per una &#8221; categoria&#8221; (in questo caso le persone con disabilità, vengano attribuite omologhe caratteristiche pur essendo persone diverse, accomunate solamente dalla disabilità fisica) l&#8217;idea che &#8220;le persone con disabilità non riescono a comunicare&#8221; sia una generalizzazione figlia del pregiudizio perché presuppone che tutte le persone (dis)abili abbiano questa difficoltà cosa assolutamente non vera. </p>



<p>Il pregiudizio è un giudizio a priori dato senza conoscere la storia della persona o gruppo di persone a cui è rivolto. Prima di esprimerci dovremmo conoscere a fondo la storia di ogni persona. È ovvio che  non lo si può  fare con tutti  perché le persone che ci circondano sono tante, ma se vogliamo davvero approfondire la conoscenza di una persona diversa da noi, ovvero costruire un primo approccio che sia privo di pregiudizio, esiste una modalità di interazione molto originale e, secondo me,  per niente banale di cui vi parlerò nelle prossime righe di questo articolo! Se vogliamo avere un primo approccio autentico con l&#8217;Altro, un&#8217;idea potrebbe essere partecipare all&#8217;iniziativa della <strong>biblioteca vivente</strong> o anche detta dei <strong>libri parlanti</strong>. L&#8217;idea è nata da Ronni Abergel nella città di Copenaghen in Danimarca. L&#8217;ideatore definì questa esperienza &#8220;Human library&#8221;, ossia biblioteca umana appunto, che trovò applicazione nei primi anni 2000 per poi approdare in tutta Europa e nel 2007, grazie ad un progetto all&#8217;Università di Torino, anche nel nostro Paese. </p>



<p>I libri parlanti o human library non sono altro che delle persone che  hanno visto nella loro diversità una risorsa, un qualcosa di prezioso e per questo scelgono di condividere parte della loro storia con chi decide di ascoltarla. I fruitori di questa esperienza, o meglio i  &#8220;lettori&#8221; del libro, prima di cominciare la &#8220;lettura&#8221;si rivolgono al bibliotecario/a che è colui o colei che mostra il catalogo dei libri che partecipano, un elenco con il titolo del libro, i vari capitoli che rimandano all&#8217;argomento che il &#8220;libro&#8221; desidera trattare. Questi scritti vengono consegnati precedentemente al bibliotecario dai &#8220;libri&#8217; stessi, in modo che  il bibliotecario, avendo letto le storie di tutti, possa consigliare al lettore la storia più adatta a lui in quel dato momento e secondo gli interessi espressi. Caratteristica molto importante di questa modalità di interazione  è il tempo che viene  stabilito in 15 minuti circa, per permettere a più persone di poter &#8220;leggere&#8221; uno stesso libro. Un&#8217;altra caratteristica molto importante: l&#8217;interazione tra libro e lettore DEVE avvenire in modalità &#8220;One to One&#8221;, ovvero il lettore si siede di fronte al libro scelto e inizia l&#8217;ascolto: questa modalità permetterà ai due attori in gioco di creare un rapporto &#8220;intimo&#8221; così da permettere ad entrambi la reciproca conoscenza. Altra regola di questa esperienz: il lettore-ascoltatore ha la possibilità di rivolgere alcune domande al libro-narratore e, di contro, se il libro ritiene la domanda inopportuna può decidere di non rispondere. </p>



<p>Lo scopo di questa esperienza è provare a scardinare il pregiudizio di cui noi stessi siamo artefici e a volte vittime. Mi è capitato più volte di partecipare all&#8217;iniziativa come lettrice di più libri e ho ascoltato storie bellissime e commoventi. Capita per fortuna non spesso di entrare in libreria e acquistare un libro solo perché ci attira la copertina,  sottovalutandone il contenuto che invece è la parte fondamentale. Così come un libro, anche ognuno di noi non va giudicato, se non dopo averlo prima letto (o ascoltato). </p>



<p></p>



<p>Potrete partecipare ad una sessione di Biblioteca umana o di Libri parlanti il prossimo 11 maggio alle ore 15. Presso Cohbiblio Lambrate, Via Pitteri 93 (MM2, Lambrate)</p>



<p><strong>Evento organizzato da Associazione Per i Diritti umani </strong>in occasione della Civil Week, a Milano. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo!</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17534" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;Buone notize&#8221;: Bruno. Una vita dedicata a insegnare che la diversità è una risorsa</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 08:49:40 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="954" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi-954x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17488" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi-954x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 954w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi-279x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 279w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi-768x825.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/frangi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1033w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /></a><figcaption>Bruno Franci e Laura Costa, sua collaboratrice</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>A cura di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Sul nostro periodico online abbiamo sempre scritto di negazione o violazione di diritti in Italia e nel mondo. Abbiamo pensato che, in questo momento storico così negativo, sì debba porre l&#8217;attenzione su ciò che di buono il nostro paese ed il mondo hanno da offrire. Abbiamo quindi deciso di creare una nuova rubrica intitolata &#8220;Buone notizie&#8221; nella quale approfondiremo storie e&nbsp;realtà che tutelano i Diritti, favorendo così l&#8217;inclusione e la socializzazione delle&nbsp; &#8220;minoranze&#8221;. Apriamo questa rubrica con una bellissima intervista a Bruno Frangi, vicepresidente di Aus Sportiva Niguarda nonché Coordinatore e&nbsp; Direttore della stessa.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Bruno Frangi, nato a Como il 18 agosto 1963. Da oltre 35 anni mi occupo in ambito volontariato di sport per persone con disabilità, nella fattispecie per gli sport dell’acqua, divenendo negli anni Tecnico e Docente di tutte le Federazioni Olimpiche e Paraliompiche. Ho condotto diversi progetti rilegati all’inclusione sportiva e sociale in diverse città d’Italia e all’estero, riuscendo a far comprendere e nel far capire (questo molti anni fa), che è possibile inserire l’utenza con disabilità, all’interno di società dei così detti “normo dotati”, inserendo nei comparti societari anche l’utenza con “abilità diverse.”<br>Ha diretto per molti anni scuole di formazione per istruttori a Como e portato avanti in diverse città Italiane, progetti in ambito del nuoto. Dal 2016 in forza anche a Niguarda, ricoprendo la carica di Vice Presidente di Ausportiva , Coordinatore e Direttore Tecnico. A Cernobbio ho creato la prima scuola subacquea inclusiva sott’acqua, costruendo una palestra a dieci metri di profondità. Ho creato sull’Isola di Capri una vera cultura verso la disabilità e l’inclusione, idem a Porto Ceresio (VA), in Danimarca, Cernobbio (CO), Massa Lombarda (RA), e altri vari progetti in diverse Regioni Italiane.<br>Ma la soddisfazione più grande: essere arrivato a Niguarda molti anni fa, gestendo una ventina di persone in due istruttori, e ora avere quattordici istruttori con al seguito circa duecento utenti nelle varie discipline, e questo grazie alla Presidenza, al nostro Direttivo, alla segreteria operativa, e ai fantastici tecnici che ho l’onore e l’onere di dirigere. A tutti loro un mio più sentito e doveroso “grazie!”.<br></p>



<p>Come è nata la tua passione per il nuoto?</p>



<p><br>La mia passione per il nuoto nasce molti anni fa quando iniziai a nuotare, da li a qualche piccola competizione in acque libere e subito intrapreso la scuola di subacquea, ricoprendo alcuni importanti ruoli per una società Comasca di attività Subacquee. Conobbi molti anni fa una splendida ragazzina colpita molto giovane da Ictus Celebrale a cui insegnai ambientamento e acquaticità. Da li l’amore per donare agli altri la mia passione.</p>



<p><br>Come hai scelto di insegnare la disciplina del nuoto alle persone con disabilità?</p>



<p><br>Ho molto amato studiare nuoto, l’acqua, e tutto quello che grava attorno a questo fantastico mondo chiamato H2o. Credo che insegnare “seriamente” a persone con disabilità, sia solo una missione, ma un mettersi costantemente in gioco…. Chi non conosce bene la nostra “materia”, rischia di fare seri e gravi danni. Insegnare ad una persona così detto “normale”, lo saprebbero fare in tanti io credo, se hanno passione, ma insegnare a persone con abilità diverse e con gravi patologie, lo sa fare solo chi ama questo mondo, ha competenze, ha studiato e conosce bene la materia. Come dico io bisogna: “ saper essere, saper fare e saper far fare…”Attualmente collabori con AUSportiva Niguarda come istruttore di Nuoto e di palestra con persone mielolese. </p>



<p>Come sei venuto a conoscenza di Ausportiva?</p>



<p><br>Vero che dirigo gli istruttori di Palestra e Piscina, ma i miei studi mi portano anche in palestra ove ho studiato con Indianapolis (U.S.A.) un metodo innovativo per i malati gravi di Parkinson , avendo prima acquisito studi e competenze in ambito del pugilato e della Muai Thay Thailandese . Da qui un nuovo e innovativo metodo “di fare palestra” per persone Tetra-Plegiche – Paraplegiche –<br>Emiplegiche (e non solo) che sta dando eccellenti risultati, informando e formando sul campo, un nuovo tecnico a cui sto trasmettendo obiettivi, finalità e intenti. Poi vero che dirigo la palestra, ma sono i nostri istruttori principalmente gli artefici degli eccellenti risultati portati avanti e a compimento. Poi arriva il nuoto e la subacquea di cui me ne occupo personalmente in toto, sia la parte organizzativa che tutta la parte tecnica.<br>Sono stato chiamato dal Comitato Italiano Paralimpico a dirigere AUSPORTIVA nel 2016 , avendo i titoli per farlo e le competenze in Lombardia. Ricordo ancora quando il Presidente Francesco Mondini mi chiamò; non ci pensai due volte cosa rispondere, ed ora eccomi qui da molti anni insieme a voi.</p>



<p><br>Nei corsi di nuoto che svolgi sei in contatto con persone con disabilità anche motoria, cognitiva o con disabilità neurodivergenti, che hanno anche diverse età. Ci puoi spiegare in breve quali sono i diversi approcci che utilizzi per stimolarli nel nuoto?</p>



<p><br>Modi e metodi utilizzati, vengono dagli studi, dalla mia preparazione ma soprattutto da oltre 35 anni di esperienza quasi “quotidiana”. Credo di averne visti di casi davvero tanti, e lavorato con molteplici disabilità, ma che tutti avevano un comun denominatore ovvero: “la volontà di trasmettere a tutti loro passione, emozioni, di far innamorare i miei utenti qualunque età avessero dell’acqua, ma soprattutto di saper comunicare con loro e fornire un’ampia motivazione”. Un feed- back continuo mi ha sempre fornito i dati che indicavano se erano sereni, felici, ma soprattutto non avevano più paura dell’acqua, ma al contrario, l’acqua era diventata per loro un trasmettitore di<br>emozioni. Poi c’è chi ha voluto imparare anche gli stili natatori, chi ha voluto passare all’agonismo, chi alla subacquea ricreativa, o chi, semplicemente, trova nell’acqua un benessere psicofisico e di rilassamento in tutta autonomia.</p>



<p><br>Quali sono i benefici che le persone con disabilità ricavano dal nuoto?</p>



<p><br>Riduzione della spasticità &#8211; riduzione del dolore &#8211; aumento dell’ampiezza del movimento &#8211; aumento in termini di forza &#8211; aumento delle risposte sull’equilibrio statico e dinamico &#8211; miglioramento della circolazione periferica &#8211; incremento della gittata sistolica &#8211; incremento delle condizioni fisiche generali &#8211; aumento delle motivazioni psicosociali &#8211; aumento della motivazione e dell’autostima &#8211; miglioramento delle capacità di apprendimento.<br>Obiettivi pedagogici – Obiettivi Sportivi – principio dell’apprendimento e della relazione d’aiuto .<br></p>



<p>So che sempre in collaborazione con AUSportiva, avete istituito un corso per insegnare ai caregiver le tecniche natatorie per portare i loro parenti con disabilità in acqua… parliamone…</p>



<p><br>Le attuali definizioni di handicap sono numerose e ognuna, per il proprio aspetto, indubbiamente interessante; sono prevalentemente incentrate sulla persona, cioè sull’handicap come elemento invalidante che l’individuo porta sulle proprie spalle, ma la stessa disabilita può colorarsi di sfumature di maggiore accettabilità o di insuperabile rigetto, a secondo del contesto ambiente in cui l’individuo si trova ad agire. Un costruttivo approccio di recente acquisizione, suggerisce di spostare l’attenzione dalla “menomazione” in sé, e focalizzarla sull’interazione tra individuo e ambiente, cioè, sull’incontro con gli ostacoli che “l’ambiente acquatico” ( o non) pone alla persona<br>con disabilità. Il nuoto costituisce un’occasione stimolante per evitare di elaborare la mentalità sbagliata che talvolta la società stessa pone alla persona con disabilità; il contesto sportivo, essendo arbitrario e modulabile per definizione, può rivelarsi un terreno fertile per esperimenti di integrazione pratica, socio-sportiva , culturale. AUSportiva (Associazione Unità Spinale Settore<br>Sportivo, Ospedale Niguarda) , attraverso questa singolare iniziativa , vuole trasmettere a tutti i genitori ( o accompagnatori/caregiver ) che parteciperanno a questa “nuova sfida”, valori sportivi, di confronto, di sperimentazione, di vera pratica sportiva, e nel mettersi in discussione e alla prova, in una identificazione attraverso questa disciplina che ha caratteristiche riabilitative e sportive senza pari. Sostengo che: “ Chi perde non è chi arriva ultimo, ma chi resta seduto a guardare”<br>Si vuole mettere in rilievo il valore universale riconosciuto, dell’attività sportiva come opportunità per far crescere i propri figli/e sul piano fisico e psichico, per divertirsi, per stare con gli altri, per sentirsi bene, per scoprire le proprie risorse e per confrontarsi con i propri limiti (e questa opportunità ne sarà l’esempio). Ciò significa per i genitori: da un lato, mettere in discussione le proprie certezze e, dall’altro, aprirsi a nuove prospettive rispetto al proprio potenziale, non solo in quanto a prestazione sportiva ma anche sotto il profilo umano e relazionale.</p>



<p>Lo sport è indubbiamente una spinta a crescere, a superare se stessi, a riconoscere il valore degli altri, ad accettarsi per quello che si è. Nello sport la fatica dà una marcia in più verso nuovi orizzonti di crescita, genera un’energia speciale che stimola la voglia di lottare per una meta, stimola a raggiungere traguardi per i quali vale la pena di mettere in gioco sé stessi fino in fondo, crea uno spazio virtuoso in cui volontà e impegno valgono più del corpo e della forza fisica. Da qui nasce l’idea di uniformarsi ai recenti protocolli tecnici , confermando che, anche l’utenza di “ Persone con disabilità” ha esigenze, problematiche e necessità di esistere all’interno dei Centri Sportivi Comunali e Privati (ovvero fuori dalle mura di una Azienda Ospedaliera). Per la richiesta univoca di alcuni genitori di poter realmente vedere abbattuto il muro della “diversità” anche all’interno dell’Ospedale Niguarda, nasce questa sentita iniziativa (senza precedenti a Milano per quanto riguarda il “modo” di fare nuoto) . Il progetto di AUSportiva, ha la presunzione di dare, (in futuro), un protocollo tecnico in grado di FAR ACCOGLIERE questi ragazzi/e “speciali”, nei corsi di nuoto specifici per la loro patologia anche nelle piscine Comunali, portarli ad una efficiente autonomia natatoria, al fine di ottenere l’inserimento nei corsi collettivi settimanali, e ove possibile, avviarli all’attività agonistica, e tutto questo può nascere solo dallo “stare bene in acqua”. Il “ percorso” , non vuole divenire un modello a sostituzione dei corsi natatori per ragazzi con “specifiche necessità”, ma solo un modo per visualizzare attraverso le proprie sensazioni, emozioni e sperimentazioni, quali modelli e percorsi tecnici un domani il proprio figlio/a andrà a percepire e andrà ad attuare . AUSportiva, attraverso il suo multidisciplinare parco Tecnico, ha voluto quindi proporre questo particolare metodo, utilizzando una nuova e innovativa proposta “tecnico- applicativa” rivolta ad un numero ristretto di genitori e/o accompagnatori, ritenuti anch’essi<br>“speciali”, proprio come lo sono i loro figli o i loro assistiti. L’obbiettivo primario posto, sarà la conoscenza dell’ACQUA attraverso le sue proprietà e caratteristiche nonché, i primi approcci per quanto concerne la fase più importante quale è “L’AMBIENTAMENTO ACQUATICO”. Questo:</p>



<p><br>PROGRAM SETTING-IN PERIOD SPECIALE (Programma speciale di ambientamento), vuole divenire<br>una base di partenza per tutti coloro che, con il proprio figlio/a o conoscente, vorranno<br>sperimentare:</p>



<ul><li>l’ambientamento acquatico attraverso una nuova cultura dell’acqua;</li><li>alcune tecniche e metodologie per un corretto e adeguato processo di conoscenza e padronanza<br>nello “stare bene in acqua”</li><li>la conoscenza dell’acqua, importante trasmettitore di “emozioni”;</li><li>la filosofia di AUSPORTIVA sull’abbattimento delle barriere culturali e sociali attraverso lo sport.<br>L’identificazione di una struttura consona ad accogliere l’utenza diversamente abile.<br>Attraverso “la sperimentazione GENITORI/FIGLI” – CAREGIVER/ALLIEVO, si dovranno consolidare nuove<br>proprie potenzialità e trarne tutti i benefici, percorrendo due strade le quali portano a:</li><li>l’attività adattata (percorso irrinunciabile per conseguire un reale sviluppo prestativo)</li><li>l’attività integrata (chiave di volta per far si che lo sport rappresenti la strada maestra per un<br>corretto e concreto reinserimento sociale)<br>Il programma si propone dunque di “formare” ed “informare” i genitori , i volontari e gli<br>accompagnatori, rispetto ad un adeguato approccio degli utenti, all’attività in acqua. Un<br>programma che propone in modo coinvolgente per “mettersi in discussione”, conoscendo<br>l’elemento H2o in cui fanno attività i propri figli/e o i propri assistiti. E’ un momento per fare<br>attività, un modo univoco per raggiungere una buona conoscenza e padronanza delle principali<br>gestualità tecniche in ambito natatorio, e la presa di coscienza dei primi rudimentali e fondamentali<br>fattori che determinano il benessere psicofisico in acqua.</li><li></li></ul>



<p>Quali sono le tue più grandi soddisfazioni ricevute in questo ambito?</p>



<p><br>Vedere persone fantastiche come la mia Martina Foglia, raggiungere obiettivi incredibili e<br>nel vederla felice in acqua. Sono queste le cose che ancora mi emozionano e mi fanno<br>amare il mio lavoro.</p>



<p></p>



<p>Questa intervista dimostra come a volte la passione possa coincidere con il lavoro e come attraverso la tenacia e la costanza di pochi si arrivi a creare una realtà che possa attivamente aiutare le persone con disabilità a migliorare la propria qualità di vita, attraverso il raggiungimento di obiettivi che si pensavano irraggiungibili, aumentando così la loro autostima e la loro capacità di relazione con l&#8217;altro. Ringraziamo infinitamente Bruno Frangi per la sua infinità disponibilità .</p>



<p><br>PS caro Bruno ti ringrazio personalmente per tutto quello stai facendo per me e per tutte le persone con disabilità nel campo del nuoto! Se ho raggiunto importanti traguardi è anche merito tuo; ti stimo tantissimo e ti voglio bene! So che non me ne vorrai, ma questa intervista la vorrei dedicare ad una persona molto importante per me che sta rinascendo da un&#8217;impresa molto ardua. Ho iniziato proprio con lei la mia sfida con l&#8217;acqua, un grazie immenso a Federica Gentile, sapete a volte per affrontare l&#8217;acqua ci vuole coraggio e anche grazie a lei se l&#8217;ho acquisito. Nella vita ci vogliono persone che hanno coraggio di affrontare imprese che inizialmente sembrano essere impossibili.</p>



<p></p>
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		<title>C.S. Torna Diversinsieme a Milano !</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 16:50:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani è lieta di annunciare – e di invitarVi – alla prossima edizione di Diversinsieme: sabato 4 maggio dalle ore 11.00 alle ore 18.00 presso Biblioteca Chiesa Rossa (MM2, fermata:&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17468" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/Diversinsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> è lieta di annunciare – e di invitarVi – alla prossima edizione di <strong>Diversinsieme:</strong></p>



<p><strong>sabato 4 maggio dalle ore 11.00 alle ore 18.00</strong></p>



<p><strong>presso Biblioteca Chiesa Rossa (MM2, fermata: Abbiategrasso)</strong></p>



<p><strong>DIVERSINSIEME</strong></p>



<p>Una giornata dedicata all&#8217;inclusione sociale e alla conoscenza reciproca; la diversità è parte della nostra specie e del nostro mondo ed è una risorsa! Ma quanti hanno anche paura di chi (o di ciò) che è differente o non ancora conosciuto? Come si può superare la paura e come si posso abbattere i pregiudizi e gli stereotipi? Con l&#8217;incontro, la compagnia, le domande e le risposte.</p>



<p>Venite, dunque, a conoscerci! Molte le attività in programma, come potete leggere sul volantino: musica, arte, laboratori ludico-creativi, e cultura.</p>



<p>La giornata è per grandi e bambini, per coloro che hanno voglia di mettersi in gioco, di creare legami, di fare festa. </p>



<p>DIVERTIMENTO e RIFLESSIONE, questo siamo noi!</p>



<p>E vi aspettiamo numerose-i, con i figli, nipoti, studenti, alunni, amiche, amici, familiari, etc&#8230;</p>



<p>Facciamo numero, facciamo sentire le nostre voci (anche cantando!).</p>



<p>SAVE THE DATE: sabato 4 maggio, presso Biblioteca Chiesa rossa a Milano. Orario: 11-18. Evento organizzato da Associazione Per i Diritti umani</p>
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		<title>Più di 150 medici stranieri rischiano di perdere l&#8217;accesso alla specializzazione a causa del permesso di soggiorno per studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 09:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi Così la richiesta e l&#8217;appello&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/01/02/piu-di-150-medici-stranieri-rischiano-di-perdere-laccesso-alla-specializzazione-a-causa-del-permesso-di-soggiorno-per-studio/">Più di 150 medici stranieri rischiano di perdere l&#8217;accesso alla specializzazione a causa del permesso di soggiorno per studio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="808" height="454" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 808w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></a></figure>



<p><strong><em>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17346" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure></div>



<p>Così la richiesta e l&#8217;appello dell&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme alla Commissione medici e professionisti della sanità stranieri &#8211; giovani e al Movimento Uniti per Unire al Presidente della repubblica e al Presidente del Governo Italiano e ai ministri competenti per risolvere e consentire ai medici stranieri che hanno superato la prova di ammissione di accedere alle specializzazioni senza muri burocratici; vista l&#8217;enorme carenza di medici specialisti e infermieri in Italia non è umano continuare a mettere muri contro i professionisti della sanità di origine straniera senza motivi validi anche perchè  in numerose regioni stanno salvando la sanità pubblica e privata.</p>



<p>.<strong>Quali sono i requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e all&#8217;esame di specializzazione? Cittadinanza italiana o cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea? Ai sensi dell’art. 38 D.Lgs. 165/01 e s.m.i, possono partecipare: i cittadini italiani o i cittadini di uno degli Stati Membri dell’Unione Europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, che siano titolari del diritto di soggiorno oppure i cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno UE o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello stato di protezione sussidiaria (ai candidati non italiani è in ogni caso richiesta un’adeguata conoscenza della lingua italiana).</strong></p>



<p><strong>La storia</strong>: sta succedendo in tutta Italia. Medici stranieri extracomunitari esclusi dalla specializzazione anche se vincitori di concorso. Hanno scelto di spostarsi dal loro Paese e luogo di origine per formarsi al meglio e iniziare un percorso formativo, ma si trovano in un limbo di insicurezze, con stipendi bloccati, con colleghi che decadono dalla graduatoria ogni tot giorni e con risposte ambigue e senza puri riferimenti di legge dalle segreterie universitarie, dal nord al sud. Chi di loro ha richiesto spiegazioni in merito ha ricevuto come risposta “seguirà il provvedimento motivato dell&#8217;esclusione “. I giovani medici, oltre il carico di stress dell&#8217;inizio di un nuovo percorso in un altro Paese, devono affrontare tutti i giorni anche la pressione da parte dell&#8217;università di provvedere al più presto con la conversione del permesso di studio in permesso di lavoro, pena esclusione dalla specializzazione, cosa attualmente impossibile per chi vuole iniziare un percorso di formazione inquadrato come borsa studio e che ha ricevuto dal Paese di provenienza un Visto di studio. Tale decisione è stata comunicata tramite decreto aggiuntivo del 23 novembre art 4 comma 4 dal MIUR agli Atenei ma in nessun modo ai medici direttamente interessati da questo provvedimento.&#8221; </p>



<p>L&#8217;Amsi insieme al Movimento Uniti per Unire esprime il suo rammarico per questo trattamento nei confronti dei giovani colleghi che vengono esclusi da un giorno all&#8217;altro e senza preavviso o un minimo di garanzie nonostante frequentassero regolarmente nei reparti ospedalieri a loro assegnati dalla Scuola di Specializzazione. ln Italia mancano medici, in tutte le specialità, e se il trattamento è questo non ci possiamo lamentare dei “cervelli in fuga” e delle carenze di personale SSN. Amsi ribadisce il suo impegno a sostenere tutti i professionisti della sanità italiani e di origine straniera come fa da sempre. Più di 1000 strutture e dipartimenti e poliambulatori e servizi pubblici e privati non hanno chiuso grazie all&#8217;ingresso dei professionisti della sanità di origine straniera; più di 3300 professionisti della sanità italiani hanno chiesto all&#8217;Amsi, da maggio del 2023, di volere lavorare all&#8217;estero (Paesi del Golfo) con aumento del 60% da settembre; più di 7 mila richieste di professionisti della sanità giunte all&#8217;Amsi negli ultimi 3 anni, più di 100 mila professionisti della sanità di origine straniera esercitano in Italia con un aumento del 45% di ingressi negli ultimi 3 anni e poi di 1000 convegni e congressi per tutte le professioni e tutte e nazionalità dal 2000 in collaborazione con le nostre associazioni e comunità appartenenti al Movimento Uniti per unire e Unione medica euro mediterranea (UMEM). &#8220;Sono alcune cifre che rendono la nostra realtà tra i primi difensori della sanità in Italia e anche all&#8217;estero e non accettiamo più muri, offese e distinzioni di professionisti e medici di serie A e serie B&#8221;, <strong>così dichiara Foad Aodi Presidente AMSI e docente a Contratto all&#8217;Università di Tor Vergata.</strong></p>



<p>Infine, l&#8217;Amsi si rivolge a tutti gli albi professionali di prendere posizione e tutelare i nostri colleghi perché siamo tutti medici italiani e rispettiamo i nostri doveri e la legge italiana, ma chiediamo che vengano rispettati i diritti senza discriminazione.</p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio): l&#8217;evento</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 09:38:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani è fiera di invitarvi all&#8217;evento relativo al progetto Raccontarsi (a modo mio)&#8221; a cura della nostra collaboratrice Jorida Mbroçi (Dervishi): domenica 9 ottobre &#8211; ore 1630 &#8211; presso la&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani è fiera di invitarvi all&#8217;evento relativo al progetto Raccontarsi (a modo mio)&#8221; a cura della nostra collaboratrice Jorida Mbroçi (Dervishi):</p>



<p></p>



<p><strong>domenica 9 ottobre &#8211; ore 1630 &#8211; presso la Casa dei diritti di Milano</strong> (Via Edmondo De Amicis, 10, MM2, fermata Sant&#8217;Ambrogio)</p>



<p></p>



<p>Verranno raccontate storie di persone italiane e straniere; testimonianze di riscatto, di rinascita, di lotta con l&#8217;intento di dialogare con il pubblico per far emergere le parti più nobili dell&#8217;umanità, i princìpi positivi, la solidarietà che dovrebbe accompagnare ogni percorso di vita. Giovani e meno giovani, persone differenti per nazionalità, formazione, genere, personalità, diverse, ma uniche arricchiranno un pomeriggio all&#8217;insegna della riflessione, dell&#8217;allegria, del confronto. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo ! </p>



<p></p>



<p>Con il patrocinio della Commissione Pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano; <strong>ringraziando Diana De Marchi, consigliera e presidente della commissione. </strong></p>
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		<title>Sono solo parole?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 08:07:49 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/09/13/sono-solo-parole/">Sono solo parole?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/giusta.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="310" height="163" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/giusta.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16599" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/giusta.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 310w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/giusta-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></figure></div>



<p>di Filippo Cinquemani </p>



<p><br>E&#8217; sotto gli occhi di tutti, o almeno sotto i miei, in quanto attivista, che stiamo vivendo un momento<br>di grande vivacità riguardo i movimenti sociali e culturali.<br>Un momento in cui si cerca, a volta con fatica, di andare sempre più verso l&#8217;inclusività sociale e non solo.<br>L’inclusività è un percorso che passa anche attraverso il linguaggio, cioè il modo in cui si dicono le cose e soprattutto si definiscono le persone.<br>Sinceramente, da persona gender fluid, non ho nessun problema a utilizzare il maschile per<br>definirmi o per essere definito. Sono sensibile però le istanze di molte persone che, da non-binarie<br>(né maschili né femminili) si trovano in difficoltà con una lingua che non sembra prevedere la loro<br>esistenza. Spesso, soprattutto per pigrizia, si liquida l&#8217;argomento con affermazioni del tipo: “si è sempre detto<br>così…”, oppure: “sono solo parole in fondo”; Sembrano questioni di poco conto, ma la lingua è il principale mezzo che utilizziamo per trasmettere la nostra visione del mondo.<br>Le parole hanno un peso, possono ferirci ma anche farci stare bene.<br>Già negli anni ottanta, la linguista e saggista Alma Sabatini nel libro “Il sessismo nella lingua<br>italiana” sottolineava come nel nostro uso della lingua italiana, lo spazio dato al maschile è ancora molto ampio e questo, in qualche modo, corrobora il principio della marginalità della donna e delle persone non binarie nella nostra società. In italiano, infatti, si usa tuttora il maschile, cosiddetto pervasivo, per riferirsi ad una folla che comprende persone di sesso e genere differente.<br>Le mie conclusioni sono quindi che, se il linguaggio non influenza la società spesso ne è lo specchio. La lingua ,del resto, come la società è in continuo cambiamento, anche se questo cambiamento non è sempre ben visibile. Escono ed entrano nel nostro vocabolario comune un numero non indifferente di parole.<br>Nel caso specifico, dell&#8217;adozione del neutro, ne sente la necessità una parte di popolazione che vuole essere riconosciuta ed è stufa di vivere nell&#8217;invisibilità dell&#8217;indefinito e indefinibile.<br>Possiamo quindi sforzarci di venire incontro a questo bisogno? Fosse facile. Non bisogna essere linguisti per accorgersi che la nostra lingua non prevede un neutro; ci sono però varie strategie pensate e adottate negli ultimi anni per venire incontro a<br>questa esigenza linguistica. I più diffusi sono: l&#8217;asterisco nello scritto, la circonlocuzione (care<br>persone…), la sostituzione della O con la U e lo SCHWA (nel caso non sapeste di che si tratta<br>consultate pure la rete).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="615" height="861" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 615w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait-214x300.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></figure>



<p><br>Come mi regolo io malgrado la mia pigrizia? Li uso un po&#8217; tutti, alcuni più di altri, soprattutto in contesti in cui questo può essere particolarmente apprezzato.<br>Ci vorrà molto tempo probabilmente perchè si affermi un&#8217;unica soluzione linguistica per formare il<br>neutro. Personalmente credo però che come la società è formata dai suoi componenti, così la<br>lingua la fanno i parlanti.</p>
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