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	<title>interessi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Crisi ucraina: quando la guerra non è mai la soluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 08:48:35 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>Il pericolo di un nuovo conflitto mondiale tra interessi economici e geopolitici. Ma cosa realmente muove questa possibile guerra? &#8220;Sembra che gli Stati Uniti e la Russia stiano giocando al tiro alla fune, ed è tempo di ritenere entrambi responsabili”, dicono i pacifisti ucraini.21 febbraio 2022Dale Zaccaria</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.peacelink.it/conflitti/a/49001.html#?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img src="https://cdn.peacelink.org/images/26216.jpg?format=jpg&amp;w=300&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Anche in Ucraina la soluzione è la Pace"/></a></figure>



<p>(da peacelink.it)</p>



<p>In queste ore sale la tensione politica e diplomatica su quello che potrebbe essere lo scenario di un nuovo conflitto mondiale. La Russia dà prova di forza e mostra i muscoli con simulazioni militari e lancio di missili, mentre le sue truppe sono allineate sul confine ucraino. Dall’altra parte gli USA di Biden insieme agli inglesi foraggiano  l’Ucraina, dando loro armi. Lo scenario chiaramente rimanda alla Guerra Fredda, ora con il reale pericolo di un calda primavera. Boris Johnson ha appena affermato che «la Russia sta pianificando la più grande guerra in Europa dal 1945», Macron si mobilita telefonando a Putin per evitare il conflitto, intanto la Presidente della Commissione Europa, Ursula Von der Leyen, bacchetta da Bruxelles. E Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato dichiara: &#8220;La Russia sta cercando di riscrivere le regole dell&#8217;ordine internazionale (…) Se l&#8217;obiettivo  è avere meno Nato alla fine avrà più Nato&#8221;. Prosegue quindi la disputa politica con minacce di pesanti sanzioni alla Russia. </p>



<p>Ma cosa realmente muove questa possibile guerra,&nbsp;<strong>quali sono gli interessi in gioco</strong>?</p>



<p>Sono sicuramente molteplici: abbiamo l’industria bellica da un lato, l’interesse economico del gas dall’altro e mire geopolitiche. L’asse Russia-Cina spaventa l’America, sempre pronta con qualsiasi pretesto a dare battaglia, a fomentare golpe, a fare e disfare in nome della sua politica imperialista, afferma il noto linguista&nbsp;<strong>Noam Chomsky</strong>: &#8220;Biden come Trump o peggio. Nulla è cambiato nella politica estera degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti fanno quello che devono fare per poter controllare il mondo&#8221;.</p>



<p>Poi abbiamo una guerra parallela quella dovuta al gas. Il giornalista Alberto Negri ne delinea con lucidità i motivi, leggiamo in un suo articolo:&nbsp; &#8220;Ucraina? La posta in gioco è una simulazione di guerra sì, ma del gas. La verità che è che gli americani vogliono far saltare il gasdotto Russia-Germania, il Nord Stream 2, dove nel consiglio è entrato anche l’ex cancelliere Schroeder. La sua caratteristica principale, quella che non piace agli americani, è di bypassare completamente gli Stati Baltici, quelli di Visegrad, l’Ucraina e la Bielorussia, spazzando via così qualsiasi eventuale pretesa da parte di questi Paesi di fare pressione su Mosca. Questi Paesi, tranne ovviamente la Bielorussia, pedina manovrata da Mosca, sono in gran parte pedine manovrate, attraverso la Nato, dagli Usa&#8221;.</p>



<p>La regione del Donbass è il terreno di scontro e anche il pretesto di questa irrazionale guerra. Tra accuse e contro-accuse da parte dell’Ucraina e di Mosca, su chi per primo abbia iniziato il conflitto, un conflitto che poi va avanti da anni, sappiamo che migliaia di civili in queste ore stanno lasciando la regione del Donbass, una regione indipendentista di matrice filorussa. Il pacifista&nbsp;<strong>Yurii Sheliazhenko</strong>, obiettore di coscienza, è esponente del Beoc (Ufficio europeo obiezione di coscienza) e della War Resisters’ International (Internazionale dei resistenti alla guerra)&nbsp;scrive:</p>



<p>“Il governo ucraino si prepara alla guerra con la Russia a causa delle truppe russe ammassate nelle vicinanze, mentre le repubbliche separatiste filo-russe del Donbass si stanno preparando per la guerra con l’Ucraina a causa delle truppe ucraine ammassate nelle vicinanze.&nbsp;La Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina riferisce dell’intensificarsi delle violazioni del cessate il fuoco. Ci sono informazioni nei media sui bombardamenti delle aree residenziali urbane e sulle&nbsp;<strong>vittime civili su entrambi i lati del conflitto armato</strong>. L’Ucraina e gli Stati Uniti si sono scambiati con la Russia accuse sprezzanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU.&nbsp;Le sanzioni economiche sono sul tavolo alla Casa Bianca, le alleanze anti-Occidente e il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste sono sul tavolo al Cremlino. Si costruiscono coalizioni, si perdono facce, si fanno minacce e si cominciano colpi distruttivi limitati. È così che si intensificano i conflitti.&nbsp;Sembra che gli Stati Uniti e la Russia stiano giocando al&nbsp;<strong>tiro alla fune</strong>, tirando su le estremità opposte dell’Ucraina. Quindi&nbsp;è tempo di ritenere entrambi responsabili&#8221;.</p>



<p>Anche i movimenti pacifisti italiani si sono mobilitati per scongiurare un possibile conflitto nucleare.&nbsp;<strong>PeaceLink</strong>&nbsp;ha lanciato una petizione firmata da giornalisti dal calibro di&nbsp;<strong>Riccardo Iacona</strong>, manifestazioni sono in corso in tutta Italia, ieri si è conclusa quella a Napoli con la presenza di padre&nbsp;<strong>Alex Zanotelli</strong>&nbsp;che scrive una lettera intensa e accorata:&nbsp;</p>



<p>&#8220;Viviamo un momento drammatico della storia umana. Siamo sotto la minaccia dell’ “inverno nucleare” e dell'&#8221;estate incandescente&#8221;! La prima provocata da una guerra nucleare e la seconda dalla paurosa crisi ambientale. In questo momento, per la crisi Ucraina, siamo terrorizzati dalla minaccia di una guerra nucleare. Tutto questo è il frutto amaro di una folle corsa mondiale al riarmo, soprattutto atomico. Stiamo infatti militarizzando il cielo e la terra. Il cielo è diventato anch’esso teatro di scontro. L’uomo più ricco della terra, Elon Musk, ha già inviato nello spazio 1.900 satelliti, ma ha già intenzione di spedirne altri 42.000. La Cina lo ha già accusato di spionaggio a favore degli USA e ha testato il suo razzo ipersonico che elude ogni difesa. Siamo ormai alle ‘star wars’ (le guerre stellari), come le chiamava Reagan. Ma non contenti di militarizzare il cielo, stiamo supermilitarizzando il Pianeta Terra che è diventato una discarica di armi (non dimentichiamo che le armi sono, insieme allo stile di vita di pochi, la causa del disastro ambientale.)”.</p>



<p>Ed è proprio l’<strong>industria bellica</strong>&nbsp;l’altro elemento sullo scacchiere di questa disputa internazionale. Come intende l’America proteggere I suoi alleati Europei è molto chiaro: attraverso le armi. Riporta la notizia la redazione de Il Faro di Roma:&nbsp;“I primi affari sono andati a buon porto in Polonia che acquisterà 6 miliardi di dollari in carri armati statunitensi, ponti d’assalto ed esplosivi. A darne notizia è il segretario alla difesa Lloyd Austin. Gli Stati Uniti venderanno 250 carri armati M1A2 Abrams alla Polonia per rafforzare ulteriormente le capacità di difesa lungo il fianco orientale della NATO con la Russia. L’annuncio è stato fatto venerdì durante una sua tappa a Varsavia per incontrare il ministro della difesa Mariusz Blaszczak. “Questa è la versione più moderna del carro armato Abrams e fornirà alla Polonia una capacità di carri armati altamente avanzata che rafforzerà anche la nostra interoperabilità con le forze armate polacche, aumentando la credibilità dei nostri sforzi combinati di deterrenza in quelli di altri alleati della NATO”, ha affermato Austin.</p>



<p>Il discorso di un’entrata dell’Ucraina nella Nato contro la volontà e le paure dei russi è solo una prima facciata di un discorso molto più complesso, dove, ripetiamo , interessi bellici, economici, e geopolitici sono al centro di un conflitto che potrebbe avere degli scenari terribili per tutti noi.&nbsp;</p>



<p>La guerra non è mai una giusta soluzione. La guerra non è la soluzione. Perché è solo portatrice di una irrazionale e folle distruzione dell’umanità.&nbsp;E&#8217; impegno, in questo momento così delicato, di tutta la societa&#8217; civile sensibilizzare ed essere attivi per la difficile situazione in Ucraina, dove l&#8217;Italia come membro della Nato ha un ruolo non secondario, per fermare una possibile escalation militare e bellica che equivarebbe a un nuovo conflitto mondiale. Non è in gioco solo la pace, ma la vita di tutti.&nbsp;</p>
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		<title>Mai più bombe italiane sul popolo yemenita</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 22:04:14 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/UKpPysKKeWmXSdH-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9152" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/UKpPysKKeWmXSdH-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="650" height="365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/UKpPysKKeWmXSdH-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 650w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/UKpPysKKeWmXSdH-800x450-noPad-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<p>In Yemen una spaventosa epidemia di colera ha già colpito circa duecentomila persone provocando migliaia di morti, soprattutto bambini.</p>
<p>A provocarla è stata una guerra assurda ed annosa. La coalizione a guida saudita, cui già si imputano numerosissimi crimini contro l&#8217;umanità, ha bombardato indiscriminatamente scuole, ospedali, rete idrica, privando i cittadini di quel paese dell&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile ed ai beni di prima necessità. Il colera fa il maggior numero di vittime tra i bambini malnutriti.</p>
<p>Tra le bombe utilizzate in questo massacro ce ne sono tante di fabbricazione italiana. Il nostro paese, nonostante la sua Costituzione fondata sul più assoluto spirito di pace, in barba ai trattati internazionali che proibiscono forniture di armi a paesi in guerra, produce ed esporta verso l&#8217;Arabia Saudita arsenali di morte.</p>
<p>Non vogliamo essere corresponsabili della tragedia in corso in Yemen. Pertanto chiediamo a Voi, che siete i custodi veri del diritto e della nostra Costituzione, di fare in modo che questi traffici di morte abbiano fine. Le esportazioni di bombe verso l&#8217;Arabia Saudita vanno immediatamente interrotte. La fabbrica sarda che produce quelle bombe assassine deve essere immediatamente riconvertita.</p>
<p>Il governo italiano deve agire per una rapida soluzione diplomatica del conflitto in Yemen e impegnarsi in un&#8217;azione tempestiva di soccorso a quella popolazione martoriata anche con il nostro concorso.</p>
<p>L&#8217;Italia è e deve rimanere un paese di pace ed amicizia tra i popoli.</p>
</div>
<p>PER FIRMARE LA PETIZIONE: <a href="https://www.change.org/p/mai-piu-bombe-italiane-sul-popolo-yemenita/sign?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=770344&amp;alert_id=yNrBhAtQHA_iqR6qtxnMVs0vpKk9qPLIqJ7lmmamALUnTOSatPVyY5VQEJdNiiS79mxB3VTFukq&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/mai-piu-bombe-italiane-sul-popolo-yemenita/sign?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=770344&amp;alert_id=yNrBhAtQHA_iqR6qtxnMVs0vpKk9qPLIqJ7lmmamALUnTOSatPVyY5VQEJdNiiS79mxB3VTFukq&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
</div>
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<div class="box border-rounded-t phn sm-phm xs-phm ptm pbn mtl mbn type-s"><strong class="type-weak">Questa petizione sarà consegnata a:</strong></p>
<ul class="list-space-m">
<li><strong>Presidente del Senato della Repubblica</strong><br />
Pietro Grasso (Presidente del Senato della Repubblica)</li>
<li><strong>Presidente Della Repubblica Italiana</strong><br />
Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana)</li>
<li><strong>Presidente della Camera dei Deputati</strong><br />
<a class="link-stealth" href="https://www.change.org/decision-makers/laura-boldrini-43?utm_source=rss&utm_medium=rss">Laura Boldrini</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 07:24:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il diritto alla bellezza. Il diritto all&#8217;Arte: dovrebbero essere diritti universali,appartenenti a tutti. Ecco perchè è da leggere il saggio della giornalista Simona Maggiorelli intitolato Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata, Asino d&#8217;oro edizioni.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8968" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="546" height="796" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 546w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata-206x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 206w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
<p>Il diritto alla bellezza. Il diritto all&#8217;Arte: dovrebbero essere diritti universali,appartenenti a tutti.</p>
<p>Ecco perchè è da leggere il saggio della giornalista Simona Maggiorelli intitolato <i>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</i>, Asino d&#8217;oro edizioni.</p>
<p>La ricerca prende l&#8217;avvio dai celebri affreschi rupestri delle grotte di Chauvet e Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna a cui si sono rifatti artisti moderni quali: Picasso, Matisse, Modigliani, Moore, Pollok e altri. Con l&#8217;apporto dello psichiatra Massimo Fagioli l&#8217;autrice cerca il significato profondo di quei tratti e di quelle figure, il legame tra pensiero e linguaggio figurativo, il bisogno e il desiderio di esprimere la realtà. Il Prof. Fagioli, nell&#8217;ultimo capitolo, avanza l&#8217;ipotesi che le donne siano state le prime artiste della Storia, le donne del Paleolitico. Le donne incinte o che avevano appena partorito, mentre l&#8217;uomo era a caccia, restavano nelle caverne, imparando a cuocere la carne, utilizzando il fuoco e, oltre a questo, iniziando a raffigurare ciò che le circonda, forse per caso, semplicemente stando con i loro bambini. C&#8217;è un discorso, alla base di questa teoria, che riguarda la differenza di genere: gli uomini tutelano la sopravvivenza, le donne sono più portate a sviluppare la creatività.</p>
<p>Il secondo capitolo del saggio (dedicato alla memoria dell&#8217;archeologo siriano Khaled al-Assad) si occupa di iconoclastia e, ancora una volta, il punto di vista è molto originale: la Maggiorelli, infatti, sottolinea il fatto che accanirsi contro le opere d&#8217;arte sia un mezzo per procurare lesioni psichiche ad una popolazione, per colpire la società e per annientare la capacità di immaginazione che caratterizza l&#8217;umanità intera. Ma, dopo aver analizzato le motivazioni alla base dell&#8217;iconoclastia islamica (che non sempre fu tale) e dopo aver  spiegato  le motivazioni che inducono gli affiliati dell&#8217;Isis a compiere azioni di devastazione, viene preso in considerazione anche il nostro Passato, il “nostro” in quanto cristiani e occidentali: legittimati dalla conversione di Costantino, nel 313, una volta conquistato il Potere, i Cristiani da perseguitati diventarono feroci persecutori dei pagani. La crisi iconoclasta, poi, si conclude nell&#8217;843 quando viene stabilita l&#8217;ortodossia: icone fisse, immagini ieratiche disincarnate e astratte.</p>
<p>Il corpus del testo riguarda il nostro Paese: il saccheggio del patrimonio artistico in Italia e, secondo i dati e i riferimenti che vengono proposti al lettore, purtroppo, si evidenzia che tutti governi, dal dopoguerra in poi, non hanno tutelato il nostro Bene comune, anzi. Dalle ruberie durante il periodo nazifascista, all&#8217;impegno dei partigiani di recuparare alcune delle opere trafugate e vendute; dall&#8217;articolo 9 della Costituzione che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione” fino alla messa sul mercato proprio del nostro paesaggio, dei nostri monumenti, dei nostri edifici da parte di Craxi, Franceschini, Berlusconi, Renzi&#8230;per un intreccio mefistofelico tra interessi politici ed economici. Da dove ripartire si chiedono gli autori? (Tommaso Montanari ha scritto la prefazione del libro). Dal coraggio civile come quello dei tre dipendenti della biblioteca dei Girolamini di Napoli che hanno denunciato il saccheggio sistematico di opere antichissime.</p>
<p>Il dovere da parte della società civile, quindi, è anche un diritto alla Cultura perchè solo la Cultura e la Bellezza portano all&#8217;evoluzione psichica, emotiva, interiore e, quindi, indirizzano le scelte e i comportamenti umani.</p>
<p>Di seguito il video della presentazione del saggio al Salone del Libro di Torino, edizione 2017</p>
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		<title>Artisti per GAZA: una tre giorni dedicata alla Palestina</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 07:55:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, l&#8217;Associazione per i Diritti Umani è felice di invitarvi a questo importantissimo evento. Focus Palestina. &#8220;Artisti per Gaza&#8221; è una mostra collettiva organizzata da ACM Casa delle Culture e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="e09ko-0-0"><span data-offset-key="e09ko-0-0"><span data-text="true">Care amiche e cari amici, l&#8217;Associazione per i Diritti Umani è felice di invitarvi a questo importantissimo evento. Focus Palestina. </span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="e09ko-0-0">&#8220;Artisti per Gaza&#8221; è una mostra collettiva organizzata da ACM Casa delle Culture e fortemente dal giornalista Farid Adly, che sarà presente all&#8217;inaugurazione con il Dr. Khader Tamimi, Presidente della Comunità Palestinese di Lombardia.</div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4h7jd-0-0"><span data-offset-key="4h7jd-0-0"><span data-text="true">Vi aspettiamo!!!</span></span></div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4h7jd-0-0"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7155" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-579" width="453" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 453w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></a></div>
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		<title>Facciamo il punto sulla SIRIA con Daniele Biella</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 06:52:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Associazione per i Diritti umani ringrazia sempre molto il giornalista e attivista Daniele Biella per la disponibilità. &#160; La situazione in Siria si fa ogni giorno più drammatica. Ci aiuti a capire cosa&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-98.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7127" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-98.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th-98" width="299" height="206" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>L&#8217;Associazione per i Diritti umani </i>ringrazia sempre molto il giornalista e attivista Daniele Biella per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione in Siria si fa ogni giorno più drammatica. Ci aiuti a capire cosa sta succedendo e quali sono state le basi della tragedia in corso?</p>
<p>Da una parte abbiamo la Russia che ha legami storici con la famiglia Assad – e, quindi, nessun interesse a far capitolare il regime – oltre che economici; dall&#8217;altra c&#8217;è il ruolo degli Stati Uniti e della Germania (per quanto riguarda l&#8217;Europa) che sono gli Stati più interventisti e che, nei primi anni, hanno sostenuto i ribelli con fondi e armi che, però, sono finiti anche tra le fazioni ribelli più fondamentaliste e questo ha rotto l&#8217;equilibrio interno e ha prodotto Isis. Dal secondo anno di guerra in poi si è venuto a creare un vuoto diplomatico che ha messo le basi, purtroppo, per la situazione presente, senza dimenticare anche il quarto attore &#8211; quello delle forze curde &#8211; che complica la situazione.</p>
<p>Cosa si può prevedere per il “dopo Assad”?</p>
<p>Sembra di giocare a Risiko: gli interessi sono talmente grossi che si ragiona solo per zone, per aree. Ecco perchè è così importante Aleppo: perchè chi controlla la città capitale, potrebbe sedersi ad eventuali negoziati successivi con il grande potere che è quello di avere in mano una grande parte del Paese. Per quanto riguarda Assad: Aleppo chiuderebbe il cerchio di una zona controllata dal regime e, anche geograficamente, potrebbe venire a crearsi uno Stato nelloStato. Per le fazioni ribelli: hanno accettato di sedersi al tavolo delle contrattazioni a Ginevra per gli accordi di pace, ma hanno rifiutato categoricamente di sedersi accanto ad Assad e questo è un segnale importante.</p>
<p>Oggi più che mai, quindi, il “dopo Assad” è legato al fatto che ci sia un&#8217;uscita graduale del dittatore anche se bisognerà, comunque, fare i conti con il governo attuale. Certo è che intanto il tempo passa&#8230;Siamo arrivati a cinque anni e mezzo di martirio.</p>
<p>Quali sono gli interessi che hanno portato alla devastazione della Siria?</p>
<p>Per come è organizzato oggi il mondo dal punto di vista geopolitico, la Siria è un avamposto fondamentale in Medioriente e anche per il continente africano. La Russia e la Cina da una parte, l&#8217;Europa e gli Stati Uniti dall&#8217;altra: come diceva Padre Paolo Dall&#8217;Oglio, in una delle sue ultime interviste che ho avuto l&#8217;onore di fargli, la Siria è il fulcro dove si giocano gli equilibri mondiali. Consideriamo l&#8217;importanza delle risorse naturali (gas, nucleare, etc.) per la Russia (vedi anche foreignpolicy.com): questo ci fa capire quanto la guerra in Siria sia utile per una questione di posizionamento, ma soprattutto per una questione economica. L&#8217;Occidente e la Cina sono, inoltre, strettamente legati all&#8217;Arabia Saudita per il debito estero e la loro politica in Siria potrebbe compromettere anche la situazione interna dei due Paesi: gli Stati Uniti, ad esempio, tergiversano nell&#8217;andare contro la Russia perchè sono in corso le elezioni presidenziali e questo contribuisce molto nelle decisioni da prendere.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-99.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7128 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-99.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th-99" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facciamo una riflessione e mandiamo un pensiero alla società civile siriana&#8230;</p>
<p>Ci sono vari gradi di impotenza per chi è sensibile al tema: più hai seguito le storie, più sei vicino ai profughi siriani e più prevale una sensazione di rabbia e di dolore.</p>
<p>Non c&#8217;è la volontà di portare la pace a queste persone che vivono, da anni e anni, sotto i bombardamenti e il livello del dramma è arrivato al punto di massima sopportazione se si è arrivati a far diventare delle foto icone di una guerra, foto che poi vengono semidimenticate.</p>
<p>Concretamente cosa cambia? La società italiana e occidentale, sensibilizzata, può solo continuare a denunciare ma lo fa cosciente del fatto che l&#8217;ONU non ha un peso politico tale da porre fine alla guerra. Le manifestazioni di massa hanno avuto un po&#8217; di concretezza ai tempi del conflitto in Iraq, ma non hanno portato a cambiamenti. Infine, dobbiamo operare di più e meglio sull&#8217;accoglienza, anche se la comunità europea non sta attuando ciò che ha scritto nei trattati internazionali e questo è un ulteriore segno che manchino una strada comune politica, un&#8217;unione di intenti – anche a livello di valori – per risolvere la situazione siriana.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/10/10/facciamo-il-punto-sulla-siria-con-daniele-biella/">Facciamo il punto sulla SIRIA con Daniele Biella</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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