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	<title>international Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Pronti alla svolta mondiale e uniti con coraggio per favorire il processo di pace in Medio Oriente e il dialogo tra le religioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 06:43:15 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/25/pronti-alla-svolta-mondiale-e-uniti-con-coraggio-per-favorire-il-processo-di-pace-in-medio-oriente-e-il-dialogo-tra-le-religioni/">&#8220;Pronti alla svolta mondiale e uniti con coraggio per favorire il processo di pace in Medio Oriente e il dialogo tra le religioni&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div><span style="font-size: large;"> Se si è svolta domenica 15 gennaio a Parigi, la Conferenza Internazionale per la pace in Palestina voluta dal Presidente Francois Hollande e terminata con la stesura di un documento per una soluzione a due Stati, con la partecipazione di più di 40 Ministri degli Esteri e le delegazioni di 75 Paesi ma con l&#8217;assenza proprio dei rappresentanti di Israele e Palestina, un giorno prima,  il 14 gennaio, si è tenuto in Vaticano l&#8217;incontro tra Abu Mazen e Papa Francesco: un ulteriore passo in avanti per la collaborazione tra il Vaticano e lo Stato palestinese, per favorire il dialogo interreligioso e il processo di pace in Medio Oriente. Il Presidente palestinese si è recato infatti a Roma per inaugurare la nuova Ambasciata a Borgo Pio. Ambasciata che non sarà più una &#8220;delegazione&#8221; dal momento che il Vaticano ha conferito il proprio riconoscimento diplomatico allo Stato palestinese.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">     Khalil Altoubat, Consigliere politico di Abu Mazen in Italia, membro del Consiglio per le Relazioni con l&#8217;Islam italiano presso il Viminale e consigliere diplomatico della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), presente a fianco ad Abu Mazen alla cerimonia di apertura ufficiale, in Via di Porta Angelica, commenta: &#8220;Data la grande importanza della Santa Sede per l&#8217;Italia e per tutto il mondo, sul piano sia religioso che politico-internazionale, il pieno riconoscimento diplomatico che il Vaticano ha fatto, il 14 gennaio, dello Stato di Palestina, può rappresentare una spinta  molto forte perché anche altri Paesi facciano questa scelta. Del resto, sappiamo bene quanto Papa Francesco sia sensibile ai diritti di tutte le confessioni religiose e di tutti i popoli, e all&#8217;esigenza, ormai improrogabile, di rilanciare davvero il processo di pace in Medio Oriente&#8221;.  </span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-756.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8030" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-756.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-756.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-756-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-756-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></span></div>
<div><span style="font-size: large;">   </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">  &#8220;Quello che è accaduto a Roma  è sicuramente un fatto storico, che aiuta molto il processo della pace in Medio Oriente, nonostante le numerose difficoltà che sappiamo&#8221;, lo commenta Foad Aodi, Presidente delle Co-mai, del Movimento Internazionale Uniti per Unire e Fondatore   della (CILI- Italia), Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">&#8220;La Co-mai &#8211; aggiunge &#8211; prosegue il suo impegno, con Uniti per Unire e con  CILI- Italia, a sostegno anzitutto della svolta mondiale di Papa Francesco: con la sua apertura totale all&#8217;Islam e alle altre religioni, purché vissute senza strumentalizzazioni politiche, e per la tutela anche dei giusti diritti di immigrati e rifugiati, nel rispetto della legge e senza scorciatoie demagogiche. Speriamo davvero che il 2017 sia l&#8217;anno di una svolta costruttiva per il processo di pace tra israeliani e palestinesi e per la lotta al terrorismo cieco e disumano&#8221;.  </span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Circa la Conferenza di Parigi, Aodi ribadisce l&#8217;urgenza di una ripresa dei negoziati diretti, senza strumentalizzazioni e con la collaborazione costruttiva e l&#8217;impegno di tutti gli altri Paesi. &#8220;Nella mia veste, cerco sempre di portare avanti, su vari terreni, un messaggio di pace e di avvicinamento tra i popoli, cercando di far capire che la strada per la libertà e per il benessere collettivo passa dal dialogo, dall&#8217;apertura e dalla pace. La guerra &#8211; come tragicamente ci insegnano la storia e le vicende alle quali stiamo assistendo in tante parti del mondo &#8211;  è dannosa per qualsiasi popolo o religione. Speriamo che questo messaggio sia stato percepito anche dai partecipanti alla Conferenza internazionale di Parigi. Rivolgiamo, inoltre, il nostro invito al neo Presidente americano Donald Trump, 4 giorni prima del suo insediamento ufficiale, affinché sostenga il  dialogo con tutte le parti e le religioni del Medio Oriente rafforzando il processo di pace e il dialogo interreligioso&#8221;.</span></div>
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		<title>Il cammino silenzioso delle donne migranti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ringrazia moltissimo tutti i partecipanti e A.D.R.I. (con Silvia Dumitrache) per l&#8217;incontro sulle donne migranti: famiglie lontane, sacrifici, impegno, tratta di esseri umani e molto altro. Di questo si&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ringrazia moltissimo tutti i partecipanti e A.D.R.I. (con Silvia Dumitrache) per l&#8217;incontro sulle donne migranti: famiglie lontane, sacrifici, impegno, tratta di esseri umani e molto altro.</p>
<p>Di questo si discuterà ancora e si faranno proposte concrete al Comune di Milano e alle istituzioni nazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A breve pubblicheremo il video del convegno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8007" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-751-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8010" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-748-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8012" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-746-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8005" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-753-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8013" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="360" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-745-168x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8011" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-747-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8009" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-749-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8006" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1142" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1142w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-752-1024x575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1142px) 100vw, 1142px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8008" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-750-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Aggiornamenti sull’Argentina. Intervista a Patricia Ocampo, di Argentinos para la victoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 11:35:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; Mesi fa scrivevo su questa stessa rubrica sull’aria neo fascista che tirava in Argentina sotto il governo di Macri. Qualche tempo dopo scrissi un articolo sull’imprigionamento di Milagro Sala. Oggi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Mesi fa scrivevo su questa stessa rubrica sull’aria neo fascista che tirava in Argentina sotto il governo di Macri. Qualche tempo dopo scrissi un articolo sull’imprigionamento di Milagro Sala.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Oggi le cose non sono per niente migliorate e ci troviamo di nuovo di fronte a un’ondata di forti repressioni.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il popolo mapuche che lotta per le proprie terre contro una famosa multinazionale, la Benetton Group.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ho intervistato un’attivista che ci racconterà di questo e della situazione attuale in Argentina.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Lei è Patricia Ocampo e vive in Italia da 5 anni. Fa parte di ApV un’organizzazione internazionale di cittadini argentini.</span></p>
<p>“…I<span style="font-size: large;">n realtà mi piace dire che vengo dalla Patria grande! Sono in Italia per amore. Qui mi sono sposata e qui è nata mia figlia che ha 2 anni, si chiama Valentina Vittoria. Il primo nome l’ha scelto il papà. E il secondo beh.. è un nome pieno di significati, specialmente politici. La mondialmente famosa e discussa Eva Peron, in un suo discorso ha detto: &#8220;Io so, che voi, raccoglierete il mio nome e lo porterete con la bandiera della vittoria!” . In ogni caso, prima della nascita di mia figlia non appartenevo a nessun movimento anche se non ero mai stata indifferente alla politica. Credo che, paradossalmente, il governo di Macri ha creato tanti neo militanti come me!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-737.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7947" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-737.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="593" height="395" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-737.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 593w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-737-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">E’ quasi un anno che faccio parte di APV Argentinos para la Victoria &#8211; Provincia 25, organizzazione che unisce gli argentini che vivono all’estero e che fanno questa provincia &#8220;virtuale&#8221; cui abbiamo dato il posto 25 . In argentina ci sono geograficamente 24 provincie. Ci uniscono tanti ideali, ma abbiamo anche i più diversi pensieri politici, qui ci sono peronistas, socialisti, umanisti, kirchneristas… </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Da quest’anno sono la referente per l’Italia. APV si trova in 17 paesi. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Purtroppo la situazione argentina è cambiata di 360 gradi il giorno dopo l’istaurazione del nuovo governo di Mauricio Macri. Parlando degli attacchi alle madres de la plaza de mayo ti posso dire che già nei primi giorni del nuovo governo iniziarono le differenze tra queste e &#8220;Las Madres y Abuelas de Plaza de Mayo&#8221;, organizzazione internazionale che lotta per i Diritti Umani e che ancora oggi cerca figli e nipoti &#8220;desaparecidos&#8221;, scomparsi durante la dittatura. 30.000 desaparecidos. Migliaia i morti. Dopo essere stati crudelmente torturati nei centri clandestini di detenzione. Oggi hanno ritrovato 121 figli e nipoti. L&#8217;elemento attuale più allarmante è precisamente la ricomparsa della figura del &#8220;detenuto politico&#8221;, e la prima detenuta è stata Milagro Sala che è anche donna, nera, appartenente ai popoli originari dell’America nativa, ed è anche una militante sociale che non ha fatto altro che rivendicare i diritti all’uguaglianza del suo popolo permettendo alle famiglie di accedere a delle sistemazioni dignitose creando dei centri di aggregazione soprattutto per i bambini di strada. Ha organizzato il suo popolo attraverso delle cooperative, come la Tupac Amaru sostenuta dal governo precedente. Ed è proprio quel rapporto tra la cooperativa di Milagro Sala e il Governo Kirchner che l’ha condannata. Incarcerata da un anno in Argentina si realizzano ancora centinaia di manifestazioni per la sua liberazione. Ricordiamo che sono stati lanciati innumerevoli petizioni per la sua scarcerazione anche al livello internazionale tra cui il Parlamento europeo. Putroppo in Argentina la protesta sociale è vista ora come un crimine e la carcerazione di Milagro è soltanto uno di tanti possibili esempi.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Un governo che ha instaurato la paura, che chiama terroristi alle Madres de Plaza de Mayo per provare di metterle in carcere, un governo che chiama terroristi agli stranieri che vendono per strada. E’ un governo con una chiara politica contro i diritti umani. Si vede ancora con i mapuches e lascia chiara la sua posizione, difendere gli interessi economici, non umani. Dove i diritti delle persone non contano. Questo governo ha preso in considerazione soltanto le richieste di Benetton nel caso dei mapuches ma anche di altre compagnie spesso straniere. Benetton è una delle compagnie internazionali che usufruisce in maniera illegittima di estensioni sproporzionate di terre nella patagonia argentina rubando i luoghi dei mapuches senza un minimo rispetto delle comunità che lì vivono, da millenni. I mapuches sono stati repressi fortemente da parte della gendarmeria nazionale e della polizia provinciale dove sono stati vittime donne uomini e bambini di spari con proiettili di gomma. Tutto questo accaduto nel mese di dicembre dell’anno scorso nella regione di Chubut. Inutile dire che nonostante l’immediata mobilitazione al riguardo sono stati oscurati nei media principali questi vergognosi fatti. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Purtroppo pare che la repressione sia il modo in cui opera questo governo. Instaurare la paura , creare uno stato di psicosi, dove la gente è costretta a guardare e non parlare, non opinare&#8230; a restare zitti, immobili e piano piano abituarsi alla violenza sull’ altro. In Argentina è molto conosciuta una frase che tutti ripetevano al riguardo dei desaparecidos della dittattura : “avrà fatto qualcosa”. Il tutto per giustificare le scomparse quotidiane di giovani uomini e donne. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Come vedo il futuro dell’ Argentina? Vedo un popolo stanco, ma pronto a difendersi nonostante la fatica del momento, perche il governo ha rotto in un pochissimo tempo i tanti diritti rivendicati dopo un lungo lavoro consolidato nel governo kirchnerista. Un governo che può o no piacere ma che ha ridato al popolo una nuova consapevolezza del potere che ha. Ha potenziato i cittadini, spingendoli ad una cittadinanza attiva. Per cui, non credo che il popolo nelle prossime elezioni voti ancora per un modello neoliberale. Noi da ApV- P25 stiamo lavorando per fare dei cittadini argentini all’ estero una nuova forza politica visto che è e sarà sempre la nostra madre patria.”</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Qui sotto dei link utili per sapere di più sul lavoro di ApV.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Email: </span><a href="mailto:argentinosparalavictoria@gmail.com"><span style="font-size: large;">argentinosparalavictoria@gmail.com</span></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Sito web: ApVProvincia25.org</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Facebook: argentinosparalavictoria</span></p>
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		<title>Danish REFUGEES Council: la rotta balcanica</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 09:27:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; In occasione, oggi 15 gennaio, della Giornata Internazionale del Migrante e del Rifugiato, riproponiamo il video che Associazione per i Diritti umani ha realizzato la scorsa estate a Belgrado, con una rappresentante del&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione, oggi 15 gennaio, della Giornata Internazionale del Migrante e del Rifugiato, riproponiamo il video che <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha realizzato la scorsa estate a Belgrado, con una rappresentante del Danish Refugees Council (in inglese).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;: Gran Bretagna e Sierra Leone, unica difesa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2017 09:19:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi La Gran Bretagna ha inviato militari in Sierra Leone per bloccare i flussi migratori. Sono novanta gli uomini che si sono immolati in questa causa, novanta soldati britannici che, durante le&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La Gran Bretagna ha inviato militari in Sierra Leone per bloccare i flussi migratori.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono novanta gli uomini che si sono immolati in questa causa, novanta soldati britannici che, durante le esercitazioni, hanno dovuto apprendere dalle forze armate sierraleonesi come sopravvivere e combattere nella giungla. E’ la prima volta che le forze militari di due paesi così diversi combattono l’uno al fianco dell’altra.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La Gran Bretagna, così come l’Unione Europea, è convinta che un maggiore controllo delle frontiere potrebbe portare ad una riduzione delle partenze dagli Stati africani. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La comprensione del fucile di un militare come protezione. Una coperta calda da avvolgere intorno al corpo dei disperati, come a dire “Va tutto bene, passerà”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Un fucile.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Pronto a proteggerti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Proteggerti dal tuo paese, tenendoti inchiodati i piedi su quella terra rossa dove sei nato, per il tuo bene, dicono!</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Il tutto si conclude stringendo accordi discutibili con dittatori sanguinari che potrebbero usare i flussi di denaro che stanno sotto queste decisioni per ulteriori repressioni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-727.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-7923 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-727.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="584" height="425" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-727.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 882w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-727-300x218.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-727-768x558.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Saranno, infatti, concesse ingenti somme di denaro a supporto di questa operazione che difficilmente verranno utilizzate per il benessere della popolazione.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Con la decisione della Gran Bretagna stiamo assistendo alla violazione di molti dei diritti fondamentali del popolo sierraleonese, dalla libertà di movimento alla libertà di manifestazione del pensiero. Non puoi spostarti, non puoi volerlo fare.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La soluzione a questa problematica non è semplice, ciò che è chiaro è, però, che l’Europa debba prendere una decisione, pensando al benessere di chi scappa e alla redistribuzione equa degli immigrati nei diversi stati.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Fino a che l’UE non prenderà una decisione definitiva, dobbiamo rimetterci alle decisioni dei singoli Stati, il più delle volte noncuranti del reale benessere di chi fugge.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra!</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 08:07:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ANCI, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR, hanno presentato il Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2016 che analizza il fenomeno dei migranti forzati nel mondo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/12/rapporto-sulla-protezione-internazionale-in-italia-2016/">Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ANCI, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR, hanno presentato il <i>Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2016</i> che analizza il fenomeno dei migranti forzati nel mondo e quello dei richiedenti protezione internazionale in Italia e in Europa, con un importante focus sulla salute mentale e immigrazione nel nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Rapporto-protezione-internazionale-300x283.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7913 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Rapporto-protezione-internazionale-300x283.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="283" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I primi dati che si evincono sottolienano che nel 2015 e nel primo semestre del 2016 si sono acuite e cronicizzate molte situazioni di guerra: si contano 35 conflitti in atto e 17 situazioni di crisi. Tali conflitti provocano la <strong>fuga</strong> di un numero tanto maggiore di persone quanto più lungo e cruento diventa il conflitto o quanto più perdurano nel tempo situazioni di insicurezza, violenza e violazione dei diritti umani.</p>
<p>Nel mondo, nel corso del 2015, sono state costrette a fuggire dalle loro case, circa 34mila persone al giorno: in media 24 persone al minuto.</p>
<p>La FUGA è il tema, quindi, centrale e il motivo principale degli spostamenti forzati di persone dal proprio Paese d&#8217;origine; molti di questi motivi riguardano anche le disuguaglianze economiche, le disuguaglianze nell’accesso al cibo e all’acqua, il fenomeno del cosiddetto land grabbing (la sottrazione di terreni produttivi nei paesi più poveri) e l&#8217;instabilità creata dagli attentati terroristici.</p>
<p>Nel 2015 sono stati 65,3 milioni i migranti forzati nel mondo, di cui 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo.</p>
<p>Nello scenario mondiale, i Paesi che accolgono il maggior numero di rifugiati si trovano in regioni in via di sviluppo. La Turchia si conferma il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati con 2,5 milioni di persone accolte, rispetto agli 1,6 milioni dello scorso anno; la Siria è il primo Paese di origine con 4,9 milioni di rifugiati.</p>
<p>Per scaricare l&#8217;intero Rapporto, cliccate qui: <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.forumterzosettore.it/files/2016/11/Rapporto-protezione-internazionale-2016.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto-protezione-internazionale-2016</a></u></span></span></p>
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		<title>Cambiamo rotta all&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 07:32:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il comunicato del Movimento europeo a cui aderisce anche Associazione per i Diritti umani. Un mondo di pace, solidarietà e giustizia esige più Europa di pace, di solidarietà e giustizia. Eppure l’Unione europea&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ecco il comunicato del Movimento europeo a cui aderisce anche Associazione per i Diritti umani. </b></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Bandiera-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7900" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Bandiera-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="797" height="597" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Bandiera-UE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 797w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Bandiera-UE-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/Bandiera-UE-768x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></a></p>
<p lang="it-IT" align="CENTER">
<p align="JUSTIFY">Un mondo di pace, solidarietà e giustizia esige più Europa di pace, di solidarietà e giustizia. Eppure l’Unione europea può disgregarsi per gravi errori di strategia politica ed economica, per l’inadeguatezza delle istituzioni e la mancanza di democrazia. <span lang="it-IT">Sono stati costruiti muri con i mattoni degli egoismi nazionali</span> soffocando l’idea d’Europa che sanciva la libertà di circolazione delle persone. Così rischia di disintegrarsi la comune casa europea, disegnata nel “Manifesto di Ventotene”, che unisce la prospettiva dello stato federale alla democrazia europea, alla pace e alla lotta alle diseguaglianze. E così si cancellano le speranze di milioni di europei.</p>
<p align="JUSTIFY">Negli ultimi dieci anni le politiche di austerità hanno frenato gli investimenti nell’economia reale, esasperato le diseguaglianze, creato precarietà e destrutturato il modello sociale europeo.</p>
<p align="JUSTIFY">L’Europa deve essere terra di diritti, di welfare, di cultura, di innovazione. Dovrebbe aver appreso dalla parte migliore della sua storia e dalle sue tragedie i valori dell’accoglienza, della pace, dell’uguaglianza e della convivenza.</p>
<p align="JUSTIFY">L’Unione europea deve affrontare le grandi sfide della nostra epoca restituendo all’idea d’Europa la speranza nel benessere per l’intera collettività, la forza dei diritti e della solidarietà. E’ indispensabile e urgente ridare senso alla politica per eliminare le disuguaglianze ponendo fine alle politiche di austerità e agli strumenti che le hanno attuate, creare coesione sociale e territoriale, dare priorità all’ambiente come leva e motore per un diverso sviluppo combattendo i cambiamenti climatici, ridurre il divario generazionale e di genere, favorire la partecipazione e la cittadinanza attiva con un welfare europeo, ripudiare le guerre e perseguire il rispetto dei diritti, garantire l’accoglienza dei rifugiati e la libertà di migrare, impegnarsi a risolvere i problemi globali che sono causa delle migrazioni.</p>
<p align="JUSTIFY">Serve una democrazia europea, dove la sovranità appartiene a uomini e donne che eleggono un governo federale responsabile davanti al Parlamento europeo.</p>
<p align="JUSTIFY">Per queste ragioni, intendiamo agire affinché si apra il 25 marzo 2017 una fase costituente che superi il principio dell’unanimità, coinvolga comunità locali, attori economici e sociali, movimenti della società civile insieme a rappresentanti dei cittadini a livello regionale, nazionale ed europeo e si concluda in occasione delle elezioni europee nella primavera 2019. Per queste ragioni abbiamo deciso di promuovere una forte partecipazione popolare il 25 marzo 2017 a Roma e di sollecitare analoghe iniziative in altre città europee.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>L’Europa democratica si affermerà solo se i suoi cittadini le faranno cambiare rotta.</strong></p>
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		<title>&#8220;Un gennaio dedicato a preghiere e messaggi di dialogo e di pace contro il terrorismo: #Uniticontrolaguerraallereligioni&#8221;</title>
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					<description><![CDATA[<p>    La Confederazione #Cristianinmoschea, la Co-mai e il Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; invitano i fedeli dei diversi credi e i laici a rivolgere un pensiero o una preghiera di pace per le vittime degli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: xx-large;">   </span><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><b><span style="font-size: large;">La Confederazione #Cristianinmoschea, la Co-mai e il Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; invitano i fedeli dei diversi credi e i laici a rivolgere un pensiero o una preghiera di pace per le vittime degli attentati terroristici tutti i venerdì, i sabati e le domeniche di gennaio.</span></b></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7897" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="537" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 537w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720-251x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 251w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></div>
<div></div>
<div>Mentre è ancora aperta la caccia all&#8217;attentatore di Istanbul, dove la notte del 31 dicembre 39 persone sono state uccise nel Reina club a causa di un attentato rivendicato dall&#8217;Isis, in Italia, la Confederazione #Cristianinmoschea, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;,  rilanciano per il mese di gennaio un appello di speranza e di solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati terroristici.  Foad Aodi, Presidente delle Co-mai, Uniti per Unire, fondatore e portavoce di #Cristianinmoschea, invita, infatti, i fedeli di ogni credo religioso e i laici a dedicare questo mese &#8211; come annunciato l&#8217;1.01.2017 &#8211; una preghiera e dei messaggi espressi contro il terrorismo, a favore della pace: il venerdì nelle moschee, il sabato nelle sinagoghe e la domenica nelle chiese e,  in estensione, nei luoghi di culto delle altre confessioni.</div>
<div>L&#8217;appello di Aodi non è isolato: già il 31 luglio, più di 23 mila  musulmani in Italia hanno risposto al precedente invito #Musulmaninchiesa e si sono recati a pregare nelle chiese italiane per i loro &#8220;fratelli cristiani&#8221; a seguito degli attentati in Francia; l&#8217;11 e il 12 di settembre con l&#8217;appello #Cristianinmoschea, alla ricorrenza della Festività musulmana dell&#8217;Eid Al Adha, milioni di cristiani, musulmani, ebrei, fedeli delle altre religioni e laici si sono scambiati un segno di pace portando così avanti l&#8217;obiettivo del dialogo &#8220;porta a porta&#8221; nelle moschee, nei centri culturali, nei luoghi di culto  musulmani e nelle loro case.</div>
<div>Queste iniziative godono inoltre del sostegno di oltre 2000 tra Federazioni, Istituti, Sindacati, Università, Comunità, Associazioni e Ong internazionali che compongono la Confederazione omonima #Cristianinmoschea.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo e per tutto il mese di gennaio, vogliamo intensificare il nostro impegno contrastando  chi porta avanti una guerra alle religioni che non e&#8217; guerra di religioni, con l&#8217;unione, con la forza del dialogo, con un messaggio o una preghiera di pace&#8221;, dichiara Aodi.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Per questa ragione &#8211; aggiunge &#8211; portiamo avanti uniti e con coraggio la nostra missione internazionale, interreligiosa, interculturale  e laica. Siamo tutti figli di un unico Dio di amore e di pace. Per questo, il nostro lavoro coinvolge diversi attori della società civile che appartengono a tutte le religioni o sono laici, puntando ad abbattere il muro della paura e del pregiudizio per costruire una piramide di speranza contro la guerra alla democrazia e alla libertà&#8221;.</div>
<div></div>
<div>La ferma condanna al terrorismo è ribadita anche da diversi esponenti della Confederazione #Cristianinmoschea, della Co-mai e di &#8220;Uniti per Unire&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tra loro, Soufi Moustapha, Presidente del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore in Italia e Imam della Moschea di Cesena afferma: &#8220;A nome del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore, condanniamo tutti gli atti barbarici, tutte le violenze che sono dannosi sia alla società civile che all&#8217;umanità&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Citando un versetto del Corano, l&#8217;Imam Salameh Ashour, Coordinatore del Dipartimento interreligioso delle Co-mai, afferma: &#8220;Oh gente, questa è la nostra &#8216;umma&#8217; (famiglia): è un&#8217;unica umma, io sono il Vostro Signore, adoratemi. Da questo versetto significativo &#8211; commenta &#8211; si rivela che la nostra umanità è unica; ancor prima di essere musulmani, ebrei, cristiani o atei siamo esseri umani. Questa consapevolezza deve essere alla base della nostra convivenza umana. Il nostro comportamento deve scaturire dai valori che sono impressi nella nostra stessa natura umana: quelli della giustizia, della pace e della fratellanza&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente, dichiara: &#8220;Non potremo avere Pace nel Mondo senza Giustizia … e non potremo avere Futuro senza Memoria. Tutte le guerre, non hanno mai risolto alcuna pacifica convivenza, fin dai tempi più remoti, narrati nelle antiche scritture. Questa Pace per realizzarsi ha bisogno anche di concretezza: un lavoro, una famiglia, gli amici, la solidarietà, la nostra realizzazione personale, nel rispetto del Credo di ciascuno di noi e in un clima di serenità e Giustizia sociale. Il terrorismo, di qualunque genere, bellico, economico, psicologico, mina la costruzione del nostro Futuro e alla fine ci danneggia tutti, al di là di ogni realtà religiosa, etnica, politica, economica e sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Lucia Frustaci ed Ivon Ramzi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di Rise Onlus, rilasciano una dichiarazione congiunta: &#8220;L’inizio del nuovo anno era da tutti noi tanto atteso per cancellare dai nostri occhi il ricordo delle terribili immagini degli attentati terroristici che hanno sconvolto il cuore di tutti noi, nel corso del 2016. L’orribile ondata di sangue ci ha resi definitivamente tutti uguali, senza più distinzioni di religione, cultura o appartenenza etnica. Il dialogo fra culture &#8211; proseguono &#8211; è una strategia operativa, un metodo per superare le difficoltà, a volte il conflitto, dovuti ai diversi punti di vista possibili ed alle diverse forme espressive utilizzate. Per questo è di grande importanza il riconoscimento della uguale dignità di tutte le culture come prerequisito essenziale per la costruzione di una pacifica convivenza sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>A questi messaggi si aggiunge anche quello di  Don. Denis Kibango, Parroco presso Villasia (Guidonia) originario del Congo: &#8220;Noi che crediamo al Dio di Abramo, nostro Padre nella fede, uniamoci in preghiera per le vittime e imploriamo il Padre celeste di aiutarci a sconfiggere la piaga del terrorismo e di darci la vera pace&#8221;.</div>
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		<title>Nuovi CIE e rimpatrio stranieri: il comunicato dell’ASGI sulla circolare del Capo della Polizia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 10:08:07 +0000</pubDate>
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<div class="entry-content">
<p>ASGI esprime sconcerto e forte preoccupazione per la circolare diffusa dal Ministero dell’Interno il 30.12.2016 relativa alle attività di rimpatrio degli stranieri irregolari e al programma di riapertura dei CIE, oltre che la volontà del Governo di stipulare nuovi accordi bilaterali di riammissione e di riformare in senso restrittivo le norme sul diritto di asilo.<span id="more-26438"></span><br />
<strong>La volontà espressa dal Governo</strong> di utilizzare gli strumenti di controllo ed allontanamento degli stranieri irregolari per favorire <em>“l’azione di prevenzione e contrasto nell’attuale contesto di crisi a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e minacce”</em> di per sé sembra dare applicazione alle norme legislative già in vigore, ma in realtà sottintende il perdurare di un <strong>indirizzo politico-amministrativo miope</strong>.<br />
ASGI esprime piena <strong>contrarietà all’apertura di nuovi Centri di identificazione ed espulsione o all’ampliamento</strong> delle strutture già esistenti, così come ogni tipo di azione o provvedimento che determini l’incremento di provvedimenti amministrativi di espulsione caratterizzati da automatismo e dall’assenza di un’adeguata valutazione delle situazioni individuali.</p>
<p>E’ stata proprio la presa d’atto di un <strong>gigantesco fallimento</strong> (per gli elevati costi, per le condizioni degradanti, per il numero limitato di stranieri effettivamente rimpatriati), evidenziato anche da tutti gli studi indipendenti, oltre che dalla Corte dei conti e dalle relazioni delle Commissioni parlamentari d’inchiesta che si sono alternate negli ultimi anni, che ha indotto i Governi precedenti a diminuire drasticamente il numero dei CIE.</p>
<p>Proporre la semplice riapertura dei CIE senza attuare una profonda riforma della parte del TU immigrazione emanato con d.lgs. 286/98 (come modificato dalla L. 189/02 – la cd Bossi-Fini, che è inefficace, iniqua, in più aspetti contrastante con la Costituzione e con le norme internazionali e dell’UE), rappresenta una scelta <strong>totalmente irragionevole .</strong></p>
<p><strong>Per regolare in modo efficace e legittimo il fenomeno migratorio</strong>, invece di limitarsi ad un’azione di identificazione di massa di eventuali stranieri in situazione di soggiorno irregolare e di implementare ancor più l’applicazione amministrativa di quelle vigenti norme legislative che sono inefficaci e di dubbia legittimità, <strong>occorre che si modifichino le norme legislative in vigore che sono incostituzionali</strong> <strong>o che producono irregolarità</strong> negli ingressi e nei soggiorni.<br />
Anzitutto le tipologie espulsive vanno drasticamente ridotte e razionalizzate limitandole alle violazioni più gravi con identificazione delle persone socialmente pericolose durante la detenzione, mentre vanno resi efficaci e concreti i programmi di rimpatrio volontario assistito senza divieto di reingresso degli stranieri e rimpatriati, prevedendo che eventuali respingimenti o espulsioni o accompagnamenti alla frontiera o trattenimenti – in quanto provvedimenti restrittivi della libertà personale – siano sempre previamente decisi dalla sola autorità giudiziaria in conformità con la riserva di giurisdizione prevista dall’art. 13 Cost., che è invece violata dalle vigenti norme legislative.<br />
Parimenti ASGI ritiene che le azioni di controllo e di contrasto ai fenomeni di sfruttamento debbano essere svolte in un’ottica di tutela dei soggetti sfruttati, attraverso la corretta applicazione delle disposizioni normative vigenti ed in particolare degli strumenti previsti dagli artt. 18 e 22 D. Lgs. 286/98, al fine di evitare l’allontanamento dal territorio nazionale di persone soggette, in caso di ritorno in patria, a ritorsioni o persecuzioni di vario tipo.<br />
ASGI esprime altresì preoccupazione rispetto alla proposta di attribuire funzioni di pianificazione delle attività di controllo ai Comitati provinciali per l’Ordine e la sicurezza pubblica presieduti dai Prefetti e composto anche da Questori e Sindaci dei capoluoghi provinciali. In ogni caso ciò non può certo fare attribuire maggiori poteri ai Sindaci in materia di ordine pubblico, il che peraltro ha portato, già in passato, a condotte fortemente repressive, caratterizzate da una restrizione delle libertà soprattutto dei cittadini stranieri.</p>
<p><strong>E’ da contrastare anche ogni forma possibile di attribuzione ai Corpi di Polizia municipale</strong> di competenze in materia espulsiva, che accentuerebbe le funzioni di repressione a discapito del ruolo di prossimità che dovrebbe caratterizzare la polizia locale, i cui appartenenti mancano di specifica preparazione in materia di immigrazione e asilo.</p>
<p>Nel contesto di crisi richiamato dal Governo <strong>è necessario evidenziare la strumentalità delle risposte che il Governo sta approntando</strong>, finalizzate esclusivamente a rassicurare superficialmente l’opinione pubblica anziché individuare soluzioni alla questione migratoria improntate ad un effettivo inserimento dei nuovi cittadini.<br />
<strong>Nell’attuale sistema è necessario modificare profondamente la normativa sui titoli di soggiorno</strong>, evitando i sempre più numerosi ostacoli al mantenimento della regolarità della presenza sul territorio nazionale, <strong>promuovendo percorsi di integrazione</strong> e di sostegno utili a prevenire il ritorno a condizioni di irregolarità, promuovendo una regolarizzazione permanente a fronte della dimostrazione di chiari indici di integrazione (lavoro, rete familiare, anzianità di presenza in Italia, percorsi di studio, ecc.), promuovendo politiche di integrazione tra i cittadini stranieri e gli italiani, attraverso una condivisione del territorio e delle politiche locali.</p>
<p><strong>Solo così si possono evitare le tensioni sociali</strong>, troppo spesso strumentalizzate dagli attori politici ed istituzionali, e cominciare davvero a gestire la realtà migratoria.<br />
<strong>Non ha invece futuro</strong> né la strategia degli <strong>accordi bilaterali di riammissione</strong> (come quello che il Ministro vorrebbe rinegoziare con la Tunisia) che sono stipulati in forma semplificata e segreta senza preventiva legge parlamentare di autorizzazione alla ratifica in violazione dell’art. 80 della Costituzione, né l’ipotesi di un <strong>provvedimento legislativo che riformi in senso restrittivo le norme sull’asilo</strong>, eliminando il doppio grado di giurisdizione (il che discriminerebbe gli stranieri rispetto ai cittadini che nell’ordinamento italiano ne fruiscono) o istituendo sezioni specializzate dei tribunali che, in realtà, per la loro composizione affidata soprattutto a magistrati onorari e inesperti sarebbero nuovi giudici speciali, la cui costituzione è vietata dalla Legge costituzionale (senza eliminare la vera causa dei ritardi che sta nelle decisioni tardive e spesso malfatte delle Commissioni territoriali che dovrebbero essere aumentate e composte di persone più indipendenti e competenti).<br />
ASGI chiede, pertanto, al Governo di <strong>ripensare profondamente alla propria strategia</strong> in materia di immigrazione e asilo e di approntare un Piano nazionale per la gestione della realtà migratoria, con il coinvolgimento delle associazioni dei cittadini stranieri e delle associazioni che promuovono la tutela dei diritti degli stranieri.</p>
</div>
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		<title>Andrea Margelletti: terrorismo, sicurezza, paura</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 12:39:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali.</p>
<p>Riproponiamo, nostro malgrado, l’intervista di <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> a seguito degli attentati a Bruxelles, ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali per parlare di sicurezza, terrorismo, paura, Europa e politica Estera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5518" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5518" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (43)" width="299" height="199" /></a></p>
<div class="clear"></div>
<div class="entry">
<div class="entry-inner">
<div>L’Associazione per i Diritti Umani ha rivolto, per voi, alcune domande al Dott. Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) e lo ringrazia molto per la sua disponibilità.</div>
<div></div>
<div>E’ probabile che tra i migrati che arrivano in Europa ci siano persone “pericolose”? Come combattere la cultura della paura, diffusa da alcune parti politiche?</div>
<div></div>
<div>Bisognerebbe definire cosa vuol dire “pericolose”: una cosa sono i terroristi, un’altra sono i criminali.  Sul fatto che arrivino criminali o persone che in poco tempo vanno a delinquere, mi pare evidente perchè è una realtà che accomuna tutte le migrazioni. Chi si sposta in condizioni disperate, in alcuni casi, può essere attratto dai guadagni facili e questo è successo anche agli italiani che sono emigrati all’estero; quindi si tratta di un fenomeno endemico nei grandi numeri.</div>
<div>Altra cosa, invece, è il terrorismo: fino ad ora non ci sono risultati terroristi arrivati con i barconi anche perchè il terrorista è una persona estremamente formata, preziosa per il gruppo terroristico e non si rischia di metterlo su un barcone dove può affondare; è più facile che arrivi in Europa con un visto turistico o, addirittura, che sia cittadino europeo. Per bloccare il traffico umano è inutile arrestare solo gli scafisti.</div>
<div></div>
<div>Quali operazioni sarebbero necessarie allo scopo?</div>
<div></div>
<div>Le operazioni che nessuno si sente in grado di fare: sarebbe opportuno intervenire nelle zone per cui le persone partono (e non mi riferisco soltanto alla Libia, ma anche all’Africa sub-sahariana) con delle politiche di lunghissimo termine ed estremamente costose. Al momento, non mi pare che alcun Paese europeo o occidentale abbia voglia di spendere miliardi di euro per questo tipo di attività che richiedono molti anni per vedere i primi risultati.</div>
<div></div>
<div>Qual è il suo parere, quindi, riguardo alle politiche europee in termini di sicurezza e di immigrazione?</div>
<div></div>
<div>Dal punto di vista della sicurezza interna, c’è grandissima collaborazione tra le forze di polizia e i servizi di informazione-sicurezza. Poi ciascun Paese adotta, sul proprio territorio nazionale, le misure che ritene più efficaci e opportune.</div>
<div>In termini di immigrazione non c’è una reale politica europea: l’Italia è stata lasciata sola ad affrontare il problema. Spesso la Ue, di fronte a problemi grossi, diventa una realtà di singoli e non più un’unione.</div>
<div></div>
<div>La comunità internazionale dovrebbe intervenire in alcune aree del mondo, ad esempio in Siria?</div>
<div></div>
<div>In Siria sono già presenti alcune ONG e sono in atto alcune operazioni – da parte della comunità internazionale – contro l’Isis, ma mi pare che anche in Siria, per l’ennesima volta, non vi sia, a livello di Paesi occidentali, una visione comune su come affrontare il problema.</div>
<div>Prima di tutto dovremmo avere una politica comune, a fonte della quale si fanno scelte comuni che possano essere anche sbagliate, ma che almeno sono condivise da tutti. Il fatto di procedere in maniera disunita ci rende deboli e vulnerabili.</div>
</div>
</div>
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