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	<title>Interno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Interno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Aumentano le richieste per la protezione umanitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 07:34:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani riporta i dati raccolti dalla Fondazione ISMU che segnala che tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2017 in Italia sono state presentate quasi 60mila domande di asilo (dati Ministero&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> riporta i dati raccolti dalla Fondazione ISMU che segnala che tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2017 in Italia sono state presentate quasi 60mila domande di asilo (dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/i-numeri-dellasilo?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ministero dell’Interno</a>), il 49% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si considera che nel 2016 il numero di richiedenti asilo e protezione internazionale ha raggiunto la cifra più alta mai registrata in un ventennio (oltre 123mila), si può, per il 2017, prevedere un nuovo record, se i dati confermeranno l’andamento dei primi cinque mesi dell’anno in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9074 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="359" height="173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 359w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2-300x145.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /><br />
</a></p>
<p>Come nel 2016, anche i 59.579 richiedenti asilo conteggiati nei primi cinque mesi dell’anno sono in larga maggioranza uomini (85%). I minorenni sono oltre 6.700, di cui circa la metà non accompagnati. Per questi ultimi si registra un importante aumento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+89%): i minori non accompagnati costituiscono il 6% di tutti i richiedenti nel periodo considerato.</p>
<p>Rispetto alle nazionalità di chi cerca protezione nel nostro Paese, si rileva un significativo aumento dei cittadini provenienti dal <strong>Bangladesh</strong>: il loro numero è più che triplicato nei primi cinque mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre la <strong>Nigeria</strong> si conferma il primo Paese di origine, con oltre 12.300 richiedenti (un quinto del totale), il Bangladesh sale al secondo posto con più di 5.500 migranti che hanno fatto domanda di protezione, il 9% del totale (ben 1.347 domande nel solo mese di maggio appena concluso).</p>
<p>Rispetto al numero di domande esaminate, nei primi mesi del 2017 si è registrato un decremento: tra gennaio e maggio sono state valutate le richieste di oltre 33mila migranti, mentre nello stesso periodo del 2016 ne erano state esaminate più di 39.500. Se gli esiti restano prevalentemente negativi (sono il 58,6% i dinieghi nei primi cinque mesi dell’anno), aumenta la quota di coloro che ottengono lo status di rifugiato (8,7%, 2.900 migranti), mentre continua la prevalenza delle concessioni di permessi a titolo di protezione umanitaria.</p>
<p>In Europa l’Italia si è collocata al secondo posto dopo la Germania, per numero di richiedenti asilo, sia nel 2016, sia nei primi quattro mesi del 2017 (dati <a href="http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/8001715/3-26042017-AP-EN.pdf/05e315db-1fe3-49d1-94ff-06f7e995580e?utm_source=rss&utm_medium=rss">Eurostat</a>).</p>
<p><strong>Per approfondimenti:</strong> <a href="http://www.ismu.org/richiedenti-asilo-e-rifugiati/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ismu.org/richiedenti-asilo-e-rifugiati/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il libro “Solo la luna ci ha visti passare”<strong><br />
</strong></h2>
<h3>Racconto di viaggio di un’adolescente dalla Siria all’Olanda</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Segnaliamo il libro <strong>“Solo la luna ci ha visti passare”</strong>, il racconto di viaggio di un’adolescente dalla Siria all’Olanda”, di Maxima Lava e Francesca Ghirardelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9073" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="418" height="217" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 418w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051-300x156.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 418px) 100vw, 418px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“Solo la luna ci ha visti passare” </strong>racconta il viaggio di Maxima, siriana curda di 14 anni, che fra luglio e agosto 2015 ha percorso la «rotta balcanica», determinata a iniziare una nuova vita in Europa. Maxima, sigillata al buio dentro il cassone di un camion, ha attraversato Ungheria, Austria e Germania prima di raggiungere la sua destinazione, l’Olanda. Ma per arrivare alla tappa finale ha dovuto affrontare il mar Egeo a bordo di un gommone carico di uomini, donne e bambini, i corpi letteralmente ammassati gli uni sugli altri, senza quasi la possibilità di respirare. Ha percorso a piedi chilometri di asfalto, ha marciato sotto un temporale, si è nascosta e ha cercato rifugio nei boschi di Macedonia e Serbia. Cresciuta ad Aleppo, Maxima ha abbandonato la città nel momento in cui gli echi della guerra civile scoppiata nel 2011 si sono fatti troppo vicini, quando il conflitto è arrivato nel suo quartiere e dalla finestra della sua camera ha visto sollevarsi nubi spesse di cenere e il pulviscolo dei palazzi sbriciolati dai bombardamenti. Con la famiglia si è trasferita in un villaggio vicino al confine turco, area oggi minacciata anche dalla penetrazione dell’Isis, che ha il suo quartier generale a Raqqa, ad appena tre ore d’auto di distanza.</p>
<p>Nel libro Maxima ripercorre i ricordi più intimi della vita quotidiana in Siria e descrive le tappe del viaggio che ha accomunato il suo destino a quello di centinaia di migliaia di migranti e rifugiati, siriani come lei, ma anche afghani, iracheni, eritrei e di altre parti del pianeta. “<em>Sapevo che in Europa c’era chi non ci voleva</em>”, racconta, “<em>vorrei dire agli europei che non è colpa loro se avvertono un sentimento di rifiuto per i rifugiati. Tutti quelli che amano il proprio Paese diventerebbero pazzi vedendo i problemi causati dall’arrivo di tante persone in difficoltà. Ma vorrei anche dire che viviamo tutti nello stesso mondo. E suggerire a chi in Europa non ci vuole, di provare a essere più felice per la vita che conduce e di cercare di capire di più gli altri. Perché, se vogliamo vivere in pace, bisogna darsi una mano a vicenda. Non c’è altro modo</em>”.</p>
<p>Maxima racconta direttamente, in prima persona, la propria storia, affidandola alla giornalista Francesca Ghirardelli, che l’ha incontrata prima nel parco di Belgrado poi in Olanda, nella casa dove attualmente vive: da questo incontro (e da 25 ore di intervista) è nato il libro “Solo la luna ci ha visti passare”, uscito nel 2016 per Mondadori, collana Strade Blu.</p>
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		<title>Appello contro il decreto Minniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 08:26:27 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>aderisce all&#8217;appello contro il decreto Minniti sulla sicurezza promosso da Comunità San Benedetto al Porto, LILA &#8211; Lega Italiana per la Lotta contro l&#8217;Aids, Forum Droghe, Associazione Antigone, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza &#8211; CNCA, Società della Ragione ONLUS, Legacoopsociali, Itaard (Rete Italiana Riduzione del Danno), L&#8217;isola di Arran. A Buon Diritto, CGIL e FP CGIL.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/migranti-ortolini-300x2001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-8403 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/migranti-ortolini-300x2001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="564" height="376" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/migranti-ortolini-300x2001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/migranti-ortolini-300x2001-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #666666; font-family: 'Helvetica','sans-serif'; font-size: 8.5pt;"><a href="http://click-nl.fuoriluogo.it/wf/click?upn=rJynDgazLrxACHuyWiWksZwq7sweQ925GZolOchdniGk1Gq2Xd3im-2F-2FCTM8jDKjihSiaT0q56WUL43oSvH8p4afOUmv227TJSUtu-2FUilwXG5AXPWLuOkXNzNLANVdn5-2Bvxbiusiv4NZ9jlw9kP4019GH7geepNrO7rXzyjIY7rE4KkfmBCvWYHuPmu4DHfJVWAnKyq7yNta9zBdgGMvTYpeuOXNIRShFFKxi8RBPYlJczyYNJyScKWb5qWEIt1Uw_5a6QeXRlAyvkSeh3dj-2FGwCD3tI94HNbW-2BcJFPJRsKeiaGOI6ay8-2BEBtQBPL2G7f0ueQUNjJYWuitW9oRy9wMVeJ1-2FI63K-2B9bXgcDr4DOViEtjbGdbTSFOs5rKSBSoQm9nca8zk8ZI3Jlwd-2FdJCqS6MtXq74Epb-2FUN3hFKTtCAPSsz6wCUmL2080WEIYjf-2FtxUTBttGD7sAEASsZcGy2YEoq-2BDB1iGGKBz7-2BqVIHssqA-3D&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://click-nl.fuoriluogo.it/wf/click?upn%3DrJynDgazLrxACHuyWiWksZwq7sweQ925GZolOchdniGk1Gq2Xd3im-2F-2FCTM8jDKjihSiaT0q56WUL43oSvH8p4afOUmv227TJSUtu-2FUilwXG5AXPWLuOkXNzNLANVdn5-2Bvxbiusiv4NZ9jlw9kP4019GH7geepNrO7rXzyjIY7rE4KkfmBCvWYHuPmu4DHfJVWAnKyq7yNta9zBdgGMvTYpeuOXNIRShFFKxi8RBPYlJczyYNJyScKWb5qWEIt1Uw_5a6QeXRlAyvkSeh3dj-2FGwCD3tI94HNbW-2BcJFPJRsKeiaGOI6ay8-2BEBtQBPL2G7f0ueQUNjJYWuitW9oRy9wMVeJ1-2FI63K-2B9bXgcDr4DOViEtjbGdbTSFOs5rKSBSoQm9nca8zk8ZI3Jlwd-2FdJCqS6MtXq74Epb-2FUN3hFKTtCAPSsz6wCUmL2080WEIYjf-2FtxUTBttGD7sAEASsZcGy2YEoq-2BDB1iGGKBz7-2BqVIHssqA-3D&amp;source=gmail&amp;ust=1490948330761000&amp;usg=AFQjCNH6H80OKPGW86GjEEUpJdWgBj5CLg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong><span style="color: #1155cc;">Vai all&#8217;appello</span></strong></a></span><span style="color: #666666; font-family: 'Helvetica','sans-serif'; font-size: 8.5pt;">.<u></u><u></u></span></p>
<p>Le organizzazioni ed i firmatari in calce al presente appello ritengono che il cd decreto Minniti sia da respingere sia per le modalità con le quali è stato prodotto, senza la consultazione della società civile e con un provvedimento di urgenza immotivato, sia per i contenuti che veicolano un messaggio politico culturale reazionario e per soluzioni normative inefficaci e pericolose.<br />
In particolare preoccupano le norme contenute nel decreto del 20 febbraio 2017, n. 14, Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, che valutiamo assolutamente sbagliato nella impostazione generale ed in riferimento ai poteri di ordinanza in materia di ordine pubblico attribuiti ai sindaci oltre i limiti di garanzia costituzionale.<br />
Riteniamo totalmente arbitrario l’utilizzo della decretazione d’urgenza e grave che un decreto sulla sicurezza emanato dal Ministero dell’Interno e della Giustizia intervenga con strumenti di controllo e repressione con l’obiettivo dell’eliminazione della marginalità sociale come previsto dall’art. 4, accreditando la tesi della criminalizzazione degli ultimi.<br />
Le nuove disposizioni invece di risolvere i problemi della esclusione sociale ne aggravano l’intensità, suggerendo ai sindaci come unico strumento di intervento, per la “tutela ed il decoro di particolari luoghi” (come ad esempio le stazioni o i parchi pubblici o ogni altro luogo interessato da flussi turistici), quello dell’allontanamento ed il divieto di frequentazione da parte delle persone più in difficoltà, identificando esplicitamente fra le altre anche coloro che hanno problemi di abuso di alcol o sostanze stupefacenti.<br />
Riteniamo questa impostazione grave e contraria a qualsiasi principio di solidarietà sociale e di riconoscimento di pari dignità dei cittadini, quasi che le persone in difficoltà non fossero anch’esse parte della comunità locale, ma soggetti da contenere anche fisicamente.<br />
Ci preoccupa anche l’impostazione secondo la quale i provvedimenti di divieto di accesso a determinati luoghi, emanati ai sensi dei regolamenti di polizia urbana possano essere più severi nei confronti di coloro che sono stati destinatari di condanna confermata solo fino al grado di appello, aggravando una pena comminata dopo un regolare processo; ledendo in tal modo il principio fondamentale della presunzione di innocenza.<br />
Altrettanto grave ci pare la persecuzione, con il divieto di frequentare locali pubblici o aperti al pubblico verso chi è stato condannato fino all’appello per reati di cui al dpr. 309/90 la nefasta legge antidroga, riproducendo il contenuto delle disposizioni dell&#8217;art 75 bis recentemente dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale. La riproposizione di una norma bocciata dalla Consulta è segno di arroganza e inoltre la sua applicazione avrebbe inevitabilmente applicazioni diverse nei Comuni e potrebbe portare a provvedimenti di stigmatizzazione sociale arbitrari.<br />
La norma include esplicitamente anche i minori, e potrebbe giungere a vietare la frequentazione della scuola a soggetti già evidentemente segnati da situazioni di marginalità e difficoltà, senza fornire alcuna alternativa educativa o di supporto sociale.<br />
Si prevede altresì per tali soggetti la possibilità della sospensione condizionale della pena legata al divieto di frequentazione di locali e spazi determinati, ponendo in atto così una norma in contrasto con il principio di riabilitazione della pena previsto dall&#8217;art.27 della Costituzione.<br />
Ancora più sorprendente è che il decreto consenta alla Regioni di sbloccare risorse per l’assunzione di personale finalizzato alla gestione del numero unico per le emergenze 112 che fa riferimento alle forze di polizia e comprende solo le emergenze sanitarie, mentre i servizi sociali e socio sanitari che lamentano da anni la riduzioni di organici e la cronica mancanza di risorse rimarrebbero senza sostegno.<br />
Chiediamo che il Parlamento respinga in toto il decreto nella sua formulazione attuale e che si apra al più presto un confronto per una riforma del testo unico sulle droghe che permetta un rilancio dei servizi a favore di coloro che hanno problemi di dipendenza patologica nell’ambito di un rilancio generale dei servizi sociali, respingendo la riproposizione di logiche proibizioniste, moraliste e punitive.</p>
<p>&nbsp;</p>
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