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	<title>inverno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. I precari della neve e del freddo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 10:14:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi L’inverno è arrivo. Più esatto dire un ‘nuovo inverno’ è arrivato per i precari della neve e del freddo, sono le persone vittime di terremoto e calamità naturali delle diverse regioni&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-11844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/TERREMOTO-121.jpg--300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>L’inverno è arrivo. Più esatto dire un ‘nuovo inverno’ è arrivato per i precari della neve  e del freddo, sono le persone vittime di terremoto e calamità naturali delle diverse regioni della nostra nazione.<br />
Le ‘casette’ temporanee sono ancora il rifugio di chi ha perso tutto, una vita precaria, aggravata dal senso temporaneo del vivere in condizioni di urgenza soprattutto quando dettata dal freddo delle stagioni invernali.<br />
Amatrice, Accumoli, nel Reatino. In Abruzzo, nel Molise. Famiglie obbligate a rivedere ogni cosa della propria vita. Sono definiti “sfollati” ovvero coloro che hanno dovuto abbandonare il proprio centro abitato in stato di emergenza.<br />
Di naturale non c’è nulla. A loro sono stati strappati i ricordi, i profumi, i sacrifici delle loro stanze arredate di foto e poltrone dal sapore di casa.<br />
E non è diversa la situazione dei genovesi dopo il crollo del ponte Morandi che solo nello scorso mese di Ottobre hanno avuto l’autorizzazione per rientrare nelle loro abitazioni solo per prelevare oggetti personali e cose indispensabili per le loro necessità.<br />
Necessità, una parola che traduce bisogni primari, essenziali e diritti che ogni individuo dovrebbe poter avere per una vita dignitosa.<br />
Eppure siamo ancora ad ascoltare i rituali di una burocrazia impegnata a seguire procedure, assemblee e stanziamenti di denaro finalizzati alle prime emergenze.<br />
In questo Paese dove dopo le grandi tragedie, un numero straordinario di volontari si attiva, accorre a sostegno di intere cittadine, in soccorso di anziani, bambini, disabili e persone con patologie. In tanti hanno perso il lavoro, le abitazioni, i ricordi di una vita intera.<br />
Stanno ancora aspettando che sia Natale anche per loro, assemblati in ‘casette’ e confinati come a dover ancora patire dopo una immensa tragedia che li ha visti protagonisti.<br />
Non dimentichiamo, a maggior ragione, in questi giorni il loro stato di abbandono. Le loro amputazioni al desiderio di vivere una vita ‘normale’. Questo Natale di luci e pacchetti infiocchettati deve ricordarci, che loro, stanno provando a ricostruire almeno la loro serenità.</p>
<p> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="713" class="aligncenter size-full wp-image-11845" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1-300x214.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/B_c15951e70926d9542aab60fce6d0204f1-768x548.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ad Amatrice e Accumoli, nel Reatino, si rimuove la neve all&#8217;interno dei villaggi delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae) allestiti per ospitare le famiglie sfollate. La situazione è sotto controllo. Nei villaggi non sono stati segnalati particolari difficoltà e tutte le vie di accesso ad Amatrice e ad Accumoli, Salaria compresa, sono regolarmente percorribili. Lungo la rete secondaria, oltre ai mezzi spazzaneve, sono già in azione anche gli spargisale per fronteggiare l&#8217;ondata di gelo prevista dal tardo pomeriggio.<br />
Neve in zone sisma Marche, preoccupa il ghiaccio  &#8211; Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno nevica da un paio di giorni sui centri devastati dal sisma e sui villaggi di casette. La popolazione qui è abituata, ma &#8211; spiega il sindaco di Caldarola (Macerata) Luca Maria Giuseppetti &#8211; è &#8220;un ulteriore elemento di precarietà&#8221;. Al momento le Sae stanno reggendo meglio del previsto: &#8220;mi hanno detto che almeno sono calde&#8221; dice il vicesindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) Michele Franchi. A preoccupare è soprattutto l&#8217;eventuale ulteriore abbassamento delle temperature e la possibilità di gelate nelle tubature. Molte le scuole chiuse oggi e domani nelle zone terremotate.<br />
Neve sull&#8217;Umbria terremotata &#8211; Norcia, Cascia e Preci si sono svegliate sotto un manto bianco e temperature sotto lo zero. Ma non si registrano problemi particolari alla circolazione o alle casette Sae dove alloggiano gli sfollati del sisma. A Norcia le scuole sono regolarmente aperte e il sindaco Nicola Alemanno difende, con l&#8217;ANSA, la sua posizione: &#8220;Siamo uno dei pochi Comuni, l&#8217;unico credo dell&#8217;Appenino, ad aver deciso di tenere aperti gli istituti scolastici, anche perché siamo dotati di un piano antineve che funziona perfettamente&#8221;. A Cascia, invece, gli studenti sono rimasti a casa. Anche qui il piano di pulitura delle strade è entrato in azione dalle prime luci della mattinata e i disagi &#8220;sono praticamente azzerati&#8221;, come spiega il sindaco.</p>
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		<title>I migranti a Parigi e il grande freddo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 07:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotoreporter Lillo Rizzo &#8211; di origini italiane e che vive a Parigi &#8211; in questi giorni d&#8217;inverno sta documentando la situazione dei migranti nella capitale francese. Ecco le sue parole e l&#8217;appello che&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fotoreporter Lillo Rizzo &#8211; di origini italiane e che vive a Parigi &#8211; in questi giorni d&#8217;inverno sta documentando la situazione dei migranti nella capitale francese.</p>
<p>Ecco le sue parole e l&#8217;appello che rivolge a tutt*.</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ringrazia Lillo Rizzo</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/27849610_1272290549539592_500375484_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10185" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/27849610_1272290549539592_500375484_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/27849610_1272290549539592_500375484_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/27849610_1272290549539592_500375484_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/27849610_1272290549539592_500375484_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>@LilloRizzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;URGENTE: è da alcuni gironi, da quando è iniziato il grande freddo, che lavoro sui i più di 200 rifugiati e migranti afgani, sudanesi e liberiani e per la prima volta dopo  anni che mi occupo di migranti , ho visto la presenza di una ventina di tibetani, che dormono nelle tende a Porte de la Chapelle e la Canal San Martin a Jaurès.</p>
<p>Sono andato a documentare a Porte de la Chapelle dove la situazione è diventata molto drammatica, non c’è nessuna organizzazione umanitaria presente sul luogo.</p>
<p>Il poco cibo viene distribuito da singoli volontari che abitano nel quartiere e spesso non basta per tutti. Il fatto più grave è che molti si sono ammalati e c’è assolutamente bisogno di medicinali antinfluenzali e antidolorifici, c’è qualche caso di inizio di assideramento c’è bisogno con la massima urgenza di medici volontari per prestare un primo soccorso e anche l’intervento, soprattutto, delle delle associazioni umanitarie per assicurare la distribuzione di pasti caldi almeno due volte al giorno. Servono anche coperte, vestiti, biancheria intima per uomo e scarpe per uomo per affrontare questa grave emergenza umanitaria e dove lo Stato è latitante&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista SIMONE BOBBIO, Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 08:53:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La &#8220;nuova&#8221; rotta per i migranti: quella tra le montagne, nella neve, a rischio assideramento. Associazione per i Diritti umani ha intervistato SIMONE BOBBIO (e lo ringrazia molto), del CNSAS &#8211; Corpo Nazionale Soccorso&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La &#8220;nuova&#8221; rotta per i migranti: quella tra le montagne, nella neve, a rischio assideramento. <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato SIMONE BOBBIO (e lo ringrazia molto), del CNSAS &#8211; Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10166" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1038" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1038w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia-300x87.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia-768x222.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/migranti-alpi-bardonecchia-rotta-alpina-francia-1024x296.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1038px) 100vw, 1038px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ci spiega qual è il tragitto dei migranti sulla nuova rotta alpina?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A partire dalle prime nevicate invernali (10 e 11 dicembre 2017) abbiamo effettuato oltre una decina di interventi di soccorso alpino su gruppi di migranti che tentavano di passare il confine con la Francia lungo la strada del Colle della Scala a monte dell’abitato di Bardonecchia (TO). In inverno, la carrozzabile viene pulita dalla neve per i primi 5 km a partire dalla stazione ferroviaria. In seguito si entra in territorio francese dove in 6 km di salita (circa 300 metri di dislivello), lungo il tracciato innevato della strada estiva, si raggiunge il Colle della Scala a quota 1779 metri. Rimangono poi altri 6 km in discesa su una pista da sci di fondo fino alla strada carrozzabile che unisce i paesi francesi di Nevache e Briançon. Il punto più critico della traversata sono i 6 km di salita dal Confine al Colle che percorrono pendii con molta neve ed elevato pericolo valanghe dopo abbondanti nevicate. Nella settimana prima di Natale le condizioni consentivano ad alcuni gruppi di raggiungere il Colle anche senza la preparazione e attrezzatura adatte. Da allora il susseguirsi di nevicate e maltempo hanno reso il passaggio particolarmente improbo, se non impossibile.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I migranti viaggiano da soli oppure c&#8217;è qualcuno che li accompagna?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I gruppi che abbiamo soccorso erano soli. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Cosa succede a coloro che riescono ad arrivare dall&#8217; “altra parte”?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Coloro che riescono a superare il Colle della Scala e riescono a eludere i controlli delle autorità francesi vengono accolti da alcune associazioni che fornscono loro locali riscaldati dove ripararsi. Chi invece viene fermato da Polizia e Gendarmerie viene rimandato in Italia così come accade per coloro che vengono intercettati mentre cercano di attraversare il confine su treni e autobus. </span></span></p>
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<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Vi è capitato di avere problemi per il fatto di soccorrere queste persone?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) presta soccorso in territorio impervio a tutte le persone che ne hanno bisogno. Da un punto di vista qualitativo gli interventi di soccorso in favore di migranti, escursionisti o scialpinisti seguono le medesime procedure. Verso il Colle della Scala, data la conformazione del territorio e il modo in cui sono stati tracciati i confini di Stato, il punto più critico del percorso si trova in Francia ma è più facilmente accessibile dall’Italia. Difatti i soccorritori transalpini con cui abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione chiedono ai nostri operatori di effettuare una prima perlustrazione in modo da raggiungere più rapidamente le persone da soccorrere ed effettuare una valutazione. In alcuni casi è stato necessario richiedere il supporto dell’elicottero francese per evacuare con urgenza persone infortunate, in altri l’elevato pericolo valanghe impediva alla squadra del CNSAS Piemonte di procedere via terra rendendo fondamentale l’intervento da parte dell’elicottero francese. Ma, sostanzialmente, per il nostro Corpo si tratta di “ordinaria amministrazione”.</span></span></p>
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<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Quali sono le parole dei migranti che le sono rimaste più in mente, dopo averli conosciuti?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Personalmente ho partecipato a un intervento di soccorso alpino in favore di migranti lo scorso 20 dicembre. Con gli sci e le pelli di foca abbiamo raggiunto un gruppo di 6 uomini originari della Guinea Conakry in prossimità del Colle della Scala. Erano infreddoliti e spaventati ma hanno preferito proseguire. Li abbiamo informati del fatto che la Polizia francese li aveva già individuati e li avrebbe riportati in Italia. «Ci riproveremo un’altra volta» è stata la loro risposta. A quel punto li abbiamo seguiti a distanza verificando che la loro progressione avvenisse in sicurezza fino al Colle dove li attendevano le autorità francesi. I nostri operatori della stazione di Bardonecchia hanno effettuato numerosi interventi e mi hanno raccontato che i migranti soccorsi con principi di congelamento desiderano essere consegnati rapidamente al personale sanitario e si dimostrano increduli di fronte ai pericoli della montagna. Nonostante quelli che hanno già affrontato nel deserto del Sahara, nei centri di detenzione libici, nella traversata del Mediterraneo. </span></span></p>
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