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	<title>istanze Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>5 novembre: convergiamo e rilanciamo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 08:06:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="700" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-1024x700.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16692" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-1024x700.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra-768x525.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/guerra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Evitare una guerra nucleare e una catastrofe umana e ambientale sono le priorità assolute. Per questo ci<br>auguriamo che centinaia di migliaia di persone manifestino con i colori arcobaleno della Pace, in Italia, come nel<br>resto d’Europa e del mondo.<br>Tuttavia riteniamo necessario sottolineare che chi sceglie PACE E NONVIOLENZA, chi rifiuta la logica della guerra<br>e si propone di creare «le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza,<br>ma concordate, giuste e stabili», d’accordo con il Papa, non si erge a giudice che condanna, e rifiuta l’interpretazione<br>lineare e semplicistica della struttura vittima-aggressore, per andare a cercare sin dalle origini del conflitto la<br>complessa rete di bisogni, aspirazioni, interessi da ascoltare e comprendere per poter avviare un processo di<br>riconciliazione tra popoli riconoscendo le molteplici responsabilità. Un groviglio di fattori culturali, sociali,<br>religiosi, economici e politici che nel crocevia storico dell’ultimo secolo ha creato muri e irrigidimenti nazionalistici,<br>piuttosto che reciproca accoglienza e co-esistenza nella prima civiltà planetaria della storia.<br>Alla luce di una rinnovata sensibilità che avanza nella convergenza delle diversità, contro qualsiasi discriminazione<br>e nell’ambizione ad una vita degna, giustizia e progresso per tutte, tutti e tutto sul pianeta, è evidente quanto<br>siano fallimentari e anacronistiche questa guerra, questa polarizzazione NATO-Russia, questo sistema economico e<br>poi politico basato su armi, consumo e fonti non sostenibili e soprattutto che punta all’arricchimento e la selezione di<br>pochi, affamando e privando di progettualità e futuro una percentuale sempre maggiore della popolazione.<br>Questo sistema disumano e violento è fallito e nell’ultimo colpo di coda rischia di creare danni irreparabili, per<br>questo è necessario rilanciare con fermezza la necessità di risoluzioni che possano portare realmente e<br>rapidamente a tavoli di negoziato, per arrestare subito la follia della guerra e prima che un incidente o una<br>provocazione di troppo degeneri in un disastro nucleare.</p>



<p><br>Per questo INVITIAMO TUTTE E TUTTI A IMPEGNARSI A SOSTENERE QUESTE ESIGENZE:</p>



<p><br> Cessate il fuoco immediato e ritiro delle forze militari dai territori coinvolti sotto la supervisione ONU e<br>dislocamento dei Corpi Civili di Pace per il monitoraggio del cessate il fuoco, il supporto a tutte le vittime<br>del conflitto e il contributo alle attività di costruzione della pace.</p>



<p><br> Stop immediato all’invio di armi, perché una risposta violenta alla violenza non porta la Pace, perché<br>alimentare il conflitto non è mai giustificabile, né creerà le condizioni del dialogo necessarie a raggiungere<br>soluzioni concordate, e soprattutto perché LE POPOLAZIONI CIVILI COINVOLTE NON VOGLIONO PIÙ NÉ<br>MORTI NÉ FERITI.</p>



<p><br> Ritiro delle sanzioni che solo alimentano una guerra economica che colpisce le popolazioni.</p>



<p><br> Impegno concreto dei governi europei per aprire il dialogo nei tavoli diplomatici, aperti a tutte le parti<br>sociali e soprattutto al contributo delle donne nello spirito della Risoluzione ONU 1325 (2000).</p>



<p><br> Firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari da parte di tutti i governi, ad iniziare da<br>quello italiano e quelli europei.</p>



<p><br> Contrastare e risolvere le ricadute economiche, energetiche, alimentari, migratorie scaturite dalla<br>guerra e dalle speculazioni finanziarie, sollecitando la conversione ecologica ed eliminando a priori<br>ipotesi di gas liquido/rigassificatori e nucleare civile.</p>



<p><br> Scioglimento della NATO, un’alleanza che obbliga i Paesi membri ad essere complici delle guerre e degli<br>interessi dell’industria bellica e lotta contro le basi e le servitù militari presenti nel nostro Paese, già<br>troppe volte usate come piattaforma di lancio di guerre in giro per il mondo.</p>



<p><br>Per sottoscrivere convergenzanonviolenta@gmail.com</p>



<p><br>L’appuntamento per tutte/i coloro che vorranno sostenere questo appello a CONVERGERE E RILANCIARE è alle<br>ore 11.30 in Piazza della Repubblica angolo Via delle Terme di Diocleziano, Roma. Invitiamo tutte/i a venire con<br>bandiere della Pace e cartelli che riportino le suddette ESIGENZE.</p>



<p><br>Iniziativa Convergenza: Fronte Umanista Europe for Peace, La Comunità per lo Sviluppo Umano, WILPF Italia, Rete<br>per la Politicità Sociale, Mondo senza Guerre e senza Violenza; Energia per i Diritti Umani – Onlus; Pressenza; Rete<br>Sociale in Movimento; Gianmarco Pisa (operatore di pace); Tina Napoli (esperta politiche dei consumatori); Marco<br>Palombo, Associazione Per i Diritti umani</p>
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		<title>Evento &#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;: quando le emozioni diventano politica dal basso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 09:00:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16642" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/cerchio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ieri Associazione Per i Diritti umani ha presentato pubblicamente il progetto ideato e realizzato dalla bravissima sua collaboratrice Jorida Mbroçi (di origine albanese e che ora vive in Grecia) nel quale sono state raccolte storie di vita di persone diverse per nazionalità, età, condizioni lavorative, di salute, diverse per genere: ognuna unica e importante in quanto essere umano. Storie spesso difficili, ma che hanno avuto una svolta grazie alla forza dei singoli e anche, a volte, alla solidarietà; storie di riscatto, di paure, di rabbia, di lotta, di energia positiva, di tenacia, di disperazione, di aiuto, di amore, di amicizia. Tutte le emozioni sono state, ieri, esplorate e condivise tra risa e pianti, tra abbracci e sorrisi. </p>



<p>Non è stato solo un &#8220;parlarsi addosso&#8221; come qualcuno può pensare: no è stato molto di più. Anche alla presenza di Diana De Marchi, consigliera e Presidente della Commissione Pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano e di Diana Pavlovic, rappresentante della comunità rom e sinta in Italia con il movimento Kethane, sono state fatte richieste molto importanti che avranno seguito così come lo stesso progetto &#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;.</p>



<p>Le prime istanze riguardano:</p>



<p>uno stipendio per i caregiver e una maggiore informazione sui passi burocratici che possano aiutare nella gestione quotidiana </p>



<p>l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche e l&#8217;inclusione  (seria) delle persone disabili</p>



<p>il riconoscimento della lingua e dell&#8217;etnia rom</p>



<p>una maggiore cura e sensibilità verso coloro che soffrono di patologia psichiche e psicologiche </p>



<p>E, aggiungeremmo, una risoluzione pacifica e diplomatica del conflitto Russia-Ucraina 8senza dimenticare gli altri in corso nel mondo) perchè di ogni guerra ne pagano le conseguenze solo e soltanto i civili. </p>



<p>Infine: il nostro rammarico riguarda il fatto che a Milano sia difficile avere tanto pubblico agli eventi e le cause sono molteplici: la stanchezza del vivere, la frenesia, il numero cospicuo di proposte, l&#8217;insensibilità (ancora) verso certi argomenti, la conoscenza di persone che fanno parte di altri movimenti o associazioni, la lontananza del luogo da casa, etc. Ma: con un PICCOLO SFORZO, magari organizzandosi per tempo, sarebbe bello una partecipazione più numerosa e attiva perchè lo STATO siamo NOI, la SOCIETA&#8217; siamo sempre NOI e da NOI deve partire il cambiamento che può davvero fare la differenza per tutte e per tutti. Vi aspettiamo per le prossime iniziative, quindi. </p>



<p>Ringraziamo tutte/i voi e i collaboratori di Associazione Per i Diritti umani senza i quali non potremmo essere presenti da dieci anni con tutto l&#8217;entusiasmo e il desiderio di migliorare e di migliorarci, giorno per giorno. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16643" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/jori-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16644" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/erv-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16645" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marty-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16646" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/filo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16647" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/anna-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



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		<title>Milano pride 2021: il documento politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 07:00:12 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="660" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Milano-Pride-1024x660.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Milano-Pride-1024x660.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Milano-Pride-300x194.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Milano-Pride-768x495.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Milano-Pride.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h1>RIPARTIAMO DAI DIRITTI</h1>



<h3>DOCUMENTO POLITICO DEL MILANO PRIDE 2021</h3>



<p><strong>“…È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.</strong></p>



<p><strong>Art. 3 della Costituzione Italiana.</strong></p>



<p>Ripartiamo dai Diritti. Dai diritti costituzionali. Dal progetto di&nbsp;<strong>società equa, aperta, accogliente che sostiene ogni individuo, libero e uguale, nella piena realizzazione di sé.</strong></p>



<p>Nel tempo della pandemia la socialità è stata sospesa,&nbsp;<strong>si sono acuite le povertà e le solitudini</strong>, che hanno colpito maggiormente chi già era fragile e non tutelato. In primis, le persone della comunità LGBTQIA+, le famiglie arcobaleno, le persone transgender e gender non conforming.</p>



<p>Ora è tempo di ripartire, con le attività economiche, senz’altro, e con le attività culturali, sociali e politiche in presenza. Ma&nbsp;<strong>occorre ripartire dai Diritti.</strong>&nbsp;I diritti sociali ed economici non sono in concorrenza tra loro. Al contrario, l’esperienza e la storia dimostrano che&nbsp;<strong>una società aperta dove gli individui sono tutelati è anche una società più prospera e ricca</strong>, da tutti i punti di vista. L’evoluzione dei diritti civili e la promozione dei diritti sociali, in favore anche delle cosiddette minoranze, deve essere una parte essenziale per la ricostruzione del tessuto sociale e civile logorato dalla pandemia e per la costruzione della società futura.</p>



<p>Quest’anno la comunità LGBTQIA+ italiana festeggia il 50esimo anniversario dalla prima manifestazione pubblica e dalla nascita del movimento di rivendicazione dei diritti LGBTQIA* in Italia. È tempo di andare avanti con determinazione perchè le famiglie omogenitoriali, le coppie same-sex, le persone transgender, non binarie e gender non conformi, le persone della comunità LGBTQIA+ tutte, attendono ancora risposte, a livello istituzionale nazionale e locale, per tutte le volte in cui&nbsp;<strong>i diritti sono ancora disattesi, nella propria vita familiare, sul lavoro, nella vita pubblica, a scuola, per la propria salute.</strong></p>



<p>Se il Paese deve ripartire, se Milano deve ripartire, ripartiamo tuttə insieme.</p>



<p><strong>LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE E ALLA *FOBIA: IL DIRITTO DI ESSERE SE STESS3.</strong></p>



<p>Ogni giorno,&nbsp;<strong>le persone LGBTQIA+ vengono discriminate, isolate, insultate e aggredite a scuola, in casa, in strada o sul posto di lavoro.</strong>&nbsp;Ancora oggi, nel nostro Paese, tenersi per mano, darsi una carezza o un bacio non sono solo semplici gesti d’affetto, ma&nbsp;<strong>atti di coraggio.</strong>&nbsp;La pandemia ha inoltre costretto tantə di noi a isolarsi con famiglie che talvolta non rispettano la nostra identità o il nostro orientamento, al punto che la propria casa non è più un luogo sicuro, di affetto e benessere.</p>



<p>Siamo amicə, colleghə, vicinə di casa, genitori, figlə che chiedono a gran voce di non essere più cittadinə di serie B, ma&nbsp;<strong>accoltə e tutelatə in modo efficace da una Legge contro l’omolesbobitransfobia, intersexfobia, afobia, queerfobia e discriminazione verso chiunque venga considerato diversə, senza compromessi. L’odio non è un diritto.</strong></p>



<p><strong>Anche a Milano si vivono questi problemi</strong>&nbsp;e una città che si vanta di essere capace di accoglienza ed empatia è importante che si doti di maggiori&nbsp;<strong>strumenti e politiche antidiscriminatorie</strong>&nbsp;e di sostegno per le vittime che si affianchino e si coordinino con le attività e servizi erogati dalle associazioni di volontariato che operano sul territorio.</p>



<p>L’istituzione di un <strong>help center antidiscriminazione</strong> multimediale (telefono, chat, email), capace di offrire supporto professionale (psicologi, avvocati) e di mettere in rete le risorse del mondo associativo, è un impegno improcrastinabile. L’azione della <strong>Casa Arcobaleno</strong>, rifugio per persone LGBTQIA+, andrebbe rafforzata e altri appartamenti aperti per espandere il numero di posti letto. Occorre altresì promuovere una <strong>campagna di sensibilizzazione ed educazione alla non discriminazione</strong>, con progetti nelle scuole (corsi, concorsi, etc.) e una campagna di comunicazione diretta all’opinione pubblica. Chiediamo, pertanto, al comune oltre a sostenere e valorizzare le attività già svolte dalle associazioni, di attuare concretamente tutte queste iniziative; il Comune non può delegare totalmente al volontariato i compiti che sono di interesse pubblico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="275" height="183" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/PRIDE-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15401"/></figure></div>



<p><strong>OMOGENITORIALITÀ E FAMIGLIE CON UGUALI DIRITTI</strong></p>



<p>Non è più tempo di attendere. La&nbsp;<strong>Corte di Cassazione</strong>&nbsp;ha più volte affermato che&nbsp;<strong>deve essere colmato il vuoto legislativo in materia di omogenitorialità</strong>, e ha chiesto esplicitamente al Parlamento di agire facendo presente come “spetti …al Legislatore – in qualità di interprete della volontà collettività e previo opportuno bilanciamento degli interessi in gioco –&nbsp;<strong>predisporre una tutela di quei bambini che hanno due mamme o due papà</strong>”.</p>



<p>Queste leggi sono fondamentali per la vita quotidiana di molte famiglie. Lo sono ancora di più&nbsp;<strong>oggi, quando certificazioni, decreti e permessi di movimento e incontro sono strettamente vincolati allo stato di famiglia.</strong>&nbsp;Quanti genitori non riconosciuti, fantasmi per legge, si sono visti negata la possibilità di ricongiungersi ai propri figli? Possiamo lasciare in mano al buon cuore del funzionario di turno, dell’impiegato del momento, delle forze dell’ordine, la tutela dell’integrità, della salute di tante famiglie?</p>



<p>Questo non può accadere in uno stato democratico! E questo accade perché&nbsp;<strong>le tutele non sono ancora estese a tutti i cittadini e le cittadine. Pur essendo tutti uguali, non siamo trattati nello stesso modo.</strong>&nbsp;La legge oggi dice che le coppie omogenitoriali sono diverse, che sono formate da cittadini di serie B. Eppure, per quanto riguarda i doveri economici, tornano ad avere piena cittadinanza.&nbsp;<strong>Pagano le tasse come le altre famiglie</strong>, come la vera famiglia che sono.</p>



<p>Ebbene, vogliamo essere considerati una famiglia non solo per i Comuni, al momento di riscuotere le tasse, ma anche per lo Stato. Ed è&nbsp;<strong>sullo stato di famiglia dei nostri bambini</strong>&nbsp;che vogliamo essere inchiodati alle nostre responsabilità, lo vogliamo vedere scritto nero su bianco.</p>



<p>È finito il tempo delle parole, adesso è il momento dei fatti: leggi che&nbsp;<strong>riconoscano pienamente ai nostri figli tutti i diritti e a noi il diritto di essere genitori sin dalla loro nascita.</strong>&nbsp;Genitori sì, perché questi figli li abbiamo desiderati, voluti e messi al mondo in coppia.</p>



<p>Inoltre, chiediamo<strong>&nbsp;il riconoscimento e la tutela del ruolo di co-genitore ai partner</strong>&nbsp;di uno dei genitori che, in una famiglia ricostituita, svolgono un ruolo di cura e accudimento dei figli, ma senza riconoscimento legale.</p>



<p>E ancora vediamo il pregiudizio in azione. Ancora dobbiamo prendere atto di essere&nbsp;<strong>considerati con sospetto e trattati diversamente dagli altri.</strong>&nbsp;In Italia, infatti, non ci è permesso adottare e non possiamo accedere alle tecniche di procreazione assistita consentite invece alle coppie eterosessuali. Coppie eterosessuali che si trovano come noi nell’impossibilità di procreare naturalmente.</p>



<p><strong>Perché il nostro desiderio di genitorialità è ancora guardato con sospetto?</strong></p>



<p>Il nostro Paese deve interrogarsi sui suoi pregiudizi, una volta per tutte. Ci sono persone omosessuali, e sono persone come le altre.</p>



<p>Persone al momento&nbsp;<strong>costrette in uno stato di clandestinità per quanto riguarda la genitorialità, costrette a migrazioni per costruire la propria famiglia.</strong>&nbsp;Lo Stato italiano deve vergognarsi. Uno Stato che si dice democratico non deve mettere i propri cittadini in condizione di cercare altrove il proprio diritto alla felicità e alla realizzazione di sé in una famiglia. Per questo, gridiamo una volta per tutte BASTA.</p>



<p>E al&nbsp;<strong>Comune di Milano</strong>, che solo in un primo momento ha voluto vederci e rispettarci con coraggio,&nbsp;<strong>chiediamo di ritrovare quel coraggio e continuare a trascrivere sui certificati di nascita dei nostri bambini i nomi dei loro genitori.</strong>&nbsp;Di entrambi i genitori. Che si tratti di un uomo e una donna, di due donne o di due uomini.</p>



<p><strong>IL DIRITTO A UN MATRIMONIO EGUALITARIO</strong></p>



<p><strong>L’unica ragione per cui il matrimonio egualitario non esiste è che ancora esiste una grave discriminazione&nbsp;</strong>che investe le vite delle persone LGBTQIA+. Una catena invisibile ma che nei momenti più importanti delle nostre vite ci blocca improvvisamente. È ora di prendere consapevolezza di questa catena, vederla e romperla una volta per tutte.</p>



<p>Le persone LGBTQIA+ non valgono meno, non sono diverse dalle altre, perché&nbsp;<strong>ogni persona è diversa e tutti abbiamo eguale dignità.</strong>&nbsp;Ma la mancanza del matrimonio egualitario per le persone LGBTQIA+ determina una differenza.</p>



<p>È questo pregiudizio, questa catena, la ragione per cui alle coppie dello stesso sesso non è permesso accedere all’istituto collettivo del matrimonio.</p>



<p>Non esiste altra ragione se non&nbsp;<strong>una violenta e silenziosa discriminazione.</strong>&nbsp;Chiediamo di poterci sposare senza se e senza ma.</p>



<p><strong>IL DIRITTO ALLA PROPRIA IDENTITÀ DI GENERE</strong></p>



<p>In Lombardia, a Milano,&nbsp;<strong>i servizi sanitari dedicati alle persone che devono affrontare un percorso di transizione di genere sono assolutamente carenti.</strong>&nbsp;Il sistema è così complesso da non riuscire ad adattarsi alle esigenze della realtà locale e a dare risposte efficaci.</p>



<p>La maggior parte delle persone transgenere e gender non conforming oggi in Lombardia&nbsp;<strong>si affida a specialisti privati</strong>&nbsp;per poter accedere alle cure ormonali perché il servizio pubblico segue la procedura ONIG, che non è né funzionale né necessaria né tantomeno prevista per legge, con il risultato di essere incapace di assistere i cittadinə che ne hanno bisogno.</p>



<p><strong>La delibera AIFA</strong>, che stabilirebbe la gratuità delle terapie ormonali ma a patto di seguire una rigida procedura, è stata definita non tenendo conto della effettiva disponibilità delle strutture sanitarie necessaire nelle varie regioni italiane, e&nbsp;<strong>risulta di difficile applicazione in Lombardia.</strong>&nbsp;La delibera va cambiata a partire dalla sua ideazione concettuale, poiché determina un passo indietro nel processo di autodeterminazione della persona transgenere, non tiene conto del microdosing e considera valide all’erogazione del farmaco solo le farmacie ospedaliere, che non sono di facile reperibilità sul territorio.</p>



<p><strong>Ogni endocrinologo dovrebbe essere abilitato</strong>&nbsp;a prescrivere le cure ormonali per le persone transgenere, ampliando la base dei medici a disposizione, al contrario di quanto succede ora.</p>



<p><strong>Il percorso psicologico dovrebbe essere reso facoltativo</strong>, non più necessario come ora, e sostituito dal principio di autodeterminazione della persona trans stessa.</p>



<p><strong>Il percorso giudiziario</strong>&nbsp;per la rettifica dei documenti anagrafici dovrebbe essere&nbsp;<strong>semplificato e trasformato in una procedura comunale</strong>, come avviene già in altri Stati. L’autorizzazione di un giudice per le operazioni chirurgiche invece dovrebbe essere rimossa.</p>



<p>La paura che alimenta l’attuale sistema è quella delle detransizioni; ma in realtà non vi è contezza di questo fenomeno perché non sono stati fatti finora studi che permettano di avere un’idea di quanto sia alto questo rischio.</p>



<p>Questo sistema nel suo complesso deve essere modificato e snellito, così da poter&nbsp;<strong>facilitare i percorsi di transizione, supportare concretamente chi li deve affrontare</strong>&nbsp;e aumentare la qualità della vita delle persone transgenere e gender non conforming.</p>



<p>Lasciamo alle persone trans il diritto di autodeterminarsi e di assumersi la responsabilità per il proprio percorso di transizione.</p>



<p><strong>Basta Transifici! Non siamo più dispostə a pagare enormi cifre per ciò che è nostro diritto: scegliere, parlare e riconoscerci per noi stessə.</strong></p>



<p>Infine, pensiamo che il Comune debba intervenire, secondo le sue competenze, nella&nbsp;<strong>revisione della gestione delle liste elettorali</strong>&nbsp;presso i seggi, così da renderla più rispettosa di tuttə.</p>



<p>Al momento,&nbsp;<strong>la presenza di due liste separate e distinte per sesso</strong>&nbsp;(uomini e donne) costringe le persone transgender a fare coming-out al momento dell’accesso al seggio per esprimere il voto, in fase di identificazione. All’interno dei seggi, tra l’altro, la lista maschile e la lista femminile, per ragioni di praticità e afflusso dei votanti, sono normalmente poste a una certa distanza l’una dall’altra. Perciò,&nbsp;<strong>le persone si attendono in coda divise a seconda del proprio sesso</strong>&nbsp;per essere identificate dallo/a scrutatore/scrutatrice. La divisione delle liste in maschile e femminile è espressamente prevista dalla legge, quindi un intervento di modifica in questo senso dovrebbe passare per il legislatore. Tuttavia, in fase di redazione e stampa delle liste è possibile trovare delle soluzioni che, sebbene non ottimali, si muovano in una direzione di maggiore inclusività e rispetto per le persone transgender e gender con conforming.</p>



<p>In particolare,&nbsp;<strong>si potrebbero suddividere le liste in ordine alfabetico per cognome</strong>&nbsp;(per es. A-L, M-Z), a prescindere dal genere, per un totale di 4 elenchi (donne A-L, donne M-Z, uomini A-L, uomini M-Z). Uguale principio si applicherebbe ai registri per l’annotazione della tessera elettorale. A questo punto, si potrebbe dare indicazione ai/alle presidenti di seggio di&nbsp;<strong>organizzare l’afflusso degli elettori e delle elettrici in due colonne dipendenti dalla lettera del cognome anziché dal sesso.</strong>&nbsp;In questo modo, l’unica persona a venire a conoscenza del sesso anagrafico del/della votante sarebbe lo/la scrutatore/scrutatrice che l’identifica, e questo senza dubbio incoraggerebbe molte più persone transgender, non binarie e gender non conforming, a recarsi ai seggi per godere di un proprio diritto civile.</p>



<p><strong>PIÙ DIRITTI PER TUTTƏ: FEMMINISMO, TRANSFEMMINISMO E INTERSEZIONALITA’</strong></p>



<p><strong>Il femminismo intersezionale</strong>&nbsp;si basa sulla presa di coscienza che&nbsp;<strong>le discriminazioni sono molteplici e basate su più fattori</strong>&nbsp;che spesso interagiscono e si sovrappongono tra loro. Il sesso, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, le disabilità, lo stato economico/sociale, il colore della pelle, avere un corpo non conforme agli standard di bellezza, la religione, l’età, il luogo di nascita: sono tutti fattori che concorrono a creare privilegi e conseguenti discriminazioni.</p>



<p>È fondamentale tenere conto delle diverse oppressioni che si intersecano con quelle dovute al genere. L’omolesbobitransfobia, il razzismo, il classismo, l’abilismo, la mascolinità tossica: sono tutte&nbsp;<strong>forme di oppressione ed esclusione che dobbiamo affrontare tuttə insieme</strong>&nbsp;per poter creare una società equa ed inclusiva.</p>



<p><strong>La liberazione dagli stereotipi di genere aiuterebbe tutta la collettività</strong>&nbsp;in quanto ci libereremmo dal sistema di schemi sociali nei quali tuttə siamo intrappolatə.</p>



<p>Le istanze transfemministe condannano ogni forma di esclusione delle donne trans dalla definizione di donna e dal concetto di donna.&nbsp;<strong>Le donne trans sono donne e vanno incluse all’interno del femminismo.</strong>&nbsp;C’è ad oggi una sezione estremista del movimento femminista che le esclude adducendo motivazioni per noi assolutamente non condivisibili.</p>



<p>Le forme di potere oppressive sono tante e diverse e&nbsp;<strong>l’intersezionalità è l’unico mezzo per poter abbattere i fattori oppressivi derivanti dal sistema patriarcale eteronormativo.</strong>&nbsp;Ad oggi si dimostra quindi necessario un&nbsp;<strong>transfemminismo intersezionale</strong>, che porti avanti le istanze di tutte le categorie di donne e persone discriminate. Una rivendicazione collettiva e non escludente rispetto alle categorie tradizionalmente emarginate, come le sex workers, le persone disabili o che subiscono una discriminazione per l’origine etnica.</p>



<p><strong>Milano è da sempre fucina di istanze femministe</strong>&nbsp;dal respiro nazionale, chiediamo che continui il suo percorso di presentazione e tutela del concetto di femminismo intersezionale.</p>



<p><strong>UN’EDUCAZIONE CHE PREVEDA TUTTƏ</strong></p>



<p>La scuola ha lo scopo di preparare le giovani persone che la abitano alla vita moderna che le vedrà partecipi e coinvoltə. È essenziale che&nbsp;<strong>un’istituzione pubblica parli della e alla realtà senza basarsi su canoni irrealistici, vincoli stereotipati</strong>, teorie astratte e pregiudizi. Una realtà variopinta, ricca e multidimensionale.</p>



<p>Per questo, una corretta, approfondita e duratura&nbsp;<strong>educazione alle differenze</strong>&nbsp;è fondamentale nel percorso scolastico di ogni studentə. Trattare le tematiche LGBTQIA+, femministe e di genere durante l’età formativa, rendere disponibili libri di testo in biblioteca per approfondire questi temi anche in autonomia, permetterebbe alle giovani persone LGBTQIA+ di&nbsp;<strong>sentirsi meno isolate, di scoprirsi, comprendersi</strong>&nbsp;e crescere serenamente, e alle persone&nbsp;<strong>non-LGBTQIA+ di avere una visione completa del mondo</strong>&nbsp;in cui vivono e di diventare cittadinə coscienti e alleati dei loro coetanei.</p>



<p><strong>Il bullismo è la prima causa di abbandono scolastico</strong>: che tipo di adultə diventeranno, se non garantiamo loro il diritto allo studio? Che tipo di cittadinə? Ma soprattutto: come possiamo anche solo immaginare che le loro vite, le loro menti, la loro salute siano tutelate? Un’istituzione pubblica – la scuola – deve fare di più.</p>



<p>Si deve mettere uno&nbsp;<strong>stop al bullismo, alle discriminazioni e alle violenze</strong>&nbsp;– troppo presenti nella vita dei giovanə, tanto nel quotidiano quanto online. Un’ombra lunga che pervade, permane e segna a lungo e in profondità le loro vite:&nbsp;<strong>una vita serena, consapevole e libera –&nbsp; adolescenti, giovani o adulti – è un diritto!</strong></p>



<p><strong>Promuovere una corretta informazione</strong>&nbsp;su identità di genere, orientamento sessuale e ruoli sociali, e far capire le istanze, i bisogni e le necessità delle persone LGBTQIA+ non è un progetto utile solo per i ragazzi in età evolutiva. Va intrapreso un percorso parallelo di&nbsp;<strong>informazione, sensibilizzazione e formazione che coinvolga tutto il personale scolastico</strong>, che con cura e passione contribuisce ogni giorno alla crescita dei ragazzə.</p>



<p>La conoscenza è la prima&nbsp;<strong>arma di contrasto all’odio</strong>. Formiamo giovani e adulti capaci di vivere e interagire positivamente insieme. Favoriamo un percorso di crescita collettiva.</p>



<p>Per una Milano che non sia solo inclusiva, ma realmente integrata: una Milano libera.</p>



<p><strong>SOLITUDINI E NUOVE POVERTA’</strong></p>



<p>Da alcuni anni, in diversi strati della nostra società e all’interno della comunità LGBTQIA+, si stanno ampliando fenomeni di&nbsp;<strong>solitudine, emarginazione e perfino povertà economica</strong>, che nel corso di questo anno di pandemia si sono acuiti ancora di più.</p>



<p>Nel corso del 2020 sono arrivate molte segnalazioni di persone LGBTQIA+ che, oltre alla preoccupazione per l’emergenza sanitaria,&nbsp;<strong>non potevano essere tranquillə all’interno delle proprie case</strong>: a causa di genitori che non accettano i propri figli, coinquilini omotransfobici o altre situazioni simili.</p>



<p>Inoltre,&nbsp;<strong>sono venute a mancare le occasioni di socialità</strong>&nbsp;per i membri della comunità LGBTQIA+. Oltre alla chiusura di luoghi di ritrovo, le&nbsp;<strong>tante realtà associative</strong>, dove le persone esercitano il proprio ruolo sociale, si confrontano e crescono nelle relazioni,&nbsp;<strong>non hanno potuto svolgere la propria attività di sostegno, autoaiuto e supporto in maniera completa</strong>, facendo sì che chi avesse bisogno faticasse a trovare assistenza morale e materiale.</p>



<p>A Milano e nei comuni della Città Metropolitana si è riusciti a fare POCO.</p>



<p>Il lavoro della Casa Arcobaleno, per esempio, non si è mai fermato continuando ad accogliere persone LGBTQIA+ che non potevano più vivere all’interno delle mura domestiche, non per propria scelta. Le richieste sono aumentate, con molte domande provenienti anche da fuori Comune, ma&nbsp;<strong>la capacità della struttura è fortemente limitata.</strong>&nbsp;Le realtà associative e di volontariato della provincia si sono unite per cercare di creare reti di sostegno per le persone LGBTQIA+ offrendo soluzioni di supporto a distanza, numeri di telefono, sportelli online o simili.</p>



<p><strong>Ma la stabilità emotiva e sociale della comunità LGBTQIA+ non può rimanere solo in mano alle associazioni.</strong></p>



<p>È compito delle istituzioni prendere coscienza di questi fenomeni e analizzarli per agire in maniera preventiva ed efficace rispetto a questa nuova emergenza che temiamo andrà sempre di più ad aggravarsi. Il Comune e la Regione devono assumersi le proprie responsabilità e svolgere il proprio compito, offrendo&nbsp;<strong>nuovi strumenti di supporto e sostegno sociale e psicologico a quei cittadinə che soffrono di situazioni di violenza psicologica ed emotiva.</strong></p>



<p>Le amministrazioni comunali inoltre possono&nbsp;<strong>concedere spazi e fondi alle associazioni</strong>&nbsp;per garantire che il loro lavoro di supporto verso queste fasce della società possa godere di maggiore stabilità e progettualità per&nbsp;<strong>fornire servizi che saranno implementati e consolidati nel tempo.</strong></p>



<p>La cittadinanza deve essere maggiormente informata su queste situazioni critiche per&nbsp;<strong>creare una consapevolezza condivisa</strong>&nbsp;che spinga sempre più persone ad alimentare la rete di sostegno per le persone LGBTQIA+ che hanno sempre più bisogno di sentirsi meno sole e più sostenute.</p>



<p><strong>IL DIRITTO ALLA SALUTE</strong></p>



<p>Era il 5 giugno 1981 quando vennero registrati i primi casi sospetti di polmonite da Pneumocystis in cinque uomini omosessuali, che si rivelarono poi essere i primi sieropositivi diagnosticati.<br>Tanti passi sono stati fatti in questi 40 anni di lotta al virus, tanto che oggi possiamo guardare all’<strong>obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>&nbsp;di avere&nbsp;<strong>ZERO nuove infezioni da HIV</strong>&nbsp;nel&nbsp;<strong>2030</strong>&nbsp;con ragionevole speranza.</p>



<p>Grazie all’arrivo dei farmaci efficaci,&nbsp;<strong>l’aspettativa di vita delle persone che vivono con HIV oggi è equiparabile alle persone HIV negative.</strong>&nbsp;E non solo, le evidenze scientifiche, dimostrano che una persona HIV positiva che segue il trattamento, e ha&nbsp;<strong>carica virale non rilevabile, non può trasmettere il virus</strong>: U=U, Undetectable equals Untrasmittable. Un risultato straordinario.</p>



<p>Oggi abbiamo molti strumenti per proteggerci dal virus dell’HIV, abbiamo il condom, la PrEP, profilassi pre- esposizione da HIV, la TasP, terapia come prevenzione, la PEP, profilassi post esposizione. Tutti questi strumenti permettono di&nbsp;<strong>vivere liberamente le nostre sessualità</strong>, qualunque esse siano, e di approdare un benessere sessuale pieno e appagante, che deve essere libero dai pregiudizi, da razzismo, violenza di genere, transfobia e all’insegna dell’autodeterminazione sessuale.</p>



<p>Eppure, ancora&nbsp;<strong>molto si deve fare in termini di corretta informazione, lotta allo stigma, sensibilizzazione e promozione della prevenzione, non solo rispetto all’HIV ma a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.</strong>&nbsp;Lo stigma sociale e la discriminazione alimentano ancora paura e isolamento, che, aggravate dalla pandemia globale di covid-19, ha effetti devastanti nella quotidianità e nelle nostre comunità.</p>



<p><strong>Milano</strong>, se vuole essere città all’avanguardia per la salute,&nbsp;<strong>deve partire anche dalla salute dei più fragili</strong>, e dalla salute delle persone LGBTQIA+. Le istituzioni devono fare la loro parte, promuovendo politiche e azioni di sostegno concreto al diritto alla salute e alla corretta informazione e prevenzione.</p>



<p><strong>Le associazioni, prima fra tutte il Milano Check Point, si trovano spesso a lottare da sole</strong>, andrebbero invece supportate con spazi e fondi utili per promuovere servizi di test e prevenzione, fare corretta informazione e combattere lo stigma. Le associazioni di volontariato e auto-aiuto sono presidi fondamentali per la salute</p>



<p>fisica e psicologica dei cittadini, e come tali devono essere sostenute dalle istituzioni come parte integrante del sistema sanitario, per non lasciare nessuno indietro.</p>



<p>Solo così possiamo costruire un futuro migliore, dove ognuno possa stare bene.</p>
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		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2020 11:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;Migrazioni e famiglie transnazionali&#8221; organizzato da Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia. Tema importante&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;<strong>Migrazioni e famiglie transnazionali</strong>&#8221; organizzato da <strong>Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani</strong>, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia.</p>



<p>Tema importante che ha coinvolto ospiti di rilievo (che ringraziamo) e altri argomenti di stretta attualità: migrazioni, figli sospesi, diritti delle <strong>donne</strong>, l &#8216;importanza delle <em>reti sociali, la responsabilità della politica, la riorganizzazione del welfare.</em></p>



<p>Buon ascolto!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Webinar: Migrazioni e famiglie transnazionali" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oMPPj7qMPMM?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="679" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14055" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" /></figure>
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		<title>Nasce in Africa una rete per il diritto alla Scienza. Le richieste alle Nazioni unite</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 08:50:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>RICERCA SCIENTIFICA, NASCE IN AFRICA UNA RETE TRANSAZIONALE DI PARLAMENTARI PER IL “DIRITTO ALLA SCIENZA”, CHE DA MARZO VERRA’ MONITORATO DALL’ONU: LE RICHIESTE ALLE NAZIONI UNITE Chiude ad Addis Abeba (Etiopia) il VI Congresso&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>RICERCA SCIENTIFICA, NASCE IN AFRICA UNA RETE TRANSAZIONALE DI PARLAMENTARI PER IL “DIRITTO ALLA SCIENZA”, CHE DA MARZO VERRA’ MONITORATO DALL’ONU: LE RICHIESTE ALLE NAZIONI UNITE</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="234" height="223" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/eeeeeeeeeeeeee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13679"/></figure></div>



<ul><li><strong>Chiude ad Addis Abeba (Etiopia) il VI Congresso mondiale per la LIBERTÀ DI SCIENZA promosso da Associazione Luca Coscioni, Science for Democracy e l’Unione Africana. Trecento, provenienti da 35 paesi, i partecipanti alla “due giorni” etiope.</strong></li></ul>



<p>Si sono conclusi i lavori del VI <strong>Congresso Mondiale per la libertà della ricerca scientifica</strong>, dedicato a “Il diritto a godere dei benefici della scienza”. Un appuntamento promosso dall’Associazione Luca Coscioni, Science for Democracy e l’Unione Africana. Il Congresso era il primo appuntamento internazionale convocato all&#8217;indomani dell&#8217;adozione del <strong><em>Commento Generale</em></strong><em> della Scienza</em> da parte dell’ONU. <strong>Una volta approvato questo testo,</strong> ovvero dal mese di marzo, gli Stati nazionali di tutto il mondo <strong>saranno obbligati a rendicontare</strong> le politiche adottate in materia di scienza e tecnologia. Si potrà dunque discutere a Ginevra, come attualmente accade per i diritti umani classici, di creazione e libera circolazione di conoscenza scientifica e di uguaglianza nell&#8217;accesso ai risultati tecnologici della ricerca stessa.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="https://backgrounds.wetransfer.net/looms/1912/cinemagraph3_template1_v1/assets/videos/weaver.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p>Per due giorni i <strong>300 partecipanti</strong> <strong>provenienti da 35 paesi</strong> hanno discusso di <strong>SVILUPPO SOSTENIBILE</strong>; <strong>CELLULE STAMINALI</strong> ED <strong>EDITING DEL GENOMA</strong>; <strong>DIRITTI SESSUALI</strong> <strong>E RIPRODUTTIVI</strong>; <strong>LIBERO ACCESSO</strong> <strong>AI DATI</strong> E <strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong>. Oltre ai vertici dell’Associazione Luca Coscioni, di Science for Democracy, della Commissione africana e a diversi parlamentari africani hanno preso la parola <strong>Sir Richard John Roberts</strong>,<em> Nobel per la medicina</em>; la Vice-Ministra degli Esteri <strong>Emanuela Del Re</strong> in collegamento, la vice-direttrice dell&#8217;UNESCO <strong>Angela Melo</strong>, il prof <strong>Mikel Mancisidor</strong>, <em>professore Associato, Washington college of Law, co-redattore del Commento Generale sull’art. 15 del Patto ONU</em>),  <strong>Malin Parmar,</strong><em>Professoressa associata presso il Dipartimento di neurobiologia rigenerativa e dello sviluppo, Lund University, Svezia</em><strong>; Pete Coffey, </strong>del London project on eye e il co-presidente dell&#8217;Associazione Luca Coscioni <strong>Michele De Luca</strong>.</p>



<p>In attesa dell’approvazione definitiva del&nbsp;<em>Commento Generale sulla Scienza</em>&nbsp;i partecipanti hanno deciso di&nbsp;<strong>promuovere una rete di parlamentari per il diritto alla scienza,&nbsp;</strong>che verrà coordinata da Science for Democracy<strong>: le prime adesioni sono arrivate da legislatori di Tanzania, Zambia, Senegal e Costa d&#8217;Avorio.</strong>&nbsp;E’ stata infine adottata una dichiarazione finale che chiede:</p>



<ul><li><strong>Linee guida</strong>&nbsp;per assistere gli Stati Membri per implementare il “diritto alla scienza&#8221; per come articolato nel Commento generale</li><li>La creazione di uno&nbsp;<strong>Special Rapporteur</strong>&nbsp;sul “diritto alla scienza” per monitorare costantemente il rispetto delle implicazioni della scienza sui diritti umani.</li><li>Il rafforzamento degli<strong>&nbsp;investimenti in capitale umano, nella salute, nell&#8217;istruzione e nelle nuove tecniche di colture&nbsp;</strong>e che un&nbsp;<strong>potenziamento del ruolo delle donne</strong>&nbsp;in quanto importanti risorse per il benessere e sviluppo sostenibile delle società.</li><li>La valorizzazione di&nbsp;<strong>approcci multidisciplinari basato su evidenze</strong>&nbsp;per bilanciare il &#8220;principio di precauzione&#8221;.</li><li>L’invito&nbsp;a ratificare il Protocollo Opzionale del Patto internazionale sui diritti Economici, Sociali e Culturali, adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 2008.</li></ul>
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		<title>Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA): le nostre proposte all&#8217;UNHCR</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 09:42:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha presentato, presso le sedi dell&#8217;UNHCR di Roma e di Ginevra, il seguente documento: 9 dicembre 2019 Purtroppo l’opinione pubblica in Italia si presenta ancora spaccata in relazione ai&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/11/minori-stranieri-non-accompagnati-msna-le-nostre-proposte-allunhcr/">Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA): le nostre proposte all&#8217;UNHCR</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>ha presentato, presso le sedi dell&#8217;UNHCR di Roma e di Ginevra, il seguente documento:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="410" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13352" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-1024x410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-300x120.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015-768x307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/UNHCR-visibility-horizontal-Blue-RGB-v2015.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1192w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>9 dicembre 2019</p>



<p>Purtroppo l’opinione pubblica in Italia si presenta ancora spaccata in relazione ai rifugiati che giungono sul territorio italiano scappando da guerre, conflitti sanguinosi, persecuzioni, e gravi violazioni dei diritti umani.  </p>



<p>Se da un lato tolleranza,
solidarietà, dialogo e soccorsi umanitari caratterizzano un lato
della medaglia; l’altro lato non si presenta così incoraggiante.
All’incontrario, è sufficiente ascoltare alcune voci di cittadini,
leggere alcuni commenti sui network-network per capire la severa
mancanza di comprensione e solidarietà. 
</p>



<p>Un grave problema che sta
a monte, è proprio l’ignoranza. Ci sono periodi in cui ogni giorno
e ogni sera il tema unico e principale è quello relativo agli
sbarchi; ma tali momenti sono soprattutto accompagnati da dati e
discussioni tra le fazioni politiche. Nonostante tali informazioni
siano necessarie da condividere con la cittadinanza, quello che manca
maggiormente è la presenza di momenti che permettano di forgiare le
conoscenze dei cittadini, e di condividere con loro quali siano i
motivi che spingono donne, uomini e bambini ad attraversare acque e
terre. 
</p>



<p>All’interno di una
tematica così vasta e complessa, il dialogo, la discussione e il
confronto sono ingredienti essenziali per creare consapevolezza. Ecco
che allora, il ruolo dell’educazione ed informazione torna ad
essere preponderante. L’educazione che inizia dietro i banchi di
scuola, e che dovrebbe maturare un senso di responsabilità in ogni
cittadino. Di conseguenza, l’educazione in merito ai diritti umani
e in merito alle sue sfide, come le violazioni che subiscono coloro a
cui viene attribuito lo status di rifugiato, è fondamentale e la sua
importanza non deve essere sottovalutata. Per questo motivo,
associazioni del campo, come Per I Diritti Umani, svolgono un ruolo
di prima linea nel forgiare futuri adulti cittadini coscienti,
consapevoli, informati e attivi. 
</p>



<p>Venendo al tema dei
minori non accompagnati, nel 2018 sono state presentate in Italia 3,9
mila domande di protezione internazionale da parte di minori
stranieri non accompagnati. Le stesse osservazioni conclusive
consegnate all’Italia da parte dello UN Committee in merito allo
stato di implementazione e attuazione della Convenzione ONU sui
diritti dei minori sul territorio Italiano, ha ribadito quanto sia
importante per il governo e autorità italiane continuare ad
indirizzare i propri sforzi ed energie in modo tale da garantire a
tali minori il godimento dei diritti sanciti nella Convenzione
stessa. Di conseguenza, tale impegno deve essere condiviso anche da
attori che quotidianamente lavorano a stretto contatto con minori e
adulti per la promozione di una “cultura dei diritti umani”. Per
questo motivo, risulta significativo lo sviluppo di nuove idee ed
iniziative volte a garantire l’integrazione degli stranieri non
accompagnati in Italia, e con l’obiettivo di supportare la corretta
attuazione dei diritti che li spettano. 
</p>



<p>È dunque necessario
assicurare che i minori stranieri non accompagnati, non appena
arrivano sul territorio di accoglienza, vengano supportati da
esperti, volontari ed affiancati da personale in grado di assistere i
loro bisogni. 
</p>



<p>Allo stesso modo, è
importante lavorare nuovamente sul fronte educativo, impegno che si
traduce in educare i piccoli e grandi cittadini. A questo fine, è
necessario continuare a elaborare progetti ed attività, come per
esempio la possibilità di tenere nelle scuole incontri formativi con
l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti in merito al significato
di “rifugiato” e in merito al ruolo che la Convenzione sui
Diritti del Fanciullo svolge tanto per loro stessi, quanto per loro
coetanei stranieri giunti in Italia senza un genitore. Questa
attività potrebbe prendere la forma di un vero e proprio programma,
per cui non si tratterebbe di un solo unico e sporadico incontro, ma
di un ciclo di incontri. All’aspetto teorico, si andrebbero ad
aggiungere attività di gruppo per mettere in pratica quanto
trasmesso e per sviluppare abilità come: team-working, condivisione
del proprio pensiero, ascolto critico, capacità di identificare
violazioni dei diritti dei minori e di prendere decisioni; insieme
alla crescita di attitudini, come empatia, solidarietà,
responsabilità e consapevolezza. Questo tipo di attività potrebbe
essere organizzata per studenti delle classi medie e superiori. 
</p>



<p>Mentre
nelle Università tali iniziative potrebbero rappresentare un vero e
proprio corso (corso a scelta-facoltativo) e che potrebbe risultare
di grande interesse soprattutto per svariati percorsi, tra cui
Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Medicina, Filosofia,
Lingue; le cui competenze, una volta sviluppate a conseguimento del
titolo di studio, possono risultare utili all’interno dell’Agenzia
ONU stessa. In questo contesto ovviamente i corsi sarebbero più
specifici e affrontati in profondità. Per esempio corsi su “il
diritto alla protezione internazionale”; “il caso dei minori non
accompagnati”; “Convenzione sui diritti del fanciullo e
convenzione di Dublino”. Il rapporto con le Università potrebbe
risultare una grande risorsa, grazie alla vastità di contatti e
risorse che dispongono. In questo modo, non solo l’educazione in
tale ambito è garantita, ma gli studenti hanno la possibilità di
entrare in contatto con un’Agenzia Specializzata di alto livello
ove in futuro potrebbero applicare le proprie competenze ed essere di
supporto. 
</p>



<p>Infine, un’ulteriore
proposta potrebbe essere considerata dall’UNHCR, anche se tale
suggerimento richiede maggiori sforzi e risorse. Per garantire una
corretta mobilitazione volta ad assicurare una efficace educazione in
merito all’argomento trattato, si potrebbero istituire sedi
regionali-locali di UNHCR in alcuni Paesi. Per esempio, in Italia
l’unica sede presente è a Roma; e potrebbe risultare utile
stabilire altre sedi nel nord e sud d’Italia. Tali sedi
supplementari farebbero poi riferimento a Roma, ma avrebbero la
possibilità di mobilitare le città limitrofe e organizzare proprie
iniziative e programmi. In questo modo, oltre a determinati
dipendenti, la sede può essere supportata da volontari, piccoli e
grandi, animati dalla volontà di contribuire. Così facendo,
l’organizzazione stessa di seminari ed eventi (come nelle scuole)
risulterebbe meno ostia grazie a rapporti più diretti con le
istituzioni. 
</p>



<p>Nicole Fraccaroli, per
Associazione Per i Diritti Umani</p>



<p>Paola Regina, Avvocato
internazionalista 
</p>
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